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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 19 Aprile 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 8
INTERPELLANZA 2010-01746
"DI CHI SONO LE RESPONSABILITA' DELL'INCENDIO CHE HA DISTRUTTO IL CENTRO D'INCONTRO DI VIA VIPACCO 15? CHI PAGHERA' I DANNI PER LA SUA RICOSTRUZIONE?" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE GALLO DOMENICO IN DATA 7 APRILE 2010.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201001746/002, presentata in
data 7 aprile 2010, avente per oggetto:
"Di chi sono le responsabilità dell'incendio che ha distrutto il centro d'incontro
di Via Vipacco 15? Chi pagherà i danni per la sua ricostruzione?"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Anche in questo caso c'è una risposta scritta molto puntuale, di cui do lettura.
"La relazione dei Vigili del Fuoco sulle circostanze connesse all'origine
dell'incendio è stata richiesta in data 7 aprile u.s. e si è attualmente in attesa di
riscontro. Si può fin d'ora rappresentare che, in data 2 aprile 2010, il Comando
Provinciale dei Vigili del Fuoco di Torino ha inviato alla Città la relazione di
sopralluogo allegata, che contiene dichiarazioni degli addetti al cantiere secondo le
quali l'incendio si è prodotto in seguito a lavori posti in essere sul muro esterno
dell'edificio in prossimità del tetto, sul fronte dell'area risultante dal recente
abbattimento del capannone attiguo, verso Via Rieti, lavori attuati anche con
l'impiego di fiamma ossidrica. Il sopralluogo condotto da personale della Città,
nell'imminenza dell'evento, ha consentito di escludere che la combustione possa
aver avuto origine dal materiale infiammabile collocato nell'area esterna del cantiere.
L'innesco ha infatti interessato il materiale depositato all'interno dell'edificio del
Teatro Stabile di Torino, assegnatario e gestore dello stesso. Le fiamme, dopo aver
distrutto il materiale e gli arredi depositati, si sono propagate a tutto l'edificio e
hanno, altresì, raggiunto e distrutto il manufatto attiguo, sede del centro di incontro
circoscrizionale. A produrre l'incendio, quindi, sono stati i lavori facenti capo al
cantiere attiguo, ma l'innesco è avvenuto sul materiale depositato entro il magazzino,
il deposito affidato e gestito dal Teatro Stabile. L'immobile, già assegnato al Teatro
Stabile, nonché quello che ospitava il centro di incontro, sono compresi nella polizza
assicurativa contro incendi che la Città di Torino ha stipulato relativamente agli
immobili di sua proprietà. La Procura della Repubblica di Torino ha aperto
un'indagine sulla vicenda, che consentirà di dare una risposta - si ritiene - anche sulle
questioni relative all'idoneità delle misure adottate durante i lavori in materia di
sicurezza e di prevenzione incendi. Ciò che è possibile, ad oggi, affermare, per
diretta constatazione del personale intervenuto della Città, è che il cantiere disponeva
di estintori e che si è ricorso al loro impiego senza concreti risultati in relazione alle
caratteristiche che l'incendio ha, da subito, assunto. Da quanto è stato possibile
appurare al momento, la ditta è coperta da polizza assicurativa per rischi connessi ai
danni determinati dalla sua attività".
Circa la responsabilità dei danni, il competente Settore della Città ha già provveduto
a presentare la denuncia del sinistro alla propria compagnia assicurativa. Il soggetto
sul quale graverà in via definitiva il risarcimento sarà naturalmente quello che
risulterà, al termine dell'inchiesta, responsabile dell'incendio.
Infine, in merito a un nuovo Centro d'Incontro, sono in fase di studio opportunità
migliori, al fine di fornire agli utenti la più rapida possibilità di riprendere lo
svolgimento delle attività. In particolare, sono già state attivate interlocuzioni con la
competente Circoscrizione 3 per individuare immediatamente i locali da utilizzare in
via provvisoria, anche facendo ricorso a realtà aggregative già presenti sul territorio,
quindi soluzioni transitorie volte appunto a coprire l'intertempo.
Anche per quanto attiene ad una successiva fase di nuova realizzazione del Centro,
sono in corso di esame possibilità alternative, fra le quali quelle indicate
nell'interpellanza, ovvero la possibilità di individuare spazi idonei presso l'area della
ex Venchi Unica di Via De Santis. Al riguardo (questo non è scritto), ne ho parlato
con il Presidente di Circoscrizione, Paolino, il quale faceva riferimento credo
all'ultimo piano, che non sarebbe impegnato.
Altre soluzioni che si stanno valutando riguardano (questo di nuovo non è scritto) la
possibilità di realizzare una struttura ad hoc in un giardino pubblico dell'area, perché
ovviamente bisogna stare rigorosamente all'interno del perimetro di area a cui fanno
riferimento gli utenti. E potrebbe anche essere un modo (lo dico in via assolutamente
preliminare, perché non è stata ancora compiuta un'individuazione), in analogia a
quanto avvenuto sul giardino di Corso Umbria di fronte alla chiesa (se il Consigliere
Gallo ha presente), di presidiare in modo efficace i giardini pubblici inserendo la
presenza di attività di tempo libero e di intrattenimento, garantendo così la sicurezza
sociale, in senso lato, e i principi di solidarietà. Interventi che possono essere utili
anche per sottrarre alcuni giardini pubblici da un certo anonimato, cioè da
un'immagine che li considera estranei alla gente, quindi in qualche misura trascurati
da tutti o comunque non riconosciuti come propria identità. Questo lo dico non per
preannunciare una decisione già assunta, ma semplicemente per dare indicazioni su
un'esplorazione che stiamo conducendo anche d'intesa con la Circoscrizione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Gallo.

GALLO Domenico
Dall'intervento dell'Assessore Viano si ricava innanzitutto che l'origine
dell'incendio non è stata dolosa: le dichiarazioni dei Vigili del Fuoco sembrano
fugare i dubbi manifestati dai cittadini dell'area circa una possibile messa in scena
dell'incidente. Ma aspettiamo la relazione finale dell'inchiesta in corso.
In particolare, Assessore, nella sua risposta c'è un aspetto che mi preoccupa: se ho
inteso bene, il Centro d'Incontro distrutto dall'incendio non sarà ricostruito. Credo
che questo sia il punto prioritario da chiarire e, infatti, chiedo che questa
interpellanza venga approfondita in Commissione. Io capisco la necessità, posta
dall'Assessore, di individuare altre aree dove costruire un immobile che funga da
Centro di Incontro, magari su aree verdi. Tuttavia (come indicato in uno dei punti
dell'interpellanza, dove chiedo addirittura che sia previsto un finanziamento per la
ricostruzione del Centro all'interno del Piano Triennale degli Investimenti 2010-
2012), il problema è capire innanzitutto se il Centro è andato completamente
distrutto. Dalle mie informazioni pare che solo il tetto è stato danneggiato, mentre la
struttura portante dell'edificio risulta intatta. Per cui la ricostruzione non
richiederebbe un finanziamento ingente.
In ogni caso, l'intento dell'interpellanza è verificare se esiste la volontà politica di
finanziare la ricostruzione del Centro, inserendo la voce "Ricostruzione del Centro di
Incontro di Via Vipacco" nel Piano di Investimenti che voteremo con il Bilancio.
Questo è l'aspetto fondamentale della vicenda.
Quello che è accaduto, infatti, è una cosa alquanto strana dal mio punto di vista: i
Vigili del Fuoco sono intervenuti dopo 30 minuti dall'inizio dell'incendio, quando
ormai l'evento sembrava praticamente esaurito; ma, improvvisamente le fiamme
sono tornate a svilupparsi. Bisognerebbe, quindi, capire l'esatta dinamica degli
eventi.
Io mi auguro che tutto quello che si poteva fare sia stato fatto; però, al di là di queste
mie perplessità, torno a ribadire che l'aspetto importante è che l'Amministrazione
comunale, di concerto con la Circoscrizione 3, si impegni a ricostruire il Centro
d'Incontro su quell'area. Perché altrimenti come finirà, Assessore? Finirà che l'area
sarà utilizzata dalla società edile, che ha già iniziato a edificare nuove abitazioni, per
costruire una nuova residenza in sostituzione del Centro di Incontro. Perché se
l'ipotesi citata dall'Assessore è quella di ricostruire il Centro in un'altra area, è
chiaro che l'attuale Centro d'Incontro diventerà un altro condominio. Io credo che
questa ipotesi debba essere assolutamente messa da parte e, al riguardo, chiedo che
l'interpellanza venga approfondita in Commissione.
Se l'Assessore ricorda, quando si parlava di alienare dei beni, avevamo chiesto che
una parte di quei magazzini venisse adibita ad ampliamento del Centro d'Incontro, e
così era stato deciso. Oggi l'incendio mette in discussione quella scelta e io credo che
su questo si debba essere molto chiari. È vero che su quell'area ci sono altri Centri
d'Incontro, di cui uno in Corso Peschiera; tuttavia, la Circoscrizione 3 è forse la
Circoscrizione più grande sul piano demografico, quindi ritengo opportuno
ricostruire quella realtà.
Ritornando alla dinamica dell'incendio, occorre capire bene come si è svolto, perché
in un luogo dove c'è del materiale infiammabile, ci sono i depositi del Teatro Stabile
e del Teatro Regio, viene da chiedersi con quali precauzioni sono stati eseguiti i
lavori di riqualificazione dell'edificio adiacente il Centro d'Incontro. Mi sembra,
quindi, che l'incendio sia stato determinato da una serie di negligenze che hanno dato
luogo ad un danno notevolissimo per la Città.
In conclusione, vorrei una risposta (non oggi, Assessore, ma in Commissione,
quando riusciremo a discutere l'interpellanza in maniera più approfondita) sul punto
dell'interpellanza dove chiedo se non sia in ogni caso necessario, vista l'importanza
del problema, inserire i lavori della ricostruzione del Centro di Incontro di Via
Vipacco 15 nel Piano Pluriennale degli Investimenti 2010-2012. Credo che lo
dobbiamo agli abitanti della Città di Torino e in particolare di quella zona; di fronte a
quell'incendio e alle perplessità sulle sue cause, ritengo che la mia Amministrazione
debba impegnarsi a ricostruire lì il Centro d'Incontro.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Due o tre cose, spero di ricordarle tutte.
Sul rinvio dell'interpellanza in Commissione sono d'accordo, anche perché potremo
calendarizzarla dopo aver acquisito i risultati ufficiali delle indagini effettuate dai
Vigili del Fuoco.
In merito all'inserimento dell'intervento di ristrutturazione del Centro nel Piano degli
Investimenti, c'è un'impossibilità tecnica. Per disposizione di legge, infatti, non
possono essere inserite nei Piani degli Investimenti opere di cui non ci sia un
progetto preliminare approvato. Questa è, se volete, una banalità tecnica ma non è
concretamente possibile farlo ora. Certamente sarà possibile farlo per esempio in
corso d'anno, nel momento in cui si svilupperà la progettazione preliminare,
nell'ambito di un assestamento che può escludere opere o può prevedere la
possibilità di maggiori investimenti in relazione a coperture finanziarie reperite, che
naturalmente possono anche essere derivate dal recupero… (INTERRUZIONE
REGISTRAZIONE).
In ultimo, sulla questione della ricostruzione in loco (lo dico con tutta franchezza,
non perché ci sia stata una valutazione in sede di Giunta ma come mia
considerazione), ci si deve impegnare a garantire una risposta adeguata alla necessità
di offrire dei luoghi di incontro, di aggregazione e d'iniziativa alla popolazione
residente e in particolare a coloro che si riconoscevano in quel Centro d'Incontro;
risposta che deve essere individuata nell'ambito territoriale di riferimento e non può
essere… (INTERRUZIONE REGISTRAZIONE). …dell'individuazione e
definizione puntuale ed impegnativa di una soluzione e di una risposta a quelle
esigenze. Sono un po' restio nell'assumere un atteggiamento feticista verso
quell'area (non lo dico in maniera offensiva), perché - diciamolo con tutta franchezza
- quell'area, ora, patisce di alcune condizioni limitative: nel senso che è abbastanza
stretta, è il risultato del recupero di una struttura che aveva un'altra destinazione, non
presenta un adeguato sfogo all'esterno, come potrebbe essere un giardino pubblico
già attrezzato che venga ulteriormente attrezzato con le strutture di questo genere.
Voglio dire che non è esattamente nel contesto più felice del mondo per ospitare
quell'attività. Forse le mie informazioni non sono esatte, ma avremo modo in
Commissione, anche con il supporto dei miei Uffici, di avere dei dati più precisi di
quanto possa ricordare
È vero che storicamente si erano liberati quegli immobili e, quindi, sono stati
utilizzati come sede del Centro d'Incontro, tuttavia, assumere in assoluto che
quell'area debba necessariamente ospitare la ricostruzione, mi sembra un
atteggiamento pregiudiziale, che io chiamo "feticista", nel senso che "quello deve
essere". Se invece la questione è nei termini che nulla si può decidere di quell'area
senza che sia definita in modo impegnativo, non retorico ma in maniera concreta, una
risposta a quella domanda, allora su questo sono assolutamente d'accordo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Grazie, Assessore. Anche perché il richiamo al feticismo della merce ci ha fatto
venire in mente vecchi studi.
La parola al Consigliere Domenico Gallo.

GALLO Domenico
Io sono molto legato alle cose, quindi non mi offende l'affermazione dell'Assessore.
Il Centro di Incontro di Via Vipacco è sorto su una realtà che era già Centro di
Incontro. Quindi, le informazioni che lei ha avuto sono sbagliate. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Ma è così, perché quella era la realtà di un comitato
spontaneo sorto nella Circoscrizione 3, esattamente nella zona aeronautica della
Città, che ha una storia credo di quaranta o cinquanta anni. Il Centro di Incontro deve
essere ricostruito lì, non perché lo dico io ma perché lì c'è un legame storico con quel
luogo e con quella realtà, che va ripristinato.
Lei diceva che c'è una copertura assicurativa. Intanto verifichiamo se il Centro è da
demolire interamente. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Esatto,
approfondiamolo, perché se le strutture portanti sono rimaste ancora in buono stato,
secondo me bisognerà rifare soltanto il tetto. Altrimenti l'ipotesi che verrà fuori,
Assessore, sarà che la società che in quell'area dovrà costruire i condomini ne farà un
altro: come cittadino, di fronte a questa evenienza farò le barricate, letteralmente!
Questo non perché c'è un attaccamento feticista, ma per motivi storici e perché
l'incendio, secondo il mio parere - ripeto - è stato causato da una negligenza
imperdonabile. Per questi motivi, noi dobbiamo restituire a quei cittadini il Centro di
Incontro: come risarcimento danni.
Ne discuteremo in Commissione con molta calma e senza problemi, però attenzione
a evitare di dare spazio a operazioni che sarebbero sbagliate. Grazie.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Quando gli Uffici avranno delle informazioni più dettagliate, credo che sarà
necessario e doveroso che queste vengano trasmesse in Commissione per avviare una
discussione. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Stavo dicendo prima
all'Assessore che essendoci già una mozione sullo stesso argomento, è evidente che
durante la discussione di quella mozione sarà opportuno che il Presidente della II
Commissione estenda il dibattito anche alla prospettiva relativa alla definizione di un
progetto per la ricostruzione del Centro di Incontro di Via Vipacco. Va bene,
Consigliere Gallo? Perfetto.
Quindi, daremo indicazione al Presidente della II Commissione di riprendere la
discussione su questo argomento in occasione della calendarizzazione della mozione
presentata sullo stesso tema.
L'interpellanza è discussa per l'Aula.
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