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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201001484/002, presentata in data 22 marzo 2010, avente per oggetto: "Sgombero del suk abusivo di Porta Palazzo" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) A questa interpellanza rispondono gli Assessori Curti e Mangone. La parola all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) Vorrei sottolineare e precisare che l'ipotesi di formalizzare una parte del mercato abusivo di Porta Palazzo è stata sollecitata al Sindaco dal Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, che è presieduto dal Prefetto. In seguito ai numerosi incontri (nei quali l'Amministrazione sollecitava un incremento del presidio delle forze dell'ordine sul territorio di Porta Palazzo che potesse attenuare o eliminare la presenza di venditori abusivi), è stato chiesto alla Città di predisporre un piano di fattibilità che raggiungesse i seguenti obiettivi: 1) dividere fortemente quanto è illegale (la ricettazione, la vendita di merce contraffatta, lo spaccio di stupefacenti, eccetera) da quanto, invece, asserisce a merce legale, ma è venduta in modo irregolare. Ci sono circa 220 venditori (su un totale di 500) che vendono merce usata e che si sono aggiunti, in realtà, al più potente mercato abusivo di merce illegale; 2) predisporre una fase sperimentale che non provochi semplicemente lo spostamento del fenomeno (com'è già avvenuto da Via Cottolengo verso Piazza della Repubblica), ma alla risoluzione del problema; 3) occupare la Piazza con attività regolari, che paghino il suolo pubblico, la TARSU (e, ovviamente, tutti i canoni connessi), organizzate, monitorate ed attentamente gestite. Tutti sanno - credo anche i Consiglieri - che è da almeno 100 anni che la Piazza di Porta Palazzo attrae il mercato nero. Addirittura, nel dialetto locale di Porta Palazzo il mercato nero viene chiamato "Shanghai" e non si tratta di un'invenzione recente per la presenza di cittadini extracomunitari, ma è riportato da storiografi che hanno raccontato di com'era Porta Palazzo alla fine dell'Ottocento; 4) come richiesto dalle forze dell'ordine, rendere più agevole, efficace e protratta nel tempo l'attività di contrasto e di repressione. Le forze dell'ordine, infatti, ritengono di poter lavorare in collaborazione con l'Amministrazione se si riuscisse, in qualche modo, a ridurre il numero degli illegali che vendono merce illegale. Per quanto riguarda il secondo punto dell'interpellanza, ossia se il Sindaco non abbia ritenuto di dover utilizzare i poteri speciali, l'abusivismo è già vietato e punito dall'Ordinamento, quindi, è pleonastico sottolineare che sia vietato vendere abusivamente. Il lavoro mirabile di questi mesi delle forze dell'ordine locali, coordinate dal Questore (che coinvolge, quindi, la Polizia Municipale) ha già permesso di agire in modo mirato per colpire il fenomeno della ricettazione. Il 15 marzo c'è stata un'importante operazione che ha visto coinvolte tutte le forze dell'ordine, compresa la Polizia Municipale, e che ha portato al sequestro di circa 100 mila Euro di merce. Questo è stato possibile grazie al lavoro di osservazione e di indagine condotto nei mesi sia dall'Amministrazione, sia dalle forze dell'ordine e dalla Polizia Municipale. Questa attività (che è fondamentale per risolvere il problema alla radice), naturalmente, implica uomini e mezzi di cui non dispone il Sindaco. In merito al terzo punto, né la tolleranza né il buonismo stanno alla base di questo lavoro e del percorso che abbiamo intrapreso, bensì la responsabilità di mettere in piedi un sistema, anche sperimentale, che dia risultati veri e, possibilmente, definitivi. Assumersi la responsabilità significa affrontare il problema, sperimentare soluzioni e verificarne l'efficacia. L'Amministrazione è disponibile a verificare con il Consiglio (come ha dichiarato anche con i comitati dei cittadini e residenti) il raggiungimento degli obiettivi e, se necessario, a modificare o interrompere la sperimentazione. A proposito, invece, del quinto punto dell'interpellanza, naturalmente, visto che è un problema di ordine pubblico, se le Istituzioni sovraordinate intendono investire maggiormente con uomini e mezzi, senza lasciare le forze dell'ordine locali da sole, l'Amministrazione è pronta a soprassedere alla sperimentazione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Devo dire che questa risposta non solo non mi soddisfa, ma non mi piace nella maniera più assoluta e ne spiego anche il motivo. Non è possibile accettare la filosofia che l'Assessore ha espresso nella risposta, in cui dice che è sufficiente infrangere la legge ed attendere per, poi, vedersi riconosciuti dei diritti da parte del Comune di Torino. Questo non è accettabile! Posso comprendere le strategie delle forze di Polizia per cercare di frenare ed arginare una situazione di totale illegalità più, però c'è anche da considerare chi, in questa città, paga regolarmente le tasse ed esercita un'attività commerciale sia fissa che ambulante. Esiste un discorso relativo alla riqualificazione di un'area che è sicuramente molto particolare; voglio ricordare, per esempio, l'iniziativa che ha riqualificato sicuramente l'area e dove è stata mantenuta la legalità, ossia il Mercatino dell'Usato. Penso che… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Quell'impianto lì no, perché quando passo la domenica mattina da Porta Palazzo vedo qualsiasi tipo di merce, magari anche regolarmente imballata e venduta attraverso trattative spicciole. Io non posso accettare che il Comune di Torino, verificata questa situazione - perché l'abbiamo verificata tutti quanti -, poi, possa pensare di regolarizzare comunque una parte di questo genere di commercio. Chiedo all'Assessore ed anche al Presidente, a questo punto, dato che il tempo è sempre tiranno ed in questa sede non si riesce ad analizzare le questioni (e sono molteplici, io le ho dette ovviamente, con alcune battute), che si possa avere un approfondimento nella Commissione competente, anche alla presenza dei rappresentanti del Comitato per l'Ordine Pubblico, perché questa situazione, se è stata richiesta da loro al Sindaco, all'Assessore delegato, vorrei che potesse essere discussa all'interno di questo Consiglio Comunale. Così come è stata proposta dall'Assessore, ritengo che non dia garanzie di legalità al mondo del commercio e, che, piuttosto, vada nella direzione di una concorrenza sleale, che non può essere supportata dalle Istituzioni. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Concordo con la proposta di un incontro anche alla presenza dei rappresentanti del Comitato per l'Ordine Pubblico, perché devono dirci chiaramente le loro intenzioni e, poi, ne discuteremo. Sappiamo tutti che, se c'è, da parte dell'Amministrazione Comunale, una presa di posizione ed una certa direzione, il Comitato va in una certa direzione; se ce n'è un'altra - e lo sappiamo benissimo -, il Comitato per la Sicurezza andrà verso quest'altra. Ne discuteremo assieme e vedremo cosa ne verrà fuori. La cosa basilare, però, è che questo mercato abusivo è nato proprio dagli squatter anarchici dopo lo sgombero della via limitrofa (mi pare che si chiami Via Cottolengo). Forse l'Assessore dimentica - vada a vedere le relazioni della Polizia Municipale o della Polizia, se non se lo ricorda - che nelle prime domeniche, proprio davanti al Palafuksas c'erano pochissimi extracomunitari e molti gruppi, invece, di anarchici e squatter; mi ricordo, per esempio, che giocavano a pallone. Già solo per il fatto che sia nato tramite questi delinquenti non deve essere regolarizzato, perché la si darebbe vinta proprio a questi "signori" - tra virgolette - ed è questo il punto fondamentale. Bisogna partire da questo presupposto per prendere qualsiasi decisione, altrimenti rischiamo di far passare un messaggio sbagliato: oltre al fatto che uno commette qualcosa di illegale, poi, basta aspettare per essere regolarizzato! Questi "signori" potrebbero essere di riferimento per gli extracomunitari che sono in enorme difficoltà e questo concetto non deve passare, altrimenti, veramente non sappiamo dove andremo a finire. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la replica, all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) Voglio precisare alcune cose. Intanto, l'Amministrazione condivide perfettamente quanto è stato detto, ma quello che ha segnalato il Consigliere Carossa ci mette di fronte al fatto che c'è una questione di ordine pubblico e, quindi, non di un'azione amministrativa. È evidente che quando ci sono gruppi antagonisti che si muovono su una piazza, chi guida l'intervento non è l'Amministrazione Comunale, per cui, la Città si ritiene anche danneggiata nel fatto che si possa, poi, ripristinare la piena legalità. In merito a quanto ha detto il Consigliere Angeleri, naturalmente auspico che il Comitato per l'Ordine Pubblico voglia interloquire su questo tema con il Consiglio Comunale; vedremo come, ma crediamo sia un'esigenza assolutamente condivisibile. Vorrei precisare - forse l'ho detto, ma non sono stata compresa, oppure non ci mettiamo d'accordo sui termini - che quando parliamo di "regolarizzazione" o di "formalizzazione" di una parte del mercato ci riferiamo a persone regolarmente presenti in Italia ed è un requisito fondamentale. Sottolineo il fatto che non siano soltanto extracomunitari i venditori del mercato abusivo di Porta Palazzo, ma si tratta circa del 50%. Bisogna, quindi, essere regolarmente soggiornanti in Italia, che si sia italiani o meno, e che si venda solo ed esclusivamente merce usata e non rubata; il modello è quello del Mercato dell'Usato di San Pietro in Vincoli e di Canale Molassi, che, ormai, funziona da molti anni senza dare particolari problemi né di impatto, né di ordine pubblico. È fondamentale, quindi, che si commerci solo ed esclusivamente merce usata e non rubata; guardate che è molto evidente la differenza della tipologia di merce: un telefonino può essere usato, ma è facilmente pensabile che, se viene venduto, non sia stato preso da una cantina svuotata. Un altro requisito importante è il pagamento del suolo pubblico e della TARSU, dell'autogestione ed anche di un contributo alla possibilità di utilizzare alcune risorse per fare attività di animazione nella Piazza in alcune domeniche, che si potrebbero concordare anche insieme ai comitati dei cittadini, che sono al corrente. Inoltre, si dovrà possedere un tesserino di riconoscimento, quindi, ci sarà la possibilità di controllare i dati personali e, nel momento in cui verranno violate le regole, di non consentire definitivamente a chi viola le regole di ritornare su quel mercato. L'idea è di avere un centinaio di posti. In ogni caso, stiamo lavorando per definire quale possa essere il percorso. Nessuno ha intenzione di regolarizzare chi, in realtà, vende merce illecita (merce rubata, o ricettata, o nuova, ma contraffatta), altrimenti sarebbe concorrenza sleale, oltre che illegale; anche vendere merce nuova non è regolarizzabile, perché per venderla bisogna avere una licenza in regola con il D. Lgs. 114/98 e lo si può fare solo ed esclusivamente nelle zone di mercato. In realtà, quindi, la tipologia di mercato non è concorrente con quello settimanale di Porta Palazzo e con i negozi circostanti. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Mangone. MANGONE Domenico (Assessore) Quello del mercato abusivo di Porta Palazzo è sicuramente un problema ed è vissuto sia dai cittadini del luogo, sia da noi che amministriamo questa Città. Per tale ragione siamo andati all'incontro con il Tavolo per la Sicurezza Provinciale e la Città, in quella sede, ha avanzato una proposta. Di fronte ad una situazione come quella che si è verificata a Porta Palazzo, le possibili soluzioni sono due: o un intervento massiccio delle forze dell'ordine, al quale saremmo assolutamente disponibili, oppure utilizzare una sperimentazione già collaudata, che è riuscita e che è stata accennata prima, ossia in San Pietro in Vincoli, dove c'è una forma di regolarizzazione. I requisiti per poter stare in quel luogo sono quelli a cui accennava prima l'Assessore Curti. Questa è stata la posizione della Città. Non vi nascondo - e l'Assessore Curti lo sa - che io ho sempre avuto grandi dubbi sulla regolarizzazione di queste situazioni (giustamente dichiarate "irregolari), però noi che amministriamo abbiamo il dovere di dare una soluzione al problema. È vero che hanno iniziato in pochi ed ora sono tantissimi, però, la Città, da sola - diciamolo in maniera chiara - non può intervenire, ma non perché non vuole, ma perché quell'area è sotto il coordinamento - lo abbiamo detto decine di volte, ormai, in quest'Aula, ma lo ribadiamo - della Questura. Sentiamo pure il signor Prefetto ed il signor Questore, sapendo, però, che, da parte della Città, c'è la disponibilità a ricercare una qualsiasi soluzione, perché in Via Cottolengo abbiamo risolto il problema, abbiamo spostato subito il mercato, ma Via Cottolengo, attualmente, la controlliamo solo noi; questo è il problema. Noi, a quel Tavolo, davanti al Prefetto, abbiamo detto: "Questa è la soluzione che noi offriamo, ma voi ci dovete garantire che, quando la attueremo, ci darete gli uomini per controllare l'area, perché sappiamo benissimo che, se ne regolarizziamo una parte (essendo i numeri enormemente più grandi di quelli che possiamo regolarizzare), senza uomini delle forze dell'ordine che presidiano quel territorio, avremo regolarizzato un altro spazio e ci ritroveremo gli abusivi". Ne siamo perfettamente consapevoli, siamo in perfetta sintonia, perché i cittadini li sentiamo quotidianamente; tutti i giorni parliamo con coloro che abitano in quelle zone, però bisogna offrire soluzioni. Chi amministra ha il dovere di farlo e noi ci abbiamo provato. Se ce ne sono altre, però, siamo disponibilissimi a seguirle. L'altra non può che essere quella di mandare gli uomini delle forze dell'ordine a presidiare il territorio, ma non può essere fatto solo dai Vigili Urbani, dalla Polizia Amministrativa. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Mi pare che le parti si siano espresse in maniera esaustiva. Credo, a questo punto, che la questione debba trovare una soluzione, per lo meno nella definizione del percorso da seguire per trovarla, che veda il coinvolgimento del Comitato per la Sicurezza e l'Ordine Pubblico. Mi sembra che sia gli interpellanti che gli Assessori abbiano ritenuto fondamentale questo requisito. Poiché la competenza su materie di questo genere è della Conferenza dei Capigruppo, credo che potremmo calendarizzare un ulteriore approfondimento in Conferenza dei Capigruppo, anche per decidere modalità e tempi per ottenere l'audizione nel Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza. Penso che questo sia il primo passo da fare, per capire quali siano, da un lato, le effettive disponibilità da parte dei vari soggetti, dall'altro, per capire anche quali siano le possibili soluzioni che possano definire meglio il quadro. In una prossima riunione della Conferenza dei Capigruppo inviterei nuovamente gli Assessori ad affrontare il tema, anche per articolare meglio la discussione e per arrivare ad una richiesta di audizione della Conferenza dei Capigruppo nel Comitato Provinciale per la Sicurezza. L'interpellanza è discussa. |