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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 12 Aprile 2010 ore 18,00
Paragrafo n. 9
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2009-04331
LEGGE REGIONALE 9 APRILE 1996 N. 18 E S.M.I - PROGRAMMA INTEGRATO "ALENIA" IN VARIANTE AL P.R.G. VIGENTE. ADOZIONE.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc.
200904331/009, presentata dalla Giunta Comunale in data 7 luglio 2009, avente per
oggetto:
"Legge Regionale 9 aprile 1996 n. 18 e s.m.i. - Programma Integrato 'Alenia' in
variante al PRG vigente. Adozione"

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Comunico che in data 31/03/2010 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
Sono stati presentati otto emendamenti.
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Questa proposta di deliberazione è stata oggetto di un'ampia ed approfondita
discussione in Commissione, ma ritengo necessario richiamarne il significato.
Si tratta di una Variante che è collegata ad un'intesa industriale con Alenia, peraltro
raggiunta con tutte le Amministrazioni locali (quindi, anche con la Regione e la
Provincia), volta a rendere possibile e promuovere il potenziamento della sua
presenza nell'area torinese e, al contempo, a consentire di razionalizzare il proprio
insediamento industriale concentrando le attività, in particolare quelle produttive
svolte in Corso Marche, nella loro sede di Caselle.
Per quanto riguarda l'atto urbanistico in sé, è costruito attorno ai criteri e ai principi
generali che hanno ispirato la redazione del Piano Regolatore, ovvero alla
riconosciuta possibilità di trasformare le aree industriali dismesse ove, per ragioni
produttive ed industriali (ma anche per ragioni di localizzazione e di rapporto con il
contesto), possa apparire utile ed opportuno pensare ad una rilocalizzazione quale
migliore possibilità di adeguamento dell'insediamento stesso, dal punto di vista
industriale.
Per quanto riguarda il caso specifico, si tratta di un'area di grande valore urbano
(potenziale, per ora); auspichiamo che il completamento dell'iter della Variante
consenta di permetterne un'attuazione in tempi rapidi (almeno queste sono le
dichiarazioni di intenti espresse dai proponenti).
Si tratta di un contesto molto pregiato dal punto di vista urbano; si affaccia sulla
stazione della Metropolitana collocata all'angolo tra Corso Marche e Corso Francia,
che disporrà di una dotazione di parcheggio anche di interscambio, oltre a quello
dell'attestamento attuale della linea Metropolitana nel territorio di Collegno. Di
conseguenza, quell'area avrà un livello di accessibilità molto elevato e, quindi, si
propone come una delle localizzazioni per attività produttive e terziarie, oltre che per
funzioni residenziali, particolarmente apprezzabili su scala urbana e metropolitana.
Il progetto, d'altra parte, muovendosi entro le regole generali che il Piano Regolatore
ha adottato per quanto riguarda la trasformazione delle aree produttive dismesse, ha
anche accolto e fatte proprie le indicazioni che emergevano dal progetto di scala
territoriale, sviluppato nel Tavolo promosso dalla Provincia e partecipato da tutti i
Comuni che interagiscono sull'area, il Tavolo di definizione del Master Plan del
nuovo Corso Marche, costituito, per quanto riguarda gli aspetti viabilistici - com'è
noto -, dal viale urbano di superficie e dalla corda tangenziale, quella che collega
direttamente, saltando l'arco ovest, la tangenziale nord con lo scalo del Drosso.
Ci pare, quindi, un lavoro che ha visto una convergenza ampia delle Amministrazioni
locali ed anche delle categorie economiche e sociali (è passata attraverso
consultazioni di tutte le categorie coinvolte). Si tratta, in ogni caso, dell'atto
preliminare (l'adozione); il provvedimento verrà pubblicato, potrà essere esaminato e
verranno discusse le eventuali osservazioni, per arrivare, infine, al documento
definitivo.
Oltre alla sua indubbia importanza dal punto di vista strettamente urbanistico,
riteniamo che sia anche un atto significativo per quanto riguarda la capacità della
Città e del territorio nel suo insieme di relazionarsi ai grandi soggetti industriali, per
promuovere uno sviluppo della loro presenza sul territorio stesso.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ferraris.

FERRARIS Giovanni Maria
Ho ascoltato con attenzione l'introduzione degli emendamenti fatta dall'Assessore
Viano, anche se, poi, non li ha menzionati nello specifico, ma non importa, nel
frattempo, li ho letti. Non avendo potuto essere presente all'ultima Commissione,
faccio qualche osservazione in questa sede.
Come ha detto l'Assessore, sicuramente è un progetto di grande sviluppo urbano, che
verrà, tra l'altro, anche integrato da altre porzioni - sempre su quell'asse - di
interventi, sia pubblici che privati. Questo argomento è stato anche oggetto di
un'audizione da parte dei vertici della società proprietaria, proprio per comprendere
le prospettive e le previsioni di ricollocazione di parte dell'azienda in altra sede; sulla
fattibilità economica, però, si è avuto, per il momento, solo qualche cenno di risposta
e non è, quindi, ancora concretamente constatabile. Anche sulla garanzia
occupazionale si è avuta qualche risposta, però, anche in questo caso, era tutto basato
su un piano di investimento, di cui credo che, in questo periodo, si stia facendo
carico la proprietà.
Questi sono due aspetti da non sottovalutare, ossia la fattività economica
dell'operazione di spostamento e la garanzia dell'occupazione di chi, attualmente,
opera in Corso Marche, che verrà, in qualche modo, riversato altrove.
Mi soffermerei un istante sulla questione, invece, più urbanistica, in quanto questo
piano di riqualificazione viene considerato più come un PEC tradizionale rispetto a
quello che, invece, è uno strumento urbanistico più complesso. Mi riferisco
soprattutto a quanto abbiamo ricordato proprio oggi pomeriggio alle 15.00, in
memoria di Natale Aimetti - un Consigliere che non conoscevo, per cui ho fatto
tesoro di quanto ho sentito -, che si interessava delle fasce deboli. Oggi la fascia
debole viene maggiormente colpita dalla crisi e, quindi, c'è una necessità maggiore,
rispetto a prima, di collocazione di offerta di abitazione in housing sociale.
Ritengo, in questo senso, che si potrebbe fare uno sforzo ed approfondire, nella fase
del dibattito successivo a questa adozione, l'aspetto del 10% attualmente considerato,
secondo me minoritario rispetto a quanto successo nelle altre Spine; io ricordo,
mediamente, un 30%, se non un terzo (quindi, anche di più), dell'Edilizia
Convenzionata. Questa percentuale, peraltro, viene considerata direttamente in
deliberazione, nella parte dedicata ai 108.086 metri quadri di SLP, mentre, invece, si
potrebbe anche pensare di fare uno sforzo maggiore dal momento che oggi (poi,
magari, domani cambia qualcosa) sia ASPI che Eurotorino non sappiamo quanto
mercato possano produrre, al di là del polo tecnologico destinato ad Alenia. Si
potrebbe fare uno sforzo in quel comparto di metri quadri (i 48.853 di ASPI ed i
27.061 di Eurotorino), per cercare di dare una maggiore offerta di housing sociale
che oggi viene richiesta e che preme, come esigenza, a molte centinaia di famiglie.
L'altro aspetto da non sottovalutare (e, in parte, la Circoscrizione ha fatto delle
osservazioni a riguardo, ma pro domo sua) è quale sarà il ritorno sul territorio: si
parla di un asilo e di una struttura commerciale non superiore a 3.500 metri quadri, a
cui si daranno dei servizi anche interessanti. Io, invece, mi sento di dare questo
contributo sulle migliorie: visto che valorizziamo un'area e, con questa Variante,
permettiamo ad un operatore di fare la sua parte successivamente a questa
valorizzazione (quindi, di averne un giusto rientro dal punto di vista
dell'investimento), vorrei comprendere se anche da parte della Città è stato pensato
un ritorno economico apportato dalle migliorie, dalla valorizzazione del contributo
che l'Assessore spesso definisce "di miglioria" che offriamo all'operatore.
In questo modo, da una parte faremo il nostro interesse, sviluppando una politica
sociale nei confronti dei meno abbienti ed offrendo maggiore potenzialità di Edilizia
Convenzionata agevolata, dall'altra, potremo fare tesoro del progetto che stiamo per
approvare, che aiuterebbe sicuramente anche l'operatore, per il primo aspetto, ad
alleggerirsi di un carico di terziario (che, forse, oggi non saprebbe come orientarlo
nella valorizzazione) e, dall'altro, permetterebbe (tutto serve) a far cassa anche
all'Amministrazione con le opere di monetizzazione.
Sul resto, che vada avanti questo progetto; sarebbe anche interessante ed importante,
nella fase tra l'adozione e l'approvazione, audire nuovamente la proprietà o gli
operatori futuri, per capire i termini di fattibilità temporale di questo progetto, perché
anche in quello ci giochiamo un pezzo di città.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Parto dall'intervento dell'Assessore Viano, che ringrazio. Non ho compreso l'intesa
che avrebbe stipulato Alenia, in quanto non abbiamo riferimenti precisi a un impegno
di Alenia sul mantenimento della produttività nell'area di Torino. In realtà, questo
non è un sito dismesso; parlare di aree dismesse è un'imprecisione, perché quella di
Corso Marche è attualmente produttiva, c'è una fabbrica che, al momento, è
operante.
Questo progetto, nella sua interezza, suscita in noi delle perplessità proprio per
quanto riguarda le strategie di politica industriale e urbanistica, perché rappresenta il
paradosso per cui una fabbrica, prima di cessare di funzionare, ha già pronta la
ristrutturazione - io la potrei anche chiamare "speculazione edilizia" -, la sua
"valorizzazione" e, di conseguenza, poi, stabilisce le proprie strategie industriali.
Tutto questo, sinceramente, mi preoccupa, perché significa un impoverimento del
tessuto industriale della città e perché, avendo già pronto il progetto di cosiddetta
"valorizzazione" (io potrei chiamarla in altro modo) delle aree coinvolte,
rappresenta, in qualche modo, la punta avanzata della dismissione e della
deindustrializzazione che avviene sul nostro territorio con l'avallo delle Istituzioni.
Quando il 3 dicembre abbiamo audito in Commissione le organizzazioni sindacali,
era stato detto che il trasferimento dell'attività produttiva impiegatizia dello
stabilimento di Corso Marche avrebbe dovuto orientarsi presso il sito di Caselle e i
sindacati ci avevano chiesto che, prima di approvare questa deliberazione, venisse
garantito il consolidamento dei carichi lavorativi attualmente presenti nell'area
torinese, potenziando, in prospettiva futura, il sito di Caselle. Non mi risulta che ci
siano precisi impegni di Alenia in questo senso e non abbiamo notizia di quello che
poteva, per esempio, essere un Accordo di programma; l'ho ancora verificato oggi
con le organizzazioni sindacali, ma non c'è nessun impegno di Alenia a mantenere la
produzione nell'area di Caselle.
Mi è stato, invece, segnalato che gli orientamenti della nuova Amministrazione
Regionale sono, per la maggior parte, spostati sul novarese (forse, non soltanto per la
provenienza del Presidente del Consiglio Regionale, ma anche di quello che sarà,
probabilmente, il nuovo Ministro dell'Industria). Ci preoccupiamo perché questo
potrebbe voler dire, invece, lo spostamento dell'attività produttiva di Caselle sul sito
di Cameri, penalizzando l'area torinese.
Per quanto riguarda il progetto urbanistico, l'Assessore Viano sa che troviamo
usurata e logorata la riproduzione di moduli omologhi in tutte le valorizzazioni che
realizza la Città. In genere, sono modelli uguali praticamente dappertutto; in questo
caso, c'è una torre molto alta, un grattacielo. Anche in questa occasione abbiamo
ragionato sull'opportunità di questo tipo di costruzioni: non siamo favorevoli alla
riproposizione di torri in città, che snaturano il paesaggio e che, soprattutto, non sono
concepiti in una logica complessiva, ma ognuno per conto suo. C'è la torre Intesa-
Sanpaolo, quella al Lingotto della Regione e questa di Corso Marche; Torino
diventerà punteggiata di grattacieli, senza una visione di insieme di tutela del
paesaggio urbano.
Sempre sotto l'aspetto urbanistico, ci chiediamo il motivo per cui in Corso Marche
debba essere localizzato un nuovo centro commerciale: la Variante 160 è ferma in
Consiglio Comunale e non mi risulta che comprenda questo nuovo centro
commerciale. A distanza di un chilometro e mezzo ce n'è un altro. A Torino vengono
aperti centri commerciali - secondo noi - in misura eccessiva, senza che ci sia un
progetto complessivo (che la Variante 160 doveva delineare, ma è ferma da due
anni). Questo, per noi, è fonte di preoccupazione: anche il dottor Foietta della
Provincia di Torino, nella Commissione che si è tenuta qualche giorno fa, ha
espresso riserve su questo tipo di strategie e ha messo in evidenza come la Provincia
avrebbe preferito che le strategie inerenti i centri commerciali fossero più organiche.
Anche a livello di immaginario, sostituire una fabbrica con un centro commerciale è
qualche cosa che non può non preoccuparci per la solidità economica della nostra
città.
L'ultimo punto su cui vorrei ulteriori chiarimenti riguarda la VAS. Non ho capito
perché i documenti relativi non siano stati allegati alla documentazione che abbiamo
ricevuto. C'erano un parere della Provincia ed uno del Comune di Collegno con
rilievi che sarebbe stato interessante leggere, ma mi sono soltanto stati riferiti; io non
li ho ricevuti.
Infine, mi piacerebbe sapere - l'ha già chiesto il Consigliere Ferraris - quando
decollerà questo progetto.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Sarò molto breve nel mio intervento e parto da un elemento che mi preoccupa.
Condivido il progetto così come è stato strutturato, perché credo sia un'operazione
molto importante sia sul piano economico, sia su quello della riqualificazione, del
rilancio di quell'area. Si valorizzerà un patrimonio notevolissimo, però sappiamo che
questo progetto nasce dal fatto che il centro aerospaziale di Corso Marche si sposterà
a Caselle (almeno, questo era il presupposto di base di questa operazione che ci dava
il gruppo industriale Alenia), ma, adesso, con le novità a livello di Consiglio
Regionale (quindi, di nuova maggioranza della Regione Piemonte), sarà Caselle il
nuovo polo industriale o sarà Cameri?
Non faccio questioni di campanilismo o corporative rispetto ad un'area che è più
vicina alla città di Torino, però, su questo aspetto ci deve essere chiarezza, perché se
i lavoratori dovranno spostarsi da Corso Marche a Caselle, è un conto, se, invece, in
conseguenza della nuova geografia politica (che vede una presunta annessione del
Piemonte alla Lombardia e, magari, il nuovo Presidente della Regione ci difenderà su
questo), si trasferiranno a Cameri, il discorso cambia. Difendiamo la territorialità,
difendiamo la Regione Piemonte! Diamogli un'autonomia rispetto agli interessi
economici dell'altra Regione più importante sul piano industriale, dato che uno dei
presupposti da cui nasceva il progetto era questo di Caselle, ossia la riunificazione
delle attività industriali del centro aerospaziale verso Caselle, che, logisticamente, mi
sembrava un'operazione anche accettabile, con le dovute garanzie per i lavoratori,
eccetera.
So che esiste l'ipotesi di Cameri e, chiaramente, non la possiamo affrontare in questa
sede, però chiedo al Presidente della III Commissione la convocazione del gruppo
dirigente dell'Alenia per avere chiarimenti su questo aspetto. Ci dicano come stanno
realmente le cose: la questione di Cameri è aperta, oppure è certo lo spostamento di
Corso Marche verso Caselle? Mi pongo questa domanda perché durante la campagna
elettorale ho sentito l'ex Assessore Bairati che poneva questo problema, ma, alla mia
domanda: "Caselle sarà tutelata?", la risposta è stata: "Non sappiamo". Esprimo
qualche preoccupazione e credo che la Città di Torino debba prestare una maggiore
attenzione su questo tema.
Voterò favorevolmente questa deliberazione ed esprimo solamente una perplessità su
quella suggestiva idea che ho citato anche in Commissione, ossia di collegare
Venaria a Stupinigi, che poneva l'architetto ideatore di questo progetto.
In Commissione ho parlato con l'Assessore Viano della questione dei tre strati della
nuova viabilità, del nuovo asse, del collegamento Alta Velocità. La questione della
parte in superficie mi preoccupa e lo voglio dire affinché rimanga a verbale: noi
avremo sotto un'autostrada e sopra un'altra superstrada, in base all'idea originaria.
Chiedo che la Città ponga attenzione rispetto a questo; un conto è sistemare la
viabilità locale ed un altro è fare un'autostrada, sotto un'altra superstrada e, sotto
ancora, la ferrovia! Mi sembra un argomento degno di attenzione.
Per quanto riguarda la necessità di servizi nella III e IV Circoscrizione, visto che
siamo in quella zona, chiedevo, se fosse possibile, rispetto al fabbisogno in quell'area
territoriale, il lancio di un'idea di progettazione partecipata che possa coinvolgere le
Circoscrizioni da una parte ed i cittadini dall'altra, in un progetto condiviso rispetto a
quanto servirà in quel territorio, in modo da poter collocare i servizi necessari alla
zona.
So che c'è stata già una consultazione con la Circoscrizione, credo che, poi,
operativamente, vada sviluppata. Ho parlato di progettazione partecipata, che mi
sembra l'unico modo per poter collocare servizi utili e, soprattutto, mancanti nel
territorio.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per la replica, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Rispondo in ordine alle osservazioni fatte dai Consiglieri. Naturalmente, lo faccio in
maniera schematica, perché le questioni sono molte.
Il Consigliere Ferraris sollecita maggiore attenzione all'housing sociale,
eventualmente, consentendo di ridurre il peso di destinazioni di minore appetibilità di
mercato (tipo Eurotorino, se non ho inteso male) e segnala anche un differente
trattamento rispetto alla Spina Centrale, dove la quota di Edilizia Convenzionata era
pari ad un terzo della capacità complessiva riconosciuta.
Partiamo da quest'ultimo aspetto. Effettivamente, c'era una differenza ed è di questa
entità, ma lo specifico della Spina Centrale è che si trattava di aree industriali
dismesse non legate a ricollocazioni, a nuovi investimenti di carattere produttivo
importanti, che non dico che siano sostenuti interamente dalle valorizzazioni
immobiliari, ma che certamente mettono in conto, anche in maniera significativa, le
valorizzazioni immobiliari che possono essere tratte dalla dismissione delle aree
precedentemente utilizzate.
Quando le aree risultano dismesse per sostanziale obsolescenza dei processi
produttivi, ossia quando i processi produttivi siderurgici dell'area piemontese
vengono abbandonati, allora quelle aree diventano delle semplici zone di
valorizzazione immobiliare, senza altre destinazioni d'uso.
In presenza di un'operazione puramente immobiliare - lo dico oggettivamente, e
questa considerazione vale anche per quanto concerne il tema delle valorizzazioni
legate alla variante urbanistica - noi procediamo in modo diverso.
In Spina Centrale, da un lato, abbiamo ritenuto opportuno valutare maggiormente,
rispetto all'ordinario, la quota di convenzionata, stante la portata dell'operazione;
dall'altro, abbiamo sostanzialmente incamerato delle valorizzazioni, sia pure
indirette, attraverso maggiori dismissioni di aree, ecc., perché c'erano delle regole
che garantivano all'Amministrazione un ritorno significativo rispetto alla
valorizzazione immobiliare.
In questo caso (e con questo rispondo anche alla prima domanda della Consigliera
Silvestrini, che dice: "Ma un'intesa formale non c'è stata". È vero, un'intesa formale
non c'è stata, nel senso che non c'è un contratto, ma voi sapete bene che queste sono
aziende di livello internazionale, che hanno presenze, rapporti, partenariati con
aziende di tutto il mondo, e che quindi decidono le loro strategie produttive a grande
scala), è stata mantenuta - come polo di punta dell'attività dell'azienda - l'area
torinese, valorizzandola con investimenti già effettuati. Quindi, anticipando
abbondantemente i ritorni di valorizzazione della trasformazione dell'area. È ovvio,
tuttavia, che nel momento in cui Alenia ha deciso di investire su Caselle, ha
immediatamente posto all'Amministrazione il problema della riconversione delle
aree dismesse.
Naturalmente il Collega Dealessandri conosce meglio la dinamica di tutto questo
processo, peraltro già approfondita in Commissione; ribadisco solo che la società
Alenia ha iniziato da tempo gli investimenti per realizzare questo progressivo
trasferimento, ed è evidente che nel momento in cui hanno deciso di ricollocarsi e
potenziare il polo torinese su Caselle, immediatamente hanno richiesto
all'Amministrazione di valutare la possibilità di mettere in gioco le valorizzazioni
immobiliari come componente di finanziamento dell'investimento necessario al
potenziamento del polo torinese su Caselle.
In questo senso, non c'è un'intesa costituita da un contratto, ma certamente c'è
un'intesa (come avviene normalmente tra parti istituzionali e parti economiche) su un
progetto che, nelle rispettive responsabilità, l'azienda presenta e le Amministrazioni
locali recepiscono e in qualche misura assecondano, ovviamente ove lo riconoscano
condivisibile e importante per l'economia del proprio territorio. Questo per quanto
riguarda il protocollo.
Ritornando alla questione della valorizzazione, quando le valorizzazioni immobiliari
sono finalizzate a sostenere degli investimenti produttivi che hanno delle ricadute
economiche e sociali significative, noi in generale non mettiamo in conto
acquisizioni di parte della valorizzazione, perché chiediamo (e questo è l'obiettivo
perseguito in questo caso) che questa valorizzazione valga a sostenere gli
investimenti nell'area, quindi a potenziare la forza economico-produttiva del
territorio.
Questo è un criterio che seguiamo in maniera generalizzata: è valso a suo tempo per
la Superga e per altre attività produttive attive che intendevano ricollocarsi e
mantenere la loro forza; anzi, talvolta, come nel caso di Alenia, rafforzando la
propria capacità produttiva sul territorio.
Naturalmente questo è un atteggiamento, una scelta, un indirizzo politico di questa
Amministrazione: quindi, sia chiaro che c'è un elemento di discrezionalità politico-
amministrativa evidente (lo riconosco assolutamente), ma fa parte del sostegno
indiretto a politiche di rafforzamento del tessuto produttivo, tanto più in quanto si
tratta di tessuto produttivo avanzato, come nel caso di Alenia.
Per quanto riguarda l'housing sociale, la quota del 10% c'è. La questione è ancora in
evoluzione perché siamo nella fase di adozione: l'operatore industriale,
Finmeccanica, sta facendo una ricerca pubblica di partner immobiliari e di soggetti
immobiliari, cui cedere e con cui operare concretamente la trasformazione. In questa
fase iniziale, non è escluso che emergano anche richieste di revisione del mix
funzionale, proprio in relazione al fatto che il mercato ha alcune sofferenze relative
al settore terziario, al cosiddetto "Eurotorino". Certamente in quel caso noi potremo
accogliere queste richieste chiedendo come contropartita una quota maggiore di
housing.
Noi ora abbiamo puntato ad avere una quota assai significativa di Eurotorino, proprio
per sostenere l'offerta di spazi per insediamenti di attività economico-produttive in
un'area caratterizzata da forte accessibilità, e quindi idonea ad ospitare attività di
questo tipo: naturalmente quando il mercato riprenderà un po' di vigore.
Tenete anche conto del fatto (e qui rispondo alla questione della viabilità di
superficie, posta dal Consigliere Domenico Gallo) che noi puntiamo, nel rapporto
con la Provincia, a differenziare nettamente i due assi viari dal punto di vista del
ruolo e della funzione: l'asse interrato è una corda di tangenziale ed è finalizzato ad
accogliere il traffico di attraversamento, non solo quello che parte da un estremo
all'altro dell'area, ma anche quello di lunga percorrenza che non transita all'interno
del quartiere; mentre l'asse di superficie verrà dimensionato in modo tale da
dissuaderne l'uso da parte di chi vuole attraversare la Città, perché altrimenti si
pongono problemi di compatibilità ambientale e acustica. Essendo, infatti, gratuito e
molto fluido, c'è il rischio che venga utilizzato in alternativa all'asse viario interrato.
Nella definizione progettuale, quindi, punteremo a differenziare e a caratterizzare in
senso locale il viale superficiale, per evitarne un uso non conforme a un quartiere
sostanzialmente di valenza locale.
Non è, pertanto, un sito dismesso e fortunatamente l'attività produttiva continua.
Questa è l'intesa: investire in quella zona, sviluppare la loro presenza e trasferire gli
occupati. Il nostro interesse non è un sito dismesso, ma promuovere il rilancio
produttivo dell'azienda su Caselle, altrimenti avremmo lo stesso processo verificatosi
nelle aree delle acciaierie, la cui produzione è stata abbandonata in seguito alla
dismissione di quella zona. Invece qui vogliamo non solo mantenerlo, ma
potenziarlo.
È un impoverimento del tessuto produttivo? No, per le cose che ho già detto.
Sulla questione della garanzia del mantenimento del peso produttivo dell'inserimento
torinese, il problema è assolutamente monitorato dalle Amministrazioni locali,
perché viene costantemente rappresentato dalle parti sociali come una questione non
dico decisiva ma certamente molto rilevante nell'economia della Città.
Abbiamo comunque un tempo sufficiente per la pubblicazione, ecc. e nel corso del
tempo si potrà aggiornare il quadro delle... (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Certo! Da qui all'approvazione (raccolgo le parole dette fuori microfono dal collega
Dealessandri), ci sarà l'accordo sindacale che impegna formalmente l'azienda sulle
questioni dette a proposito del rilancio, del rafforzamento produttivo.
Ripropone un modello con le torri, ossia un modello standardizzato di
trasformazione? Sì, perché la cultura contemporanea (ognuno di noi può
condividerla, ritenerla distorta, inadeguata e magari anche foriera di sventure)
propone questi schemi diffusamente. Se andate a Milano a vedere i progetti
sviluppati da Norman Foster e da Renzo Piano, noterete che non si discostano molto
tra loro, nel senso che rispondono agli stessi criteri e principi; però, si può anche
affermare che nel complesso sono funzionali e funzionanti.
Il modello a torre, inoltre, riduce un po' il consumo di suolo, destinando a verde
pubblico quote più significative di territorio, e sicuramente densifica la zona costruita
a ridosso della stazione della metropolitana. Noi vogliamo, infatti, che la
metropolitana sia usata intensamente, e per far ciò è necessario che colleghi il
maggiore numero di attività, servizi, ecc., e che sia agevolmente raggiungibile a
piedi.
Quindi, in corrispondenza della stazione metropolitana puntiamo a densificare.
Densificare vuol dire essenzialmente costruire in altezza. Abbiamo fissato un limite
di cento metri, perché c'è una proporzionalità dimensionale tra lo sviluppo di Corso
Francia e l'altezza degli edifici. Vista la lunghezza del Corso Francia, credo proprio
che in questo caso, a differenza del caso "Sanpaolo", sia difficile sollevare obiezioni.
Almeno io non le ritengo fondate.
Sulla questione della variante n. 160 al Piano Regolatore, essa esplicita la possibilità
di riconoscere le cosiddette localizzazioni "L2" in deroga, ovvero quelle ubicate in
aree produttive dismesse, che richiedono dei costi di riconversione significativi.
Infatti, il vero problema è la progettazione di riqualificazioni che finanzino i costi di
bonifica, di risanamento delle situazioni ambientali che l'industria - nella sua storia
novecentesca, in particolare della seconda metà del Novecento - ha lasciato sui
territori occupati.
Quando partiranno i lavori? Gli operatori ovviamente puntano alla massima
accelerazione, compatibile con gli atti amministrativi che prevedono almeno un
semestre per la pubblicazione, l'osservazione e quant'altro. Quindi, l'apertura dei
cantieri è prevista per l'anno prossimo: questo è l'auspicio di tutti.
In merito alla questione della VAS (naturalmente mi riservo di verificare), è stato
acquisito il parere e la compatibilità delle previsioni di insediamento con le norme
che presiedono alla verifica di compatibilità ambientale. In questo momento non ho
copia di tutta la documentazione, in ogni caso ribadisco che dopo l'approvazione sarà
possibile verificare tutto ciò in modo puntuale.
Circa la questione della progettazione partecipata, se si tratta della progettazione
partecipata dello spazio pubblico dei servizi, credo che in qualche misura sia stata
avviata dalla Circoscrizione e quindi può svolgersi compiutamente.
Per quanto riguarda l'edificazione privata, l'operatore sta cercando i propri partner
immobiliari, insieme ai quali bisognerà valutare la possibilità di sviluppare ipotesi
concorsuali. Voi sapete che con la VAS, per esempio, abbiamo sostenuto
l'opportunità di mettere in campo competenze progettuali plurime, come avvenuto
per "Spina 1".
La partecipazione dei residenti della zona, Infine, credo possa svolgersi in modo
compiuto, soprattutto per quanto riguarda le parti destinate ad usi pubblici, con
presenza di servizi. E in questa direzione certamente ci muoveremo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'analisi degli emendamenti.
L'emendamento n. 1, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1:
Presenti 31, Favorevoli 26, Astenuti 1, Contrari 4.
L'emendamento n. 1 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 2, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2:
Presenti 31, Favorevoli 26, Astenuti 1, Contrari 4.
L'emendamento n. 2 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 3, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3:
Presenti 31, Favorevoli 26, Astenuti 1, Contrari 4.
L'emendamento n. 3 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 4, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 4:
Presenti 31, Favorevoli 26, Astenuti 1, Contrari 4.
L'emendamento n. 4 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 5, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 5:
Presenti 31, Favorevoli 26, Astenuti 1, Contrari 4.
L'emendamento n. 5 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 6, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 6:
Presenti 31, Favorevoli 26, Astenuti 1, Contrari 4.
L'emendamento n. 6 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 7, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 7:
Presenti 31, Favorevoli 26, Astenuti 1, Contrari 4.
L'emendamento n. 7 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 8, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 8:
Presenti 31, Favorevoli 26, Astenuti 1, Contrari 4.
L'emendamento n. 8 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione così emendata.
Presenti 29, Favorevoli 24, Contrari 4, Astenuti 1.
Per il verbale, si aggiunga il voto favorevole del signor Sindaco, che durante la
votazione era fuori dall'Aula per una chiamata improvvisa.
La proposta di deliberazione è approvata.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
Presenti 27, Favorevoli 24, Contrari 3.
L'immediata eseguibilità non è concessa.
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