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COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 200904331/009, presentata dalla Giunta Comunale in data 7 luglio 2009, avente per oggetto: "Legge Regionale 9 aprile 1996 n. 18 e s.m.i. - Programma Integrato 'Alenia' in variante al PRG vigente. Adozione" COPPOLA Michele (Vicepresidente) Comunico che in data 31/03/2010 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. Sono stati presentati otto emendamenti. La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Questa proposta di deliberazione è stata oggetto di un'ampia ed approfondita discussione in Commissione, ma ritengo necessario richiamarne il significato. Si tratta di una Variante che è collegata ad un'intesa industriale con Alenia, peraltro raggiunta con tutte le Amministrazioni locali (quindi, anche con la Regione e la Provincia), volta a rendere possibile e promuovere il potenziamento della sua presenza nell'area torinese e, al contempo, a consentire di razionalizzare il proprio insediamento industriale concentrando le attività, in particolare quelle produttive svolte in Corso Marche, nella loro sede di Caselle. Per quanto riguarda l'atto urbanistico in sé, è costruito attorno ai criteri e ai principi generali che hanno ispirato la redazione del Piano Regolatore, ovvero alla riconosciuta possibilità di trasformare le aree industriali dismesse ove, per ragioni produttive ed industriali (ma anche per ragioni di localizzazione e di rapporto con il contesto), possa apparire utile ed opportuno pensare ad una rilocalizzazione quale migliore possibilità di adeguamento dell'insediamento stesso, dal punto di vista industriale. Per quanto riguarda il caso specifico, si tratta di un'area di grande valore urbano (potenziale, per ora); auspichiamo che il completamento dell'iter della Variante consenta di permetterne un'attuazione in tempi rapidi (almeno queste sono le dichiarazioni di intenti espresse dai proponenti). Si tratta di un contesto molto pregiato dal punto di vista urbano; si affaccia sulla stazione della Metropolitana collocata all'angolo tra Corso Marche e Corso Francia, che disporrà di una dotazione di parcheggio anche di interscambio, oltre a quello dell'attestamento attuale della linea Metropolitana nel territorio di Collegno. Di conseguenza, quell'area avrà un livello di accessibilità molto elevato e, quindi, si propone come una delle localizzazioni per attività produttive e terziarie, oltre che per funzioni residenziali, particolarmente apprezzabili su scala urbana e metropolitana. Il progetto, d'altra parte, muovendosi entro le regole generali che il Piano Regolatore ha adottato per quanto riguarda la trasformazione delle aree produttive dismesse, ha anche accolto e fatte proprie le indicazioni che emergevano dal progetto di scala territoriale, sviluppato nel Tavolo promosso dalla Provincia e partecipato da tutti i Comuni che interagiscono sull'area, il Tavolo di definizione del Master Plan del nuovo Corso Marche, costituito, per quanto riguarda gli aspetti viabilistici - com'è noto -, dal viale urbano di superficie e dalla corda tangenziale, quella che collega direttamente, saltando l'arco ovest, la tangenziale nord con lo scalo del Drosso. Ci pare, quindi, un lavoro che ha visto una convergenza ampia delle Amministrazioni locali ed anche delle categorie economiche e sociali (è passata attraverso consultazioni di tutte le categorie coinvolte). Si tratta, in ogni caso, dell'atto preliminare (l'adozione); il provvedimento verrà pubblicato, potrà essere esaminato e verranno discusse le eventuali osservazioni, per arrivare, infine, al documento definitivo. Oltre alla sua indubbia importanza dal punto di vista strettamente urbanistico, riteniamo che sia anche un atto significativo per quanto riguarda la capacità della Città e del territorio nel suo insieme di relazionarsi ai grandi soggetti industriali, per promuovere uno sviluppo della loro presenza sul territorio stesso. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ferraris. FERRARIS Giovanni Maria Ho ascoltato con attenzione l'introduzione degli emendamenti fatta dall'Assessore Viano, anche se, poi, non li ha menzionati nello specifico, ma non importa, nel frattempo, li ho letti. Non avendo potuto essere presente all'ultima Commissione, faccio qualche osservazione in questa sede. Come ha detto l'Assessore, sicuramente è un progetto di grande sviluppo urbano, che verrà, tra l'altro, anche integrato da altre porzioni - sempre su quell'asse - di interventi, sia pubblici che privati. Questo argomento è stato anche oggetto di un'audizione da parte dei vertici della società proprietaria, proprio per comprendere le prospettive e le previsioni di ricollocazione di parte dell'azienda in altra sede; sulla fattibilità economica, però, si è avuto, per il momento, solo qualche cenno di risposta e non è, quindi, ancora concretamente constatabile. Anche sulla garanzia occupazionale si è avuta qualche risposta, però, anche in questo caso, era tutto basato su un piano di investimento, di cui credo che, in questo periodo, si stia facendo carico la proprietà. Questi sono due aspetti da non sottovalutare, ossia la fattività economica dell'operazione di spostamento e la garanzia dell'occupazione di chi, attualmente, opera in Corso Marche, che verrà, in qualche modo, riversato altrove. Mi soffermerei un istante sulla questione, invece, più urbanistica, in quanto questo piano di riqualificazione viene considerato più come un PEC tradizionale rispetto a quello che, invece, è uno strumento urbanistico più complesso. Mi riferisco soprattutto a quanto abbiamo ricordato proprio oggi pomeriggio alle 15.00, in memoria di Natale Aimetti - un Consigliere che non conoscevo, per cui ho fatto tesoro di quanto ho sentito -, che si interessava delle fasce deboli. Oggi la fascia debole viene maggiormente colpita dalla crisi e, quindi, c'è una necessità maggiore, rispetto a prima, di collocazione di offerta di abitazione in housing sociale. Ritengo, in questo senso, che si potrebbe fare uno sforzo ed approfondire, nella fase del dibattito successivo a questa adozione, l'aspetto del 10% attualmente considerato, secondo me minoritario rispetto a quanto successo nelle altre Spine; io ricordo, mediamente, un 30%, se non un terzo (quindi, anche di più), dell'Edilizia Convenzionata. Questa percentuale, peraltro, viene considerata direttamente in deliberazione, nella parte dedicata ai 108.086 metri quadri di SLP, mentre, invece, si potrebbe anche pensare di fare uno sforzo maggiore dal momento che oggi (poi, magari, domani cambia qualcosa) sia ASPI che Eurotorino non sappiamo quanto mercato possano produrre, al di là del polo tecnologico destinato ad Alenia. Si potrebbe fare uno sforzo in quel comparto di metri quadri (i 48.853 di ASPI ed i 27.061 di Eurotorino), per cercare di dare una maggiore offerta di housing sociale che oggi viene richiesta e che preme, come esigenza, a molte centinaia di famiglie. L'altro aspetto da non sottovalutare (e, in parte, la Circoscrizione ha fatto delle osservazioni a riguardo, ma pro domo sua) è quale sarà il ritorno sul territorio: si parla di un asilo e di una struttura commerciale non superiore a 3.500 metri quadri, a cui si daranno dei servizi anche interessanti. Io, invece, mi sento di dare questo contributo sulle migliorie: visto che valorizziamo un'area e, con questa Variante, permettiamo ad un operatore di fare la sua parte successivamente a questa valorizzazione (quindi, di averne un giusto rientro dal punto di vista dell'investimento), vorrei comprendere se anche da parte della Città è stato pensato un ritorno economico apportato dalle migliorie, dalla valorizzazione del contributo che l'Assessore spesso definisce "di miglioria" che offriamo all'operatore. In questo modo, da una parte faremo il nostro interesse, sviluppando una politica sociale nei confronti dei meno abbienti ed offrendo maggiore potenzialità di Edilizia Convenzionata agevolata, dall'altra, potremo fare tesoro del progetto che stiamo per approvare, che aiuterebbe sicuramente anche l'operatore, per il primo aspetto, ad alleggerirsi di un carico di terziario (che, forse, oggi non saprebbe come orientarlo nella valorizzazione) e, dall'altro, permetterebbe (tutto serve) a far cassa anche all'Amministrazione con le opere di monetizzazione. Sul resto, che vada avanti questo progetto; sarebbe anche interessante ed importante, nella fase tra l'adozione e l'approvazione, audire nuovamente la proprietà o gli operatori futuri, per capire i termini di fattibilità temporale di questo progetto, perché anche in quello ci giochiamo un pezzo di città. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Parto dall'intervento dell'Assessore Viano, che ringrazio. Non ho compreso l'intesa che avrebbe stipulato Alenia, in quanto non abbiamo riferimenti precisi a un impegno di Alenia sul mantenimento della produttività nell'area di Torino. In realtà, questo non è un sito dismesso; parlare di aree dismesse è un'imprecisione, perché quella di Corso Marche è attualmente produttiva, c'è una fabbrica che, al momento, è operante. Questo progetto, nella sua interezza, suscita in noi delle perplessità proprio per quanto riguarda le strategie di politica industriale e urbanistica, perché rappresenta il paradosso per cui una fabbrica, prima di cessare di funzionare, ha già pronta la ristrutturazione - io la potrei anche chiamare "speculazione edilizia" -, la sua "valorizzazione" e, di conseguenza, poi, stabilisce le proprie strategie industriali. Tutto questo, sinceramente, mi preoccupa, perché significa un impoverimento del tessuto industriale della città e perché, avendo già pronto il progetto di cosiddetta "valorizzazione" (io potrei chiamarla in altro modo) delle aree coinvolte, rappresenta, in qualche modo, la punta avanzata della dismissione e della deindustrializzazione che avviene sul nostro territorio con l'avallo delle Istituzioni. Quando il 3 dicembre abbiamo audito in Commissione le organizzazioni sindacali, era stato detto che il trasferimento dell'attività produttiva impiegatizia dello stabilimento di Corso Marche avrebbe dovuto orientarsi presso il sito di Caselle e i sindacati ci avevano chiesto che, prima di approvare questa deliberazione, venisse garantito il consolidamento dei carichi lavorativi attualmente presenti nell'area torinese, potenziando, in prospettiva futura, il sito di Caselle. Non mi risulta che ci siano precisi impegni di Alenia in questo senso e non abbiamo notizia di quello che poteva, per esempio, essere un Accordo di programma; l'ho ancora verificato oggi con le organizzazioni sindacali, ma non c'è nessun impegno di Alenia a mantenere la produzione nell'area di Caselle. Mi è stato, invece, segnalato che gli orientamenti della nuova Amministrazione Regionale sono, per la maggior parte, spostati sul novarese (forse, non soltanto per la provenienza del Presidente del Consiglio Regionale, ma anche di quello che sarà, probabilmente, il nuovo Ministro dell'Industria). Ci preoccupiamo perché questo potrebbe voler dire, invece, lo spostamento dell'attività produttiva di Caselle sul sito di Cameri, penalizzando l'area torinese. Per quanto riguarda il progetto urbanistico, l'Assessore Viano sa che troviamo usurata e logorata la riproduzione di moduli omologhi in tutte le valorizzazioni che realizza la Città. In genere, sono modelli uguali praticamente dappertutto; in questo caso, c'è una torre molto alta, un grattacielo. Anche in questa occasione abbiamo ragionato sull'opportunità di questo tipo di costruzioni: non siamo favorevoli alla riproposizione di torri in città, che snaturano il paesaggio e che, soprattutto, non sono concepiti in una logica complessiva, ma ognuno per conto suo. C'è la torre Intesa- Sanpaolo, quella al Lingotto della Regione e questa di Corso Marche; Torino diventerà punteggiata di grattacieli, senza una visione di insieme di tutela del paesaggio urbano. Sempre sotto l'aspetto urbanistico, ci chiediamo il motivo per cui in Corso Marche debba essere localizzato un nuovo centro commerciale: la Variante 160 è ferma in Consiglio Comunale e non mi risulta che comprenda questo nuovo centro commerciale. A distanza di un chilometro e mezzo ce n'è un altro. A Torino vengono aperti centri commerciali - secondo noi - in misura eccessiva, senza che ci sia un progetto complessivo (che la Variante 160 doveva delineare, ma è ferma da due anni). Questo, per noi, è fonte di preoccupazione: anche il dottor Foietta della Provincia di Torino, nella Commissione che si è tenuta qualche giorno fa, ha espresso riserve su questo tipo di strategie e ha messo in evidenza come la Provincia avrebbe preferito che le strategie inerenti i centri commerciali fossero più organiche. Anche a livello di immaginario, sostituire una fabbrica con un centro commerciale è qualche cosa che non può non preoccuparci per la solidità economica della nostra città. L'ultimo punto su cui vorrei ulteriori chiarimenti riguarda la VAS. Non ho capito perché i documenti relativi non siano stati allegati alla documentazione che abbiamo ricevuto. C'erano un parere della Provincia ed uno del Comune di Collegno con rilievi che sarebbe stato interessante leggere, ma mi sono soltanto stati riferiti; io non li ho ricevuti. Infine, mi piacerebbe sapere - l'ha già chiesto il Consigliere Ferraris - quando decollerà questo progetto. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Sarò molto breve nel mio intervento e parto da un elemento che mi preoccupa. Condivido il progetto così come è stato strutturato, perché credo sia un'operazione molto importante sia sul piano economico, sia su quello della riqualificazione, del rilancio di quell'area. Si valorizzerà un patrimonio notevolissimo, però sappiamo che questo progetto nasce dal fatto che il centro aerospaziale di Corso Marche si sposterà a Caselle (almeno, questo era il presupposto di base di questa operazione che ci dava il gruppo industriale Alenia), ma, adesso, con le novità a livello di Consiglio Regionale (quindi, di nuova maggioranza della Regione Piemonte), sarà Caselle il nuovo polo industriale o sarà Cameri? Non faccio questioni di campanilismo o corporative rispetto ad un'area che è più vicina alla città di Torino, però, su questo aspetto ci deve essere chiarezza, perché se i lavoratori dovranno spostarsi da Corso Marche a Caselle, è un conto, se, invece, in conseguenza della nuova geografia politica (che vede una presunta annessione del Piemonte alla Lombardia e, magari, il nuovo Presidente della Regione ci difenderà su questo), si trasferiranno a Cameri, il discorso cambia. Difendiamo la territorialità, difendiamo la Regione Piemonte! Diamogli un'autonomia rispetto agli interessi economici dell'altra Regione più importante sul piano industriale, dato che uno dei presupposti da cui nasceva il progetto era questo di Caselle, ossia la riunificazione delle attività industriali del centro aerospaziale verso Caselle, che, logisticamente, mi sembrava un'operazione anche accettabile, con le dovute garanzie per i lavoratori, eccetera. So che esiste l'ipotesi di Cameri e, chiaramente, non la possiamo affrontare in questa sede, però chiedo al Presidente della III Commissione la convocazione del gruppo dirigente dell'Alenia per avere chiarimenti su questo aspetto. Ci dicano come stanno realmente le cose: la questione di Cameri è aperta, oppure è certo lo spostamento di Corso Marche verso Caselle? Mi pongo questa domanda perché durante la campagna elettorale ho sentito l'ex Assessore Bairati che poneva questo problema, ma, alla mia domanda: "Caselle sarà tutelata?", la risposta è stata: "Non sappiamo". Esprimo qualche preoccupazione e credo che la Città di Torino debba prestare una maggiore attenzione su questo tema. Voterò favorevolmente questa deliberazione ed esprimo solamente una perplessità su quella suggestiva idea che ho citato anche in Commissione, ossia di collegare Venaria a Stupinigi, che poneva l'architetto ideatore di questo progetto. In Commissione ho parlato con l'Assessore Viano della questione dei tre strati della nuova viabilità, del nuovo asse, del collegamento Alta Velocità. La questione della parte in superficie mi preoccupa e lo voglio dire affinché rimanga a verbale: noi avremo sotto un'autostrada e sopra un'altra superstrada, in base all'idea originaria. Chiedo che la Città ponga attenzione rispetto a questo; un conto è sistemare la viabilità locale ed un altro è fare un'autostrada, sotto un'altra superstrada e, sotto ancora, la ferrovia! Mi sembra un argomento degno di attenzione. Per quanto riguarda la necessità di servizi nella III e IV Circoscrizione, visto che siamo in quella zona, chiedevo, se fosse possibile, rispetto al fabbisogno in quell'area territoriale, il lancio di un'idea di progettazione partecipata che possa coinvolgere le Circoscrizioni da una parte ed i cittadini dall'altra, in un progetto condiviso rispetto a quanto servirà in quel territorio, in modo da poter collocare i servizi necessari alla zona. So che c'è stata già una consultazione con la Circoscrizione, credo che, poi, operativamente, vada sviluppata. Ho parlato di progettazione partecipata, che mi sembra l'unico modo per poter collocare servizi utili e, soprattutto, mancanti nel territorio. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola, per la replica, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Rispondo in ordine alle osservazioni fatte dai Consiglieri. Naturalmente, lo faccio in maniera schematica, perché le questioni sono molte. Il Consigliere Ferraris sollecita maggiore attenzione all'housing sociale, eventualmente, consentendo di ridurre il peso di destinazioni di minore appetibilità di mercato (tipo Eurotorino, se non ho inteso male) e segnala anche un differente trattamento rispetto alla Spina Centrale, dove la quota di Edilizia Convenzionata era pari ad un terzo della capacità complessiva riconosciuta. Partiamo da quest'ultimo aspetto. Effettivamente, c'era una differenza ed è di questa entità, ma lo specifico della Spina Centrale è che si trattava di aree industriali dismesse non legate a ricollocazioni, a nuovi investimenti di carattere produttivo importanti, che non dico che siano sostenuti interamente dalle valorizzazioni immobiliari, ma che certamente mettono in conto, anche in maniera significativa, le valorizzazioni immobiliari che possono essere tratte dalla dismissione delle aree precedentemente utilizzate. Quando le aree risultano dismesse per sostanziale obsolescenza dei processi produttivi, ossia quando i processi produttivi siderurgici dell'area piemontese vengono abbandonati, allora quelle aree diventano delle semplici zone di valorizzazione immobiliare, senza altre destinazioni d'uso. In presenza di un'operazione puramente immobiliare - lo dico oggettivamente, e questa considerazione vale anche per quanto concerne il tema delle valorizzazioni legate alla variante urbanistica - noi procediamo in modo diverso. In Spina Centrale, da un lato, abbiamo ritenuto opportuno valutare maggiormente, rispetto all'ordinario, la quota di convenzionata, stante la portata dell'operazione; dall'altro, abbiamo sostanzialmente incamerato delle valorizzazioni, sia pure indirette, attraverso maggiori dismissioni di aree, ecc., perché c'erano delle regole che garantivano all'Amministrazione un ritorno significativo rispetto alla valorizzazione immobiliare. In questo caso (e con questo rispondo anche alla prima domanda della Consigliera Silvestrini, che dice: "Ma un'intesa formale non c'è stata". È vero, un'intesa formale non c'è stata, nel senso che non c'è un contratto, ma voi sapete bene che queste sono aziende di livello internazionale, che hanno presenze, rapporti, partenariati con aziende di tutto il mondo, e che quindi decidono le loro strategie produttive a grande scala), è stata mantenuta - come polo di punta dell'attività dell'azienda - l'area torinese, valorizzandola con investimenti già effettuati. Quindi, anticipando abbondantemente i ritorni di valorizzazione della trasformazione dell'area. È ovvio, tuttavia, che nel momento in cui Alenia ha deciso di investire su Caselle, ha immediatamente posto all'Amministrazione il problema della riconversione delle aree dismesse. Naturalmente il Collega Dealessandri conosce meglio la dinamica di tutto questo processo, peraltro già approfondita in Commissione; ribadisco solo che la società Alenia ha iniziato da tempo gli investimenti per realizzare questo progressivo trasferimento, ed è evidente che nel momento in cui hanno deciso di ricollocarsi e potenziare il polo torinese su Caselle, immediatamente hanno richiesto all'Amministrazione di valutare la possibilità di mettere in gioco le valorizzazioni immobiliari come componente di finanziamento dell'investimento necessario al potenziamento del polo torinese su Caselle. In questo senso, non c'è un'intesa costituita da un contratto, ma certamente c'è un'intesa (come avviene normalmente tra parti istituzionali e parti economiche) su un progetto che, nelle rispettive responsabilità, l'azienda presenta e le Amministrazioni locali recepiscono e in qualche misura assecondano, ovviamente ove lo riconoscano condivisibile e importante per l'economia del proprio territorio. Questo per quanto riguarda il protocollo. Ritornando alla questione della valorizzazione, quando le valorizzazioni immobiliari sono finalizzate a sostenere degli investimenti produttivi che hanno delle ricadute economiche e sociali significative, noi in generale non mettiamo in conto acquisizioni di parte della valorizzazione, perché chiediamo (e questo è l'obiettivo perseguito in questo caso) che questa valorizzazione valga a sostenere gli investimenti nell'area, quindi a potenziare la forza economico-produttiva del territorio. Questo è un criterio che seguiamo in maniera generalizzata: è valso a suo tempo per la Superga e per altre attività produttive attive che intendevano ricollocarsi e mantenere la loro forza; anzi, talvolta, come nel caso di Alenia, rafforzando la propria capacità produttiva sul territorio. Naturalmente questo è un atteggiamento, una scelta, un indirizzo politico di questa Amministrazione: quindi, sia chiaro che c'è un elemento di discrezionalità politico- amministrativa evidente (lo riconosco assolutamente), ma fa parte del sostegno indiretto a politiche di rafforzamento del tessuto produttivo, tanto più in quanto si tratta di tessuto produttivo avanzato, come nel caso di Alenia. Per quanto riguarda l'housing sociale, la quota del 10% c'è. La questione è ancora in evoluzione perché siamo nella fase di adozione: l'operatore industriale, Finmeccanica, sta facendo una ricerca pubblica di partner immobiliari e di soggetti immobiliari, cui cedere e con cui operare concretamente la trasformazione. In questa fase iniziale, non è escluso che emergano anche richieste di revisione del mix funzionale, proprio in relazione al fatto che il mercato ha alcune sofferenze relative al settore terziario, al cosiddetto "Eurotorino". Certamente in quel caso noi potremo accogliere queste richieste chiedendo come contropartita una quota maggiore di housing. Noi ora abbiamo puntato ad avere una quota assai significativa di Eurotorino, proprio per sostenere l'offerta di spazi per insediamenti di attività economico-produttive in un'area caratterizzata da forte accessibilità, e quindi idonea ad ospitare attività di questo tipo: naturalmente quando il mercato riprenderà un po' di vigore. Tenete anche conto del fatto (e qui rispondo alla questione della viabilità di superficie, posta dal Consigliere Domenico Gallo) che noi puntiamo, nel rapporto con la Provincia, a differenziare nettamente i due assi viari dal punto di vista del ruolo e della funzione: l'asse interrato è una corda di tangenziale ed è finalizzato ad accogliere il traffico di attraversamento, non solo quello che parte da un estremo all'altro dell'area, ma anche quello di lunga percorrenza che non transita all'interno del quartiere; mentre l'asse di superficie verrà dimensionato in modo tale da dissuaderne l'uso da parte di chi vuole attraversare la Città, perché altrimenti si pongono problemi di compatibilità ambientale e acustica. Essendo, infatti, gratuito e molto fluido, c'è il rischio che venga utilizzato in alternativa all'asse viario interrato. Nella definizione progettuale, quindi, punteremo a differenziare e a caratterizzare in senso locale il viale superficiale, per evitarne un uso non conforme a un quartiere sostanzialmente di valenza locale. Non è, pertanto, un sito dismesso e fortunatamente l'attività produttiva continua. Questa è l'intesa: investire in quella zona, sviluppare la loro presenza e trasferire gli occupati. Il nostro interesse non è un sito dismesso, ma promuovere il rilancio produttivo dell'azienda su Caselle, altrimenti avremmo lo stesso processo verificatosi nelle aree delle acciaierie, la cui produzione è stata abbandonata in seguito alla dismissione di quella zona. Invece qui vogliamo non solo mantenerlo, ma potenziarlo. È un impoverimento del tessuto produttivo? No, per le cose che ho già detto. Sulla questione della garanzia del mantenimento del peso produttivo dell'inserimento torinese, il problema è assolutamente monitorato dalle Amministrazioni locali, perché viene costantemente rappresentato dalle parti sociali come una questione non dico decisiva ma certamente molto rilevante nell'economia della Città. Abbiamo comunque un tempo sufficiente per la pubblicazione, ecc. e nel corso del tempo si potrà aggiornare il quadro delle... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Certo! Da qui all'approvazione (raccolgo le parole dette fuori microfono dal collega Dealessandri), ci sarà l'accordo sindacale che impegna formalmente l'azienda sulle questioni dette a proposito del rilancio, del rafforzamento produttivo. Ripropone un modello con le torri, ossia un modello standardizzato di trasformazione? Sì, perché la cultura contemporanea (ognuno di noi può condividerla, ritenerla distorta, inadeguata e magari anche foriera di sventure) propone questi schemi diffusamente. Se andate a Milano a vedere i progetti sviluppati da Norman Foster e da Renzo Piano, noterete che non si discostano molto tra loro, nel senso che rispondono agli stessi criteri e principi; però, si può anche affermare che nel complesso sono funzionali e funzionanti. Il modello a torre, inoltre, riduce un po' il consumo di suolo, destinando a verde pubblico quote più significative di territorio, e sicuramente densifica la zona costruita a ridosso della stazione della metropolitana. Noi vogliamo, infatti, che la metropolitana sia usata intensamente, e per far ciò è necessario che colleghi il maggiore numero di attività, servizi, ecc., e che sia agevolmente raggiungibile a piedi. Quindi, in corrispondenza della stazione metropolitana puntiamo a densificare. Densificare vuol dire essenzialmente costruire in altezza. Abbiamo fissato un limite di cento metri, perché c'è una proporzionalità dimensionale tra lo sviluppo di Corso Francia e l'altezza degli edifici. Vista la lunghezza del Corso Francia, credo proprio che in questo caso, a differenza del caso "Sanpaolo", sia difficile sollevare obiezioni. Almeno io non le ritengo fondate. Sulla questione della variante n. 160 al Piano Regolatore, essa esplicita la possibilità di riconoscere le cosiddette localizzazioni "L2" in deroga, ovvero quelle ubicate in aree produttive dismesse, che richiedono dei costi di riconversione significativi. Infatti, il vero problema è la progettazione di riqualificazioni che finanzino i costi di bonifica, di risanamento delle situazioni ambientali che l'industria - nella sua storia novecentesca, in particolare della seconda metà del Novecento - ha lasciato sui territori occupati. Quando partiranno i lavori? Gli operatori ovviamente puntano alla massima accelerazione, compatibile con gli atti amministrativi che prevedono almeno un semestre per la pubblicazione, l'osservazione e quant'altro. Quindi, l'apertura dei cantieri è prevista per l'anno prossimo: questo è l'auspicio di tutti. In merito alla questione della VAS (naturalmente mi riservo di verificare), è stato acquisito il parere e la compatibilità delle previsioni di insediamento con le norme che presiedono alla verifica di compatibilità ambientale. In questo momento non ho copia di tutta la documentazione, in ogni caso ribadisco che dopo l'approvazione sarà possibile verificare tutto ciò in modo puntuale. Circa la questione della progettazione partecipata, se si tratta della progettazione partecipata dello spazio pubblico dei servizi, credo che in qualche misura sia stata avviata dalla Circoscrizione e quindi può svolgersi compiutamente. Per quanto riguarda l'edificazione privata, l'operatore sta cercando i propri partner immobiliari, insieme ai quali bisognerà valutare la possibilità di sviluppare ipotesi concorsuali. Voi sapete che con la VAS, per esempio, abbiamo sostenuto l'opportunità di mettere in campo competenze progettuali plurime, come avvenuto per "Spina 1". La partecipazione dei residenti della zona, Infine, credo possa svolgersi in modo compiuto, soprattutto per quanto riguarda le parti destinate ad usi pubblici, con presenza di servizi. E in questa direzione certamente ci muoveremo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'analisi degli emendamenti. L'emendamento n. 1, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1: Presenti 31, Favorevoli 26, Astenuti 1, Contrari 4. L'emendamento n. 1 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 2, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2: Presenti 31, Favorevoli 26, Astenuti 1, Contrari 4. L'emendamento n. 2 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 3, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3: Presenti 31, Favorevoli 26, Astenuti 1, Contrari 4. L'emendamento n. 3 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 4, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 4: Presenti 31, Favorevoli 26, Astenuti 1, Contrari 4. L'emendamento n. 4 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 5, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 5: Presenti 31, Favorevoli 26, Astenuti 1, Contrari 4. L'emendamento n. 5 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 6, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 6: Presenti 31, Favorevoli 26, Astenuti 1, Contrari 4. L'emendamento n. 6 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 7, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 7: Presenti 31, Favorevoli 26, Astenuti 1, Contrari 4. L'emendamento n. 7 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 8, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 8: Presenti 31, Favorevoli 26, Astenuti 1, Contrari 4. L'emendamento n. 8 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione così emendata. Presenti 29, Favorevoli 24, Contrari 4, Astenuti 1. Per il verbale, si aggiunga il voto favorevole del signor Sindaco, che durante la votazione era fuori dall'Aula per una chiamata improvvisa. La proposta di deliberazione è approvata. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento: Presenti 27, Favorevoli 24, Contrari 3. L'immediata eseguibilità non è concessa. |