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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 22 Marzo 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 6
INTERPELLANZA 2010-01084
"MALATTIE PROFESSIONALI" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE PETRARULO IN DATA 1 MARZO 2010.
Interventi

OLMEO Gavino (Consigliere f.f. di Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201001084/002, presentata in
data 1 marzo 2010, avente per oggetto:
"Malattie professionali"

OLMEO Gavino (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola, per la risposta, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Per rispondere all'interpellanza, utilizzerò una relazione che mi è stata fornita - anche
perché propone un attento esame della situazione attraverso alcune tabelle -, che, poi,
consegnerò al Consigliere Petrarulo.
La relazione infortunistica raggruppa gli anni 2007, 2008 e 2009, viene considerato
l'insieme della popolazione AMIAT, che viene suddivisa per le principali
aggregazioni di operatività (netturbini, raccoglitori, addetti ai servizi ambientali,
addetti metrocab - che, dal 2009, vengono denominati conducenti operatore unico -,
conducenti parco mezzi, conducenti parco mezzi differenziati). Questa è la tipologia
delle aggregazioni.
I numeri degli eventi infortunistici sono i seguenti: 3,95 per i netturbini, 26 per i
raccoglitori, 430 per gli addetti ai servizi ambientali, 236 per i conducenti operatore
unico, 78 e 173 per i conducenti di parco mezzi.
I grafici sono stati elaborati attraverso l'estrazione dei dati dalla banca informatica ed
infortunistica presente in AMIAT. Come ho detto in precedenza, oggi l'addetto
metrocab viene denominato conducente operatore unico, e nelle tabelle che fornirò
all'interpellante sono stati accorpati il CPM e il CPMD (cioè, il conducente parco
mezzi ed il conducente parco mezzi differenziati).
Nei grafici sono riportati, per ogni mansione e sotto forma di istogramma, i valori
percentuali, nel senso che, per le diverse tipologie di rischio (sono oltre 30), si
individua la percentuale di persone che è stata toccata da un evento infortunistico e
viene ordinata in rapporto alle mansioni che ho appena elencato; in questo modo, è
possibile avere la percentuale dei lavoratori che, in quella data mansione, hanno
subìto un infortunio nel corso dell'anno e in relazione al quale è stato individuato un
rischio, come ho appena detto, o un agente materiale - ad esempio, uno dei pericoli è
entrare in contatto con determinati materiali - che potenzialmente è in grado di
scatenare, da solo o associato ad altri, un evento.
Il computo del predetto valore si ottiene dal rapporto tra il numero degli eventi
specifici registrato nell'anno e il numero medio di lavoratori con quella mansione
dello stesso anno. Di conseguenza, nel corso dell'anno abbiamo registrato delle
situazioni in cui gli eventi sono risultati essere inferiori all'1%, raggiungendo al
massimo il 6%.
Per quanto attiene alle inabilità da infortunio, tutti i casi, salvo sporadiche eccezioni,
comportano inabilità temporanea (nel senso che sono tutti eventi abbastanza brevi);
almeno per la stragrande maggioranza dei casi (se non pressoché la totalità), non ci
risulta che si generino postumi permanenti, per cui non c'è un'inabilità riconosciuta
o, tanto meno, malattie professionali.
Nei grafici, gli infortuni potenzialmente associabili a fattori dovuti alla
movimentazione manuale dei carichi sono facilmente individuabili, in quanto sono
abbastanza articolati. L'insieme di questi dati consente di avere sia una situazione
abbastanza definita, sia la possibilità, da parte dei responsabili della sicurezza
dell'azienda e dei RLS, di svolgere pienamente il proprio lavoro, perché, avendo
un'analisi così articolata ed individuando ogni singolo rischio in rapporto alle diverse
mansioni svolte, è possibile mettere in atto iniziative di prevenzione.

OLMEO Gavino (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola al Consigliere Petrarulo.

PETRARULO Raffaele
Si tratta sicuramente di una materia molto complessa e ringrazio il Vicesindaco per la
documentazione che mi fornirà, perché i dati sono importanti.
In questa Azienda operano oltre 2.100 dipendenti, che, tutti i giorni, svolgono il
proprio lavoro, prestando un servizio sicuramente importante per tutta la popolazione
sul territorio cittadino.
Presentando questa interpellanza (a cui ha ben risposto il Vicesindaco), volevo
sottolineare il numero degli infortuni, che non è poco rilevante (anche se il numero
assoluto, magari, può apparire esiguo), perché queste cifre diventano importanti per
le persone interessate, in quanto questi infortuni possono risultare invalidanti per la
prosecuzione della loro professione. Queste persone si prodigano per svolgere
un'attività a favore dei cittadini e, purtroppo, alcune di queste poi diventano inabili al
lavoro (oppure temporaneamente o parzialmente inabili).
Dobbiamo concentrarci su questo aspetto, perché è necessario combattere chi fa il
furbo, in qualsiasi campo, e bisogna essere vicini a tutte le persone che
quotidianamente svolgono il loro lavoro. A volte, mi capita di vedere scendere dai
loro camion questi operatori, che toccano i materiali a cui accennava il Vicesindaco,
e, spesso, sono costretti a subire degli insulti per il tipo di lavoro che svolgono,
perché si pensa che molti di loro non facciano nulla; magari è vero che qualcuno di
loro farà poco, ma non si può generalizzare, perché ci sono numerosi lavoratori
all'interno di AMIAT, compresi gli RLS, che cercano di verificare tutti i depositi, in
modo tale che questi dipendenti non debbano affrontare alcun rischio.
Attraverso questa interpellanza, chiedo (oltre ad una copia dei dati in possesso del
Vicesindaco) che venga attivata un'ampia discussione, che coinvolga tutte le parti in
causa, compresi i lavoratori.
In questo modo, si potrà approfondire questo argomento, comprendendo quali sono
le malattie professionali tabellate e quelle non tabellate, a proposito delle quali, nella
parte delle premesse, ho riportato quanto previsto dall'articolo n. 10 del Decreto
Legislativo n. 38/2000, anche alla luce delle sentenze n. 179 e n. 206 della Corte
Costituzionale del 1988. Alcune malattie professionali vengono tabellate e, come tali,
sono riconosciute tout court, mentre per altre spetta al lavoratore dimostrare quanto
avvenuto e provare il nesso tra la causa e l'effetto. Naturalmente, i dati che il
Vicesindaco mi ha fornito sono importanti per poter analizzare questo argomento. So
che il Vicesindaco è una persona preparata ed attenta alle necessità dei lavoratori e
questa interpellanza non è volta (come qualcuno potrà pensare) a strumentalizzare
questo argomento, ma al suo approfondimento. Questa interpellanza deve
coinvolgere il Vicesindaco, che ha le deleghe al lavoro e rappresenta tutto quello che
concerne il comparto AMIAT (che, oggi, è in sofferenza dopo che la discarica è stata
chiusa, per cui i lavoratori devono essere rassicurati che non verrà perso alcun posto
di lavoro). Abbiamo preso questo impegno come Consiglio - io come Consigliere e
lei come Assessore - e dovremo trovarci anche in altre sedi per discuterne; abbiamo
asserito - e lo dico in questa sede - che non vogliamo che alcun dipendente di
AMIAT perda il proprio posto di lavoro a causa della chiusura della discarica di
Basse di Stura, ma non è solo questa la partita, perché vogliamo che coloro che
incappano in questi infortuni vengano seguiti e trattati come prescritto dalla legge,
non devono essere dimenticati.
Come Consigliere sarò sempre attento e sarò il portavoce non dei lavoratori, ma delle
persone che mi chiederanno di riferirle quello che molti dicono, anche se, spesso,
non vengono ascoltati.

OLMEO Gavino (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola, per una breve replica, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
La nota prevede 32 articolazioni (per cui, quando gliela consegnerò, potrà
consultarle). Nella mia esperienza professionale, ho fatto parte del comitato
antinfortunistico in un'azienda e sarebbe stato importante, all'epoca, avere a
disposizione questi dati (che sono suddivisi per ogni evento e per ogni mansione);
questa articolazione consente di procedere ad una discussione di merito per capire
come intervenire affinché un lavoratore eviti di scivolare, o di urtare un oggetto in
movimento, o di inciampare e cadere (infatti, queste sono le situazioni a più elevato
rischio). Tra gli eventi previsti nelle 32 articolazioni, ci sono anche le aggressioni
(sono al secondo punto), perché accade anche che non sempre ci si rivolga in modo
civile agli operatori: c'è chi fa notare le cose in un certo modo e chi, invece, usa
modi non appropriati.
Ovviamente, sono a disposizione per approfondire ulteriormente questa discussione,
anche se mi pare che, oggettivamente, ci siano tutte le condizioni per avviare, grazie
agli organismi e ai responsabili all'interno dell'Azienda, le giuste e necessarie
riflessioni, così come le iniziative.

OLMEO Gavino (Consigliere f.f. di Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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