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OLMEO Gavino (Consigliere f.f. di Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201001084/002, presentata in data 1 marzo 2010, avente per oggetto: "Malattie professionali" OLMEO Gavino (Consigliere f.f. di Presidente) La parola, per la risposta, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Per rispondere all'interpellanza, utilizzerò una relazione che mi è stata fornita - anche perché propone un attento esame della situazione attraverso alcune tabelle -, che, poi, consegnerò al Consigliere Petrarulo. La relazione infortunistica raggruppa gli anni 2007, 2008 e 2009, viene considerato l'insieme della popolazione AMIAT, che viene suddivisa per le principali aggregazioni di operatività (netturbini, raccoglitori, addetti ai servizi ambientali, addetti metrocab - che, dal 2009, vengono denominati conducenti operatore unico -, conducenti parco mezzi, conducenti parco mezzi differenziati). Questa è la tipologia delle aggregazioni. I numeri degli eventi infortunistici sono i seguenti: 3,95 per i netturbini, 26 per i raccoglitori, 430 per gli addetti ai servizi ambientali, 236 per i conducenti operatore unico, 78 e 173 per i conducenti di parco mezzi. I grafici sono stati elaborati attraverso l'estrazione dei dati dalla banca informatica ed infortunistica presente in AMIAT. Come ho detto in precedenza, oggi l'addetto metrocab viene denominato conducente operatore unico, e nelle tabelle che fornirò all'interpellante sono stati accorpati il CPM e il CPMD (cioè, il conducente parco mezzi ed il conducente parco mezzi differenziati). Nei grafici sono riportati, per ogni mansione e sotto forma di istogramma, i valori percentuali, nel senso che, per le diverse tipologie di rischio (sono oltre 30), si individua la percentuale di persone che è stata toccata da un evento infortunistico e viene ordinata in rapporto alle mansioni che ho appena elencato; in questo modo, è possibile avere la percentuale dei lavoratori che, in quella data mansione, hanno subìto un infortunio nel corso dell'anno e in relazione al quale è stato individuato un rischio, come ho appena detto, o un agente materiale - ad esempio, uno dei pericoli è entrare in contatto con determinati materiali - che potenzialmente è in grado di scatenare, da solo o associato ad altri, un evento. Il computo del predetto valore si ottiene dal rapporto tra il numero degli eventi specifici registrato nell'anno e il numero medio di lavoratori con quella mansione dello stesso anno. Di conseguenza, nel corso dell'anno abbiamo registrato delle situazioni in cui gli eventi sono risultati essere inferiori all'1%, raggiungendo al massimo il 6%. Per quanto attiene alle inabilità da infortunio, tutti i casi, salvo sporadiche eccezioni, comportano inabilità temporanea (nel senso che sono tutti eventi abbastanza brevi); almeno per la stragrande maggioranza dei casi (se non pressoché la totalità), non ci risulta che si generino postumi permanenti, per cui non c'è un'inabilità riconosciuta o, tanto meno, malattie professionali. Nei grafici, gli infortuni potenzialmente associabili a fattori dovuti alla movimentazione manuale dei carichi sono facilmente individuabili, in quanto sono abbastanza articolati. L'insieme di questi dati consente di avere sia una situazione abbastanza definita, sia la possibilità, da parte dei responsabili della sicurezza dell'azienda e dei RLS, di svolgere pienamente il proprio lavoro, perché, avendo un'analisi così articolata ed individuando ogni singolo rischio in rapporto alle diverse mansioni svolte, è possibile mettere in atto iniziative di prevenzione. OLMEO Gavino (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Petrarulo. PETRARULO Raffaele Si tratta sicuramente di una materia molto complessa e ringrazio il Vicesindaco per la documentazione che mi fornirà, perché i dati sono importanti. In questa Azienda operano oltre 2.100 dipendenti, che, tutti i giorni, svolgono il proprio lavoro, prestando un servizio sicuramente importante per tutta la popolazione sul territorio cittadino. Presentando questa interpellanza (a cui ha ben risposto il Vicesindaco), volevo sottolineare il numero degli infortuni, che non è poco rilevante (anche se il numero assoluto, magari, può apparire esiguo), perché queste cifre diventano importanti per le persone interessate, in quanto questi infortuni possono risultare invalidanti per la prosecuzione della loro professione. Queste persone si prodigano per svolgere un'attività a favore dei cittadini e, purtroppo, alcune di queste poi diventano inabili al lavoro (oppure temporaneamente o parzialmente inabili). Dobbiamo concentrarci su questo aspetto, perché è necessario combattere chi fa il furbo, in qualsiasi campo, e bisogna essere vicini a tutte le persone che quotidianamente svolgono il loro lavoro. A volte, mi capita di vedere scendere dai loro camion questi operatori, che toccano i materiali a cui accennava il Vicesindaco, e, spesso, sono costretti a subire degli insulti per il tipo di lavoro che svolgono, perché si pensa che molti di loro non facciano nulla; magari è vero che qualcuno di loro farà poco, ma non si può generalizzare, perché ci sono numerosi lavoratori all'interno di AMIAT, compresi gli RLS, che cercano di verificare tutti i depositi, in modo tale che questi dipendenti non debbano affrontare alcun rischio. Attraverso questa interpellanza, chiedo (oltre ad una copia dei dati in possesso del Vicesindaco) che venga attivata un'ampia discussione, che coinvolga tutte le parti in causa, compresi i lavoratori. In questo modo, si potrà approfondire questo argomento, comprendendo quali sono le malattie professionali tabellate e quelle non tabellate, a proposito delle quali, nella parte delle premesse, ho riportato quanto previsto dall'articolo n. 10 del Decreto Legislativo n. 38/2000, anche alla luce delle sentenze n. 179 e n. 206 della Corte Costituzionale del 1988. Alcune malattie professionali vengono tabellate e, come tali, sono riconosciute tout court, mentre per altre spetta al lavoratore dimostrare quanto avvenuto e provare il nesso tra la causa e l'effetto. Naturalmente, i dati che il Vicesindaco mi ha fornito sono importanti per poter analizzare questo argomento. So che il Vicesindaco è una persona preparata ed attenta alle necessità dei lavoratori e questa interpellanza non è volta (come qualcuno potrà pensare) a strumentalizzare questo argomento, ma al suo approfondimento. Questa interpellanza deve coinvolgere il Vicesindaco, che ha le deleghe al lavoro e rappresenta tutto quello che concerne il comparto AMIAT (che, oggi, è in sofferenza dopo che la discarica è stata chiusa, per cui i lavoratori devono essere rassicurati che non verrà perso alcun posto di lavoro). Abbiamo preso questo impegno come Consiglio - io come Consigliere e lei come Assessore - e dovremo trovarci anche in altre sedi per discuterne; abbiamo asserito - e lo dico in questa sede - che non vogliamo che alcun dipendente di AMIAT perda il proprio posto di lavoro a causa della chiusura della discarica di Basse di Stura, ma non è solo questa la partita, perché vogliamo che coloro che incappano in questi infortuni vengano seguiti e trattati come prescritto dalla legge, non devono essere dimenticati. Come Consigliere sarò sempre attento e sarò il portavoce non dei lavoratori, ma delle persone che mi chiederanno di riferirle quello che molti dicono, anche se, spesso, non vengono ascoltati. OLMEO Gavino (Consigliere f.f. di Presidente) La parola, per una breve replica, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) La nota prevede 32 articolazioni (per cui, quando gliela consegnerò, potrà consultarle). Nella mia esperienza professionale, ho fatto parte del comitato antinfortunistico in un'azienda e sarebbe stato importante, all'epoca, avere a disposizione questi dati (che sono suddivisi per ogni evento e per ogni mansione); questa articolazione consente di procedere ad una discussione di merito per capire come intervenire affinché un lavoratore eviti di scivolare, o di urtare un oggetto in movimento, o di inciampare e cadere (infatti, queste sono le situazioni a più elevato rischio). Tra gli eventi previsti nelle 32 articolazioni, ci sono anche le aggressioni (sono al secondo punto), perché accade anche che non sempre ci si rivolga in modo civile agli operatori: c'è chi fa notare le cose in un certo modo e chi, invece, usa modi non appropriati. Ovviamente, sono a disposizione per approfondire ulteriormente questa discussione, anche se mi pare che, oggettivamente, ci siano tutte le condizioni per avviare, grazie agli organismi e ai responsabili all'interno dell'Azienda, le giuste e necessarie riflessioni, così come le iniziative. OLMEO Gavino (Consigliere f.f. di Presidente) L'interpellanza è discussa. |