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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 8 Marzo 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 14
INTERPELLANZA 2010-01072
"SICUREZZA ALL'EX CASERMA DI VIA ASTI" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI RAVELLO E GHIGLIA IN DATA 26 FEBBRAIO 2010.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201001072/002, presentata in
data 26 febbraio 2010, avente per oggetto:
"Sicurezza all'ex caserma di Via Asti"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Borgione.

BORGIONE Marco (Assessore)
L'Associazione Nazionale Alpini Volontari si occupa del presidio dell'ingresso della
caserma fino alle ore 20.00, mentre dalle 20.00 alle 24.00 l'ingresso rimarrebbe
scoperto; ciò è dovuto al fatto che, a suo tempo, l'Esercito si era assunto il compito
della guardiania, ma, in seguito, questa disponibilità è stata ritirata per sopraggiunti
ordini contrari.
Per evitare che persone estranee accedano alla Caserma La Marmora, su richiesta e
in accordo con la Prefettura, dal 2 febbraio 2010 è stato dato un incarico temporaneo
alla Fondazione Dravelli, affinché gestisca il servizio di guardiania all'ingresso della
caserma nelle ore scoperte dal servizio (quindi, dalle ore 20.00 alle ore 24.00). Il
servizio è stato affidato alla ditta Hydra Service S.r.l., in possesso delle
autorizzazioni necessarie, e per tale servizio non sono stati previsti costi aggiuntivi.
Inoltre, risulta che, su iniziativa dell'Esercito, sia stata rinforzata la protezione del
portone di accesso all'angolo tra Via Asti e Via Cardinal Maurizio (si tratta, cioè,
della parte opposta rispetto a dove sono ospitati i profughi). Vorrei, però, precisare
che tale ingresso non viene in alcun modo utilizzato per l'accesso dei profughi alla
caserma.
Per quanto riguarda il mantenimento dell'attuale collocazione, ormai siamo giunti
alla scadenza; nel frattempo, però, il numero dei profughi si è ridotto. Siamo in
contatto con la Prefettura ed il Ministero dell'Interno per decidere le tempistiche e le
modalità di gestione nelle prossime settimane.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
Non ho compreso le ragioni che hanno portato l'Amministrazione ad affidare alla
Fondazione Dravelli l'incarico di gestire il servizio di guardiania, invece di rivolgersi
all'Associazione Nazionale Alpini, la cui professionalità è certificata, oltre che
provata, dall'esperienza maturata sul campo nel corso di questi mesi.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lo so, ma non ho capito per quale ragione
non sia stato chiesto all'Associazione Nazionale Alpini… (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Mi era sfuggito questo passaggio, per cui, di fronte
all'indisponibilità dell'Associazione Nazionale Alpini, si è reso necessario rivolgersi
alla Fondazione Dravelli. Se la professionalità dei soggetti ai quali la Fondazione
Dravelli si è rivolta è certificata e garantita, almeno quanto quella dei volontari
dell'Associazione Nazionale Alpini, noi, almeno da questo punto di vista, ci
riteniamo soddisfatti.
Resta qualche perplessità rispetto alle ragioni che l'Assessore non ha inteso trattare e
che hanno spinto l'Esercito a rinforzare le protezioni ad uno dei portoni di accesso;
mi risulta che su uno di questi portoni sia stato posizionato del filo spinato proprio
per scoraggiare l'accesso di personale non autorizzato.
Mi sembra evidente, per una considerazione puramente logica, che, se si è reso
necessario posizionare addirittura del filo spinato su un portone di accesso, ciò sia
dovuto al fatto che qualche soggetto non autorizzato abbia tentato o, peggio, sia
riuscito ad accedere alla struttura. Visto che non mi sembra normale che una struttura
di ricovero per profughi e rifugiati politici sia protetta addirittura da simili strumenti
di dissuasione (quali il filo spinato), vorrei conoscerne le ragioni. Allo stesso modo,
se vi sono stati dei casi di tentativi di accesso da parte di personale non autorizzato,
vorrei sapere quando si sono verificati, in che numero, se siano stati perseguiti i
responsabili e se le autorità competenti abbiano in qualche modo avuto la possibilità
di identificarli e, eventualmente, denunciarli.
Non vorrei che, una volta calato il livello di attenzione soprattutto da parte dei mezzi
di informazione (oltre che dell'opinione pubblica più in generale) rispetto a ciò che
accade nella Caserma La Marmora di Via Asti, anche il livello di attenzione
dell'Amministrazione seguisse la stessa tendenza.
Abbiamo voluto rimarcare la nostra attenzione rispetto a quanto accade all'interno di
quella struttura, ma soprattutto nell'area circostante, considerato che, anche in un
passato più o meno recente, si sono ripetuti tentativi di infiltrazione da parte di frange
autonome, anarchiche e antagoniste. Di conseguenza, vorrei sapere se siano
ulteriormente avvenuti casi simili e se vi sia un legame tra i tentativi verificatisi in
passato ed il posizionamento di strumenti dissuasori all'ingresso.
Inoltre, vorrei due chiarimenti, soprattutto rispetto al punto 4) dell'interpellanza: in
sintesi, vorrei sapere - e l'Assessore ha accennato anche una risposta - che cosa ne
sarà della Caserma di Via Asti e dei profughi. L'Assessore ha semplicemente
ricordato che il numero dei profughi attualmente ospitati in Via Asti è diminuito
rispetto al mese di settembre, quando furono trasferiti in quella sede, però non ha
chiarito che cosa ne sarà dei profughi attualmente ospitati in Via Asti, quando non
verrà più utilizzata la Caserma La Marmora, e, soprattutto, quali strutture verranno
destinate all'accoglienza delle persone che non avranno la fortuna di trovare altre
soluzioni (anche e soprattutto di alloggio).
Il secondo chiarimento riguarda il costo dell'affidamento del servizio di custodia e di
guardiania alla Fondazione Dravelli ed effettuato dalla Hydra Service. Lei dice che
questo non ha inciso sui costi, ma vorrei capire se non ha inciso sul bilancio della
Fondazione Dravelli (nel senso che la quota - che era originariamente destinata al
servizio di custodia - resta invariata), oppure se non ha inciso sulle casse
dell'Amministrazione, perché, dopo aver versato la quota destinata alla Fondazione,
poi non ha dovuto aggiungere nulla per compensare la mancanza di copertura da
parte dell'Associazione Nazionale Alpini.
Rispetto alla quota destinata alla Fondazione Dravelli, immagino che questo
imprevisto abbia rappresentato una spesa supplementare e vorrei conoscerne
l'ammontare.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per una breve precisazione, all'Assessore Borgione.

BORGIONE Marco (Assessore)
Rispetto alla domanda sulla futura destinazione di queste persone, come ho già detto,
stiamo lavorando con la Prefettura per capire come operare, anche tenendo presente
che si apre la stagione nella quale è più semplice effettuare gli inserimenti
professionali (quindi, lavorativi) e l'avviamento a percorsi di autonomia. Stiamo
trattando con la Prefettura anche perché il destino di Via Asti è legato a quello di
Settimo Torinese, per cui li stiamo affrontando insieme. Nel frattempo, restano,
ovviamente, i 250 posti che la Città ha a disposizione ogni giorno per l'inserimento
delle persone che sono in possesso di quelle caratteristiche di protezione
internazionale ed umanitaria.
Il contributo che è stato concesso alla Fondazione Dravelli, d'accordo con la
Prefettura, non comprendeva le spese che riguardano la guardiania. Attraverso delle
economie dovute alla diminuzione del numero degli ospiti, è stato possibile, senza
aggiungere ulteriori risorse finanziarie da parte dell'Amministrazione, chiedere un
servizio non previsto originariamente alla Fondazione, quale attuale gestore di quella
struttura.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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