| Interventi |
CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201001072/002, presentata in data 26 febbraio 2010, avente per oggetto: "Sicurezza all'ex caserma di Via Asti" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Borgione. BORGIONE Marco (Assessore) L'Associazione Nazionale Alpini Volontari si occupa del presidio dell'ingresso della caserma fino alle ore 20.00, mentre dalle 20.00 alle 24.00 l'ingresso rimarrebbe scoperto; ciò è dovuto al fatto che, a suo tempo, l'Esercito si era assunto il compito della guardiania, ma, in seguito, questa disponibilità è stata ritirata per sopraggiunti ordini contrari. Per evitare che persone estranee accedano alla Caserma La Marmora, su richiesta e in accordo con la Prefettura, dal 2 febbraio 2010 è stato dato un incarico temporaneo alla Fondazione Dravelli, affinché gestisca il servizio di guardiania all'ingresso della caserma nelle ore scoperte dal servizio (quindi, dalle ore 20.00 alle ore 24.00). Il servizio è stato affidato alla ditta Hydra Service S.r.l., in possesso delle autorizzazioni necessarie, e per tale servizio non sono stati previsti costi aggiuntivi. Inoltre, risulta che, su iniziativa dell'Esercito, sia stata rinforzata la protezione del portone di accesso all'angolo tra Via Asti e Via Cardinal Maurizio (si tratta, cioè, della parte opposta rispetto a dove sono ospitati i profughi). Vorrei, però, precisare che tale ingresso non viene in alcun modo utilizzato per l'accesso dei profughi alla caserma. Per quanto riguarda il mantenimento dell'attuale collocazione, ormai siamo giunti alla scadenza; nel frattempo, però, il numero dei profughi si è ridotto. Siamo in contatto con la Prefettura ed il Ministero dell'Interno per decidere le tempistiche e le modalità di gestione nelle prossime settimane. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Non ho compreso le ragioni che hanno portato l'Amministrazione ad affidare alla Fondazione Dravelli l'incarico di gestire il servizio di guardiania, invece di rivolgersi all'Associazione Nazionale Alpini, la cui professionalità è certificata, oltre che provata, dall'esperienza maturata sul campo nel corso di questi mesi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lo so, ma non ho capito per quale ragione non sia stato chiesto all'Associazione Nazionale Alpini… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi era sfuggito questo passaggio, per cui, di fronte all'indisponibilità dell'Associazione Nazionale Alpini, si è reso necessario rivolgersi alla Fondazione Dravelli. Se la professionalità dei soggetti ai quali la Fondazione Dravelli si è rivolta è certificata e garantita, almeno quanto quella dei volontari dell'Associazione Nazionale Alpini, noi, almeno da questo punto di vista, ci riteniamo soddisfatti. Resta qualche perplessità rispetto alle ragioni che l'Assessore non ha inteso trattare e che hanno spinto l'Esercito a rinforzare le protezioni ad uno dei portoni di accesso; mi risulta che su uno di questi portoni sia stato posizionato del filo spinato proprio per scoraggiare l'accesso di personale non autorizzato. Mi sembra evidente, per una considerazione puramente logica, che, se si è reso necessario posizionare addirittura del filo spinato su un portone di accesso, ciò sia dovuto al fatto che qualche soggetto non autorizzato abbia tentato o, peggio, sia riuscito ad accedere alla struttura. Visto che non mi sembra normale che una struttura di ricovero per profughi e rifugiati politici sia protetta addirittura da simili strumenti di dissuasione (quali il filo spinato), vorrei conoscerne le ragioni. Allo stesso modo, se vi sono stati dei casi di tentativi di accesso da parte di personale non autorizzato, vorrei sapere quando si sono verificati, in che numero, se siano stati perseguiti i responsabili e se le autorità competenti abbiano in qualche modo avuto la possibilità di identificarli e, eventualmente, denunciarli. Non vorrei che, una volta calato il livello di attenzione soprattutto da parte dei mezzi di informazione (oltre che dell'opinione pubblica più in generale) rispetto a ciò che accade nella Caserma La Marmora di Via Asti, anche il livello di attenzione dell'Amministrazione seguisse la stessa tendenza. Abbiamo voluto rimarcare la nostra attenzione rispetto a quanto accade all'interno di quella struttura, ma soprattutto nell'area circostante, considerato che, anche in un passato più o meno recente, si sono ripetuti tentativi di infiltrazione da parte di frange autonome, anarchiche e antagoniste. Di conseguenza, vorrei sapere se siano ulteriormente avvenuti casi simili e se vi sia un legame tra i tentativi verificatisi in passato ed il posizionamento di strumenti dissuasori all'ingresso. Inoltre, vorrei due chiarimenti, soprattutto rispetto al punto 4) dell'interpellanza: in sintesi, vorrei sapere - e l'Assessore ha accennato anche una risposta - che cosa ne sarà della Caserma di Via Asti e dei profughi. L'Assessore ha semplicemente ricordato che il numero dei profughi attualmente ospitati in Via Asti è diminuito rispetto al mese di settembre, quando furono trasferiti in quella sede, però non ha chiarito che cosa ne sarà dei profughi attualmente ospitati in Via Asti, quando non verrà più utilizzata la Caserma La Marmora, e, soprattutto, quali strutture verranno destinate all'accoglienza delle persone che non avranno la fortuna di trovare altre soluzioni (anche e soprattutto di alloggio). Il secondo chiarimento riguarda il costo dell'affidamento del servizio di custodia e di guardiania alla Fondazione Dravelli ed effettuato dalla Hydra Service. Lei dice che questo non ha inciso sui costi, ma vorrei capire se non ha inciso sul bilancio della Fondazione Dravelli (nel senso che la quota - che era originariamente destinata al servizio di custodia - resta invariata), oppure se non ha inciso sulle casse dell'Amministrazione, perché, dopo aver versato la quota destinata alla Fondazione, poi non ha dovuto aggiungere nulla per compensare la mancanza di copertura da parte dell'Associazione Nazionale Alpini. Rispetto alla quota destinata alla Fondazione Dravelli, immagino che questo imprevisto abbia rappresentato una spesa supplementare e vorrei conoscerne l'ammontare. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per una breve precisazione, all'Assessore Borgione. BORGIONE Marco (Assessore) Rispetto alla domanda sulla futura destinazione di queste persone, come ho già detto, stiamo lavorando con la Prefettura per capire come operare, anche tenendo presente che si apre la stagione nella quale è più semplice effettuare gli inserimenti professionali (quindi, lavorativi) e l'avviamento a percorsi di autonomia. Stiamo trattando con la Prefettura anche perché il destino di Via Asti è legato a quello di Settimo Torinese, per cui li stiamo affrontando insieme. Nel frattempo, restano, ovviamente, i 250 posti che la Città ha a disposizione ogni giorno per l'inserimento delle persone che sono in possesso di quelle caratteristiche di protezione internazionale ed umanitaria. Il contributo che è stato concesso alla Fondazione Dravelli, d'accordo con la Prefettura, non comprendeva le spese che riguardano la guardiania. Attraverso delle economie dovute alla diminuzione del numero degli ospiti, è stato possibile, senza aggiungere ulteriori risorse finanziarie da parte dell'Amministrazione, chiedere un servizio non previsto originariamente alla Fondazione, quale attuale gestore di quella struttura. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. |