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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 8 Marzo 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 13
INTERPELLANZA 2010-00921
"L'AUMENTO DELLE TARIFFE DELL'ACQUA. I CITTADINI PAGANO MIGLIORAMENTI AL SERVIZIO O NUOVE OPERAZIONI SOCIETARIE?" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE CERUTTI IN DATA 19 FEBBRAIO 2010.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Riprendiamo la discussione dell'interpellanza n. mecc. 201000921/002, presentata in
data 19 febbraio 2010, avente per oggetto:
"L'aumento delle tariffe dell'acqua. I cittadini pagano miglioramenti al servizio o
nuove operazioni societarie?"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola per la risposta, per la parte di sua competenza, all'Assessore Tricarico.

TRICARICO Roberto (Assessore)
L'interpellante chiede a quali finalità sia destinato l'investimento che sarà reso
possibile dall'aumento delle tariffe e come esso potrà sostanziarsi in un aumento
quantitativo e qualitativo dei servizi offerti ai cittadini torinesi.
Questa è la stessa domanda che molti membri dell'Autorità d'Ambito torinese hanno
fatto al Presidente della Provincia di Torino, Saitta, che ha delegato l'Assessore
Ronco; nel corso della discussione - che, poi, ha scaturito la nota che mi è stata
fornita dall'Autorità d'Ambito - sono emersi alcuni punti che riferirò.
Il primo riguarda il fatto che la tariffa del servizio idrico è approvata dall'Autorità
d'Ambito in attuazione e nel rispetto delle previsioni stabilite dal metodo
normalizzato per definire le componenti di costo e determinare la tariffa di
riferimento. Questo metodo permette di definire una tariffa per consentire il
raggiungimento di adeguati livelli di servizio, per sostenere conseguenti programmi
di investimento e per attuare il contenimento dei costi all'utenza ed il miglioramento
dell'efficienza da parte del gestore.
Il documento fondamentale per l'attuazione del servizio idrico integrato è il Piano
d'Ambito, che, tra l'altro, individua i programmi di infrastrutturazione, il piano
economico e finanziario ed il modello organizzativo.
Normalmente, il Piano viene revisionato ogni tre anni per verificare il
raggiungimento dei traguardi del livello di servizio e l'effettuazione degli
investimenti. L'articolazione del Piano prevede la definizione della tariffa media che,
comprensiva dell'inflazione, nel 2010 risulta essere di 1,25 Euro al metro cubo,
rispetto a 1,17 Euro al metro cubo del 2009 (quindi, con un aumento di 0,0858 Euro
al metro cubo). Tale aumento consente di coprire anche gli investimenti da tariffa
che, per il 2010 - come riportato nell'allegata tabella che poi consegnerò al
Consigliere Cerutti -, ammontano ad oltre 96,3 milioni di Euro, con un incremento
rispetto al 2009 di oltre 12,2 milioni di Euro, pari al 14,5%.
La pianificazione puntuale di ciascun intervento viene effettuata nel programma
degli investimenti ATO (attualmente, risulta vigente quello per gli anni 2008/2010).
Quando, recentemente, si è riunita l'ATO (ed io ero presente) ed ha approvato la
proposta di deliberazione che contiene gli aumenti di cui parla il Consigliere Cerutti,
lo ha fatto in aderenza con un programma di investimenti precedentemente assunto,
che prevedeva una serie di interventi nel periodo temporale 2008/2010. In
particolare, per il solo Comune di Torino, nel 2010, sono programmati 84 interventi
infrastrutturali, con un impegno di spesa previsto pari ad oltre 35 milioni di Euro,
che, rispetto al 2009, quando sono stati spesi 26,3 milioni di Euro, determinano un
aumento degli investimenti previsti di oltre il 30%.
Oltre ai maggiori investimenti di cui sopra, l'aumento tariffario del 2010, rispetto al
2009, consente di far fronte a diversi aspetti: il primo è la manutenzione ordinaria,
finalizzata a consentire il mantenimento in stato di piena funzionalità degli impianti,
delle reti e delle altre dotazioni infrastrutturali, che passa da 37 milioni di Euro a 38,2
milioni di Euro, con un aumento di 1,2 milioni di Euro; inoltre, gli oneri per lo
smaltimento dei fanghi sono previsti in forte aumento, sia per l'effetto
dell'esaurimento dell'attuale discarica e della necessità di nuove destinazioni, sia per
i maggiori quantitativi di fanghi derivanti dal numero delle realizzazioni fognarie per
allacciare utenze in precedenza non servite e i limiti più ristretti imposti dal
legislatore.
Per quanto attiene al recupero di efficienza da parte del gestore, abbiamo applicato ai
costi operativi della gestione d'ambito lo 0,5% per l'anno 2010, corrispondente a
881.000 Euro, con relativo contenimento della tariffa. Inoltre, l'utile di SMAT si è
chiuso con 12,12 milioni di Euro, comprensivo dell'utile da attività extraservizio
idrico integrato.
L'Autorità d'Ambito, attraverso il Piano d'Ambito, ha sempre fornito al gestore
indicazioni in merito alle destinazioni di questo utile; in particolare, con l'attuale
revisione del Piano (approvata con la scorsa deliberazione) è stata data indicazione
del risultato netto di esercizio, dedotte le riserve di legge, e che la quota da destinare
agli investimenti diretti di SMAT deve essere ripartita tra i Comuni come segue: una
quota da destinare a dividendo e una quota da destinare al fondo per le politiche
ambientali, per il territorio e per i servizi dei Comuni.
La nota (che, poi, consegnerò all'interpellante) contiene un'altra serie di notizie.
Vorrei, però, sottolineare che, al momento dell'approvazione dell'aumento, per la
prima volta abbiamo introdotto una nuova formula che consente di tutelare le fasce
deboli: abbiamo modificato il regolamento di SMAT e abbiamo acconsentito al fatto
che si potessero, così come avverrà, presentare domande cumulative; i consorzi di
servizi socio-assistenziali, le ATC e i Comuni, possono, qualora ravvisino - sulla
base di una raccolta di documentazione relativa all'attività che svolgono - la presenza
di nuclei familiari con un ISEE inferiore a 9.000 Euro, trasmettere automaticamente
l'elenco a SMAT, che, a quel punto, potrà versare al Comune le risorse che dovranno
essere, poi, girate agli utenti. Ciò consente, per esempio, al Comune di Torino, che
già assiste queste persone (perché, magari, dà il contributo per l'affitto o gli sgravi
della TARSU), di aggiungere anche il rimborso SMAT.
Il rimborso SMAT ora ammonta - anche tenendo conto delle indicazioni del
Consiglio Comunale - a 20 Euro per nuclei di una sola persona e a 30 Euro per nuclei
con più di tre persone. In questo modo, si introduce quanto era emerso nel corso del
dibattito in questo Consiglio Comunale rispetto all'assunzione della deliberazione di
iniziativa popolare, cioè il concetto di un minimo vitale gratis. Infatti, 20 Euro
corrispondono a 45 litri di acqua al giorno, mentre 30 Euro corrispondono a 70 litri,
che, in questo modo, vengono forniti gratis.
Rispetto alla richiesta di esenzione nei confronti dell'universalità delle persone,
personalmente ho assunto un atteggiamento diverso. Ritengo che la politica tariffaria
debba proprio essere usata in questo modo, consentendo piccoli aumenti nei
confronti di chi ha di più per permettere a chi ha di meno di potersi comunque veder
assicurato un diritto minimo e vitale.
È un primo passo, siamo sicuri che con il prossimo esercizio riusciremo a
perfezionare questa situazione e, per tutti questi motivi, la Città di Torino si è
espressa favorevolmente alla proposta di deliberazione presentata nel corso della
conferenza dell'Autorità d'Ambito.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cerutti.

CERUTTI Monica
Credo che questo argomento sia molto importante e ringrazio per la risposta molto
articolata fornita dai due Assessori; è chiaro che, da una parte, ci sono le competenze
dell'ATO e, dall'altra parte, quelle di SMAT, per cui è bene che anche noi, dal punto
di vista politico, distinguiamo i ruoli.
Dal punto di vista dell'ATO, ho condiviso le riflessioni dell'Assessore, anche
rispetto alle scelte al suo interno. Tuttavia, penso che potrebbe essere interessante,
magari nel corso di una seduta della Commissione competente, chiarire da parte del
Consiglio Comunale come viene calcolata la tariffa dell'acqua. Effettivamente,
l'Assessore Tricarico faceva riferimento al metodo normalizzato per arrivare alla
tariffa di riferimento, però sarebbe interessante, magari non in Sala Rossa,
comprendere meglio come si sia arrivati a questo aumento (da 1,17 Euro al metro
cubo a 1,25 Euro).
Per quanto riguarda la questione del Piano d'Ambito, ho compreso la destinazione
delle maggiori entrate che vengono previste, però credo che, per esempio, tenendo
conto delle considerazioni generali, uno dei fronti sui quali SMAT - e, in questo
senso, l'ATO, come indirizzo - avrebbe dovuto lavorare (e che, forse, non è ancora
stato realizzato) è quello relativo al discorso dell'acquedotto di valle (sul quale,
finora, forse non c'è stata un'attuazione rispetto agli indirizzi precedenti).
In questo senso, per quanto riguarda l'approfondimento dell'interpellanza, credo che
anche la Provincia dovrebbe essere presente, affinché la discussione sia più
completa, anche relativamente alla questione dell'infrastrutturazione.
Sul fronte del tema "fasce deboli", sono del tutto d'accordo rispetto alla scelta fatta,
ma sarebbe opportuno entrare maggiormente nel merito del calcolo della tariffa, per
capire meglio il motivo di questo aumento. Infatti, la questione è comprendere
quanto pesano effettivamente questi programmi di manutenzione ordinaria, i
maggiori oneri per lo smaltimento dei fanghi ed il recupero di efficienza sull'attività
complessiva e, per quanto riguarda gli utili che sono stati divisi, è chiaro che, da una
considerazione un po' "spannometrica", visto che la SMAT è comunque in attivo,
questo aumento, per certi aspetti, potrebbe risultare un po' particolare (non voglio
dire immotivato), per cui è necessario capire meglio quanto è accaduto.
È anche questo il senso del secondo punto dell'interpellanza, al quale voi rispondete
- e, chiaramente, non posso fare altro che registrarlo - che tutto ciò che è stato fatto
fuori dalla provincia di Torino non c'entra nulla con questo aumento della tariffa; ne
prendiamo atto, ma, attraverso la presentazione di questa interpellanza, volevamo
averne una conferma, anche se, come ha detto il Vicesindaco, nello start-up si
possono avere normalmente dei disavanzi (come è avvenuto per la SMAT).
A nostro parere, è necessaria una riflessione complessiva su quella che è stata questa
operazione da parte di SMAT e sul fatto che, adesso, ci sia un arbitrato in corso, a
proposito del quale non sappiamo quali possano essere i risultati; evidentemente, è
stato dato un indirizzo alle nostre aziende pubbliche in un'azione fuori dalla nostra
Provincia, che, però, al momento non sembra avere particolari esiti positivi, almeno
dal punto di vista finanziario; è importante anche un ragionamento più complessivo
relativo alla questione dell'acqua e al fatto che, forse, sarebbe più opportuno che
venisse gestita territorialmente, senza questo tipo di operazioni, che, probabilmente,
non portano risultati particolari dal punto di vista operativo e finanziario.
Chiaramente, questa è una considerazione sulla quale possiamo avere opinioni
diverse; ne prendo atto e poi, se l'Assessore Tricarico mi fornirà la nota, avrò modo
di approfondire meglio i dati che sono stati forniti.
Credo che, anche a fronte della prima e della seconda parte dell'interpellanza, valga
la pena di procedere ad un approfondimento ulteriore in Commissione, anche perché
penso che per il Consiglio Comunale questo sia - vista anche la discussione della
deliberazione di iniziativa popolare che l'Assessore Tricarico ricordava - sicuramente
un argomento importante (anche rispetto a ciò che abbiamo definito nel nostro
Statuto) e sia condiviso, soprattutto adesso, in primis dai rappresentanti dei cittadini.
Ringrazio gli Assessori perché, grazie alle loro risposte, hanno sicuramente fatto luce
e, per certi aspetti, hanno anche eliminato determinate incomprensioni che potevano
collegare l'"operazione palermitana" all'aumento della tariffa; credo, però, che su
tutti e due gli argomenti valga la pena di avere il modo di comprenderne meglio i
termini.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non vi è alcun problema a procedere ad un ulteriore approfondimento in I più VI
Commissione.
La parola al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Ho cercato, così come l'Assessore Tricarico, di fornire le risposte cercando di
distinguere le diverse responsabilità - anche relativamente ai Consigli di
Amministrazione - delle diverse società interessate nell'"operazione Sicilia" e, per
quanto riguarda l'ATO, chiarendo la questione delle tariffe e degli investimenti.
Tengo solo a precisare che, a fronte delle situazioni così definite dell'ATO, dipende
poi dalla gestione di SMAT riuscire ad avere o meno un utile a fine anno; questo non
è predefinibile all'inizio dell'anno e sarebbe sbagliato, perché, a quel punto, non si
comprenderebbe più perché una società deve essere gestita nel miglior modo
possibile dal punto di vista della sua capacità organizzativa e dell'efficienza.
Inoltre (e su questo argomento dovrà esserci un approfondimento, perché c'è un
rapporto molto complesso con l'insieme dei Comuni) l'operazione "siciliana" deve
essere riconsiderata tenendo conto di due fattori: in primo luogo, il fatto che non c'è
ombra di dubbio che, da tre anni a questa parte, durante l'estate gli organi di
informazione non hanno più parlato della carenza d'acqua a Palermo; per cui, dal
punto di vista della gestione, credo che sia stata data ai cittadini la risposta
necessaria. Però, quello che non ha funzionato è stato il rapporto - come ho detto
nella risposta - del Piano d'Ambito ed è per questa ragione che siamo giunti
all'arbitrato (che ha permesso di sistemare la situazione di SMAT dopo i primi tre
anni).
È evidente che, se l'Autorità d'Ambito dell'ATO di Palermo non ci metterà in una
condizione di equilibrio, questo rapporto dovrà essere per forza riconsiderato. Credo
che non possa continuare ad utilizzare gli utili, anche perché finiscono su altre
attività di business, comprese quelle di SMAT, per poi, invece, pareggiare i conti.
Quello che chiediamo è che l'Autorità d'Ambito applichi quanto previsto nel
contratto di servizio con la gestione delle Acque Potabili Siciliane.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza è discussa per l'Aula.
Invito gli Uffici a calendarizzare l'approfondimento di questa interpellanza in I più
VI Commissione.
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