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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 8 Marzo 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 11
INTERPELLANZA 2010-00921
"L'AUMENTO DELLE TARIFFE DELL'ACQUA. I CITTADINI PAGANO MIGLIORAMENTI AL SERVIZIO O NUOVE OPERAZIONI SOCIETARIE?" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE CERUTTI IN DATA 19 FEBBRAIO 2010.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201000921/002, presentata dal
Consigliere Cerutti in data 19 febbraio 2010, avente per oggetto:
"L'aumento delle tariffe dell'acqua. I cittadini pagano miglioramenti al servizio o
nuove operazioni societarie?"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Presidente, una precisazione. Per la parte che riguarda l'aumento delle tariffe -
sapendo ovviamente che sia le questioni tariffarie sia la questione degli investimenti
sono regolate dall'ATO - risponderà l'Assessore Tricarico.
Per quanto concerne il problema delle Acque Potabili Siciliane credo sia utile, sia
pure in sintesi, fornire una informazione precisa. Attualmente le Acque Potabili
Siciliane gestiscono 52 Comuni della Provincia di Palermo (circa 430.000 abitanti)
con 220 dipendenti, e stanno sviluppando un continuo miglioramento del servizio,
evitando, ove possibile, le precedenti turnazioni (un giorno di acqua su cinque) e
adeguando le reti e gli impianti con manutenzioni straordinarie.
La quota di maggioranza della società Acque Potabili Siciliane (partecipata da SMA
Torino per una quota pari al 9%) è detenuta dalla Società Acque Potabili - la SAP di
Torino - il cui azionariato è rappresentato per il 30% da SMA Torino, per un
ulteriore 30% circa da IRIDE e per la restante quota da terzi.
Considerate la complessità dell'operazione palermitana e la necessità di destinare
una parte delle risorse finanziarie per il rafforzamento patrimoniale della società
APS, SAP ha deciso di offrire un aumento di capitale (accolto molto positivamente
dal mercato azionario), che ha consentito di introitare nel dicembre 2007 un valore
pari a 33,8 milioni di Euro.
La società Acque Potabili di Palermo sta quindi operando per garantire un adeguato
servizio, ma come in molte altre situazioni di start-up, si è riscontrata una notevole
differenza fra i servizi erogati e gli standard previsti dal piano predisposto
dall'Autorità d'Ambito di Palermo. Ad esempio, i volumi d'acqua distribuiti sono
inferiori del 20% circa rispetto alle previsioni del Piano; situazione questa che non
consente di raggiungere i risultati economici previsti nella Convenzione di Servizio.
In particolare nei tre anni di attività, sono stati accumulati disavanzi che ammontano
ad oltre 13 milioni di Euro. Per ripristinare l'equilibrio economico-finanziario della
gestione secondo i termini della Convenzione, è in corso un arbitrato richiesto da
APS e accettato dall'ATO di Palermo.
Si rammenta che anche SMAT, nella propria attività di start-up, si è trovata nei primi
tre anni con una perdita registrata di circa 12 milioni di Euro, rispetto a quanto
previsto dalla Convenzione di servizio con l'ATO 3. Successivamente, questa
situazione è stata normalizzata.
Acque Potabili Siciliane attende gli esiti degli arbitrati per completare la presa in
carico dei Comuni, con un adeguamento del Piano d'Ambito che ne consenta la
sostenibilità economico-finanziaria e il recupero di questa situazione.
Per quanto attiene alla ricapitalizzazione, SMAT ha fatto fronte alle richieste del
Gruppo APS mediante copertura con crediti derivanti da attività sviluppate a favore
di APS, utilizzando parte degli utili netti prodotti con attività di business, che negli
ultimi tre anni sono stati di circa 4 milioni di Euro.
Tali attività, con altre attività del gruppo SMAT, sono esterne al servizio idrico
integrato dell'ATO Torinese e quindi non coinvolgono - né operativamente né
finanziariamente - attività che abbiano attinenza con la tariffa d'ambito torinese.
Ricordo che anche SMAT (come il Gruppo SAP) ha due partite finanziarie: una che
riguarda la gestione dell'acqua torinese e una che riguarda invece i business di
mercato. Ovviamente, la parte di utili che ha dovuto utilizzare per sostenere questa
situazione deriva dalle attività di business, e non dalla gestione dell'acqua di Torino.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Sospendiamo la trattazione di questa interpellanza, in attesa dell'arrivo
dell'Assessore Tricarico.
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