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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 1 Marzo 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 2
INTERPELLANZA 2010-00837
"I CONDOMINI DI VIA VALPRATO N. 78 A-B-C (ANGOLO CORSO VENEZIA) SARANNO ABBATTUTI NEL CONTESTO DELLA REALIZZAZIONE DELLA VARIANTE 200. QUALI PRECISE E DOCUMENTATE GARANZIE SARANNO DATE AI PROPRIETARI SUL LORO FUTURO ABITATIVO?" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE GALLO D. IN DATA 16 FEBBRAIO 2010.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Iniziamo l'adunanza del Consiglio Comunale discutendo l'interpellanza n. mecc.
201000837/002, presentata in data 16 febbraio 2010, avente per oggetto:
"I condomini di Via Valprato n. 78 A-B-C- (angolo Corso Venezia) saranno abbattuti
nel contesto della realizzazione della Variante 200. Quali precise e documentate
garanzie saranno date ai proprietari sul loro futuro abitativo?"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
In merito alle questioni specifiche poste nell'interpellanza, posso assolutamente
rassicurare tanto il Consigliere quanto i cittadini (che in qualche misura rappresenta con
questa interpellanza) del fatto che nessuna delle situazioni di preoccupazione che sono
state paventate sono reali.
Nella sostanza si tratta di questo: quando noi definiamo un Piano Regolatore o una
Variante di Piano Regolatore, delineiamo la prospettiva di medio/lungo periodo. Il caso
più classico, nel Piano Regolatore del 1995, è rappresentato, per esempio, dalle
indicazioni di destinazione a parco di aree che sono impegnate da attività produttive.
È evidente che poi nessuno, realisticamente, metta in campo una concreta attività di
espulsione delle attività che sono insediate, piuttosto che delle residenze. Viceversa si
cerca di promuovere, di favorire, di incentivare la ricollocazione di queste attività.
In qualche misura, la stessa considerazione vale anche per i due condomini di Via
Valprato, nel senso che, nel disegno che stiamo configurando - è evidente che poi
questo disegno dovrà essere presentato con atto di Giunta all'esame del Consiglio e
quindi sarà oggetto di una discussione di merito che consoliderà queste prospettive -, il
Parco di Spina 4 si completerebbe anche con una porzione lungo la Spina e quindi
richiederebbe la liberazione di quest'area. Però ci rendiamo assolutamente conto che
non sia cosa banale e anzi (lo capisco bene) induca a comprensibili preoccupazioni.
Ma proprio per ciò, in nessun modo si prevede che debba procedersi a questa
demolizione. Al contrario, nell'ipotesi che stiamo configurando, si offre la possibilità di
valorizzare la localizzazione riconoscendo a quei due edifici una edificabilità doppia
rispetto al costruito. Vuol dire che il valore immobiliare di quel bene è incrementato in
forza di questa previsione. Naturalmente però, il vincolo che si intenderebbe introdurre
è che questa possibilità edificatoria aggiuntiva si possa realizzare qualora ci sia
contestualmente l'impegno alla cessione dell'area, naturalmente liberata dagli edifici.
Noi prevedremmo nella stessa Variante, nella proposta che sarà esaminata dal
Consiglio, aree di atterraggio di questa volumetria - naturalmente nell'ambito della
Spina 4, quindi nell'intorno degli edifici di cui si sta trattando - su aree rese disponibili
dalla complessa operazione a favore dell'Amministrazione Comunale.
Quindi, questo progetto preliminare dovrebbe (lo dico al condizionale, perché è una
partita consegnata al progetto preliminare che stiamo redigendo e che, entro il mese di
marzo, dovremmo presentare alla Giunta e quindi alla discussione del Consiglio)
consentire a questi proprietari di cedere, ma solo se lo vogliono, senza nessun vincolo,
come è bene evidente nel caso degli insediamenti per attività economiche, piuttosto che
per residenze attualmente già all'interno del Parco; non in questo caso (perché qui la
destinazione è "attrezzature ferroviarie"), ma altri immobili, altri edifici residenziali -
magari di minor peso in termini di numero e di famiglie e situati un po' più a nord -
sono del tutto collocati all'interno del Parco Sempione.
Tuttavia, è evidente che l'Amministrazione non espropria in maniera forzosa.
Immaginate solo che cosa comporterebbe in termini economici e in termini sociali,
perché è evidente che non è assolutamente pensabile di agire in maniera unilaterale non
concordata.
Naturalmente invece, dando questa possibilità di valorizzazione, si mette in gioco una
facilitazione, perché vuol dire che possono appunto scendere in campo soggetti
immobiliari in grado di offrire una soluzione alloggiativa nell'ambito di Spina 4 (quindi,
di quel comprensorio) a tutti i residenti.
Naturalmente o si fa l'operazione nella sua totalità o non si fa. D'altra parte, non ci sono
scadenze temporali, può anche non farsi per nulla: se non si determinano le condizioni,
non si fa e questo lo dico con tutta franchezza. Le condizioni sono date dal fatto che si
realizzi un'intesa fra i proprietari ed eventuali soggetti immobiliari interessati a
valorizzare queste capacità edificatorie, offrendo ai proprietari, naturalmente, una
soluzione alternativa a condizioni economiche che siano sostenibili in relazione al
valore del bene attuale e al valore del bene finale. Ma solo in questo modo.
Quindi, sì a misure di incentivazione, dopo di che, però, se gli incentivi non bastano e
gli attuali proprietari ritengono che non ci siano condizioni economiche, piuttosto che di
altro tipo, sufficienti a motivarli, non si fa. Non è un impiccio tale per cui un'opera
pubblica resta bloccata e impedita. Si tratta, invece, di una sistemazione di una porzione
urbana; è interessante, a nostro modo di vedere, riqualificarla nel suo insieme, però noi
mettiamo in campo incentivi, non elementi di costrizione. Su questo posso
assolutamente tranquillizzare.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Ringrazio l'Assessore Viano, perché la risposta credo tranquillizzi un po' gli animi delle
persone che abitano in questi condomini.
Volevo solo comunicarle che, all'interno di questi condomini, non ci sono solamente
proprietari, ma anche persone che vivono in affitto, che pagano a prezzi abbastanza
accettabili, perché, in quanto ex ferrovieri, sono in una condizione che li vede favoriti
rispetto ai prezzi di mercato.
Quindi, nel ragionamento che si sta facendo, credo che debba essere tenuto in conto
anche non solamente chi è proprietario e che di conseguenza ha un diritto, perché a un
diritto di proprietà corrisponde un diritto di proprietà, mentre a un diritto di affitto
probabilmente non corrisponde altrettanto. E quindi io credo che la delicatezza voglia
che anche quelle persone siano messe nelle condizioni di poter eventualmente – se
l'operazione andrà in porto - essere favorite nella ricerca di un alloggio che sia in
qualche modo nelle vicinanze dell'area.
La sua risposta credo che sia rassicurante, però le pongo alcune questioni che sono
importanti, perché ho fatto questa interpellanza appunto per fare, in qualche modo, da
interlocutore rispetto a questi cittadini e, come parte politica, per cercare di collaborare
ad una soluzione che sia buona per tutti.
Non è prevista l'azione forzata, non c'è l'esproprio. Penso che questa sia la risposta più
importante che oggi lei poteva dare.
Secondo aspetto. Nel caso in cui ci fosse, da parte delle persone che vi abitano - e a me
risultano tre condomini: A, B e C, comunque, tre scale -, la volontà di essere disponibili
all'abbattimento degli alloggi, la Città di Torino è in grado di garantire la contestualità
dell'operazione? Questo è il punto cruciale.
Contestualità vuol dire: nel momento in cui si abbattono questi edifici, io devo avere un
tetto. Questa è la cosa chiara, perché è ovvio che quegli alloggi sono situati in un'area
che da anni è interessata da un cantiere molto complesso e le assicuro, Assessore, che
dalle lettere che mi sono pervenute, è chiaro che si è veramente al limite della vivibilità,
sia per quanto riguarda il degrado ambientale, sia per quanto riguarda le questioni di
ordine pubblico che, purtroppo, dove ci sono zone di degrado, si alimentano da sé. E
quindi queste persone avrebbero tutti gli interessi di avere certezze, garanzie che così è.
Quindi il primo consiglio che posso dare io, Assessore, è quello di convocare i nuclei
familiari, cioè che l'Assessorato (i suoi dirigenti, gli uffici, gli organismi preposti), in
qualche modo, convochi questi nuclei familiari, compresi anche quelli in affitto, e faccia
proposte molto precise.
Queste proposte molto precise, dal mio punto di vista, consistono in questo: indicare i
tempi e indicare i luoghi dove queste persone andranno ad abitare. Non so se questo sia
possibile sul piano... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non ancora. Credo che,
nel momento in cui sarà possibile, si dovrà dire: "Questa è la vostra casa", oppure
proporre gli altri incentivi, come il denaro necessario per acquistare un alloggio che sia
dello stesso valore, o di un valore magari superiore, come diceva prima lei, perché è
chiaro che questo è il problema.
Se usciamo da questo clima di incertezza e se non lasciamo solamente agli
amministratori dei condomini la gestione del problema - va gestito dagli amministratori,
ma di concerto con gli uffici competenti e con i protagonisti che sono le famiglie -
penso che si possa andare ad una soluzione positiva.
Perché dico questo? Oggi i cittadini che da anni vivono in quella situazione di degrado e
di difficoltà per le cose che ho detto prima, non sanno se fare dei lavori di
ristrutturazione: alcuni vorrebbero modificare il bagno, altri addirittura rifare gli
ascensori, e quindi hanno segnalato questi problemi. Non vado a spendere 20/30 mila
Euro per ristrutturare il mio alloggio, per poi sapere che sarà abbattuto. Questa è
un'ulteriore questione, quindi anche in questo senso è importante la comunicazione
ufficiale tra le famiglie e gli uffici dell'Assessorato.
Credo che la mia interpellanza sia stata utile, perché siamo usciti da una potenziale
ambiguità di fondo, quella della soluzione forzosa, che mi pare scongiurata, anche
perché sappiamo tutti che cosa vuol dire espropriare, sia per le difficoltà burocratiche,
sia per il clima di conflitto, credo sbagliato, che si innescherebbe tra i nuclei familiari e
il Comune di Torino.
Quindi, ponevo delle domande molto precise: se ci sarà una volontà contraria, non ci
saranno atti di forza; se ci sarà disponibilità (come credo che possa esserci, se
ovviamente ci saranno garanzie documentate su quanto avverrà), la complessa vicenda
si potrà gestire.
Però, le promesse fatte molte volte non hanno avuto riscontro nella realtà; sono capitati
altri episodi, non credo nella nostra città, però in generale alle promesse magari non
sempre sono corrisposti i fatti, ma se noi siamo in grado di assicurare i fatti e le
certezze, credo che questo clima si stemperi e si possa arrivare nel giro di poco tempo
ad una soluzione concordata, che sia soddisfacente per la nostra Amministrazione e
anche per i cittadini che vivono in quell'area.
Quindi, la convocazione dei nuclei familiari sarebbe da fare, credo, presto, per far capire
loro direttamente come stanno le cose; magari si può proporre anche un'assemblea con
le famiglie e con la partecipazione dell'Assessore. Posso essere disponibile anche su
questo terreno ad organizzare assieme alle famiglie un momento di discussione perché
possa fornire quelle informazioni che oggi lei ha dato in Aula, che mi sembra siano
rassicuranti.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Questa è la fase delle regole, dei principi. Allora, con la Variante e il progetto
preliminare di Variante li formalizzeremo e li presenteremo alla discussione del
Consiglio.
Non è ancora la fase dell'operatività. Diciamolo. Questa è la ragione per cui in questa
fase gli uffici hanno interloquito solo con gli amministratori, perché si tratta di stabilire
queste regole di incentivazione, cioè di premio, se volete, legato all'eventualità che si
trovi un'intesa per la liberazione integrale di quegli edifici che ne consenta la
demolizione.
Se non è così, se è soltanto parziale, è evidente che non è di interesse, perché
rappresenta comunque un'interferenza dal punto di vista di quel pezzo di città. O si
riesce a trovare un'intesa con tutti, oppure bisogna accantonare l'ipotesi.
Però in questa fase non stiamo montando concretamente il trasferimento; stiamo
definendo le regole per favorirlo, perciò l'interlocuzione è avvenuta essenzialmente con
gli amministratori. Dopo di che io non ho, ovviamente, nessuna difficoltà a fare un
incontro con tutti i nuclei familiari per ribadire queste rassicurazioni, che
sostanzialmente consistono appunto nel fatto che di certo non ci sono azioni forzose;
inoltre, ci deve essere contestualità, ovvero è chiaro che devono poter tutti, affittuari o
proprietari, aver trovato una soluzione che consenta di... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Assolutamente.
Dopo di che, dal punto di vista invece operativo, i tempi per cominciare a parlarne in
concreto sono al minimo di due anni, perché non lo faremo noi direttamente, lo farà la
società "veicolo" - poi chiamiamola STU, Società di Trasformazione che comunque è
una società pubblica, o altro soggetto operativo -; è una fase che è a valle della Variante,
ovvero del progetto preliminare e del progetto definitivo, che entrambi contiamo di
portare alla discussione del Consiglio nell'anno: marzo per il preliminare e entro
l'autunno per il definivo. Dopo di che bisognerà fare il Piano Esecutivo, il PEC, che
definisce nel dettaglio l'operatività dell'operazione, che sarà affidato già alla società che
dovremmo costituire all'inizio dell'anno prossimo. Risultato: non credo che prima di
fine 2011 se ne parli con qualche concretezza in più.
Quindi, anche in un'assemblea, potrei semplicemente dare delle indicazioni di prima
approssimazione su questi tempi, rassicurare su quanto dicevo prima e quindi
naturalmente anche avviare, da parte degli uffici, d'intesa con gli amministratori e
direttamente con le famiglie, un lavoro progressivo, perché di certo è da costruire e non
è facilissimo, perché sono molte le situazioni, alcune probabilmente economicamente
più forti, altre più deboli, che quindi avrebbero maggiori difficoltà.
Per cui, francamente, non mi fascerei la testa.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Ho dimenticato un aspetto importante della questione: le macerie, la polvere... In
quell'area mi risulta non sia mai intervenuto nessuno (AMIAT, i servizi) per dare un po'
di respiro a queste persone.
Io la invito veramente ad intervenire su questi problemi, altrimenti presento
un'interpellanza suppletiva, perché magari non riguarda il suo Assessorato, però
l'importante è questo. Io la pregherei di sollecitare i suoi Colleghi. Io lo posso fare
attraverso una nuova interpellanza, però veramente ci sono problemi di invivibilità
assoluta!

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Lo segnaleremo.

VIANO Mario (Assessore)
(Intervento fuori microfono).

GALLO Domenico
(Intervento fuori microfono).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Assessore, credo però che possiamo sollecitare Ferrovie per fare in modo che almeno si
leniscano i disagi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Vedremo.
L'interpellanza è discussa.
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