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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201000570/002, presentata in data 3 febbraio 2010, avente per oggetto: "Educativa di strada: obiettivi, azioni e prospettive" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Borgione. BORGIONE Marco (Assessore) La mia risposta sarà articolata e lunga, invito i Consiglieri a mettersi comodi. L'interpellanza chiede quali obiettivi e quali azioni siano state messe in campo dall'Educativa di strada dal 2006 ad oggi e da quali soggetti. Ad oggi, gli obiettivi messi in campo riguardano la possibile risposta dell'emergenza educativa, i cui nuovi bisogni fanno riferimento a cinque punti: 1) la maggiore complessità dei minori presi in carico, che chiedono interventi e modalità sempre più personalizzate, professionali, altamente relazionali (riscontriamo disturbi della relazione, di comportamento, della condotta, della devianza), per permettere loro un reale inserimento sociale. 2) l'aumento dei minori stranieri presi in carico, con tutte le problematicità ad essi connesse. 3) la difficoltà delle famiglie, che vanno maggiormente aiutate e sostenute, con un riorientamento dell'educativa territoriale verso un sostegno robusto alla famiglia e alla genitorialità. 4) la necessità di ridurre gli inserimenti di minori in strutture residenziali e favorire le dimissioni di quelli inseriti tramite un maggior utilizzo dell'educativa territoriale. 5) maggiori collegamenti e sinergie, partnership, tra le diverse realtà che operano a favore dei minori, distinguendo ruoli e funzioni e compiti per evitare inutili sprechi e sovrapposizioni di interventi. Questi sono gli obiettivi. Rispetto all'attività educativa, attraverso la pratica del lavoro di strada svolta a favore di gruppi di adolescenti, segnaliamo le seguenti azioni: - un'azione cognitiva, che riguarda gli apprendimenti che possono portare a cambiamenti e la conoscenza che genera trasformazione, favorisce il pensiero critico e consente di sviluppare consapevolezza (nel gruppo dei pari, è importante che tale azione venga il più possibile decentrata per consentire a ogni componente di essere in eguale misura protagonista e mettere in comune i diversi punti di vista); - un'azione centrata su un compito specifico, che si può definire "come modificare lo stare dei ragazzi nel gruppo", trasformando lo stesso in un gruppo di lavoro individuando un prodotto finale da raggiungere (ad esempio, la sistemazione di un giardino, un totem di appartenenza, le progettazioni partecipate con gli adulti, i salotti di quartiere, i concerti, i video, i film, i fotoromanzi e così via); - un'azione svolta a ricostruire le storie di vita dei ragazzi, affrontando le varie biografie, affinché siano valorizzati i percorsi di ciascuno e affinché le tappe evolutive superate possano diventare, in qualche modo, progetti per il futuro; - un'azione di gestione e mediazione dei conflitti, frequente nelle dinamiche tra giovani e adulti e tra gli stessi adolescenti, che spesso riguardano ambiti di insicurezza sociale, senza temere di mettere in gioco i propri mondi valoriali e le proprie emozioni; - un'azione volta a riscoprire le abilità sociali insite negli adolescenti, favorendo l'acquisizione di nuovi strumenti e tecniche da utilizzare nella ricerca di lavoro o per rintracciare le trame di fondo, le vocazioni e i talenti dei singoli ragazzi; - un'azione che produce l'effetto di sensibilizzare il territorio nel farsi carico delle problematiche sociali riconducibili alla questione gruppale giovani, facilitando l'incontro tra i diversi soggetti coinvolti. Da quali soggetti sono state svolte queste azioni? In questi anni, l'attività è stata svolta principalmente da cooperative del terzo settore, in particolare dalle cooperative sociali Giuliano Accomazzi, Esserci, E.T., Stranaidea, Vides Main, Il Portico, Valdocco, Allegro con Moto, Paradigma, Mirafiori, Sanabil. In appoggio all'intervento professionale, si è intervenuti sostenendo maggiormente il progetto cittadino di accompagnamento solidale (che è l'altra parte del progetto di Educativa), che vede oggi la partecipazione di 52 associazioni, supporto complementare all'educativa territoriale per interventi più leggeri ed inclusione sociale dei minori seguiti dalla stessa educativa territoriale. Dal 2008 ad oggi, dunque, il progetto è raddoppiato, passando dai 300 minori seguiti inizialmente ai 550 minori seguiti oggi. La seconda domanda dell'interpellanza chiede quanti siano i giovani seguiti individualmente e quanti in gruppo. L'Educativa territoriale in appalto prevede, per l'anno 2006, 486 casi individuali, 1634 casi seguiti in gruppo, per un totale di 2120 casi seguiti. Tali attività hanno comportato una spesa di 2.274.339,60 Euro. Per l'anno 2007, i casi individuali sono stati 465, quelli in gruppo 1670, per un totale di 2135 casi seguiti ed una spesa complessiva che si attesta su quella dell'anno prima, 2.275.517,28 Euro. Per l'anno 2008, i casi individuali sono 581, quelli di gruppo 1347, per un totale di 1928 casi ed una spesa complessiva di 2.347.713,22 Euro. Per il 2009, i casi individuali sono 529, quelli di gruppo 1040, per un totale di 1699 casi seguiti ed una spesa di 2.260.523,61 Euro; a questi casi vanno aggiunti gli 87 minori seguiti con il lavoro di strada (attraverso il Progetto NOMiS finanziato dalla Compagnia San Paolo) e 120 minori stranieri, seguiti dall'Educativa di strada tramite il Progetto "Una Finestra sulla Piazza". Vanno poi aggiunti i dati del Servizio socio-educativo riabilitativo, che ha previsto, nel 2008, 56 casi individuali presi in carico per 558.000 Euro e, nel 2009, 63 casi individuali per 680.000 Euro. Vanno altresì aggiunti i dati relativi al sostegno territoriale mirato: per il 2008, sono stati 30 casi individuali per 160.000 Euro di spesa, nel 2009, 73 casi individuali per 435.000 Euro di spesa. Alla quarta domanda su quanti operatori comunali e quanti del privato sociale siano impegnati in queste attività rispondo che sono 70 educatori del terzo settore e 50 educatori a gestione diretta. Per quanto riguarda, infine, la quinta domanda, su quali siano gli obiettivi e le prospettive future dell'educativa di strada, rispondo che gli obiettivi sono quelli citati in risposta al primo quesito. Circa le prospettive, invece, informo il Consiglio che l'Amministrazione persegue gli obiettivi attraverso una maggior puntualizzazione delle attività; il lavoro di strada, infatti, è stato confermato e valorizzato dall'appalto dell'educativa territoriale come pratica quotidiana di lavoro e come elemento fondante dell'azione pedagogica dell'educatore verso i gruppi naturali di adolescenti che stazionano nel territorio, eliminando l'equivoco di fondo che ha caratterizzato l'attività del precedente appalto, dove, nell'attività di lavoro con i gruppi, vi erano previste anche attività aggregative e di socializzazione (laboratori vari, danza, giocoleria, gite, eccetera) e dove vi era meno vero lavoro di strada. Oggi il capitolato all'educativa territoriale è più stringente verso tali attività. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Ringrazio l'Assessore per questi dati. Ho riletto velocemente l'interpellanza, perché ho pensato di non essere stata chiara nelle domande: in realtà, sono stata molto attenta nella sua stesura (l'interpellanza, tra l'altro, nasce da una mia curiosità individuale, non è stata sollecitata da nessun cittadino o da altre istanze, ma è proprio una mia curiosità, un interesse che volevo approfondire) e devo dire che non volevo parlare di Educativa territoriale, Assessore. Nelle sue risposte, Assessore, si parla di Educativa territoriale. Sappiamo che l'Educativa territoriale comprende l'Educativa di strada, nel senso che quest'ultima è un aspetto dell'Educativa territoriale in generale, che comprende anche attività nei confronti di minori presi in carico. L'Educativa di strada è un intervento specifico ed era su questo che volevo avere i dati, non su tutta l'Educativa territoriale, che comprende attività molto più ampie e complesse. Volevo mettere a fuoco proprio l'aspetto dell'Educativa di strada, di cui lei ha parlato - mi pare - soltanto all'ultimo punto, citando il "vero lavoro di strada". Questo era l'argomento di mio interesse. Mi interessava approfondire la discussione sui due progetti esistenti, il Progetto NOMiS della Compagnia San Paolo e il Progetto "Una Finestra sulla Piazza". È chiaro che, se uniamo l'Educativa territoriale, l'accompagnamento solidale e l'Educativa di strada, disponiamo di molti dati, risultano utilizzati molti operatori e molte risorse, ma non è questa la risposta che avrei voluto, anche perché, ripeto, nella stesura dell'interpellanza, sono stata molto attenta a non scrivere "Educativa territoriale" al posto di "Educativa di strada". So che sono due cose diverse. Le chiedo, quindi, Assessore, se gli obiettivi che lei ha esposto riguardano l'Educativa territoriale o l'Educativa di strada. Ovviamente le azioni possono riguardare entrambe, ma la questione è da approfondire. A quale Educativa appartengono i dati sugli accompagnamenti?Sono minori seguiti come presa in carico in Educativa territoriale o dall'Educativa di strada? Per quale motivo avrei voluto una messa a fuoco, nello specifico, sull'Educativa di strada? Sappiamo che, nella nostra città, sono occorsi episodi molto dolorosi per tutti, episodi nei quali gruppi di ragazzi hanno compiuto atti di gravissima violenza, provocando anche la morte di un giovane. Il progetto dell'Educativa di strada è rivolto ad intercettare quei gruppi naturali di adolescenti che non hanno punti di riferimento diversi da piazze, giardinetti e angoli delle strade, per conoscerli e per stabilire con loro relazioni, in modo tale da svolgere un'azione di prevenzione. Questa era l'idea di fondo del progetto dell'Educativa di strada. La presa in carico dell'Educativa territoriale, invece, comprende tutti i minori, comprende cioè anche il lavoro con i casi individuali e nei luoghi neutri: non era quello che mi interessava. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ho letto il rapporto (che ho anche citato nell'interpellanza) intitolato "Minori e servizi sociali, riflessioni sull'esperienza del Comune di Torino", reperibile sul sito Intracom dei Servizi Sociali del Comune. È vero che il testo risale al 2005, però credo che, in qualche modo, sintetizzi il sistema degli interventi rivolti ai minori. Non so se, dal 2005 ad oggi, ci siano state modifiche: credo, allora, sarebbe interessante aggiornare quella relazione, che rappresenta un bellissimo quadro di ciò che il Comune fa nei confronti dei minori. Con quanto detto, penso di aver chiarito il senso della mia interpellanza. Ritengo, allora, opportuno approfondire il tema, anche al di là dei numeri (che sono sicuramente importanti, visto che ci danno il quadro della situazione), sulla qualità di ciò che si fa per i giovani nelle strade e nelle piazza della nostra città. Chiedo, quindi, all'Assessore di approfondire con noi l'interpellanza in Commissione, focalizzandoci sul progetto dell'Educativa di strada. Si può, poi, convocare un'altra seduta per discutere sull'accompagnamento solidale, che è un altro capitolo, che ha scopi differenti (forse più ampi e variegati) e che non è necessariamente focalizzato sull'Educativa di strada, perché l'accompagnamento solidale deriva da una serie di azioni rivolte ai giovani da parte di associazioni e gruppi vari, che non è detto si occupino dell'Educativa di strada, ma che rientrano anche, come ha detto l'Assessore, nella socializzazione (come, ad esempio, l'aiuto a fare i compiti e tutte quelle attività che svolgono associazioni e parrocchie con i fondi della Legge n. 285). Non abbiamo mai trattato in Commissione neppure l'argomento dell'accompagnamento solidale, che sarebbe opportuno analizzare anche per capire la filosofia di fondo che ispira la devoluzione dei contributi per l'accompagnamento solidale, per capire se ci sia un progetto complessivo o meno. Penso, infine, che l'emergenza data dai dolorosi episodi accaduti debba essere affrontata non nell'emergenza, ma quotidianamente, rivolgendo una grande attenzione ai gruppi spontanei di adolescenti attraverso l'intervento specifico reso dall'Educativa di strada. Chiedo, quindi, che se ne parli più approfonditamente, cercando di capire insieme se gli interventi previsti siano qualitativamente soddisfacenti. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Chiedo all'Assessore se vi siano controindicazioni circa la richiesta di avere un ulteriore approfondimento del tema in Commissione; se così non fosse, potremmo trasmettere l'interpellanza al Presidente della IV Commissione. BORGIONE Marco (Assessore) Credo che, ormai, il fatto di inviare l'interpellanza in Commissione sia una prassi, un metodo per bypassare la programmazione della Commissione. Ma va bene, perché il Consiglio è sovrano. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) No, Assessore, non è per bypassare. Nel momento in cui, durante una discussione in Consiglio, viene chiesto un ulteriore approfondimento, se non ci sono controindicazioni da parte degli Assessori, è ovvio che l'organizzazione dei lavori della Commissione deve poi tenerne conto. BORGIONE Marco (Assessore) Vorrei, però, soltanto precisare che tutta la presentazione dei numeri non è una mia iniziativa, ma è esattamente quanto è stato richiesto dal Consigliere Silvestrini nell'interpellanza. (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Ha fatto riferimento ai numeri: i numeri sono esattamente quelli che mi ha chiesto, su quanti fossero i giovani seguiti. Si tratta sempre di numeri, non si può differenziare, a seconda che sia un titolo o un altro. Il Consigliere ha detto che occorre valutare anche la qualità, non soltanto i numeri; i numeri, però, li ha chiesti e io li ho riferiti, così come mi sono stati comunicati. Se il tema riguarda i giovani, forse non abbiamo centrato completamente il target, perché, come il Consigliere sa, delle politiche giovanili si occupano altri Assessori. Essendo l'Educativa di strada l'Educativa territoriale, sarebbe a noi molto gradito se il Consigliere per gli approfondimenti che ritiene e riterrà opportuno fare, ci desse il confine di ciò che vorrà trattare, per evitare di parlare d'altro; personalmente, infatti, non ho confuso l'Educativa territoriale con l'accompagnamento solidale, so benissimo che si tratta di due cose diverse, però credo che, nel momento in cui si interviene per strada, nei luoghi informali frequentati dai ragazzi, con quegli interventi e quelle azioni che chiamiamo "Educativa territoriale", occorre agire in un determinato modo. Se c'è, dunque, altro che il Consigliere vorrebbe che fosse di sua conoscenza, chiedo di identificarlo con maggior precisione, in modo tale da portare soltanto i dati relativi a quell'argomento e non quelli relativi ad altro. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Il tema sarà nuovamente discusso in IV Commissione. (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Il fatto che l'Assessore chieda la lettera... BORGIONE Marco (Assessore) Ho dato una risposta sulla base di quanto scritto nell'interpellanza. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Vorrei che fosse chiaro che accolgo la richiesta dell'Assessore per l'approfondimento in Commissione. Aggiungo che, se il Consigliere Silvestrini volesse specificare, per iscritto, al Presidente della IV Commissione quali sono gli argomenti sui quali intende procedere per ulteriori approfondimenti, farebbe cosa utile per una migliore organizzazione dei lavori e della discussione in Commissione. L'interpellanza è discussa. |