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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 15 Febbraio 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 15
INTERPELLANZA 2009-09717
"STOMBATURA DELLA DORA E BONIFICHE IN SPINA 3: QUALE LO STATO DELL'ARTE?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI SILVESTRINI, CUGUSI E CASSANO IN DATA 24 DICEMBRE 2009.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Riprendiamo la discussione dell'interpellanza n. mecc. 200909717/002, presentata in
data 24 dicembre 2009, avente per oggetto:
"Stombatura della Dora e bonifiche in Spina 3: quale lo stato dell'arte?"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Non so bene quali informazioni il Consiglio abbia già avuto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Assessore Viano, dovrebbe rispondere alla prima domanda presentata dagli
interpellanti.

VIANO Mario (Assessore)
Benissimo.
Sulle restanti domande, invece, ho alcune memorie tecniche: circa l'ultimo punto, ad
esempio, comunico che stiamo organizzando un'iniziativa specifica del Comitato,
intanto per presentare gli esiti dell'attività di bonifica, e poi per aprire ad un
confronto e ad una discussione.
Veniamo ora alla questione della stombatura.
L'atto della Regione Piemonte (lo chiamo "atto", per non rischiare l'imprecisione
esprimendomi con maggior dettaglio) con cui si ingiungeva alla proprietà di
provvedere alla rimozione della copertura a suo tempo oggetto di concessione è stato
impugnato di fronte al TAR, che non ha accolto il ricorso, dando ragione alla
Regione.
A seguito del pronunciamento di rigetto del ricorso della proprietà da parte del TAR,
la proprietà ha sviluppato un progetto, che ha poi illustrato in maniera informale (non
lo ha presentato formalmente né al Comune, né alla Regione) per capire se poteva
corrispondere alle intenzioni dei due Enti. Mi è stato riferito dagli uffici, sia da quelli
comunali, sia da quelli regionali, che si tratta di un lavoro soddisfacente. In seconda
battuta, però, lo stesso operatore, nei giorni scorsi, ha adottato una procedura di
formale richiesta di esame da parte del Consiglio di Stato, chiedendo un
pronunciamento in termini accelerati, rispetto ai tempi fisiologici (talvolta, si tratta di
anni; in questo caso, invece, i tempi si possono ragionevolmente contenere in
qualche mese). Contestualmente alla richiesta, l'attività progettuale è andata in
"stand by", senza produrre la formalizzazione della proposta e dell'impegno
all'esecuzione.
Sembra, in qualche misura, di capire - ma è una mia deduzione - che, da parte della
proprietà, sussista ancora la speranza di vedere annullata - o comunque superata - la
sentenza del TAR attraverso il pronunciamento del Consiglio di Stato.
Personalmente, oltre che con i miei Uffici, mi sono consultato con l'Avvocatura, che
esprime qualche preoccupazione, ritenendo strano che un operatore proponga una
sollecitazione al Consiglio di Stato e chieda tempi brevi, senza avere ragionevole
speranza, fiducia ed ottimismo sul pronunciamento del Consiglio di Stato. Infatti è
chiaro che, in caso contrario, non ci saranno più margini negoziali e, semplicemente,
ne dovrà dare attuazione e la Regione (titolare dell'ordinanza) dovrà approvare o
semplicemente riadeguare il progetto nei termini prescritti.
Questo è lo stato dell'arte.
Naturalmente, stiamo affiancando la Regione nell'attrezzare la difesa e non abbiamo
ragione di credere che il pronunciamento del Consiglio di Stato si debba scostare;
tuttavia, prudenza induce a tenere sospeso il giudizio, in modo conclusivo.
L'operazione dovrebbe definirsi nell'arco dei prossimi 3-4 mesi (così riferisce
l'Avvocatura, che ha familiarità con queste procedure), ci auguriamo con esito
positivo; in caso contrario, ci sono alcune partite aperte, sulle quali proveremo a
lavorare.
Nel frattempo, abbiamo già avvisato che manteniamo ferme tutte le partite che
riguardano atti dell'Amministrazione, in particolare del Consiglio, in relazione
all'attuazione delle previsioni nell'area di Spina 3, facenti capo alla stessa proprietà,
perché naturalmente vorremmo, se del caso, introdurre l'elemento della copertura
come partita sulla quale trattare il convenzionamento che, come sapete, è previsto in
ogni caso, ma non è ancora stato deliberato nella sua forma modificata, proposta
dagli operatori. Soprassediamo, allora, ad ogni decisione in proposito, proprio per
capire quale sarà l'esito. Se l'esito sarà sfavorevole al ricorrente, si dovrà dare
esecuzione della scopertura ed esamineremo la nuova versione della convenzione; in
caso contrario, cercheremo di capire come far rientrare la prima fattispecie
(perlomeno, in qualche misura) nella discussione della seconda.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cugusi.

CUGUSI Vincenzo
Se ho ben capito, l'azione ingiuntiva è stata promossa dalla Regione, che ha la
competenza sull'alveo.
Ma quella che l'Assessore chiamava "una soluzione accettabile", la soluzione
proposta dalla proprietà CimiMontubi (o ex CimiMontubi), è quella che circola e che
riguarda la possibilità di mantenere parte della tombatura, della copertura sulla Dora,
e di intervallarla, ogni tanto, da vuoti con pilastri posti sull'alveo?

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Viano, per una precisazione.

VIANO Mario (Assessore)
No, l'ipotesi che è stata prospettata - ribadisco, in modo informale - prevede la
scopertura totale, con il mantenimento dei setti longitudinali, quelli di bordo e quelli
centrali. Nell'ipotesi illustrata, l'elemento orizzontale verrebbe rimosso
integralmente.

CUGUSI Vincenzo
Infatti l'obiettivo era proprio quello di riportare alla luce l'alveo e di consentire la
percorribilità pedonale e ciclabile nei due sensi della Dora.
Non ho poi capito se ci sia un contenzioso con la CimiMontubi.

VIANO Mario (Assessore)
Il contenzioso si basa sul fatto che CimiMontubi e gli aventi causa successivi
sostengono che alcuni protocolli della fase immediatamente successiva al Piano
Regolatore (in qualche misura preliminari ai PRIU) impegnerebbero la Città a
ricercare risorse o a collaborare alla ricerca di risorse e tutto ciò configurerebbe un
carico dell'onere da ripartire.
L'elemento su cui si basa il ricorso è proprio quello: un'intesa preliminare che risale
agli anni Novanta e che apriva ad una collaborazione della Città. Ovviamente noi la
leggiamo nel senso di dire che, se è possibile mettere in campo risorse esterne, va
benissimo, ma non certo per finanziare direttamente l'opera.
Questa è la tesi che è stata sostenuta e che ha condotto il TAR a rigettare il ricorso.
Vedremo che cosa dirà il Consiglio di Stato, ma naturalmente confidiamo in un
riscontro per noi positivo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cugusi, per una breve replica.

CUGUSI Vincenzo
Non so se l'Assessore ne sia a conoscenza, ma l'interpellanza, per la parte relativa
alla bonifica, all'informazione e ai risultati delle analisi dei terreni e delle acque, è
rimandata ad un approfondimento in VI Commissione.
Anche se l'Assessore ne dubita, spero che, per quella data, ci sia una risposta.
In ogni caso, il tema sarà approfondito in VI Commissione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'argomento viene rinviato, per ulteriori apprendimenti, in sede di II e VI
Commissione congiunta.
L'interpellanza è discussa.
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