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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 1 Febbraio 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 8
INTERPELLANZA 2009-09196
"VARIANTE 174: SONO STATI VERSATI ALLA CITT? I 400.000 EURO PATTUITI CON LA SOCIET? "IMMOBILIARE IBISCO S.R.L." E A QUALE FINALIT? SONO STATI DESTINATI?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI SILVESTRINI, CASSANO E FERRANTE IN DATA 9 DICEMBRE 2009.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200909196/002, presentata in
data 9 dicembre 2009, avente per oggetto:
"Variante 174: sono stati versati alla Città i 400.000 Euro pattuiti con la Società
'Immobiliare Ibisco S.r.l.' e a quale finalità sono stati destinati?"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Prima leggo la risposta puntuale degli Uffici e poi farò qualche considerazione.
La risposta, che dà conto degli atti assunti, recita: "A seguito di approvazione in data
19 ottobre 2009 della Variante 174, concernente l'area ubicata in Via Oleggio n. 8, in
data 10 novembre 2009 la Società Immobiliare Ibisco S.r.l. provvedeva al pagamento
della somma di 400.000 Euro, a fronte del maggiore valore indotto dalla variante
stessa. La Città, con determinazione dirigenziale di incasso numero meccanografico,
provvedeva ad introitare i predetti 400.000 Euro sul capitolo 36200 del Bilancio
2009 destinato alle opere di urbanizzazione".
Questa è la comunicazione, quindi naturalmente è disponibile e credo risponda
puntualmente alle domande.
Per quanto riguarda il passaggio dall'adozione all'approvazione, in effetti, gli
operatori proponenti in prima battuta avevano offerto di cedere alla Città due alloggi
per un corrispondente controvalore. Dopodiché, hanno avanzato alcune proposte e le
stesse non sono state ritenute adeguate da parte dell'Edilizia Pubblica. Noi
naturalmente le riceviamo e le smistiamo immediatamente a loro, perché devono
esprimersi sull'adeguatezza degli alloggi offerti.
In questo caso ne sono stati offerti parecchi, ma l'Edilizia Pubblica non ha mai
ritenuto di riconoscere un proprio interesse all'acquisizione di questi alloggi. Allora,
alla fine abbiamo concordato con la stessa Edilizia Pubblica - e lo abbiamo proposto
al Consiglio in sede di approvazione definitiva della variante, e ciò è avvenuto nel
senso che il Consiglio lo ha approvato con questo testo - di convertire questo loro
impegno, a fronte del maggiore valore indotto dalla variante, in un versamento di
400.000 Euro. A ciò hanno provveduto puntualmente, anzi con grande sollecitudine.
Per quanto riguarda la destinazione, all'Urbanistica sfugge, nel senso che sono da
considerare riconducibili ad oneri di urbanizzazione per ragioni tecnico-contabili,
vengono imputati al capitolo di bilancio che ho citato, da cui poi l'ufficio delle
finanze, che fa capo naturalmente all'Assessore al Bilancio, è legittimato a trarre
quote significative fino al 75% delle risorse versate per finanziare spesa corrente.
La parte restante, che comunque non venga impegnata per finanziare spesa corrente,
fa capo a un fondo per interventi puntuali di urbanizzazione, gestito dai due dirigenti
dei Settori Tecnici Opere Pubbliche e Viabilità, naturalmente, per dare esecuzione ad
opere puntuali che si rendano assolutamente necessarie, o per dare esecuzione a
quelle opere che nel piano degli investimenti triennali sono espressamente indicate
come da finanziare attraverso oneri di urbanizzazione e non, per esempio, attraverso
l'accensione di mutui. Ci sono talune opere per le quali non è possibile accedere al
debito, quindi all'attivazione di mutui, e allora in questi casi, in genere, si utilizzano
queste risorse, però rappresenta un fondo unico da cui si attinge per finanziare
svariate opere, quindi non è possibile ricostruire tecnicamente una relazione diretta.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Le interpellanze sono ispirate o segnalate da cittadini, invece questa è proprio una
mia curiosità e volontà di approfondimento. Purtroppo adesso non ho con me la
deliberazione su Via Oleggio, perché pensavo che fosse sufficientemente chiaro
quanto avevo indicato nell'interpellanza, invece dalla risposta dell'Assessore mi
sorgono dei dubbi.
A me sembrava infatti che nella deliberazione fosse indicato che quei due o tre
alloggi dovevano essere destinati a edilizia residenziale pubblica. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). L'originario atto unilaterale d'obbligo della Società Ibisco
S.r.l. prevedeva due o tre alloggi, che avevo capito - e mi sembrava di averlo proprio
visto scritto - dovessero essere destinati a edilizia residenziale pubblica. Allora, con
un atto unilaterale i proponenti si impegnano una prima volta a fare una certa cosa e
poi succede che questo atto unilaterale d'obbligo non va più bene.
Rileggerò il suo intervento che non mi è chiarissimo, però più volte ci siamo detti
che non abbiamo la possibilità di dare aree per edilizia residenziale pubblica della
Città all'ATC o costruire nuove case popolari, se non in misura molto ridotta (cosa
che forse verrà fatta, ma non si sa) e che abbiamo, invece, la possibilità di reperire
case popolari attraverso le cessioni effettuate dalle immobiliari che costruiscono
nuovi appartamenti al di sopra di una certa metratura, come era il caso di questa
deliberazione. Se questo è considerato un modo per far fronte alla necessità di case
popolari della Città - che è molto elevato, perché ci sono diecimila domande, perché
c'è una situazione di enorme bisogno dato anche dalla crisi, e non andiamo ad
approfondire il discorso, ma c'è bisogno di case popolari -er me anche due o tre
alloggi sarebbero stati importanti.
Forse non sono sufficientemente preparata dal punto di vista tecnico sui percorsi che
vengono a prodursi attraverso i diversi uffici, ma non mi è più chiaro perché, avendo
la possibilità come Città di acquisire due o tre alloggi di edilizia residenziale
pubblica, questo non è accaduto.
Oltretutto, si trattava di un atto unilaterale d'obbligo, che - come abbiamo visto con
la vicenda Intesa Sanpaolo - sono atti da parte di operatori privati quasi intoccabili,
insomma difficilmente modificabili.
Quindi, ho capito che i 400.000 Euro finiscono in un fondo unitario con cui possiamo
anche pagare le spese correnti; al di là del fatto di andare ad interpellare l'Assessore
al Bilancio, che non credo che interpellerò, ritengo che se rinunciamo anche a queste
poche possibilità di incrementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica della
Città, credo che non andiamo incontro alle nostre responsabilità su quel versante, su
cui da tempo chiedo di avere una discussione aperta per capire le strategie generali,
discussione che, invece, non si riesce mai ad affrontare.
Bisogna che ce ne facciamo una ragione: c'è bisogno di case popolari. Questo è il
senso dell'interpellanza che avevo presentato, non affrontando il caso specifico della
Immobiliare Ibisco, ma facendo finalmente il punto su questi temi, cioè le strategie
generali della Città nei confronti dell'edilizia residenziale pubblica inserita nel più
ampio programma di indirizzi di politica urbanistica.
Poi c'è anche un altro aspetto: se l'immobiliare Ibisco costruisc un edificio in una
zona e, poi, come Città, acquisisco gli alloggi ERP in un'altra, va a finire che ci sono
determinate zone della città in cui si accumulano case popolari; quindi c'è bisogno di
considerare la quantità, la qualità, la dislocazione del patrimonio di edilizia
residenziale pubblica.
Questo è soltanto un piccolo esempio, ma chiedo con forza che questa discussione
venga fatta. Non abbiamo più molto tempo, circa un anno, e non so che cosa
succederà dopo il 2011 in questa Amministrazione. Certo è che negli anni passati
non abbiamo incrementato il patrimonio di ERP.
Con questo chiudo e naturalmente chiedo la disponibilità dell'Assessore a venire in
II Commissione più IV a fare con l'Assessore Tricarico e con il Presidente Ardito un
discorso di tipo generale-strategico sulle questioni che riguardano le case popolari.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Viano, per una breve replica.

VIANO Mario (Assessore)
Circa la disponibilità, siamo assolutamente d'accordo. L'iniziativa però è ovvia, visto
che la strategia complessiva della Città in materia di edilizia pubblica e di domanda
di abitazione sociale fa capo all'Assessore Tricarico, occorre capire poi nelle forme,
attraverso le Commissioni, come fare per avere la completezza richiesta dal
Consigliere.
Nel merito dello specifico, invece, ripercorro rapidamente i passi. Sapete che ogni
atto di amministrazione legato all'urbanistica è fatto di due passaggi e ogni atto è
importante. In sede di adozione, abbiamo chiesto che l'operatore riconoscesse alla
Città il valore aggiunto collegato alla variante, che non è un onere di urbanizzazione
in senso proprio.
È una pratica consolidata, ma attiene al fatto che abbiamo assunto il criterio di
portare a beneficio dell'Amministrazione parte della valorizzazione immobiliare che
attraverso le varianti - beneficio aggiuntivo naturalmente - si producono nei fatti sul
mercato immobiliare. In prima battuta, abbiamo proposto e chiesto all'operatore di
attuare questo trasferimento di valore in capo alla Pubblica Amministrazione
attraverso due o tre alloggi di edilizia residenziale pubblica da valutare in relazione
alla dimensione degli stessi. Non si tratta di alloggi interni all'operazione, perché non
si tratta della quota dovuta, quella prevista del 10%, eccetera, ma di una quota
aggiuntiva di un elemento di valorizzazione rispetto alla variante. Non è la quota
obbligata.
In questo senso, è stato assunto l'atto unilaterale d'obbligo da parte degli operatori,
perché quando abbiamo presentato la deliberazione per il primo passaggio,
naturalmente, avevamo bisogno come Assessorato di garantire l'impegno
dell'operatore rispetto a quanto andavamo dicendo essere posto a suo carico.
Nel tempo intercorso tra l'adozione e l'approvazione, abbiamo naturalmente chiesto
all'operatore di formulare le sue proposte, ovvero indicarci quali alloggi intendeva
cedere. E l'operazione di verifica dell'idoneità, dell'interesse dell'Amministrazione
all'acquisizione di questi alloggi è demandata sempre, per quanto ci riguarda, agli
uffici, alla Direzione dell'Edilizia Residenziale Pubblica, perché è evidente, loro
dovranno dare risposta anche a temi della dislocazione del territorio, del
dimensionamento in relazione alle caratteristiche della domanda, della collocazione
ai piani in rapporto agli ascensori, tutta una serie di cose che attengono alla gestione
concreta delle varie situazioni. Sono chiamati a dare una valutazione dell'interesse,
dell'idoneità nel senso di corrispondenza ai bisogni degli alloggi offerti.
Questa situazione è andata avanti per un certo tempo senza che gli uffici dell'Edilizia
Residenziale riconoscessero le condizioni per acquisire quegli alloggi in
adempimento all'obbligo. Devo dire con tutta franchezza che non ho interloquito
direttamente con l'Edilizia Residenziale Pubblica e con gli uffici, quindi non ho
presente quali siano le ragioni specifiche, però ciò è avvenuto.
Allora, in relazione a questo fatto, abbiamo provato con l'operatore a concordare
un'ipotesi di conversione di questo impegno in sede di adozione e, deliberato dal
Consiglio, in un impegno di versamento, e quindi sostanzialmente un impegno
sostitutivo rispetto all'altro.
È ovvio che per garantire tutto questo abbiamo chiesto un altro atto d'obbligo
unilaterale, forse addirittura la fideiussione bancaria, per il versamento.
Abbiamo sottoposto la questione al Consiglio attraverso la Commissione; non
ricordo esattamente i contenuti del dibattito, ma certamente è stata una modifica
rispetto alla prima stesura, e quindi è stata illustrata, discussa, condivisa e mandata in
Aula, dove è stata deliberata. A questo punto, naturalmente, c'è stato l'impegno al
versamento sostitutivo alla cessione degli alloggi, al quale è stata data attuazione nei
termini che le ho detto.
Il controvalore, sostanzialmente, è corrispondente al valore di due alloggi non nuovi,
comunque in condizioni assolutamente di adeguatezza rispetto agli standard igienico-
sanitari e alle dotazioni impiantistiche. In questo senso, è stato valutato dagli uffici,
non da me personalmente, che ne assumono la responsabilità. Quindi capisco bene
che ciò si traduca nel fatto che sono entrati più soldi nelle casse comunali, che
servono a far fronte in generale al regime della spesa, ma nei fatti si è ridotta di
qualche unità la risposta alla domanda abitativa.
La vicenda, però, ha seguito questo percorso, quindi la si può poi esaminare, a partire
da questo caso "esemplare" in sede di discussione generale, però questi sono stati i
passaggi.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Mi pare che dopo aver chiarito i passaggi, rimanga la richiesta del Consigliere
Silvestrini circa la necessità e opportunità di avere in sede di Commissione una
discussione, insieme con l'Assessore Viano e l'Assessore Tricarico, sui criteri per
acquisire ulteriori alloggi da indirizzare all'edilizia residenziale pubblica o per la
possibilità di entrate nelle casse del Comune.
Quindi si tratta di capire quali sono i meccanismi che determinano queste diverse
scelte di volta in volta, posto che l'Assessore è stato sufficientemente chiaro nel dire
che questa quota era aggiuntiva rispetto al 10% che si viene a determinare per effetto
di una norma che avevamo già discusso anche nello scorso mandato amministrativo.
Daremo indicazione agli Uffici di procedere all'assegnazione in II Commissione più
IV per avere anche una relazione rispetto alla domanda di edilizia residenziale
pubblica, e quindi inviteremo a questa discussione in Commissione l'Assessore
Tricarico e l'Assessore Viano.
L'interpellanza è discussa.
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