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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200909196/002, presentata in data 9 dicembre 2009, avente per oggetto: "Variante 174: sono stati versati alla Città i 400.000 Euro pattuiti con la Società 'Immobiliare Ibisco S.r.l.' e a quale finalità sono stati destinati?" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Prima leggo la risposta puntuale degli Uffici e poi farò qualche considerazione. La risposta, che dà conto degli atti assunti, recita: "A seguito di approvazione in data 19 ottobre 2009 della Variante 174, concernente l'area ubicata in Via Oleggio n. 8, in data 10 novembre 2009 la Società Immobiliare Ibisco S.r.l. provvedeva al pagamento della somma di 400.000 Euro, a fronte del maggiore valore indotto dalla variante stessa. La Città, con determinazione dirigenziale di incasso numero meccanografico, provvedeva ad introitare i predetti 400.000 Euro sul capitolo 36200 del Bilancio 2009 destinato alle opere di urbanizzazione". Questa è la comunicazione, quindi naturalmente è disponibile e credo risponda puntualmente alle domande. Per quanto riguarda il passaggio dall'adozione all'approvazione, in effetti, gli operatori proponenti in prima battuta avevano offerto di cedere alla Città due alloggi per un corrispondente controvalore. Dopodiché, hanno avanzato alcune proposte e le stesse non sono state ritenute adeguate da parte dell'Edilizia Pubblica. Noi naturalmente le riceviamo e le smistiamo immediatamente a loro, perché devono esprimersi sull'adeguatezza degli alloggi offerti. In questo caso ne sono stati offerti parecchi, ma l'Edilizia Pubblica non ha mai ritenuto di riconoscere un proprio interesse all'acquisizione di questi alloggi. Allora, alla fine abbiamo concordato con la stessa Edilizia Pubblica - e lo abbiamo proposto al Consiglio in sede di approvazione definitiva della variante, e ciò è avvenuto nel senso che il Consiglio lo ha approvato con questo testo - di convertire questo loro impegno, a fronte del maggiore valore indotto dalla variante, in un versamento di 400.000 Euro. A ciò hanno provveduto puntualmente, anzi con grande sollecitudine. Per quanto riguarda la destinazione, all'Urbanistica sfugge, nel senso che sono da considerare riconducibili ad oneri di urbanizzazione per ragioni tecnico-contabili, vengono imputati al capitolo di bilancio che ho citato, da cui poi l'ufficio delle finanze, che fa capo naturalmente all'Assessore al Bilancio, è legittimato a trarre quote significative fino al 75% delle risorse versate per finanziare spesa corrente. La parte restante, che comunque non venga impegnata per finanziare spesa corrente, fa capo a un fondo per interventi puntuali di urbanizzazione, gestito dai due dirigenti dei Settori Tecnici Opere Pubbliche e Viabilità, naturalmente, per dare esecuzione ad opere puntuali che si rendano assolutamente necessarie, o per dare esecuzione a quelle opere che nel piano degli investimenti triennali sono espressamente indicate come da finanziare attraverso oneri di urbanizzazione e non, per esempio, attraverso l'accensione di mutui. Ci sono talune opere per le quali non è possibile accedere al debito, quindi all'attivazione di mutui, e allora in questi casi, in genere, si utilizzano queste risorse, però rappresenta un fondo unico da cui si attinge per finanziare svariate opere, quindi non è possibile ricostruire tecnicamente una relazione diretta. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Le interpellanze sono ispirate o segnalate da cittadini, invece questa è proprio una mia curiosità e volontà di approfondimento. Purtroppo adesso non ho con me la deliberazione su Via Oleggio, perché pensavo che fosse sufficientemente chiaro quanto avevo indicato nell'interpellanza, invece dalla risposta dell'Assessore mi sorgono dei dubbi. A me sembrava infatti che nella deliberazione fosse indicato che quei due o tre alloggi dovevano essere destinati a edilizia residenziale pubblica. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). L'originario atto unilaterale d'obbligo della Società Ibisco S.r.l. prevedeva due o tre alloggi, che avevo capito - e mi sembrava di averlo proprio visto scritto - dovessero essere destinati a edilizia residenziale pubblica. Allora, con un atto unilaterale i proponenti si impegnano una prima volta a fare una certa cosa e poi succede che questo atto unilaterale d'obbligo non va più bene. Rileggerò il suo intervento che non mi è chiarissimo, però più volte ci siamo detti che non abbiamo la possibilità di dare aree per edilizia residenziale pubblica della Città all'ATC o costruire nuove case popolari, se non in misura molto ridotta (cosa che forse verrà fatta, ma non si sa) e che abbiamo, invece, la possibilità di reperire case popolari attraverso le cessioni effettuate dalle immobiliari che costruiscono nuovi appartamenti al di sopra di una certa metratura, come era il caso di questa deliberazione. Se questo è considerato un modo per far fronte alla necessità di case popolari della Città - che è molto elevato, perché ci sono diecimila domande, perché c'è una situazione di enorme bisogno dato anche dalla crisi, e non andiamo ad approfondire il discorso, ma c'è bisogno di case popolari -er me anche due o tre alloggi sarebbero stati importanti. Forse non sono sufficientemente preparata dal punto di vista tecnico sui percorsi che vengono a prodursi attraverso i diversi uffici, ma non mi è più chiaro perché, avendo la possibilità come Città di acquisire due o tre alloggi di edilizia residenziale pubblica, questo non è accaduto. Oltretutto, si trattava di un atto unilaterale d'obbligo, che - come abbiamo visto con la vicenda Intesa Sanpaolo - sono atti da parte di operatori privati quasi intoccabili, insomma difficilmente modificabili. Quindi, ho capito che i 400.000 Euro finiscono in un fondo unitario con cui possiamo anche pagare le spese correnti; al di là del fatto di andare ad interpellare l'Assessore al Bilancio, che non credo che interpellerò, ritengo che se rinunciamo anche a queste poche possibilità di incrementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica della Città, credo che non andiamo incontro alle nostre responsabilità su quel versante, su cui da tempo chiedo di avere una discussione aperta per capire le strategie generali, discussione che, invece, non si riesce mai ad affrontare. Bisogna che ce ne facciamo una ragione: c'è bisogno di case popolari. Questo è il senso dell'interpellanza che avevo presentato, non affrontando il caso specifico della Immobiliare Ibisco, ma facendo finalmente il punto su questi temi, cioè le strategie generali della Città nei confronti dell'edilizia residenziale pubblica inserita nel più ampio programma di indirizzi di politica urbanistica. Poi c'è anche un altro aspetto: se l'immobiliare Ibisco costruisc un edificio in una zona e, poi, come Città, acquisisco gli alloggi ERP in un'altra, va a finire che ci sono determinate zone della città in cui si accumulano case popolari; quindi c'è bisogno di considerare la quantità, la qualità, la dislocazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Questo è soltanto un piccolo esempio, ma chiedo con forza che questa discussione venga fatta. Non abbiamo più molto tempo, circa un anno, e non so che cosa succederà dopo il 2011 in questa Amministrazione. Certo è che negli anni passati non abbiamo incrementato il patrimonio di ERP. Con questo chiudo e naturalmente chiedo la disponibilità dell'Assessore a venire in II Commissione più IV a fare con l'Assessore Tricarico e con il Presidente Ardito un discorso di tipo generale-strategico sulle questioni che riguardano le case popolari. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Viano, per una breve replica. VIANO Mario (Assessore) Circa la disponibilità, siamo assolutamente d'accordo. L'iniziativa però è ovvia, visto che la strategia complessiva della Città in materia di edilizia pubblica e di domanda di abitazione sociale fa capo all'Assessore Tricarico, occorre capire poi nelle forme, attraverso le Commissioni, come fare per avere la completezza richiesta dal Consigliere. Nel merito dello specifico, invece, ripercorro rapidamente i passi. Sapete che ogni atto di amministrazione legato all'urbanistica è fatto di due passaggi e ogni atto è importante. In sede di adozione, abbiamo chiesto che l'operatore riconoscesse alla Città il valore aggiunto collegato alla variante, che non è un onere di urbanizzazione in senso proprio. È una pratica consolidata, ma attiene al fatto che abbiamo assunto il criterio di portare a beneficio dell'Amministrazione parte della valorizzazione immobiliare che attraverso le varianti - beneficio aggiuntivo naturalmente - si producono nei fatti sul mercato immobiliare. In prima battuta, abbiamo proposto e chiesto all'operatore di attuare questo trasferimento di valore in capo alla Pubblica Amministrazione attraverso due o tre alloggi di edilizia residenziale pubblica da valutare in relazione alla dimensione degli stessi. Non si tratta di alloggi interni all'operazione, perché non si tratta della quota dovuta, quella prevista del 10%, eccetera, ma di una quota aggiuntiva di un elemento di valorizzazione rispetto alla variante. Non è la quota obbligata. In questo senso, è stato assunto l'atto unilaterale d'obbligo da parte degli operatori, perché quando abbiamo presentato la deliberazione per il primo passaggio, naturalmente, avevamo bisogno come Assessorato di garantire l'impegno dell'operatore rispetto a quanto andavamo dicendo essere posto a suo carico. Nel tempo intercorso tra l'adozione e l'approvazione, abbiamo naturalmente chiesto all'operatore di formulare le sue proposte, ovvero indicarci quali alloggi intendeva cedere. E l'operazione di verifica dell'idoneità, dell'interesse dell'Amministrazione all'acquisizione di questi alloggi è demandata sempre, per quanto ci riguarda, agli uffici, alla Direzione dell'Edilizia Residenziale Pubblica, perché è evidente, loro dovranno dare risposta anche a temi della dislocazione del territorio, del dimensionamento in relazione alle caratteristiche della domanda, della collocazione ai piani in rapporto agli ascensori, tutta una serie di cose che attengono alla gestione concreta delle varie situazioni. Sono chiamati a dare una valutazione dell'interesse, dell'idoneità nel senso di corrispondenza ai bisogni degli alloggi offerti. Questa situazione è andata avanti per un certo tempo senza che gli uffici dell'Edilizia Residenziale riconoscessero le condizioni per acquisire quegli alloggi in adempimento all'obbligo. Devo dire con tutta franchezza che non ho interloquito direttamente con l'Edilizia Residenziale Pubblica e con gli uffici, quindi non ho presente quali siano le ragioni specifiche, però ciò è avvenuto. Allora, in relazione a questo fatto, abbiamo provato con l'operatore a concordare un'ipotesi di conversione di questo impegno in sede di adozione e, deliberato dal Consiglio, in un impegno di versamento, e quindi sostanzialmente un impegno sostitutivo rispetto all'altro. È ovvio che per garantire tutto questo abbiamo chiesto un altro atto d'obbligo unilaterale, forse addirittura la fideiussione bancaria, per il versamento. Abbiamo sottoposto la questione al Consiglio attraverso la Commissione; non ricordo esattamente i contenuti del dibattito, ma certamente è stata una modifica rispetto alla prima stesura, e quindi è stata illustrata, discussa, condivisa e mandata in Aula, dove è stata deliberata. A questo punto, naturalmente, c'è stato l'impegno al versamento sostitutivo alla cessione degli alloggi, al quale è stata data attuazione nei termini che le ho detto. Il controvalore, sostanzialmente, è corrispondente al valore di due alloggi non nuovi, comunque in condizioni assolutamente di adeguatezza rispetto agli standard igienico- sanitari e alle dotazioni impiantistiche. In questo senso, è stato valutato dagli uffici, non da me personalmente, che ne assumono la responsabilità. Quindi capisco bene che ciò si traduca nel fatto che sono entrati più soldi nelle casse comunali, che servono a far fronte in generale al regime della spesa, ma nei fatti si è ridotta di qualche unità la risposta alla domanda abitativa. La vicenda, però, ha seguito questo percorso, quindi la si può poi esaminare, a partire da questo caso "esemplare" in sede di discussione generale, però questi sono stati i passaggi. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Mi pare che dopo aver chiarito i passaggi, rimanga la richiesta del Consigliere Silvestrini circa la necessità e opportunità di avere in sede di Commissione una discussione, insieme con l'Assessore Viano e l'Assessore Tricarico, sui criteri per acquisire ulteriori alloggi da indirizzare all'edilizia residenziale pubblica o per la possibilità di entrate nelle casse del Comune. Quindi si tratta di capire quali sono i meccanismi che determinano queste diverse scelte di volta in volta, posto che l'Assessore è stato sufficientemente chiaro nel dire che questa quota era aggiuntiva rispetto al 10% che si viene a determinare per effetto di una norma che avevamo già discusso anche nello scorso mandato amministrativo. Daremo indicazione agli Uffici di procedere all'assegnazione in II Commissione più IV per avere anche una relazione rispetto alla domanda di edilizia residenziale pubblica, e quindi inviteremo a questa discussione in Commissione l'Assessore Tricarico e l'Assessore Viano. L'interpellanza è discussa. |