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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 18 Gennaio 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 9
INTERPELLANZA 2009-09629
"DESTINAZIONE DELLA STRUTTURA DI VIA NEGARVILLE 30/2" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI RAVELLO E GHIGLIA IN DATA 16 DICEMBRE 2009.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200909629/002, presentata in data
16 dicembre 2009, avente per oggetto:
"Destinazione della struttura di Via Negarville 30/2"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Borgione.

BORGIONE Marco (Assessore)
Questa interpellanza fa riferimento ad un ordine del giorno approvato dal Consiglio
della Circoscrizione 10, che chiedeva una diversa destinazione della struttura di Via
Negarville "Casa del Mondo Unito".
La struttura di Via Negarville è un centro di accoglienza per immigrati che venne
istituito dalla Città di Torino nel 1991, usufruendo anche di fondi stanziati dalla Legge
n. 39 del 1990, che è una conversione in legge (con modificazioni) del Decreto Legge n.
416 del 1989, recante "Norme urgenti in materia di asilo politico, d'ingresso e
soggiorno dei cittadini extracomunitari e di regolarizzazione dei cittadini
extracomunitari ed apolidi già presenti nel territorio dello Stato. Disposizioni in materia
di asilo". Questo era il titolo del finanziamento con il quale è stato realizzato questo
centro di accoglienza, per rispondere ai bisogni di ospitalità temporanea manifestatisi
con il crescere del fenomeno migratorio proveniente dai Paesi in via di sviluppo.
Il centro di Via Negarville intende offrire ospitalità agli stranieri che vivono a Torino
temporaneamente impossibilitati a provvedere autonomamente alle proprie esigenze
alloggiative, con il risultato finale di rendere tutti coloro che soggiornano nella struttura
autosufficienti e capaci di gestire la loro presenza sul territorio nazionale. Nel 2006, è
stato approvato il progetto definitivo per realizzare una struttura che, alla fine, abbia 102
posti letto totali. La ristrutturazione di questo immobile è stata progettata in due lotti: il
primo blocco residenziale da 51 posti è già finito; i lavori del secondo termineranno a
fine luglio 2010.
Questo è quanto il Consiglio Comunale ha definito come utilizzo di quella struttura.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
Ringrazio l'Assessore Borgione per la risposta, anche se non sono soddisfatto.
Sicuramente è stata colpa nostra, perché non siamo stati molto chiari nel porre il
quesito. La questione, Assessore Borgione, è questa: esiste un problema diffuso nella
nostra città relativo alla necessità di farsi carico di interventi di solidarietà nei confronti
di alcune realtà, tra cui quella dei profughi e dei rifugiati politici, che genera una
necessità conseguente, cioè quella di evitare che, nel carico di solidarietà, vi siano zone
di Torino con maggiori oneri rispetto ad altre che, invece, non partecipano alla
soluzione e, che, quindi, non condividono, non socializzano il carico di solidarietà cui
ho fatto riferimento.
In particolare, era questo il ragionamento fatto al Consiglio della Circoscrizione 10,
quando, lo scorso dicembre, è stato approvato l'ordine del giorno con il quale si
impegnava l'Amministrazione Comunale di Torino - cito testualmente - "a destinare
una parte rilevante della struttura di Via Negarville 30/2 ad altre finalità sociali, quali
l'ospitalità di giovani donne che non hanno interrotto la gravidanza nonostante gravi
difficoltà economiche, così come prevede la stessa Legge 194".
È questo il principio che ha trovato un sostegno trasversale, evidentemente, all'interno
del Consiglio della Circoscrizione 10 ed è per questo motivo che abbiamo ritenuto
opportuno interpellare l'Amministrazione. Vorremmo capire, Assessore Borgione,
come e se intendiate recepire quello che, chiaramente, per vizi regolamentari, ma anche
e non solo per prassi, non può essere un impegno, ma è certamente un invito partito da
una Circoscrizione territoriale rivolto all'Amministrazione centrale. Vorremmo sapere
come il Comune di Torino intenda rispondere all'istanza presentata dalla Circoscrizione
10, approvata a maggioranza dal suo Consiglio in rappresentanza di un gruppo di
cittadini che ha sollecitato le Istituzioni territoriali e l'Ente decentrato, in particolare,
affinché l'Istituzione possa cercare il modo che a farsi carico di determinati problemi
non sia solo un quartiere, tra l'altro, quello più piccolo, quello meno popoloso, che ha
già alcuni problemi (che lei, Assessore, sicuramente conoscerà meglio di me) di
gestione e di conflitti sociali quali la Circoscrizione 10. La domanda che si pongono gli
abitanti di quel territorio, di Mirafiori Sud in particolare, è: quando verranno in loro
soccorso e, soprattutto, quando altre Circoscrizioni, altre realtà decentrate della nostra
città condivideranno con loro la necessaria tutela di interessi collettivi e la difesa dei più
deboli?

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Borgione per una breve replica.

BORGIONE Marco (Assessore)
Intervengo solo per rassicurare il Consigliere Ravello che il problema sottolineato nella
risposta è un tema che sta a cuore all'Amministrazione. Operiamo nell'accogliere non
soltanto ragazze e donne che hanno avuto dei bimbi e sono in situazioni di disagio
economico, ma, complessivamente, realizzando una rete - che non può essere,
ovviamente, concentrata, in termini di accoglienza, in un unico luogo fisico - di
accoglienza molto diffusa sul territorio cittadino, che dà infinità di risposte in questo
senso. È proprio per questo motivo che, avendo una destinazione per una struttura (che
penso sia facilmente comprensibile a chiunque) non compatibile con queste modalità di
accoglienza mista o ibrida (perché, comunque, i servizi sono comuni), la destinazione,
avendo a breve terminato i lavori, la Città la manterrà per l'accoglienza di persone che
sono oggetto di protezione umanitaria (sono disponibili 102 posti), conservando, se non
potenziando, la rete di accoglienza per tutte le esigenze che donne con o senza bambini
dimostreranno alla nostra Amministrazione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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