Cittą di Torino

Consiglio Comunale

Cittą di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 18 Gennaio 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 22
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2008-09586
LEGGE REGIONALE 9 APRILE 1996 N. 18. PROGRAMMA INTEGRATO IN VARIANTE AL P.R.G. RELATIVO ALLA ZONA URBANA DI TRASFORMAZIONE "AMBITO 8.16 LANCIA" E ALL'AREA DA TRASFORMARE PER SERVIZI "AMBITO 8.AG LIMONE SUD". ADOZIONE.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 200809586/009,
presentata dalla Giunta Comunale in data 23 dicembre 2009, avente per oggetto:
"Legge Regionale 9 aprile 1996 n. 18. Programma integrato in variante al P.R.G.
relativo alla Zona Urbana di Trasformazione 'Ambito 8.16 Lancia' e all'area da
trasformare per servizi 'Ambito 8.AG Limone Sud. Adozione"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Viano per l'illustrazione.

VIANO Mario (Assessore)
Intervengo rapidamente, in quanto l'esame, la discussione e gli approfondimenti in
Commissione sono stati numerosi e ritengo anche adeguati all'importanza dell'atto;
tuttavia, richiamerei gli elementi essenziali di questo atto, che è costituito dall'adozione,
quindi, siamo nella prima parte della procedura urbanistica per quanto riguarda
l'approvazione di provvedimenti di questa sorta. A seguito dell'adozione, verrà
pubblicato, verrà offerto un tempo definito normativamente per le osservazioni e, infine,
saranno esaminate in via conclusiva le osservazioni pervenute.
Nel merito, si tratta della porzione nord della sede storica della Lancia in Borgo San
Paolo, quella collocata, appunto, a nord di Via Lancia e del grattacielo per uffici, che
rappresenta l'elemento simbolico più caratteristico dell'area e dell'insediamento,
disciplinato dal Piano Regolatore come Ambito di Trasformazione, in quanto l'attività
produttiva era già, in sede di redazione del Piano Regolatore, in fase di avanzata
dismissione, per quanto l'uso sia rimasto ancora in atto, ma molto limitato, parziale ed
in progressivo esaurimento.
Abbiamo ritenuto di modificare la disciplina della trasformazione riconducendola alle
modalità previste dal Piano Regolatore per i cosiddetti "Ambiti di riordino" e questa è la
ragione essenziale della Variante, di cui, peraltro, dà conto abbondantemente anche la
narrativa della deliberazione, controdeducendo alle osservazioni formalmente pervenute
alla Commissione da parte di un comitato di residenti.
Gli Ambiti di riordino sono caratterizzati dal fatto che viene riconosciuta una
significativa presenza, memoria e documentazione di una storia importante di quell'area
e di quell'insediamento, di cui si intende conservare il ricordo attraverso un vincolo di
conservazione di almeno il 50% dell'edificato preesistente, che può essere riconvertito
nell'uso, ma che deve essere conservato nella sua consistenza edilizia ed architettonica.
Nella fattispecie, proprio nella parte in affaccio su Via Lancia si è ritenuto che le
valenze insediative, ma anche architettoniche (a testimonianza di un'architettura edilizia
industriale, però di gran rigore, di grande dignità) fossero meritevoli di preservazione. Il
Piano Regolatore, invece, con la disciplina di trasformazione radicale ne consentiva
l'integrale demolizione.
Abbiamo ritenuto di modificare la disciplina in questo modo, consentendo anche
un'edificabilità complessiva maggiore, nel senso che tra il conservato ed il realizzato ex
novo (in sostituzione del preesistente) complessivamente si realizzi più di quanto non
sia possibile, sulla base della normativa vigente. Ritengo che gli elementi di tutela del
valore storico documentario ed architettonico dell'insediamento siano adeguatamente
perseguiti e raggiunti. Questi elementi credo siano quelli essenziali, che si possono
qualificare come il contenuto essenziale della Variante proposta, che viene, però,
ricondotta direttamente ad un Piano Esecutivo.
Il programma, infatti, ai sensi della norma regionale, ha valore di Piano Esecutivo al
contempo in variante alla previsione del Piano Regolatore. Come accennavo prima, c'è
stata una forte partecipazione di confronto e di discussione sul merito della proposta,
presentata, in effetti, alla fine del 2008, quindi, ormai, più di un anno fa dalla Giunta, sia
in Circoscrizione (di cui si dà conto nella controdeduzione, che costituisce un
emendamento importante alla deliberazione), sia da parte di un comitato di residenti
particolarmente attrezzato da un punto di vista tecnico, nel senso che è un organismo
spontaneo, ma assistito da tecnici indubbiamente qualificati, che hanno analizzato in
modo molto puntuale, molto specifico le varie componenti dell'atto ed hanno presentato
una serie di osservazioni e richieste. Quest'ultime sono state oggetto di illustrazione e di
discussione in sede di Commissione e, in questo senso, abbiamo ritenuto giusto darne
conto nell'atto deliberativo attraverso un elemento di narrativa che tiene conto di questa
dialettica, che ha dato luogo ad alcuni aggiustamenti; qualcuno li ritiene ancora
insufficienti, ma, complessivamente, valutati positivamente anche dalla Commissione,
oltre che, naturalmente, dalla Giunta che li propone, tali da consentire di passare alla
discussione del Consiglio al fine di assumere l'atto di adozione.
Naturalmente, nel dettaglio ci sono molte altre importanti questioni che potrebbero
essere valutate partitamente, ma siccome sono state oggetto di un'analisi reiterata (credo
che il numero di Commissioni sul tema sia stato certamente superiore a cinque, direi più
prossimo a dieci sedute), credo che a questo lavoro si sia già provveduto.
Resto, ovviamente, disponibile a fornire, qualora ritenuti utile, ulteriori ragguagli.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Avevamo presentato degli emendamenti che avevano fatto ritardare la discussione in
Aula di questa deliberazione. Oggi si discute questo atto, quindi, intervengo per
spiegare quali sono le motivazioni del nostro voto contrario.
Noi riteniamo che la riqualificazione dell'area Lancia sia indubbiamente un'operazione
necessaria, perché va reso accessibile, fruibile al quartiere un intero isolato urbano che
è, ormai, sottoutilizzato ed in stato di abbandono, anche perché rientra nella progressiva
dismissione del contesto industriale.
La Città, con la collaborazione dell'Urban Center Metropolitano e di concerto con i
soggetti proponenti, ha condotto degli studi e degli approfondimenti che hanno
esplorato le opportunità di trasformazione dell'area in questione e si è giunti all'accordo
di classificare la Zona Urbana in Trasformazione come "Ambito di riordino" - come ha
appena detto l'Assessore Viano -, ai sensi dell'articolo 7, lettera m) della NUEA del
Piano Regolatore vigente. È stata mantenuta - giustamente - una quota pari almeno al
50% dell'SLP dei fabbricati industriali esistenti, che presentano, nella fattispecie,
carattere di buona qualità architettonica e di conservazione.
Fino qui siamo d'accordo. Quanto, però, non ci ha convinto sono state le scelte
progettuali e quantitative morfologiche e di qualità generale della trasformazione, che
non ha considerato - secondo noi - gli interessi della collettività ed ha tutelato soltanto
quelli degli operatori immobiliari coinvolti.
In estrema sintesi, sono diversi gli elementi che hanno suscitato le perplessità su questo
progetto. Intanto, c'è la questione del grattacielo, cioè il Piano Regolatore aveva escluso
il grattacielo dalle due ZUT ed il Programma Integrato avrebbe potuto essere
l'occasione per riconsiderare questa scelta e riportarlo nell'ambito della trasformazione,
magari, evitando un altro cambio di destinazione dell'edificio (che oggi è destinato a
terziario), ma considerando la possibilità di reperire il fabbisogno di servizi generato
dall'edificio negli Ambiti di Trasformazione in questione. Viceversa, non si tiene conto
della presenza di tale edificio (che ha una superficie di 10.000 metri quadri) e del carico
urbanistico che ne consegue. Questo è una specie di omaggio all'operatore, che potrà
realizzare 8.000 metri quadri di superficie in più e dovrà reperire 8.000 metri quadri di
servizi in meno.
La scelta - condivisibile - di conservare il 50% dei fabbricati esistenti non giustifica un
così alto incremento delle capacità edificatorie nell'Ambito 8.16; i fabbricati esistenti
vengono totalmente recuperati e valorizzati dallo stesso operatore con destinazioni ASPI
ed Eurotorino, quindi, commerciali, terziarie e produttive, remunerative alla pari delle
nuove costruzioni, con il vantaggio - lo abbiamo discusso anche in Commissione questo
aspetto e l'Assessore non era d'accordo - di non bonificare il sottosuolo in una parte
ampia del sito. L'incremento dei volumi e lo sviluppo in altezza degli edifici in progetto
potrebbero essere legittimati se l'operatore avesse offerto alla Città i fabbricati esistenti
e recuperati per localizzare servizi pubblici, ma questo non è stato fatto.
Il mix di attrezzature e servizi proposto non è proporzionato all'intervento - questo è un
terzo punto -, è piuttosto casuale, residuale e di scarsa qualità e non tiene conto delle
diverse esigenze manifestate più volte anche dagli abitanti della Circoscrizione. La
localizzazione di tali spazi è marginale, con una scarsa attenzione alla loro qualità e
utilità. La loro definizione sembra sia riferita ad un mero calcolo analitico finalizzato al
soddisfacimento minimo degli standard, invece che alle reali necessità del territorio. Per
ottemperare agli standard di cui sopra, l'operatore propone alla Città la cessione
dell'autorimessa presente nell'ambito ATS, da destinare a parcheggio pubblico,
oltretutto risparmiando i costi della demolizione del fabbricato e la bonifica dell'area.
Tale offerta è molto discutibile, anche economicamente, in quanto il completamento
dell'edificio consegnato al rustico sarà a carico della Città.
Indubitabilmente, l'operatore ricaverà dei benefici e non riusciamo, perciò, a
comprendere il motivo per cui la Città riconosca anche l'incremento dell'indice da 07/3
a 05 di superficie lorda pavimentabile, prevista espressamente nell'ATS per gli edifici
da demolire e non da conservare della Città.
Per quanto riguarda la viabilità - quarto punto -, è condiviso da tutti che dal punto di
vista della mobilità, rispetto alla situazione attuale, la trasformazione comporterà un
incremento del traffico nel quartiere. Si stima che il suo incremento, determinato dalla
trasformazione, negli orari di punta sarà del 61% su Via Lancia e del 48% su Via
Monginevro; non è stato previsto alcun provvedimento al riguardo.
Per i parcheggi - quinto punto -, si è visto che ci sarà una diminuzione di quelli pubblici,
che oggi sono esistenti e liberamente fruibili da tutti, senza prevedere compensazione
negli spazi per la sosta previsti in progetto, che sono appena sufficienti per i nuovi
insediamenti. Condividiamo anche le perplessità manifestate dalla Circoscrizione 3 ed
ignorate, in qualche modo, dalla deliberazione in approvazione, relativamente
all'aumento della capacità edificatoria, che determina una crescita considerevole
dell'impatto ambientale, del congestionamento del traffico nella viabilità locale e la
necessità di realizzare servizi per il territorio. Sono tutte richieste che non sono state
soddisfatte.
L'intervento, quindi, così come è stato proposto, riteniamo che sia sovradimensionato
rispetto al contesto e che l'incremento delle capacità edificatorie concesse all'operatore
nel PRIN sia ingiustificato. L'aumento del carico urbanistico non sarà sostenibile anche
per l'insufficiente dotazione di servizi, la viabilità, i parcheggi, la qualità complessiva
dell'ambiente in quella porzione di città.
Volevo anche segnalare che è stato fatto un calcolo per il quale, con un investimento di
circa 120 milioni di Euro, il costruttore riuscirà ad introitare circa 190 milioni di Euro
ed alla Città andranno circa 2 milioni e mezzo di Euro. Insieme al fatto che viene
concessa la possibilità di scomputare anche quelle opere che in tanti altri Comuni,
invece, sono convenzionalmente a carico degli operatori e contando anche le capacità
edificatorie aggiuntive, sembra che per l'operatore in questione questa riqualificazione
sia effettivamente molto conveniente, mentre lo sia poco per la Città.
Avremmo preferito che si fosse ragionato su una riduzione della superficie lorda, su un
aumento dei costi richiesti all'operatore, perché riteniamo che quell'ambito vada
riqualificato, ma si deve anche tenere conto degli interessi della Città nel suo complesso
e del territorio localmente situato ed identificato.
Per questo motivo, il nostro voto a questa deliberazione non sarà favorevole.
Naturalmente, ci sarà, poi, la presentazione, questa è soltanto la fase dell'adozione; ci
saranno le osservazioni, ci sarà un dibattito e vedremo, nel proseguimento di questa
operazione, se si riuscirà a fare in maniera più condivisa.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Levi-Montalcini.

LEVI-MONTALCINI Piera
Voglio ricostruire la storia di questa deliberazione, che è stata approvata dalla Giunta il
23 dicembre 2008. Prima di questa data, l'Assessore era venuto in Commissione per
un'illustrazione preliminare, alla quale era seguito anche un sopralluogo: questi dati non
sono riportati nelle note dell'ordine del giorno là dove si elencano tutte le sedute di
Commissione in cui la deliberazione è stata discussa, come non sono riportate le varie
Commissioni in cui sono stati auditi i comitati che hanno illustrato le loro
argomentazioni relative a questa deliberazione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Mi scusi, non sono segnate perché sono state firmate prima, ovviamente.

LEVI-MONTALCINI Piera
Perché sono altri temi, certo. Nella disamina delle sedute inerenti direttamente la
deliberazione, ovviamente, queste non rientrano, però, per noi che eravamo presenti in
Commissione, il tema era sempre lo stesso.
Mentre per l'area di trasformazione dell'ex-ISFOR ogni volta che l'Assessore veniva
per una illustrazione preliminare in Commissione, di fronte alle diverse vedute, seguiva
una revisione del progetto, in questo caso non è stato così: dopo l'illustrazione
preliminare, la deliberazione, quando è stata approvata dalla Giunta, è rimasta tale e
quale. Questo è un po' dispiaciuto alla Commissione e ha anche generato tutta quella
serie di osservazioni che il comitato Lancia e la Circoscrizione hanno portato avanti.
Invito quindi l'Assessore a discutere prima ed a non tenere le deliberazioni un anno e
mezzo circa in Commissione. Lo dico anche per discolpare la Commissione dall'accusa
di essere causa di "tempi lunghi"; dopo la approvazione in Giunta ci sono state delle
revisioni anche da parte dell'Assessorato, perché erano proprio necessarie.
Ci piacerebbe essere più partecipi delle decisioni all'inizio ed anche essere più ascoltati
nelle varie osservazioni che si fanno. Vorrei far notare che questa trasformazione, come
molte altre che stiamo approvando, sta dando il via libera alla costruzione di 56.000
metri quadri di SLP, che corrispondono circa a 2.500 abitanti in più in quella zona,
come un paese di media grandezza; in Piemonte ne abbiamo da 600 abitanti in su. Il
solito Comune di Ferrere, di cui ero Vicesindaco, ha 1.500 abitanti, quindi, circa la metà
di quanti andranno ad abitare in quella zona.
Le preoccupazioni sulla viabilità e sull'impatto che questo nuovo rione porterà è chiaro
che vanno esaminate attentamente e ci auguriamo che i controlli fatti dall'Assessorato
per confutare le varie rimostranze avanzate dai comitati siano tutti corretti, perché,
altrimenti, rischiamo veramente un sovraffollamento e un'impossibilità di movimento e
di vita confortevole per coloro che andranno ad abitarvi: dopo sarà difficile se non
impossibile trovare dei rimedi.
Per quanto mi riguarda, personalmente sto facendo la lotta ai "grissini". Per "grissini"
intendo quei piccoli grattacieli che lo studio Mellano ci elargisce in tutte le
trasformazioni che sta studiando e che già abbiamo visto nell'area Osi-Ghia e che ci
vengono riproposti ora, e così Torino, insieme ai "gianduiotti" avrà anche i "grissini".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ferraris.

FERRARIS Giovanni Maria
Intervengo brevemente, perché l'argomento è stato ampiamente dibattuto in
Commissione. Qualche volta non sono stato presente, per cui voglio solo ricordare
all'Assessore alcune questioni. Una l'ha già rimarcata il Consigliere Levi-Montalcini,
inerente alle perplessità che ha sollevato quest'opera relativa al traffico che verrà ad
implementarsi. Gli studi ed anche le simulazioni fatte o i calcoli condotti, sicuramente
possono portare luce a qualche verifica, però, di fatto, noi sappiamo che dalla
simulazione allo stato, poi, reale di una nuova urbanizzazione passerà sicuramente
attraverso qualche travaglio, che se verrà attutito in itinere prima della consegna, ne sarò
ben lieto, ma le strade - ahimè - non si possono cambiare tanto; forse si possono
cambiare i tempi semaforici, si può cercare di indurre gli abitanti dell'ambito territoriale
ad imparare a scegliere, ad abituarsi ad altre direttrici, però tra Via Monginevro (già
molto congestionata) e Via Lancia si può fare poco.
C'è stata qualche recente polemica sul sottoutilizzo del parcheggio vicino, ma, al di là di
questo, non sono così certo che la dotazione sarà sufficiente in relazione a quanto verrà
abitata l'area. Questo è sempre detto con il senno del poi, ma qualche riflessione in
merito potrebbe ancora essere fatta mentre valutiamo l'approvazione definitiva.
Per quanto riguarda la spesa di queste opere, visto che hanno aumentato alcuni importi
strada facendo - avevo già fatto un'osservazione con un'interpellanza -, perché non
recuperare l'ambito territoriale nel suo insieme? C'è un isolato che soffre, l'ex
Belleville, di proprietà comunale. Io tenterei di coinvolgere anche gli operatori, laddove
possibile - in qualche modo, c'è sempre stata la possibilità del dibattito con loro ed
anche con i progettisti -, per ragionare su un'eventuale destinazione di una parte dei
contenuti che verranno ricavati dal Comune per riqualificare o destinarne una parte alla
riqualificazione di questo ambito territoriale, che soffre, ormai, da tanti anni.
Questo non è un obbligo, però, è evidente che, laddove c'è un grosso investimento
territoriale, una riqualificazione di un ambito ex industriale, dove la Città, permettendo
questo investimento, si accolla non solo gli onori, ma soprattutto gli oneri di gestione
del territorio viabilistico e di qualità della vita, non mi pare insensato cercare di
sviluppare di pari passo la riqualificazione di quell'isolato con quello quasi di fronte, al
di là di Via Lancia. Deve essere fatta in sinergia con altri Assessorati. L'Assessore,
però, può - secondo me - proporre, con le dovute modalità, anche un miglior
inserimento urbano di quest'area da riqualificare, con alcune - anche modeste - risorse
attinte da questo progetto.
Noi stiamo facendo gli esattori per destinare i soldi stanziati, magari, un anno prima a
determinati scopi (che va anche bene, perché in ristrettezze economiche, le famiglie
fanno tutte così), però dobbiamo pianificare la Città, cioè dobbiamo pensare che le
risorse raccolte per oneri legati al territorio vadano almeno in parte spesi sul territorio,
altrimenti si sminuisce la sua funzione e, francamente, anche la nostra di Consiglieri,
che potremmo apparire incuranti di un territorio.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Intervengo solo per stigmatizzare questo ulteriore passaggio, che, come al solito, va
avanti, ormai, da anni, nell'indifferenza quasi totale di questo Consiglio Comunale.
La Giunta continua in una mancanza assoluta di un disegno complessivo di riordino di
questa città, di riqualificazione, di un progetto. Continua lavorare a pezzetti.
Mi dispiace che lo faccia nell'indifferenza quasi totale del Consiglio Comunale,
dimenticando i Consiglieri, che sono stati eletti dai cittadini, che se sapessero queste
cose, penso che li prenderebbero a calci nel sedere quando andranno a chiedere di
nuovo il loro voto. Però, tant'è: è da quasi quattro anni che io sono qua e continuo a
vedere questo comportamento.
Abbiamo visto troppe volte queste operazioni che, poi, hanno trasformato malamente
zone della nostra città, decantate come zone di trasformazione e riqualificazione,
mentre, dopo anni che non hanno un briciolo di servizi, si sono rivelate case nel deserto
e questo continua ad avvenire, perché c'è l'interesse, soprattutto da una parte, di alcuni
gruppi privati e, dall'altra, dalle esigenze di cassa, che è l'unica cosa che vi guida!
Voi avete degli obblighi per coprire i vostri ammanchi e, quindi, dovete cercare in
qualsiasi modo di recuperare soldi ed è solamente questo il vostro progetto e io non ci
sto e non ci starò mai!
Mi dispiace veramente che continui ad esserci un'indifferenza totale da parte dei
Consiglieri votati ed eletti dai cittadini torinesi che, ormai, lo avranno capito, anche
quelli che hanno votato a sinistra, credendo di votare delle Giunte che, almeno ogni
tanto, guardassero a chi li ha votati; non dico ascoltarli, ma almeno guardarli, invece, da
bei signori come siete, continuate ad andare avanti infischiandovene delle proteste (per
fortuna civili) di questi cittadini, che io spero capiscano da chi sono governati.
L'unica scusante che avete riguarda le questioni di cassa, questioni non di causa
maggiore, ma di cassa minore, visto che le vostre casse sono eternamente vuote (non
certamente per colpa nostra) e siete costretti a ricorrere a riqualificazioni e quant'altro.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
Sarò davvero molto breve.
Esprimendo quella che ritengo l'ovvia condivisione di un principio accennato dal
Consigliere Silvestrini, desidero ribadire il principio secondo cui, alla base di ogni
provvedimento di una Pubblica Amministrazione, debba necessariamente esserci
l'interesse collettivo, l'interesse pubblico, l'interesse di quello che non è soltanto un
corpo elettorale, ma una vera comunità, rappresentata da molteplici complessità.
Sulla base di questo principio, sono portato a ritenere necessari e a valutare
positivamente gli interventi di riqualificazione di un territorio talvolta trascurato, spesso
abbandonato e altrettanto spesso talmente poco considerato da comportare un
abbassamento dei livelli di qualità della vita (livelli registrati da tutti gli organismi
preposti alla valutazione e al confronto della qualità della vita nelle varie città, livelli
che purtroppo, anche di recente, non vedono la nostra città tra i primi posti, anzi, la
vedono tra i primi posti soltanto se leggiamo la classifica dal basso, perché è questa
l'eredità che ci hanno lasciato le precedenti Amministrazioni). Tuttavia, se, da un lato,
guardo con favore agli interventi di riqualificazione del territorio, dall'altro devo
riconoscere che talvolta ci è capitato di percepire, da parte vostra, l'assenza di una
capacità di reale pianificazione rivolta non soltanto al domani, quanto, soprattutto, al
dopodomani. È un'assenza che possiamo constatare rispetto alle considerazioni e alle
osservazioni che sono state portate all'attenzione delle Commissioni e dell'Assessore
che - devo riconoscerlo - ha sempre ascoltato con grande attenzione rispetto agli
eventuali problemi o, comunque, anche soltanto rispetto al timore che gli interventi di
urbanizzazione e di trasformazione urbana di cui stiamo parlando possano generare sul
territorio effetti che, dal punto di vista dei servizi, della qualità ambientale, della
viabilità, possono portare disagi - e non benefici - ai cittadini. In questo caso, davvero
avrebbe ragione il Consigliere Silvestrini.
Ma io, consapevole del fatto che si tratta di un passaggio preliminare e che ci troveremo
a discutere ulteriormente e, soprattutto, a confrontarci sulle nuove osservazioni che
emergeranno, voglio ribadire che la nostra posizione - ovviamente votata all'interesse
collettivo - considera prioritario l'interesse legato alla necessità di riqualificare il
territorio.
Siamo comunque disponibili ad ogni forma di dialogo e ad ogni forma di riflessione, ma
- mi rivolgo in particolare a lei, Presidente - non siamo disponibili, e mai lo saremo, a
sottoporci a qualche forma di ricatto o di minaccia più o meno velata.
A questo proposito, vi mostro un volantino intitolato "Grazie, compagna Silvestrini",
che è stato distribuito due giorni fa in qualche mercato torinese e che, sotto un simbolo
recante una serie infinita di nomi che fanno riferimento all'area della sinistra più
radicale (dai Comunisti Italiani a Rifondazione e ad altri nuovi comunismi nati
nell'ultimo periodo), dopo aver descritto i vari passaggi nelle nostre Commissioni,
scrive: "Sappiano, i vari partiti, che faremo nomi e cognomi di chi vota a favore e
contro in Consiglio Comunale". Io, purtroppo, sono abituato a minacce più consistenti e
più serie, ma credo che questi passaggi, questi inviti, queste riflessioni poco aiutino e
poco servano al dialogo; penso, piuttosto, che servano all'inasprimento delle posizioni e
non a sostenere un dialogo e una riflessione condivisi. Se c'è qualcosa che nuoce al
dialogo e al confronto sono proprio le minacce più o meno velate.
Posto che, poi, qualunque cittadino minimamente informato sa bene che i nomi e i
cognomi dei rappresentanti politici che siedono in quest'Aula e che votano le varie
deliberazioni sono assolutamente pubblici (per fortuna si tratta di dati non sensibili,
facilmente reperibili), ritengo che questi toni possano portare a compromettere una
posizione politica ragionata, seria ed approfondita rispetto ai temi che stiamo trattando.
Consegnerò questo volantino a lei, Presidente, o al Sindaco. Tra l'altro, è un documento
proveniente da un partito che, fino all'altro ieri, sedeva in maggioranza e sosteneva con
convinzione tutte le deliberazioni portate in Aula dall'Assessore Viano: mi sembra,
quindi, poco coerente rispetto ai comportamenti passati (tra l'altro, molto recenti).
Vorrei che il volantino fosse conservato agli atti come esempio di un cattivo modo di
interpretare e di immaginare il confronto tra di noi.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Viano, per la replica.

VIANO Mario (Assessore)
Per quanto riguarda le osservazioni di carattere generale, in particolare le ultime e la
prima riguardante l'inadeguatezza dell'atto a rappresentare l'interesse pubblico in
rapporto al pressante interesse privato (in tutte le operazioni di carattere urbanistico
immobiliare, è inevitabile che si manifestino pressanti interessi privati), devo dire che
naturalmente non condivido il giudizio espresso, anche sulla base del fatto che, da un
lato, tutti gli elementi di tutela dell'interesse pubblico sia in termini di dotazioni di aree
per servizi, sia in termini di risorse richieste agli operatori per finanziare i servizi stessi
e, in aggiunta a queste risorse, ulteriori richieste in relazione alla possibilità di
realizzare, attraverso il recupero, quantità edificatorie maggiori, sono consegnati ad atti
tecnici redatti dagli uffici, atti rigorosamente - e ribadisco il termine "rigorosamente" -
conformi ai dettati normativi, a cui devono rispondere e a cui devono attenersi.
Il giudizio sintetico, poi, può rimanere, essendo espressione di una percezione
aggregata, e lo capisco. Il giudizio può essere condotto in termini sintetici e con
espressioni critiche, ma credo che la salvaguardia dell'interesse pubblico non possa
essere consegnata a una discrezionalità libera, a una negoziazione senza limiti, in un
ring aperto a qualsiasi soluzione, dove la forza relativa negoziale della politica sia tale
da costringere alle corde la parte privata.
Credo che, in larga misura (ed è quanto noi facciamo, in generale), la negoziazione
debba essere ricondotta entro limiti relativamente stretti, che attengono alla
configurazione planivolumetrica e morfologica dell'insediamento, oltre che ad alcune
componenti economiche (obiettivamente non particolarmente rilevanti); per tutto il
resto, invece, rispondiamo subendo qualche gabbia, qualche rigidità, ma avendo la
garanzia di attenerci a regole, parametri, indicatori e indici normativamente prescritti e
prescrittivi che, in questo senso, sono una garanzia per tutti di omogeneità di
trattamento e di equità di atteggiamento rispetto alla pluralità di operatori e di soggetti
che interagiscono e interloquiscono con l'Amministrazione.
Al di là, quindi, delle valutazioni sintetiche che, da parte mia e della Giunta, sono
improntate alla positività (pensiamo, infatti, che il progetto di intervento operi in
maniera efficace nel senso della riconversione e della riqualificazione di aree industriali
dismesse), riteniamo anche di essere cautelati da un regime normativo che,
fortunatamente, stabilisce limiti molto stretti entro cui agire (limiti che noi, ovviamente,
rispettiamo).
Nel dettaglio, vorrei fare una considerazione sulla sollecitazione, formulata dal
Consigliere Ferraris, relativa all'uso delle risorse generate per il recupero
dell'area/struttura cosiddetta Belle Ville.
Su questo aspetto ci siamo a lungo confrontati, con l'Assessore Marta Levi che ha la
delega alla Gioventù, per capire quale potesse essere il progetto più efficace a
recuperare una situazione che, obiettivamente, è fortemente degradata, ma non per
responsabilità primaria dell'Amministrazione: in realtà, come sapete, si è operata una
concessione sulla scorta di valutazioni, formulate ed espresse dal Consiglio Comunale,
seppure in una tornata amministrativa precedente (quindi con altri Consiglieri), di
apprezzabilità di una proposta gestionale rivolta e finalizzata all'aggregazione giovanile.
L'esito, poi, non è stato corrispondente alle aspettative.
Ora, ci troviamo di fronte ad una situazione pesantemente pregiudicata e degradata,
della quale ci proponiamo il recupero; con l'Assessore Levi si è individuato il percorso
(che lo stesso Assessore sta seguendo) di procedere, dopo la demolizione e la relativa
bonifica a carico dell'Amministrazione (cioè dopo averla liberata dagli oneri
aggiuntivi), ad una concessione di area ad un soggetto che si impegnerebbe,
naturalmente a sua cura e spese, come contropartita di una concessione molto poco
onerosa o con onerosità prossima allo zero (che consentirebbe, però, di mettere in gioco
risorse private, seppure relative al terzo settore, quindi non risorse private economiche
in senso pieno, ma certamente private), a realizzare una struttura analoga nella finalità
(non nell'architettura e nella definizione edilizia).
È questo motivo per il quale, al momento, non abbiamo destinato queste risorse al
finanziamento di quell'operazione, perché sembrerebbe di rendere praticabile una
soluzione che non prevede l'utilizzo diretto di risorse pubbliche (risorse pubbliche che,
indubbiamente, vanno a bilancio per finanziare altre iniziative dell'Amministrazione,
quali investimenti di carattere manutentivo straordinario o realizzazione di opere
pubbliche in senso proprio).
È chiarissimo che, trattandosi di trasformazione importante, l'attenzione al territorio
deve riguardare in primis quelle situazioni di maggiore evidenza di sofferenza e di
difficoltà, ma è in questo senso che stiamo operando: credo che, a breve, l'Assessore
Levi potrà riferire sulla messa a punto di questa iniziativa che dovrebbe migliorare
l'attuale stato di grave degrado.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 114, esclusi i
nn. 85, 108 e 110.
L'originale degli emendamenti dal n. 1 al n. 114 è inserito nel presente verbale
all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. .
Il parere degli uffici tecnici è favorevole per tutti gli emendamenti, tranne che per
l'emendamento n. 69. Il parere della Giunta è negativo.
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli
emendamenti dal n. 1 al n. 114, esclusi i nn. 85, 108 e 110:
(Presenti 31, Contrari 26, Favorevoli 5).
L'accorpamento degli emendamenti è respinto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 85, presentato dall'Assessore..., recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 85:
(Presenti 28, Favorevoli 27, Contrari 1)
L'emendamento n. 85 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 108, presentato dall'Assessore..., recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 108:
(Presenti 28, Favorevoli 27, Contrari 1)
L'emendamento n. 108 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 110, presentato dall'Assessore..., recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 110:
(Presenti 28, Favorevoli 27, Contrari 1)
L'emendamento n. 110 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 115, presentato dall'Assessore..., recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 115:
(Presenti 30, Favorevoli 26, Contrari 4)
L'emendamento n. 115 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 116, presentato dall'Assessore..., recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 116:
(Presenti 32, Favorevoli 28, Contrari 4).
L'emendamento n. 116 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'accorpamento degli emendamenti dal n. 117 al n. 118, presentato dall'Assessore...,
recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli
emendamenti dal n. 117 al n. 118:
(Presenti 32, Favorevoli 28, Contrari 4).
L'accorpamento degli emendamenti dal n. 117 al n. 118 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 119, presentato dall'Assessore..., recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 119:
(Presenti 32, Favorevoli 28, Contrari 4).
L'emendamento n. 119 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 120, presentato dall'Assessore..., recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 120:
(Presenti 32, Favorevoli 28, Contrari 4).
L'emendamento n. 120 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 121, presentato dall'Assessore..., recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 121:
(Presenti 31, Favorevoli 27, Contrari 4).
L'emendamento n. 121 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 122, presentato dall'Assessore..., recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 122:
(approvato con lo stesso esito).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 123, presentato dall'Assessore..., recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 123:
(Presenti 32, Favorevoli 28, Contrari 4)
L'emendamento n. 123 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento per dichiarazioni di voto, pongo in votazione la
proposta di deliberazione così emendata:
(Presenti 35, Favorevoli 28, Contrari 4, Astenuti 3)
La proposta di deliberazione è approvata.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
(Presenti 34, Favorevoli 30, Contrari 4).
L'immediata eseguibilità è concessa.
Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)