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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200907625/002, presentata in data 12 novembre 2009, avente per oggetto: "Film Festival Torino, ma non per tutti" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Alfieri. ALFIERI Fiorenzo (Assessore) Il Torino Film Festival ha utilizzato per la sua ventisettesima edizione ben tredici diverse sale cittadine: il Teatro Regio per la serata inaugurale e, per le proiezioni e la stampa, le tre sale del Cinema Massimo, le tre sale del Cinema Greenwich, le tre sale del Cinema Ambrosio, le due sale del Cinema Nazionale ed il Cinema Empire. Su tredici sale, solo tre risultano non accessibili alle persone che si muovono in carrozzina: le due sale del Cinema Nazionale e la sala tre del Cinema Ambrosio. Il Festival, ben consapevole di questi problemi, ha provveduto a far sì che ciascun film della manifestazione fosse proiettato più volte (minimo tre) in sale diverse, in modo da garantire la possibilità anche ai disabili di accedere almeno ad una - ma, normalmente, sono state due - delle repliche previste. In sostanza, tutti i film del Festival erano perfettamente accessibili anche per gli eventuali portatori di handicap che avessero intenzione di assistervi, con il minimo disagio di dover scegliere, in casi specifici, la sala attrezzata per la loro accoglienza. Si ricorda, inoltre, che esiste una legge specifica che autorizza l'utilizzo di sale di pubblico spettacolo, in deroga alla normativa per l'accessibilità dei luoghi pubblici, nel caso di strutture preesistenti ad una certa data, la cui conformazione edilizia non consenta di apportare le modifiche necessarie per l'utilizzo di persone che si muovono in carrozzina. Si sottolinea, inoltre, come il Museo Nazionale del Cinema (che gestisce da quattro anni il Torino Film Festival) è da tempo impegnato in prima linea nella battaglia civile per il riconoscimento dei diritti dei disabili. La Mole Antonelliana e il Cinema Massimo sono da sempre accessibili a tutti, mentre sono stati avviati, in anni recenti, programmi destinati a rendere fruibile il Museo anche da parte dei portatori di handicap, con la creazione di uno spazio di accoglienza e di informazione per non vedenti, con il rifacimento di interi settori del percorso allestitivo, allo scopo di renderli fruibili anche per non vedenti e ipovedenti, con la programmazione di film audiodescritti a vantaggio degli spettatori non vedenti. Lo stesso Torino Film Festival ha programmato un'audiodescrizione di un film (inserito nel calendario della manifestazione), confermando la propria attenzione per questi problemi. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica Comprendo la risposta dell'Assessore, che si rifà ai fatti, quindi, riporta delle considerazioni rispetto al numero delle sale ed alle diverse iniziative messe in campo sul tema della disabilità, tuttavia, vorrei ricordargli - e questo mi sembra l'elemento fondamentale - che l'interpellanza non è tanto di principio, ma anche di principio. Nel dicembre 2007 abbiamo approvato - su proposta, appunto, di una deliberazione di iniziativa consiliare - una deliberazione che modificava proprio il Regolamento per le modalità di erogazione dei contributi dati dall'Amministrazione Comunale a progetti ed iniziative di associazioni e di Enti pubblici e privati senza fini di lucro. Questo Regolamento - come l'Assessore ben sa - riguarda sia i contributi che i patrocini. In particolare, con questa modifica abbiamo richiesto che il Comune di Torino conceda il patrocinio solo a manifestazioni accessibili ai disabili, prive di barriere architettoniche o in cui ci si impegni a fornire un adeguato supporto, pena la revoca del sostegno. È chiaro che, in questo caso, l'adeguato supporto può essere dato dal fatto che non ci siano state proiezioni solo in sale inaccessibili, però devo rilevare - e questa è la considerazione che lascia perplessi - che si parli solo di tre sale su tredici e, se lo vogliamo tradurre in termini percentuali, ciò significa il 23%, che non è, comunque, poco. Il senso dell'interpellanza è quello di ribadire questo aspetto, quindi, considerare soprattutto il principio, che, tra l'altro - come ricordiamo nell'interpellanza -, è già stato assunto da altri Comuni, come Udine e Ferrara - e spero anche da altri - ed è stato adottato anche dalla stessa Regione Piemonte, che patrocina, come il Comune, questa iniziativa. È chiaro che l'Assessore poteva e doveva dare questa risposta. Ci è stato detto che ci sono sale non accessibili e, comunque, per legge possono essere utilizzate, però, forse, un segnale per le prossime manifestazioni potrebbe essere proprio quello di non utilizzarle, per avere la possibilità di avere effettivamente quello che, provocatoriamente, nell'interpellanza - come è stato proposto, poi, da diverse associazioni per disabili - definiamo un vero Film Festival per tutti. Credo che su questo aspetto, al di là delle questioni di carattere pratico che portano alle considerazioni fatte, sia simbolicamente importante, perché si sta prestando attenzione a questo tema, ma non ancora a sufficienza. Ritengo che se si provasse, per il prossimo Film Festival, a far sì che effettivamente non ci siano (anche nella sua pubblicizzazione) barriere architettoniche, sicuramente porrebbe Torino Film Festival all'avanguardia dal punto di vista culturale. Per il momento, mi ritengo soddisfatta della risposta, che ha spiegato chiaramente quella che è stata l'edizione di Film Festival e la situazione oggettiva, però questo è l'auspicio. Ho già richiesto da tempo, in Commissione, una verifica dell'attuazione della deliberazione e, quindi, della modifica del Regolamento, che abbiamo già in parte condotto all'interno dell'Amministrazione, ma che vorremmo fosse più presente e più visibile, perché spesso delle iniziative che il Comune sostiene (magari, meno conosciute quale il Film Festival) hanno delle barriere architettoniche e le persone che le incontrano non sanno che potrebbero esigere il loro diritto di accessibilità e non sanno che il Comune di Torino, in questo senso, ha approvato questa modifica del Regolamento, pertanto, non dovrebbe sostenere iniziative che non siano accessibili ai disabili. Crediamo che questo sia molto importante e ne discuteremo in Commissione. All'inizio di dicembre ci sarà la Giornata della Disabilità, quindi, si tratterà anche il tema dell'accessibilità; sono passati due anni dall'approvazione di questa deliberazione, che - vi ricordo - era stata votata all'unanimità da quest'Aula. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Alfieri per una replica. ALFIERI Fiorenzo (Assessore) Un festival è fatto di film che devono poter essere visti da tutti, non è un'occasione per visitare o frequentare le sale. Mi permetto di dire che l'accessibilità, il rispetto della nostra deliberazione o della scelta che è stata fatta di sostenere soltanto iniziative accessibili a tutti, è stata rispettata, perché il contenuto del Festival è stato reso accessibile a tutti. Bisogna capire che cosa intendiamo: se l'accessibilità sia del luogo o se sia del contenuto del Festival. La seconda considerazione è che non esiste soltanto una certa categoria di spettatori, ma anche altre e tre sale in meno significano molto. Se, poi, vogliamo approfondire l'argomento con gli organizzatori, per me va bene. Il Festival si è voluto che tornasse in centro dalla comodissima sede del Pathè Lingotto, dove anch'io avevo spinto perché ci si trasferisse, in modo che non ci fosse nessuno di questi problemi e di tanti altri, poi, vox populi e giornali (che non nomino) hanno fatto campagne veramente appassionate affinché si potesse respirare, attraverso il nostro Festival, il clima del centro storico, dove le sale sono quelle che sono. Si è cercato una via di mezzo tra il fatto di dare, comunque, a tutti l'accesso ai film, se non proprio alle sale e, nello stesso tempo, di sfruttare quanto offre il centro storico, perché dall'elenco che vi ho letto emerge che, almeno quest'anno, non c'erano altre sale disponibili. Si tratta di verificare se, per esempio, il nuovo Lux (che ha proprio tre sale) possa essere utilizzato. Quella potrebbe essere una soluzione; diversamente, ci sarebbero state tre sale in meno per l'utenza nel suo complesso. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. |