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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 30 Novembre 2009 ore 12,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2009-07625
"FILM FESTIVAL TORINO, MA NON PER TUTTI" PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA CERUTTI IN DATA 12 NOVEMBRE 2009.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200907625/002, presentata in
data 12 novembre 2009, avente per oggetto:
"Film Festival Torino, ma non per tutti"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Alfieri.

ALFIERI Fiorenzo (Assessore)
Il Torino Film Festival ha utilizzato per la sua ventisettesima edizione ben tredici
diverse sale cittadine: il Teatro Regio per la serata inaugurale e, per le proiezioni e la
stampa, le tre sale del Cinema Massimo, le tre sale del Cinema Greenwich, le tre sale
del Cinema Ambrosio, le due sale del Cinema Nazionale ed il Cinema Empire.
Su tredici sale, solo tre risultano non accessibili alle persone che si muovono in
carrozzina: le due sale del Cinema Nazionale e la sala tre del Cinema Ambrosio.
Il Festival, ben consapevole di questi problemi, ha provveduto a far sì che ciascun
film della manifestazione fosse proiettato più volte (minimo tre) in sale diverse, in
modo da garantire la possibilità anche ai disabili di accedere almeno ad una - ma,
normalmente, sono state due - delle repliche previste.
In sostanza, tutti i film del Festival erano perfettamente accessibili anche per gli
eventuali portatori di handicap che avessero intenzione di assistervi, con il minimo
disagio di dover scegliere, in casi specifici, la sala attrezzata per la loro accoglienza.
Si ricorda, inoltre, che esiste una legge specifica che autorizza l'utilizzo di sale di
pubblico spettacolo, in deroga alla normativa per l'accessibilità dei luoghi pubblici,
nel caso di strutture preesistenti ad una certa data, la cui conformazione edilizia non
consenta di apportare le modifiche necessarie per l'utilizzo di persone che si
muovono in carrozzina.
Si sottolinea, inoltre, come il Museo Nazionale del Cinema (che gestisce da quattro
anni il Torino Film Festival) è da tempo impegnato in prima linea nella battaglia
civile per il riconoscimento dei diritti dei disabili.
La Mole Antonelliana e il Cinema Massimo sono da sempre accessibili a tutti,
mentre sono stati avviati, in anni recenti, programmi destinati a rendere fruibile il
Museo anche da parte dei portatori di handicap, con la creazione di uno spazio di
accoglienza e di informazione per non vedenti, con il rifacimento di interi settori del
percorso allestitivo, allo scopo di renderli fruibili anche per non vedenti e ipovedenti,
con la programmazione di film audiodescritti a vantaggio degli spettatori non
vedenti.
Lo stesso Torino Film Festival ha programmato un'audiodescrizione di un film
(inserito nel calendario della manifestazione), confermando la propria attenzione per
questi problemi.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cerutti.

CERUTTI Monica
Comprendo la risposta dell'Assessore, che si rifà ai fatti, quindi, riporta delle
considerazioni rispetto al numero delle sale ed alle diverse iniziative messe in campo
sul tema della disabilità, tuttavia, vorrei ricordargli - e questo mi sembra l'elemento
fondamentale - che l'interpellanza non è tanto di principio, ma anche di principio.
Nel dicembre 2007 abbiamo approvato - su proposta, appunto, di una deliberazione
di iniziativa consiliare - una deliberazione che modificava proprio il Regolamento
per le modalità di erogazione dei contributi dati dall'Amministrazione Comunale a
progetti ed iniziative di associazioni e di Enti pubblici e privati senza fini di lucro.
Questo Regolamento - come l'Assessore ben sa - riguarda sia i contributi che i
patrocini. In particolare, con questa modifica abbiamo richiesto che il Comune di
Torino conceda il patrocinio solo a manifestazioni accessibili ai disabili, prive di
barriere architettoniche o in cui ci si impegni a fornire un adeguato supporto, pena la
revoca del sostegno.
È chiaro che, in questo caso, l'adeguato supporto può essere dato dal fatto che non ci
siano state proiezioni solo in sale inaccessibili, però devo rilevare - e questa è la
considerazione che lascia perplessi - che si parli solo di tre sale su tredici e, se lo
vogliamo tradurre in termini percentuali, ciò significa il 23%, che non è, comunque,
poco.
Il senso dell'interpellanza è quello di ribadire questo aspetto, quindi, considerare
soprattutto il principio, che, tra l'altro - come ricordiamo nell'interpellanza -, è già
stato assunto da altri Comuni, come Udine e Ferrara - e spero anche da altri - ed è
stato adottato anche dalla stessa Regione Piemonte, che patrocina, come il Comune,
questa iniziativa.
È chiaro che l'Assessore poteva e doveva dare questa risposta. Ci è stato detto che ci
sono sale non accessibili e, comunque, per legge possono essere utilizzate, però,
forse, un segnale per le prossime manifestazioni potrebbe essere proprio quello di
non utilizzarle, per avere la possibilità di avere effettivamente quello che,
provocatoriamente, nell'interpellanza - come è stato proposto, poi, da diverse
associazioni per disabili - definiamo un vero Film Festival per tutti. Credo che su
questo aspetto, al di là delle questioni di carattere pratico che portano alle
considerazioni fatte, sia simbolicamente importante, perché si sta prestando
attenzione a questo tema, ma non ancora a sufficienza. Ritengo che se si provasse,
per il prossimo Film Festival, a far sì che effettivamente non ci siano (anche nella sua
pubblicizzazione) barriere architettoniche, sicuramente porrebbe Torino Film
Festival all'avanguardia dal punto di vista culturale.
Per il momento, mi ritengo soddisfatta della risposta, che ha spiegato chiaramente
quella che è stata l'edizione di Film Festival e la situazione oggettiva, però questo è
l'auspicio. Ho già richiesto da tempo, in Commissione, una verifica dell'attuazione
della deliberazione e, quindi, della modifica del Regolamento, che abbiamo già in
parte condotto all'interno dell'Amministrazione, ma che vorremmo fosse più
presente e più visibile, perché spesso delle iniziative che il Comune sostiene (magari,
meno conosciute quale il Film Festival) hanno delle barriere architettoniche e le
persone che le incontrano non sanno che potrebbero esigere il loro diritto di
accessibilità e non sanno che il Comune di Torino, in questo senso, ha approvato
questa modifica del Regolamento, pertanto, non dovrebbe sostenere iniziative che
non siano accessibili ai disabili.
Crediamo che questo sia molto importante e ne discuteremo in Commissione.
All'inizio di dicembre ci sarà la Giornata della Disabilità, quindi, si tratterà anche il
tema dell'accessibilità; sono passati due anni dall'approvazione di questa
deliberazione, che - vi ricordo - era stata votata all'unanimità da quest'Aula.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Alfieri per una replica.

ALFIERI Fiorenzo (Assessore)
Un festival è fatto di film che devono poter essere visti da tutti, non è un'occasione
per visitare o frequentare le sale. Mi permetto di dire che l'accessibilità, il rispetto
della nostra deliberazione o della scelta che è stata fatta di sostenere soltanto
iniziative accessibili a tutti, è stata rispettata, perché il contenuto del Festival è stato
reso accessibile a tutti. Bisogna capire che cosa intendiamo: se l'accessibilità sia del
luogo o se sia del contenuto del Festival.
La seconda considerazione è che non esiste soltanto una certa categoria di spettatori,
ma anche altre e tre sale in meno significano molto. Se, poi, vogliamo approfondire
l'argomento con gli organizzatori, per me va bene. Il Festival si è voluto che tornasse
in centro dalla comodissima sede del Pathè Lingotto, dove anch'io avevo spinto
perché ci si trasferisse, in modo che non ci fosse nessuno di questi problemi e di tanti
altri, poi, vox populi e giornali (che non nomino) hanno fatto campagne veramente
appassionate affinché si potesse respirare, attraverso il nostro Festival, il clima del
centro storico, dove le sale sono quelle che sono.
Si è cercato una via di mezzo tra il fatto di dare, comunque, a tutti l'accesso ai film,
se non proprio alle sale e, nello stesso tempo, di sfruttare quanto offre il centro
storico, perché dall'elenco che vi ho letto emerge che, almeno quest'anno, non
c'erano altre sale disponibili.
Si tratta di verificare se, per esempio, il nuovo Lux (che ha proprio tre sale) possa
essere utilizzato. Quella potrebbe essere una soluzione; diversamente, ci sarebbero
state tre sale in meno per l'utenza nel suo complesso.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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