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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 200803563/104, presentata dalla Giunta Comunale in data 17 giugno 2008, avente per oggetto: "Piano Casa anni 2009/2010". CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Comunico che in data 18/12/2008 la competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula. Sono stati presentati degli emendamenti. La parola all'Assessore Tricarico. TRICARICO Roberto (Assessore) Sono orgoglioso di presentare al Consiglio Comunale il Piano Casa 2009/2010. Si tratta di uno strumento che consente al Consiglio di approvare, respingere, emendare le linee di indirizzo che ispirano le politiche per la casa della nostra città. Ci eravamo già cimentati nel 2007 su uno strumento di questo tipo, quando abbiamo approvato il Piano Casa per il biennio 2007/2008. Con questo provvedimento sappiamo di incrementare il patrimonio abitativo pubblico della nostra città, perché, grazie a un investimento di 62 milioni di Euro, alla fine di questo biennio avremo mille alloggi in più. Questo risultato si è reso possibile grazie alla mole di lavoro che questa Amministrazione ha prodotto e che ci ha consentito di vincere i principali bandi pubblici che si sono svolti sul nostro territorio regionale e nazionale. In assenza di progetti non avremmo potuto attingere alle risorse impiegate dalla Regione Piemonte; in assenza di progetti non avremmo potuto attingere alle risorse messe a disposizione dal Governo nazionale. Urge, però, aprire una parentesi, perché abbiamo la certezza di ricevere le risorse regionali, mentre abbiamo la più assoluta incertezza di ricevere quelle nazionali. Come sapete, da tempo è in atto un braccio di ferro con il Governo italiano per ottenere le risorse che nel 2004 il Viceministro Martinat aveva stanziato per la nostra città: 12 milioni e mezzo di Euro. Queste risorse sono poi state confermate dal Governo Prodi: il Ministro Di Pietro è venuto a Torino, ha tenuto una conferenza stampa proprio nella sala a fianco, ma, con enorme sorpresa, abbiamo scoperto nei mesi successivi che questo impegno del Ministro Di Pietro non era suffragato dall'iscrizione delle risorse a Bilancio, e quindi abbiamo ancora dovuto rinunciare ai 12 milioni e mezzo di Euro; successivamente, con il Governo Berlusconi, in una trattativa con il Ministro Matteoli, abbiamo chiesto che queste risorse finalmente fossero messe a disposizione. Si tratta di 12 milioni e mezzo di Euro per il Comune di Torino, ma di complessivi 100 milioni di Euro per l'Italia destinati all'emergenza abitativa del 2004, che questo Paese non ha consegnato alle 14 aree metropolitane italiane. Per fortuna, il Ministro Matteoli ha dimostrato di voler prendere in mano questa situazione e abbiamo ottenuto rassicurazioni in un recente incontro che ho avuto, insieme al Presidente Domenici, con i Ministri Fitto e Matteoli che queste risorse verranno finalmente stanziate nel mese di marzo. Altre risorse sulle quali non abbiamo certezze sono i famosi 550 milioni di Euro che sempre il Ministero di Di Pietro aveva stanziato per l'intero paese: non ne abbiamo più avuto traccia perché il Governo attuale ha drenato queste risorse per destinarle al nuovo Piano Casa del nostro Paese. Ebbene, queste risorse erano state previste per risanare i tanti alloggi vuoti delle nostre città, è un problema che riguarda soprattutto il sud, è un problema che riguarda soprattutto Milano, è un problema che riguarda altre città, ma nello stesso tempo Torino ha presentato progetti per un finanziamento di 4 milioni e mezzo di Euro. Ebbene, grazie al lavoro comune che hanno svolto tutti i comuni italiani, è possibile che queste risorse vengano in parte recuperate, mentre un'altra parte verrà irrimediabilmente persa, sperando di poterla ritrovare nel nuovo Piano Casa nazionale. Abbiamo collaborato alla stesura del nuovo Piano Casa nazionale con il Ministero di Matteoli, ci auguriamo che questo possa trovare un'immediata approvazione da parte del Consiglio dei Ministri ed è quindi evidente che, qualora dovesse entrare in vigore il nuovo Piano Casa nazionale, le misure previste non potranno far altro che arricchire il documento che questa sera presentiamo al Consiglio Comunale. È un documento che certamente fa delle assegnazioni di edilizia pubblica il perno del nostro intervento, tuttavia è un documento che non rinuncia, anzi incoraggia a esplorare iniziative innovative per poter dare una risposta alle tante famiglie che sono in attesa di una casa popolare, ma soprattutto per dare una risposta alla pressione che oggi le famiglie vivono sul proprio reddito. Oggi, tutti sappiamo quanto sia alta l'incidenza del canone sul reddito: abbiamo punte minime del 40%, per arrivare fino al 50-60% del reddito. Quindi vuol dire che per una famiglia che guadagna 1.000 Euro al mese, 400, se non addirittura la metà, se ne vanno per l'affitto, senza considerare le utenze. E allora, è urgente da questo punto di vista riuscire a introdurre misure che riducano la pressione dell'affitto sulle nostre famiglie, ed è quindi importante (lo abbiamo chiesto alla Regione Piemonte) che il contributo per l'affitto, non soltanto sia confermato, ma debba essere dato per gli esercizi in corso e non per gli anni precedenti. Quando assistiamo a contributi per l'affitto che vengono dati nel 2008 per far fronte al pagamento degli affitti degli anni 2006 e 2007, certamente diamo un contributo alle famiglie, ma non le aiutiamo a far fronte al pagamento dell'affitto del periodo in corso. Quindi, abbiamo chiesto alla Regione Piemonte di ribaltare i termini della questione e di dare il contributo per gli affitti da pagare, non per gli affitti già pagati. È evidente che a questa misura dobbiamo accompagnarne altre, dobbiamo tenere conto della modificazione del sistema demografico della nostra città dove emergono in misura sempre più crescente le famiglie monogenitoriali, le persone sole ed è a queste che ci dobbiamo rivolgere con grande attenzione, così come non dobbiamo rinunciare ad aiutare i giovani che vogliono andare a vivere da soli e le persone che vogliono formare nuove coppie. Ed è per questo motivo che abbiamo intenzione non soltanto di dare corso a quanto previsto nella precedente deliberazione, che ha incoraggiato la stipula di mutui da parte di giovani, ma soprattutto di dare corso a quanto ha stabilito il Parlamento recentemente, grazie a un emendamento presentato proprio dalla Città di Torino, che ha consentito agli ex IACP di tutta Italia di acquistare gli alloggi di persone che non dovessero essere più in grado di pagare il rateo del mutuo; quindi, grande attenzione a chi rischia di perdere la casa, ma grandissima attenzione anche a chi la casa non ce l'ha. Devo dire che da questo punto di vista il Piano Casa ha individuato strumenti molto interessanti, primo fra tutti certamente l'albergo sociale. Come sapete, si è appena conclusa la gara per l'affidamento in comodato gratuito di uno stabile in Piazza della Repubblica. La Compagnia di San Paolo si è aggiudicata questo intervento e, insieme alla Fondazione Unicredit, che gestirà invece l'albergo sociale in Via Ivrea 24, avremo in città altri 500 posti letto per interventi che saranno calibrati sui richiedenti e che avranno, non soltanto la possibilità di trovare un posto dove dormire, ma anche un'iniezione di risorse e di fiducia da parte della Compagnia di San Paolo e della Fondazione Unicredit, che si occuperanno di reinserirli socialmente. Abbiamo, poi, previsto di unire chi ha case grandi con chi cerca casa. Normalmente, nella nostra città, a patire più di tutti sono i giovani, gli studenti: per questo motivo, abbiamo pensato di aprire le porte delle case popolari abitate da anziani, per consentire loro di condividere uno spazio con gli studenti che intendessero avere non soltanto una casa dove abitare, ma anche un'attività di valore sociale da svolgere, attività che, ovviamente, andrebbe anche ad integrare il reddito delle persone sole che abitano nelle case popolari. In questo senso, quindi, ci permettiamo di dire che abbiamo introdotto una sorta di social card permanente, che ovviamente consentirà all'anziano che aderirà all'iniziativa di ottenere un contributo all'affitto da parte dello studente che andrà a vivere nella sua casa. Si tratta di politiche di seconda generazione, che abbiamo inaugurato attrezzando l'agenzia immobiliare sociale Locare, un'agenzia immobiliare che conserviamo, potenziamo e che ci ha già consentito di stipulare, nella nostra città, moltissimi accordi tra privati, arrivando a 500 accordi annuali. Questo risultato è stato possibile, soprattutto grazie al fondo di garanzia che abbiamo istituito, perché il proprietario sa di poter contare su un intervento del Comune. Abbiamo presentato il Piano Casa, confermando, nella nostra città, la politica di acquisto degli alloggi. La Variante 37, introdotta su proposta dell'Assessore Viano, ha consentito, infatti, in questi anni, di acquistare un certo numero di alloggi (300, per la precisione), acquisto che ci ha permesso di distribuire, in tutta la città e in condomini privati, persone che risultavano essere in posizione utile per l'assegnazione di una casa popolare. In questo biennio, compreremo altri 200 alloggi. Poiché - come sapete - il Governo ha accettato la possibilità di considerare come servizi l'insediamento di case popolari, abbiamo individuato alcune aree, dove potranno atterrare programmi di housing sociale, sia per prevedere il recupero delle stesse aree, sia per consentire nuove costruzioni. Abbiamo deciso di aderire a queste proposte che hanno trovato ampia realizzazione, soprattutto in Lombardia ed in Emilia Romagna, scommettendo anche sulla capacità di lavoro delle persone. Per questo motivo, abbiamo individuato, tra questi stabili, lo stabile di Via Paganini 30 (che, come sapete, in questo momento è occupato da profughi, da persone con status di rifugiato politico), che intendiamo mettere a bando, per consentirne l'autorecupero. Naturalmente, anche le persone con status di rifugiato potranno partecipare alla gara. Continuerà, inoltre, l'assegnazione in diritto di superficie di aree all'ATC, per costruire nuove case popolari. Da questo punto di vista, le Commissioni e il Consiglio hanno svolto un enorme lavoro, proprio per consentire un incremento del patrimonio abitativo nel nuovo intervento di Corso Marche. Si tratta di un Piano Casa articolato, che la Giunta ha liberato il 17 giugno e che arriva in Aula dopo sei mesi. Come ho detto, ho criticato gli impegni governativi non mantenuti: nello stesso tempo, però, quando sono criticato dal Governo per le lungaggini del Consiglio Comunale, non posso che dare ragione, soprattutto se mi presento con deliberazioni che vengono esaminate dal Consiglio COmunale dopo sei mesi. Quindi, Presidente, capisco che è bene avere un Piano Casa 2009-2010 approvato nel 2008, perché se avessimo avuto un Piano Casa 2009-2010 approvato nel 2010 sarebbe stato meno credibile. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Petrarulo. PETRARULO Raffaele Voglio intervenire sul Piano Casa, perché, soprattutto per quanto riguarda il punto a pagina 41, laddove si parla delle residenze collettive sociali, penso di avere una doppia esperienza (anzi, forse tripla, per sfortuna di qualcuno), perché sono Consigliere provinciale di quel Collegio e Consigliere Circoscrizionale della Circoscrizione VI. Oggi, in Consiglio Comunale, dopo aver presenziato alla Commissione con l'Assessore Tricarico, ho esposto le perplessità del mio Gruppo. Sono perplessità di merito, Assessore: non sono né strumentali, né di altro genere. Lei sa benissimo che la nostra attenzione per la casa è massima: lei ha fatto un preambolo sull'ex Ministro Di Pietro, ma sa anche che, in quella zona, abbiamo avuto un PRU anche grazie a lui. Da questo punto di vista, quindi, in VI Circoscrizione abbiamo già dato molto: di questo bisogna dare atto all'ex Ministro. Non riesco a capire, invece, la situazione di Via Paganini 30. A parte il refuso a pagina 41 (dove, erroneamente, si scriveva Via Bologna, anziché Via Paganini), ricordo che la deliberazione porta la data del 19 giugno. Vorrei far rilevare all'intero Consiglio che, in quella data, la Circoscrizione, con l'ordine del giorno n. 78/08, a maggioranza, con 17 presenti, 13 votanti e 4 astenuti…(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Le posso anche dire, Consigliere Cantore, chi ha votato: PD e Italia dei Valori. I Comunisti Italiani erano assenti. Vi rimando, comunque, alla deliberazione, che è pubblica. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Consigliere Petrarulo, si rivolga alla Presidenza. Chiedo ai Consiglieri di non interrompere gli interventi. PETRARULO Raffaele Nel dispositivo si chiedeva al Sindaco e agli Assessori competenti di intraprendere le opportune iniziative, per trovare, in tempi brevi, un'adeguata sistemazione ai profughi del Darfur, escludendo, da subito, dai luoghi di dimora futura, Via Paganini. Il discorso era lapalissiano, da questo punto di vista. Per quanto riguarda le residenze collettive sociali, occorre dire che, su tre, due insistono sulla VI Circoscrizione. Le cose sono due, caro Sindaco: o la VI Circoscrizione è talmente ben voluta da rappresentare il posto ambito da tutti, oppure qualcosa non quadra. Il Sindaco ricorderà certamente che, nel 2001 (anche allora ero Consigliere), l'Assessore Artesio, quando si insediò, promise di realizzare, in quella zona e in quello stabile, un centro di medicina, che sarebbe stato il fiore all'occhiello. La promessa non fu del Sindaco, ma dell'Assessore Artesio (che certamente, prima, ne parlò con la Giunta). (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Personalmente, signor Sindaco, credo a tutte le medicine, se queste portano un giovamento a qualcuno: non importa se siano alternative o meno, l'importante è che portino un beneficio. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Come Gruppo, ho proposto un subemendamento all'emendamento dell'Assessore Tricarico, con cui (siccome, per me, le promesse valgono come ciò che viene detto), chiedo sia stralciato il riferimento a Via Paganini 30, perché credo che l'immobile in quella via non possa essere considerato una residenza collettiva sociale. L'Assessore Tricarico, che ha presenziato a molte riunioni in quella Circoscrizione, si è reso conto di quello che pensano e vogliono i cittadini, di ciò che sta avvenendo e di quanto abbiamo già fatto (e le assicuro che non è poco). Non le starò a ripetere tutto, ma, analizzando il tessuto di quella porzione di territorio (e l'Assessore Viano può constatarlo alla Toponomastica o all'Urbanistica), è possibile rendersi conto di quale sia la situazione delle case popolari da Via Cimarosa a Corso Novara. A mio parere, decidere di incidere su un territorio come questo, penso che rappresenti non una visione distorta della politica, ma non corretta proprio nei confronti di chi l'ha richiesto. Se coloro che l'hanno richiesto sono gli stessi politici di cui noi (soprattutto di maggioranza, ma anche di minoranza) siamo i rappresentanti in questo Consiglio Comunale, qualcosa non quadra. Se, dopo numerose sedute in Circoscrizione, i Consiglieri del PD, dell'Italia dei Valori e di altri partiti chiedono a gran voce quello che sto chiedendo io e, in questa sede, i politici di quegli stessi partiti chiedono esattamente il contrario, caro Sindaco, c'è un problema! Lo dico senza alcuna remora: se lei pensa che le Circoscrizioni non contino nulla, le cancelli! Se, invece, l'ordine del giorno votato in Circoscrizione si pensa che serva, ma, alla fine, il potere è questo, per cui non lo si considera, in realtà, non serve a nulla! SINDACO (Intervento fuori microfono). PETRARULO Raffaele Ho studiato francese e non riesco a capire bene l'inglese. Sindaco, non la sto provocando, però quando lei dice "Non nel mio cortile", io le posso fare un elenco di tutto quello che è stato fatto e di quello che non è stato fatto nella Circoscrizione 6. Le faccio un solo esempio: tutta Torino ha tratto beneficio dalle Olimpiadi; lei mi citi un'opera olimpica che sia arrivata nella Circoscrizione 6! SINDACO (Intervento fuori microfono). PETRARULO Raffaele La pista di pattinaggio? Se quella si può considerare un'opera olimpica, la ringrazio. A parte questo, comunque, non vorrei toccare altri argomenti, perché, poi, potremmo trascendere. Penso che questa scelta dell'Assessore Tricarico si scontri con quanto richiesto dai cittadini e dai politici di maggioranza che siedono in questi banchi (così come quelli di Circoscrizione) ed il mio pensiero (perché penso che anche un Consigliere Comunale possa esprimere un pensiero, sempre che sia motivato). Per queste ragioni, sono curioso di vedere se verrà accettato il mio subemendamento, non perché è stato presentato dai Consiglieri Petrarulo, Sbriglio e Porcino, ma perché è stato presentato dai partiti della stessa Circoscrizione, tra i quali il PD (in tutto, infatti, l'hanno votato 17 persone). Naturalmente, non esprimo altri giudizi politici, perché il Capogruppo, poi, dovrà decidere come agire in seguito. Su questo particolare aspetto, però, da parte mia, non dico che esigo o pretendo, ma gradirei non la solita risposta che rimanda al futuro la decisione di che cosa fare in Via Paganini. Vorrei che, oggi, dato che siamo anche in diretta via web, qualcuno si prendesse la responsabilità di affermare: "Consigliere Petrarulo, sta sbagliando dicendo così"; ma quello che ho detto è quello che è scritto, è quello che hanno richiesto i cittadini ed è quello che hanno deciso i politici, per cui su questo argomento io penso che non ci siano sconti. Sul Piano Casa, sono d'accordo con lei che occorra un'attenzione maggiore nella nostra città; questa stessa attenzione, Assessore, lei l'ha sempre avuta, ma in questo caso, purtroppo, c'è qualcosa che non quadra. Naturalmente, in politica c'è chi propone e c'è chi vota. Noi staremo a vedere che cosa proporrete adesso. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando Per un momento, nello scambio di battute tra il Sindaco Chiamparino (che, comunque, è il Sindaco eletto, ma qui siede come primus inter pares) e il Consigliere Petrarulo, temevo che il Sindaco si potesse presentare con Michele Mirabella, data la sua frequentazione in Rai e visto che, adesso, ha questi approfondimenti di carattere medico. Però, fuori di battuta, ho l'impressione che la proposta sia venata di qualche improprietà regolamentare o formale e toccherà all'Ufficio di Presidenza chiarire la questione. Nel merito, ritengo che abbia degli elementi che debbano essere considerati, perché è lecito fare riferimento ai "NIMBY" (ci sono persone che hanno costruito la propria carriera su queste nuove tendenze e su queste teorie), però, oggettivamente, la Circoscrizione 6, sulla base di una serie di indici (compreso quello dell'aspettativa di vita), che sono inferiori a quelli di altre aree, non è tra le più fortunate, come è emerso anche da notizie giornalistiche, quindi bisognerebbe pensare anche ad una visione più complessiva. Sindaco, lei usa "NIMBY" come una battuta, ma potrei risponderle altrettanto facilmente dicendo che attendo di vedere una residenza sociale per profughi, magari, in zona Crocetta o precollinare (ovviamente, che non sia stata occupata abusivamente, perché, poi, spesso ci troviamo di fronte al fatto compiuto), però con queste battute non si fa molta strada. Vorrei sottolineare ai Colleghi, anche al di là delle distinzioni di Gruppo, tre elementi di merito. Il primo è un elemento oggettivo di equilibrio: non credo che quella Circoscrizione abbia bisogno anche di questo, perché ha proprie criticità intrinseche. È una Circoscrizione nei confronti della quale l'Amministrazione deve ancora onorare promesse di lunga data e, sotto questo profilo, il Consigliere Petrarulo, se ho capito il senso del suo intervento, ha riferito cose vere, anche piuttosto note. Il secondo elemento è che c'è un segnale che potrebbe anche preludere alla riforma del Decentramento; si tratta di un segnale di attenzione alle Circoscrizioni rispetto ad un orientamento che, negli anni, è già stato approvato con un congruo consenso e in maniera coerente da quella Circoscrizione. Il terzo elemento è quello, a mio modo di vedere, della ricerca di soluzioni più innovative, piuttosto che scaricare semplicemente sulle Circoscrizioni problematiche la difficoltà momentanea. Ad esempio, se e quando verrà sgombrerà la clinica San Paolo, che cosa farete? Porterete anche loro alla Circoscrizione 6? Insomma, diventa troppo facile. Quindi, invito i Colleghi ad una considerazione attenta di quanto comporta il subemendamento proposto dal Consigliere, con un caveat: dobbiamo anche metterci d'accordo tra noi, perché la Circoscrizione 6 ha problemi, sfide, richieste ed istanze. Ogni Circoscrizione ne ha, ognuno di noi se ne fa carico, per cui mi rivolgo anche ai Consiglieri del mio Gruppo: se un emendamento è meritevole, poi, allora, lo sono tutti e, se si accetta il subemendamento del Consigliere Petrarulo (e mi parrebbe una decisione giusta e corretta), si introduce anche un elemento di ritorno ad una dialettica vera, che permetta una discussione concreta, consentendo anche all'opposizione di proporre emendamenti che abbiano un significato di merito e che possano comportare una modifica degli intendimenti dell'Amministrazione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Prima di tutto vorrei ringraziare l'Assessore, perché un dato che emerge è che si sia mosso, in questa occasione, in maniera particolarmente diversa rispetto a tanti altri suoi Colleghi. Anche solo per aver voluto investire il Consiglio Comunale della responsabilità di partecipare al dibattito su un suo provvedimento, ha dimostrato di interpretare il modo di amministrare e di sedere all'interno di questa Giunta in maniera diversa rispetto a tanti altri suoi Colleghi. Purtroppo, non è molto frequente che Assessori di questa Giunta Comunale vengano in Aula, non tanto per illustrare le proprie deliberazioni, ma semplicemente per presenziare alle sedute! Ormai, noi siamo abituati a votare, purtroppo, molto spesso, senza neanche entrare nel merito e senza poterci confrontare con l'Assessore che ha presentato un determinato provvedimento. Ritengo che non sia opportuno e nemmeno corretto non darne atto e non riconoscere qualcosa di decisamente positivo in questo atteggiamento, quanto meno rispetto ad altri suoi Colleghi, che speriamo possano prendere esempio. Tutto ciò, però, non è sufficiente a convincerci che il Piano Casa presentato quest'anno sia una proposta realmente utile per far fronte a quello che si sta trasformando da bisogno in emergenza. Recentemente, abbiamo preso visione dei risultati dell'ultimo bando per l'assegnazione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica e, purtroppo, abbiamo dovuto osservare che vi sono circa 8.500 persone in lista di attesa. Viviamo in una città in cui la situazione, dal punto di vista degli alloggi, non è certamente emergenziale come quella di altre metropoli più grandi - come, ad esempio, Roma -, ma, purtroppo, è, in maniera sempre più evidente (e non è un caso se anche Il Sole 24 Ore ha avuto modo di rilevarlo attraverso l'indagine pubblicata quest'oggi), particolarmente critica per quanto riguarda il bisogno abitativo. Non posso credere che il Comune di Torino possa raggiungere l'autosufficienza e gestire la situazione in piena autonomia e, infatti, anche l'Assessore ha riconosciuto che, da parte del Governo, vi siano stati impegni concreti, ad esempio attraverso il trasferimento di adeguate risorse (da qualche anno, rimaste inspiegabilmente bloccate) per l'emergenza abitativa. Purtroppo, il Piano Casa presentato quest'anno, Assessore, è macchiato da un passaggio in particolare, come abbiamo avuto modo di sottolineare in Commissione e come innegabilmente è stato evidenziato dal Consigliere Petrarulo, che è intervenuto prima di me e che, a giudicare da quanto dichiarato, avrebbe potuto sottoscrivere tutti gli emendamenti che abbiamo presentato, visto che le sue considerazioni sono le stesse che hanno mosso il nostro Gruppo a proporre queste centinaia di emendamenti ostruzionistici. Il capitolo 5.5, relativo alle residenze collettive sociali, è quello che, a mio avviso, compromette il Piano Casa presentato quest'anno, poiché non solo va a prevedere delle misure che, andando a concentrarsi su una stessa porzione di territorio, non fanno altro che aggravare una situazione sociale già pesantemente in difficoltà, ma, soprattutto, trasmette, in una serie di azioni, un approccio (che non ho mai condiviso e non posso condividere oggi) "terzomondista", attraverso il quale si individuano delle realtà nelle quali collocare persone che, attualmente - e non solo da oggi -, stanno conducendo una battaglia al di fuori della legalità, occupando abusivamente degli immobili (sia di proprietà del Comune, che dei privati), tra l'altro con il sostegno dei centri sociali di Torino. Di fatto, si legalizza un'occupazione abusiva! Con l'inserimento di Via Paganini 30 angolo Via Bologna nella parte riguardante l'istituzione di queste residenze collettive sociali, di fatto, assegniamo una vittoria particolarmente inopportuna a chi, un anno fa, per manifestare il proprio dissenso, occupò la Sala Carpanini di questo Palazzo e che solo grazie alla presa di posizione del Presidente del Consiglio Comunale (che si mise addirittura contro le richieste del Sindaco, che ne aveva ordinato lo sgombero) non fu cacciato; oggi, quindi, riceve questo riconoscimento che ritengo offenda le migliaia di persone che sono in lista di attesa per un alloggio di ERP. Concedere un alloggio a chi, abusivamente, ha condotto una campagna di occupazioni per la richiesta di riconoscimento di un diritto è, di fatto, un'offesa nei confronti di chi, legalmente, partecipa ai bandi, dai quali si aspetta una risposta, che non arriva mai, ad un proprio bisogno. Assessore, abbiamo pensato di chiederle un po' di tempo in più: è vero che il Piano Casa è stato liberato dalla Giunta nel giugno di quest'anno, ma è anche vero che è stato esaminato solo due volte in Commissione; infatti, a differenza di tante altre deliberazioni, neanche della stessa importanza, i Consiglieri hanno avuto la possibilità di intervenire a riguardo solo in due occasioni. Riteniamo che non sia stato sufficiente e, conoscendo la sua capacità di saper ascoltare e - non mi costa ammetterlo - di trasformare in provvedimenti concreti alcune sollecitazioni dell'opposizione, abbiamo cercato di rallentare l'iter di approvazione di questo provvedimento, poiché non lo riteniamo condivisibile, in particolare per quanto riguarda questa parte. Ci aspettavamo, da parte sua, della Giunta e della maggioranza, un atto di sensibilità e di comprensione nei confronti dell'opposizione, che, in particolare su argomenti di portata simile, intende partecipare attivamente alla predisposizione e all'attuazione di provvedimenti che sappiano rispondere realmente ai bisogni del territorio. Le priorità che stanno alla base del Piano Casa 2009-2011 non crediamo che siano state definite nel migliore dei modi o, comunque, in coerenza con le istanze della Città. Per questo motivo, le chiediamo, ancora una volta, di stralciare l'intero capitolo relativo alle residenze collettive sociali, o di sospendere l'esame di questa proposta di deliberazione, per dare la possibilità ai Consiglieri di confrontarsi ulteriormente con lei e provare, per quanto possibile, a migliorare questo provvedimento. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Presidente, prima di entrare nel merito di questa proposta di deliberazione, le chiedo di aiutarmi a comprendere una questione. La mozione di accorpamento dice che l'emendamento n. 125, presentato dal Consigliere Petrarulo, decade se approvato l'emendamento n. 124, presentato dalla Giunta; a me risulta che sia stato presentato un subemendamento dal Consigliere Petrarulo e dal Gruppo dell'Italia dei Valori. Dato che bisogna approfondire (e, in seguito, le spiegherò i motivi) il discorso di Via Paganini, le chiedo se sia possibile avere una copia del subemendamento ed accordare una sospensione di una decina di minuti (sono onesto e corretto, non ho chiesto mezz'ora), per permetterci, come opposizione, di valutare attentamente che cosa comporti questo subemendamento rispetto all'emendamento n. 124, presentato dalla Giunta, e all'emendamento n. 125, presentato dal Consigliere Petrarulo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea Intervengo per il verbale e per chiarire quale sia la corretta procedura da seguire in Aula. Anche noi non conosciamo questo subemendamento, abbiamo appreso quasi in tempo reale della sua presentazione e, oltre al merito, vorremmo comprendere come sia possibile presentare degli emendamenti nonostante sia scaduto il termine indicato dalla Conferenza dei Capigruppo. Non voglio interloquire con il Consigliere Petrarulo, perché non è una questione di carattere politico, è solo per avere contezza di come sia stato possibile ridefinire la decisione assunta in Conferenza dei Capigruppo e, poi, ribadita in Aula, circa lo scadere dei termini per la presentazione degli emendamenti. Non si tratta di una questione personale con il Consigliere Petrarulo, come abbiamo già avuto modo di chiarire. Vorrei capire solo i termini di questa procedura. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cassano. CASSANO Luca Mi associo alle richieste del Capogruppo Giorgis, perché ricordo che, in passato, anche in fase di discussione dei Bilanci Consuntivi e Preventivi, la Conferenza dei Capigruppo si riuniva e valutava l'opportunità di accogliere o meno emendamenti o subemendamenti presentati oltre il termine che aveva fissato. La mia domanda, Presidente, è questa: posta la buonafede e l'interesse dei Consiglieri firmatari del subemendamento, la nostra preoccupazione è che, essendo presenti molti emendamenti presentati dall'opposizione, venga legittimamente avanzata la stessa richiesta da parte di altri Consiglieri, ovvero di poter subemendare questo atto deliberativo o altri in maniera altrettanto trasparente, esattamente come hanno fatto i Consiglieri Petrarulo, Sbriglio e Porcino con il subemendamento all'emendamento n. 124. Quindi, la mia preoccupazione è in parte simile a quella del Consigliere Giorgis e ritengo che, per garantire una serena prosecuzione dei lavori del Consiglio, sarebbe utile comprendere come ci si debba comportare nel caso in cui un Consigliere, legittimamente, decidesse di subemendare un emendamento presentato da lui stesso o dalla Giunta. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'articolo 38, comma 12, del nostro Regolamento recita: "Il Presidente del Consiglio Comunale può eccezionalmente consentire la presentazione di proposte di emendamenti e subemendamenti dopo la scadenza dei termini stabiliti dai precedenti commi". Alle ore 15.50, abbiamo ricevuto un subemendamento, presentato dai Consiglieri Petrarulo, Sbriglio e Porcino (quindi, appartenenti alla maggioranza), all'emendamento n. 124, presentato dalla Giunta. Dopo essermi consultato con il Vicepresidente, ho chiesto se c'erano problemi dal punto di vista della relazione con la Giunta, non ne sono emersi, per cui, eccezionalmente, così come prevede il comma 12 dell'articolo 38 del nostro Regolamento, abbiamo accolto il subemendamento. Il subemendamento vi è stato consegnato nei tempi tecnici che si sono resi necessari. A questo punto (avendolo letto, non mi pare che sia molto lungo), chiedo al Consigliere Carossa, che in precedenza aveva richiesto una sospensione di dieci minuti, se intende confermare la proposta di sospensione, o se la lettura in Aula è sufficiente per rendersi conto della portata del subemendamento. La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario È chiaro che il problema non riguarda le tre righe, ma la questione che affronta questo subemendamento, che è fondamentale e molto importante. Ribadisco la mia richiesta di sospendere la seduta per dieci minuti, in modo tale che l'opposizione si possa confrontare. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Accolgo la sua richiesta di sospendere la seduta per dieci minuti. La parola al Consigliere Porcino. PORCINO Gaetano Spero che quello che sto per dire possa aiutare la riflessione dei Colleghi durante la sospensione. Vorrei fare un brevissimo riassunto, magari per qualche Collega che su questo punto si è un po' distratto in Aula, giusto per chiarirci le idee, dopodiché possiamo procedere con la sospensione. Per quanto riguarda il mio Gruppo, condividiamo il Piano Casa e siamo disponibili a votarlo senza alcuna pregiudiziale e problema, così come il paragrafo 5.5, che riguarda le residenze collettive sociali. Volevo fare una puntualizzazione: poiché il parere non è obbligatorio (e, quindi, possiamo trascurare qualunque tipo di parere ci venga fornito), c'è però un ordine del giorno della Circoscrizione 6, che rappresenta centomila cittadini. Il documento della Circoscrizione 6 dice che all'unanimità hanno votato tutti i presenti, quindi tutti i componenti. Inoltre, la Circoscrizione 6 non dice che non è d'accordo con il Piano Casa o con il paragrafo 5.5, ma sollecita il Sindaco e l'Assessore a rivedere la decisione che riguarda lo stabile sito in Via Paganini, che dovrebbe essere destinato ad ospitare i profughi del Darfur. Fermo restando che neanche sui profughi del Darfur abbiamo nulla da eccepire (perché vanno tutelati ed assistiti ed è necessario fare tutto ciò che è possibile per dare loro sostegno e conforto), però, nello stesso tempo, Assessore, visto che c'è un emendamento della Giunta - e, come sappiamo, proceduralmente si possono trovare tutti gli escamotage utili per aggirare la questione - che elimina Via Bologna e specifica che si tratta di Via Paganini angolo Via Bologna, il Consigliere Petrarulo, puntualmente, ha presentato un emendamento dove specifica che è necessario fare il punto della situazione sugli alloggi destinati ai profughi del Darfur. Personalmente ritengo che, con la massima serenità e disponibilità, se vogliamo riflettere sull'alloggio da mettere a disposizione dei profughi del Darfur, bisogna tenere presente quanto dicono le centomila persone rappresentate in quella Circoscrizione. Non vi stiamo dicendo di rimandare i profughi nel Darfur o che il Piano Casa non va bene, ma visto che c'è un'eccezione ed un'indicazione dell'intero Consiglio Circoscrizionale che è stata recepita dal nostro Gruppo (anche perché il Consigliere Petrarulo era un Consigliere della Circoscrizione 6), vi chiediamo unicamente di riflettere sulle possibilità ultronee rispetto a quanto previsto nella deliberazione e nell'emendamento. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Vi ricordo che siamo nel corso del dibattito sulla deliberazione e che, al termine, l'Assessore potrà replicare ai vostri interventi. |