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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 200803563/104, presentata dalla Giunta Comunale in data 17 giugno 2008, avente per oggetto: "Piano Casa anni 2009/2010". CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Tricarico. TRICARICO Roberto (Assessore) In sede di replica, non posso far altro che rilevare come l'impianto del Piano Casa sia generalmente accettato dal Consiglio Comunale. È uno sforzo, quello dell'Amministrazione, che è coerente con le iniziative messe in campo in questi anni, che hanno consentito a 6.000 famiglie di ottenere una sistemazione abitativa alternativa a quella precedente. È una gestione, quella delle case popolari della Città, che registra la presenza di sole 9 occupazioni abusive, in confronto alle 4.900 presenti a Milano. Questo risultato è stato possibile certamente grazie alla tradizione esistente nella nostra città, alla puntualità delle Prefetture che si sono susseguite, al lavoro dei Sindacati e alle forze politiche che siedono in Commissione Emergenza Abitativa. È un Piano Casa ambizioso, perché, pur in assenza di risorse nazionali, incrementerà di 1.000 unità il patrimonio abitativo pubblico: un investimento di 62 milioni di Euro è certamente una boccata d'ossigeno per le nostre famiglie. Il Piano Casa si inserisce in una città che ha saputo gestire la conversione olimpica in maniera eccellente. Si fa un gran parlare di cattedrali nel deserto, ma ci si dimentica di rilevare che, già a sei mesi dalla chiusura delle Olimpiadi, tutte le case del villaggio olimpico erano puntualmente occupate dagli aventi diritto. È un risultato che, in Grecia, non sono riusciti a raggiungere, nonostante siano trascorsi molti anni dalla conclusione delle Olimpiadi. La nostra città ha saputo mantenere la coesione sociale al primo posto degli interventi pubblici e sa benissimo che, in Barriera di Milano, bisogna intervenire: infatti, la più grande progettazione della nostra città ricade proprio su Barriera di Milano, dove i problemi sono diventati una risorsa per la città. Non sfugge a nessuno la riqualificazione in atto a Stura Nord, così come molti sanno del completamento dell'intervento realizzato al Parco Stura Sud. Tutti sanno che è in atto un progetto per la riconversione della discarica dopo la chiusura, tutti sanno che tutti i contratti di quartiere e tutte le operazioni di qualificazione urbane sono in Barriera di Milano. Anche gli studi di fattibilità che l'Amministrazione sta realizzando, su incarico della Regione Piemonte, riguardano tutti Barriera di Milano. Tutti sappiamo che le case popolari di Via Barriera di Milano sono case popolari che le altre città italiane ci invidiano, non soltanto perché abbiamo assicurato manutenzione a tutte, ma soprattutto perché l'ultimo intervento, quello di Via Ghedini, è un intervento che è già partito e che porterà beneficio all'intero quartiere. Tutti sappiamo che non possiamo lasciare edifici abbandonati: Via Paganini 30 è un edificio abbandonato alle velleità di chi si proponeva di realizzare un intervento senza risorse, perché il centro di medicina alternativa costa 8 milioni di Euro, che l'Amministrazione non può anticipare. Altra cosa sarebbe, se l'Assessorato alla Sanità o l'ASL di competenza prevedessero le risorse necessarie a questo tipo di recupero. Noi non vogliamo lasciare edifici abbandonati, ma vogliamo cogliere l'occasione, prevista dalla Regione Piemonte, di attuare programmi di housing sociale per far sì che, a gara, l'edificio sia assegnato a persone che si propongono di ristrutturarlo per realizzare una residenza collettiva sociale (che non è una discarica: dico questo, perché ho sentito, in quest'Aula, parlare dei problemi del quartiere come se l'inserimento di residenze abitative rappresentasse un ulteriore degrado). Noi riteniamo che la qualità architettonica e l'investimento pubblico rappresentino un motore di riqualificazione urbana, come sta avvenendo alla Nebiolo, dove molte forze politiche hanno contrastato, inizialmente, l'insediamento di case popolari, mentre oggi tutti, anche chi aveva contrastato l'insediamento, concordano con noi sul fatto che l'intervento in realizzazione in Barriera di Milano, dove è stato portato l'edificio in cui aveva sede il TOROC, di fronte alla sede del Comando Municipale dei Vigili Urbani, sia un intervento di qualità, perché la casa popolare porta con sé anche interventi di qualità. In Via Paganini 30, così come nelle altre aree individuate in Barriera di Milano, non saremo di fronte a case popolari, ma saremo di fronte a programmi di natura diversa: le risorse che la Regione Piemonte metterà in campo contribuiranno a fare in modo che questi interventi siano, poi, apprezzati. In ogni sede, ho sempre detto che l'unico emendamento che la Giunta avrebbe potuto prendere in considerazione è un emendamento che nessuno ha presentato, con l'indicazione dell'alloggio destinato ai profughi del Darfur. Non si è avuta questa proposta da nessuna parte. Noi sappiamo che i profughi del Darfur, così come i profughi somali, sono protetti dal nostro Stato. Sono profughi per i quali dovrebbe esserci l'intervento diretto del Ministro degli Interni, intervento che, nella nostra città, non abbiamo avuto, intervento di cui c'è un enorme bisogno, visto che le cronache di questi giorni dimostrano che il nostro continua ad essere un Paese a forte emigrazione, per raggiungere il quale moltissime persone rischiano la vita. Tra queste, i profughi del Darfur, che vivono sulla propria pelle l'illusione di essere sbarcati in un Paese europeo civile, che riconosce al rifugiato politico quanto previsto dalla Legge. La legge prevede anche un assegno che, attraverso le Prefetture, dovrebbe consentire a queste persone di insediarsi. Siccome il Consigliere Petrarulo chiedeva coerenza tra chi siede in questi banchi e chi siede in altri, la stessa coerenza va richiesta anche a chi siede nei banchi del Consiglio Comunale e a chi siede in quelli del Governo, perché, senza un intervento governativo, per le Città è impossibile dare una giusta, decorosa e dignitosa sistemazione a chi è venuto nel nostro Paese pensando di trovare uno Stato capace di accoglierli. L'altra cosa la voglio dire alla Circoscrizione 6 (ho già avuto modo di dirlo pubblicamente): non si può predicare bene e razzolare male, perché la Circoscrizione 6 ha sempre chiesto un intervento a favore dei profughi, con ordini del giorno che ricordano tantissimo gli appelli rivolti contro l'embargo a Cuba, in cui si chiedevano interventi di natura internazionale e che, appunto, le Nazioni Unite si facessero carico di questo problema, ma, nello stesso momento in cui si approvavano ordini del giorno internazionalisti, se ne approvavano altri con i quali si chiedeva di non avere una presenza di profughi nel proprio territorio. Io credo che anche in questo caso sarebbe stata necessaria una certa coerenza. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 60. Gli emendamenti originali, dal n. 1 al n. 60, sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. . Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 60: Presenti 28, contrari 28. Gli emendamenti accorpati dal n. 1 al n. 60 sono respinti. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 61 al n. 126 (esclusi i nn. 123, 124 e 125). Gli emendamenti originali, dal n. 61 al n. 126 (esclusi i nn. 123, 124 e 125), sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. . Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 61 al n. 126 (esclusi i nn. 123, 124 e 125): Presenti 28, contrari 28. Gli emendamenti sono respinti. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 123, presentato dall'Assessore Tricarico, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 123: Presenti 28, favorevoli 28. L'emendamento n. 123 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'analisi del subemendamento n. 1 all'emendamento n. 124. L'originale del subemendamento n. 1 all'emendamento n. 124 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. . La parola al Consigliere Petrarulo. PETRARULO Raffaele Voglio replicare all'intervento dell'Assessore Tricarico e dico che, se quello che avete dato alla Circoscrizione 6 (che, poi, è Regio Parco Aurora, perché Barriera di Milano è un po' più avanti), sinceramente penso che quella zona avrà ancora tanto da raccogliere, perché se quanto l'Amministrazione ha dato è quello che lei ha detto, lo ha fatto in zone nettamente distanti da Regio Parco. Mi aspetto che qualcosa avvenga anche in zona Regio Parco, che arrivi questa benedetta Manifattura Tabacchi; allora, forse, si otterrà qualcosa, però credo che anche su quello avremo altro da fare. Sarà un altro argomento da trattare in futuro. Per quanto riguarda il predicare bene e razzolare male, se l'Assessore si ricorda ho già detto chiaramente che, proprio sul Darfur, non voglio strumentalizzazioni. I profughi del Darfur devono avere le migliori residenze. Se si ricorda - è anche registrato -, in Commissione ho detto: "Perché non creare 100 residenze anche in Piazza Vittorio, alla Crocetta, in collina, dappertutto?". Il Comune, se vuole, può... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Dappertutto, signor Sindaco, anche in Piazza Vittorio, perché come stanno bene a casa mia, possono starci anche a casa sua. Dappertutto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io li voglio, ma una cosa è averne 8, una cosa è averne 80 ed un'altra è averne 200! Questo significa avere interesse nei confronti dei profughi del Darfur, che sono stati discriminati, perché non stiamo facendo un bel lavoro a lasciarli nei ghetti, Assessore Tricarico e signor Sindaco. Mi auguro che in questo Consiglio non solo la minoranza (che è molto attenta anche a questi pensieri), ma anche la maggioranza (che sarà ancora più attenta dopo quanto è stato detto) voti favorevolmente questo subemendamento. Se, poi, c'è una giustizia e non si predica male, ma si razzola bene, sicuramente avremo la collaborazione di tutti quanti. Per questi motivi invito (con delega del mio Gruppo, naturalmente) tutti i Consiglieri a votare favorevolmente, affinché, dopo le parole e dopo le chiacchiere, seguano fatti, perché le promesse sono promesse, i fatti sono fatti e quelli che io ho menzionato sono fatti, Assessore Tricarico, quelle che ho sentito sono promesse. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea Intervengo solo per dichiarare all'Aula il nostro voto contrario e non perché non abbiamo a cuore le difficoltà di una parte della nostra città, ma esattamente al contrario: per senso di responsabilità, per capacità di resistere alla tentazione di cavalcare la pancia, di cavalcare un comprensibile (ma non giustificabile) e diffuso sentimento di paura. Per questi motivi siamo contrari, resistendo ad una tentazione che registriamo essere sempre più diffusa e ringraziando, da questo punto di vista, anche la Giunta, perché non è facile confrontarsi direttamente con coloro che manifestano - in questo caso - a torto delle preoccupazioni, ma che devono comunque essere ascoltati e rispettati e riuscire ad insistere nella convinzione che anima la buona amministrazione e, quindi, resistere a quella tentazione, che rappresenta l'unico ingrediente per una scelta amministrativa nell'interesse davvero generale. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Salinas. SALINAS Francesco Intervengo rapidamente solo per prendere atto, con rammarico, di come siamo riusciti a parlare poco sia del Piano Casa che del problema dei profughi del Darfur. Ritengo che questi due problemi meritassero ben altra attenzione da parte del Consiglio Comunale, o, meglio, che questo problema e questa opportunità offerta dal Piano Casa meritassero ben altra attenzione. Il nostro Gruppo è attento, così come la sinistra, ai problemi del quartiere di Barriera di Milano; crediamo, però, che debbano essere espressi in maniera differente e con altra responsabilità. Sappiamo che la Circoscrizione ha espresso un parere non positivo (che aveva una maggiore complessità di quella che è stata riferita) sulla scelta, perché si richiedeva la destinazione di quell'immobile ad un centro di terapie alternative dell'ASL. La preoccupazione principale della Circoscrizione era il destino dei profughi del Darfur. Quindi, in questo caso, in assenza di una prospettiva amministrativa certa su una qualunque soluzione alternativa, non si possono tentare soluzioni nel vuoto. Quanto è stato proposto, comunque, tiene in considerazione prioritariamente, nell'ambito più generale del Piano Casa, anche la situazione dei profughi del Darfur ed è in questo momento la soluzione migliore possibile proposta dall'Amministrazione. Non ci può essere una gara nelle sfortune e, soprattutto, quell'intervento non può essere considerato di degrado, ma è una possibile risposta al degrado. Non sarà la destinazione chiesta dalla Circoscrizione, però questo non può essere scambiato come una pecca o un vulnus del Piano Comunale per la Casa. Per questo, il Gruppo di Sinistra Democratica voterà "no" a questo subemendamento. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Il destino dei profughi del Darfur mi preoccupa, ma mi preoccupa di più il destino delle 8.500 famiglie in lista di attesa per un alloggio cosiddetto popolare; mi preoccupa di più la qualità della vita delle persone di Corso Peschiera, che devono convivere con la caciara di chi, abusivamente e illegalmente, occupa lo stabile dell'ex clinica San Paolo; mi preoccupa molto di più del destino dei profughi del Darfur l'emergenza abitativa verso cui la città di Torino si sta lanciando. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sindaco, le ricordo che lei è anche un Consigliere Comunale e ha tutto il diritto, al pari nostro, di prenotarsi, prendere la parola ed esprimere il suo pensiero, e noi staremo comodamente seduti sui nostri divanetti ad ascoltarla e a pendere dalle sue labbra. La prego di approfittare di questa possibilità che le è garantita dal nostro Regolamento. Non chiediamo che la residenza collettiva sociale per profughi non venga collocata nella Circoscrizione 6; chiediamo semplicemente che non vengano collocate residenze collettive sociali per profughi in questa città, perché abbiamo ben altre priorità. Una volta che avremo soddisfatto i bisogni preminenti e prevalenti del territorio, e una volta che avremo la possibilità di disporre di ulteriori risorse, potremo anche pensare di soddisfare il bisogno di chi, evidentemente, vede Torino come una città particolarmente accogliente e molto più accogliente di altre città d'Italia. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Ci tocca dare il voto a un partito che è molto lontano da noi politicamente, sia a livello locale che a livello nazionale, però penso che l'intervento del Consigliere Petrarulo sia stato denso di saggezza e di rapporto con il territorio. Assessore, lei non può confondere un Consigliere di Circoscrizione, che, per nostra fortuna, è arrivato in Consiglio Comunale (quindi è stato vicino al territorio fino a ieri) e che ha la fortuna - ma è anche una nostra fortuna - di essere anche Consigliere Provinciale (quindi ha una visione più ampia della nostra). Aggiungo che, a differenza nostra, lei ha fatto un paragone che non c'entrava, dicendo: "Coloro che stanno qui e anche al Governo dovrebbero essere coerenti sia qui che al Governo". Assessore, guardi che qui di presenze al Governo abbiamo solo un Ministro ombra dimissionario, perché mi pare che nessuno di noi sieda al Governo di questo Paese. Lei ha ragione quando può dire che le forze politiche possono fare pressioni sulle relative rappresentanze parlamentari e governative, ma è altra cosa dalla possibilità di avere il Collega Petrarulo presente in Consiglio Comunale, che ha chiesto una cosa semplice: di riflettere su quella localizzazione. Penso che una maggioranza che tenga conto non solo del partito di appartenenza del Consigliere Petrarulo, ma anche delle corrispondenze del territorio che ha portato, si debba prendere un attimo di riflessione. Sarebbe stato corretto sia a livello di Consiglio Comunale e ancora di più a livello di maggioranza. Non penso sia stata una provocazione a vuoto e ritengo sia anche un po' irrispettoso dire che c'è una differenza tra il dire e il fare all'interno della Circoscrizione 6. Assessore Tricarico, dovessimo ricordare le differenze tra il dire e il fare all'interno della sua maggioranza e della sua Giunta, l'elenco comincerebbe oggi e finirebbe domani mattina. Voglio solo rilevare che noi, col nostro voto, vogliamo andare a conforto e a sostegno di un'istanza del territorio, che poteva non dico essere accolta, ma almeno portare ad un momento di riflessione, che, invece, con le parole del Consigliere Giorgis, avete respinto. Cioè, voi non volete sentire ragione (e questo è un caso che si aggiunge ad altri) e respingete non solo una forza politica della vostra maggioranza, ma anche un Consigliere di Circoscrizione (Consigliere Petrarulo, non si offenda se la chiamo ancora così, perché lo è stato fino a ieri) che porta l'istanza di un territorio. Di questi territori (e ha ragione e ho apprezzato quando Petrarulo ha detto: "Lo avete dimostrato durante le Olimpiadi"), che dovrebbero essere la vostra vocazione politica, i vostri territori di radicamento, cioè i territori popolari, ormai non vi importa più nulla, e oggi c'è ancora questa dimostrazione! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Dopo l'intervento del Consigliere Cantore, effettivamente vi è poco da aggiungere. È chiaro che tanti, troppi, si dimenticano da dove provengono; troppe persone, una volta che si siedono qui, si dimenticano che, se sono in quest'Aula, è perché sono stati votati da persone che si confrontano tutti i giorni con problemi che mi sembra voi abbiate dimenticato. Chiedo all'Assessore e al Consigliere Giorgis che cosa sarebbe cambiato se fosse stato accolto questo emendamento? Sarebbe caduto tutto il Piano Casa che l'Assessore ha preparato? Non sarebbe successo assolutamente nulla; qualcuno avrebbe potuto essere più o meno d'accordo con questo Piano Casa, ma non sarebbe capitato assolutamente nulla. Si trattava esclusivamente di accogliere un'istanza del territorio. Veramente, non riesco a capire questo vostro accanimento. Non sarebbe cambiato nulla, ma si sarebbe fatto un favore alla cittadinanza, non soltanto alla popolazione della Circoscrizione 6 o agli abitanti intorno a Via Paganini, ma a tutta la cittadinanza torinese, perché non dimentichiamo che quello stabile è stato occupato da squatter che hanno usato i profughi del Darfur come cavallo di Troia, e così hanno fatto anche dopo in Corso Peschiera. Sarebbe stata buona cosa nei confronti della città dire: "Noi questo stabile lo destiniamo ad un'altra cosa", ma non deve passare il concetto che, una volta occupato, possa andare avanti così. Ero perfettamente d'accordo con questo emendamento e chiedo ancora una volta al Consigliere Giorgis e all'Assessore che cosa sarebbe cambiato accettando questo emendamento. Assolutamente nulla. Non è con interventi strappalacrime sui profughi del Darfur che si risolvono i problemi di questa città e nemmeno con interventi a senso unico alternato sul Governo. Adesso c'è al Governo il centrodestra (e ad ogni piè sospinto il Sindaco, un Assessore o un Consigliere va a dire che se ne deve occupare il Governo), ma non fino 6 mesi fa. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La invito a concludere. CAROSSA Mario Quindi, chiedo al Capogruppo Giorgis o all'Assessore che cosa sarebbe capitato se fosse stato accettato questo emendamento? Sarebbe crollato tutto il castello che lei ha preparato in questi mesi, oso dire, perché - lei stesso lo ha ricordato - è stato approvato in Giunta a giugno e, sicuramente, lei e i suoi collaboratori lo avete preparato in mesi di lavoro. Che cosa sarebbe cambiato del Piano Casa? CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Sono d'accordo con il Consigliere Salinas sul capolavoro politico fatto dall'opposizione oggi in quest'Aula nello strumentalizzare un ordine del giorno della Circoscrizione 6, che, peraltro, non esclude la possibilità di un'accoglienza alternativa, mentre il Consigliere Ravello sostiene che nessun profugo deve essere ospitato in una città come Torino. Ci tengo a ribadirle che ci sono delle idee molto diverse. È un ordine del giorno legittimo, ma, dal mio punto di vista, non condivisibile, perché chiedo ai Consiglieri della Circoscrizione 6 dove dovrebbero essere ospitati, in questo momento, queste persone. Sono esseri umani e mi meraviglia come dei Consiglieri che fanno parte del Governo nazionale, oggi scaricassero in Conferenza dei Capigruppo la questione della sicurezza: Torino è una delle città più insicure, mentre oggi il Ministero degli Interni è competente sulla questione dell'ordine pubblico, così come è stato con il Governo Prodi e così come, fino a un anno fa, era con l'altro Governo Berlusconi. Ci dimentichiamo che, in questo Paese, ci sono stati 5 anni di Governo Berlusconi e appena 18 mesi del Governo di centrosinistra. Si scarica sul Sindaco quella responsabilità; oggi si scarica sulla maison comunale la questione dei profughi. Io credo che veramente siamo di fronte ad azioni di disonestà intellettuale da parte di questi Consiglieri. La questione umanitaria non esiste per questi Consiglieri! Appellatevi al vostro Governo, perché queste sono questioni di competenza del Governo nazionale! Credo che in questo dibattito ci debba anche essere un po' di onestà intellettuale. Siamo a due giorni dal nuovo anno e spero che i Consiglieri dell'opposizione, in qualche modo, recuperino un po' di sobrietà rispetto a questi problemi che sono delle città, non solo di Torino: ci sono profughi a Milano, ci sono profughi a Genova, ci sono profughi in altre città. Comunque, ci sono state anche le occasioni e le sedi opportune per affrontare questi problemi; su questi temi non ho visto nessun Capogruppo dell'opposizione rimproverare al Prefetto un deficit di azione politica o di azione governativa. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non mi pare. Mi sembra che quel giorno fossimo tutti d'amore e d'accordo nel sostenere che il Prefetto e l'Amministrazione Comunale avessero agito male, rispetto al versante dei profughi. Non ricordo nessuna voce quel giorno davanti all'organo rappresentativo del governo di questa città. Provo veramente un po' di vergogna ad affrontare questi temi, soprattutto quando un Governo che ha delle responsabilità, oltre che sull'economia del Paese, anche sulle questioni dell'ordine pubblico, sui temi umanitari sembra nascondere il problema. Oggi stiamo discutendo di una delibera importante come il Piano Casa e si parla di un problema umanitario in senso negativo! Questa è veramente la questione! Spero che la luna di miele con il Governo nazionale finisca presto in questo Paese, perché i fatti dimostrano che questo Governo è complice di tutto quanto sta accadendo sul piano dell'ordine pubblico, con centinaia e migliaia di immigrati che stanno arrivando alle coste siciliane. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello In questo dibattito devo ringraziare innanzitutto il Consigliere Giorgis, perché mi ha fatto comprendere una cosa che, probabilmente, non avevo ancora capito, proprio per mia mancanza. Sono un cittadino qualunque, faccio il Consigliere Comunale come lo fa lui, ma lui è docente universitario e professore e io non posso arrivare a tanto. Sostenere, in quest'Aula, che il vero senso di responsabilità ce l'ha una parte della maggioranza, non tutta, nel non votare questo emendamento, è veramente notevole. Io non ci sarei mai arrivato! Inoltre, il dibattito su questo emendamento ha fatto capire perché l'Italia dei Valori recuperi molti consensi tra la gente e il PD li perda: probabilmente, c'è un partito - insieme a molti altri, per fortuna - che rimane in mezzo alla gente e recupera consensi, come ha sostenuto il Consigliere Petrarulo con il suo emendamento, e altri che, facendo filosofia, probabilmente, non fanno questa azione sul territorio. Ma detto questo, il vero problema che dobbiamo, in qualche modo, evidenziare votando questo emendamento è che ormai l'Istituzione sostiene un'illegalità che viene riconosciuta come tale. Lo abbiamo visto in Consiglio Comunale più volte con interpellanze e interrogazioni. Basti vedere lo stabile, già citato più volte, di Corso Peschiera, ma voglio ricordare l'ex asilo di Via Alessandria, per il quale - ne abbiamo dibattuto un anno e mezzo fa - si era preso un impegno nel cercare di liberarlo e, ad oggi, a distanza di quasi un anno e mezzo, la situazione è la stessa. Assessore Tricarico, io, come molti colleghi dell'opposizione, le riconosciamo una grande dedizione e un grande lavoro nel settore della casa; mi spiace per questo aspetto che va a limitare il risultato di un lavoro che lei costantemente ha fatto in questi due anni e mezzo ed è inutile che lei dica che le occupazioni abusive in questa città sono solo 9 rispetto alle 4900 di Milano. Vorrei sapere, complessivamente, quante siano le occupazioni abusive di stabili comunali in questa città da parte di realtà che sono contra legem, che non rispettano la legge. Rispetto a questo, invito a riflettere i singoli Consiglieri Comunali sul fatto di votare positivamente - io lo farò convintamente - l'emendamento che il Consigliere Petrarulo ci ha sottoposto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ghiglia. Le ricordo che ha a disposizione solo due minuti. GHIGLIA Agostino Tutti noi abbiamo una sensibilità rispetto ai problemi dei profughi; ce l'abbiamo anche nei confronti dei problemi degli altri. Qui, casomai, se tutti i sostenitori della deliberazione non l'avessero fatto, occorrerebbe che leggessero tutto, perché qui si parla non solo di rifugiati, ma anche di stranieri, virgola. Quindi, potrebbero essere stranieri qualunque, che, in barba a qualsiasi classifica, in base a qualsiasi graduatoria, entrano in una di queste residenze collettive. A me non piace il termine, anche se capisco che lei abbia dovuto fare un "marchettino semantico" all'estrema sinistra, Assessore Tricarico, però, comunque, avreste almeno potuto inventare un altro nome! La cosa grave, però, è che mentre dilapidate il denaro pubblico - poi, il Piano Casa, per carità, potrebbe anche essere, per altri aspetti, pregevole - per fare un piano biennale - le leggo solo una cosa di stamattina - da 800 alloggi, la Compagnia di San Paolo, dove voi nominate, credo, due persone, questa mattina stanzia 4 milioni di Euro (con 4 milioni di Euro si costruiscono 50 o 60 alloggi), in un momento di crisi drammatico come questo (caro Consigliere Gallo, altro che i tuoi profughi!), per finanziare un bando sulle arti sceniche in compagnia, cioè finalizzato al sostegno dello spettacolo dal vivo che enti culturali, eccetera. Ora, mi chiedo: in questa città, non ci sono priorità che, magari, siano anche indicate alle persone ricche che nominiamo come nostri rappresentanti in quella Compagnia, affinché i soldi (che vengono concessi per finalità sociali) abbiano una finalizzazione veramente utile, che segua una scala di priorità? È proprio il caso di andare a finanziare, con 8 miliardi del vecchio conio, novanta spettacolini teatrali che nessuno vedrà? Date indicazioni certe, Assessore Tricarico. Del resto, e concludo, lei fa un lavoro pregevole, quando cerca di trovare i soldi necessari; purtroppo, però, in questo momento, c'è qualcuno che prende questi soldi e li butta dalla finestra. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Qual è il parere della Giunta? TRICARICO Roberto (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 1 all'emendamento n. 124: (Presenti 37, favorevoli 12, contrari 25) Il subemendamento n. 1 è respinto. |