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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 29 Dicembre 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 12
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2008-03563
PIANO CASA ANNI 2009/2010.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 200803563/104,
presentata dalla Giunta Comunale in data 17 giugno 2008, avente per oggetto:
"Piano Casa anni 2009/2010".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Tricarico.

TRICARICO Roberto (Assessore)
In sede di replica, non posso far altro che rilevare come l'impianto del Piano Casa sia
generalmente accettato dal Consiglio Comunale.
È uno sforzo, quello dell'Amministrazione, che è coerente con le iniziative messe in
campo in questi anni, che hanno consentito a 6.000 famiglie di ottenere una
sistemazione abitativa alternativa a quella precedente.
È una gestione, quella delle case popolari della Città, che registra la presenza di sole 9
occupazioni abusive, in confronto alle 4.900 presenti a Milano.
Questo risultato è stato possibile certamente grazie alla tradizione esistente nella nostra
città, alla puntualità delle Prefetture che si sono susseguite, al lavoro dei Sindacati e alle
forze politiche che siedono in Commissione Emergenza Abitativa.
È un Piano Casa ambizioso, perché, pur in assenza di risorse nazionali, incrementerà di
1.000 unità il patrimonio abitativo pubblico: un investimento di 62 milioni di Euro è
certamente una boccata d'ossigeno per le nostre famiglie.
Il Piano Casa si inserisce in una città che ha saputo gestire la conversione olimpica in
maniera eccellente. Si fa un gran parlare di cattedrali nel deserto, ma ci si dimentica di
rilevare che, già a sei mesi dalla chiusura delle Olimpiadi, tutte le case del villaggio
olimpico erano puntualmente occupate dagli aventi diritto. È un risultato che, in Grecia,
non sono riusciti a raggiungere, nonostante siano trascorsi molti anni dalla conclusione
delle Olimpiadi.
La nostra città ha saputo mantenere la coesione sociale al primo posto degli interventi
pubblici e sa benissimo che, in Barriera di Milano, bisogna intervenire: infatti, la più
grande progettazione della nostra città ricade proprio su Barriera di Milano, dove i
problemi sono diventati una risorsa per la città. Non sfugge a nessuno la riqualificazione
in atto a Stura Nord, così come molti sanno del completamento dell'intervento realizzato
al Parco Stura Sud. Tutti sanno che è in atto un progetto per la riconversione della
discarica dopo la chiusura, tutti sanno che tutti i contratti di quartiere e tutte le
operazioni di qualificazione urbane sono in Barriera di Milano. Anche gli studi di
fattibilità che l'Amministrazione sta realizzando, su incarico della Regione Piemonte,
riguardano tutti Barriera di Milano.
Tutti sappiamo che le case popolari di Via Barriera di Milano sono case popolari che le
altre città italiane ci invidiano, non soltanto perché abbiamo assicurato manutenzione a
tutte, ma soprattutto perché l'ultimo intervento, quello di Via Ghedini, è un intervento
che è già partito e che porterà beneficio all'intero quartiere.
Tutti sappiamo che non possiamo lasciare edifici abbandonati: Via Paganini 30 è un
edificio abbandonato alle velleità di chi si proponeva di realizzare un intervento senza
risorse, perché il centro di medicina alternativa costa 8 milioni di Euro, che
l'Amministrazione non può anticipare. Altra cosa sarebbe, se l'Assessorato alla Sanità o
l'ASL di competenza prevedessero le risorse necessarie a questo tipo di recupero. Noi
non vogliamo lasciare edifici abbandonati, ma vogliamo cogliere l'occasione, prevista
dalla Regione Piemonte, di attuare programmi di housing sociale per far sì che, a gara,
l'edificio sia assegnato a persone che si propongono di ristrutturarlo per realizzare una
residenza collettiva sociale (che non è una discarica: dico questo, perché ho sentito, in
quest'Aula, parlare dei problemi del quartiere come se l'inserimento di residenze
abitative rappresentasse un ulteriore degrado). Noi riteniamo che la qualità
architettonica e l'investimento pubblico rappresentino un motore di riqualificazione
urbana, come sta avvenendo alla Nebiolo, dove molte forze politiche hanno contrastato,
inizialmente, l'insediamento di case popolari, mentre oggi tutti, anche chi aveva
contrastato l'insediamento, concordano con noi sul fatto che l'intervento in realizzazione
in Barriera di Milano, dove è stato portato l'edificio in cui aveva sede il TOROC, di
fronte alla sede del Comando Municipale dei Vigili Urbani, sia un intervento di qualità,
perché la casa popolare porta con sé anche interventi di qualità.
In Via Paganini 30, così come nelle altre aree individuate in Barriera di Milano, non
saremo di fronte a case popolari, ma saremo di fronte a programmi di natura diversa: le
risorse che la Regione Piemonte metterà in campo contribuiranno a fare in modo che
questi interventi siano, poi, apprezzati.
In ogni sede, ho sempre detto che l'unico emendamento che la Giunta avrebbe potuto
prendere in considerazione è un emendamento che nessuno ha presentato, con
l'indicazione dell'alloggio destinato ai profughi del Darfur. Non si è avuta questa
proposta da nessuna parte. Noi sappiamo che i profughi del Darfur, così come i profughi
somali, sono protetti dal nostro Stato. Sono profughi per i quali dovrebbe esserci
l'intervento diretto del Ministro degli Interni, intervento che, nella nostra città, non
abbiamo avuto, intervento di cui c'è un enorme bisogno, visto che le cronache di questi
giorni dimostrano che il nostro continua ad essere un Paese a forte emigrazione, per
raggiungere il quale moltissime persone rischiano la vita. Tra queste, i profughi del
Darfur, che vivono sulla propria pelle l'illusione di essere sbarcati in un Paese europeo
civile, che riconosce al rifugiato politico quanto previsto dalla Legge.
La legge prevede anche un assegno che, attraverso le Prefetture, dovrebbe consentire a
queste persone di insediarsi. Siccome il Consigliere Petrarulo chiedeva coerenza tra chi
siede in questi banchi e chi siede in altri, la stessa coerenza va richiesta anche a chi
siede nei banchi del Consiglio Comunale e a chi siede in quelli del Governo, perché,
senza un intervento governativo, per le Città è impossibile dare una giusta, decorosa e
dignitosa sistemazione a chi è venuto nel nostro Paese pensando di trovare uno Stato
capace di accoglierli.
L'altra cosa la voglio dire alla Circoscrizione 6 (ho già avuto modo di dirlo
pubblicamente): non si può predicare bene e razzolare male, perché la Circoscrizione 6
ha sempre chiesto un intervento a favore dei profughi, con ordini del giorno che
ricordano tantissimo gli appelli rivolti contro l'embargo a Cuba, in cui si chiedevano
interventi di natura internazionale e che, appunto, le Nazioni Unite si facessero carico di
questo problema, ma, nello stesso momento in cui si approvavano ordini del giorno
internazionalisti, se ne approvavano altri con i quali si chiedeva di non avere una
presenza di profughi nel proprio territorio. Io credo che anche in questo caso sarebbe
stata necessaria una certa coerenza.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 60.
Gli emendamenti originali, dal n. 1 al n. 60, sono inseriti nel presente verbale
all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. .
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli
emendamenti dal n. 1 al n. 60:
Presenti 28, contrari 28. Gli emendamenti accorpati dal n. 1 al n. 60 sono respinti.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 61 al n. 126 (esclusi i
nn. 123, 124 e 125).
Gli emendamenti originali, dal n. 61 al n. 126 (esclusi i nn. 123, 124 e 125), sono
inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati
sequenzialmente dal n. al n. .
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli
emendamenti dal n. 61 al n. 126 (esclusi i nn. 123, 124 e 125):
Presenti 28, contrari 28. Gli emendamenti sono respinti.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 123, presentato dall'Assessore Tricarico, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 123:
Presenti 28, favorevoli 28. L'emendamento n. 123 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'analisi del subemendamento n. 1 all'emendamento n. 124.
L'originale del subemendamento n. 1 all'emendamento n. 124 è inserito nel presente
verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. .
La parola al Consigliere Petrarulo.

PETRARULO Raffaele
Voglio replicare all'intervento dell'Assessore Tricarico e dico che, se quello che avete
dato alla Circoscrizione 6 (che, poi, è Regio Parco Aurora, perché Barriera di Milano è
un po' più avanti), sinceramente penso che quella zona avrà ancora tanto da raccogliere,
perché se quanto l'Amministrazione ha dato è quello che lei ha detto, lo ha fatto in zone
nettamente distanti da Regio Parco.
Mi aspetto che qualcosa avvenga anche in zona Regio Parco, che arrivi questa benedetta
Manifattura Tabacchi; allora, forse, si otterrà qualcosa, però credo che anche su quello
avremo altro da fare. Sarà un altro argomento da trattare in futuro.
Per quanto riguarda il predicare bene e razzolare male, se l'Assessore si ricorda ho già
detto chiaramente che, proprio sul Darfur, non voglio strumentalizzazioni. I profughi del
Darfur devono avere le migliori residenze. Se si ricorda - è anche registrato -, in
Commissione ho detto: "Perché non creare 100 residenze anche in Piazza Vittorio, alla
Crocetta, in collina, dappertutto?". Il Comune, se vuole, può... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Dappertutto, signor Sindaco, anche in Piazza Vittorio, perché come
stanno bene a casa mia, possono starci anche a casa sua. Dappertutto. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Io li voglio, ma una cosa è averne 8, una cosa è averne 80 ed
un'altra è averne 200! Questo significa avere interesse nei confronti dei profughi del
Darfur, che sono stati discriminati, perché non stiamo facendo un bel lavoro a lasciarli
nei ghetti, Assessore Tricarico e signor Sindaco.
Mi auguro che in questo Consiglio non solo la minoranza (che è molto attenta anche a
questi pensieri), ma anche la maggioranza (che sarà ancora più attenta dopo quanto è
stato detto) voti favorevolmente questo subemendamento. Se, poi, c'è una giustizia e
non si predica male, ma si razzola bene, sicuramente avremo la collaborazione di tutti
quanti. Per questi motivi invito (con delega del mio Gruppo, naturalmente) tutti i
Consiglieri a votare favorevolmente, affinché, dopo le parole e dopo le chiacchiere,
seguano fatti, perché le promesse sono promesse, i fatti sono fatti e quelli che io ho
menzionato sono fatti, Assessore Tricarico, quelle che ho sentito sono promesse.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Intervengo solo per dichiarare all'Aula il nostro voto contrario e non perché non
abbiamo a cuore le difficoltà di una parte della nostra città, ma esattamente al contrario:
per senso di responsabilità, per capacità di resistere alla tentazione di cavalcare la
pancia, di cavalcare un comprensibile (ma non giustificabile) e diffuso sentimento di
paura.
Per questi motivi siamo contrari, resistendo ad una tentazione che registriamo essere
sempre più diffusa e ringraziando, da questo punto di vista, anche la Giunta, perché non
è facile confrontarsi direttamente con coloro che manifestano - in questo caso - a torto
delle preoccupazioni, ma che devono comunque essere ascoltati e rispettati e riuscire ad
insistere nella convinzione che anima la buona amministrazione e, quindi, resistere a
quella tentazione, che rappresenta l'unico ingrediente per una scelta amministrativa
nell'interesse davvero generale.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Salinas.

SALINAS Francesco
Intervengo rapidamente solo per prendere atto, con rammarico, di come siamo riusciti a
parlare poco sia del Piano Casa che del problema dei profughi del Darfur.
Ritengo che questi due problemi meritassero ben altra attenzione da parte del Consiglio
Comunale, o, meglio, che questo problema e questa opportunità offerta dal Piano Casa
meritassero ben altra attenzione.
Il nostro Gruppo è attento, così come la sinistra, ai problemi del quartiere di Barriera di
Milano; crediamo, però, che debbano essere espressi in maniera differente e con altra
responsabilità. Sappiamo che la Circoscrizione ha espresso un parere non positivo (che
aveva una maggiore complessità di quella che è stata riferita) sulla scelta, perché si
richiedeva la destinazione di quell'immobile ad un centro di terapie alternative
dell'ASL. La preoccupazione principale della Circoscrizione era il destino dei profughi
del Darfur. Quindi, in questo caso, in assenza di una prospettiva amministrativa certa su
una qualunque soluzione alternativa, non si possono tentare soluzioni nel vuoto.
Quanto è stato proposto, comunque, tiene in considerazione prioritariamente,
nell'ambito più generale del Piano Casa, anche la situazione dei profughi del Darfur ed è
in questo momento la soluzione migliore possibile proposta dall'Amministrazione. Non
ci può essere una gara nelle sfortune e, soprattutto, quell'intervento non può essere
considerato di degrado, ma è una possibile risposta al degrado. Non sarà la destinazione
chiesta dalla Circoscrizione, però questo non può essere scambiato come una pecca o un
vulnus del Piano Comunale per la Casa.
Per questo, il Gruppo di Sinistra Democratica voterà "no" a questo subemendamento.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
Il destino dei profughi del Darfur mi preoccupa, ma mi preoccupa di più il destino delle
8.500 famiglie in lista di attesa per un alloggio cosiddetto popolare; mi preoccupa di più
la qualità della vita delle persone di Corso Peschiera, che devono convivere con la
caciara di chi, abusivamente e illegalmente, occupa lo stabile dell'ex clinica San Paolo;
mi preoccupa molto di più del destino dei profughi del Darfur l'emergenza abitativa
verso cui la città di Torino si sta lanciando. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Sindaco, le ricordo che lei è anche un Consigliere Comunale e ha tutto il diritto, al pari
nostro, di prenotarsi, prendere la parola ed esprimere il suo pensiero, e noi staremo
comodamente seduti sui nostri divanetti ad ascoltarla e a pendere dalle sue labbra. La
prego di approfittare di questa possibilità che le è garantita dal nostro Regolamento.
Non chiediamo che la residenza collettiva sociale per profughi non venga collocata nella
Circoscrizione 6; chiediamo semplicemente che non vengano collocate residenze
collettive sociali per profughi in questa città, perché abbiamo ben altre priorità. Una
volta che avremo soddisfatto i bisogni preminenti e prevalenti del territorio, e una volta
che avremo la possibilità di disporre di ulteriori risorse, potremo anche pensare di
soddisfare il bisogno di chi, evidentemente, vede Torino come una città particolarmente
accogliente e molto più accogliente di altre città d'Italia.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cantore.

CANTORE Daniele
Ci tocca dare il voto a un partito che è molto lontano da noi politicamente, sia a livello
locale che a livello nazionale, però penso che l'intervento del Consigliere Petrarulo sia
stato denso di saggezza e di rapporto con il territorio. Assessore, lei non può confondere
un Consigliere di Circoscrizione, che, per nostra fortuna, è arrivato in Consiglio
Comunale (quindi è stato vicino al territorio fino a ieri) e che ha la fortuna - ma è anche
una nostra fortuna - di essere anche Consigliere Provinciale (quindi ha una visione più
ampia della nostra). Aggiungo che, a differenza nostra, lei ha fatto un paragone che non
c'entrava, dicendo: "Coloro che stanno qui e anche al Governo dovrebbero essere
coerenti sia qui che al Governo". Assessore, guardi che qui di presenze al Governo
abbiamo solo un Ministro ombra dimissionario, perché mi pare che nessuno di noi sieda
al Governo di questo Paese. Lei ha ragione quando può dire che le forze politiche
possono fare pressioni sulle relative rappresentanze parlamentari e governative, ma è
altra cosa dalla possibilità di avere il Collega Petrarulo presente in Consiglio Comunale,
che ha chiesto una cosa semplice: di riflettere su quella localizzazione.
Penso che una maggioranza che tenga conto non solo del partito di appartenenza del
Consigliere Petrarulo, ma anche delle corrispondenze del territorio che ha portato, si
debba prendere un attimo di riflessione. Sarebbe stato corretto sia a livello di Consiglio
Comunale e ancora di più a livello di maggioranza. Non penso sia stata una
provocazione a vuoto e ritengo sia anche un po' irrispettoso dire che c'è una differenza
tra il dire e il fare all'interno della Circoscrizione 6. Assessore Tricarico, dovessimo
ricordare le differenze tra il dire e il fare all'interno della sua maggioranza e della sua
Giunta, l'elenco comincerebbe oggi e finirebbe domani mattina.
Voglio solo rilevare che noi, col nostro voto, vogliamo andare a conforto e a sostegno di
un'istanza del territorio, che poteva non dico essere accolta, ma almeno portare ad un
momento di riflessione, che, invece, con le parole del Consigliere Giorgis, avete
respinto. Cioè, voi non volete sentire ragione (e questo è un caso che si aggiunge ad
altri) e respingete non solo una forza politica della vostra maggioranza, ma anche un
Consigliere di Circoscrizione (Consigliere Petrarulo, non si offenda se la chiamo ancora
così, perché lo è stato fino a ieri) che porta l'istanza di un territorio. Di questi territori (e
ha ragione e ho apprezzato quando Petrarulo ha detto: "Lo avete dimostrato durante le
Olimpiadi"), che dovrebbero essere la vostra vocazione politica, i vostri territori di
radicamento, cioè i territori popolari, ormai non vi importa più nulla, e oggi c'è ancora
questa dimostrazione!

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Dopo l'intervento del Consigliere Cantore, effettivamente vi è poco da aggiungere. È
chiaro che tanti, troppi, si dimenticano da dove provengono; troppe persone, una volta
che si siedono qui, si dimenticano che, se sono in quest'Aula, è perché sono stati votati
da persone che si confrontano tutti i giorni con problemi che mi sembra voi abbiate
dimenticato.
Chiedo all'Assessore e al Consigliere Giorgis che cosa sarebbe cambiato se fosse stato
accolto questo emendamento? Sarebbe caduto tutto il Piano Casa che l'Assessore ha
preparato? Non sarebbe successo assolutamente nulla; qualcuno avrebbe potuto essere
più o meno d'accordo con questo Piano Casa, ma non sarebbe capitato assolutamente
nulla. Si trattava esclusivamente di accogliere un'istanza del territorio.
Veramente, non riesco a capire questo vostro accanimento. Non sarebbe cambiato nulla,
ma si sarebbe fatto un favore alla cittadinanza, non soltanto alla popolazione della
Circoscrizione 6 o agli abitanti intorno a Via Paganini, ma a tutta la cittadinanza
torinese, perché non dimentichiamo che quello stabile è stato occupato da squatter che
hanno usato i profughi del Darfur come cavallo di Troia, e così hanno fatto anche dopo
in Corso Peschiera. Sarebbe stata buona cosa nei confronti della città dire: "Noi questo
stabile lo destiniamo ad un'altra cosa", ma non deve passare il concetto che, una volta
occupato, possa andare avanti così.
Ero perfettamente d'accordo con questo emendamento e chiedo ancora una volta al
Consigliere Giorgis e all'Assessore che cosa sarebbe cambiato accettando questo
emendamento. Assolutamente nulla. Non è con interventi strappalacrime sui profughi
del Darfur che si risolvono i problemi di questa città e nemmeno con interventi a senso
unico alternato sul Governo. Adesso c'è al Governo il centrodestra (e ad ogni piè
sospinto il Sindaco, un Assessore o un Consigliere va a dire che se ne deve occupare il
Governo), ma non fino 6 mesi fa.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La invito a concludere.

CAROSSA Mario
Quindi, chiedo al Capogruppo Giorgis o all'Assessore che cosa sarebbe capitato se fosse
stato accettato questo emendamento? Sarebbe crollato tutto il castello che lei ha
preparato in questi mesi, oso dire, perché - lei stesso lo ha ricordato - è stato approvato
in Giunta a giugno e, sicuramente, lei e i suoi collaboratori lo avete preparato in mesi di
lavoro. Che cosa sarebbe cambiato del Piano Casa?

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Sono d'accordo con il Consigliere Salinas sul capolavoro politico fatto dall'opposizione
oggi in quest'Aula nello strumentalizzare un ordine del giorno della Circoscrizione 6,
che, peraltro, non esclude la possibilità di un'accoglienza alternativa, mentre il
Consigliere Ravello sostiene che nessun profugo deve essere ospitato in una città come
Torino.
Ci tengo a ribadirle che ci sono delle idee molto diverse. È un ordine del giorno
legittimo, ma, dal mio punto di vista, non condivisibile, perché chiedo ai Consiglieri
della Circoscrizione 6 dove dovrebbero essere ospitati, in questo momento, queste
persone. Sono esseri umani e mi meraviglia come dei Consiglieri che fanno parte del
Governo nazionale, oggi scaricassero in Conferenza dei Capigruppo la questione della
sicurezza: Torino è una delle città più insicure, mentre oggi il Ministero degli Interni è
competente sulla questione dell'ordine pubblico, così come è stato con il Governo Prodi
e così come, fino a un anno fa, era con l'altro Governo Berlusconi. Ci dimentichiamo
che, in questo Paese, ci sono stati 5 anni di Governo Berlusconi e appena 18 mesi del
Governo di centrosinistra.
Si scarica sul Sindaco quella responsabilità; oggi si scarica sulla maison comunale la
questione dei profughi. Io credo che veramente siamo di fronte ad azioni di disonestà
intellettuale da parte di questi Consiglieri. La questione umanitaria non esiste per questi
Consiglieri!
Appellatevi al vostro Governo, perché queste sono questioni di competenza del
Governo nazionale! Credo che in questo dibattito ci debba anche essere un po' di onestà
intellettuale. Siamo a due giorni dal nuovo anno e spero che i Consiglieri
dell'opposizione, in qualche modo, recuperino un po' di sobrietà rispetto a questi
problemi che sono delle città, non solo di Torino: ci sono profughi a Milano, ci sono
profughi a Genova, ci sono profughi in altre città. Comunque, ci sono state anche le
occasioni e le sedi opportune per affrontare questi problemi; su questi temi non ho visto
nessun Capogruppo dell'opposizione rimproverare al Prefetto un deficit di azione
politica o di azione governativa. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non mi pare.
Mi sembra che quel giorno fossimo tutti d'amore e d'accordo nel sostenere che il
Prefetto e l'Amministrazione Comunale avessero agito male, rispetto al versante dei
profughi. Non ricordo nessuna voce quel giorno davanti all'organo rappresentativo del
governo di questa città.
Provo veramente un po' di vergogna ad affrontare questi temi, soprattutto quando un
Governo che ha delle responsabilità, oltre che sull'economia del Paese, anche sulle
questioni dell'ordine pubblico, sui temi umanitari sembra nascondere il problema. Oggi
stiamo discutendo di una delibera importante come il Piano Casa e si parla di un
problema umanitario in senso negativo! Questa è veramente la questione!
Spero che la luna di miele con il Governo nazionale finisca presto in questo Paese,
perché i fatti dimostrano che questo Governo è complice di tutto quanto sta accadendo
sul piano dell'ordine pubblico, con centinaia e migliaia di immigrati che stanno
arrivando alle coste siciliane.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
In questo dibattito devo ringraziare innanzitutto il Consigliere Giorgis, perché mi ha
fatto comprendere una cosa che, probabilmente, non avevo ancora capito, proprio per
mia mancanza. Sono un cittadino qualunque, faccio il Consigliere Comunale come lo fa
lui, ma lui è docente universitario e professore e io non posso arrivare a tanto.
Sostenere, in quest'Aula, che il vero senso di responsabilità ce l'ha una parte della
maggioranza, non tutta, nel non votare questo emendamento, è veramente notevole. Io
non ci sarei mai arrivato!
Inoltre, il dibattito su questo emendamento ha fatto capire perché l'Italia dei Valori
recuperi molti consensi tra la gente e il PD li perda: probabilmente, c'è un partito -
insieme a molti altri, per fortuna - che rimane in mezzo alla gente e recupera consensi,
come ha sostenuto il Consigliere Petrarulo con il suo emendamento, e altri che, facendo
filosofia, probabilmente, non fanno questa azione sul territorio.
Ma detto questo, il vero problema che dobbiamo, in qualche modo, evidenziare votando
questo emendamento è che ormai l'Istituzione sostiene un'illegalità che viene
riconosciuta come tale. Lo abbiamo visto in Consiglio Comunale più volte con
interpellanze e interrogazioni. Basti vedere lo stabile, già citato più volte, di Corso
Peschiera, ma voglio ricordare l'ex asilo di Via Alessandria, per il quale - ne abbiamo
dibattuto un anno e mezzo fa - si era preso un impegno nel cercare di liberarlo e, ad
oggi, a distanza di quasi un anno e mezzo, la situazione è la stessa.
Assessore Tricarico, io, come molti colleghi dell'opposizione, le riconosciamo una
grande dedizione e un grande lavoro nel settore della casa; mi spiace per questo aspetto
che va a limitare il risultato di un lavoro che lei costantemente ha fatto in questi due
anni e mezzo ed è inutile che lei dica che le occupazioni abusive in questa città sono
solo 9 rispetto alle 4900 di Milano. Vorrei sapere, complessivamente, quante siano le
occupazioni abusive di stabili comunali in questa città da parte di realtà che sono contra
legem, che non rispettano la legge.
Rispetto a questo, invito a riflettere i singoli Consiglieri Comunali sul fatto di votare
positivamente - io lo farò convintamente - l'emendamento che il Consigliere Petrarulo ci
ha sottoposto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ghiglia. Le ricordo che ha a disposizione solo due minuti.

GHIGLIA Agostino
Tutti noi abbiamo una sensibilità rispetto ai problemi dei profughi; ce l'abbiamo anche
nei confronti dei problemi degli altri. Qui, casomai, se tutti i sostenitori della
deliberazione non l'avessero fatto, occorrerebbe che leggessero tutto, perché qui si parla
non solo di rifugiati, ma anche di stranieri, virgola. Quindi, potrebbero essere stranieri
qualunque, che, in barba a qualsiasi classifica, in base a qualsiasi graduatoria, entrano in
una di queste residenze collettive. A me non piace il termine, anche se capisco che lei
abbia dovuto fare un "marchettino semantico" all'estrema sinistra, Assessore Tricarico,
però, comunque, avreste almeno potuto inventare un altro nome!
La cosa grave, però, è che mentre dilapidate il denaro pubblico - poi, il Piano Casa, per
carità, potrebbe anche essere, per altri aspetti, pregevole - per fare un piano biennale - le
leggo solo una cosa di stamattina - da 800 alloggi, la Compagnia di San Paolo, dove voi
nominate, credo, due persone, questa mattina stanzia 4 milioni di Euro (con 4 milioni di
Euro si costruiscono 50 o 60 alloggi), in un momento di crisi drammatico come questo
(caro Consigliere Gallo, altro che i tuoi profughi!), per finanziare un bando sulle arti
sceniche in compagnia, cioè finalizzato al sostegno dello spettacolo dal vivo che enti
culturali, eccetera.
Ora, mi chiedo: in questa città, non ci sono priorità che, magari, siano anche indicate
alle persone ricche che nominiamo come nostri rappresentanti in quella Compagnia,
affinché i soldi (che vengono concessi per finalità sociali) abbiano una finalizzazione
veramente utile, che segua una scala di priorità? È proprio il caso di andare a finanziare,
con 8 miliardi del vecchio conio, novanta spettacolini teatrali che nessuno vedrà?
Date indicazioni certe, Assessore Tricarico. Del resto, e concludo, lei fa un lavoro
pregevole, quando cerca di trovare i soldi necessari; purtroppo, però, in questo
momento, c'è qualcuno che prende questi soldi e li butta dalla finestra.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

TRICARICO Roberto (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 1
all'emendamento n. 124:
(Presenti 37, favorevoli 12, contrari 25)
Il subemendamento n. 1 è respinto.
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