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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Iniziamo l'adunanza del Consiglio Comunale discutendo l'interpellanza n. mecc. 200807222/02, presentata in data 4 novembre 2008, avente per oggetto: "Eliminazione della dicitura 'nato in YU' sui documenti rilasciati agli esuli istriano- giuliano-dalmati" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Dell'Utri, per la risposta. DELL'UTRI Michele (Assessore) Il Consigliere Lonero pone un quesito interessante: se, per quanto riguarda gli Istriano- Dalmati, la Città di Torino applichi (in parte, del tutto o per niente) la Legge n. 54 del 1989 in relazione all'indicazione o meno dello Stato di nascita sulla carta d'identità. In realtà, la situazione è duplice; gli Istriano-Dalmati presenti a Torino, attualmente, sono 131 e questa indicazione sul documento è stata variata alle persone che, finora, si sono presentate fisicamente presso i nostri Uffici, in seguito ad una richiesta specifica (quindi, nel nuovo documento, non viene riportata l'indicazione dello Stato di nascita). C'è un aspetto problematico, che, però, non riguarda il Comune di Torino; la norma legislativa dice che è obbligatorio omettere l'indicazione della nazione (in questo caso, ex Jugoslavia), però vi è un problema tecnico, perché alcuni Comuni sono stati italianizzati (cioè, è avvenuta la trasformazione del nome in italiano) ed è seguita la corrispondenza numerica del codice fiscale, ma, per i Comuni che non sono stati italianizzati, non si è proceduto all'attribuzione del codice fiscale. Quindi, per alcune persone, se non vogliono avere segnata quella dicitura, il rischio è che scompaiano per il Fisco e per l'Ufficio delle Entrate (fatto non possibile). È necessario, quindi, da parte dell'Ufficio delle Entrate, un procedimento per la trasformazione di quei nomi in italiano, ai quali, conseguentemente, poter attribuire un codice specifico. Quindi, la risposta che posso fornire all'interpellante è, in parte, sì e, in parte, no. La trasformazione della maggior parte dei nomi pare sia possibile, infatti, già ad ottobre, abbiamo mandato una lettera raccomandata agli interessati in cui chiedevamo di presentarsi presso gli Uffici per procedere a questa variazione. È chiaro che esistono alcuni limiti invalicabili, che non dipendono dal Comune di Torino. Quindi, in alcuni casi, capiterà che, seppur l'interessato si presenti fisicamente presso i nostri Uffici, continuerà a rimanere quella dicitura, perché il Comune non è stato nominalmente italianizzato e, quindi, non gli è stato attribuito il numero di riferimento per il Fisco. La mia risposta è, quindi, che il Comune si è già attivato in questo senso, con i limiti oggettivi che sono intrinseci alla norma. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Lonero. LONERO Giuseppe Ringrazio l'Assessore per la risposta. Mi chiedo, inoltre, se il Comune abbia intenzione di attivarsi presso l'Ufficio delle Entrate, affinché non sia il singolo cittadino a dover chiedere, di volta in volta, l'"italianizzazione", tra virgolette, del Comune di nascita (qualora questa non sia avvenuta in automatico). Di fatto, l'Ufficio delle Entrate potrebbe trasformare i Comuni non italianizzati, in modo tale che tutte le persone nate nei Comuni che rientrano in questa fattispecie possano automaticamente, come tutti gli altri, avere la cancellazione della dicitura "nato in YU", come previsto dalla normativa. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Dell'Utri, per una breve precisazione. DELL'UTRI Michele (Assessore) Questa è, senza dubbio, la direzione. Il primo passaggio è verificare quanti tra questi 131 cittadini appartengano a Comuni che sono regolarizzati e quanti no. È chiaro che non è un problema unicamente torinese, ma questa trasformazione del nome e l'attribuzione di un numero di riferimento è una questione da risolvere a livello nazionale. Quindi, noi possiamo fare questa segnalazione, ma è un procedimento che dipende da un altro ambito. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. |