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COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 200806961/08, presentata dalla Giunta Comunale in data 28 ottobre 2008, avente per oggetto: "Alienazione di immobili di proprietà comunale ad asta pubblica. Approvazione" COPPOLA Michele (Vicepresidente) Comunico che in data 19/11/2008 le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula. Nella seduta del Consiglio Comunale dello scorso giovedì abbiamo affrontato il dibattito generale e discusso ed approvato gli emendamenti. Nella seduta odierna, procederemo alle dichiarazioni di voto conclusive e alla votazione della proposta di deliberazione. La parola all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Vorrei procedere ad una comunicazione, che fa seguito all'osservazione formulata, in primis, dal Consigliere Lonero circa la correttezza dei riferimenti agli Allegati "n. bis"; tutti gli Allegati sostitutivi, rispetto a quelli originali, hanno lo stesso nome con l'aggiunta del "bis", per ovvie ragioni di distinzione. Siccome si è riscontrato che questa situazione non trovava espressione solo in parti dell'atto deliberativo emendato, ma anche nel documento (quindi, nella sua formulazione originale), sarebbe stato necessario, ovunque ci fosse il riferimento ad un Allegato, introdurre un emendamento con la correzione da "n." a "n. bis". Abbiamo concordato che gli Uffici della Segreteria del Consiglio provvederanno a questo tipo di variazione. Quindi, per correttezza, volevo comunicare che, nei fatti, a valle dell'atto deliberativo, ci sarà un'attività da parte degli Uffici della Segreteria del Consiglio, ma soltanto in questo senso. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Lonero, per la dichiarazione di voto. LONERO Giuseppe Penso che dal dibattito generale sulla proposta di deliberazione e dall'analisi degli emendamenti risulti evidente il voto contrario del Gruppo che rappresento, per cui non richiamerò le motivazioni tecniche e nel merito, che sono già state avanzate in sede di discussione della deliberazione. Vorrei, però, sottolineare un aspetto politico per motivare il mio voto contrario. L'aspetto politico riguarda il fatto che, con questa proposta di deliberazione, si impoverisce il Comune di Torino, senza avere nulla come contropartita. Come è emerso dalla discussione, la svendita di questi immobili, per un'ipotizzata entrata di circa 30 milioni di Euro, servirà a coprire la spesa corrente. Si impoverisce, quindi, il patrimonio della Città di Torino e non si ottiene un equivalente arricchimento, perché i soldi non verranno impiegati per investimenti, tranne per il pagamento di una rata che consentirà l'avanzamento della linea metropolitana, ma questa, comunque, è un'ipotesi che è stata messa in secondo piano da chi ha illustrato la proposta di deliberazione. In primo piano, è stata messa l'ipotesi di utilizzare questi soldi per finanziare la spesa corrente, in particolare per pagare gli stipendi dei dipendenti della Città di Torino. Quindi, svendiamo per spendere, brevi manu, questo denaro, senza avere una ricaduta positiva sulla città. Per questo motivo, che rafforza ancora di più tutte le osservazioni tecniche che, nel merito, sono già state fatte nel corso della discussione, esprimo il mio voto contrario all'approvazione di questa proposta di deliberazione. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Stiamo per determinare la conclusione di un percorso, che è durato qualche settimana e che è solo l'ennesimo passo verso una sempre più avanzata dismissione dei beni immobili della Città. Questo principio era già contenuto ed esplicitato nelle linee programmatiche; l'obiettivo è quello di liberarsi di tutto ciò che pesa e, così come responsabilmente riteniamo di aver condotto una modesta battaglia di opposizione e di ostruzionismo, non possiamo che, altrettanto responsabilmente, sottolineare come sia giusto tagliare i rami secchi e liberarsi di ciò che rappresenta un costo e non genera alcun beneficio. Quindi, ben venga la volontà dell'Amministrazione di liberarsi di beni immobili che non solo non fruttano, ma, ancora peggio, costano e, come ho già avuto modo di dire, ci rendiamo conto che le direttrici da seguire in casi come questi siano due: l'ottica di razionalizzare e limitare la spesa e di generare degli utili. Restano ferme alcune considerazioni critiche su questo provvedimento, che ci pare un po' affrettato, ci sembra un parto dato dal terrore di non sapere come far fronte a delle spese spicciole che l'Amministrazione aveva in conto sin dalla stesura del proprio Bilancio Preventivo, ma che poi, quando si trova a dover davvero pagare, non sa come fare. Ricordiamo che 30 milioni di Euro non servono nemmeno per pagare gli stipendi dei dipendenti per un mese; servono semplicemente per tirare una boccata d'aria, ma questi 30 milioni di Euro hanno un enorme valore simbolico, perché, a mio avviso, rappresentano uno degli ultimi passi di questa Giunta verso il baratro e la bancarotta. Arrivare alla dismissione affrettata di alcune proprietà per incamerare le risorse necessarie per pagare il mutuo per il prolungamento della Metropolitana, significa essere con l'acqua alla gola. Sarò prosaico, ma potrei dirvi che probabilmente la Città di Torino e tutti noi siamo ormai alla canna del gas; so che le parole non rispecchiano l'aulicità del luogo in cui ci troviamo, però definire in termini popolari la realtà di una situazione significa compensare anche ciò che voi non ci avete detto. In questa operazione c'è un grande assente, l'Assessore Passoni che, come ho già detto poche sere fa, è il vero mandante di questa proposta di deliberazione e di questa dismissione e lei, Assessore Viano, è solo un esecutore che, tra l'altro, si è trovato a doversi confrontare anche con l'opposizione ed il suo ostruzionismo. Detto questo, non posso che dichiarare il voto contrario del mio partito a questa proposta di deliberazione, accompagnandolo con una preoccupazione, perché resta fermo il dubbio su come pensiate di pagare le prossime rate dei mutui che avete acceso e che hanno portato la Città di Torino ad avere un indebitamento pari a circa 3 miliardi di Euro. Non si può pensare di poterle pagare esclusivamente vendendo immobili della Città, perché nessuno di noi - e voi probabilmente meno di noi - ha la certezza di trovare un acquirente e, visto il momento che lei ben conosce, quando si saranno espletate tutte le procedure per questa asta, vorrò proprio vedere chi si farà avanti per comprare un immobile valutato in tempi in cui la bolla immobiliare non era ancora esplosa e messo in vendita una volta che la bolla immobiliare è definitivamente esplosa. Tra qualche settimana, ci troveremo a discutere del prossimo Bilancio e speriamo che, almeno in quella occasione, mettiate le carte in tavola, chiariate e definiate senza mezzi termini qual è la reale gravità della situazione finanziaria di questa Città, perché trovarsi alla fine dell'anno a doversi liberare di beni di proprietà dei contribuenti torinesi per poter pagare qualche spesa spicciola, significa essere sull'orlo di un baratro dal quale probabilmente non riusciremo a tirarci indietro. Questa è la grossa preoccupazione che ci accompagnerà nel passaggio al nuovo anno e che, purtroppo, temiamo caratterizzerà gli ultimi anni non troppo allegri di questa Amministrazione. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Avrei voluto votare contro questa proposta di deliberazione, perché non condivido la struttura di questa proposta di deliberazione portata all'attenzione del Consiglio Comunale, però voglio fare di più, perché vorrei marcare maggiormente il mio dissenso e, pertanto, non parteciperò al voto e voglio spiegare da un punto di vista politico, perché per la quale questa proposta di deliberazione non avrà la mia partecipazione. Innanzitutto, perché assistiamo all'ennesima dismissione di beni immobiliari di questo Comune, che è necessaria solo per racimolare un po' di fondi che, in questo momento, diventano vitali per pagare i conti di un'Amministrazione che, purtroppo, mai come oggi è stata tanto in bolletta. Una situazione evidentemente drammatica che la vendita di alcune proprietà con l'obiettivo di incamerare una trentina di milioni non può certo risanare, anzi quello proposto è un artificio finanziario fine a se stesso, che consegnerà alle generazioni future la nostra Città ancora più povera ed ugualmente, se non di più, indebitata. Negli ultimi due anni, dai banchi dell'opposizione sono state presentate diverse interpellanze e proposte di mozione che chiedevano lumi e, già anni fa, esprimevano grandi timori sulla reale situazione del Bilancio comunale, tanto che, tempo addietro, avevamo detto che senza un intervento veramente risanatore ed urgente non ci sarebbero stati i soldi per pagare gli stipendi ai dipendenti, ma ci è sempre stato risposto, in primis dal Sindaco, che le nostre erano preoccupazioni immotivate, frutto di una bassa schermaglia politica e che non esisteva alcun problema di Bilancio. Oggi, invece, dopo aver assistito all'allarme per la mancanza di fondi per gli stipendi dei dipendenti pubblici, sappiamo, come ricordava il Consigliere Ravello, che non ci sono neanche i soldi per pagare le rate dei mutui e all'orizzonte si profilano giorni di chiusura totale degli uffici comunali per risparmiare su energia elettrica e riscaldamento. Tutto questo credo che esprima bene le difficoltà di un Comune che ormai (Consigliere Ravello, non penso che sia un'espressione forte) è veramente alla canna del gas. Il Sindaco, oltre alle sue continue esternazioni su personali questioni politiche (coalizioni del Nord, partiti allargati ed alleanze strane), dovrebbe capire che la sconcertante situazione del suo Bilancio è figlia di precise scelte politiche sue e delle sue Giunte (questa e quella passata); decisioni che in periodi di vacche grasse hanno indebitato il Comune fino al collo: un'azienda con oltre 3 miliardi di debiti, come nel caso del Comune di Torino, sarebbe già fallita! La situazione appare sempre più fuori controllo e ciò che preoccupa è che, nei suoi ultimi discorsi, sia stato proprio il Sindaco, ancora una volta, a puntare il dito sul deficit di Bilancio e su congiunture negative che paiono essere cadute dall'alto. Ma chi li ha fatti questi 3 miliardi di debiti? Chi ha scelto, come diceva questa mattina nell'incontro con i parlamentari il Consigliere Cantore, di indirizzare gli investimenti su prodotti derivati per un miliardo e mezzo di Euro dei nostri cittadini? Tutto ciò, oltretutto, s'inserisce in un contesto di litigiosità, separazioni e fratture di questa maggioranza, all'interno della coalizione che dovrebbe comporre la maggioranza in città, che non ha precedenti e, di fatto, ha quasi paralizzato l'attività amministrativa, concorrendo a creare quella voragine dei conti pubblici con cui dobbiamo scontrarci. Abbiamo avuto l'ultimo esempio proprio stamattina in V Commissione, dove, rispetto alle modifiche del Regolamento sugli asili nido, con i Colleghi abbiamo assistito ad una Commissione nella quale noi dell'opposizione eravamo quantomeno imbarazzati; un altro macroesempio, poi, è dato dalle oltre 20 volte in cui, quest'anno, è venuto a mancare il numero legale e che vanno a sommarsi alle 25 volte in cui ciò è accaduto lo scorso anno, fra Consiglio e Commissioni, imponendo un dispendioso e farsesco continuo rinvio di decisioni anche importanti. È giunto il momento, dunque, di guardare in faccia la realtà: il secondo mandato di Chiamparino come Sindaco sta soffocando tra i debiti e affondando sotto il peso delle liti cui accennavo; sarebbe molto più utile pensare a un intervento d'emergenza, proprio partendo dal tavolo per la crisi economica di questa mattina, comprendente i parlamentari a cui stia realmente a cuore la nostra città, evitare di trovare una via, in questa disastrata Amministrazione, che ci trasporti, attraverso la crisi, verso una ripresa. Noi parliamo di crisi di questa nostra città, delle aziende e delle famiglie, ma dovremmo affrontare il vero problema guardando alla crisi finanziaria del Comune di Torino, com'è stato peraltro dichiarato dal Sindaco. È con grande senso di responsabilità, quindi, che chiediamo al Sindaco una presa di posizione forte in tal senso. La scorsa settimana, non abbiamo presentato 900 emendamenti per bloccare questa deliberazione, perché sappiamo quali siano le possibilità dell'opposizione, ma il nostro intento era quello di far riflettere l'Amministrazione su un'operazione che indebiterà ulteriormente la Città. Vogliamo che s'inizi a riflettere e a progettare sul futuro di una Città che, con l'attuale Governo, non è garantita affatto, né per oggi né tanto meno per domani e, soprattutto, per il futuro dei nostri figli: è questa la nostra reale preoccupazione e proprio per questo non parteciperemo al voto sull'ennesimo indebitamento che il Comune di Torino sta per perpetrare. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Non voglio ripetere quanto è stato detto, molto opportunamente, dai Colleghi dell'opposizione che mi hanno preceduto, ma, signor Presidente, è chiaro che siamo contrari all'alienazione di questi immobili del Comune di Torino. È già stato detto, peraltro, che si va a diminuire il tesoro di questa Città, a fronte di 30 milioni che, secondo noi, andranno solo nei confronti della spesa corrente; tuttavia, vorrei ribadire una richiesta che in questi mesi abbiamo avanzato sia al Sindaco sia all'Assessore competente, rivolgendomi in particolare al Presidente della I Commissione, Consigliere Cuntrò, senza alcun intento provocatorio: da mesi, vi chiediamo di capire meglio la vicenda dei derivati; da mesi, vi abbiamo chiesto conto di questa finanza sciagurata e speculativa che avete sottoscritto e, sempre da mesi, ci dite di stare tranquilli. Oggi, la Corte dei Conti invita Sindaci e Governatori a stare lontano dai derivati; allora, forse, sarebbe stato meglio affrontare il problema dei derivati con tranquillità e serenità quando l'abbiamo chiesto, senza far finta che tutto andasse bene! Infatti, ha ragione il Consigliere Angeleri a dire che "li avete stipulati per un miliardo e mezzo, se non più" (all'inizio, anzi, per 1.800.000.000, mentre il rimanente nozionale è ora di 1.500.000.000), per cui, se ne dovessimo aver bisogno, oggi, dovremmo sborsare 125 milioni, quindi, ogni anno, sono costati 5 milioni all'Amministrazione Comunale! Forse, se dal 2002 al 2007 non ci fosse stata quest'avventura di capitalismo comunale e di finanza creativa - che ha una responsabilità nel precedente Assessore, poi reiterata dall'attuale (non dobbiamo prenderci in giro, perché non vi è stato posto rimedio) -, oggi non ci saremmo trovati nella condizione di alienare - i Colleghi hanno ragione -, probabilmente sottocosto, degli immobili del Comune, un tesoro della città di Torino, ammesso che le aste vadano a buon fine! Tralascio la polemica - l'abbiamo già fatta la scorsa settimana - sul fatto che, ad un certo punto, ci abbiate detto di ritenere inopportune le aste e opportuno riferirsi, invece, al fondo immobiliare. L'Assessore ha detto - e in parte condivido - che è meglio dare i pezzi di un certo pregio al fondo immobiliare e che gli altri non potrebbero che andare alle aste; però, rimane il problema di questo buco di Bilancio, che non coprite con questi 30 milioni e che rimane serio, Colleghi, mentre noi attendiamo che ci spieghiate quali soluzioni intendiate trovare per risolvere il problema dei derivati. Non potete raccontarci sempre che va tutto bene. Nelle altre Città d'Italia è stato costituito un pool di esperti - ovviamente, non partigiano, imparziale - che vada a verificare come siano stati stipulati, quali siano le incidenze sul Bilancio e quali problemi possano provocare se vengono mantenuti o potrebbero esserci se, invece, questi contratti venissero ritirati. Ho già detto che, se dovessimo ritirarli oggi, la cifra era di 122 milioni al 31 marzo e di 125 milioni al 30 settembre, fra oneri del contratto e penali che, ovviamente, si dovrebbero pagare. Non ritengo questa discussione fuori dall'argomento, nel senso che continuiamo a mettere delle pezze e non consideriamo il buco del Bilancio, che ha una responsabilità in chi ha amministrato, ma, soprattutto, rappresenta una tegola che potrebbe piovere o arrivare violentemente, ossia quella dei derivati. Quindi, il nostro appello non è solo quello di votare contro questa proposta di deliberazione, ma anche quello di affrontare, se vogliamo essere seri, tutta la vicenda dei derivati. Ribadisco che l'hanno fatto tutte le altre Città italiane, quindi, non capisco perché il Comune di Torino, a partire dal suo Assessore competente, non possa venire a dirci con chiarezza come stiano effettivamente le cose. Poi, rivolgendomi all'Assessore Viano, il quale è uomo forte di questa Giunta, sebbene non abbia responsabilità nel settore, vorrei aggiungere che esiste il problema dei residui passivi (rispetto ai quali i Colleghi hanno chiesto diverse volte, in Commissione, il relativo ammontare), poiché non si riesce a capire nulla di come possano essere utilizzati. Se si chiede una mano per uscire dalla crisi, dunque, incominciamo a risolvere i problemi di Bilancio che stanno al nostro interno! Oggi, al tavolo, noi abbiamo chiesto un intervento e un'iniziativa dei parlamentari sul Governo, ma dev'essere chiaro che questo non funziona, se prima non chiariamo il buco del Bilancio, i problemi dei residui attivi e dei derivati, perché è inutile andare a chiedere al Governo, se è proprio in quest'Aula che non si vuole risolvere il problema drammatico del Bilancio comunale, che ha un'incidenza diretta anche su questa crisi. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Mi risulta decisamente difficile dover discutere o parlare di deliberazioni simili, anche perché, come ho già detto tante volte, si va nuovamente a vendere - o svendere - del patrimonio che non è nostro e neppure vostro, bensì dei cittadini torinesi. Mi è ancor più difficile, poi, considerando che si prende in giro tutti, nel momento in cui si scrive che "per il 2008, si profila l'opportunità di procedere ad un'ulteriore operazione di valorizzazione di immobili comunali". Infatti, a parer mio, vi è una valorizzazione, nel momento in cui riesco ad aumentare il mio patrimonio, ma, quando lo diminuisco, caro Assessore, non mi sembra affatto una valorizzazione, sebbene lei, con la sua filosofia, potrà sicuramente spiegarmi la questione in diverse maniere. Ho difficoltà a parlarne, quindi, perché ci troviamo nuovamente a discutere di una svendita. Come ho già detto giovedì scorso, dal 2003-2004, almeno sulla carta, avete fatto operazioni di dismissioni per circa 225 milioni di Euro, cioè una cifra davvero impressionante, che però non ha spostato di una virgola il deficit e la situazione debitoria del Comune di Torino! Mi risulta veramente difficile, soprattutto pensando che, al tavolo di stamattina, al quale abbiamo accettato di partecipare molto chiaramente, come opposizione in quest'Aula e come maggioranza a livello governativo, non ho sentito alcuna espressione d'autocritica, ma, anzi, solo attacchi verso quanto è stato fatto da questo Governo! Ebbene, mentre ci troviamo in questa situazione, per cui siete costretti a svendere velocemente per ulteriori 30 milioni di Euro, voi, attraverso il vostro Sindaco, pensate solamente ad attaccare il Governo e a ripetere che l'opportunità di questa Città, quindi la progettualità, è quella di costruire un grattacielo, un termovalorizzatore e uno stadio! Tre strutture con le quali lei, Consigliere Cuntrò, questa maggioranza e questa Giunta, non c'entrate nulla. Il Sindaco - mi dispiace non sia in Aula in questo momento - chiede il prolungamento della linea metropolitana e poi accusa la Lega di essere populista, dimenticando di dire che se anche ottenesse i finanziamenti per il prolungamento della metropolitana, del 40% di questa spesa dovrà farsene carico il Comune di Torino! Come si fa a ragionare e ad essere costruttivi con persone simili! Siamo fortemente indebitati e mi si viene a dire: "Io chiedo il prolungamento della metropolitana!" E per sostenere il 40% della spesa, che cosa si fa? Dismettiamo qualcos'altro? Magari questo Palazzo? Lo venderemo? Quando? Ci rendiamo conto, cari amici dell'opposizione e Colleghi della maggioranza, di che cosa stiamo dicendo? Siamo al fallimento totale della linea economica e politica di questa maggioranza! Certo che non si può ammetterlo, ma è il fallimento di un progetto di cui Torino è stato laboratorio, a partire dal 1993. Il fallimento di un progetto politico! Oggi siamo notai del fallimento di questo progetto della Città di Torino, iniziato nel 1993. Ha già ricordato il Consigliere Cantore gli errori dei derivati, ma vado oltre. Si tratta di errori madornali, cari Colleghi! Si continuano a fare lavori assolutamente inutili e non indispensabili per la città nel momento in cui lei, Assessore, propone una deliberazione nella quale chiede di svendere immobili pari ad un valore di 30 milioni! Avete buttato via 5 milioni di Euro per l'Arena Rock e adesso si chiede di svendere un patrimonio per 30 milioni! Avete investito sull'immobile di Corso Regina Margherita, che adesso è uno tra quelli che svendete! Adesso viene valutato per 8 milioni di Euro, peccato che ne abbiamo spesi circa 3, negli anni passati, per ristrutturarlo! E adesso lo vendiamo? Caro Assessore, si sa benissimo che quando si decide di vendere qualcosa, non la si ristruttura prima, non ci si investe del denaro! Il problema è che mancate di progettualità. Io non ci sto. Non ci sto ad avallare la vostra mancanza assoluta di progettualità! Non sapete che cosa fate da un giorno all'altro! Per questo, mi associo al Consigliere Angeleri: non basta il voto contrario! Mi dissocio completamente da queste deliberazioni e dal vostro modo di portare avanti - e avanti è un eufemismo - politica ed economia, in questa città. Non parteciperò, come Lega Nord, alla votazione. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Ricordo ai Colleghi che sono dichiarazioni di voto conclusive; quindi, a tal proposito, può intervenire un solo Consigliere per Gruppo, fino a 5 minuti e fino a 2 minuti, un Consigliere per Gruppo, in dichiarazione di dissenso, rispetto al Capogruppo o al delegato dal Capogruppo. La parola al Consigliere Cuntrò. CUNTRO' Gioacchino Il nostro Gruppo voterà a favore di questa deliberazione, riprendendo le motivazioni oggetto della discussione e nelle dichiarazioni di voto che i Colleghi hanno reso, perché sarebbe semplice contrapporsi a quanto detto da alcuni Colleghi, ma le ragioni per le quali noi voteremo questa deliberazione, sono ragioni con le quali l'Assessore Viano ci ha motivato la deliberazione, perché ogni altra motivazione è pretestuosa. Il Consigliere Cantore parlava, prima, dei derivati richiamando ciò che oggi i giornali pubblicavano su quanto stabilito dalla Corte dei Conti. Potrei riferirmi anche ad alcuni dibattiti televisivi di queste ultime settimane, soprattutto a quelli dovuti alle questioni riguardanti la crisi economica mondiale e ad un'unicità di ragionamento che tutti i grandi economisti e i grandi finanzieri hanno fatto rispetto alla questione dei derivati. Bisogna abbandonare una politica della finanza virtuale - così come viene definita. Il problema sta in ciò che viene detto oggi! Perché non ci è stato detto prima che i derivati erano uno strumento finanziario che avrebbe potuto metterci in pericolo? Perché non c'è stato un controllo dei costi? Dov'erano questi economisti, Soloni della politica economica del Mondo, che oggi affermano che non bisognava usare i derivati? È troppo facile. Il senno del poi semplifica ogni ragionamento, così come si può dire che tutti i Comuni d'Italia hanno usato uno strumento finanziario in modo irresponsabile, perché tutti - o quasi - i Comuni hanno usato i derivati, perché era quel prodotto finanziario che le banche proponevano ai loro clienti, compresi gli Enti Pubblici. Noi sosteniamo questa deliberazione per le ragioni che, invece, l'Assessore ci ha presentato. Quando parleremo del Bilancio... (INTERVENTO FUORI MICROFONO) ...cercheremo di capire tutti insieme. Consigliere Carossa, lei è venuto all'ANCI e ha portato solo dei cioccolatini! COPPOLA Michele (Vicepresidente) Consigliere Cuntrò, si rivolga alla Presidenza! CUNTRO' Gioacchino No, ma io sento. Lei sa che io parlo e ascolto anche! Stavo dicendo al Consigliere Carossa, Vicepresidente, che la scorsa settimana ha partecipato ad un momento importante per Torino. L'ANCI ha convocato una riunione dei Sindaci proprio in questa città, dove ho avuto modo di incontrarmi con il collega Carossa il quale, purtroppo, per impegni suoi, non ha potuto fermarsi al dibattito, pertanto, non gli è stato possibile ascoltare ciò che i Sindaci di centrosinistra e di centrodestra hanno detto in quella riunione. Purtroppo, è venuto soltanto per portare dei gianduiotti a Dominici, forse perché così sarebbe andato via con la bocca dolce! Dominici, invece, è andato via anche con la bocca amara, perché ha dovuto ascoltare tutti i Sindaci del Piemonte che, insieme, al di là della loro collocazione politica, hanno manifestato la preoccupazione per il futuro dei Comuni da loro governati. Le preoccupazioni, per ciò che avverrà in futuro sul piano economico, sono comuni a noi tutti. Probabilmente, superata la crisi economica - quando si supererà - dovremmo anche chiarire, dal punto di vista finanziario, come i Comuni devono governare. Allora mi chiedo, Vicepresidente, di quale città stiano parlando alcuni Colleghi dell'opposizione - in particolare il Consigliere Carossa -, quando sostengono che a Torino alcune cose non vanno. Ma quali zone della città vede il Consigliere Carossa? Io lo invito, invece, ad andare in giro per Torino, non nei soliti posti, dove va magari, l'Onorevole Borghezio, tutti i sabati ad aizzare a Porta Palazzo! Visiti anche quelle zone della città che questa Amministrazione ha riqualificato e sentirà francesi, inglesi, tedeschi apprezzare e ammirare gli investimenti che questa città ha fatto. Gli investimenti operati da questa città, quindi, non sono stati uno sperpero di denaro pubblico, ma hanno presentato la città di Torino come capace di superare la crisi industriale avvenuta in questi anni, partendo dalle Olimpiadi invernali. Questa Amministrazione ha investito sulla città, affinché questa fosse ammirata non soltanto dal resto d'Europa, ma da altri Paesi del Mondo. E allora, i soldi sono serviti a promuovere investimenti. Allora, se questi investimenti non piacciono lo dica, però lo deve dire ai cittadini di Torino! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). COPPOLA Michele (Vicepresidente) Perché il Consigliere Cuntrò è Presidente della I Commissione. Interviene qui, in quanto delegato dal Capogruppo, perché si tratta di dichiarazioni conclusive di voto, per cui interviene il Capogruppo, oppure il delegato de facto, in questo senso. Questo dice il nostro Regolamento, nulla di più. Consigliere Lo Russo, io non potrei mai permettermi di entrare in una questione che attiene alle dinamiche interne ad un Gruppo! Mi comprenda. La parola al Consigliere Goffi. GOFFI Alberto Non vorrei ripetere l'intervento del Consiglio passato, ma ho sentito delle frasi del Consigliere Cantore che mi spingono ad intervenire. Non mi lascerò tentare dalla polemica e neanche dal dire chi ha inventato questi straordinari strumenti, dalle dismissioni ai derivati, che oggi contestiamo. Ho ascoltato con attenzione gli interventi di buona parte dei Consiglieri e mi permetto di fare alcune osservazioni. Un conto è la responsabilità politica (in particolare, quella sui derivati, andrà accertata, nessuno è qui, neanche il sottoscritto, per giustificare, né per fare sconti. La responsabilità politica del buco di Bilancio dovrà essere argomento affrontato ed affrontabile senza tabù, perché, se esistono responsabilità, vanno perseguite), ma altra cosa è il senso di responsabilità! Quando parliamo delle difficoltà finanziarie del Comune non facciamo una dichiarazione astratta, perché si traducono in tagli alla spesa sociale, ai servizi, alle agevolazioni per i cittadini torinesi, quindi, proprio per il senso di responsabilità, questa deliberazione dobbiamo affrontarla per quello che è, anche se non ci convince. Personalmente, non mi entusiasma - ho avuto modo di dirlo all'Assessore nello scorso Consiglio Comunale -, perché vorrei capire se questa deliberazione si inserisce in un programma strategico e politico della Città, o se sia una dismissione per tamponare semplicemente un buco, o se faccia parte di un progetto più ampio. In merito alle responsabilità politiche di chi ha creato questo buco, concordo con quanto ha detto il Consigliere Cantore, ma non sul senso di responsabilità che questo Consiglio Comunale deve mettere in una situazione di estrema difficoltà, perché io non vorrei essere qui semplicemente per dichiarare un fallimento. Io sto qui e voterò (non favorevolmente, mi asterrò), perché la considero un'apertura di credito nei confronti dell'Amministrazione, sperando che venga tenuta in considerazione per il senso di responsabilità che ci sto mettendo, anche se la deliberazione non ci entusiasma, ma non penserò mai, come Consigliere Comunale, con il senso istituzionale che ho io, di stare in quest'Aula, fare le dichiarazioni di voto, dire che accertiamo uno stato di fallimento per, poi, allontanarmi dall'Aula senza neanche partecipare alla votazione! Questo non fa parte dello spirito istituzionale che dovrebbe contraddistinguere qualunque Consigliere Comunale; siamo qui, affrontiamo l'emergenza, cerchiamo delle soluzioni (magari, non saranno le migliori), voteremo a favore o contro, ma non si abbandona l'Aula, dicendo: "Io non partecipo al voto", perché lo considererei uno scaricare le responsabilità su altri e non sarebbe in alcun modo il senso di responsabilità che dovrebbe distinguere e contraddistinguere qualunque Consigliere Comunale! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la replica, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Buona parte degli interventi, pur stando in termini generali sul tema della finalizzazione di questa deliberazione, ha riguardato questioni di carattere generale che, a breve, nella discussione sul Bilancio, affronteremo in Aula, anche con la dovuta compiutezza, ovvero, avendo sul tavolo l'insieme delle iniziative e delle politiche prese per affrontare una situazione certamente difficile e che ha indiscutibili ragioni esterne, ma anche delle necessità di ricalibratura all'interno, su cui si sta lavorando. Lo strumento delle dismissioni immobiliari è un modo attraverso il quale non si fa soltanto cassa e mi interessa sottolineare due questioni. La prima è che non si fa soltanto cassa e la seconda è che non si svende. Non si fa soltanto cassa, perché sappiamo bene come il mantenimento di patrimoni non strettamente funzionali allo svolgimento dell'attività istituzionale siano un costo, che diventa una passività ingiustificata. Razionalizzare l'uso del patrimonio vuol dire realizzare, anche nella prospettiva di breve periodo, dell'economia vuol dire recuperare risorse di investimento. Come ho già detto la volta scorsa, soltanto le eventuali plusvalenze possono essere destinate a coprire spese di parte corrente; il resto, serve a finanziare comunque investimenti da una lato, ma, dall'altro, a ridurre i costi che l'Amministrazione Comunale deve sostenere per mantenere - in senso lato, dal punto di vista fisico e dal punto di vista delle utenze - il patrimonio che ha quando questo non sia strettamente necessario allo svolgimento dei compiti istituzionali. Nel momento in cui degli immobili non rendono, nel senso che non possono essere messi sul mercato della locazione, non hanno un utilizzo diretto, efficace, corrispondente al valore del bene, le dismissioni immobiliari credo siano utili e di sana amministrazione, come diceva già la volta scorsa ed ancora nell'intervento che mi ha preceduto il Consigliere Goffi, a proposito di indicazioni omogenee che il Governo nazionale, in primo luogo, ha sviluppato in modo compiuto sul tema dell'alleggerimento degli oneri che l'Amministrazione sostiene per mantenere un patrimonio non strettamente necessario allo svolgimento delle proprie funzioni. L'alienazione non ha una finalizzazione soltanto di cassa, ma anche di riduzione degli oneri diretti ed indiretti, collegati alla gestione di un patrimonio che non è strettamente necessario. In secondo luogo, non si tratta di una svendita, perché - ribadisco - i valori ai quali sono messi all'asta gli immobili individuati sono assolutamente congrui dal punto di vista delle valutazioni di mercato antecedenti questa fase di relativa staticità del mercato immobiliare. Non ci sono ancora cadute significative dei valori, ma c'è una forte riduzione dei volumi della compravendita. Riteniamo che siano immobili sui quali il tessuto delle piccole imprese presenti e vitali sul territorio possano utilmente mettere in campo le loro competenze, le loro risorse e riteniamo, quindi, di poter incontrare un mercato sensibile. In questo senso non è una svendita e rappresenta un risultato positivo, al di là dell'elemento che è stato molto evidenziato (per ragioni, certo, anche retoriche, se volete) del fare cassa immediata. È parte di un processo (più che di un programma specificato in ogni particolare) di razionalizzazione della logistica della macchina amministrativa, della struttura con cui i servizi vengono resi e della logistica di questa struttura, quindi, mi pare che realizzi un obiettivo di economia ed efficienza che, in generale, credo sia negli auspici di tutti e possa essere condiviso in modo generalizzato. Sulle questioni di carattere più generale mi sembra sensato, visto che manca poco ormai, rinviare una discussione compiuta in occasione del dibattito sul Bilancio di Previsione per il prossimo anno. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il provvedimento comprensivo degli emendamenti di seguito riportati, approvati nella seduta del 27 novembre 2008 ore 18.00: presenti 40 - favorevoli 33 - astenuti 2 - contrari 5. La proposta di deliberazione è approvata. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento: presenti 35 - favorevoli 32 - astenuti 3. L'immediata eseguibilità è concessa. concernente le aree di Piazza Modena e di Strada Cartman. Approvazione" |