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Estratto dal verbale della seduta di Martedì 9 Dicembre 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 4
INTERPELLANZA 2008-08261
"IL COMUNE CHIUDE BARACCA PER RISPARMIARE SUL RISCALDAMENTO: PRESTO NON PAGHER? NEANCHE PI? GLI STIPENDI?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI VENTRIGLIA E CANTORE IN DATA 27 NOVEMBRE 2008.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200808261/02, presentata in data
27 novembre 2008, avente per oggetto:
"Il Comune chiude baracca per risparmiare sul riscaldamento:
presto non pagherà neanche più gli stipendi?"

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Borgogno.

BORGOGNO Giuseppe (Assessore)
C'é un aspetto, in questa interpellanza, che potrebbe riguardare l'Assessore Mangone.
Il Consigliere Ventriglia è molto spiritoso nelle sue interpellanze e, talvolta, queste
interpellanze ed altri documenti analoghi suscitano un allarmismo che preoccupa e che è
infondato, come in questo caso.
Normalmente, nel periodo natalizio, in particolare, nella settimana di cui stiamo
parlando, quella tra Capodanno e l'Epifania, negli uffici è presente poco meno del 50%
dei dipendenti, per garantire i servizi essenziali. Sulla base di questo, la Direzione
Generale ha fatto uno studio sulla possibilità di chiudere gli uffici utilizzando i giorni di
ferie, dato che è un ponte lungo (uno o due giorni), sempre garantendo, ovviamente, i
servizi essenziali.
Questa proposta è stata valutata dalla Giunta, la quale ha dato indicazione (in
particolare, al Direttore Generale) di verificarne la fattibilità, per capire quale possa
essere la ricaduta organizzativa e, poi, fare una valutazione con le Organizzazioni
Sindacali. C'è già stato un primo incontro con le Organizzazioni Sindacali; nell'arco
degli incontri che sono già in calendario per i prossimi giorni sul Contratto Integrativo,
ce ne sarà un altro e, alla luce di tutto ciò, poi, si deciderà come procedere, sapendo che
già in condizioni normali meno del 50% del personale, in quella settimana, è presente
negli uffici e sapendo che, qualora si facciano entrambe queste chiusure, o una delle due
(perché una delle possibilità è che ce ne sia soltanto una), i servizi essenziali saranno
comunque garantiti. Qualora si chiudesse in quei due giorni, ci sarebbe un congruo
risparmio energetico ed economico, calcolato sempre dalla Direzione Generale,
nell'ordine di circa 400.000 Euro, che non è poco.
Questo è lo stato dell'arte. Nei prossimi giorni ci sarà un nuovo incontro con le
Organizzazioni Sindacali, a cui verrà riproposto, anche alla luce del precedente
incontro, un piano organizzativo ed un'eventuale modalità per realizzare queste
iniziative, che ha lo scopo, da un lato, di certificare un fatto che già esiste e, dall'altro, di
produrre un risparmio.
Per quanto riguarda, invece, quanto è scritto nell'interpellanza sulle tredicesime, per
fortuna non è vero. In caso di difficoltà, in qualunque condizione, la retribuzione dei
dipendenti è la prima cosa che deve essere garantita, non c'è dubbio, anche se si
dovessero fare alcune operazioni di cassa complicate, perché c'è un problema di
competenza, ma anche di flusso di cassa (in particolare, per il mancato introito dell'ICI
sulla prima casa), che soffre e necessita, quindi, di una ristrutturazione. Tuttavia, le
tredicesime e gli stipendi sono garantiti.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
La ringrazio, Assessore, del suo complimento, perché lo considero tale, ma io, in questo
Comune, arrivo secondo, dopo il Direttore Generale: lui sì che ha il senso
dell'umorismo. Tralasciando una serie di situazioni e di episodi (che qualcuno
raccoglierà, presto o tardi, in un libro, che potrebbe intitolare, forse, "Il marchese del
Vaciago"), penso, per esempio, all'annuncio rilasciato a sorpresa della non
corresponsione del premio ai Direttori: quello sì che era stato un bello scherzo, perché,
dopo una serie di approfondimenti, si rivelò essere vero!
Per come abbiamo sentito questo annuncio, sembrava veramente un'operazione come lo
scherzo a Via dei Banchi Vecchi. Purtroppo, non è così, perché, come l'ha presentata lei,
quest'operazione ha un senso ed una direzione, come può essere recepita ne ha un altro.
Dare l'idea che il Comune chiuda gli uffici, tranne i servizi essenziali, allo scopo -
dichiarato dal Direttore Generale agli organi di stampa - di risparmiare sul
riscaldamento, converrà, Assessore, che dà l'idea di un Comune in una situazione,
ormai, neanche drammatica, ma grottesca, nel senso che è il negoziante che rinuncia ad
accendere i neon in vetrina perché così risparmia. Se questa è la motivazione e non una
giustificazione ricavata da una convenienza del tutto particolare, la situazione è
drammatica, perché si può risparmiare su tante cose, persino sui finanziamenti delle
deleghe dell'Assessore Alfieri, ma credo che risparmiare chiudendo gli uffici, che sono
la ragione d'essere di questo Ente, sia veramente un'operazione difficilmente difendibile.
Esiste, poi, un altro aspetto, Assessore. Io non so come si scompongano le cifre relative
al risparmio dichiarato: il Direttore Generale ha dichiarato che di riscaldamento si
risparmierebbero 200.000 Euro al giorno. Qualche giorno fa abbiamo presentato una
lettera, in cui chiediamo un approfondimento, sotto questo profilo, presso la
Commissione di Controllo della Gestione, perché vogliamo anche capire quale sia
l'approvvigionamento (sempre tornando al film di riferimento che si citava prima,
Carbone o Carbonella), ma anche quale sia la spesa ed il controllo della spesa.
Non so se lei ha visto, ma in cinque minuti di passeggiata nei corridoi di Palazzo Civico
ho trovato veramente di tutto; non la porta aperta che potrebbe essere chiusa, ma buchi
nel muro che non vengono chiusi, sistemi di ventilazione con un buco sotto che non si
può riparare, il sottotetto non isolato ed aperto, quindi, mi chiedo se si possa dire che si
risparmia sul riscaldamento quando si tengono aperte le porte e le finestre di casa
spalancate! Le chiedo, Assessore: si può dire che risparmiamo sul riscaldamento,
quando non abbiamo la coscienza tranquilla neanche sui primari accorgimenti di
risparmio energetico e di non dispersione del calore?
Sull'altro versante (che è interessante), invece, dei rapporti con il personale e con le
Organizzazioni Sindacali, normalmente, nelle aziende che ancora non devono mettere i
dipendenti in cassa integrazione, ma possono permettersi di farlo, nelle aziende non
troppo sindacalizzate, è prassi - lei lo sa - che, quando l'azienda non produce o,
tradizionalmente, nei periodi di commesse più ridotte, anche se si tratta del mese di
febbraio, i dipendenti sono fortemente incoraggiati a prendersi le ferie. È la prassi, ci
sono tante aziende in cui i sindacati non alzano la voce in certi casi, perché capiscono
che è anche un modo per contribuire ad evitare che l'azienda chiuda e, quindi, si stia a
casa anche senza godere delle ferie in maniera permanente. Anche in questo caso, la
maniera con cui si è agito sorprende, perché che escano questi annunci, che i Sindacati
non abbiano niente da dire pubblicamente e si limitino a riunioni a porte chiuse delle
quali ci riferisce sommariamente lei, ma nessuno sa nulla, per una procedura che, in un
Ente pubblico, obiettivamente, è quanto meno innovativa, fa molto pensare anche sulla
qualità e sull'affidabilità delle rappresentanze sindacali (o, almeno, di alcune di queste)
nel rappresentare gli interessi dei dipendenti e non, magari, interessi più circoscritti.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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