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Estratto dal verbale della seduta di Martedì 9 Dicembre 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 14
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2008-04783
REGOLAMENTO COMUNALE NIDI D'INFANZIA. MODIFICA CRITERI D'ACCESSO E ACCREDITAMENTO NIDI PRIVATI.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 200804783/07,
presentata dalla Giunta Comunale in data 29 luglio 2008, avente per oggetto:
"Regolamento comunale nidi d'infanzia.
Modifica criteri d'accesso e accreditamento nidi privati"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Comunico che in data 01/12/2008 le competenti Commissioni hanno rimesso il
provvedimento in Aula.
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Saragnese.

SARAGNESE Luigi (Assessore)
L'oggetto della deliberazione riguarda la modifica dei criteri di accesso alle graduatorie
per i nidi comunali e l'istituzione di un meccanismo di accreditamento per i nidi privati.
I criteri di accesso alle graduatorie dei nidi comunali attualmente vigenti sono stati
approvati dal Consiglio Comunale nel 1996, dunque, a distanza di tanto tempo, essi
hanno mostrato qualche crepa, qualche ruga. Sono state avanzate, nel corso del tempo
(soprattutto, da parte degli utenti e, cioè, dei genitori, ma anche delle Organizzazioni
Sindacali), richieste per procedere ad una revisione, al fine di renderli più adeguati alle
mutate condizioni economiche e sociali della nostra città. A questo scopo, la Divisione
dei Servizi Educativi, nel novembre 2007, ha istituito un tavolo tecnico, chiedendo ai
rappresentanti dei comitati di gestione dei nidi, alle Organizzazioni Sindacali,
naturalmente, con l'apporto dei tecnici della Divisione, di avanzare proposte per la
revisione, appunto, dei criteri di accesso ai nidi. A conclusione di questo lavoro, sono
emerse varie proposte, che sono quelle, poi, contenute nella deliberazione.
I punti che si intendono modificare sono i seguenti:
- dare una maggiore priorità ai bambini in situazione di disagio sociale rispetto a quelli
con gravi problemi di salute o conviventi con persone che hanno gravi problemi di
salute;
- istituire un'apposita Commissione per valutare le certificazioni per il riconoscimento
delle gravità delle condizioni di salute;
- definire una scala di priorità differenziata rispetto all'attuale, per ridurre le condizioni
di parità;
- facilitare l'accesso alle famiglie numerose, in particolare, a quelle con figli fino a 11
anni;
- dare maggiore possibilità di accesso ai gemelli ed alle famiglie nelle quali già un figlio
frequenta un nido comunale;
- considerare lo stato di gravidanza della madre come una condizione già assimilabile
alla presenza di un altro figlio;
- assimilare al lavoratore il genitore disoccupato che abbia almeno 6 mesi di lavoro nei
precedenti 12;
- considerare come disagio lavorativo solo la pendolarità lavorativa giornaliera in
territorio extraprovinciale e con turni di lavoro sulle 24 ore;
- favorire il trasferimento del bambino già frequentante un nido in seguito a cambio di
residenza;
- prendere in considerazione l'ISEE nei casi di parità di punteggio.
Questi sono i criteri generali che abbiamo individuato e che sono oggetto della
deliberazione che, oggi, discuteremo. In relazione a questo, naturalmente, sono stati
cambiati anche i criteri per l'assegnazione dei punteggi, con lo scopo di evitare, nella
formazione delle graduatorie, che si creino condizioni di parità. Si è passati, dunque, da
un punteggio espresso in decimi ad uno basato su centesimi.
Il secondo argomento oggetto della presente deliberazione è l'istituzione di un
meccanismo di accreditamento. Attualmente, le competenze per fissare i criteri di
accreditamento sono attribuite alla Regione Piemonte, la quale non ha ancora
provveduto a regolamentare con una normativa propria questo tema. Per questo motivo
ed anche perché ci siamo trovati nella condizione di poter disporre, a differenza del
passato, di risorse più consistenti per diminuire la lista di attesa, anche facendo ricorso
all'acquisto di posti presso strutture private, abbiamo pensato che fosse opportuno, in
questa condizione, individuare dei meccanismi e dei criteri per procedere
all'accreditamento di nidi privati.
Credo che potremo procedere già dal prossimo anno all'acquisto di posti presso le
strutture che riterranno, liberamente, di voler fare domanda e seguire le procedure di
accreditamento, adottando i seguenti requisiti:
- la presenza, nei nidi che vogliono accreditarsi, di un progetto pedagogico;
- la presenza, nel nido stesso, di un coordinatore pedagogico dotato di una specifica
formazione ed esperienza;
- l'organizzazione e la gestione del personale, in modo da garantire la continuità
didattica;
- iniziative di collaborazione e di coordinamento con i Servizi della prima infanzia
presenti sul territorio comunale;
- l'istituzione della presenza di organismi di partecipazione delle famiglie, al fine di
coinvolgere le stesse nella programmazione e nella realizzazione delle attività;
- l'istituzione di strumenti di valutazione del servizio, per verificare il raggiungimento di
standard qualitativi.
La Giunta Comunale, successivamente, dovrà adottare degli indicatori per la verifica e
la valutazione di questi parametri standard, che verranno, naturalmente, discussi con
tutti i soggetti interessati.
La deliberazione che proponiamo oggi si pone l'obiettivo di migliorare il funzionamento
dei Servizi comunali, ma anche di stabilire norme e regole certe per altri soggetti del
privato sociale interessati a stabilire rapporti costanti e concreti di collaborazione con i
Servizi comunali e con la città.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano, per un intervento di merito.

TRONZANO Andrea
Con onestà intellettuale, cercherò di spiegare il perché della nostra astensione su questo
provvedimento, pur apprezzando moltissimo il lavoro dell'Assessore, della V
Commissione (presieduta dal Consigliere Cassini), che, in questi ultimi mesi, ha svolto
un lavoro attento ed anche equilibrato, ma che non soddisfa appieno le esigenze - a
nostro giudizio - e le necessità degli asili nido privati.
Un passo positivo di questa proposta di deliberazione è sicuramente il
convenzionamento: convenzionamento e accreditamento sono due aspetti fondamentali
sui quali noi ci eravamo battuti molto, sin dal dicembre dell'anno scorso, attraverso una
proposta di deliberazione completa, che il Consiglio non ha voluto recepire nella sua
totalità, ma che, comunque, è andata nella direzione da noi auspicata, cioè dibattendo e
discutendo questo problema degli asili nido privati e sottoponendo all'attenzione
dell'Assessore e del Consiglio, la questione degli asili sotto l'aspetto del
convenzionamento.
Assessore, su questo le diamo atto di aver fatto un lavoro attento, magari non proprio
convintissimo, però, c'è stato e i fatti lo dimostrano chiaramente.
All'interno di questa modifica della proposta di deliberazione, lei ha inserito gli aspetti
dell'accreditamento e del convenzionamento.
Attenderemmo ad esprimere il nostro parere positivo, perché sarà la Giunta a
determinare tutta una serie di standard che ancora non abbiamo avuto il piacere e
l'occasione di discutere; però, ad esempio, nella modifica dell'articolo 35 si parla di un
coordinatore pedagogico, che sicuramente è importante e di cui molti asili privati
godono già. Oggettivamente, però, potrebbe esserci la difficoltà per gli asili nido privati
di assumere una figura di questo tipo pur garantendo, all'interno della propria struttura,
un'alta qualità professionale e didattica.
In secondo luogo, vi è la formazione a cui gli asili privati andranno incontro; la
formazione, a nostro giudizio, come abbiamo già detto in Commissione, dovrebbe
essere assolta dalla Città di Torino, cioè, consentire agli asili nido privati e alle
professionalità presenti negli asili nido privati di usufruire delle scuole, delle ore di
formazione che il Comune di Torino concede ai propri insegnanti, tant'è che questo
tema era stato inserito nella nostra proposta originaria: "Sarà garantita la formazione
permanente in orario di servizio per tutti gli operatori (…), con l'adesione alle proposte
della Città di Torino, nell'ambito della rete di servizio, ovvero i corsi di formazione
della Città di Torino saranno aperti anche al personale delle strutture private".
Noi pensiamo che se è vero che il nostro intento è volto ad eliminare le liste d'attesa
negli asili nido privati, si debba fare uno sforzo maggiore.
Un'altra cosa che volevamo capire, prima di dare il nostro assenso a questo progetto,
sono gli standard qualitativi previsti - sarà la Giunta a stabilirli. Sicuramente, ad oggi,
gli asili nido privati sono qualitativamente migliori - talvolta, addirittura superiori -
rispetto a quelli pubblici. La questione degli standard qualitativi previsti, sicuramente
pone un punto interrogativo e vorremmo capire che cosa la Giunta vorrà dire in merito a
questo argomento.
Un altro aspetto, a nostro giudizio importantissimo - non voglio dilungarmi in questioni
retoriche - sono le priorità dei punteggi delle graduatorie. Noi avevamo proposto, in
sede di Commissione, di eliminare - e lo dico anche al Consigliere Cassiani, che è
importante questo ragionamento - quella diffidenza che, oggi, contraddistingue i
genitori che iscrivono il proprio figlio in un nido sia pubblico che privato, nei confronti
degli extracomunitari.
Noi siamo certi che le convenzioni internazionali siano da rispettare e che i ragazzi, i
bambini extracomunitari non debbano patire una condizione di disagio sociale, ma
debba essere loro consentito l'accesso agli asili nido, però assegnandogli un punteggio
più adeguato che consenta agli altri genitori di smorzare la diffidenza nutrita nei loro
confronti: 600 punti sono riservati ai bambini con disabilità certificata, 300 a chi ha un
disagio sociale (pur nel limite del 20%), 150 punti sono assegnati in presenza di gravi
problemi di salute del bambino, o di una qualche altra persona presente nel nucleo
familiare.
In questo senso, noi pensiamo che 300 punti siano veramente tantissimi e non aiutino a
eliminare quella diffidenza che esiste oggi nei genitori, cittadini italiani, anche se
stranieri. Per questo, lo sottopongo alla vostra attenzione, pur non volendo entrare in
argomenti che potrebbero essere scomodi e delicati al tempo stesso. Tuttavia, lo segnalo
perché, a nostro giudizio, questo messaggio è importante.
Un altro aspetto concreto sono i 27 punti assegnati per ogni genitore lavoratore che,
però, paragonati ai 59 - scusate se parlo così tecnicamente, ma leggo e l'Assessore mi
comprenderà - del bambino riconosciuto da un solo genitore, oppure ai 36 punti
assegnati ai bambini con genitori separati, mettono un po' in difficoltà i nuclei
famigliari con genitori che lavorano. Con un punteggio del genere, diventa difficile
salvaguardare la priorità del genitore che lavora e non rientra assolutamente tra le nostre
aspettative.
Altre cose importanti - ma questi sono dettagli - riguardano la nostra proposta di
deliberazione, soprattutto su alcuni punti quali quello relativo all'albo degli immobili
che, a nostro giudizio, sarebbe stato importante, soprattutto per chi deve aprire
un'attività di questo genere e su altri piccoli criteri che, probabilmente, avrebbero
agevolato questo percorso.
Pur apprezzando lo sforzo dell'Assessore e della Commissione, noi ci asterremo, per
dimostrare la buona volontà e per cercare di capire realmente, una volta entrati in vigore
i criteri che la Giunta stabilirà, come funzionerà questo meccanismo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Volevo innanzitutto ringraziare, per il lavoro svolto, tutti i membri della Commissione
e, in particolare, il Presidente della Commissione Pari Opportunità che, insieme a me,
ha condotto questo iter lungo e dibattuto. Abbiamo audito i nidi privati, le associazioni
che li rappresentano e i genitori. Poi abbiamo discusso moltissimo proprio all'interno
della Commissione, con i Consiglieri. Tutti quanti hanno dato un contributo fattivo e
ringrazio anche l'opposizione per il ruolo svolto che mi pare corretto, propositivo e
anche, dal punto di vista ideologico, in un atteggiamento non ostruzionistico che ho
apprezzato molto.
Oltre ai ringraziamenti, devo dire che questa proposta di deliberazione segna un punto
importante nello sviluppo del nostro programma amministrativo e credo che anche
risulti un fatto epocale: per la prima volta, abbiamo, dopo tanti anni, un nuovo
Regolamento che ha discusso dei criteri e quindi li rende più attenti alla realtà che
cambia, quindi cerca di andare incontro, di interpretare i bisogni di una società che,
rispetto a 10 anni fa, è cambiata sia per quanto riguarda le modalità lavorative che per
quanto riguarda le varie modalità educative che l'offerta ha messo in campo e, in più,
anche per quanto riguarda questo fatto epocale che riguarda anch'esso il
convenzionamento.
Convenzionamento che non era né facile, né scontato e che credo possa sostanzialmente
rispondere ad un obiettivo, quello di diminuire sempre di più la lunga lista d'attesa che
abbiamo nella nostra città.
Molto si è fatto attraverso l'apertura di due nuovi nidi, negli ultimi 2 anni; quindi,
abbiamo fatto un percorso importante, molto si farà, credo, con il convenzionamento.
La disponibilità da parte delle associazioni che rappresentano i nidi d'infanzia privati è
stata, secondo me, positiva. Il lavoro è da portare avanti con la Giunta Comunale, ma
anche e soprattutto con la Commissione, perché l'apertura politica da parte
dell'Assessore nel coinvolgere in questo lavoro sui criteri e sul percorso da fare per il
convenzionamento è assolutamente importante. Sottolineo che sulle questioni tecniche
sarà, poi, l'Assessore ad entrare più nel merito delle questioni che ha posto il
Consigliere Tronzano, le quali mi sembrano tutte interessanti e degne di note come
abbiamo fatto in Commissione. Non abbiamo alcuna diffidenza sulle scuole private,
questo è stato dimostrato ampiamente, anzi credo che siano un sostegno importante a
quello che deve essere l'obiettivo della risoluzione della lunga lista d'attesa; non
dobbiamo guardare soltanto a quelli che già un posto ce l'hanno e credo che
l'emendamento che la maggioranza ha condiviso e che l'Assessore ha portato in Aula
vadano in quella direzione e su questo c'è un impegno da parte della maggioranza tutta,
a discuterne fin dalla prossima ripresa, anche in Commissione, cercando di capire quali
siano i meccanismi sui quali intervenire affinché si possa, sempre di più, arrivare ad una
riduzione della lunga lista d'attesa e, per quanto riguarda il tema dell'ampliamento della
platea alla quale la nostra Amministrazione si rivolge, credo che debba essere in cima ai
nostri pensieri.
Questo è, ovviamente, l'inizio di un percorso. Sicuramente nel giro di due mesi non
potremo ottenere l'azzeramento della lunga lista di attesa, ma c'è un impegno forte da
parte della maggioranza e della Giunta, e credo che la Commissione, con maggioranza e
opposizione, possa lavorare proficuamente, affinché si possa intervenire come Consiglio
Comunale (e questa disponibilità è già stata confermata) perché sui criteri di
convenzionamento ci sia la parola del Consiglio, come, ovviamente, c'è stata e c'è in
questo momento importante per quanto riguarda il regolamento.
Quindi, nell'impegnare, ovviamente, la Commissione anche per il futuro e chiedere
all'opposizione di avere lo stesso atteggiamento di disponibilità e di confronto che
abbiamo avuto, ringrazio tutti per il lavoro svolto, in particolare la Presidente Centillo
che, insieme a me, ha condiviso questo lavoro e l'Assessore che ha dato la sua
disponibilità in lunghe sedute per l'approfondimento di questo tema.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Ho già detto in Commissione che sono abbastanza critico riguardo a questa
deliberazione, adesso lo voglio ribadire sinteticamente.
Innanzitutto, non mi trovo d'accordo sull'aver messo insieme (questo l'ho già detto, ma
lo voglio ripetere) la modifica dei criteri d'accesso e gli accreditamenti dei nidi privati:
sarebbe stato meglio fare due deliberazioni ben distinte.
Non mi trovo assolutamente d'accordo, per esempio, sul primo punto che si ritiene di
modificare rispetto alla situazione attuale; non mi trovo d'accordo nel dare maggiori
priorità ai bambini in situazioni di disagio sociale rispetto a quelli con gravi problemi di
salute.
Ritengo che così facendo si penalizzino i bambini, che rimangono tali
indipendentemente da quanto siano ricchi i loro genitori, sono sempre bambini. Il fatto
di dare 300 punti al bambino in situazione di disagio sociale e solo 150 ai bambini con
gravi problemi di salute mi lascia veramente perplesso, perché ritengo che un bambino
con gravi problemi di salute, anche se ha una situazione economica non disagiata, debba
poter frequentare sin da subito il nido.
Su questo non mi trovo assolutamente d'accordo, non voglio dilungarmi, anche perché
ci sono altri punti, ma questo in particolar modo mi lascia molto perplesso e, proprio per
questo, non parteciperò al voto di questa deliberazione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Ho già avuto modo anch'io di intervenire su questa deliberazione. L'Assessore se lo
ricorderà, ci sono state più sedute in Commissione dove si sono espresse perplessità,
non solo da parte della minoranza, ma anche della maggioranza, in ordine ad alcune
modifiche apportate.
Il Consigliere Olmeo, durante queste riunioni, aveva sostenuto con forza un
emendamento, che parte dell'opposizione aveva valutato con attenzione, perché lo
riteneva un emendamento di buonsenso, almeno da come avevamo avuto modo di
interpretarlo. Ebbene, arriviamo in Aula quest'oggi e l'emendamento improvvisamente
non c'è più, si è completamente volatilizzato.
Mi sembrava un ottimo intento quello del Consigliere Olmeo, anche per la convinzione,
oltre che per la professionalità e la capacità di esporre un dato di carattere organizzativo,
che riguarda l'organizzazione del lavoro, ma che, venendo a mancare, si ripercuoterà poi
direttamente sui bambini, per esempio, portatori di handicap, e su quella che è la nuova
condizione messa a punto dalla modifica del regolamento che andiamo ad approvare.
Allora, Assessore, vorrei capire nel frattempo cosa sia capitato: se si tratti di un
problema di carattere politico, per cui all'interno della maggioranza non è possibile
discutere democraticamente e non si può "cantare fuori dal coro", però vorrei almeno
che lo si dicesse con la franchezza con cui ho sentito, invece, argomentare questo
emendamento all'interno della Commissione da parte del Consigliere Olmeo e lo dico
soprattutto perché, come abbiamo già anticipato, avremmo sottoscritto l'emendamento.
Adesso ci ritroviamo in una condizione in cui l'emendamento è ritirato, e quindi non
possiamo farlo nostro, perché non siamo più nei tempi consentiti dal regolamento del
Consiglio Comunale.
Per carità, stiamo parlando anche di prerogative a cui ogni Consigliere deve potersi
appellare, che riguardano proprio l'organizzazione dei lavori dell'Aula. Magari c'è una
spiegazione, invece, di carattere prettamente tecnico che mi convince, da parte
dell'Assessore o del Consigliere Olmeo stesso, per cui, risolto questo problema, mi
sentirei, ovviamente, di ritirare l'intervento, almeno per questa parte; se così non fosse,
al di là della poca convinzione a votare questo regolamento, senza ripetere le perplessità
sollevate dai Consiglieri Tronzano e Carossa, non parteciperò al voto di questa
deliberazione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Volevo solo precisare un aspetto che forse è sfuggito al Capogruppo Angeleri, ma che,
invece, a me sembra importante: l'emendamento che il Partito Democratico ha
presentato e poi ritirato è, innanzitutto, dell'intero Gruppo, non del Consigliere Olmeo,
il quale ha il merito di aver per primo risollevato il tema. Questo è il merito del
Consigliere Olmeo, dopodiché l'emendamento, così come fu depositato, ci tengo a
sottolinearlo, è dell'intero Gruppo del Partito Democratico.
Questo emendamento aveva e ha l'obiettivo di sollevare una questione relativa alla
possibilità di considerare l'utilizzo delle risorse disponibili in maniera più adeguata e
non quello di ridurre la qualità del servizio o, peggio, introdurre una qualche forma di
deregolamentazione che lascia spazio libero ad ipotesi che rispondono a sole esigenze di
carattere economico.
Difatti, l'emendamento era costruito in maniera abbastanza comprensibile, abbastanza
ragionevole nel senso di immaginare che, fermi i limiti contrattuali, ovviamente, ci
fosse una valutazione, caso per caso, da parte della Giunta.
Volevamo sottoporre all'attenzione della maggioranza un principio sul quale la stessa
Giunta ha avanzato preoccupazioni circa la sua pratica attuazione. Il fatto che la Giunta
convenga sulla necessità di ragionare su come è possibile valutare caso per caso e
situazione per situazione una migliore allocazione delle risorse è testimoniato da un
emendamento che la stessa Giunta presenta alla deliberazione e che, in sostanza,
significa che a partire dal mese di gennaio ci sarà una seria e approfondita discussione
su questo tema, volta a soddisfare l'esigenza che, in maniera molto responsabile,
guardando al merito, abbiamo cercato di sollevare.
Ci tenevo a fare questa precisazione, perché è nella normale dialettica tra maggioranza e
opposizione cercare di mettere in luce le discussioni che si svolgono all'interno della
maggioranza. In questo caso, però, noi vogliamo portare alla luce del sole la
discussione, perché è una prova di serietà e di responsabilità da parte della maggioranza,
che cerca di trovare una soluzione equilibrata tra un insieme di esigenze tutte
egualmente importanti che devono trovare una composizione.
Quindi, di questa discussione non abbiamo nessun timore, anzi vogliamo confrontarci
insieme alla Giunta e alle parti sociali. Questo è quanto è avvenuto e, naturalmente, su
questa esigenza condivisa da tutta la maggioranza, rimaniamo a disposizione per una
approfondita e puntuale discussione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Non c'è da aggiungere molto al dibattito. Ringraziamo, ovviamente, tutti i Consiglieri
che, in queste settimane, hanno dato un contributo, comprese anche le Circoscrizioni
che hanno lavorato su questo testo. Credo che il tutto si riassuma - tra l'altro, anche una
parte della discussione alla quale accennava il Consigliere Giorgis - in un emendamento
che l'Assessore Saragnese ha raccolto da una discussione ampia su questo tema. Il
rapido e continuo mutare delle condizioni dei presupposti economici e sociali in cui le
amministrazioni operano, suggerisce di adottare formule regolatorie altrettanto flessibili
e, quindi, capaci di garantire, momento per momento, la migliore offerta del servizio al
maggior numero di utenti.
Ci dispiace che dalla discussione delle ultime settimane si sia parlato di tagli, di
abbandono della qualità, di restrizione di un servizio verso le famiglie. Di sicuro, da
questa discussione usciamo più uniti, convinti del fatto che, anche se abbiamo ancora
una crisi davanti, anche se la crisi potrà essere lunga, sui servizi educativi la Città di
Torino non tornerà indietro, né in termini di garanzia della qualità che oggi esprime, né
verso una lotta che tutti insieme ci siamo impegnati a svolgere, che è quella della
riduzione della lista d'attesa. E' per questo che, anche con alcuni ritardi che ci sono stati,
soprattutto sugli investimenti, questa Città continua ad affermare il suo programma di
governo, che dovrà chiudere entro il 2011 proprio con quegli asili in più che potrebbero
essere la risposta alle liste d'attesa e anche garanzia di un nuovo equilibrio che spero, da
gennaio, riusciremo tutti insieme a ricostruire proprio su queste basi: la qualità e
l'allargamento verso tutti i cittadini.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Ringrazio l'Assessore anche per l'illustrazione, che è un costume che alcuni dei suoi
colleghi hanno perduto e non è una cosa sbagliata, perché, in periodo di "Seconda
Repubblica", la normale fisiologia dei Gruppi Consiliari non sempre consente alle
persone che non hanno l'incarico di Commissario nella Commissione competente di
farsi una idea generale di quello che va all'esame dell'Aula. Quindi, dobbiamo affidarci
al pollice dritto e al pollice verso del Capogruppo.
Rispetto alle osservazioni del Consigliere Tronzano, che, ovviamente, sottoscrivo,
vorrei fare un'annotazione di carattere più squisitamente politico. Credo di doverla fare,
anche se riconosciamo che con questo Regolamento si faccia un passo avanti, anche se
esitiamo un po' a riconoscerne proprio una valenza "epocale", perché abbiamo un
utilizzo un po' più prudente degli aggettivi. Quindi, diciamo "importante", anche perché
- penso ad alcuni regolamenti che stiamo rivedendo - sono regolamenti le cui stesure
precedenti risalgono, in certi casi, agli Anni '60 e '70; un giornale ha denunciato
addirittura il fatto che sul sito del Comune di Torino ci siano regolamenti che parlano
dei venditori di ghiaccio o dei carretti che girano per la città.
C'é solo una osservazione che mi sento di aggiungere a quanto detto dal Consigliere
Tronzano. Con tutta la buona volontà che la Commissione e anche l'Assessore hanno
dimostrato, cercando di far quadrare una situazione nella quale si registrano
sollecitazioni di segno diverso ed esigenze difficili da conciliare, ho l'impressione che
ci sia, però, un atteggiamento che, a nostro modo di vedere, non riesce a mettere in
primo piano le esigenze di una classe media, le cui difficoltà certo appaiono meno
drammatiche di quelle dei soggetti a favore dei quali si è intervenuto (con i punteggi,
per esempio), ma che è un segmento di società che questa Amministrazione deve stare
attenta - come qualsiasi Amministrazione deve fare - a non lasciare a sé stessa. Quando
la congiuntura economica lo consentirà, chi potrà cominciare a rialzarsi con i mezzi
propri è la classe media, non i disperati o le famiglie che hanno situazioni di reddito,
situazioni familiari o situazioni di carattere medico particolarmente difficili.
Allora, sia dal punto di vista dei punteggi, ma anche dal punto di vista dell'incentivo
all'impresa - con il riferimento fatto dal Consigliere Tronzano sul registro degli
immobili -, riteniamo che ci sia stata un'attenzione al problema delle situazioni più
disagiate, che si presenta in maniera più immediata, più diretta, più drammatica, ma ci
sia stata una sottovalutazione della necessità di non penalizzare esclusivamente una
classe media, che va considerata come una risorsa. Noi abbiamo già detto in altre
occasioni - in maniera un po' provocatoria, ma speriamo che il messaggio sia stato colto
-, che è un buon Sindaco il Sindaco che si vanta di non avere welfare in città, non un
Sindaco che si vanta di spendere nel welfare, perché una città che spende poco nel
welfare sarebbe una città che riesce a camminare con le proprie gambe.
Chiaramente stiamo parlando di una città luccicante sulla collina, ma l'obiettivo è quello
di far capire che forse, attraverso la preservazione di quel margine sempre più ridotto di
agio che ha una classe media urbana (per altri versi sempre più impoverita, sempre più
in difficoltà) potrebbe essere una buona carta per questa Amministrazione, per
cominciare anche a reinterpretare le reti di sostegno sociale, finanziate dal pubblico e
costruite sul pubblico, attraverso una visione che sia un po' meno a senso unico, un po'
meno verticale e anche un po' più orizzontale, quindi comprendendo anche aspetti di
affidamento sulle forze libere della società.
Ci auguriamo che, magari senza aspettare 12 anni, questo Regolamento potrà avere una
revisione non sarà "epocale", ma magari potrà contemplare degli elementi in questa
direzione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Goffi.

GOFFI Alberto
È ovvio che in un tema del genere ciascuno di noi abbia una ricetta diversa per
affrontare questo tipo di emergenza, che è anche un'aspettativa molto sentita da parte
delle famiglie. Mi permetto di fare due osservazioni. Intanto, dato che le ricette
necessariamente sono diverse, è ovvio che la capacità di sintesi deve prevalere e di
questo do atto al Presidente Cassiani, che ha svolto un attento lavoro per cercare la
sintesi di tutte le ricette in un settore che è certamente difficile.
Detto ciò, ci sono due perplessità. La formulazione - così come ricordava il Consigliere
Carossa - di dare maggiore priorità ai bambini in situazioni di disagio rispetto a quelli
con gravi problemi di salute sembra mettere in competizione i bambini con problemi di
salute e quelli con disagio sociale. Questa è una infelicità dal punto di vista
grammaticale. Probabilmente, se ci fosse stata una formulazione leggermente diversa,
sarebbe stata più elegante nella presentazione, non nella sostanza.
Mi sento rassicurato sulla presentazione dell'emendamento della maggioranza, perché
mi pare che introduca l'elemento della elasticità su una materia che, per definizione,
credo non dovrebbe essere una materia così rigida, perché la società è in continuo
mutamento, così come le condizioni sociali ed economiche delle persone sono in
continuo mutamento. Purtroppo, è un mutamento piuttosto peggiorativo, rispetto alle
condizioni preesistenti.
Ci sono categorie sociali che oggi non vengono tenute in grande considerazione (ma nei
prossimi mesi dovranno necessariamente esserlo), come, ad esempio, i separati o i
separandi con figli a carico, i cui punteggi non mi sembrano così elevati rispetto a quelli
che mi sarei aspettato. Sono quelle categorie che il Consigliere Ventriglia definiva di
classe media, ma che, ormai, sono diventate di classe povera, perché spesso devono
rispondere a esigenze di alimenti decisamente importanti che rischiano di mettere
fortemente in crisi l'assetto familiare.
Visto che, su questo tema, l'emendamento riporta un'elasticità di metodo rispetto ad una
rigidità di impostazione, mi auguro che, nella discussione che si andrà ad affrontare nei
prossimi mesi, questo elemento venga tenuto in considerazione.
Inoltre, l'ultimo rapporto Caritas riporta numerosi casi di povertà certificata proprio di
famiglie di separati con figli a carico; credo valga la pena affrontare la situazione con
punteggi, a mio giudizio, un po' più elevati. È una situazione di disagio familiare che
apparentemente nei numeri potrebbe non risultare, ma, purtroppo, nella sostanza dei
fatti, si verifica con una certa insistenza.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Saragnese, per una breve replica.

SARAGNESE Luigi (Assessore)
Ho sentito, da parte di alcuni Consiglieri intervenuti, elementi di perplessità, critiche e
anche suggerimenti, alcuni dei quali erano già stati presentati nella discussione,
soprattutto in sede di Commissione. Naturalmente, proveremo a tenerne conto,
soprattutto quando si tratterà di predisporre gli strumenti attuativi e regolamentari per
dare seguito a quanto contenuto in questa deliberazione.
Negli emendamenti presentati, peraltro, nella maggioranza dei casi, si è tenuto conto,
per esempio, delle critiche e dei suggerimenti pervenuti dalle Commissioni stesse. Il più
significativo, per esempio, era quella di fare sì che la determinazione dei punteggi fosse
inserita nel corpo della deliberazione e non fosse, invece, demandata alle decisioni della
Giunta Comunale.
Quindi, per quanto riguarda la questione del disagio sociale, nelle proposte dei criteri di
priorità (che significa richiesta di inserimento prioritario avanzata dai Servizi Sociali del
Comune), diamo un rilievo ai bambini che vengono segnalati dai Servizi Sociali del
Comune, inserendoli, nella graduatoria, al secondo posto dopo i bambini con disabilità
certificata. Questo spiega anche perché - e mi riferisco all'intervento del Consigliere
Carossa - noi ci riferiamo, al terzo posto nella scala delle priorità, a gravi problemi di
salute del bambino o di una persona presente nel nucleo familiare, tenendo conto che al
primo posto ci sono i bambini con disabilità riconosciuta; cioè, la situazione di gravità,
dal punto di vista della salute, che dà luogo alla certificazione, è al primo posto. Questo
voglio che sia chiaro. Come pure la questione dei genitori separati, che è stata
lungamente discussa. Sempre nell'ordine delle priorità, la situazione di bambini
riconosciuti da un solo genitore, oppure che si trovano in un nucleo familiare in cui un
genitore è deceduto, è al quarto posto, mentre la situazione di bambini con genitori
separati è al quinto.
In questa nuova graduatoria, abbiamo inserito, per la prima volta (perché nel
Regolamento ancora vigente non era presente), la questione del reddito come elemento
che, a parità di punteggio, può determinare un vantaggio per chi ha un reddito più basso.
Naturalmente, è la prima volta che lo facciamo, ma, in questo modo, abbiamo cercato di
andare incontro alle richieste provenienti anche da parte di molti genitori.
Ripeto, quindi, che negli emendamenti che noi stessi abbiamo presentato (emendamenti
aggiuntivi o, in alcuni casi, sostitutivi), teniamo conto delle richieste pervenute.
Faccio un esempio. Fra i vari emendamenti, c'è anche quello in cui precisiamo la
questione del criterio della pendolarità e dei turni su 24 ore. Abbiamo pensato di inserire
un criterio oggettivo, che è quello determinato da una condizione lavorativa che si
svolga all'esterno dell'area integrata Formula GTT ed eviti la creazione di condizioni di
particolare privilegio per gli uni, piuttosto che per gli altri. Infatti, diversamente, a
seconda delle distanze chilometriche, si potrebbe determinare una condizione tale da
attribuire un punteggio aggiuntivo a chi va a lavorare, per esempio, a Villanova d'Asti
(quindi fuori dalla provincia di Torino), mentre chi va a lavorare, per esempio, a
Carmagnola, oppure oltre Susa, e così via, avrebbe diritto al punteggio perché si sposta
all'interno della provincia di Torino.
Infine, rispetto alla questione dell'emendamento, certamente noi abbiamo valutato (ha
già risposto anche il Consigliere Giorgis) che, anche al fine di evitare equivoci e
fraintendimenti, fosse opportuno avere la possibilità di discutere in maniera puntuale
tutti assieme, accomunati da un medesimo intendimento, cioè quello di dare la migliore
risposta da parte della Città al fabbisogno di nidi (comunali, ma anche convenzionati) e
all'abbattimento delle liste di attesa.
Per questo motivo, è stato riformulato ed è inserito come emendamento della Giunta
alla deliberazione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Sono stati presentati 5 emendamenti.
L'emendamento n. 1, presentato dall'Assessore Saragnese, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1:
presenti 33 favorevoli 33.
L'emendamento n. 1 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 2, presentato dall'Assessore Saragnese, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2:
presenti 32 - favorevoli 32
L'emendamento n. 2 è approvato

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 3, presentato dall'Assessore Saragnese, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3:
presenti 32 - favorevoli 32
L'emendamento n. 3 è approvato

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 4, presentato dall'Assessore Saragnese, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 4:
presenti 32 - favorevoli 32
L'emendamento n. 4 è approvato

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 5, presentato dall'Assessore Saragnese, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 5:
presenti 32 - favorevoli 32
L'emendamento n. 5 è approvato

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione
così emendata:
presenti 37 - favorevoli 33 - astenuti 4
La proposta di deliberazione è approvata.
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