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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Comunico al Consiglio che, prima della Conferenza dei Capigruppo, abbiamo ricevuto una richiesta di comunicazioni in Aula da parte del Consigliere Ghiglia, della quale do lettura: "Alla luce degli strappi che si stanno consumando fra Chiamparino ed alcuni Partiti politici che hanno contribuito alla sua elezione (in particolare, il PdCI), sono cortesemente a richiedere le urgenti comunicazioni del Sindaco, nella seduta odierna del Consiglio Comunale, affinché chiarisca al Consiglio, ma in particolare ai torinesi, quale sia la maggioranza che li governa e con quali numeri". A questa richiesta non è stato dato esito positivo; quindi, se il Consigliere Ravello vuole illustrarla, avrà un minuto a disposizione, dopodiché passeremo all'analisi delle deliberazioni all'ordine del giorno. RAVELLO Roberto Sergio Approfitto del minuto che mi è concesso, anche se non posso fare a meno di lamentare l'assenza del Sindaco in Aula, poiché si tratta di un problema che lo riguarda direttamente. Come lei sa, Presidente, un Partito di questa maggioranza, che esprime un Assessore pesante all'interno della Giunta, pare aver preso le distanze - e lo ha dimostrato in maniera molto chiara, affiggendo addirittura dei manifesti nella città -, rivendicando un successo in un braccio di ferro che ci sarebbe stato fra il Sindaco e il suddetto Partito; a sua volta, il Sindaco ha reagito in maniera abbastanza dura, replicando: "Se non vi vado bene, perché state ancora in questa maggioranza?". Tutto ciò, alle spalle dei torinesi, e in un momento economico-finanziario decisamente critico, in particolare, per le casse della Città di Torino; tutto questo avviene quando l'Assessore espresso da questo Partito è proprio l'Assessore al Bilancio! Non possiamo fare a meno di essere preoccupati o di non ritenere importante ed urgente un chiarimento in Aula, poiché questo è un modo improprio di giocare alle spalle dei torinesi, che rischia di compromettere pure il buon esito di progetti attuati dall'Amministrazione e di mettere ancora di più, se possibile, davvero in ginocchio la nostra società. |