| Interventi |
CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200807137/02, presentata in data 31 ottobre 2008, avente per oggetto: "Scarico materiali di scavo nell'area agricola del Villaretto" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Risponde l'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Ritengo opportuno dare lettura delle due note tecniche (naturalmente, potrò fornirne copia agli interpellanti) che mi sono pervenute, rispettivamente, dal Settore Patrimonio (che fa capo direttamente a me) e dal Settore Ambiente (che fa capo all'Assessore Mangone), proprio per rispondere ai quesiti che, nell'interpellanza, si riferiscono alle caratteristiche dei materiali depositati nell'area e, in particolare, al fatto che si tratti di rifiuti speciali o quant'altro. Com'è noto, l'interpellanza fa riferimento allo scarico di materiali di scavo nell'area agricola del Villaretto; a tale proposito, relativamente ai punti 1, 2 e 5 dell'interpellanza, gli Uffici del Settore Patrimonio riferiscono: "L'area in oggetto risulta appartenente al patrimonio indisponibile della Città ed è stata consegnata con apposito verbale, in data 16/06/2008, dalla Divisione Patrimonio e dalla Divisione Ambiente e Verde, alla GTT, nelle more della formalizzazione del contratto di concessione, al fine di consentire il deposito temporaneo, in attesa di riutilizzo di terra e rocce da scavo provenienti dai cantieri per la realizzazione della Metropolitana automatica linea 1, prolungamento Sud, per il periodo di anni 2". Quindi, il contratto di concessione avrebbe una durata di due anni. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Il 2 è ricompreso… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). L'ho appena letto: "…è stato consegnato con apposito verbale, in data…". (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Esatto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Consigliere, lasci finire l'Assessore; poi, in replica, potrà porgli ulteriori domande, chiedendo precisazioni. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). VIANO Mario (Assessore) Era già la risposta ai quesiti di cui ai punti 1, 2 e 5 dell'interpellanza; invece, per quanto riguarda la domanda di cui al punto 3 dell'interpellanza, poi leggerò la risposta del Settore Ambiente. Per quanto riguarda il punto 4, gli Uffici del Settore Ambiente e Territorio riferiscono: "Su indicazioni della Divisione Infrastrutture e Mobilità, Settore Parcheggi e Suolo, l'area dovrà essere riconsegnata sgombra dai materiali di risulta attualmente stoccati ed adeguatamente risistemata, ripristinata negli usi originari... - poi, comunque, cercheremo di fare ulteriori considerazioni in merito alla possibilità concreta di ripristinare -. Si comunica che le terre e rocce da scavo, depositate temporaneamente nell'area interessata, sono oggetto di specifico piano di caratterizzazione e gestione, predisposto dalla Maire Engineering S.p.A., mandataria dell'Associazione Temporanea di Imprese Maire Engineering S.p.A.-Ghella S.p.A., aggiudicataria dei lavori di esecuzione della Metropolitana automatica di Torino, linea 1, lotto 2, tratto Corso Marconi-Lingotto, approvato con determinazione dirigenziale numero cronologico 444 del 29 luglio 2008. Tale approvazione è avvenuta, previa espressione di parere favorevole da parte dell'ARPA Piemonte, e prevede specifiche procedure di verifica della qualità dei terreni movimentati... - quindi, da un lato, la concessione dell'area del Settore Patrimonio, dall'altra, l'autorizzazione con determinazione dirigenziale, condizionata appunto alle verifiche di rispondenza a quanto risulta dalla caratterizzazione che a suo tempo è stata proposta all'ARPA e agli organi di controllo -. Pertanto, tali terre, il cui riutilizzo dovrà essere effettuato entro sei mesi dall'avvenuto deposito, non sono configurabili come rifiuti, ai sensi di quanto disposto dall'articolo 186 del Decreto Legislativo n. 152/2006". In riferimento al punto 3, il Settore Ambiente e Territorio integra quanto riferito dal Settore Patrimonio: "Si segnala che l'impresa interessata, quali opere propedeutiche all'attività di deposito, ha provveduto alla pulizia dell'area e allo smaltimento dei rifiuti ivi superficialmente abbandonati. Inoltre, la vocazione agricola dell'area è stata tenuta in considerazione nella suddetta procedura di approvazione del Piano di gestione, riferendo ad essa i criteri ambientali di qualità da rispettare" (quindi, alla destinazione agricola in atto). Infatti, la predetta determinazione (n. 444 del 29 luglio 2008) di approvazione del Piano di gestione terra e rocce da scavo stabilisce: "...I risultati delle analisi condotte su tali campioni devono rispettare i limiti tabellari di cui alle colonne 1 RES-AGR e 2 AGR-ASS - naturalmente, sono disponibile a lasciare il testo, cosicché gli interpellanti possano condurre eventuali controlli sulle tabelle e prescrizioni di riferimento - della tabella LAB delle linee guida - si tratta di una tabella contenuta nelle linee guida per interventi di bonifica di terreni contaminati, approvate dal Consiglio Regionale con deliberazione dell'8 marzo 1995 -. Infine, si rileva che una porzione limitata dell'area non è nella disponibilità dell'impresa, in quanto, in sede di verifica, a seguito dell'asportazione dei rifiuti presenti, è risultata inquinata e sarà pertanto oggetto di procedimento di bonifica". Non è stata consegnata, quindi, poiché la Città provvederà prima ad attuare la bonifica (in seguito alla rimozione dei rifiuti, infatti, è stata riscontrata una situazione d'inquinamento) e, soltanto dopo, potrà essere utilizzata a qualsiasi scopo; perciò, in termini generali, si è trattato di un'attività riconducibile entro la competenza degli Uffici, trattandosi di utilizzo transitorio (per un tempo limitato, appunto) legato alla realizzazione di opere pubbliche d'interesse pubblico, con ogni evidenza. I controlli sono stati eseguiti e le prescrizioni sono state fatte con riferimento all'attuale destinazione, che dovrebbe poter essere ripristinata. Naturalmente, qualche cascame dell'attività di deposito probabilmente rimarrà, quindi, nessuno s'illude che possa essere immediatamente riutilizzata senza risentire degli usi che ne sono stati fatti; comunque, secondo quanto stabilito dalla prescrizione, si baderà a verificare che sia ripristinato uno strato di terreno vegetale, sostanzialmente libero da ghiaie, pietrame e quant'altro, per le profondità rilevate in sede preliminare. Mi sembra che i commenti rischino di essere superflui: si tratta di un'attività controllata, strettamente funzionale a rendere possibile un'opera da non gravare di costi di smaltimento temporaneo o provvisorio, perché, nella maggior parte dei casi, si tratta di terreni e materiali da reimpiegare, senza eccessivi costi ulteriori (legati a trasporti di lunga distanza) per l'opera nel suo insieme, in quanto è evidente che, poi, si riverbera sui costi finali della stessa. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cugusi. CUGUSI Vincenzo Riguardo al punto 6, invece, relativo al Parco Agricolo del Villaretto? CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Prego, Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Per quanto riguarda il Parco Agricolo, leggo la memoria preparata per l'Assessore Tricarico, che ne ha la competenza e mi ha pregato di rappresentarlo. "Il progetto preliminare stralcio del PRUSST, Parco Tangenziale Verde, per la parte del Comune di Torino, è stata trasmessa al Settore scrivente nel mese di marzo 2008 dalla Società di Servizi SAT (che è la società incaricata dal PRUSST di predisporre, appunto, il progetto preliminare). Tale progetto non è stato inserito nel PTI (il Programma delle Opere Pubbliche) del 2008/2009/2010, a causa della riduzione degli investimenti del Bilancio Comunale e del prolungarsi degli iter di cessione delle aree per il PRIN di Corso Marche" (nel senso che alcune aree incluse nel progetto preliminare sono in cessione, ma non è ancora fattualmente avvenuta). Però, insomma, il problema fondamentale è che la struttura tecnica del PRUSST provvede alla progettazione, intanto, preliminare, poi - penso - definitiva, ma resta in carico della Città, a meno che si reperiscano risorse esterne, che attualmente non sono nella disponibilità del PRUSST, in quanto - bisogna dirlo - ha impiegato le risorse esterne per le piste ciclabili, in prevalenza, che sono state realizzate, peraltro, in territorio di Borgaro e Settimo. Quindi, la ragione fondamentale per cui il progetto non ha ancora trovato esecuzione è da rintracciare nella scarsità di risorse. "L'unico lotto scorporabile è, appunto, il raccordo di pista ciclabile tra Torino e Borgaro, in direzione della Cascina di Santa Cristina, il cui finanziamento è già inserito nel PRUSST (si tratta di quelle quote a cui facevo accenno). Nel momento in cui la situazione patrimoniale sarà consolidata (e, quindi, saranno definitivamente nella disponibilità della Città) e saranno disponibili i fondi per la creazione del Parco Agricolo, si potrà procedere con la progettazione definitiva ed esecutiva delle opere a verde, con l'eventualità di acquisire ancora altri terreni per ricomporre il puzzle fondiario da accorpare in un unico lotto di terreni derivanti dalla cessione del PRIN (PRIN Corso Marche/Strada della Pronda). Si è attualmente in attesa di un riscontro dell'Assessorato all'Urbanistica in merito alle acquisizioni in permuta delle aree agricole.". Mi si rivolge direttamente il quesito; io, naturalmente, attraverso gli Uffici, sto seguendo questi atti, e non mi sono state segnalate lungaggini, riserve, obiezioni, situazioni critiche di particolare rilievo, quindi dovrebbe avvenire tutto come previsto. Credo che il problema fondamentale sia il reperimento delle risorse. Devo dire, però - al di fuori delle note tecniche che mi sono state fatte pervenire -, che, in generale, il tema dei parchi agricoli è quello della conferma degli usi agricoli, preservando, da un lato, colture coerenti con i contesti in cui si collocano, evitando nei limiti del possibile colture cerealicole per alimentazioni animali nei dintorni immediati delle grandi infrastrutture ad alto carico ambientale, e, per il resto, garantire una fruibilità attraverso piste ciclo-pedonali e aree attrezzate per la sosta, ma non di più, perché, altrimenti, non sarebbe nemmeno propriamente un parco agricolo (quindi non è nemmeno questione di investimenti straordinari). Nella fattispecie, abbiamo ritenuto di potere rispondere, come accennavo prima, ad un'esigenza di breve periodo legata alla realizzazione di un'opera pubblica importante. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cugusi. CUGUSI Vincenzo Ringrazio l'Assessore per la risposta. Per quanto riguarda il deposito dei materiali di scavo, chiedo soltanto che, alla scadenza della concessione (cioè dopo i due anni), si possa avere una redazione del Settore Patrimonio e del Settore Ambiente, che hanno concesso il terreno, riguardo al ripristino stato dei luoghi. Riguardo al Parco Agricolo, prendo atto di quanto ha detto. Invece, Presidente, le chiedo di adoperarsi per ristabilire la salubrità di quest'Aula, perché c'è un forte odore di vernici che rende difficile la permanenza in Aula. Faccia qualcosa, apra le finestre, perché altrimenti non partecipo; mi sta già venendo il mal di testa. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. Ringrazio il Consigliere Cugusi per aver ricordato il problema del forte odore di vernici: anche noi ce ne eravamo resi conto. La Sala è già stata areata; evidentemente, i solventi utilizzati per i lavori di restauro lasciano un forte odore… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). In ogni caso, i lavori sono terminati, quindi, fra non molto, l'inconveniente sarà superato. |