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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 24 Novembre 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 3
INTERPELLANZA 2008-05795
"AFFITTI D'ORO IN CENTRO COMMERCIANTI IN FUGA" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI GOFFI E SCANDEREBECH IN DATA 16 SETTEMBRE 2008.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200805795/02, presentata in data
16 settembre 2008, avente per oggetto:
"Affitti d'oro in centro. Commercianti in fuga"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Risponde l'Assessore Altamura.

ALTAMURA Alessandro (Assessore)
Ringrazio il Consigliere Goffi, perché ci dà l'opportunità di affrontare un tema che,
anche se solo in modo tangente, tocca le nostre competenze e che, negli ultimi sei mesi,
ha visto un aumento della criticità.
Circa la parte conclusiva dell'interpellanza, laddove si chiede quali possibili
provvedimenti si possano adottare, voglio elencare il lavoro fatto in questi mesi e,
soprattutto, in questi ultimi anni: in realtà, il tema più generale, come il Consigliere sa
perfettamente, parte dal presupposto che la zona centrale, in questi ultimi 4-5 anni, ha
vissuto grandi trasformazioni che, se da un lato, è vero che hanno migliorato l'aspetto
dell'accoglienza, della fruibilità ed anche della piacevolezza nella frequentazione della
zona (soprattutto per quanto riguarda l'area turistica, istituita due anni fa con
deliberazione di Giunta, come il Consigliere ricorderà), è altrettanto evidente che una
serie di pedonalizzazioni importanti, soprattutto delle piazze, ha aumentato i flussi di
presenza di cittadini, soprattutto nelle giornate festive e prefestive, creando alcune
problematiche legate al parcheggio, che vedono una soluzione - almeno parziale - nei
parcheggi interrati ad oggi realizzati.
Come il Consigliere sa perfettamente, l'interpellanza dovrebbe avere una risposta anche
da parte dell'Assessore Sestero; tuttavia, cerco di fare con molta umiltà anche questa
parte. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La ringrazio molto: la stima è
reciproca.
I numeri ci dicono che Piazza Vittorio in modo particolare, Piazzale Valdo Fusi e Piazza
Bodoni funzionano a pieno ritmo, mentre in Piazza San Carlo abbiamo un 40% di
occupazione (percentuale che è in leggero aumento). Si tratta di dati ACI di recente
verifica, che ovviamente vanno monitorati anche sulla base del fatto che, essendo state
tolte, quest'estate, le famose strisce blu a cui si riferisce il Consigliere nel tratto di Via
Roma, questo dovrebbe aver aumentato il flusso verso la fruizione di quel parcheggio
sotterraneo.
Per quanto riguarda, invece, il tema più generale, è un tema che si salda con la questione
del libero mercato.
In questi anni, abbiamo fatto un lavoro di salvaguardia - anche con uno sforzo personale
non indifferente, mi permetto di sottolineare - degli assi storici, soprattutto per quanto
riguarda i portici, con una deliberazione approvata due anni fa ed ulteriormente ampliata
in seguito. Fra l'altro, sto lavorando su questa deliberazione per mantenere inalterata la
destinazione d'uso, soprattutto per i piani bassi (piani terreni, a vetrine, negozi, attività
artigianali e commercio) e per evitare la presenza eccessiva - anzi, in pratica, con
l'ultima deliberazione, è stata bloccata - di servizi e settori bancari e assicurativi e
grandi supermercati.
Questa deliberazione ha salvaguardato, sicuramente, per il grande Gruppo, la possibilità
di acquisire, per esempio, Piazza San Carlo n. 161.
Questo viene acquisito per una dismissione immobiliare che permette, a chi interviene
sugli affitti del singolo privato, un aumento alla scadenza - il classico contratto 6 + 6.
I dati che abbiamo a disposizione, attualmente, sono abbastanza significativi, ma il
saldo fra chiusura e apertura non è assolutamente così divergente, nel senso che è vero
che lei sostiene, nella sua interpellanza, che le grandi firme e i grandi marchi - quindi, la
produzione e l'eccellenza - normalmente, tendono ad identificare le zone centrali della
città, come quelle a flusso turistico maggiore e quindi anche più appetibili, ma è
altrettanto vero che la questione è regolata dal libero mercato e su questo punto,
effettivamente, l'Amministrazione può intervenire soltanto con quegli strumenti di
salvaguardia urbanistica atti a "ridisegnare"- cosa che abbiamo fatto unitamente
all'Assessore Viano con il Settore Patrimonio - tutti quei locali commerciali che erano,
invece, legati ad una concessione, o locazione, del Comune, insieme ad Associazioni di
categoria; questo lavoro è cominciato già 6 mesi fa e sono già circa 120 le unità
analizzate.
Per quanto riguarda, invece, l'intervento che lei sottolinea anche con queste chiusure,
vorrei sottolineare sommessamente che il Bar "Zucca" ha chiuso parecchio tempo fa,
così anche la libreria "Duetto" la quale, però - e questa è una buona notizia - si
ricollocherà altrove, sempre nella zona centrale della città.
Tendenzialmente, scindendo gli esercizi in sede fissa, dalle attività di ristorazione e
somministrazione - e quindi, bar e ristoranti - il saldo non è così negativo. Anzi,
tutt'altro.
Consideriamo due cose: i passaggi di licenza, per cui la licenza non cessa e le cessazioni
vere e proprie.
Considerando anche il periodo di crisi in cui versiamo, siamo su un trend di circa 120
unità nell'area della zona turistica, nella ZTL ambientale, allargata a Gran Madre, Porta
Palazzo, Borgo Dora e Piazza Statuto - questo è il passivo delle chiusure.
Ovviamente, ci sono anche le aperture; quindi, il saldo - fisiologico, per tutte le zone
centrali -, oggi, si attesta su circa 35 unità in meno.
Consideri che, comunque, tutte le città d'arte che hanno flussi turistici significativi,
concentrano nelle zone storiche anche i marchi più importanti della moda. Esiste anche
un rapporto con il libero mercato che, in qualche modo, attira nelle zone centrali e
questo, ovviamente, per il privato, che può locare a cifre superiori, è un guadagno.
Gli ingenti investimenti che la Città ha stanziato per la riqualificazione di tutta l'area
centrale ha portato vantaggi di tanti tipi, ma, sicuramente, anche alcuni svantaggi.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Goffi.

GOFFI Alberto
Ringrazio l'Assessore per la risposta esauriente.
Mi rendo conto che questa è una materia che riguarda essenzialmente un rapporto tra
privati.
Il mercato, in questi tempi, ci ha dimostrato che non riesce a fare tutto da solo, quindi
anche l'Ente Pubblico deve intervenire, a volte, per regolamentare e sistemare alcuni
meccanismi del libero mercato.
Va anche detto che bisogna, a mio giudizio, avvalersi di una sorta di osservatorio sui
prezzi, per una ragione: molti locali del centro storico non appartengono a piccoli
proprietari, ma a banche ed assicurazioni; quindi, ad un contraente molto forte, che può
disporre anche di cifre importanti, tanto da tenere non locato l'immobile per "x" anni,
fintanto che non troverà qualcuno disponibile a pagare gli affitti richiesti.
Credo che la Città, questo, non se lo possa neanche permettere, perché noi abbiamo
l'esigenza da un lato, di fare in modo che il libero mercato metta tutti nelle condizioni di
lavorare e dall'altro, anche di avere determinati locali che rappresentano, per noi, un
patrimonio artistico, turistico e anche storico.
Per le deliberazioni che lei ha ricordato, se mi posso permettere un suggerimento,
bisognerebbe fare una sorta di controllo, una sorta di Mister Prezzi - chiamiamolo come
si vuole - proprio sugli immobili che, oggi, sono di proprietà di banche e assicurazioni.
Forse, varrebbe la pena valutare con attenzione i costi di locazione, per evitare che tutta
questa grande città sia nelle mani dei gruppi in franchising come avviene, purtroppo, già
oggi, per alcune vie dove resistono solo più i gruppi di questo genere, oppure i grandi
marchi.
Abbiamo bisogno di mantenere una certa torinesità su determinati marchi e su
determinate attività commerciali; credo che un modo per salvaguardare la torinesità sia
anche quello di fare attenzione che non ci siano squilibri tra locatori e locatari.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Altamura, per una breve replica.

ALTAMURA Alessandro (Assessore)
Ringrazio il Consigliere Goffi.
Voglio ulteriormente precisare - ma va in questa direzione - che il monitoraggio,
comunque, viene già svolto incrociando una serie di dati con la Camera di Commercio e
con le Associazioni di categoria e di questo noi riceviamo, puntualmente, segnalazioni
attraverso un meccanismo sempre più veloce. Negli ultimi 2 anni, avendo attivato anche
un ridisegno complessivo dello Sportello Unico delle Imprese, ho permesso che anche
per quanto riguarda la comunicazione via internet ci fosse una semplificazione negli
scambi di informazioni con le Associazioni di categoria, per poter meglio segnalare
anche alcune discrasie -come quelle che lei ha segnalato -, relative a grandi gruppi
immobiliari.
Il nostro monitoraggio, comunque, è molto attento. I dati in mio possesso sono verificati
in tempo reale e analizzati semestralmente, perché è il lasso di tempo utile a far capire le
reali difficoltà del mercato, in un periodo di crisi economica. Lei, Consigliere, sa
perfettamente che il sistema è complesso ed articolato e si fonda su molti fattori e non
solamente su uno.
Storicamente, rispetto ad altre città, la nostra ha ancora una fortissima capacità
imprenditoriale - mi riferisco alla piccola e media impresa al piccolo commercio -.
Ieri mattina, all'Auditorium Agnelli del Lingotto, sono state premiate 500 aziende tra
artigianato e impresa di Torino, che svolgono la propria attività da tanti anni. Si è
cominciato con la premiazione di esercizi commerciali che avevano oltre 100 anni di
attività alle spalle. Voglio rassicurarla in merito ai suoi dubbi e preoccupazioni, rispetto
ai grandi marchi: dico sommessamente che non ci tengo ad avere un centro cittadino a
misura di griffe e di grandi marche, modello Via Montenapoleone, piuttosto che Via Dei
Condotti, però è altrettanto vero che Torino, su questa strada, ha percorso passi molto
lenti per tantissimi anni.
Ha leggermente accelerato, probabilmente anche per il fatto, mi permetta di
sottolinearlo, che oggi, sia a livello nazionale che internazionale, viene definita, tout
court, una città turistica e questo, sicuramente, ha attirato anche degli investitori.
Sottolineo che per certi versi questo può creare difficoltà sul mercato, per altri, invece,
può supplire al fatto che non tutti i piccoli operatori privati, o quelli che storicamente
hanno consolidato un tessuto economico e commerciale, continuino ad esercitare la
propria attività. E, a questo proposito, le posso fare elenchi di centinaia di operatori, o
imprenditori torinesi che hanno marchi e storie importantissime - e lei li conosce come
li conosco anche io! -.
Oggi è importante che i "Grandi marchi" acquisiscano "Grandi spazi" - magari per uno
show-room - avendo - mi permetta di sottolinearlo, come Assessore alle Attività
produttive - una ricaduta anche sull'aspetto occupazionale, oltre che sul PIL.
Questi 2 aspetti del mercato attuale vanno monitorati entrambi - e questo lo condivido -,
ma questo viene già fatto in modo assolutamente attento.
In ogni caso si compensano, quando parti del mercato vengono, in qualche modo,
coinvolte pesantemente da crisi di Settore, come quelle che vivono oggi la piccola e
media impresa e l'imprenditoria, in generale.
Questo spazio, oggi, viene occupato anche perché il libero mercato, pur con tutti i
principi che lei ha enunciato - sono parte integrante dell'attività di questa
Amministrazione, a iniziare dalla deliberazione sulla salvaguardia degli assi storici della
città, quindi degli assi-porticati delle piazze auliche -, ci permette di difendere quel
principio di insediamento produttivo, commerciale e artigianale, rispetto al grande
insediamento. E questo viene fatto, ovviamente, anche sulla base di attività di
elaborazione di deliberazioni.
Avremo prossimamente, in discussione, la Variante n. 160 che identifica gli
addensamenti commerciali ed è successiva alla Variante approvata l'anno scorso, qui in
Consiglio Comunale, sui criteri commerciali della Città di Torino.
Nella zona centrale vi è questo problema, ma è pure importante che, finalmente, la Città
sia attrattiva anche per questo tipo di investitori; sicuramente, la ricaduta sul Prodotto
Interno Lordo e occupazionale esiste.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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