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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 17 Novembre 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 4
INTERPELLANZA 2008-05970
"LA GIUNTA ROSSA PIANGE SUL DISASTRATO BILANCIO, MA CONTINUA A SPRECARE SOLDI PUBBLICI?" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE CAROSSA IN DATA 23 SETTEMBRE 2008.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200805970/02, presentata in data
23 settembre 2008, avente per oggetto:
"La Giunta Rossa piange sul disastrato Bilancio, ma continua a sprecare soldi
pubblici?"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Sestero.

SESTERO Maria Grazia (Assessore)
Senza condividere la domanda dell'interpellante, devo dire che la situazione di Corso
Cincinnato è piuttosto complessa e non è peraltro attribuibile alla nostra responsabilità.
I lavori sono iniziati il 3 novembre 2005, ma vi sono state alcune sospensioni, concesse
in seguito a gravi fatti di vandalismo e di intimidazione da parte di ignoti, i quali sono
ricorsi persino all'incendio delle baracche di cantiere e all'abbattimento di centinaia di
metri di cordoli stradali, arrivando anche a minacciare alcuni operai che lavoravano in
cantiere; perciò, i lavori hanno avuto effettivamente inizio il 19 aprile 2006.
Dopo questa data, però, sono intervenuti altri numerosissimi atti di vandalismo, e si è
avuta un'ulteriore difficoltà per l'opposizione di un gruppo molto rumoroso di cittadini,
i quali si opponevano all'organizzazione di un tratto molto breve di viabilità, chiedendo
altri parcheggi e interrompendo diverse volte le lavorazioni; inoltre, si sono verificati
furti di materiale edile e delle trecce di rame degli impianti elettrici, nonché la
devastazione dell'impianto di riscaldamento della nuova bocciofila.
A seguito di fatti tanto pesanti, la ditta ha cominciato a lavorare con difficoltà ed ora si è
arrivati al punto in cui sta per maturare il quarto SAL, che ammonta a 1.175.450,29
Euro su un importo contrattuale di 1.380.926,68 Euro, quindi, a tutt'oggi, i lavori
effettuati rappresentano circa l'85%.
Di fronte a questi fatti che, appunto, hanno rallentato i lavori, e alle difficoltà
dell'impresa di rispondere al cronoprogramma, ci troviamo oggi nelle condizioni di
poter interrompere il rapporto con la stessa; avendo raggiunto l'85% circa dei lavori, dal
giorno 16 ottobre 2008 scattano le sanzioni (pari all'1% per ogni giorno di ritardo),
anche se, considerate tutte le difficoltà manifestate a più riprese durante le fasi di
lavorazione e le complicazioni che si sono verificate, stiamo valutando l'opportunità di
interrompere il rapporto con la ditta e di proseguire eventualmente con il recupero di
un'altra impresa.
Questa è la situazione, allo stato attuale; cioè, per evitare di trascinare ulteriormente una
relazione che si è dimostrata tanto difficile con quest'impresa, riteniamo più utile
interromperla, a questo punto delle lavorazioni, per poi concludere diversamente, anche
se l'operazione richiederà ovviamente un po' di tempo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Premesso che non conosco l'impresa e neppure m'interessa, ero già a conoscenza di
tutte le mille difficoltà che si sono avute in questo cantiere, da lei appena ribadite, e
devo dire che, al di là del titolo più o meno appropriato, ho voluto presentare
l'interpellanza proprio perché questo mio timore risultasse a verbale.
Spero, quindi, che la Giunta Comunale e gli Assessori competenti abbiano segnalato
questi fatti alle forze dell'ordine, poiché mi lascia veramente perplesso che vi sia stata
una serie tanto grave di danneggiamenti in questo cantiere, esclusivamente per una parte
della cittadinanza.
Mi è capitato spesso di seguire (e, naturalmente, lei avrà avuto più occasioni di me)
situazioni di lavori che non erano condivisi da parte o anche da quasi tutta la
cittadinanza della zona, ma non ho davvero mai visto una simile sommatoria di danni,
che oserei definire attentati, perché di questo si deve parlare; non si tratta solamente di
danni o furti, infatti, ma proprio di azioni quasi riconducibili ad attentati, e mi domando
se non sia invece una questione di appalti - attenzione, Assessore, peso molto le parole -
intesa proprio come guerra degli appalti, cioè che non vi fosse qualcuno intenzionato ad
entrare in quegli appalti, ai danni e al posto della ditta aggiudicataria.
Non voglio usare un termine troppo grosso, Assessore, ma credo che abbia capito
perfettamente; quindi, non vorrei che fossimo nella stessa situazione che solitamente si
verifica in altre zone della nostra nazione, perché mi lascia davvero molto perplesso il
fatto che si liquidi - scusi il termine - tutta questa serie di danneggiamenti molto gravi
parlando semplicemente di una parte della cittadinanza che non è d'accordo su un tratto
di viabilità.
È soprattutto per questo che ho voluto presentare l'interpellanza, ma spero - voglio
stigmatizzare e, se necessario, stimolare in tal senso - che questi miei dubbi siano già
stati fatti propri da chi ha seguito i lavori e dichiarati alle forze dell'ordine, perché
ribadisco che mi sembra veramente una situazione troppo anomala.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Sestero, per una breve replica.

SESTERO Maria Grazia (Assessore)
Dato il rilievo e la gravità dei fatti, credo che l'impresa abbia seguito l'iter normalmente
previsto per le denunce.
Non ho affatto detto che la responsabilità possa ricadere su un'opposizione al progetto...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Questo non esiste, né per me, né per lei; lo
dico a verbale: era un progetto positivo per la popolazione, trattandosi di una bocciofila
e della sistemazione di un giardino, ma c'è stato un periodo, su un tratto di sistemazione
viabile, nel quale si è verificata un'opposizione un po' pesante da parte di un gruppo di
cittadini, che comunque rientra nell'ordine delle cose assolutamente normali.
Sicuramente, si sono verificati questi episodi, che tuttavia sono di difficile attribuzione,
poiché sappiamo che avvengono i furti di rame, mentre le intimidazioni, eccetera,
rientrano in un comportamento un po' criminale, quindi, non penso che possano nascere
da una non condivisione dell'opera e, comunque, sono state avviate le procedure di
denuncia.
Devo dire che abbiamo retto circa due anni con quest'impresa e ogni tanto vado anche
personalmente, sollecitiamo e facciamo gli ordini di lavori da parte del direttore lavori;
quindi, abbiamo sopportato a lungo quei ritardi che l'impresa non riusciva a superare,
con slittamenti continui e progressivi delle scadenze dovute per contratto.
Perciò, da parte nostra non vi è stato un comportamento intollerante nei confronti
dell'impresa; semplicemente, vi è l'esigenza di chiudere quei lavori, perché un cantiere
non può stare aperto degli anni, con la difficoltà di vedere i lavori.
Non si tratta, comunque, di un provvedimento di rescissione contrattuale, in quanto
l'impresa è arrivata a completare l'85% dei lavori e, secondo una norma vigente, il
soggetto appaltatore può anche non realizzare un 20% dell'opera senza alcuna
penalizzazione. Essendo stata svolta quella quota di lavori (noi abbiamo anche cercato
di farla arrivare a quel punto), adesso potremmo cercare di risolvere diversamente la
situazione; d'altronde, credo che la stessa impresa abbia difficoltà a reggere
ulteriormente e, perciò, in una relazione non punitiva per l'impresa, credo che a questo
punto potremmo interrompere il rapporto, chiudere quei lavori e cercare di completare
le rimanenti opere nel più breve tempo possibile.
Spero di aver risposto, con questo, anche alla preoccupazione espressa dal Consigliere.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
della politica del traffico"
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