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Estratto dal verbale della seduta di Martedì 11 Novembre 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 4
INTERPELLANZA 2008-06774
"IN CORSO FRANCIA 1000 METRI QUADRI DI ETERNIT" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI GOFFI E SCANDEREBECH IN DATA 21 OTTOBRE 2008.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200806774/02, presentata in data
21 ottobre 2008, avente per oggetto:
"In Corso Francia 1000 metri quadri di eternit"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Mangone.

MANGONE Domenico (Assessore)
I presentatori mi interpellano, se non ricordo male, in merito ad una questione legata al
numero civico 275, di Corso Francia.
Il tetto di questo immobile è coperto da eternit, contenente amianto. Si tratta di una
questione nota agli Uffici della città, sin dal 2004. Questo tetto in eternit è catalogato,
sin dal 2005, nel programma di monitoraggio periodico. Nel 2005, a seguito di questa
segnalazione, è stato fatto un primo rilievo il quale ha dimostrato che le fibre
aerodisperse sono inferiori a quelle previste dalla Legge - nel 2005 erano circa 10
fibre/litro -.
Questo tetto è stato sottoposto a monitoraggio negli anni successivi, tant'é che è stato
eseguito un campionamento nel 2007. Malgrado l'aumento delle fibre, i valori erano,
comunque, entro i limiti consentiti.
Nel 2008, anche in seguito all'interpellanza, c'è stato un altro sopralluogo.
Visivamente, si può notare una qualche infiltrazione d'acqua all'interno, probabilmente
dovuta - scrivono gli Uffici - allo spostamento di qualche lastra di eternit.
La situazione, comunque, è assolutamente sotto controllo. Oggi, ci si è impegnati,
insieme ad ARPA, a verificare lo stato dei luoghi; cosa già fatta, peraltro, dagli Uffici
della Città i quali hanno riportato, fondamentalmente, la stessa conclusione, ovvero, che
è una situazione da tenere sotto controllo, ma che, al momento, essendo l'eternit un
materiale consistente e duro, non c'è un rilascio di fibre fuori dai limiti di Legge.
Questo immobile è di proprietà della Città di Torino; è stato concesso ad alcune
Associazioni, le quali hanno sottoscritto una convenzione la quale prevede che la
manutenzione ordinaria e straordinaria - compresa, quindi, anche l'eventuale
sostituzione del tetto in eternit - sia a loro carico.
Al momento, indipendentemente dal sopralluogo effettuato da noi, c'è un accordo tra i
miei Uffici e quelli del Settore Patrimonio, con ARPA, di fare un ulteriore sopralluogo
per permettere a quest'ultima, di esprimere le proprie valutazioni. Conseguentemente
alla relazione stesa da ARPA., il mio Settore assumerà tutti i provvedimenti del caso.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Goffi.

GOFFI Alberto
Grazie, Assessore delle rassicurazioni. Ci terrei a sottolinearle alcuni dati: abbiamo 3
elementi, quanto meno dubbi. Il primo: questa struttura di eternit si trova in un'area
residenziale; il secondo: è a fianco ad una scuola elementare e il terzo: mi auguro che le
Associazioni che hanno sottoscritto la convenzione che prevede anche gli interventi
manutentivi straordinari, compreso il rifacimento della struttura, che, attualmente è
intaccata di eternit, eseguano questi lavori.
Lo dubito, però! So perfettamente quanto costa un intervento di manutenzione
straordinaria per la rimozione di eternit e, francamente, posso dubitare. Mi auguro che
prevalga, prima della Convenzione con le Associazioni, il senso di responsabilità
comune. Si tratta pur sempre di un intervento di salute pubblica e, come tale, il Comune
si deve fare parte diligente nel cercare di risolvere la questione.
Voglio segnalare alla sua attenzione che quando si tratta di aziende private, o di privati
cittadini che hanno un tetto in eternit, l'ARPA, o comunque, gli Uffici della Regione,
intervengono prontamente, molto spesso, con la chiusura dell'attività. Un atteggiamento
ben diverso si registra quando gli edifici interessati sono Enti Pubblici.
Non vorrei che passasse questa logica, per cui nel Tribunale di Torino si possono anche
avere degli uffici che non sono a norma della Legge 626, mentre nelle imprese private
bisogna farli chiudere; nelle scuole, va bene l'eternit (perché si tratta di scuole), mentre
se nelle imprese è presente l'eternit bisogna farle chiudere.
Su questo, dovrebbe esserci quantomeno un'attenzione paritaria, e lo stesso
provvedimento che si adotta nei confronti dei privati dovrebbe essere adottato anche nei
confronti degli Uffici pubblici, perché, se scardiniamo questo principio, il rischio è che
qualcuno ne sopporti un'ingiustizia.
Facciamo pure le verifiche della convenzione con le Associazioni, ma se le
Associazioni, in qualche modo, anche a causa degli oneri manutentivi gravosi, non
riuscissero a fare questo intervento, la prego di fare lo stesso ragionamento che mi sono
permesso di segnalarle anche agli Uffici Regionali affinché trovino le risorse per
sostituire queste sostanze, che sono di per sé pericolose ed inquinanti, con tetti che siano
quantomeno ecocompatibili.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Mangone, per una breve replica.

MANGONE Domenico (Assessore)
Vorrei chiarire quali sono i passaggi che, normalmente, effettua la Città riguardo alla
questione dell'amianto. Come il Consigliere Goffi sa, la questione dei tetti in amianto in
città è un problema diffuso.
Gli Uffici del Settore intervengono qualora qualcuno segnali un problema; a questo
punto, chiediamo che venga fornita una relazione che attesti in che stato si trova il tetto
contenente amianto. Se la relazione ci comunica che vengono sprigionate polveri di
amianto da questi tetti, noi ordiniamo che avvenga la sostituzione, altrimenti si ordina di
provvedere a notificare alla Città un piano di manutenzione, proprio per evitare che ci
possa essere dispersione di fibre. Questo è il metodo che abbiamo sempre utilizzato e
non mi risulta che ci siano state disparità di trattamento tra pubblico e privato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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