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Estratto dal verbale della seduta di Martedì 11 Novembre 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 2
INTERPELLANZA 2008-06460
"AGENTI DI POLIZIA MUNICIPALE IN DIVIETO DI SOSTA" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI RAVELLO E GHIGLIA IN DATA 9 OTTOBRE 2008.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Iniziamo l'adunanza del Consiglio Comunale discutendo l'interpellanza n. mecc.
200806460/02, presentata in data 9 ottobre 2008, avente per oggetto:
"Agenti di Polizia Municipale in divieto di sosta"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Borgogno.

BORGOGNO Giuseppe (Assessore)
Il fatto a cui fa riferimento l'interpellanza è relativo ad un sopralluogo con telecamera,
lungo Via Cernaia, fatto da agenti della Polizia Municipale che, a causa di alcune
modifiche viarie in atto (cioè la creazione di una nuova banchina), erano lì in servizio,
per verificare possibili interventi in ausilio alla viabilità e alla circolazione dei veicoli,
piuttosto congestionata anche dai lavori.
Poiché l'obiettivo del sopralluogo era questo, non è stata elevata alcuna sanzione: la
telecamera ha filmato situazione e lavori in atto soltanto per fare interventi di ausilio,
non per sanzionare. Mi risulta che gli agenti si siano fermati, per pochi minuti, in quel
punto, perché funzionale all'accertamento sopra citato, essendo un luogo dove era
possibile sostare adeguatamente per firmare lo stato dei luoghi. Gli agenti, dunque, non
hanno filmato i furbetti della sosta vietata, né altro di questo genere.
Per quanto riguarda le violazioni accertate con la videocamera (mi riferisco a svolte,
sensi unici e cambi di direzione) che sono state citate, se non nell'interpellanza,
nell'articolo che ha preso spunto dall'interpellanza, comunico che, nel 2003, ne sono
state accertate 2.026, nel 2004, 2.662, nel 2005, 3.799, nel 2006, 3.668, nel 2007, 2.887
e, nel 2008 (dato al 30 settembre 2008), 1.026.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
Devo dire che non mi ritrovo nella descrizione dell'intervento fatta dall'Assessore.
Quel pomeriggio, ho osservato per diversi minuti gli agenti in servizio e mi sembrava di
tutta evidenza il fatto che stessero riprendendo le auto che svoltavano da Via Cernaia in
Corso Palestro, in violazione del divieto di svolta e dell'obbligo di proseguire diritto.
Certo è che tanto mi basta, se ufficialmente risulta che gli agenti fossero in servizio per
altre ragioni e che non siano stati elevati verbali nei confronti degli automobilisti.
Segnalo, però, per completezza di informazioni, visto che l'Assessore ha correlato la
presenza della pattuglia ai lavori in corso, già dall'estate, per il ripristino della banchina
centrale, che l'episodio è risultato ancora più spiacevole, perché, già in ragione di quel
cantiere (che, peraltro, si è protratto fino a questi giorni), si era avuto un notevole
aumento del congestionamento del traffico, conseguente ad una riduzione dello spazio
della carreggiata. Avrei, quindi, potuto comprendere la presenza in divieto di sosta di
una pattuglia della Polizia Municipale impegnata in servizi di controllo stradale, se
questa non avesse comportato un danno, una compromissione al regolare flusso del
traffico.
Vorrei, però, approfittare di questa occasione, per chiarire un principio: quello che può
essere apparso o che può essere stato interpretato come un attacco rivolto alla Polizia
Municipale e, in particolare, agli agenti in servizio, in realtà, Assessore, se proprio un
attacco fosse stato, avrebbe dovuto essere rivolto - ed era questa la mia intenzione - non
agli agenti che stavano svolgendo il loro lavoro e che prestavano servizio per conto
della Città, ma, eventualmente, al Comando - e questa resta la mia intenzione -, a chi
indirizza le attività del Comando: di conseguenza, a lei, Assessore, che ha la delega alla
Polizia Municipale.
Approfitto di questa occasione per esprimere un leggero disappunto - che non riesco a
celare - nei confronti delle dichiarazioni rilasciate dal Comandante della Polizia
Municipale, dottor Famigli, proprio questa mattina, in occasione delle celebrazioni - se
non erro - del 217° anniversario della Fondazione del Corpo di Polizia Municipale.
Il Comandante Famigli non ha tirato in causa nessuno direttamente - avrei anche voluto
vedere il contrario! -, certo è che, se tutti i soggetti più o meno titolati (ma credo che
tutti i torinesi lo siano) che esprimono un'opinione conseguente all'osservazione
dell'operato della Polizia Municipale, devono essere considerati semplicemente come
mossi dalla rabbia perché hanno preso una multa, oppure come impegnati nel dire
qualcosa tanto per dire qualcosa, guardi, non mi riconosco né nell'una, né nell'altra
categoria. Mi aspetto, quindi, il Comandante del Corpo della Polizia Municipale di
Torino riesca a mantenere, in una giusta opera di difesa e di tutela del proprio Corpo, un
contegno ed un distacco rispetto a posizioni, che mi auguro anche lo stesso Assessore
possa considerare più che legittime, espresse anche in questo Consiglio Comunale e
anche dal sottoscritto.
I dati parlano, e parlano abbastanza chiaro: nell'interpellanza, sono citate alcune
considerazioni, che non possono essere solo mie, circa la concezione che abbiamo
riguardo all'utilizzo di strumenti di videoregistrazione per sanzionare automobilisti che
violano le norme del Codice della Strada.
Non ritengo che, dal punto di vista pedagogico, questo sia un modo corretto di operare,
e non lo posso interpretare in maniera diversa, se non come un tentativo per fare
facilmente e più velocemente cassa e per colpire l'automobilista indisciplinato senza
avere la possibilità che l'automobilista si renda conto di trasgredire, significa non
educare.
Io immagino un Corpo di Polizia Municipale che abbia intrinsecamente una funzione
pedagogica ed educativa nei confronti della cittadinanza e dei contribuenti. Sono pochi
gli elementi che mi portano a pensare che gli indirizzi applicati dal Comando siano volti
in questa direzione.
Mi auguro che, almeno, dal questo punto di vista, si possa aprire un confronto sereno,
per definire linee di indirizzo operativo della Polizia Municipale che possano
riavvicinare il Corpo ai cittadini e far sentire gli agenti di Polizia Municipale non come
cecchini appostati agli angoli delle strade armati di telecamera, ma come soggetti
realmente al servizio del cittadino.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Borgogno, per una breve replica.

BORGOGNO Giuseppe (Assessore)
Non so se il Consigliere Ravello, stamattina, fosse presente alla festa del Corpo: se era
presente, avrà sentito che la mattinata è stata dedicata esattamente a questo argomento,
anche in ragione del fatto che, a smentire le affermazioni di molti (che utilizzano un
cliché ormai, secondo me, vetusto, e mi riferisco tanto agli organi di informazione,
quanto a chi usa questi argomenti per fare la propria legittima battaglia politica), la
realtà della Polizia Municipale di Torino è ben lontana dal fare cassa e si è avvicinata
molto alla funzione pedagogica di cui parla il Consigliere.
Quindi lo sforzo di questa Amministrazione, perlomeno quello di cui sono testimone io,
negli ultimi due anni, va esattamente in questa direzione.
Poi, per carità, se c'è qualcuno che per fare battaglia politica - legittima, senza dubbio -,
tende a sottolineare, o a voler far sottolineare la funzione della Polizia Municipale,
come quella di chi si apposta dietro gli angoli con le telecamere, è libero di farlo, ma
non c'è nulla di più lontano dalla realtà. E lo dimostrano i dati.
Rispetto al 2007 i verbali in meno sono 40.000. Rispetto al 2003 e al 2004, siamo
nell'ordine di qualche centinaia di migliaia di verbali in meno. Questo, per tante ragioni,
anche perché sono state operate scelte strategiche diverse delle quali mi prendo tutta la
responsabilità.
Non so se quanto sto per dirle sia per lei una notizia: faccio molte cose e le faccio
sicuramente quasi tutte male, ma tra queste non ricordo di aver mai dato indicazioni per
operare un qualsiasi rilievo in un qualunque posto, del flusso del traffico, o di qualsiasi
altra cosa, con una telecamera.
Se qualcuno vuol tirare un sasso pur di colpire qualcuno, è libero di farlo, ma io credo di
non essere una sagoma. Sull'uso delle telecamere, poi, potremmo anche aprire una
discussione infinita.
Alcune infrazioni non vanno commesse e per essere sanzionate hanno bisogno di
strumenti elettronici - vedasi l'eccesso di velocità.
Non c'è nulla di meno pedagogico che portare il proprio figlio in auto, su un corso
cittadino, non a 71 km orari, ma ad una velocità sui 110, 120, o 130 km/orari.
Non credo - l'ho già detto più volte - nel ruolo pedagogico della sanzione. Tuttavia, in
questi casi, anche la sanzione ha un ruolo pedagogico.
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