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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 3 Novembre 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 8
INTERPELLANZA 2008-06637
"CONTINUANO GLI ALLAGAMENTI DELLE CASE ALLA FALCHERA A CAUSA DEI LAVORI DEL PASSANTE FERROVIARIO E DELLA LINEA 4, MA I CANTIERI SONO FERMI DA TRE MESI" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE ANGELERI IN DATA 16 OTTOBRE 2008.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200806637/02, presentata in data
16 ottobre 2008, avente per oggetto:
"Continuano gli allagamenti delle case alla Falchera a causa dei lavori del passante
ferroviario e della linea 4,ma i cantieri sono fermi da tre mesi"

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Sestero, per la risposta.

SESTERO Maria Grazia (Assessore)
Vorrei iniziare il mio intervento, precisando la tempistica dei lavori della nuova stazione
Stura.
Secondo le informazioni che abbiamo acquisito, sia tratta di lavori effettuati da RFI, la
cui situazione è la seguente: le lavorazioni della stazione di Torino Stura sono state
appaltate su un progetto esecutivo che prevede la realizzazione di nove binari, sei
marciapiedi, un fabbricato viaggiatori e due sottopassi dotati di ascensori per disabili.
I programmi prevedono due fasi distinte di lavorazioni, la fase nord e la fase sud. La
divisione in fasi deriva dalla necessità di permettere lo svolgimento delle lavorazioni,
mantenendo l'attuale linea ferroviaria in esercizio, e prevede la realizzazione di una
prima parte di stazione denominata "fase nord", quattro binari, due marciapiedi di
stazione e il sottopasso viaggiatori lato Torino, a servizio delle banchine realizzate.
Durante la fase sud saranno attivati gli altri binari e l'altro sottopasso.
La prima fase è stata completata nel mese di settembre 2008, mentre il completamento
della fase sud è previsto tra la fine del 2009 e i primi mesi del 2010.
Al completamento di tutte le lavorazioni, la stazione sarà accessibile ai soggetti disabili,
poiché comprenderà ascensori e rampe per il superamento dei dislivelli, nonché percorsi
tattili per ipovedenti.
Attualmente sono allo studio programmi che prevedono la fruibilità del sottopasso lato
Milano e del fabbricato viaggiatori in anticipo rispetto al resto delle lavorazioni.
In questo momento, dunque, la stazione non è abilitata per i clienti disabili:lo diventerà
ad interventi ultimati.
La divisione in fasi comporta una sequenza di lavorazioni, costituita prima
dall'esecuzione delle opere civili: si tratta delle attività più visibili, sviluppate fino a
giugno 2008, dell'armamento ferroviario (pietrisco, rotaie e traverse) e dei sistemi di
trazione elettrica e di segnalamento. Queste ultime lavorazioni, terminate in
concomitanza con l'attivazione della fase nord a settembre 2008, non hanno visibilità e
comprendono una fase finale (condotta da una Commissione tecnica), costituita da
prove e verifiche sugli apparati ferroviari presenti all'interno del nuovo fabbricato in
muratura visibile nella stazione.
Questo fatto spiega, probabilmente, l'impressione che i cantieri siano fermi e deserti da
almeno tre mesi: in realtà, si sviluppano altri tipi di attività di completamento.
Per quanto riguarda la ferrovie, si chiede, poi, quali siano i costi del funzionamento
della pompa del sottopasso ferroviario.
Questa pompa, che garantisce il non allagamento del sottopasso ferroviario lato Torino
(quello attualmente aperto al servizio), è indispensabile perché, a causa della divisione
in fasi richiamata prima, non sarebbe stato possibile realizzare l'intero sottopasso a
servizio dei sei marciapiedi. A livello progettuale, il sottopasso prevede
un'impermeabilizzazione esterna del manufatto, in conseguenza della presenza
relativamente superficiale della falda nella zona della Falchera, e si presenta realizzato a
metà, con problematiche di allagamento dovute all'assenza di una barriera d'acqua in
corrispondenza dalla parte di sottopasso ancora da realizzare. Con il completamento
dell'altra metà di sottopasso e la definitiva impermeabilizzazione, la pompa idrovora
non sarà più in funzionamento, perché l'intero sistema del sottopasso sarà
impermeabilizzato.
Per quanto riguarda il problema, già affrontato in una serie di occasioni, delle iniziative,
vorrei ricordare che la prima segnalazione è avvenuta nel 2006, nel corso di un
Consiglio aperto presso la biblioteca della Circoscrizione 6.
La Città, allora, costituì un Tavolo tecnico con tutti i soggetti, per verificare le
dimensioni dei fenomeni e il legame con le situazioni esistenti di cantierizzazione.
C'è stato, poi, un esposto all'ARPA, in data 25 agosto, da parte degli Amministratori
dei condomini di Via Tanaro nn. 1 e 3, e una lettera dello studio legale. Il 14/11/2006 il
Difensore Civico della Regione ha chiesto la documentazione e il 28/11/2006 il
Dirigente del Settore Ambiente e Territorio ha avviato un procedimento amministrativo
finalizzato alla verifica della necessità di eventuali integrazioni d'indagine e di
adeguamenti dell'opera realizzata da GTT.
In data 6/12/2006, in sede di II e VI Commissione Consiliare, è stata presentata una
petizione da parte dei cittadini. In data 19/12/2006, l'ARPA ha relazionato in
Commissione Consiliare. Il 10/01/2007, la VI e la II Commissione Consiliare hanno
partecipato ad una comunicazione con un esperto che ha lavorato per i nostri piani di
controllo della falda acquifera su tutta la città e il 29/01/2007 abbiamo discusso
un'interpellanza presentata dal Consigliere Angeleri.
Noi avevamo preso degli impegni. È stata effettuata la verifica della staticità degli
edifici, il cui esito è stato positivo. GTT ha sviluppato il controllo, con l'installazione di
una serie di piezometri, del movimento delle acque. Abbiamo effettuato un intervento di
verifica sul canale "Mariannina" che attraversa, in sotterraneo per lo più, l'area sulla
quale ci sono le edificazioni a cui facciamo riferimento. Abbiamo affidato ad un esperto
del Politecnico la verifica del comportamento della falda acquifera, in un'area vasta, con
riferimento, in particolare, a questa area della città.
Quindi, dopo questa serie di incontri e di relazioni, in questi mesi, si è tenuta sotto
controllo la situazione delle acque. In sintesi, in estate, c'è stato, come ovunque, un
innalzamento della falda.
Abbiamo operato con GTT, perché sono stati presi degli impegni puntuali in sede di
Commissione, di fronte al Consiglio Comunale, ma, in realtà, la pratica fa capo al
Settore Ambiente. L'ultima notizia che ho avuto è di un esposto alla Procura della
Repubblica che chiama in causa RFI, se ricordo bene, GTT e lo stesso Comune di
Torino. Al di là di tutti gli elementi che possiamo mettere a disposizione dei Consiglieri,
per capire i fenomeni e potersi orientare su di essi, se si trasferirà la questione alla
Procura, è chiaro che quella sarà la sede in cui avverranno tutti gli accertamenti e noi
non possiamo che affidarci a questo tipo di procedura.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Non sono abituato a "rompere le scatole" agli Assessori - scusi se uso questo gergo -,
ma se arrivo al punto di presentare una seconda interpellanza che ha, grosso modo, lo
stesso oggetto di quella dell'anno precedente, è perché ci sono dei motivi. Nel suo
intervento non ha risposto ai miei quesiti.
In quella zona di Torino, fino al 2004, sono stati tutti all'asciutto. Guarda caso, dal
2004, cioè da quando sono iniziate le opere, si è creata una diga, una barriera; essendo
presente una falda acquifera (riconosciuta, tra l'altro, anche dal Settore Tutela
dell'Ambiente del Comune di Torino), sono iniziati gli allagamenti, che proseguono
tuttora - ed è per questo che ho ripresentato l'interpellanza -, anche in presenza di quella
pompa (attiva 24h su 24h) che, in realtà, recupera 3.000 litri l'ora (nell'interpellanza si
cita il dato erroneo di 30.000 litri l'ora).
Sempre in relazione alla "non casualità" degli eventi, lo stesso Settore Ambiente, nella
deliberazione dell'11 giugno 2002, nella parte relativa al parere della Divisione
Ambiente e Mobilità, dice testualmente: "In considerazione della complessità dell'opera
si ritiene che debbano essere approfonditamente analizzati gli impatti sul suolo,
soprattutto in relazione all'attuale conformazione idrogeologica e geologica dell'area. In
particolare, sarebbe significativo considerare la costruzione di uno sbarramento di flusso
idrico sotterraneo, che potrebbe generare fenomeni di rialzo della falda a monte
dell'opera di studio. Fenomeni di risalita dell'acqua, come nel caso dei Laghetti
Falchera, formatisi in zona in seguito alla realizzazione dell'Autostrada Torino-Milano.
Non sono da escludersi, a causa di una sorta di effetto-diga, conseguenze negative che si
possono dunque avere con possibili allagamenti di locali interrati nella parte a monte:
garage, cantine e parcheggi sotterranei o, addirittura, intasamenti delle linee fognarie e
impaludamenti dovuti all'affioramento in superficie della falda".
Questo non l'ho scritto io. Questo non l'hanno scritto i residenti di quella zona. Questo
lo ha scritto il Comune! Lei, con una sorta di velata minaccia, ha detto che se i cittadini,
poi, ricorrono alle vie giudiziarie, allora saranno le vie giudiziarie a dover dare una
risposta. Abbia pazienza, Assessore! Dal 2006, attraverso un diritto di tribuna,
attraverso una prima interpellanza, attraverso una seconda interpellanza, attraverso un
Consiglio Circoscrizionale aperto, abbiamo sottolineato un problema che prima non
c'era e che si è formato, improvvisamente, a seguito dei lavori. Anche nella sua risposta
di oggi, ci sono state delle belle parole e delle belle intenzioni, ma alle parole bisogna
far seguire i fatti!
Ci dica se i cittadini che si trovano in quella condizione possono chiedere un
indennizzo. Dato che sono come San Tommaso, ho fatto un sopralluogo, perché si
poteva pensare che i cittadini avessero esagerato. In realtà, nell'interpellanza, mi sono
frenato un po', perché se avessi scritto tutto quello che avevo visto, sarebbe stato assai
peggio!
Se la situazione è quella che ho visto in un giorno di sole e non di pioggia, non oso
pensare che cosa possano generare le piogge intense di questi giorni, ma, soprattutto, in
prospettiva, la situazione idrogeologica, con la costante presenza di acqua nel
sottosuolo. Quale sarà la stabilità di queste abitazioni? Oltre alle abitazioni, ricordo che
in quell'area vi sono imprese e ditte artigiane che hanno locali adibiti a magazzino; vi è,
insomma, tutta una serie di conseguenze.
Per evitare che si arrivi alla fase di non ritorno (quella che lei prima ha citato, ovvero la
fase giudiziaria), per favore, mi spieghi quali sono le disponibilità del Comune per
risolvere questo problema che non è stato creato dai cittadini, ma dal Comune insieme a
GTT e RFI.
Non sto dando la responsabilità solo a lei, Assessore, ma mi venga incontro, perché non
so darmi una risposta e, allo stesso tempo, cerchi di dare una risposta concreta ai
cittadini, altrimenti, d'ora in avanti, ogni mese sarò costretto a presentare
un'interpellanza e, magari, la prossima volta le allegherò le fotografie, così vedrà anche
lei qual è la situazione reale, mentre quella successiva chiederemo una Commissione in
loco, in modo tale che tutti i Consiglieri possano verificare la situazione e così via
finché non vi sarà una risposta definitiva a questa situazione che obiettivamente merita,
non solo per i cittadini che abitano in quella zona (perché è territorio della Città di
Torino), che l'Amministrazione Civica sia l'Amministrazione anche di quella zona, per
adesso sfortunata, della città.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Sestero.

SESTERO Maria Grazia (Assessore)
Vorrei che fosse chiaro che ho seguito la questione, perché coinvolta fin dall'inizio e
perché la situazione mi sta a cuore, però prima ho detto che è in corso una procedura,
attivata da parte del Settore competente, il Settore Ambiente; vi è un Dirigente che
credo stia quasi chiudendo questa procedura in relazione alle prescrizioni dell'ARPA e
credo che quella sia la procedura che si concluderà con l'individuazione amministrativa
di responsabilità. In assenza della conclusione della procedura che il Comune ha attivato
nel Settore competente, non è possibile pensare ad un indennizzo per buona volontà del
Comune, quindi bisogna aspettare che si concluda.
Ricordo che non conosco lo sviluppo di questa procedura, che è autonomo ed è giusto
così, in quanto si tratta di una procedura amministrativa sulla base di una storia, di
diverse deliberazioni, rilevamenti e studi richiesti a GTT per quanto di sua competenza
e, credo, studi richiesti a RFI per quanto di sua competenza, che non esegue lavori per
conto della Città, ma per se stessa. Quindi, quella è la sede in cui si chiuderà la
procedura con eventuali conclusioni che riguarderanno anche le responsabilità.
Il Consigliere mi insegna che l'Amministrazione non può, con atto autonomo e senza
l'individuazione di responsabilità, decidere di procedere all'indennizzo, ma ha bisogno
di avere un'identificazione di responsabilità che non è in capo all'Amministrazione,
perché siamo di fronte ad una società che è al 100% proprietà della Città di Torino, ma è
una società con la piena titolarità di sviluppare un'opera. Mi sono occupata di questa
faccenda e continuo ad occuparmene, ma se vi è stata responsabilità da parte di RFI,
dovrà essere RFI ad indennizzare, mentre se vi è stata responsabilità da parte di GTT,
sarà l'Azienda a chiudere la questione.
Il passaggio attraverso la procedura aperta è ineliminabile: non vi è altra via. Se il
problema esiste, se ci sono delle responsabilità in capo ad un'Azienda di proprietà della
Città, l'Azienda dovrà fare quanto necessario per porre rimedio. Non mi chieda di dire
ora che con atto autonomo la Città decide di procedere all'indennizzo, perché non si può
fare. Vi è un'apertura, perché è stato presentato un esposto alla Procura della
Repubblica che, da quel che ne so, non è caduto nel vuoto; quindi, sono in atto
procedure che sono ancora più delicate e che possono anche interferire con quella
amministrativa.
Detto questo, spero che il Consigliere comprenda la mia difficoltà, in questo momento,
nel fornire una risposta rassicurante, non per mancata volontà di trovare una soluzione,
probabilmente non in capo alla Città. In tempi passati, le relazioni con le società
potevano dare altri esiti, però la Storia non si riscrive con i "se", ma posso impegnarmi,
appena avrò qualche elemento di certezza, a comunicarglielo in Commissione o tramite
l'Assessore Mangone, competente del Settore.
Voglio ribadire che non ce ne siamo disinteressati, ma siamo andati avanti e ci sono
elementi di studio e della funzione ispettiva del Comune e il problema presto si
concluderà.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Ringrazio l'Assessore per questa seconda risposta e vorrei solo aggiungere che a me
personalmente e, a maggior ragione, ai cittadini interessati, interessa poco chi sarà poi a
pagare; mi preoccupa la possibilità che nei prossimi giorni questa famosa pompa, che
risucchia 3.000 litri d'acqua all'ora, vada in blocco, provocando anche il blocco degli
ascensori di molte case (in alcuni casi, ho constatato che vi sono degli handicappati).
C'è una situazione difficile.
Presidente, propongo che questa interpellanza, così com'è stata discussa in Consiglio,
sia trasferita in Commissione per avere la possibilità che in quella sede venga data la
risposta definitiva rispetto alla procedura amministrativa di cui ha parlato l'Assessore.
Chiedo all'Assessore se sia possibile, vista la situazione, accelerare la procedura
amministrativa; non mi pare di chiedere molto e questa potrebbe già essere una risposta
per calmare le acque in altre direzioni, che, evidentemente, sono state agitate per
esasperazione, perché si parlava di questa situazione già in una deliberazione del giugno
del 2002 e gli allagamenti, guarda caso, sono iniziati in concomitanza con i lavori nel
2004: sono quattro anni e, forse, la pazienza di molti cittadini è finita!
Se il Presidente è d'accordo, rinvieremmo l'interpellanza in Commissione, dove, mi
auguro, l'Assessore vorrà dare una risposta definitiva dal punto di vista amministrativo.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
In Aula, il percorso di approfondimento è concluso e l'interpellanza viene considerata
discussa, mentre viene inviata al Presidente della II Commissione con la preghiera di
una calendarizzazione il più rapida possibile, chiaramente, in funzione della
preparazione della documentazione da parte dell'Assessore Sestero.
L'interpellanza è discussa.
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