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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 3 Novembre 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 22
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2008-06654
CONCESSIONE PER LA REALIZZAZIONE E GESTIONE DEL SERVIZIO BIKE SHARING. MODIFICAZIONI E INTEGRAZIONI ALLA DELIBERAZIONE CONSIGLIO COMUNALE (MECC. 2008 01110/021).
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 200806654/21,
presentata dalla Giunta Comunale in data..., avente per oggetto:
"Concessione per la realizzazione e gestione del servizio Bike Sharing. Modificazioni e
integrazioni alla deliberazione Consiglio Comunale (n. mecc. 200801110/21)"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Comunico che in data 30/10/2008 le competenti Commissioni hanno rimesso il
provvedimento in Aula.
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Intervengo semplicemente per evidenziare quanto questa modifica di deliberazione sia
abbastanza imbarazzante. Infatti, si tratta di una deliberazione votata un anno fa e
modificata con quattro facciate, in cui si dice: "Si è quindi confermata una situazione
complessa caratterizzata dagli alti costi, soprattutto gestionali… Tali esperienze - di
Barcellona e Parigi - esaminate nei mesi scorsi, avevano già messo in rilievo gli alti
costi non solo di fornitura e installazione delle ciclostazioni e delle biciclette ma
soprattutto della gestione senza fornire adeguati elementi di valutazione per effettuarne
una quantificazione…" eccetera.
Ricordo che, l'anno scorso, quando questa deliberazione arrivò in Consiglio Comunale,
il mio Gruppo già all'epoca sollevò un'ampia critica contro tale deliberazione, non
soltanto perché le 700 biciclette non erano dislocate in tutta la città (molte installazioni
erano nel solo centro, mentre in periferia ve ne erano solo 300, e, addirittura, la
Circoscrizione 4 rischia di non vedere alcuna installazione di biciclette), ma, ancora di
più, ci sorprendeva come il costo di una singola bicicletta (700 Euro) fosse a carico del
Comune. Cioè, il Comune doveva pagare 700 Euro per ogni singola bicicletta, per un
totale di 2.000 biciclette: a conti fatti, risulta 1 milione 400 Euro del Comune.
Mi fa piacere che, poi, la Regione Piemonte e il Ministero abbiano concesso i
finanziamenti per questo progetto, ma io non posso essere d'accordo a votare questa
modifica che dice che ci sono gravi problemi, anche finanziari, e non si sa dove trovare i
soldi per fronteggiare una così grande realizzazione di bike sharing a Torino.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Assessore, negli anni Settanta e Ottanta, la CIA diventò lo zimbello della stampa
americana perché giustificava i fondi coperti con delle spese dichiarate assolutamente
incredibili. Divennero famose, tra l'altro, le assi per i bagni che pagavano 600 dollari
l'una e costavano 6 dollari, al prezzo corrente di mercato. Tant'è che il direttore della
CIA veniva raffigurato dai loro "Forattini" come un signore che andava in giro con
un'asse del bagno appesa al collo con la targhetta "600 dollari".
Tutto questo per dire che nessuno immagina che lei segretamente stia organizzando una
guerra di spie in qualche teatro esotico medio o estremo orientale, ma ci chiediamo,
molto più semplicemente, se sia normale il fatto che il Comune compri delle biciclette
al costo di 700 Euro l'una, perché, da singolo, se dovessi comprarne una, la troverei
anche ad un prezzo inferiore. Quindi, mi chiedo se, veramente, ci sia un obbligo a
pagare delle biciclette molto di più di quanto le pagherebbe non già un privato che fa un
grande ordine (come quello che facciamo noi), ma un privato che fa un ordine di una
singola bicicletta. Già solo questo è un elemento che, secondo me, dovrebbe farci
riflettere.
Gradiremmo, visto che lei non ha inteso intervenire subito, che, oltre ai rilievi contenuti
nella deliberazione, richiamati anche dal Consigliere Scanderebech, lei ci spiegasse
quali siano le probabilità che la gara vada nuovamente deserta, perché vorrei ricordare
che l'ultima volta che un bando simile è approdato in Aula, è approdato con la
procedura di urgenza su sua richiesta e poi il risultato è stato che la gara è andata
deserta.
Allora, questi sono tre elementi (procedura d'urgenza, gara deserta e costo non congruo,
cioè superiore a quello che il Comune potrebbe spuntare) che normalmente non ci fanno
guardare con eccessivo favore ad un appalto di questo genere.
Quindi, se ci potesse dare qualche rassicurazione, renderebbe un buon servigio, oltre
che all'Ente, anche a se stesso.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Intervengo semplicemente per stigmatizzare il comportamento negativo dell'Assessore
nella gestione di questa vicenda del bike sharing, perché, attraverso scelte
evidentemente sbagliate, visto che la prima gara è andata deserta, ha ritardato la
realizzazione di questo servizio di circa 1 anno.
Non ripeto le osservazioni già fatte da chi mi ha preceduto. Intervengo semplicemente
per fare notare che il Comune di Torino, al contrario di altre realtà della stessa
Provincia, è in grave ritardo e ha messo anche a repentaglio il finanziamento conseguito
dalla Città di Torino per attuare questo servizio.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Intervengo in sede di dichiarazione di voto per esprimere, oltre al voto favorevole del
nostro Gruppo, anche un apprezzamento per la tenacia con la quale l'Assessore ha
voluto perseguire questo esperimento, che - sono convinto - nel medio periodo riceverà
apprezzamento da parte di tutti i cittadini. È sufficiente verificare quali siano oggi gli
utilizzi della bicicletta e come la nostra città abbia modificato, nel corso di questi ultimi
anni, le sue modalità di spostamento.
Quindi, apprezzo questo progetto; chiedo naturalmente all'Assessore Sestero che, per
puro caso è presente affianco all'Assessore Mangone, di proseguire nella realizzazione
di quelle piste che sono realmente in grado di consentire una mobilità sicura attraverso
l'uso della bicicletta.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Mangone.

MANGONE Domenico (Assessore)
Poco fa, avevo detto al Presidente che non intendevo illustrare la deliberazione, non per
sottrarmi al confronto con l'Aula su questo tema, ma perché, come i Consiglieri
dovrebbero sapere, è stata abbondantemente approfondita in Commissione, attraverso
una discussione che è entrata nei particolari e proprio per questo motivo, oggi, mi
sembrava superato il dibattito sul merito. Ho assistito, però, ad alcuni interventi che,
onestamente, non ho capito fino in fondo, ma, per quel che ho compreso, cercherò di
dare una risposta.
Per quanto riguarda il servizio di bike sharing, non ci sono precedenti, almeno in Italia,
comparabili ad una grande città come la nostra. In alcuni centri di provincia si sono
registrate delle esperienze, ma nessuna grande città (come Torino, Milano o Roma) ha
un servizio di bike sharing.
Questo lavoro ha avuto inizio circa un anno e mezzo fa, senza avere la possibilità di un
confronto con altre realtà nazionali, ed è stato fatto in maniera esclusiva dai nostri
Uffici, senza l'ausilio di alcun consulente, attraverso un lavoro di ricerca, che è
approdato in una deliberazione, approvata nel febbraio 2008, alla quale è seguita la gara,
che, poi, è andata deserta.
La mia prima riflessione è che, visto che la gara è andata deserta, evidentemente non
stiamo regalando soldi a nessuno, altrimenti avrebbero fatto la fila per assicurarsi il
servizio di bike sharing. Ciò non è avvenuto e la gara è andata deserta, quindi, un dato
certo è che non stiamo regalando soldi a nessuno, né, tanto meno, abbiamo intenzione di
farlo.
Dopo che la gara è andata deserta abbiamo cercato di comprendere il motivo di questo
scarso interesse delle tre multinazionali che si sono occupate del bike sharing in Europa.
Nel frattempo, però, anche Milano si è mossa su questo fronte. Dalla ricerca che
abbiamo fatto e dal "precedente" di Milano abbiamo capito che uno dei problemi era
quello di avere messo a disposizione degli operatori pochi metri quadrati di spazi
pubblicitari.
Infatti, gli spazi pubblicitari a noi servono e immaginiamo che possano servire per la
gestione del servizio di bike sharing: ci sono, una tantum, due milioni di Euro che
verranno utilizzati per la costruzione delle stazioni, quindi i 17.000 Euro che sono
riportati nella deliberazione altro non sono che la divisione di 1.900.000 Euro per le 116
stazioni (quindi, 17.000 Euro a stazione). Evidentemente, non è la bicicletta che costa
1.700 Euro, ma è tutta la stazione che costa 17.000 Euro.
Siamo sicuri che questo servizio possa funzionare solo ed esclusivamente se è ben
gestito, cioè se viene attuata una manutenzione che consenta l'utilizzo delle biciclette e
che queste, quando sono nelle stazioni, possano essere utilizzate dai cittadini.
Questo servizio è costoso e vi si può far fronte in due modi: o attraverso le spese
correnti della Città di Torino, o attraverso la cessione degli spazi pubblicitari.
Nel primo bando, abbiamo fissato la condizione di due metri quadrati per stazione. Uno
dei problemi che ci è stato evidenziato è che erano insufficienti; la gara predisposta da
Milano, nello stesso periodo, aggiudicava, se non ricordo male, 8 o 10 metri quadrati;
noi, sulla scorta del fatto che gli spazi pubblicitari della Città di Torino hanno meno
mercato rispetto a quelli di Milano, abbiamo pensato di aumentare gli spazi pubblicitari
messi a disposizione sino a 12 metri quadrati. Ho detto "sino a 12 metri quadrati"
perché è un elemento che sarà oggetto di gara, per cui ci auguriamo che i proponenti
partecipino alla gara diminuendo i metri quadrati da mettere a disposizione.
Si è fatto cenno ad altre iniziative simili, alle quali abbiamo ritenuto di non aderire.
Questo argomento è stato oggetto di discussione con il Consigliere Lonero, che, però,
nonostante ciò, continua e persevera nel riferire aspetti che abbiamo già avuto modo di
approfondire. In questa sede, vorrei ribadire che sono disponibile al confronto per
provare quello che sto per dire: per quanto riguarda il Patto Ovest, a cui il Consigliere fa
riferimento, si sono svolte delle discussioni, abbiamo fatto delle riunioni e abbiamo
sempre detto che, oggi, non è possibile fare una gara unica con loro, perché le
condizioni sono completamente diverse.
Con questa deliberazione affideremo una concessione per 12 anni, per cui
l'aggiudicatario ci garantirà la gestione di questo servizio per 12 anni. Altre esperienze
fatte in provincia, con finanziamenti (se non ricordo male) della Provincia di Torino,
assicurano una gestione per un anno e mezzo, dopodiché mi auguro che riescano a
trovare i fondi per poter continuare a garantire quel tipo di servizio. Con l'impostazione
che ci siamo dati, noi garantiamo 12 anni di gestione.
Per quanto riguarda il quesito posto dal Consigliere Scanderebech sul perché in tutta la
città o in parte della città, vorrei sottolineare che il servizio, per poter funzionare,
necessita di un posizionamento delle stazioni che non siano oltre i 250 o 300 metri.
Oggi, con la nostra situazione attuale, abbiamo pensato di fare una progettazione che
preveda 116 stazioni, per un totale di 1.160 biciclette, con la possibilità di ampliare il
servizio a 130 stazioni. Questo ci consente una copertura che va ben oltre la ZTL
ambientale. Se noi avessimo "diluito" queste 116 stazioni in tutta la città, avremmo
vanificato il servizio di bike sharing, che poggia proprio sulla possibilità di prendere la
bicicletta in una stazione e poterla lasciare in un'altra stazione. Infatti, se avessimo
distribuito le stazioni su tutta Torino, non avremmo avuto l'effetto che speriamo,
invece, di ottenere. Questa è la ragione.
È evidente che saremo lieti se la Città, in futuro, dovesse avere la disponibilità
economica di estendere questo servizio. Nella prima deliberazione avevamo previsto
un'estensione a 390 stazioni per 3.900 biciclette, ma abbiamo dovuto ridimensionare i
numeri, perché quella possibilità di estensione in automatico ha preoccupato anche gli
operatori. Abbiamo, quindi, ridisegnato tutto il progetto con l'auspicio che, questa volta,
partecipino in massa.
Se così non dovesse essere, torneremo in Aula e diremo, in maniera molto chiara, che la
Città di Torino non può permettersi questo servizio, perché, pur essendo sicuramente
degno di una città come Torino, i costi evidentemente sono molto elevati e, quindi, in
seguito verificheremo la situazione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione:
presenti 39, favorevoli 32, contrari 7.
La proposta di deliberazione è approvata.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
presenti 32, favorevoli 32.
L'immediata eseguibilità è concessa.
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