Città di Torino

Consiglio Comunale

Città di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 20 Ottobre 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 9
INTERPELLANZA 2008-06083
"SOSPENSIONE EROGAZIONE ELETTRICITA' IN MODO SCRITERIATO" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE LOSPINUSO IN DATA 25 SETTEMBRE 2008.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200806083/02, presentata in data
25 settembre 2008, avente per oggetto:
"Sospensione erogazione elettricità in modo scriteriato"

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
La questione della sospensione dell'erogazione, in realtà, è regolata da una
deliberazione dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, che si chiama "Regolazione
del Servizio di dispacciamento del servizio di trasporto (trasmissione, distribuzione e
misura dell'energia elettrica) nei casi di morosità dei clienti finali o di inadempimento
da parte del venditore".
In sintesi, tale deliberazione stabilisce che, in caso di mancato pagamento della bolletta,
il venditore di energia elettrica, cioè il soggetto che ha stipulato il contratto di fornitura
di energia elettrica col cliente finale, in Torino - dico questo, perché in Torino operano
ben 37 diversi venditori, fra i quali figurano IRIDE Mercato, ENEL Energia, ENI-
Edison, Sorgenia -, invii formale sollecito al cliente, tramite lettera raccomandata.
Nella lettera di sollecito devono essere indicati: il termine entro il quale il cliente è
tenuto a provvedere al pagamento, che non può essere inferiore a 5 giorni dall'avvenuto
avviso postale o dall'avvenuta consegna al cliente finale della lettera raccomandata; il
termine decorso il quale, in costanza di mora, il venditore di energia elettrica
provvederà ad inviare all'impresa distributrice la richiesta di sospensione della
fornitura; la modalità con cui il cliente può comunicare l'avvenuto pagamento.
Trascorsa inutilmente la scadenza per il pagamento indicata nel sollecito, il venditore
richiede al distributore di energia (in questo caso, il distributore di energia elettrica in
Torino è AEM Torino Distribuzione) e di procedere al distacco della fornitura.
Il distributore è tenuto a soddisfare la richiesta del venditore e deve eseguire l'intervento
in un tempo limitato, al massimo, entro otto giorni, dal lunedì al giovedì, esclusi i festivi
e i prefestivi.
Effettuato il pagamento da parte del distaccato, il venditore deve richiedere al
distributore di procedere al riattacco della fornitura.
Sempre la sopraccitata deliberazione, inoltre, indica le categorie di utenza per le quali
non si può procedere alla sospensione della fornitura per morosità. Si tratta in
particolare dei clienti in gravi condizione di salute, per i quali la fornitura di energia
elettrica è necessaria per il funzionamento di apparati di cura e le utenze identificate ai
sensi del Piano di Emergenza per la sicurezza del servizio elettrico, delibera CIP.
Dal 1° gennaio al 29 settembre 2008, AEM Torino ha eseguito, su richiesta dei diversi
venditori di energia elettrica operanti sul territorio torinese, 9.174 sospensioni di energia
elettrica per morosità, di cui 7.461 a clienti domestici.
Questo dà la dimensione, ma anche il modo con cui, se non si seguisse, ovviamente,
l'insieme delle cose che fin qui ho detto, si creerebbero molte situazioni, perché la
sospensione del servizio è gestita sulla regola ed è impostata in questo modo.
Per quanto riguarda il sostegno alle fasce deboli, siamo in attesa che il Governo, sulla
base della Finanziaria del 2007, e sulla base anche del decreto di agosto, indichi come
procedere a partire dal 1° gennaio 2009. Nel senso che, dal 1° gennaio 2009, secondo la
Finanziaria 2007, è possibile, per chi è in disagio economico, con un ISE fino a 7.500
Euro, avere un abbattimento del costo dell'energia per il 20%.
Ci sono una serie di condizioni che devono essere eseguite, come il punto di prelievo
per il quale si chiede la compensazione: deve corrispondere la residenza anagrafica,
deve esserci coincidenza tra il richiedente (nome e codice fiscale) e l'intestatario del
contratto di fornitura e via di seguito.
Allo stato attuale, sto cercando di seguire la questione con gli altri Colleghi e anche di
predisporre il modo di attrezzare il Comune su tale argomento. Ovviamente, siamo in
attesa di avere il decreto che dovrebbe essere entrare in vigore entro il 6 novembre. Noi
avremo 90 giorni, ma siccome la procedura parte il 1° gennaio, dovremo cercare di
predisporre quanto possiamo fare come indicazione da parte della Città nel rapporto con
l'Azienda che distribuisce a Torino (che ovviamente ci facilita, essendo IRIDE a
distribuire energia elettrica; come abbiamo visto, sono in tanti a vendere, ma pochi a
distribuire), a quel punto credo che potremmo essere in grado di svolgere un lavoro
interessante.
Su tale punto chiederei al Consigliere Lospinuso (e magari anche la Presidenza) che, nel
momento in cui abbiamo il decreto, alcuni giorni dopo, potremmo mettere in calendario
una seduta di Commissione ad hoc, nella quale, partendo anche da questa parte di
interpellanza, rispondiamo come si possa procedere e quali siano le strumentazioni che
mettiamo in atto per rispondere a questa esigenza.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Lospinuso.

LOSPINUSO Rocco
Vicesindaco, non sono soddisfatto di questa sua risposta, che è articolata e anche un po'
complessa. Mi veniva un dubbio sulle ultime sue frasi: "vedremo con la prossima
Commissione...". Intanto il freddo comincia a farsi sentire. Se vogliamo che la gente
rimanga sempre giovanile, la iberniamo, la lasciamo al freddo, così sarà più fresca
questa estate!
La mia interpellanza era abbastanza mirata e urgente, per capire la situazione di Torino
sulla sospensione dell'erogazione dell'energia elettrica. Su quali famiglie e su quali
fasce?
Saranno le fasce deboli? Perché, se ci sono 9.000 casi di sospensione, 1.000
riguarderanno le piccole aziende, ma 8.000 le famiglie… (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). 7.000. Mi pare siano tante e credo che aumenteranno ancora di più,
constatata la crisi economica che esiste in Torino.
Secondo me, se dobbiamo aspettare che si istituisca una Commissione e che il Comune
intervenga non facciamo un buon lavoro per la città, anche perché più del 90% dei
cittadini torinesi è utente di IRIDE, ovvero sono cittadini che già pagano le tasse e sono
soci indiretti o diretti della Città di Torino.
Vicesindaco, la situazione diventa un po' complicata e la sua risposta non mi convince,
perché credo che abbia avuto troppa fretta e non l'abbiano documentata abbastanza
bene; infatti, non ha citato l'ultima sentenza della Corte di Cassazione che
assolutamente vieta di sospendere l'erogazione di energia elettrica alle famiglie
indigenti.
Per quanto riguarda la postilla sui problemi di salute delle famiglie, non credo che le
famiglie mandino ad IRIDE il certificato medico prima che gli stacchino la corrente
elettrica, quindi come fa IRIDE a sapere di questi problemi? Assessore, lo sa come
funziona? Mi sono documentato e funziona in questo modo: dato che i contatori nuovi
sono collegati telematicamente con la centrale, se alla data di scadenza la bolletta non è
stata pagata, l'erogazione di energia elettrica viene automaticamente staccata dalla
centrale, senza alcuna lettera di preavviso e per riavere l'allacciamento alla corrente
elettrica bisogna affrontare una spesa di 220 Euro, che peggiora la situazione di chi ha
già debiti nei confronti di IRIDE. Inoltre, il costo di un contatore è di 150 Euro ed una
volta sospesa l'erogazione è necessario cambiarlo, perché non è più come una volta,
quando era sufficiente ricollegare i cavi.
Secondo me, su questa situazione il Comune di Torino dovrebbe prendere delle
decisioni molto velocemente, altrimenti i casi aumenteranno a dismisura, perché, se ora
sono circa 7.000, prevedo che per aprile-maggio saranno più di 15.000.
L'ultima mia richiesta era quella di creare una specie di fondazione, affinché il Comune
di Torino intervenga nel pagare la morosità di questi cittadini, anche perché, finché
queste famiglie non risolveranno i propri problemi finanziari, non riusciranno a pagare.
Vicesindaco, le chiedo di farsi carico al più presto di questa situazione piuttosto critica.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Dato che il Consigliere si ritiene insoddisfatto, non posso ritenermi soddisfatto, però
vorrei precisare che nella mia risposta ho detto qual è la procedura e che è vero che
l'erogazione di energia elettrica è a carico di IRIDE Distribuzione, ma è anche vero che
a sua volta IRIDE dipende da oltre 25 soggetti che vendono energia e, pertanto, coloro
che decidono se interrompere o meno l'erogazione sono i venditori, mentre l'esecutore
della distribuzione è AEM. È per questa ragione che è l'Autorità per l'Energia a
regolare la distribuzione di energia a livello nazionale, ovvero non vi è un regolamento
a livello comunale che possiamo adottare, perché entra tra i principi essenziali di come
queste situazioni vengono gestite sia dal punto di vista del diritto che della concorrenza.
Inoltre, vi è una preoccupazione rispetto all'attuale situazione di povertà o di crisi, che
dir si voglia, e su questo ritengo che si possa discutere, ma non possiamo pensare che
ogni Comune costituisca un proprio fondo per poter intervenire. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). No, in questo caso ho una tesi: non credo che possiamo
percorrere una strada di questo genere e per questa ragione la questione è stata
affrontata a livello nazionale: vi è una legislazione e siamo in attesa di un decreto di
applicazione; penso che dovremmo fare di tutto per attenerci e creare le condizioni per
far usufruire di quella norma. Oggettivamente, non credo che, oggi, siamo in grado di
fare più di questo, perché diventa difficile inserire nel nostro Bilancio un nuovo modo
per sostenere queste famiglie; dopodiché, farei di tutto per sostenerle, magari accertando
chi sia effettivamente in difficoltà e chi, magari, non lo sia, nel senso che quasi
sicuramente ci sono situazioni che non sono dovute a responsabilità che attengono a
quanto abbiamo detto prima.
L'aspetto che forse sarebbe interessante approfondire in Commissione è l'incremento di
questa situazione: bisognerebbe capire se oggi il livello è superiore o incrementale
rispetto alla normale gestione negli anni in cui non vi erano particolari problemi di crisi;
questo dato ci darebbe una fotografia un po' più interessante per discutere dello stato di
difficoltà nel pagare la bolletta da parte dei nostri cittadini.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, al Consigliere Lospinuso.

LOSPINUSO Rocco
Forse quando parlavo si era distratto, Assessore, perché le parlavo di IRIDE e del fatto
che più del 90%...

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
(Intervento fuori microfono).

LOSPINUSO Rocco
No, forse non ci siamo capiti a vicenda. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ma
io sto parlando di Torino. Forse non ho capito bene. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Forse non ho capito bene io, ma guardi che ho un'intelligenza
superiore alla norma, quindi, ascolti! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Circa il
98% dei cittadini torinesi sono utenti di IRIDE, quindi, il Comune di Torino, visto che è
socio di maggioranza, dovrebbe prendere provvedimenti: era questa la risposta che
volevo sentire.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa per l'Aula e viene inviata in Commissione per ulteriori
approfondimenti.
L'interpellanza è discussa.
Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)