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COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200806083/02, presentata in data 25 settembre 2008, avente per oggetto: "Sospensione erogazione elettricità in modo scriteriato" COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola, per la risposta, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) La questione della sospensione dell'erogazione, in realtà, è regolata da una deliberazione dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, che si chiama "Regolazione del Servizio di dispacciamento del servizio di trasporto (trasmissione, distribuzione e misura dell'energia elettrica) nei casi di morosità dei clienti finali o di inadempimento da parte del venditore". In sintesi, tale deliberazione stabilisce che, in caso di mancato pagamento della bolletta, il venditore di energia elettrica, cioè il soggetto che ha stipulato il contratto di fornitura di energia elettrica col cliente finale, in Torino - dico questo, perché in Torino operano ben 37 diversi venditori, fra i quali figurano IRIDE Mercato, ENEL Energia, ENI- Edison, Sorgenia -, invii formale sollecito al cliente, tramite lettera raccomandata. Nella lettera di sollecito devono essere indicati: il termine entro il quale il cliente è tenuto a provvedere al pagamento, che non può essere inferiore a 5 giorni dall'avvenuto avviso postale o dall'avvenuta consegna al cliente finale della lettera raccomandata; il termine decorso il quale, in costanza di mora, il venditore di energia elettrica provvederà ad inviare all'impresa distributrice la richiesta di sospensione della fornitura; la modalità con cui il cliente può comunicare l'avvenuto pagamento. Trascorsa inutilmente la scadenza per il pagamento indicata nel sollecito, il venditore richiede al distributore di energia (in questo caso, il distributore di energia elettrica in Torino è AEM Torino Distribuzione) e di procedere al distacco della fornitura. Il distributore è tenuto a soddisfare la richiesta del venditore e deve eseguire l'intervento in un tempo limitato, al massimo, entro otto giorni, dal lunedì al giovedì, esclusi i festivi e i prefestivi. Effettuato il pagamento da parte del distaccato, il venditore deve richiedere al distributore di procedere al riattacco della fornitura. Sempre la sopraccitata deliberazione, inoltre, indica le categorie di utenza per le quali non si può procedere alla sospensione della fornitura per morosità. Si tratta in particolare dei clienti in gravi condizione di salute, per i quali la fornitura di energia elettrica è necessaria per il funzionamento di apparati di cura e le utenze identificate ai sensi del Piano di Emergenza per la sicurezza del servizio elettrico, delibera CIP. Dal 1° gennaio al 29 settembre 2008, AEM Torino ha eseguito, su richiesta dei diversi venditori di energia elettrica operanti sul territorio torinese, 9.174 sospensioni di energia elettrica per morosità, di cui 7.461 a clienti domestici. Questo dà la dimensione, ma anche il modo con cui, se non si seguisse, ovviamente, l'insieme delle cose che fin qui ho detto, si creerebbero molte situazioni, perché la sospensione del servizio è gestita sulla regola ed è impostata in questo modo. Per quanto riguarda il sostegno alle fasce deboli, siamo in attesa che il Governo, sulla base della Finanziaria del 2007, e sulla base anche del decreto di agosto, indichi come procedere a partire dal 1° gennaio 2009. Nel senso che, dal 1° gennaio 2009, secondo la Finanziaria 2007, è possibile, per chi è in disagio economico, con un ISE fino a 7.500 Euro, avere un abbattimento del costo dell'energia per il 20%. Ci sono una serie di condizioni che devono essere eseguite, come il punto di prelievo per il quale si chiede la compensazione: deve corrispondere la residenza anagrafica, deve esserci coincidenza tra il richiedente (nome e codice fiscale) e l'intestatario del contratto di fornitura e via di seguito. Allo stato attuale, sto cercando di seguire la questione con gli altri Colleghi e anche di predisporre il modo di attrezzare il Comune su tale argomento. Ovviamente, siamo in attesa di avere il decreto che dovrebbe essere entrare in vigore entro il 6 novembre. Noi avremo 90 giorni, ma siccome la procedura parte il 1° gennaio, dovremo cercare di predisporre quanto possiamo fare come indicazione da parte della Città nel rapporto con l'Azienda che distribuisce a Torino (che ovviamente ci facilita, essendo IRIDE a distribuire energia elettrica; come abbiamo visto, sono in tanti a vendere, ma pochi a distribuire), a quel punto credo che potremmo essere in grado di svolgere un lavoro interessante. Su tale punto chiederei al Consigliere Lospinuso (e magari anche la Presidenza) che, nel momento in cui abbiamo il decreto, alcuni giorni dopo, potremmo mettere in calendario una seduta di Commissione ad hoc, nella quale, partendo anche da questa parte di interpellanza, rispondiamo come si possa procedere e quali siano le strumentazioni che mettiamo in atto per rispondere a questa esigenza. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Lospinuso. LOSPINUSO Rocco Vicesindaco, non sono soddisfatto di questa sua risposta, che è articolata e anche un po' complessa. Mi veniva un dubbio sulle ultime sue frasi: "vedremo con la prossima Commissione...". Intanto il freddo comincia a farsi sentire. Se vogliamo che la gente rimanga sempre giovanile, la iberniamo, la lasciamo al freddo, così sarà più fresca questa estate! La mia interpellanza era abbastanza mirata e urgente, per capire la situazione di Torino sulla sospensione dell'erogazione dell'energia elettrica. Su quali famiglie e su quali fasce? Saranno le fasce deboli? Perché, se ci sono 9.000 casi di sospensione, 1.000 riguarderanno le piccole aziende, ma 8.000 le famiglie… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). 7.000. Mi pare siano tante e credo che aumenteranno ancora di più, constatata la crisi economica che esiste in Torino. Secondo me, se dobbiamo aspettare che si istituisca una Commissione e che il Comune intervenga non facciamo un buon lavoro per la città, anche perché più del 90% dei cittadini torinesi è utente di IRIDE, ovvero sono cittadini che già pagano le tasse e sono soci indiretti o diretti della Città di Torino. Vicesindaco, la situazione diventa un po' complicata e la sua risposta non mi convince, perché credo che abbia avuto troppa fretta e non l'abbiano documentata abbastanza bene; infatti, non ha citato l'ultima sentenza della Corte di Cassazione che assolutamente vieta di sospendere l'erogazione di energia elettrica alle famiglie indigenti. Per quanto riguarda la postilla sui problemi di salute delle famiglie, non credo che le famiglie mandino ad IRIDE il certificato medico prima che gli stacchino la corrente elettrica, quindi come fa IRIDE a sapere di questi problemi? Assessore, lo sa come funziona? Mi sono documentato e funziona in questo modo: dato che i contatori nuovi sono collegati telematicamente con la centrale, se alla data di scadenza la bolletta non è stata pagata, l'erogazione di energia elettrica viene automaticamente staccata dalla centrale, senza alcuna lettera di preavviso e per riavere l'allacciamento alla corrente elettrica bisogna affrontare una spesa di 220 Euro, che peggiora la situazione di chi ha già debiti nei confronti di IRIDE. Inoltre, il costo di un contatore è di 150 Euro ed una volta sospesa l'erogazione è necessario cambiarlo, perché non è più come una volta, quando era sufficiente ricollegare i cavi. Secondo me, su questa situazione il Comune di Torino dovrebbe prendere delle decisioni molto velocemente, altrimenti i casi aumenteranno a dismisura, perché, se ora sono circa 7.000, prevedo che per aprile-maggio saranno più di 15.000. L'ultima mia richiesta era quella di creare una specie di fondazione, affinché il Comune di Torino intervenga nel pagare la morosità di questi cittadini, anche perché, finché queste famiglie non risolveranno i propri problemi finanziari, non riusciranno a pagare. Vicesindaco, le chiedo di farsi carico al più presto di questa situazione piuttosto critica. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Dato che il Consigliere si ritiene insoddisfatto, non posso ritenermi soddisfatto, però vorrei precisare che nella mia risposta ho detto qual è la procedura e che è vero che l'erogazione di energia elettrica è a carico di IRIDE Distribuzione, ma è anche vero che a sua volta IRIDE dipende da oltre 25 soggetti che vendono energia e, pertanto, coloro che decidono se interrompere o meno l'erogazione sono i venditori, mentre l'esecutore della distribuzione è AEM. È per questa ragione che è l'Autorità per l'Energia a regolare la distribuzione di energia a livello nazionale, ovvero non vi è un regolamento a livello comunale che possiamo adottare, perché entra tra i principi essenziali di come queste situazioni vengono gestite sia dal punto di vista del diritto che della concorrenza. Inoltre, vi è una preoccupazione rispetto all'attuale situazione di povertà o di crisi, che dir si voglia, e su questo ritengo che si possa discutere, ma non possiamo pensare che ogni Comune costituisca un proprio fondo per poter intervenire. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, in questo caso ho una tesi: non credo che possiamo percorrere una strada di questo genere e per questa ragione la questione è stata affrontata a livello nazionale: vi è una legislazione e siamo in attesa di un decreto di applicazione; penso che dovremmo fare di tutto per attenerci e creare le condizioni per far usufruire di quella norma. Oggettivamente, non credo che, oggi, siamo in grado di fare più di questo, perché diventa difficile inserire nel nostro Bilancio un nuovo modo per sostenere queste famiglie; dopodiché, farei di tutto per sostenerle, magari accertando chi sia effettivamente in difficoltà e chi, magari, non lo sia, nel senso che quasi sicuramente ci sono situazioni che non sono dovute a responsabilità che attengono a quanto abbiamo detto prima. L'aspetto che forse sarebbe interessante approfondire in Commissione è l'incremento di questa situazione: bisognerebbe capire se oggi il livello è superiore o incrementale rispetto alla normale gestione negli anni in cui non vi erano particolari problemi di crisi; questo dato ci darebbe una fotografia un po' più interessante per discutere dello stato di difficoltà nel pagare la bolletta da parte dei nostri cittadini. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, al Consigliere Lospinuso. LOSPINUSO Rocco Forse quando parlavo si era distratto, Assessore, perché le parlavo di IRIDE e del fatto che più del 90%... DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) (Intervento fuori microfono). LOSPINUSO Rocco No, forse non ci siamo capiti a vicenda. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ma io sto parlando di Torino. Forse non ho capito bene. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Forse non ho capito bene io, ma guardi che ho un'intelligenza superiore alla norma, quindi, ascolti! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Circa il 98% dei cittadini torinesi sono utenti di IRIDE, quindi, il Comune di Torino, visto che è socio di maggioranza, dovrebbe prendere provvedimenti: era questa la risposta che volevo sentire. COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa per l'Aula e viene inviata in Commissione per ulteriori approfondimenti. L'interpellanza è discussa. |