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COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200806377/02, presentata in data 7 ottobre 2008, avente per oggetto: "Poca chiarezza sul futuro delle scuole materne comunali" COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Saragnese. SARAGNESE Luigi (Assessore) Com'è noto, la Città di Torino ha iniziato - non da oggi, perché già gli Assessori che mi hanno preceduto avevano iniziato - con il Ministero della Pubblica Istruzione un percorso relativo al passaggio di scuole comunali e scuole dell'infanzia comunali allo Stato, motivato dal particolare impegno economico che questo comporta per la Città di Torino. Ho ripreso questa questione già lo scorso anno, chiedendo di incontrare il Ministro della Pubblica Istruzione. Tentativo fatto con il Ministro Fioroni, reiterato con il Ministro Gelmini all'inizio del suo mandato (la lettera con la quale chiedevo un incontro era di giugno) e continuato, in tempi più recenti, con una lettera del Sindaco, in cui viene posta la stessa questione e si chiede di discutere di questa proposta della Città di Torino. Nel merito delle questioni che lei solleva, voglio ricordare che la Città di Torino dovrà presentare, entro pochissimo tempo, le proprie proposte di dimensionamento alla Provincia, che dovrà deliberare a breve. Nell'ambito delle proposte da avanzare come dimensionamento delle scuole della Città, abbiamo inserito anche un certo numero di scuole dell'infanzia comunali, perché queste, in relazione alla loro dislocazione sul territorio e, più esattamente, in relazione alla vicinanza con altre scuole dello Stato, direzioni didattiche, eccetera, possono essere trasferite allo Stato perché possono entrare a far parte, in maniera organica, degli istituti scolastici autonomi. Questo è il quadro nel quale si inserisce, in particolare, la questione della scuola materna di Villa Genero. Rispetto all'interpellanza precedentemente discussa, che chiedeva per quale motivo a Villa Genero l'estate scorsa non fosse stata attivata "Estate Ragazzi", avevo risposto che il numero dagli iscritti era inferiore a quello che noi avevamo richiesto come numero minimo per attivare delle sezioni. In quella stessa risposta ricordavo come nella discussione che avevamo fatto anche col Comitato di Gestione di Villa Genero, ci eravamo riproposti, per l'estate prossima, di avanzare un progetto speciale per Villa Genero, tenendo conto del fatto che è collocata in collina, che ha un ampio spazio verde e che, quindi, potrebbe diventare, per un certo numero di bambini della nostra città, un'occasione di un'estate ragazzi più bella. Si chiede se l'anno prossimo ci sarà l'apertura della scuola estiva a Villa Genero. Ripeto, è nostra intenzione - lo faremo a partire da gennaio - avanzare un'offerta aggiuntiva rispetto a quella normale di "Estate Ragazzi" della Città. Questo progetto non entra in conflitto, per i tempi, con l'ipotesi del passaggio alle scuole statali, perché, in ogni caso, nella migliore delle ipotesi, questo avverrebbe a partire da settembre 2009. Quindi, per tutta l'estate 2009, nella migliore dell'ipotesi, la scuola dell'infanzia sarebbe ancora di competenza della Città di Torino. Quindi, da questo punto di vista, posso confermare che lavoreremo affinché, nella programmazione di "Estate Ragazzi" della prossima estate, ci sia anche un progetto speciale che riguardi Villa Genero. Ogni progetto deve fare i conti con le richieste delle famiglie, perché naturalmente una o più sezioni di scuola di Estate Ragazzi si possono attivare in presenza di una domanda, che rappresenta sempre il problema centrale. In secondo luogo, ad oggi non abbiamo scelto la strada d'iniziare la discussione con i genitori, eccetera, poiché, se un progetto - tale è ancora, infatti, quello del passaggio di un certo numero di Scuole Materne Comunali allo Stato - resta sempre e solo allo stato appunto di progetto (quindi, se non vi è l'apertura concreta di una discussione con l'altra parte, cioè con il Ministero), mi sembra del tutto inutile andare a discutere di qualcosa che non esiste. Abbiamo il problema - ripeto - di affrontare questa discussione con lo Stato e stiamo aspettando segnali concreti, perché tutto questo faccia qualche passo in più rispetto al semplice progetto; tuttavia, devo dire che abbiamo in programma d'incontrare i dirigenti scolastici, cioè i responsabili pedagogici delle scuole dell'infanzia comunali, ai quali illustrare complessivamente il progetto. Per quanto riguarda la data in cui avverrà il passaggio, credo di aver già risposto; comunque, ribadisco che non è possibile fornire alcuna risposta, proprio perché siamo sempre allo stato di progetto e, conseguentemente, non è possibile indicare alcuna data. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Sicuramente, all'Assessore non sarà sfuggito che ho presentato quest'interpellanza, in primo luogo, alla luce della sua risposta alla precedente (però, l'ho richiamata subito in Aula), e, in secondo luogo, perché, in merito alla questione di questo piano, ad un certo punto non si riusciva più a capire dove, come e con chi ne parlasse, in quanto - soprattutto noi dell'opposizione - siamo stati e siamo tuttora assolutamente all'oscuro di questo ipotetico piano. Quindi, siccome non si capiva e non si sapeva più se se ne discutesse, erano state respinte le richieste di comunicazioni in Aula - se non vado errato, Presidente, lo scorso lunedì -, c'era stato un accordo di massima diverso, dopodiché è saltata la Commissione prevista per giovedì scorso, insomma, c'era tutto questo dubbio che aleggiava sulla questione del piano, eccetera. Non mi dilungo, per il fatto che mi pare (salvo che salti anche questa volta, ma non penso) che domani vi sarà una seduta di Commissione, nella quale lei verrà ad illustrare questo piano, e ne approfitto per chiederle fin da ora se, in quella sede, potrà darci anche il cartaceo, poiché - lei capisce - diventa molto difficile limitarsi a sentire solo parlare di una cosa simile, peraltro, pure complessa. Sono un po' dispiaciuto di come sta andando avanti la questione; dimentico gli scontri avuti e che ancora avremo, magari, sulle posizioni assolutamente diverse fra lei ed il sottoscritto riguardo alle scuole FISM, le scuole pubbliche e quant'altro; però - e l'ha detto prima lei -, in assenza anche solo di una qualsiasi intesa di massima con lo Stato (perché non esiste, da quanto ho capito, anche se potrà ribadirlo meglio domani), non le sfuggirà che, senza voler esagerare, le notizie uscite sui giornali hanno comunque creato un po' di confusione, sia fra i genitori sia fra i dipendenti comunali. Siccome sono abbastanza al corrente di come vadano queste cose, ho parlato con diverse persone dipendenti comunali, le quali dicono di aver letto sui quotidiani che la propria scuola diventerà statale. Secondo me, è proprio su quel punto che, a livello comunale, è mancata la comunicazione giusta e corretta verso i cittadini, verso i dipendenti, proprio dove invece dovrebbe sempre esserci. Forse, sono stupidaggini, ma certamente, per chi lavora, non lo sono affatto. Le econome, per esempio, dicono che la loro figura non è prevista dallo Stato; ebbene, questo è un esempio che può anche essere una banalizzazione, ma, per una persona che svolge il proprio lavoro in qualità di economa in una scuola comunale, non è così banale il fatto di dire: "La mia scuola passa allo Stato e non è prevista la figura dell'economa nelle scuole materne statali". Questo è solamente un esempio, di cui avremo modo di parlare domani, poi, magari, lei mi dirà che è prevista una figura similare, ora non so. I genitori - ma dico cose di cui lei è assolutamente al corrente - sono stati gettati nella confusione, ritrovandosi a leggere che, magari, a breve termine (certamente, non durante l'anno, ma magari dal prossimo), la scuola che frequentano i loro figli diventerà statale, con tutta una serie di cose. Pertanto, ritengo che, dovendo discutere di questi temi, domani, la seduta di Commissione sarà lunga e articolata. Desidero anticiparle che, appunto, domani, le chiederò conto di quanto mi sono annotato a proposito di una lettera del Sindaco (se ho interpretato male, mi spiegherà meglio), con la quale addirittura chiede di statalizzare alcune scuole comunali, fatto che significa assolutamente un'inversione di marcia, e non desidero ora stabilire se sia giusta o sbagliata, ma semplicemente evidenziare che rappresenta un'assoluta inversione di marcia ad "U", proprio un giravolta, rispetto a quanto il Comune di Torino ha sempre portato avanti. Già intorno agli anni '70 - mi pare, sotto la Giunta del Sindaco Novelli o quant'altro -, a differenza di tantissimi altri Comuni italiani, il Comune di Torino si era opposto al fatto di "passare" le proprie scuole materne comunali allo Stato, che, quindi, sono rimaste al Comune. Quella attuale, dunque, rappresenta una decisa inversione di marcia. Pertanto, domani le chiederò conto di questa lettera da lei citata, peraltro, perché, senza sminuire il suo ruolo, ma un conto è che vi siano dei contatti fra lei ed il Ministro Fioroni, o fra lei ed il Ministro Gelmini, altro è che il Sindaco di questa Città, invece, vada in quella direzione; perciò, ripeto che, senza voler sminuire il suo ruolo, Assessore, la figura del Sindaco è decisamente molto più importante, in questo senso. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Saragnese. SARAGNESE Luigi (Assessore) Innanzitutto, posso capire che vi sia stata confusione, a seguito della pubblicazione sui giornali di quello che è stato chiamato progetto, piano, eccetera. Tuttavia, si trattava di un'ipotesi di lavoro che tale avrebbe dovuto restare fino alla fine della consultazione che, infatti, abbiamo concluso dopo; perciò, lei avrà modo di verificare che quanto presenterò domani sarà tutt'altra cosa, rispetto a quanto scritto dai giornali il 4 ottobre. Poi, vorrei chiarire che, quando parliamo di passaggio di scuole dell'infanzia comunali allo Stato, parliamo del passaggio di competenze dal Comune allo Stato; ciò significa che, nel momento in cui questo avvenisse, sarà lo Stato ad assumere gli insegnanti e il personale. Il personale comunale non viene trasferito allo Stato, ma resta personale comunale e viene impiegato nelle altre scuole comunali; cioè, quando parliamo di passaggio di scuole dell'infanzia comunali allo Stato, non vi è passaggio del personale, il quale resta personale comunale. Lo Stato, nel momento in cui diventa gestore di quelle scuole, assumerà (con le sue graduatorie, eccetera) il proprio personale; quindi, non c'è pericolo o problemi per il personale che attualmente lavora. Per quanto riguarda l'ultima citazione del Consigliere, devo precisare che vi è un'inesattezza: negli anni '70, la scuola dell'infanzia statale non era ancora stata neppure istituita; cioè, i Comuni (Torino e tanti altri) iniziarono a fare scuole dell'infanzia comunali, poi, arrivò una Legge dello Stato e quest'ultimo iniziò a sua volta ad istituire scuole dell'infanzia statali. COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |