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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 200804928/09, presentata dalla Giunta Comunale in data 29 luglio 2008, avente per oggetto: "Legge Regionale 9 aprile 1996 n. 18 s.m.i. - Programma Integrato in variante al PRG relativo alla Zona Urbana di Trasformazione denominata 'Ambito 4.23 Stadio delle Alpi' - Adozione" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Comunico che in data 13/10/2008 le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula. Sono stati presentati 204 emendamenti. La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Mi pare che, con questa deliberazione, ci accingiamo finalmente a definire la questione dello Stadio delle Alpi, a proposito della quale vorrei fare solo alcune osservazioni. Innanzitutto, Assessore Viano, ritengo importante definire, con la Circoscrizione e con le associazioni dei commercianti, un piano commerciale compatibile con le esigenze della zona e con il territorio circostante, poiché credo che l'elemento riguardante il commercio abbia una sua importanza, in questa operazione. Pertanto, sebbene sappia che esiste già uno studio di fattibilità, le chiederei una concertazione, nel momento in cui si va ad intervenire rispetto al piano commerciale della zona, per evitare che quel commercio, appunto, venga ad essere sopraffatto dall'introduzione di ulteriori elementi e tipologie commerciali; infatti, penso che sia un aspetto molto delicato, riguardo al quale pregherei l'Amministrazione Comunale di prestare la massima attenzione. Poi, Assessore, mi pare che l'operazione non avrà costi per la Città e, a tale proposito, chiedo che si parta contestualmente con un piano di organizzazione complessiva dell'area, nel momento in cui s'interverrà nella realizzazione del nuovo Stadio delle Alpi, in modo anche da contribuire ad un quadro di netto miglioramento della qualità della vita nella zona che, invece, sembra povera di qualità urbana; ebbene, ritengo che questa possa proprio essere l'occasione giusta. Pertanto, credo che questi due aspetti, ovvero la salvaguardia del commercio di zona - attuabile se si concerterà con la Società Juventus la tipologia delle attività commerciali da inserire nella zona - e la contestualità nell'intervenire sul territorio - perché la qualità urbana di quell'area possa avere effettivamente un futuro migliore rispetto a quello attuale -, rappresentino i presupposti di fondo affinché l'operazione diventi poi positiva, non solo per la Juventus, ma anche per quanti lavorano nella zona e, dunque, per il resto del territorio. Perciò, è su questi aspetti che chiedo alla nostra Amministrazione di porre la massima attenzione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Mi fa piacere che, di fronte ad un'Aula non certo attenta, passi questa deliberazione, così, forse, un giorno, qualcuno potrà dire di non aver sentito o di non essere presente alla discussione, ma di esser venuto soltanto per votare. La responsabilità è la stessa, cari amici! Mi fa piacere che la Sinistra cosiddetta radicale, che fino a poco tempo fa criticava la sua stessa maggioranza per il deserto nel quale è stata lasciata tutta quella zona, sia ora decisamente favorevole a questa deliberazione. Insieme al Consigliere Angeleri, ho presentato diversi emendamenti, soprattutto per dare un segnale, rivolto all'Assessore, e non importa se sarà recepito o meno, perché l'importante era darlo. Il segnale è che non potete permettervi di portare in Aula una deliberazione tanto importante e, dopo innumerevoli sollecitazioni, di arrivare a presentare, ad esempio, il primo emendamento della Giunta. Quando ho espresso le mie critiche, ho chiesto quali garanzie vi fossero circa il fatto che la Società Juventus, alla luce di questo provvedimento e di tutti i progetti successivi, eseguisse veramente il rifacimento dello Stadio delle Alpi, senza magari limitarsi alla sola zona commerciale; quindi, mi sembra veramente strano che voi (dei quali ho assolutamente rispetto, peraltro, sia per la vostra intelligenza sia per la vostra capacità), dietro moltissime sollecitazioni anche di una parte della vostra maggioranza, alla fine siate arrivati a presentare un emendamento! Per correttezza, su partite così importanti, non dovremmo essere costretti ad arrivare a recepire un emendamento tanto importante appena due minuti prima della discussione in Aula. Certamente, ho potuto leggerlo e ragionarci sopra e al mattino lei l'ha presentato in Commissione - non mi dimentico le cose, Assessore -, ma l'ha fatto solo verbalmente; invece - per anticipare una sua possibile obiezione, perché mi ricordo perfettamente -, il documento scritto (perlomeno, al sottoscritto) è arrivato nel pomeriggio, poco prima della discussione in Aula. Ritengo che quest'emendamento sia troppo importante, e mi fa pensar male il fatto che un emendamento così importante sia stato preparato all'ultimo momento. Mi fa pensar davvero male il fatto che voi non pensaste che la Juventus potesse, magari, per questioni indipendenti dalla propria volontà - voglio che sia molto chiaro -, non occuparsene. Peraltro, sono assolutamente convinto che la Juventus voglia fare il nuovo Stadio, ma abbiamo anche visto, negli ultimi anni, in quali situazioni la Società si sia ritrovata, per esempio - e lo dico, purtroppo, da tifoso juventino -, senza il suo volere assoluto, e sono altresì recenti le notizie, apparse sui giornali cittadini e nazionali, riguardanti le difficoltà in cui versano diversi club calcistici europei, indipendentemente dalle loro volontà; d'altronde, il mercato, l'economia, di questi tempi, non aiutano. Quindi, il fatto che voi arriviate a presentare un emendamento così importante - naturalmente, per iscritto -, ai Consiglieri di opposizione, solo pochi minuti prima della discussione in Aula, mi fa pensare davvero molto male. Quest'emendamento, peraltro, non mi soddisfa ugualmente, perché non capisco il motivo per cui, anziché scrivere "sarà adeguata la concessione... con l'introduzione di idonee garanzie", non si sarebbe potuto invece precisare - l'avrei davvero preferito - quali garanzie richiediamo. Infatti, che cosa s'intende per "idonee garanzie"? Forse, terremo sotto ostaggio Del Piero in Sala Orologio, finché la Juventus non avrà realizzato lo Stadio? Non mi sembra corretto, né verso Del Piero, né verso l'uccellino che lo accompagna, né verso tutti gli altri! Vorrei proprio comprendere quali siano queste "idonee garanzie"! Ritengo che, con questa espressione, non si possa intendere altro che una fideiussione bancaria; in tal caso, scriviamolo! Se pure lei è d'accordo, come sono convinto che sia, allora, blindiamo veramente la questione; è troppo importante per la Città! Assessore, la questione Stadi - e mi fa piacere che ci sia anche l'Assessore Montabone - sta portando troppo sconcerto, in questi anni, nella Città di Torino. Avete cercato di fare tutto - ne sono assolutamente convinto - nel miglior modo possibile, ma sicuramente - è stato detto in diverse occasioni -, ad oggi, non siamo nella situazione più rosea, altrimenti, non ci troveremmo a doverne discutere in Aula, oggi, e così pure, pochi mesi or sono, non ci saremmo ritrovati a discutere sulla situazione e sulle polemiche, in Commissione, fra l'Assessore Montabone ed il Presidente del Torino, Urbano Cairo, circa la sufficienza o meno dello Stadio Olimpico. Quindi, la situazione Stadi non è così rosea - per usare un eufemismo, naturalmente -, per la Città di Torino, assolutamente! Perciò, mi permetto di ribadire che deliberazioni tanto importanti debbano essere preparate meglio, e so benissimo ciò che dico, perché, delle due, l'una: o siete in malafede, o devono essere preparate meglio. Se siete in malafede, magari, pensate che, "al limite, la Juventus non farà lo Stadio", oppure che "a livello edilizio, sono due provvedimenti separati - l'area commerciale e lo Stadio -, quindi, al massimo, vorrà dire che ci ritroviamo 30.000 metri quadrati di commerciale in più, di cui sicuramente quell'area ha bisogno...". Certo, sicuramente! Con ciò intendo spiegare perché sono stati presentati certi emendamenti: vogliono essere un invito ad arrivare in Aula con documenti più completi, fin da subito - naturalmente, questo è il mio pensiero! Intervengo anche sull'atto. Stiamo discutendo sullo Stadio delle Alpi, ma questo provvedimento, forse, dovrebbe essere discusso unitamente alla prossima proposta di deliberazione all'ordine del giorno, quella più complessiva riguardante l'area Continassa. Stiamo parlando davvero della rivoluzione di un'area e non siamo assolutamente sicuri di che cosa avverrà. Io vorrei avere la certezza del Consigliere Gallo, ma, purtroppo, non ce l'ho. Io ritengo che quello che adesso è un deserto, nei prossimi anni, potrebbe trasformarsi in qualcosa di peggio. E mi spiego: voi avete parlato di stadio, di 40.000 spettatori, di nuove superfici commerciali di 30-35.000 m2. Avete parlato di un campo attrezzato per i giostrai - peraltro, già esistente - che hanno, giustamente, le loro esigenze. Avete parlato anche di un centro "Aquafan"; ma a fronte di che cosa? Ho posto una domanda in Commissione, alla quale non è stato risposto - magari perché è sfuggita -, relativa al numero di posti auto disponibili. Quante auto potranno parcheggiare in quelle aree? Sarei curioso di vedere - e potrebbe capitare - in caso di contemporaneità tra la partita calcistica, l'apertura di Aquafan e dei centri commerciali, quanti automobilisti troveranno parcheggio! Quanti posti auto sono, effettivamente, previsti ? Io non ho l'ottimismo del Consigliere Gallo che è felice di rivitalizzare quest'area! Ho l'impressione che quest'area andrà al collasso; questo è il problema! Tralasciamo poi il discorso - da una parte complicato, dall'altro, per fortuna, no - della Reggia di Venaria! Sono sempre di più i turisti - italiani e stranieri - che vengono a visitarla; questo comporterà sicuramente un flusso automobilistico maggiore! Riuscite ad immaginare la situazione che verrà a crearsi? Penso che nessuno dei Consiglieri di maggioranza abbia pensato - scusatemi se mi permetto - a questo. Rinnovare un'area non vuol dire trasformarla in qualcosa di ingovernabile. L'unico vantaggio è che quell'area si trova vicino alla tangenziale. VIANO Mario (Assessore) (Intervento fuori microfono). Non è poco. CAROSSA Mario Non è poco, senz'altro. Ma lei, Assessore Viano, sa benissimo che, proprio perché è vicino alla tangenziale, ci saranno tanti automezzi! Mi risulta che, attualmente, su quest'area, non ci siano parcheggi a sufficienza! Non c'è nemmeno la metà dei posti auto utili allo stadio! Da quanto mi risulta, non ci sono nemmeno i 10.000 posti che servirebbero alle 40.000 persone! Non so dove voi giriate, ma mi permetto di dire che in un'auto diretta allo stadio, si raggruppano dalle 2 alle 4 persone; c'è anche, però, chi ci va da solo! Spesso, girando per la città, quando ci si trova fermi al semaforo, capita di vedere persone da sole all'interno delle autovetture! Dove finirà la vivibilità di quest'area? E se ci fosse una partita e, nel contempo, l'Acquafan aperto ed un concertino all'Arena Rock… (INTERVENTI FUORI MICROFONO)? Che cosa capiterà in quella zona? Va bene, non capiterà, perché all'Arena Rock non faremo mai concerti (ma questo è un altro discorso!) (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Magari organizziamo la Festa degli Alpini! Guardi, Assessore, che siano o no, Alpini, la gestione del traffico é una cosa importante! Interverrò ancora sull'altra proposta di deliberazione. Non voglio entrare nel merito del discorso sui poteri forti, o sulla squadra della Juventus, perché non mi interessa. State cercando di rinnovare una zona che, al momento, è un deserto - perché di questo si tratta -, ma, a mio avviso, ribaltate le cose in modo eccessivo. Su questo, anticipo - come dichiarazione di voto - che mi asterrò dal votare questa proposta di deliberazione, perché non me la sento, assolutamente, di avallare una situazione del genere (INTERVENTO FUORI MICROFONO)... Sindaco, se vuole parlare, le concederò la parola! Non c'è problema. Sono ultra democratico (e lei lo sa). Mi asterrò dal voto su questa proposta di deliberazione, proprio perché ritengo che i cittadini residenti in quella zona, non siano garantiti a sufficienza. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Zanolini. ZANOLINI Carlo Non è vero che questa vicenda sia stata seguita con leggerezza dai Consiglieri! Per lo meno, per quanto mi riguarda, non è così. Questo progetto che rivoluzionerà la zona dell'attuale Stadio delle Alpi è stato analizzato ripetutamente. È stato considerato fin nei minimi particolari nelle Commissioni che, personalmente, ho seguito con interesse, perché ritengo non sia vero che attualmente quella zona sia un deserto (bisognerebbe ricordarsi com'era la zona Lucento-Vallette, negli Anni '50) ma è sicuramente un'area ancora da riqualificare e, quindi, concedere questa ristrutturazione dello Stadio delle Alpi, secondo me, darà nuova forza alla Circoscrizione, per una riqualificazione ancora maggiore. Voglio rimanga a verbale ciò che ho detto durante le varie sedute di Commissione: sia la dirigenza della Juventus che l'Assessore Viano qui presente, mi hanno assicurato che le mie e le nostre osservazioni saranno tenute presenti. Secondo la prima considerazione che avevo formulato e che corrisponde a quella già illustrata dal Consigliere Gallo Domenico, bisogna riqualificare tutta la zona tenendo anche conto della realtà commerciale, di quella cittadina, affinché né l'una né l'altra vengano ulteriormente penalizzate. Una pregiudiziale da me formulata, fin dalla prima riunione, era quella secondo la quale quello stadio avrebbe dovuto essere un eco-stadio, cioè uno stadio che nella sua forma costruttiva tenesse conto del risparmio energetico - tetti fotovoltaici, trigeneratore, il solare-termico - e che, quindi, diventasse un esempio di stadio eco-compatibile, anche oggetto di visita da parte di persone di altre nazioni, come un esempio di stadio modello. E su questo, sia la Juventus che l'Assessore, mi hanno dato formale assicurazione. Un'altra cosa importante a cui anche la Juventus e l'associazione calcistica tengono, è il fatto che lo stadio debba diventare un punto di ritrovo per le famiglie, non solo un momento nel quale si celebri la partita agonistica della domenica. Ecco, allora, l'osservazione che avevo pronunciato è: "Sì, d'accordo, portiamo anche le famiglie allo stadio. Cerchiamo di instaurare centri commerciali, vivacizzare la zona e portiamocele, le famiglie! Ma facciamolo con piste ciclabili che partano da Venaria e dal centro di Torino verso lo Stadio. E anche su questo sia l'Assessore che la Juventus hanno dato assicurazioni formali, verbalmente. Dobbiamo fidarci di chi ci rassicura in questo modo; quindi, mi auguro che queste nostre sollecitazioni vengano realizzate. Un altro nodo abbastanza importante della zona è la viabilità. Qualcuno ha effettivamente posto dei dubbi sulla possibilità di una rete di parcheggi che possa essere soddisfacente in occasione di grandi manifestazioni. Ebbene, c'è un altro punto però, che è quello del rapporto con la Città di Venaria, che attualmente dallo stadio ha avuto solo penalizzazioni e non grossi vantaggi. Anche su questo punto, sia l'Assessore che la Juventus hanno cercato di rassicurarmi. Con l'avvento della nuova circonvallazione di Venaria, penso che gran parte dei problemi del traffico verranno risolti. Oltretutto, è prevista anche una nuova uscita della tangenziale nelle vicinanze dello stadio. Penso che ci sarà lo sforzo per risolvere questo problema (e del rapporto tra Venaria e Torino) nella zona dello stadio, che è attualmente drammatico. Dopo tutte queste osservazioni, che sono state ripetutamente formulate anche alla presenza del Presidente della Commissione Levi-Montalcini, mi sento di dare il mio voto favorevole a questo progetto che, secondo me, potrà riqualificare quella zona. È chiaro che bisognerà essere molto attenti - e noi lo saremo -, per far sì che non si manifestino quelle previsioni apocalittiche che il Presidente e il Consigliere Carossa hanno annunciato poc'anzi. Vigileremo, dato che riteniamo che esistano le condizioni perché quella zona venga riqualificata, perché lo stadio sia un ecostadio, perché si possa arrivare in bicicletta o con i mezzi pubblici, in modo da non gravare molto con i parcheggi e perché non ci siano più, in quella zona, discrepanze e contenziosi tra la Città di Venaria e la Città di Torino. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Coppola. COPPOLA Michele In realtà, in Commissione se n'é parlato e, dunque, è corretto che porti il mio piccolo contributo durante i lavori dell'Aula. I vecchi proverbi vincono sempre, perché non c'è due senza tre, ed eccoci a votare per la terza volta per la riqualificazione e il rifacimento dello Stadio delle Alpi. Finalmente, perché, molto probabilmente, questa discussione e questa votazione avremmo dovuto farle qualche anno fa, ma era importante che questa vicenda finisse bene e che si arrivasse ad una data certa di inaugurazione della nuova infrastruttura. Quindi, non si può che dire che questo percorso sia un percorso in positivo. In Commissione sono state sollevate alcune perplessità e sono state fatte alcune domande, e devo dire che il lavoro che la Giunta ha fatto, insieme, in questo caso, anche alla Juventus, è stato sicuramente apprezzato dai Consiglieri che hanno ascoltato, hanno preso appunti e hanno compreso le buone volontà che sono alla base dei ragionamenti che stiamo facendo questa sera. Ad esempio, noi abbiamo parlato del problema dei posti auto. Lo ha fatto anche il Consigliere Carossa. Nello specifico non ero particolarmente affascinato dal numero esatto dei posti auto; è importante, bisogna probabilmente incrementarli un po', ma non è questa la scommessa della quale abbiamo parlato in Commissione e della quale è importante si parli qui questa sera. Sarebbe interessante ragionare, da oggi fino al 2011 - che è l'anno in cui, mi auguro, sarà inaugurato il nuovo stadio -, su come andare a vedere la partita e su quali siano i mezzi alternativi per raggiungere una infrastruttura importante come quella. Allora, ecco che passa in secondo piano il problema, anche questo approfondito in Commissione, sul carico del traffico. Sicuramente le perplessità ci sono. Il sistema viario, che insiste in quella zona, evidentemente ha bisogno di un incentivo in più e, probabilmente, un pensiero potrà essere fatto. Il tempo che abbiamo da qui all'inaugurazione è importante, dunque, credo che alcune sollecitazioni che arrivano dai Consiglieri che hanno parlato prima possano e debbano essere raccolte. È vero, c'è la Reggia di Venaria, c'è un'area commerciale importante nuova, c'è un'area commerciale che preesiste, c'é un parco acquatico, c'è l'Arena Rock - ci auguriamo tutti che da flop diventi rock - e c'è, a tutti gli effetti, lo Stadio delle Alpi nuovo. È importante dire che abbiamo chiesto con determinazione che ci venisse detto in che modo si sia ragionato sull'insediamento commerciale nuovo. Alcuni hanno detto che volevamo forse, in maniera forzata, tutelare il preesistente, che volevamo individuare qualche regalia ai commercianti della zona. Niente di tutto questo! Quando abbiamo chiesto se esistesse uno studio dedicato a quella parte di città, evidentemente, per individuare le forze, ragionare sulle debolezze, verificare che cosa manchi nell'offerta commerciale di quella zona e quali altri ragionamenti fare per dare una riqualificazione importante che da troppi anni è attesa in quella parte della città, non volevamo chiedere di riconoscere posizioni di privilegio. Assolutamente no! Siamo convinti che serva tutelare il consumatore, non il commerciante a prescindere! Non era questo che chiedevamo all'Assessore Viano. Ci piaceva, però, studiare - ed evidentemente questo non è stato fatto - un piano che prevedesse un'analisi dettagliata delle opportunità da cogliere e da incrementare su quel territorio. Ripeto, ci sono 2 anni di tempo, alcune decisioni prese oggi non sono definitive e in questo senso va l'invito all'Amministrazione di insistere a lavorare. Abbiamo chiesto pensiero strategico e di capire, perché investire 200 milioni di Euro in un'importante zona della città non è poca cosa. A differenza di alcuni Consiglieri che erano affascinati dai dettagli, noi abbiamo chiesto di capire in che modo un'infrastruttura così importante possa vivere 7 giorni su 7. In che modo interagisca con la città. Questa è, a mio giudizio, la scommessa sulla quale tutti noi dobbiamo puntare. Sono certo che lo stadio sarà bello, bellissimo, forse sarà il più bello in Italia al momento. Il nostro Paese - il Consigliere Mauro potrà dircelo meglio di chiunque altro - ha bisogno di stadi nuovi, ha bisogno di stadi che non siano delle gabbie dove si chiudono i tifosi la domenica grazie ad un decreto del Ministro degli Interni che succede ad un altro decreto del precedente Ministro degli Interni. Lo stadio deve diventare un luogo - lo hanno detto tutti, lo crediamo tutti - dove si possa andare a vedere la partita, si possa andare al cinema, si possa beneficiare di un centro commerciale attivo, si possa andare anche a visitare un museo. Non lo dico io, ma i numeri: in Spagna, il secondo museo più visitato è il Museo del Barcellona e, sicuramente - me lo auguro -, il Museo della Juventus diventerà uno dei più importanti, in termini numerici, musei visitati in Italia. Congiuntamente al museo che avranno probabilmente gli amici del Toro, prossimamente. Proprio perché ci sarà un incremento significativo delle presenze in quell'area, dobbiamo chiederci in che modo quella parte di città viva con tutto il resto. Sarebbe un errore grave se quel museo non servisse a fare congiuntamente promozione all'altra grande offerta che la nostra città mette in campo, in sinergia con Venaria, ma senza prescindere dalla città e dall'offerta museale turistica della nostra città. Duecento milioni di Euro non falliscono se sono integrati, se sono copromossi. In questo, Assessore Viano, mi creda, abbiamo registrato un po' di debolezza da parte dell'Amministrazione. Abbiamo chiesto di prendere qualche impegno in più; il tempo non manca, ma sarebbe davvero un errore arrivare all'inaugurazione del nuovo stadio senza avere chiaro in mente in che modo fare promozione e in che modo far esistere le energie che saranno sprigionate da quella importante realtà. Si possono coinvolgere Circoscrizioni, si possono incentivare i giovani ad avvicinarsi al mondo dello sport, ci sono un'infinità di spazi che devono vivere non solo la domenica, ma 7 giorni su 7. In questo senso, personalmente, voto a favore, perché voglio condividere la scommessa per costruire un'infrastruttura nuova, vincente, assolutamente al passo con i tempi, ma che funzioni con la città e ridistribuisca energia, risorse ed opportunità a tutta la città di Torino. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea Non voglio intervenire in questa sede sul merito del progetto. In Commissione, abbiamo avuto numerose occasioni per approfondire le specifiche caratteristiche, i dettagli, il tema dei parcheggi e della viabilità; sono contento che, adesso, si registri in Aula una sostanziale condivisione di questo progetto. Voglio soltanto fare una considerazione di carattere più generale, perché a me pare che, in questo caso, come anche in altre vicende che questo Consiglio Comunale è stato chiamato ad approvare, noi siamo riusciti a trovare un ragionevole e, a mio avviso, apprezzabile equilibrio tra le legittime aspettative di un soggetto privato, che si muove secondo la logica del profitto, e, quindi, secondo la logica dell'utile, e le esigenze di carattere pubblico di un'Amministrazione che deve fare in modo che gli investitori trovino Torino una città interessante, e, al contempo, deve orientare questi investimenti verso la soddisfazione dell'interesse pubblico. Ora, ci troviamo di fronte - spero - all'ultimo atto di una lunga vicenda, che vede non soltanto - come io mi auguro - realizzato uno stadio all'altezza e secondo le caratteristiche che, oggi, consentono ad uno stadio di svolgere la sua specifica funzione, ma ci troviamo anche di fronte ad un progetto che dovrebbe consentire ad una Società Calcistica di rafforzarsi ulteriormente e radicarsi sul territorio, e dovrebbe altresì consentire al territorio circostante di vedere una riqualificazione significativa, se non decisiva. In questo contesto, valuto positivamente l'equilibrio raggiunto in questo atto, che stiamo per approvare, tra la parte di carattere commerciale, i vincoli imposti alla Società Juventus e l'insieme delle opere che verranno realizzate su quel territorio. Secondo me, stiamo dando di nuovo prova di buona amministrazione, cioè di un'Amministrazione che riesce a soddisfare contemporaneamente esigenze che, in estratto, potrebbero anche sembrare tra loro confliggenti. Nel merito, voglio solo sottolineare un aspetto molto significativo, perché, con questa deliberazione, non solo si realizza un equilibrio e una composizione tra esigenze diverse che tengono insieme l'investimento privato, la riqualificazione del territorio e il radicamento di un'importante Società Calcistica per la Città, ma, oltre a questo, assistiamo - e spero che questo sia davvero un modello per tutte le altre città - all'integrale acquisizione, in capo al soggetto privato, di tutte le questioni relative all'ordine pubblico e allo svolgimento, quindi, di quelle difficili e complicate funzioni di garanzia della sicurezza degli spettatori durante lo svolgimento della partita. Infatti, con questo esperimento, la Società Juventus sarà unicamente chiamata a rispondere della garanzia delle condizioni di sicurezza all'interno dello stadio. Credo che anche questo debba essere sottolineato, perché rappresenta uno di quegli esperimenti che, se andrà a buon fine, potrà costituire un modello anche per altre Società e, soprattutto, per altre Amministrazioni locali. Concludo, naturalmente ringraziando l'Assessore e auspicando che, alla fase della composizione degli interessi, segua un forte impegno da parte della Società Juventus in termini economico-finanziari, perché quanto noi oggi stiamo per approvare sulla carta sia, secondo i tempi previsti dalla stessa deliberazione, realizzato dal soggetto investitore. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Levi-Montalcini. LEVI-MONTALCINI Piera Ovviamente, parlo a nome personale. Siccome è l'ultima volta che posso piangere sulla distruzione dello Stadio progettato da Sergio Hutter, lo faccio; l'ho fatto in tutte le Commissioni in cui si è parlato dello Stadio Delle Alpi e l'ho fatto l'ultima volta a febbraio dell'anno scorso, quando si era pensato di abbatterlo in vista dei Campionati Europei che avrebbero potuto svolgersi a Torino. Era chiaro già da allora che, se il Consiglio Comunale esprimeva un giudizio favorevole, poi quel giudizio sarebbe stato preso come base per rifare lo Stadio. Non mi intendo di calcio, non sono mai andata alla partita e non è uno sport che mi appassiona, quindi non posso giudicare se lo Stadio sia o meno fruibile dallo spettatore; sicuramente, ci sarà stato un errore di progettazione iniziale, che, però, non è imputabile all'architetto. Questo vorrei che fosse chiaro, perché troppo spesso, oggi (ed è successo anche nelle varie sedute di II Commissione), si incolpano gli architetti di mal progettare delle opere che devono essere teatri, piuttosto che centri sportivi. Vorrei, però, ricordare che gli architetti lavorano su degli input che vengono dati dalla committenza e non si inventano nulla; loro attuano quanto gli viene chiesto, come fruizione e come spazi richiesti per le attività che verranno svolte. Quindi, l'architetto riporta in forma estetica la richiesta della committenza. Devo dire che, in questo caso, l'architetto Hutter ha progettato un'opera che, a detta di tutti, è veramente valida. Spero e chiedo che, prima della sua demolizione, venga fatta una ricognizione fotografica, come documentazione. Lo chiedo, perché ciò non è stato fatto per molte opere validissime; ad esempio, il Centro di Equitazione del Valentino, progettato dall'architetto Mollino, che è stato demolito, è poco documentato e poche persone sanno che lì c'era un'opera architettonicamente valida. Quindi, chiedo che venga fatto almeno questo per la storia della Città e che possa essere tramandato. Se, poi, veramente, quest'opera non può essere fruita, non lo si addebiti all'architetto, ma alle richieste che erano state formulate allora. Da un punto di vista estetico (almeno, dai bozzetti), lo stadio progettato non sembra all'altezza dello Stadio che verrà demolito. Spero che, invece, la realtà sia totalmente diversa e che, quando sarà costruito, ci stupisca per la sua bellezza, almeno da un punto di vista architettonico. Il dispiacere è molto, ma se il Consiglio Comunale voterà così, dovrò adeguarmi anche io al voto del mio Gruppo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Tre mandati amministrativi fa, ero in quest'Aula e votai per la costruzione dello Stadio delle Alpi. Oggi, mi si chiede di votare per la sua demolizione e, ovviamente, per la sua relativa ristrutturazione. Ho cominciato così, Assessore alle Varianti, Viano, perché non voglio giustificare in questo modo gli emendamenti presentati con il Consigliere Carossa, che qualcuno ha definito "farlocchi", ma perché ritengo che questa deliberazione sia importante in quanto tende a riqualificare un'intera zona della città e a rivitalizzarla con una serie di interventi corposi. Ora, io volevo capire meglio quali erano state le scelte dell'Amministrazione e capire meglio anche quelli che sono stati gli emendamenti che la stessa Giunta ha presentato a questa deliberazione all'indomani di una discussione che non è durata certo qualche giorno o qualche settimana. Infatti, a partire dall'emendamento n. 1 e in esso, in particolare, vi è la sintesi di un'opposizione interna alla maggioranza che vede, in due parole, una soluzione di mediazione che sembra aver portato pace e serenità a questa stessa maggioranza, laddove, alla penultima riga, si parla di "...introduzione di idonee garanzie circa l'adempimento dell'impegno di ricostruzione in termini previsti...". Ebbene, Assessore, vorrei sapere che cosa significhi l'espressione "idonee garanzie"; ancora oggi, vorrei capire che cosa s'intenda per "idonee": forse, daranno una fideiussione, come lei ha anticipato in Commissione? Quindi, vorrei che mi fosse chiarito questo punto, oggi, in Aula, in modo da poter esprimere un parere definitivo su questa proposta di deliberazione. Infatti, l'espressione "idonee garanzie" può voler dire tutto e niente, assolutamente niente; oltretutto, la risposta della Circoscrizione 5 è articolata, e suggerisce alcuni interventi preoccupati in ordine a ciò che può scaturire da una scelta - pesante - di questo genere. Quindi, parlavo di emendamenti, perché esistono vari punti che sollecitano l'Amministrazione a prendere alcuni provvedimenti in maniera preventiva, come il Consigliere Carossa ha ricordato, per esempio, sulla questione dei parcheggi; infatti, quella sarà una zona con una presenza complessivamente preoccupante di autovetture, pertanto, in ordine a questo, bisognerà anche fare un ragionamento sul sistema di trasporti pubblici, e, quindi, per avere una riqualificazione definita della zona, ritengo che non bastino le garanzie fornite dall'emendamento n. 1. Penso che, anche con quest'emendamento, si sia arrivati - è proprio il caso di dirlo - in "zona Cesarini". Tuttavia, per poter esprimere un giudizio, poi, non tanto rispetto agli emendamenti, quanto semmai rispetto all'emendamento n. 1 presentato dalla Giunta (che avrei voluto vedere originariamente nella proposta di deliberazione), vorrei che l'Assessore mi fornisse una risposta precisa in merito a quest'affermazione; dopodiché, potrò dare il mio parere in ordine a questo provvedimento importante, com'è parimenti importante - ritengo - discuterne oggi, non tanto per la presenza degli emendamenti miei o del Consigliere Carossa, quanto piuttosto perché si tratta di una scelta, al di là della disattenzione di questo Consiglio Comunale, che cambierà radicalmente la vita di un intero quartiere della nostra città. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio A differenza di alcuni Consiglieri intervenuti prima di me, ai tempi in cui, in quest'Aula, si votava per la costruzione dello Stadio delle Alpi, io giocavo a pallone nel cortile dell'oratorio vicino a casa mia. Ciononostante, ho qualche memoria, e ricordo le polemiche e addirittura le dimissioni di una persona che è stata nella Giunta Comunale fino a pochissimo tempo fa, in polemica con quanti sostenevano, invece, la costruzione dello Stadio delle Alpi. Sono portato a pensare che, forse, non ci sia stato nulla di più facile che far crescere delle polemiche attorno ad un argomento nato in mezzo alle polemiche, per cui non mi stupisce che, anche all'interno del centrodestra, siano state sostenute tesi che non condivido e che ritengo assolutamente legittime, mentre condivido le preoccupazioni, perché, per farla molto semplice, il problema dei parcheggi sollevato innanzitutto dal Consigliere Carossa è un problema reale, se è vero ciò che si dice e, cioè, che il fabbisogno sia superiore rispetto all'offerta, poiché questo rappresenterà un ulteriore problema attorno all'area e, fra l'altro, andrà a raddoppiare il grave disagio già esistente attorno all'altro stadio torinese, ossia lo Stadio Olimpico. Voglio approfittare di quest'occasione per affrontare un problema che mi pare non sia stato toccato, forse, perché non lo si ritiene rilevante; tuttavia, ho un'opinione particolare in merito ad un'operazione e, tanto per sgombrare il campo da qualunque dubbio, voglio precisare che credo fermamente in un principio: quando la logica del profitto e dell'utile, sostenuta dal privato, coincide con una logica di profitto e di utile sostenuta dal pubblico, è giusto che quest'ultimo la sostenga. Conseguentemente, non ci si può tirare indietro, rispetto ad un progetto al quale sono connesse e legate indubbie possibilità di riqualificazione di un territorio, indiscusse potenzialità attrattive - questa volta, in positivo -, che possano rendere Torino una città un po' più simpatica, moderna, giovane, ancora più nuova. Però, resta un problema, rispetto al quale vorrei porvi un quesito: che cosa ne sarà della politica - tanto sbandierata, più che realmente sostenuta - dei "due Stadi per due squadre"? Infatti, sull'inadeguatezza dell'attuale Stadio Olimpico, ex Comunale, si è già molto discusso e, proprio recentemente, la Juventus ha dichiarato che, per giocare le sue prossime partite di Champions League, molto probabilmente andrà a Bologna, dimostrando quindi ciò che il mio Gruppo - e non solo il mio - ha già sostenuto da parecchi mesi, e che è stato peraltro ammesso dallo stesso Sindaco Chiamparino - ricordo -, in una seduta di Commissione, alla presenza anche del Presidente del Torino, Urbano Cairo: quando si è progettato lo Stadio Olimpico, non si è pensata - molto ingenuamente, a mio avviso - una cosa elementare e cioè che, il giorno dopo la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici, quello Stadio avrebbe dovuto tornare ad essere utilizzato da chi lo utilizzava anni prima, ovvero, le squadre di calcio. Quindi, si tratta di uno Stadio inadeguato, secondo quando detto diverse volte dal Torino, e sempre Stadio inadeguato, secondo quanto non detto, bensì dimostrato, dalla Juventus, la quale andrà a giocare a Bologna, appunto, le partite di Champions League. Molto probabilmente, poi - e non si tratta di "un timore", bensì di "un terrore" -, questo Stadio si trasformerà in una colossale prova di spreco di risorse pubbliche. Quando entrerà in funzione effettivamente lo Stadio delle Alpi, vorrò proprio vedere come farete a convincere l'altra squadra cittadina a continuare a stare all'Olimpico, soprattutto, quando - me lo auguro in quanto torinese, ma sicuramente se lo augurano, molto più di me, i tifosi torinisti - il Torino Calcio andrà finalmente a giocare una partita di Champions League, ancora di più, vorrò vedere come farà a giocarla all'interno dello Stadio Olimpico. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Può capitare; a meno che voi non abbiate le prove, poiché è vero che il Sindaco Chiamparino può tutto, ma Chiamparino è anche tifoso del Toro, quindi, se vorrà o potrà fare qualcosa affinché ciò avvenga, sono sicuro che lo farà. Di questo, non si è mai parlato; cioè, come si pensa di rendere lo Stadio Olimpico uno stadio effettivamente funzionale agli scopi per cui avrebbe dovuto essere progettato? Questo è il mio timore, mentre, per il resto, non ho altro da dire, anzi, ben venga il nuovo Stadio delle Alpi, se pagato dalla Società. Voglio sentire, finalmente, che cosa avranno da dire, a tale proposito, quanti erano stati profeti di sventura ed avevano applaudito, allorquando all'Italia non furono assegnati gli Europei del 2012, proprio per impedire la ricostruzione dello Stadio delle Alpi; sono veramente curioso di sentire che cosa avranno da dire, adesso, circa la nuova cassa integrazione FIAT, perché ho letto le dichiarazioni di alcuni Gruppi di questo Consiglio Comunale, che mettevano in relazione l'illustrazione e la presentazione del nuovo Stadio delle Alpi con la notizia, purtroppo, della nuova cassa integrazione della FIAT. Non credo che vi sia una relazione evidente, perciò mi aspetto che qualcuno me la spieghi; invece, voglio capire quale sia il rapporto fra le due cose, visto che, se qualcuno in maggioranza ne è convinto, sicuramente ha molti elementi in più rispetto a quanti ne possa avere io per sostenere una tesi tanto grave. Ci aspettiamo, ovviamente, che vengano predisposte tutte le misure indispensabili a fare in modo che lo Stadio sia una risorsa e non una ferita per il territorio; ci aspettiamo che, non solo l'Assessore Viano (poiché non è soltanto di sua competenza), ma anche altri Assessorati (in particolare, quello al Commercio), sappiano costruire elementi che possano impedire una forma di concorrenza sleale e insostenibile per il piccolo commercio della zona. Poi, ribadisco che voglio sapere che cosa ne sarà dell'Olimpico e come pensate di poter legare l'altra squadra cittadina al suo utilizzo - senza regalarlo, perché non varrebbe -, poiché ho davvero molta paura che, purtroppo, questo diventi una cattedrale nel deserto, nel cuore della nostra città, nonché un monumento allo spreco e, soprattutto, all'incapacità, da parte di chi allora ci amministrava - e siete sempre voi -, di saper guardare un po' più in là del proprio naso. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Mi dispiace che non ci sia il Consigliere Levi-Montalcini con la sua grande coerenza (non solo perché l'apprezzo, ma anche perché ci fa ricordare che, oggi, stiamo ponendo una nuova pietra importante), ma vorrei far rilevare all'Aula che non dobbiamo dimenticare che la costruzione dello Stadio delle Alpi, allora, fu una rilevante occasione di riqualificazione dell'impiantistica sportiva, nonché di qualificazione della città. È vero che fu un'incompiuta, perché il progetto iniziale - gli Assessori Viano e Montabone lo sanno e, comunque, basta andare a rivedere le carte - prevedeva non solo lo Stadio delle Alpi (allora, vi fu il problema della "pista sì-pista no", in relazione alle indicazioni del CONI), ma anche una riqualificazione dell'area; purtroppo, però, ciò non avvenne e, quindi, ritengo che si debba ricordare - il Consigliere Levi-Montalcini ha ragione - che, comunque, fu un'opera architettonica ed un momento importante per la Città, soltanto che, ahimè, non vi fu una conseguenza a quest'intervento, che - ripeto - doveva riqualificare la cosiddetta zona Vallette. Oggi - per fortuna, secondo me -, ci troviamo ad affrontare il problema dello Stadio delle Alpi con una posizione - mi ricollego al discorso del Consigliere Levi-Montalcini - non solo mia, ma anche del Gruppo di Forza Italia - quindi, nostra -, che è stata coerente, esattamente come lo è stata quella di coloro i quali hanno presentato degli emendamenti. Solo degli stupidi potrebbero pensare che una parte dell'opposizione, magari, abbia un atteggiamento perché più sensibile al "potere Juventus", fra virgolette, o un'altra parte dell'opposizione lo faccia perché vorrebbe essere chiamata da questo potere e non è stata chiamata, poiché non è così! Penso che, oggi, i Colleghi siano d'accordo. Oggi, grazie a questi emendamenti, nonché agli interventi fatti in Commissione, abbiamo ottenuto un approfondimento importante, però devo ribadire che di questo ero già convinto, e credo che, quando si sia convinti di un'operazione importante, non si debba giocare - infatti, non l'abbiamo fatto -, ma si debba essere coerenti con se stessi, e, rispetto agli altri interlocutori, noi lo siamo stati, come pure il Gruppo di Alleanza Nazionale e, come dicevo prima, gli altri Gruppi sono stati coerenti nell'avere alcune perplessità. Poi, sono contento di aver proposto che le due deliberazioni (oggi ne discutiamo una, ma c'è quella dello studio d'Ambito, dello studio su tutto ciò che riguarda lo Stadio delle Alpi, al di là della Juventus) fossero affrontate in un'unica seduta di Commissione, poiché è stato un arricchimento importante; certamente, vi sono ancora alcuni aspetti che devono essere chiariti, ma mi fido della parola degli Assessori competenti, che ci hanno detto, soprattutto sulla seconda deliberazione (riguardante il resto della Continassa), che vi saranno continui aggiornamenti in Consiglio Comunale, e penso che questa sia una garanzia. Non siamo intervenuti - è già stato detto - a difesa dei commercianti o dell'esistente, ma abbiamo pensato che, siccome lì vi sarebbe stato un importante insediamento commerciale, avrebbe potuto essere importante che una fotografia a monte potesse dirci quanto accadeva. È importante che lì si crei una zona del divertimento, una localizzazione che abbia anche un'attrattiva turistica - e questo sarà il combinato disposto fra l'intervento sullo Stadio e quello sulla Continassa -; riteniamo che, finalmente, quella zona intraprenda oggi la strada della riqualificazione, anche con l'apporto - seppur parziale - dell'opposizione, che condivide un percorso. Questa è un'opposizione seria, che non fa opposizione per fare opposizione, che non strumentalizza l'opposizione, che non fa giochetti, ma si ritrova, quand'è il caso, volendo prima approfondire, cercando di mettere sul piatto delle proposte - e noi lo abbiamo fatto -, però, vota per il futuro della città. Peraltro, lo dice uno che è tifoso del Toro - potrei non fare questa affermazione - e non ha alcun problema nei rapporti con i poteri forti, sebbene ritenga fuori da ogni ragionamento anche il fatto che la Juventus venga sempre descritta come potere forte, eccetera. Oggi, dobbiamo dire che la Società Juventus ha fatto una proposta interessante alla Città di Torino, nel senso che vorrei ricordare - su questo, abbiamo fatto una Conferenza dei Capigruppo - che, se fossero arrivati gli Europei, la Juventus avrebbe dovuto riqualificare lo Stadio delle Alpi su un'ipotesi di eccellenza; poi, siccome gli Europei non sono arrivati, ci è stato detto correttamente - ritengo -, da questa Società, che non esisteva soltanto un'ipotesi (infatti, la prima prevedeva ugualmente un intervento qualificante e qualificato), ma che sarebbe stata possibile anche una seconda, poiché occorreva fare i conti pure con la situazione economico-finanziaria della Società; a fronte di un loro lavoro, sono venuti con la prima proposta, cioè quella di eccellenza. Poi, la contentezza deve avere i limiti della riflessione e deve condurci a verificare bene la ricaduta di tutto quest'intervento sulla zona, e, come ho detto prima, è anche importante essere continuamente aggiornati; tuttavia, penso, con estrema franchezza, che dobbiamo dire: "Speriamo che faccia altrettanto l'altra Società torinese". Ha ragione il Consigliere Ravello, quando parla di "incompiuta"; cioè, la Juventus ha portato avanti il proprio dovere, il proprio compito, e ritengo che questa Città possa veramente dire di aver trovato un interlocutore serio, perché penso che, ad oggi, questo si possa dire. Non dico che l'interlocutore Torino non sia serio, ma mi auguro solo che batta un colpo e si possa risolvere, non solo il problema dello Stadio delle Alpi, ma anche quello degli Stadi e quindi dell'Olimpico, che è un'incompiuta e che dovrà essere risolta, anche perché, fra qualche anno - mi auguro il più presto possibile -, la Juventus giocherà nel suo Stadio di proprietà e il Torino dovrà necessariamente assumere delle decisioni in tale direzione. Quindi, ritengo positive le due proposte di deliberazione odierne, che fanno fare un passo in avanti alla Città, certamente grazie all'opera degli amministratori, ma anche di un interlocutore, che è stato serio, nei confronti della Città - voglio ripeterlo, perché non sempre se ne trovano -; adesso, dobbiamo impegnarci (ma penso che sia intenzione degli Assessori competenti) affinché pure con l'altra squadra vi sia un'interlocuzione che porti ad un risultato, vale a dire che il Torino, a questo punto, vada a giocare nello Stadio Olimpico. Ma fermiamoci ad oggi. Per quanto ci riguarda, voteremo a favore di questa proposta di deliberazione; non rientra, come ho detto prima, in alcuna logica di "inciucio" e neanche di sudditanza (e di questa terminologia desueta) nei confronti dei poteri forti. Si tratta di una deliberazione intelligente che coinvolge due interlocutori intelligenti. Mi auguro che l'iter per la realizzazione del nuovo Stadio sia celere e contribuisca a risolvere presto almeno una parte del problema, per, poi, cominciare ad affrontare l'altra, consapevoli che questa importante seconda parte della vicenda "Stadio delle Alpi" (mi sono permesso di fare una discussione unica) riguarda la riqualificazione della zona. Su questo argomento le idee sono ancora abbozzate; ho chiesto più volte in Commissione, ma non vi è ancora nulla di deciso e, anche se si prendessero decisioni, bisognerebbe comunque sottoporle al giudizio del Consiglio Comunale. Poi, naturalmente, dovranno seguire gare di evidenza pubblica per capire come destinare le aree, ma ritengo che sia stata intrapresa la strada giusta. L'importante è continuare a percorrerla. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando Vorrei sottolineare alcuni aspetti dell'intervento - che condivido - del Capogruppo Cantore usando un paradosso, soprattutto rispetto a quanto sentito da parte del Consigliere Carossa, che mi dispiace non sia presente in Aula. Ritengo che sia necessario analizzare i fatti con molto realismo, in primo luogo senza guardare al passato. Come è stato detto, lo Stadio delle Alpi è un'"incompiuta"; già allora (così come oggi) ci furono richieste ed avvertimenti da parte della Circoscrizione, ma questa non è una buona ragione per rifiutare, per principio, un'ipotesi di soluzione, specialmente perché c'è uno Studio d'Ambito allegato e, quindi, ancora un margine di revisione, correzione, integrazione ed implementazione di nuove soluzioni. Soprattutto, però, il problema è che non c'è alternativa, perché non c'è un'altra soluzione. In secondo luogo (e mi rivolgo al Consigliere Carossa), di fronte ad un'Amministrazione che, ormai, si vanta - perché, se non dice niente e continua a farlo, significa vantarsi orgogliosamente - di procedere a colpi di Variante Urbanistica, stravolgendo il Piano Regolatore di una città e facendo operazioni anche discutibili (in particolare, per quanto riguarda il residenziale nella visione a lungo termine), esclusi i vantaggi momentanei sul Bilancio dell'anno che si possono avere dagli oneri e dalla vendita dei diritti di cubatura, mi pare che questa operazione si evidenzi come l'unica che possa avere un qualche valore di respiro strategico e non servire unicamente a togliere una delle tante preoccupazioni del momento all'Assessore Passoni. Mi pare che, anche usando una chiave di paradosso, ci siano buoni motivi per votare a favore di questa deliberazione, che non è intesa come una delega in bianco alla Giunta. Quello che il Consigliere Cantore non ha detto (ma lo ha fatto in altre occasioni) è che noi vogliamo addivenire anche ad un chiarimento sulla visione dell'urbanistica in questa città; l'esigenza di un nuovo Piano Regolatore (a proposito del quale è stata depositata una mozione da alcuni Colleghi) è ormai indifferibile, a fronte della realizzazione di una buona metà di questa operazione "due squadre, due stadi". Per quanto riguarda l'altra metà, ha detto bene il Consigliere Cantore, abbiamo trovato un interlocutore, ma rimane il punto interrogativo del Torino Calcio. Noi confidiamo nelle qualità maieutiche dell'Assessore Viano: così come è riuscito con molti operatori privati nell'industria dell'edilizia e con la Juventus, trovando un interlocutore serio, si attivi e faccia valere i suoi talenti nel trovare una soluzione anche per il Torino Calcio. Oggi, questa discussione lascia un po' il tempo che trova, perché non abbiamo valutato la deliberazione dal punto di vista tecnico (personalmente, non sono in grado di farlo), ma soltanto la sua importanza in una visione di carattere strategico. Francamente, ritengo che sia quasi più importante l'operazione Torino Calcio sull'Olimpico, che non quella di oggi; perché, senza di quella, ci troveremmo a dover riesaminare la partita, per ovvie ragioni di interesse generale. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Essenzialmente, vorrei soffermarmi sugli aspetti che sono emersi negli interventi di oggi in Aula e che non sono ancora stati presi in esame diffusamente nella discussione preliminare in Commissione. Infatti, sugli argomenti già esaminati ed illustrati in Commissione non ho molto da aggiungere, per cui non vorrei intrattenere troppo a lungo il Consiglio su questioni già esplicitate. La questione che non è ancora stata oggetto di discussione in Commissione, per evidenti ragioni, è rappresentata dall'emendamento. Vorrei provare a tradurre e ad interpretare il senso dell'intervento del Consigliere Carossa (poi ripreso da altri Consiglieri) a proposito del primo degli emendamenti proposti dalla Giunta. Infatti, questo emendamento - poi, ci sarebbe anche la questione delle idonee garanzie: quali sono? - riguarda un'evenienza solo possibile, assolutamente non probabile, però è bene cautelarsi anche soltanto rispetto al possibile e al molto eventuale, perché può accadere di tutto; i tempi sono difficili e, quindi, occorre che un'Amministrazione Pubblica si cauteli, oltretutto avendo alle spalle una vicenda complicata come quella del Torino Calcio. Vorrei precisare (perché, altrimenti, dall'intervento del Consigliere Carossa sembrerebbe che si sia trattato di un'omissione, di un'inadeguatezza, di una palese insufficienza dell'atto originariamente assunto e presentato alla discussione del Consiglio e non è così) che la disciplina dell'attività della Juventus sull'area della Continassa è ricondotta ad un doppio atto: un atto urbanistico ed un atto patrimoniale. Siccome l'atto urbanistico, per definizione giuridica, prevede un primo passaggio di adozione (sul tema generale della nuova disciplina che interviene a regolare l'attività di un soggetto sul territorio, al di là del fatto che operi su area propria o concessa in diritto di superficie), l'atto di adozione che stiamo discutendo è il primo momento in cui questo tema viene affrontato in tutti i suoi riflessi generali di tipo urbanistico. È assolutamente evidente che, dal punto di vista patrimoniale, il diritto di superficie (come l'atto urbanistico assunto in corrispondenza temporale con la sua sottoscrizione) ne limitava la concessione alla sola ristrutturazione. Infatti, imponeva la conservazione dell'impianto nella sua complessità, con particolare riferimento alla tensostruttura, e ne consentiva soltanto la manutenzione straordinaria, per cui è necessario riallinearlo. Con franchezza ed onestà, abbiamo pensato che, in prima battuta, fosse necessario adottare il provvedimento urbanistico e, quindi, fare una discussione di carattere generale sul senso dell'operazione dal punto di vista urbano (non nello specifico del rapporto patrimoniale). Siccome questo è il primo dei due atti previsti normativamente dalla disciplina amministrativa per quanto riguarda gli atti urbanistici, in parallelo con l'approvazione definitiva, pensavamo dovesse assumersi l'atto (che qui richiamiamo esplicitamente) di modifica della concessione del diritto di superficie. Senza la modifica della concessione del diritto di superficie, il solo atto urbanistico, di per sé, sarebbe inefficace, perché il diritto di superficie regola l'attività, disciplina, limita o, comunque, prescrive entro quali limiti può muoversi il concessionario. L'Amministrazione aveva fin da subito intenzione - ora l'abbiamo solo reso esplicito - di abbinare anche la modifica del diritto di superficie, a differenza di quanto è previsto ora nel diritto di superficie, dove si dice: "Tu conservi lo stadio e lo manutieni solo", quindi, il rischio concreto di perdere un valore patrimoniale in capo alla Città, perché lo si deve solo migliorare, non si può demolirlo. Ora, a seguito della modifica della disciplina urbanistica, nel documento di concessione del diritto di superficie l'Amministrazione dovrà prevedere le idonee garanzie che la Juventus dovrà dare alla Città, per garantire le necessarie tutele all'Amministrazione circa il rispetto degli impegni che assume, perché quel diritto di superficie dovrà essere modificato in base all'attuale disciplina adottata. Gli emendamenti n. 1 e - mi sembra - n. 5 (i due paralleli) li abbiamo introdotti per rendere esplicito un fatto che - vi assicuro - a noi era chiaro, era fuori discussione, perché - ribadisco - il solo atto urbanistico non avrebbe esplicato sufficiente effetto per consentire l'esecuzione dell'opera nei termini qui previsti. Questa è la ragione; l'abbiamo reso esplicito, perché è stato proposto in modo altrettanto esplicito nella discussione avvenuta in Commissione. Questo è il senso degli emendamenti. Sul resto, credo sia relativamente inutile ribadire risposte che, prendendo il verbale della Commissione, si ritrovano integralmente svolte nel corso dell'ultima discussione. Si tratta, in ogni caso, di un'adozione; ci sarà un ulteriore esame di Commissione. Anche sulle sollecitazioni, che mi paiono più di merito - in relazione, naturalmente, alle risposte che cercheremo di dare nel frattempo -, avremo modo di ritornare in modo conclusivo - mi auguro - sui riflessi (non sono dettagli) dell'operazione nel suo insieme. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 182 (esclusi i nn. 153, 167, 180 e 181). Gli emendamenti originali, dal n. 1 al n. 182 (esclusi i nn. 153, 167, 180 e 181), sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. . Qual è il parere della Giunta? VIANO Mario (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 182 (esclusi i nn. 153, 167, 180 e 181): presenti 32 - contrari 31 - favorevoli 1 L'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 182 (esclusi i nn. 153, 167, 180 e 181) è respinto. COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'emendamento n. 153, presentato dall'Assessore Viano, recita: COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 153: presenti 36 - favorevoli 35 - contrari 1 L'emendamento n. 153 è approvato. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Comunico al Consiglio Comunale che il Consigliere Lavolta dichiara il suo voto favorevole, al di là dell'esito della votazione elettronica. COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'emendamento n. 167, presentato dall'Assessore Viano, recita: COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 167: presenti 35 - favorevoli 35 L'emendamento n. 167 è approvato. COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'emendamento n. 180, presentato dall'Assessore Viano, recita: COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 180: presenti 35 - favorevoli 35 L'emendamento n. 180 è approvato. COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'emendamento n. 181, presentato dall'Assessore Viano, recita: presenti 35 - favorevoli 35 L'emendamento n. 181 è approvato. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 183 al n. 187. Gli emendamenti originali, dal n. 183 al n. 187, sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. . Qual è il parere della Giunta? VIANO Mario (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 183 al n. 187: presenti 32 - contrari 31 - favorevoli 1 L'accorpamento degli emendamenti dal n. 183 al n. 187 è respinto. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Comunico al Consiglio Comunale che il Consigliere Grimaldi ha votato in maniera difforme dal suo pensiero, probabilmente ha sbagliato nel digitare la tastiera. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 188 al n. 204 (escluso l'emendamento n. 200). Gli emendamenti originali, dal n. 188 al n. 204 (escluso l'emendamento n. 200), sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. . Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 188 al n. 204 (escluso il n. 200): presenti 33 - contrari 33 L'accorpamento degli emendamenti dal n. 188 al n. 204 (escluso il n. 200) è respinto. COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'emendamento n. 200, presentato dall'Assessore Viano, recita: COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 200: presenti 37 - favorevoli 37 L'emendamento n. 200 è approvato. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello L'Assessore ha risposto in maniera non esauriente e non convincente rispetto alla richiesta che avevo fatto. Voglio esprimere il mio voto di astensione a questa proposta di deliberazione. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione: presenti 41 - astenuti 2 - favorevoli 39 La proposta di deliberazione è approvata. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento: presenti 41 - astenuti 2 - favorevoli 39 L'immediata eseguibilità è concessa. oggetto: 'Studio di insieme, ai sensi dell'articolo 19 comma 15 delle NUEA relativo all'ambito della Continassa. Approvazione'" |