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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 13 Ottobre 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2008-06236
""I VIGILI NON FANNO ORDINE PUBBLICO?" LO FANNO ECCOME, SOLO CHE NON VENGONO PAGATI." PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE VENTRIGLIA IN DATA 1? OTTOBRE 2008.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200806236/02, presentata in data
1° ottobre 2008, avente per oggetto:
"'I vigili non fanno ordine pubblico?' Lo fanno eccome, solo che non vengono pagati"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Borgogno.

BORGOGNO Giuseppe (Assessore)
Sono certo che il Consigliere Ventriglia sia a conoscenza del fatto che quando la Polizia
Municipale è chiamata a svolgere servizi di ordine pubblico, ciò avviene con
un'apposita ordinanza del Questore, che specifica il momento e la circostanza, così
com'è previsto dalle norme in vigore. Sarei contrario a modificare in senso diverso la
Legge nazionale sulle Polizie Locali, ma mi risulta che sia tornata ad essere argomento
di discussione in Parlamento.
La partecipazione all'espletamento dei servizi di ordine pubblico, che ha bisogno di
un'apposita ordinanza del Questore, dà diritto a ricevere l'indennità prevista nella
medesima misura che spetta agli appartenenti alle altre forze dell'ordine. Questi servizi
sono contabilizzati dal Comando, che li inserisce in elenchi che, a cadenza
quadrimestrale, vengono inviati alla Prefettura la quale, esperite le procedure, liquida le
competenze all'Amministrazione che paga gli agenti interessati.
Questo per quanto riguarda i servizi di ordine pubblico, mentre altro è dire - ed è vero -
che la Polizia Municipale faccia parte del sistema integrato della sicurezza cittadina:
negli ultimi due anni - di questo sono stato in parte protagonista - abbiamo aumentato il
numero degli agenti impegnati in modo specifico in funzioni di sicurezza urbana, che
non significa ordine pubblico, perché alcuni lavori svolti dal Nucleo Centrale di PG o
dal Nucleo Prossimità non rientrano tanto nel concetto di ordine pubblico, ma sono
compiti che rientrano in un sistema integrato di sicurezza urbana e, aumentando il
numero di questi agenti, è aumentato il numero di questi servizi.
Nel luglio 2007, abbiamo riscritto una parte del Contratto Integrativo della Polizia
Municipale, uscendo così da una situazione un po' grottesca, una specie di giungla sulle
indennità ed il disagio, previsti per i diversi lavori della Polizia Municipale.
Abbiamo introdotto un'indennità di funzione, in virtù della quale viene corrisposto un
incentivo a chi svolge i servizi più direttamente collegati alla sicurezza urbana (quindi,
il nuovo Nucleo Servizi Progetti Mirati, Nucleo di Prossimità, Nucleo Nomadi, Nuclei
PG - è una parte del lavoro di Polizia Giudiziaria svolta dai Vigili), che si aggiunge
all'indennità che spetta per il servizio esterno; ovvero, abbiamo ridotto le fasce a tre,
delle quali, quella più alta corrisponde al servizio esterno e per questi agenti che
svolgono compiti riconducibili al concetto di sicurezza urbana, vi è un ulteriore
incentivo.
Ci rendiamo conto che la natura di questo lavoro sia cambiata ed anche le funzioni su
cui abbiamo puntato di più vadano verso la sicurezza urbana, ma questo non è svolgere
compiti di ordine pubblico.
Ci tengo a mantenere questa differenza, perché, se facessimo confusione su questo
punto, rischieremmo di far diventare le Polizie Municipali una sorta di massa di
manovra indifferenziata, non sfruttando né le loro peculiarità, né le loro capacità
specialistiche, ma soprattutto distogliendole dal loro compito principale: si può essere
intercambiabili per molti compiti, ma non lo si può essere sulla viabilità, la tutela dei
consumatori ed il commercio, ovvero le funzioni tipiche delle Polizie Locali. Per questa
ragione mi preoccupo quando si spinge a far diventare i Vigili una sorta di quarta
Polizia tout court con l'aggiunta dell'aggettivo "locale" per differenziarla dalle altre e,
come ho detto tante volte, non sono d'accordo su questo percorso, che è diverso dal
contribuire alle politiche di sicurezza urbana, retribuendo adeguatamente gli agenti
coinvolti, ed è diverso anche dallo svolgere, talvolta, compiti di ordine pubblico su
precisa ordinanza del Questore e per i quali si riceve un particolare compenso.
Per quanto riguarda il compenso dei servizi effettuati in straordinario, questo viene
effettuato secondo la normale prassi: lo straordinario rientra nei conteggi del mese
amministrativo in cui viene effettuato ed il suo pagamento viene inserito nel mandato
del mese successivo; ad oggi, a me non risulta - ho fatto più verifiche - che esista un
arretrato nel pagamento delle ore di straordinario della Polizia Municipale.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Ringrazio l'Assessore per le informazioni e le considerazioni appena fatte, molte delle
quali ritengo assolutamente condivisibili e credo che, anche nella differenza di
prospettiva, gli vada dato atto di essersi messo al lavoro su questo tema più di alcuni
suoi predecessori, con l'attenzione e lo scrupolo che il tema richiede.
Dalla sua esposizione, Assessore, c'è un tema di fondo che non mi ha convinto, ovvero,
schematizzando, rimane questa categoria del lavoro di sicurezza urbana che va risolta,
perché mi rendo conto che è un terreno di frontiera nel quale è difficile distinguere ed
isolare aspetti che non rientrino nel ruolo della Polizia Municipale in relazione al
sistema integrato di sicurezza urbana e che possono dare qualche preoccupazione
(alcune di origine puramente ideologica, altre più pratiche, come quelle che ha
richiamato lei, in ordine a possibili impieghi che possono comportare dei rischi, delle
interpretazioni, delle strade un po' sdrucciolevoli) e che non bisogna chiedere agli
agenti di Polizia Municipale di fare un lavoro che non è il loro e per il quale non sono
equipaggiati, non hanno risorse finanziarie e l'addestramento adeguato, né ingenerare
nei cittadini l'idea che la Polizia Municipale possa svolgere un lavoro che non è il
proprio. Ma dovete decidervi, perché non credo che, per inverso, si possa dire che i
Vigili Urbani facciano ordine pubblico solo quando ci sia una richiesta formale della
Questura: non è così! È come dire che, quando arriva un uragano, è un uragano solo se
lo dice il Colonnello Giuliacci, ma un uragano lo si avverte nei suoi effetti, anche se
tecnicamente non lo è e se non lo dice il Colonnello Giuliacci, perché se spazza via,
come è successo, un pezzo della Mole Antonelliana, rimane pur sempre un uragano.
Credo che su questo si debba riflettere e mi rendo conto che sia molto difficile per una
serie di ragioni, non ultimo (Assessore, la dica tutta!), il fatto che una parte di questa
maggioranza, strutturalmente e deontologicamente, non volesse -e continua a non volere
che la Polizia Municipale si occupasse, non dico dell'ordine pubblico, ma della
sicurezza urbana. Alcuni Partiti di maggioranza - che hanno Assessori in Giunta - si
sono opposti pubblicamente, seppur in modo legittimo, all'introduzione dei sistemi di
autodifesa, però, quando vi è questa forma di dissenso, capisco che qualcun altro, nella
maggioranza, possa dire che forse sono più le cose che vi dividono che non quelle che
vi uniscono.
Questo tema va sciolto, perché ho la sensazione che i Vigili Urbani, al di là della
formalità, facciano molto più e molto più spesso ordine pubblico (anche se magari viene
ufficialmente chiamato "sicurezza urbana"), piuttosto che mettere in fila le ore per le
quali il Questore chiede personale o fa la pattuglia interforze.
Su questo argomento non vedo grandi vie per confrontarci con serietà, se non una:
scelga anche lei le modalità di discussione, ma tutti stiamo lavorando per una soluzione
onesta, veritiera ed in equilibrio tra le risorse del Comune e le aspettative di sicurezza
dei cittadini.
Se i Vigili Urbani non fanno solo multe, come credo che sia, ma svolgono anche
compiti importanti, dobbiamo definire singole situazioni e quando avremo, anche dagli
organi di informazione, notizie su operazioni dei Vigili Urbani, puntualmente le
chiederemo conto in maniera tale da poter distinguere, anche con alcuni metri di
paragone quali i Regolamenti operativi della Polizia di Stato e di altre forze di Polizia,
se questa categoria molto fluida, della sicurezza urbana, non nasconda un'ampia parte
che è specificatamente di ordine pubblico.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Borgogno.

BORGOGNO Giuseppe (Assessore)
La via maestra è quella della discussione della nuova Legge sulle Polizie Locali, perché
quella attuale è vecchia e non è nemmeno in grado di fotografare adeguatamente
compiti e funzioni anche più semplici di quelli di cui stiamo discutendo oggi: la Legge
attuale non garantisce tutele, né status adeguati a ciò che, oggi, vuol dire fare l'agente di
Polizia Locale di qualunque Città.
Bisogna partire da questo, altrimenti continuano le ambiguità: ci sono Città nelle quali
la Polizia Municipale è stata dotata di scudi e caschi, proprio per fare ordine pubblico
vicino agli stadi durante le partite di calcio; io questo non lo voglio fare, ma, nelle
ambiguità di questa Legge, può succedere di tutto.
Mi rivolgo anche alla forza politica di cui lei, Consigliere, fa parte e che oggi governa il
Paese. Qualche mese fa, questo Consiglio Comunale ha votato un ordine del giorno su
questo argomento: proviamo a sostenerlo. Noi (io ed anche il Sindaco) lo abbiamo fatto
abbondantemente, ma bisogna continuare a farlo.
Sulle questioni di sicurezza urbana ed ordine pubblico arrivano segnali un po' strani e in
questo momento l'ambiguità più grande a tal proposito è nel cosiddetto Decreto Maroni:
se leggeste la definizione del concetto di sicurezza urbana, che sta alla base della
possibilità data ai Sindaci di fare le famose ordinanze (che poi non sono tutta quella
gran cosa), vi accorgereste che vi è un'ambiguità clamorosa, oltre a sembrare più una
definizione ricavata da un vocabolario, che da un'esperienza concreta. Sono anche
queste le ambiguità da chiarire, altrimenti la questione non si può risolvere.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
posteri l'ardua sentenza"
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