| Interventi |
CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Vicesindaco, per le comunicazioni. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Nella comunicazione, cercherò di stare all'essenziale dell'ipotesi, che si è profilata venerdì nel pomeriggio, di aggregazione e di fusione tra IRIDE ed Enia. Intanto, una prima delucidazione su come è nata questa situazione. In realtà, come il Consiglio sapeva, dalle comunicazioni fatte, noi non eravamo mai stati coinvolti fino a mercoledì sera (né Sindaco né il Vicesindaco né altri dell'Amministrazione), mentre invece le aziende stesse si erano impegnate (IRIDE, Enia ed Hera) per trovare la possibilità di fare una fusione a tre. In realtà, nella serata di mercoledì sera, si è interrotta questa possibilità di fusione perché c'erano diverse problematiche aperte e perché, come voi sapete, il 30 era scaduto il patto di riservatezza che si era sottoscritto tra le tre Società. Nella giornata di giovedì, sono proseguiti colloqui sostanzialmente telefonici; c'è stata una disponibilità e venerdì mattina hanno iniziato una riunione tra IRIDE ed Enia, che è proseguita, da parte dei management, fino a notte inoltrata e che ha portato, poi, alle 17.00 di sabato stesso, sentiti i Sindaci, ad una condivisione delle ipotesi di fusione a due, con una dichiarazione di soddisfazione non solo del Sindaco di Torino, ma, ovviamente, anche del Sindaco di Genova, del Sindaco di Parma, Vignali, del Sindaco di Piacenza, Reggi, e del Sindaco di Reggio Emilia, Delrio. Che cosa è questa operazione e perché è importante? Intanto, mettendo assieme IRIDE ed Enia, si diventa la cinquantesima società quotata in Borsa. Siamo in una situazione, dal punto di vista della Borsa, oggettivamente difficile, che riguarda l'insieme delle aziende, e credo che tutti speriamo ovviamente in una sua ripresa. Dal punto di vista italiano, con questa soluzione IRIDE ed Enia messe assieme diventano la seconda società per ricavi e per fatturato e la terza per EBITDA, dopo A2A e ACEA. Diventa una società molto importante, appunto, con ricavi che superano 3.668 milioni di Euro, 481 milioni di Euro di EBIT, 277 milioni di Euro di BBT, 350 milioni di Euro di EBT, 145 milioni di Euro di utile netto con un capitale investito di 3.704 milioni di Euro, un indebitamento finanziario di 1.583, ROE 7,4%, ROI 7,5%, DEBT/EQUITY 0,75%. Questa Società, quindi, nel momento in cui la Borsa si riprenderà, sarà sicuramente valutata sul piano internazionale, perché, oggi, la situazione è molto difficile, sia per Iride che per Enia. Dal punto di vista del portafoglio di business, si vede una buona presenza dell'idrico (con oltre 1 milione 940 mila abitanti serviti e 14 mila chilometri di rete), dell'ambiente (rifiuti trattati), dell'elettrico, del gas, del teleriscaldamento e di altri business, come l'illuminazione che, in particolare, riguarda la situazione torinese. Come sarà definita questa Società e cosa sono i punti del merger? Rispetto all'attuale nostra configurazione, si va ad uno snellimento e ad una buona razionalizzazione dal punto di vista societario, nel senso che ci saranno tre Società: una di Mercato, una di Energia e una di Ambiente. Si è poi trovato un modello di equilibrio, secondo noi, molto positivo, perché, pur dando possibilità a tutti, tiene conto, dal punto di vista delle responsabilità, anche di un equilibrio dei rapporti che ci sono tra le due Società. Il rapporto sarà, per quanto ci riguarda, di circa un po' meno di due terzi e, per quanto riguarda Enia, sarà un po' più di un terzo. Ovviamente, la situazione sarà definita prossimamente con l'ipotesi di concambio e con il fatto che, oggi, credo che cominciassero, dal punto di vista del management, a parlarne in Consob. Poi vedremo quali saranno le comunicazioni necessarie che bisogna fare sul piano formale. Ci sarà un Consiglio di Amministrazione di 12 membri: 6 di IRIDE, 4 di Enia e 2 privati, anche per dare possibilità di rappresentanza, ad esempio, al fatto che Iride, oltre al 49,5% che detiene la Città, e tolto l'11% che è in FCT, è in mano ai privati. Non c'è un sistema duale, come in parte si era detto nel momento in cui si pensava all'ipotesi di accordo con Hera; non c'è ombra di dubbio che l'ipotesi tra due faciliti il compito nel trovare anche le soluzioni dal punto di vista della gestione. Ci saranno un Comitato Esecutivo operativo del Presidente (che sarà il Presidente di IRIDE), che coordinerà la Società Mercato con sede a Genova; un Amministratore Delegato, che coordinerà la Società Energetica, con sede a Torino; la Società Ambiente, che sarà coordinata dal Direttore, avrà sede a Reggio. La sede legale sarà data ad Enia e sarà quasi sicuramente a Parma, in modo tale da avere un equilibrio dal punto di vista dell'insieme dei territori. Non è ancora definito il problema ovviamente degli staff centrali, che devono essere equilibrati sui territori; farà parte dell'Esecutivo anche un Vicepresidente. Insomma, sono da definire le deleghe, ma, sostanzialmente, saranno concentrate, in gran parte, sull'Amministratore Delegato, in buona parte sul Direttore e in parte sul Presidente. Come si pensa di andare avanti? Dal punto di vista dei tempi, io non sono in grado di riferire al Consiglio date precise, perché, in queste ore e ancora nei prossimi giorni, tutto questo lavoro deve essere svolto, anche in relazione alla riorganizzazione di tutti i testi necessari, non solo sul piano statutario. Ovviamente, i legali devono svolgere tutta la loro funzione. Mi sento di ipotizzare all'incirca questi tempi: entro la fine di questa settimana, avere una prima informativa da parte dei Consigli di Amministrazione delle Società interessate; la prossima settimana, possibilmente (se non in questa, ma è difficile), avere un'approvazione dei testi e tra 10-15 giorni la possibilità di una loro elaborazione da parte nostra per portarli ad un processo deliberativo che, se stiamo in questi tempi, vedrà novembre e i primi giorni di dicembre a nostra disposizione, in modo tale da avere tutte le situazioni approvate da parte dei Consigli stessi. Per noi è sicuramente una fatica, per Enia lo sarà molto più, perché la sua dimensione, dal punto di vista dei partecipanti, è simile a quella della nostra SMAT, essendo presenti tutti i Comuni della provincia di Parma, Reggio Emilia e Piacenza (credo siano oltre 120). Quindi, il processo deliberativo sarà molto impegnativo per loro, ma questo permette anche a noi un livello di discussione e di approfondimento su un accordo che consideriamo assolutamente importante. Intanto, porterà sicuramente ad un livello di maggiore efficienza, necessaria, dal punto di vista dell'Azienda, per essere in grado di concorrere meglio con i competitor presenti sul territorio italiano (ma non solo), garantendo un livello di prezzi in linea con le migliori società; contemporaneamente a questo, riteniamo che sia una grande scommessa. In un momento come questo di grave crisi finanziaria (oggi la Borsa è andata meglio e IRIDE ha registrato un +3), si vedono poche mosse da parte delle Aziende, perché, oggettivamente, l'incertezza è molta. Riuscire, in un momento come questo, a fare non una fusione di carattere finanziario, ma di carattere industriale, credo che sia il modo migliore per reagire alla crisi e per dare un senso a quanto, molto spesso, viene detto in questa Sala. Infatti, bisogna avere il coraggio di scommettere sul futuro, soprattutto convinti del fatto che non parliamo di una "bolla" (come è in gran parte questa crisi finanziaria), ma di fatti reali, che portiamo su un mercato più vasto, in cui possiamo anche mettere a disposizione competenze e know-how, così come gli altri li mettono a nostra disposizione. Credo che in un periodo come questo, anche sul piano simbolico, questa operazione possa davvero segnare una strada, non solo per quanto ci riguarda, ma come esempio per altre situazioni e territori. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Credo che, da oggi, il ruolo del Consiglio Comunale sarà importante, perché dovremo seguire l'evoluzione di questo percorso e vigilare su una partita che non può essere, dal mio punto di vista, esclusivamente tecnica, essendo squisitamente politica, in quanto sono in gioco gli interessi generali della popolazione. Questa operazione interesserà sicuramente milioni di persone, perché coinvolge già Genova, Torino, Reggio Emilia ed altre città. Torino, per il momento, sembra uscire bene dall'accordo che si è delineato; ovviamente, da un'aggregazione che coinvolge 5 città, verrà creata una grande multiutility in grado di far nascere un sistema di sinergie importante nel campo della cogenerazione, del teleriscaldamento, dell'energia elettrica e del gas. Questo gruppo, a quanto pare, arriverà a circa 4 miliardi di Euro di fatturato, per cui credo che, a questo punto, sia importante che vengano salvaguardati gli interessi generali della città e di tutte le popolazioni dei territori coinvolti. La valutazione politica su un'operazione di questo tipo dovrà essere fatta sulla base di alcuni elementi: le ricadute economiche positive sulla città di Torino (ma anche sulle altre città) e una politica tariffaria favorevole ai cittadini (questo è un punto che, oggi, il Sindaco citava nella sua intervista a "La Repubblica"); penso che questo sia uno dei punti di convenienza fondamentale. Se le bollette non saranno meno care per i cittadini, credo che l'operazione non potrà essere definita positiva per quanto riguarda gli interessi diretti dell'utenza. Come ho anticipato prima, il Consiglio Comunale dovrà ricoprire un ruolo importante per capire quale sarà il piano industriale (ritengo sia un elemento centrale) e se l'occupazione verrà salvaguardata (è uno dei settori che noi dovremmo cercare di salvaguardare). Per quanto riguarda le strategie, auspichiamo che vi sia una politica energetica che punti sulle energie alternative, rinnovabili e sicure alle quali, comunque, anche il piano industriale dovrebbe porre attenzione. Quindi, da tutto ciò che ho appena detto, dovrà discendere una politica energetica compatibile con l'ambiente e la sicurezza. Infine, c'è un punto strategico ed importante, che deve riguardare anche il futuro, come ripetiamo in tutte le occasioni in cui abbiamo la possibilità di intervenire: credo che la società dovrà mantenere il 51% del capitale sociale. Questo è uno degli aspetti politici importanti per il futuro, perché non dovremo scendere sotto il 51% e bisognerà mantenere il controllo pubblico. Questi sono i due elementi in base ai quali, più avanti, valuteremo sul piano politico un'operazione che, per il momento, è importante per le 5 città che l'hanno realizzata. I presupposti che ho anticipato (interessi generali e livelli occupazionali salvaguardati e una diminuzione del caro bollette) sono gli ingredienti per poter valutare positivamente, in futuro, un'operazione che, sicuramente, è importante per creare un colosso dell'energia in grado di reggere le sfide del mercato, che, oggi, come sappiamo, non versa in condizioni molto rassicuranti per i cittadini. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Anche io mi auguro che quanto ha detto, al termine del suo intervento, il Consigliere Gallo Domenico si avveri, cioè che gli utenti siano i veri beneficiati di queste fusioni. Purtroppo, temo che ciò non avverrà, ma non poniamo il carro davanti ai buoi. La prima nota positiva di questa vicenda (sicuramente, per il momento, ce n'è una) è che, ancora una volta, è stato dimostrato che le unioni a tre sono "contro natura". E, quindi, in questo senso, trovate il mio plauso. Per quanto riguarda il resto, non sono così ottimista come il Sindaco, ma, naturalmente, è suo dovere esserlo nel corso delle interviste che rilascia. Il fine di queste fusioni - lo diceva prima anche il Consigliere Gallo Domenico - dovrebbe essere, tra le altre cose, di fornire dei vantaggi agli utenti, quindi ai cittadini: ad esempio, bollette meno care. Vista l'esperienza Intesa-Sanpaolo, temo, però, che ciò non avverrà, quanto meno nel breve- medio termine. Devo dire in quest'Aula che quello che mi ha lasciato un po' perplesso - e mi dispiace - è il fatto che sembra quasi che, alla fine, nonostante tutti gli sforzi, abbia deciso più il Sindaco Vincenzi (quindi, la Città di Genova), che il Sindaco Chiamparino (quindi, la Città di Torino). Da torinese, questo mi dispiace, anche perché - e lo dirò meglio al termine del mio intervento -, ancora una volta, mi sembra che la politica abbia scavalcato i manager e ritengo che non rappresenti un bene. Voglio essere breve, per cui mi avvio alla conclusione, ma vorrei avere delucidazioni dal Vicesindaco, o dal Sindaco (è indifferente), per quanto riguarda il discorso a medio termine di AMIAT: sappiamo tutti che Enìa ha una grossa capacità nella gestione del circolo integrato dei rifiuti, capacità che - com'è stato detto più volte - porterà in dote (noi porteremo altro), ma vorrei capire quale sarà il futuro di AMIAT e dei suoi dipendenti, dato che ritengo fondamentale per la Città. Una qualsiasi unione, infatti, non può prescindere dal mantenimento o dal rafforzamento di determinati aspetti ed io vorrei capire come avverrà. In tutta questa vicenda, credo che i manager siano stati sconfitti e scavalcati dalla politica, ma non dall'alta politica, ma dalla politica bassa, dalla politica che riguarda le elezioni (questa volta, l'accusa non è rivolta alla Città di Torino) che si svolgeranno a breve in altre città (mi riferisco, ad esempio, a Bologna) e che hanno fatto sì che ci fosse più resistenza di quanto i manager avrebbero voluto, e di questo me ne dispiaccio. Il dato che ritengo più importante è la risposta su AMIAT: non si può dire, infatti, che, da un lato, la fusione sarà un bene, perché le bollette diminuiranno, e, dall'altro, che ci ritroveremo con centinaia di lavoratori che non sapremo dove occupare. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Goffi. GOFFI Alberto Ringrazio il Vicesindaco, perché ci ha fornito indicazioni puntuali sull'assetto societario: credo, però, che ancora molto dovrà essere chiarito e che occorrerà fare altri ragionamenti. Spero che siano fatti approfondimenti anche sugli aspetti dei concambi, che sono assolutamente determinanti e che sarà nostra premura portare all'attenzione del Consiglio. Nell'ultima seduta del Consiglio Comunale, ho espresso alcune preoccupazioni non di facciata, ma molto serie: sappiamo che, in economia, vale il principio secondo cui "grande è meglio", per cui è necessario massimizzare il più possibile le aggregazioni. In quell'occasione, ho espresso una preoccupazione, nel momento in cui ho visto uno stop alla fusione e la possibilità che crollasse quello che ritengo essere un disegno strategico per la Città. Il ragionamento, ovviamente, non deve interrompersi: ora siamo all'inizio ed occorre proseguire in questa direzione, ma non nel senso riferito dal Consigliere Domenico Gallo, cioè lasciando il 51% al pubblico (su questo aspetto non sono assolutamente d'accordo, perché credo che si possano fare ragionamenti di governance e che non sia un tabù l'idea di scendere al di sotto di questa soglia, perché il pubblico, giustamente, deve controllare e fornire indicazioni ed indirizzi, ma non deve occupare posizioni che il privato sa fare benissimo). Spero che questa aggregazione sia soltanto l'inizio di un percorso, perché è ovvio che i numeri riferiti dall'Assessore sono numeri importanti, ma i numeri di previsione erano molto più importanti, visto che si parlava di 6 milioni di utenti e di 11.000 dipendenti: queste numeri devono rappresentare l'obiettivo su cui far proseguire il nostro percorso. Inoltre, è ovvio che, al momento, dobbiamo testare le ridotte dimensioni (se non ci saranno nuove aggregazioni) sui reali servizi che forniremo, perché è vero che siamo leader nei settori del teleriscaldamento e della cogenerazione, ma è altrettanto vero che si tratta di settori residuali e minimi rispetto ai settori del gas e dell'energia, per i quali, purtroppo (non avendo fatto la fusione a tre), non siamo al secondo posto come società leader, bensì al quarto e quinto posto. Credo che la potenzialità nel concorrere su determinati servizi non sia ancora perfezionata. Bisognerà, quindi, lavorare - e questo è un invito che, ovviamente, rivolgo al Sindaco - per cercare di arrivare ad aggregazioni che migliorino la competitività nei settori dell'energia e del gas, dove noi, oggi, non possiamo dire di essere società leader, nemmeno con questa minima fusione. Non ho capito, poi, quali compensazioni avrebbe IRIDE dal fatto che la sede legale sia trasferita a Parma. Poiché il trasferimento della sede legale non è un fatto di scarsa importanza, ma è un fatto rilevante, probabilmente ci sono compensazioni che, però, io non ho compreso e che vorrei fossero chiarite nella replica. Dunque ci sono ancora molti aspetti che vanno ulteriormente verificati ed approfonditi in Commissione. Chiedo al Sindaco, se pure il Consiglio possa essere un Consiglio dimezzato, che si avvii un tavolo… Basta così? In effetti, basta vedere l'attuale interesse del Consiglio su un tema così importante! E' un po' sconcertante, ma non importa. Chiedo, quindi, di poter iniziare a comprendere a sufficienza l'aspetto societario e i livelli di efficienza che avrà questa società, perché, a parte lo spot del Consigliere Domenico Gallo "acqua migliore per tutti", si pone un punto importante, quello di capire quali benefici l'aggregazione porti alle tariffe e ai consumatori. Ovviamente, è un dato che non è possibile sapere oggi, perché bisognerà prima fare degli approfondimenti. Chiedo, allora, al Sindaco e al Vicesindaco (che ci ha esposto questa puntuale relazione) che si avvii un tavolo comune, nel quale sia coinvolto anche il Consiglio Comunale, perché il fatto di leggere continuamente alcune affermazioni sui giornali, a volte, ci disorienta e, molto spesso, ci fa sentire non coinvolti su una tematica che dev'essere di massimo coinvolgimento. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele La scorsa settimana ci siamo confrontati sul fallimento del rapporto con HERA e sulla preoccupazione che Enìa facesse un accordo con HERA lasciando fuori IRIDE (mi pare che una delle preoccupazioni fosse questa). Questo fatto non è avvenuto e non possiamo che plaudire, nel senso che la preoccupazione di essere tagliati fuori da un'ipotesi di accordo e di fusione è stata superata ed abbiamo stipulato l'accordo con Enìa. Come hanno già anticipato alcuni Colleghi, non si tratta dell'accordo che si sarebbe potuto stipulare con HERA, ma è comunque un accordo che mette sul piano industriale e finanziario e all'onor del mondo questo nuovo raggruppamento o, meglio, lo rafforza, soprattutto sul piano territoriale del Nord Ovest ed anche - potremmo dire - con qualche propensione verso il Nord Est (poiché non esistono molte altre società che hanno questa potenzialità). Ritengo questo fatto positivo. Rimangono, però, Vicesindaco (anche se non so se mi risponderà lei o se mi risponderà il Sindaco) tre domande, che cerco di esporre brevemente e banalmente, perché dobbiamo spiegare in modo chiaro ai nostri cittadini che non si tratta di una mera operazione di capitalismo pubblico, come ha detto un mio Collega di Genova. Non credo che sia così. Mi auguro che non sia così e, perché non sia così, in questi giorni - non certamente stasera - dobbiamo capire (e ringrazio per la comunicazione che, peraltro, a fronte di questo accordo, era dovuta) quali saranno i criteri per la governance, quale sarà il piano industriale che riguarda IRIDE ed Enìa e quale sarà il ruolo delle varie città. Oggi si potrebbe dire che Torino non ne esce male: anzi, ne esce bene, a differenza di altre fusioni o incorporazioni. In questo caso, però, c'è ancora un punto interrogativo. Mi permetta, Vicesindaco, di fare il paragone con le banche: la fusione Intesa-Sanpaolo è stata una grande fusione sul piano nazionale ed internazionale, ma io la ritengo una parziale, se non totale, presa in giro per i cittadini torinesi, che ne hanno avuto pochi benefici. Naturalmente, questa è un'opinione personale. Questo è un Settore ancora più delicato o egualmente delicato. I nostri concittadini vorrebbero capire - mi permetto di usare ancora il condizionale - se, al di là di un'operazione che riteniamo positiva sul piano finanziario e industriale, e che mette una società in concorrenza con altre, vi sia una ricaduta positiva sulle tasche dei cittadini; uso questo termine perché, purtroppo, stiamo attraversando un periodo nel quale queste tasche, appunto, sono molto impoverite. Chiaramente, se l'operazione comporta anche una diminuzione delle tariffe e un miglioramento del servizio, essa può dirsi compiuta; però, per comprenderlo, abbiamo veramente bisogno che, durante questo mese - mi pare - da lei delineato come percorso, vi sia una forte interlocuzione fra il management e la Giunta e fra quest'ultima ed il Consiglio Comunale. La domanda del Consigliere Carossa, in merito a che cosa ne sarà di AMIAT, mi pare più che fondata, ma mi sembra - non voglio esprimermi - che esista risposta; infatti, in una multiutility di questa dimensione, che fa energia e ambiente, con l'ambiente che viene dedicato ad Enìa, verrebbe quasi spontaneo affermare che, di fatto, questa fusione metta fuori campo AMIAT, nel senso che non ce ne facciamo nulla. Probabilmente, poi, non sarà così, ma penso che sia pure importante chiarirlo, perché il dubbio non è solo del Consigliere Carossa, ma anche del sottoscritto, e in questi due giorni l'abbiamo sentito pure da parte di molti interlocutori, poiché, se rimane la divisione presentata dal Vicesindaco (cioè di mercato a Genova, di energia a Torino e di ambiente a Reggio Emilia, Parma o Piacenza), è ovvio che nasca questa domanda - che magari è priva di senso - ed Enìa, in realtà, possa fare un lavoro di concerto con AMIAT. Tuttavia, la domanda diventa altresì una riflessione su che cosa succeda di AMIAT, e penso che questo sia un altro elemento importante, oltre a quello - come ho detto prima - dei livelli tariffari e della qualità del servizio, ma ce la siamo posta in ogni situazione simile, Vicesindaco - questo non l'ha detto -, anche riguardo ai livelli occupazionali, rispetto ai quali, perlomeno stando alla sua relazione, sembra che non vi saranno ricadute negative, tuttavia, penso che questa sarebbe un'ulteriore verifica da svolgere. Infine, vorremmo capire - forse è presto, ci dirà lei quando - che cosa succeda a proposito dei livelli occupazionali, poiché si tratta di un'altra domanda importante, dal momento che, pure in passato, prima abbiamo sentito delle cose (come nel caso di Intesa-Sanpaolo, ad esempio) e poi se ne sono avverate altre. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Ringrazio il Vicesindaco anche per aver finalmente portato qualche informazione all'Aula, in merito ad una partita sulla quale tutti noi avremmo avuto molto da dire fin dal principio. Non posso fare a meno di ribadire, infatti, un certo disappunto, una certa disapprovazione rispetto al modo con il quale si è ritenuto di condurre questa trattativa, che è stata appunto condotta senza ciò che ritenevo doveroso, ovvero un adeguato e sufficiente coinvolgimento del Consiglio Comunale. Nel suo intervento, lei ha elencato le tappe che, in particolare, negli ultimi giorni, hanno portato a quest'accelerazione e in un certo modo alla soluzione del problema, e, in un paio di occasioni, ha espresso soddisfazione per quanto capitato finora; tuttavia, tengo a sottolineare che la soddisfazione da lei espressa è di Giunta, perché non può essere di Consiglio Comunale e, di conseguenza, non può essere di quei cittadini torinesi, i quali credono che IRIDE sia anche un po' loro. Continuo a ritenere che, fin dal principio, abbiate tralasciato, dimenticato e scavalcato il ruolo fondamentale di un'Amministrazione pubblica, ovvero quello della determinazione delle linee d'indirizzo di un potere esecutivo; anche nel momento in cui dovessimo trovarci d'accordo con voi e soddisfatti, riterremo sempre e comunque che sarebbe stato doveroso, da parte vostra, domandarci quanto meno un'opinione, perché, purtroppo, che vi piaccia o no, non rappresentiamo soltanto noi stessi, ma anche una parte - pure consistente - di opinione pubblica e di elettorato. Ritengo che, oltre a questo, non ci si possa dire nemmeno particolarmente soddisfatti di una trattativa che, finora, ha avuto simile esito; infatti, signor Vicesindaco, mi riferisco a quando lei ha sottolineato gli aspetti simbolici dell'operazione e le vengo dietro, nel senso che, a mia volta, credo nell'importanza dei valori simbolici anche di operazioni di economia, di finanza e di industria, ma non posso che prendere atto, con dolore, che la futura sede legale di ciò che sarà, verrà spostata a Parma, quindi, dal punto di vista simbolico, questo sarà un primo passo verso l'allontanamento della nostra città dal controllo di qualcosa che è della nostra città. Restano ferme, poi, le preoccupazioni in merito a ciò che sarà del servizio, delle tariffe e, soprattutto, dell'occupazione. È lo stesso argomento; potremmo sbobinare gli interventi miei e anche quelli dei Colleghi che mi hanno preceduto, in occasione del dibattito sulla fusione GTT-ATM, ma credo che lei abbia preso l'abitudine di essere mandato un po' (magari, nemmeno troppo con piacere) allo sbaraglio e a prendersi poi le critiche da parte dell'opposizione, perché, ad ogni dibattito che avviene in quest'Aula, riguardo e in merito a queste operazioni, dimentica di segnalare quali saranno le ricadute sull'occupazione, se ce ne saranno o se ne siate almeno a conoscenza. Non dimentichiamo che, dietro a migliaia di occupati, dipendenti, lavoratori, vi sono almeno altrettante famiglie e che queste, come tutti i torinesi, chiedono semplicemente un adeguato livello di qualità del servizio. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) (Intervento fuori microfono). RAVELLO Roberto Sergio Mi fa piacere sentirglielo dire e spero che lei possa anche spiegarmi perché non vi saranno problemi, da questo punto di vista. Però, deve fornirci qualche elemento, altrimenti per noi è facile criticarla o, comunque, segnalarle che qualche aspetto non è stato trattato; lo riteniamo prioritario, perché, mentre parlava, pensavo che, solo pochi giorni fa, siamo venuti a conoscenza di un rimpallo di responsabilità fra ATC e IRIDE, per un semplice quanto banale fatto occorso in città: alcuni inquilini di alcuni stabili, situati nel quartiere conosciuto come "le Vallette", lamentavano di avere freddo e chiedevano semplicemente che qualcuno accendesse i loro riscaldamenti; ebbene, da una parte, IRIDE scaricava la propria responsabilità su ATC, dall'altra, il nostro caro e comune amico, Giorgio Ardito, Presidente dell'ATC, scaricava le proprie responsabilità su IRIDE. Sta di fatto che, fintantoché non si è elevata la temperatura, finché le condizioni meteorologiche non sono migliorate, proprio in questi giorni, questi cittadini hanno avuto freddo. Quindi, senza voler banalizzare, la prego di prendere questo paragone per quello che effettivamente intende essere, ovvero, un riferimento, uno spunto - sentito e sofferto - affinché quest'operazione porti ciò che la gente vuole: un adeguato mantenimento di livelli di decenza nel servizio che dev'essere prestato alla cittadinanza, prima di tutto! Speriamo che, nei prossimi passaggi e, soprattutto, nell'illustrazione del piano industriale (che riteniamo, comunque, un'altra tappa fondamentale in questo percorso), ci si possa tranquillizzare quantomeno da questo punto di vista. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica Ringrazio il Vicesindaco per le comunicazioni; credo che fosse un passaggio dovuto e che, forse, l'Aula non stia attribuendo la dovuta attenzione ad un argomento tanto importante, rispetto al quale penso sia giusto intervengano tutti. In questo senso, spero che, nelle prossime settimane, potremo effettivamente approfondire la bontà di questa aggregazione, anche perché i tempi riferiti dal Vicesindaco sono molto stretti, in quanto mi pare che si vorrebbe chiudere l'operazione, se sarà valutata positivamente, entro il mese di dicembre, e siamo già a metà ottobre. Per quanto riguarda una valutazione di carattere generale, sicuramente, se prima i soggetti erano tre, adesso sono due e, quindi, questo si potrebbe definire un accordo di minima che, però, ha la bontà di aver sbloccato la situazione, perché, così come avevamo detto nella scorsa seduta consiliare, se si fosse continuato a rimandare e, dunque, a mantenere un'incertezza sul probabile futuro di IRIDE, ciò non avrebbe fatto altro che danneggiarla. Però, aggirando l'impasse determinata da HERA, si acquisisce una posizione di forza sull'Emilia Romagna; in questo senso, credo che tale accordo sia positivo, quindi, non mi resta che dire quanto già detto, in parte, dai Colleghi che mi hanno preceduta. I settori interessati sono l'energia, il gas, l'acqua e i rifiuti, perciò è naturale che tutti si pongano questa domanda circa la questione rifiuti ed al modo in cui potrebbe essere interessata AMIAT rispetto a questo tipo di accordo, anche perché il tema dello sviluppo dei servizi pubblici locali è molto importante e, com'è già stato detto, elemento di sviluppo. Poi, in merito a quanto affermato dal Vicesindaco rispetto al fatto che non si tratti di una fusione finanziaria, bensì industriale, e che in questo senso debba essere valutata, desidero unirmi ai Colleghi per sapere, a mia volta (anche se la questione non sarà risolta adesso), quali potranno essere le ripercussioni sul fronte dell'occupazione, delle tariffe e della qualità del servizio. Inoltre, avendo appreso che il prossimo Consiglio d'Amministrazione sarà costituito da 12 componenti, ritengo che la nostra attenzione sarà sicuramente volta a non far aumentare il numero delle poltrone, poiché spesso, in queste aggregazioni, anziché razionalizzare, si aumentano i posti, mentre varrebbe forse la pena di pensare ad una razionalizzazione che in qualche modo non li incrementi. Quindi, adesso, vi è questa valutazione di 12 componenti, ma bisognerà poi capire... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Dimezzare? Bene! Possiamo unirci, allora, nel senso che la questione è di non aumentarli. Infine, chiedo conferma di una notizia apparsa sui giornali, rispetto alla quale il Vicesindaco non ha fatto alcun riferimento, e, precisamente, vorrei sapere se sia vero che vi sarà un Patto di Sindacato, della durata di tre anni, per controllare il 51% di parte pubblica; siccome si è tanto discusso sulla questione del controllo pubblico, se così fosse, cioè se davvero avremo questo 51% per tre anni, ci dichiariamo soddisfatti e vorremo poi comprendere, però, quale possa essere nel futuro, mentre, se ciò fosse smentito dal Sindaco, vorrei capire se vi siano in campo altri indirizzi. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Lonero. LONERO Giuseppe Signor Vicesindaco, per l'ennesima volta, solo attraverso una richiesta di comunicazioni l'abbiamo quasi costretta, fra virgolette, a parlare di un argomento tanto importante, poiché, probabilmente, senza di essa avremmo dovuto continuare ad acquisire tutte le informazioni tramite i giornali. Ebbene, sarò anche ripetitivo, ma, rispetto a quanto abbiamo detto o è già stato detto negli interventi precedenti a proposito della fusione GTT-ATM, la mia unica preoccupazione non è tanto quella di capire quali siano state le mosse, in questo "Risiko" societario che si sta compiendo, o di quanti membri sarà composto il Consiglio d'Amministrazione (a questo proposito, non so se quella del Consigliere Cerutti abbia voluto essere una provocazione, ma sicuramente non la considero tanto ingenua, dal punto di vista politico, da non sapere il motivo per cui sia stato individuato quel numero di membri nel Consiglio d'Amministrazione, poiché tutti sappiamo - e non dobbiamo meravigliarci - che da due società se ne fa una sola, e, d'altronde, non vorrà certo che troppa gente rimanga fuori dai giochi o non abbia più neppure una poltroncina sulla quale sedersi!), quanto, semmai, come ho già detto in diverse occasioni, quello che accade a valle di queste fusioni, di questi accordi societari, per i cittadini. Quindi, come molti hanno già detto, vorrei sapere se migliorerà il servizio e se si ridurranno le tariffe, e, soprattutto, vorrei precisare che non ci accontentiamo delle sue rassicurazioni verbali, espresse velocemente in quest'Aula (quando, appunto, en passant, ci ha assicurato che così sarà), ma vogliamo capire se e in che modo una società, che opererà praticamente in regime monopolistico, a valle di questa fusione, sul territorio torinese specialmente, potrà garantire un miglioramento della qualità del servizio e una riduzione delle tariffe. Se è vero che, come ha detto il Consigliere Goffi, "...in economia, piccolo non è bello, e grande è meglio, perché si possono conseguire economie di scala", mi domando tuttavia per quale motivo - e, su questo, vogliamo delle assicurazioni -, quando una società diventa troppo grande e addirittura quasi l'unica sul territorio, dovrebbe ridurre le tariffe o migliorare il servizio, pur restando, di fatto, l'unica operatrice. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Zanolini. ZANOLINI Carlo Ringrazio il Vicesindaco delle precisazioni che ha esposto all'Aula e che ci hanno chiarito meglio la situazione di queste aziende che dovranno unificarsi. La mia è una considerazione di tipo filosofico, fra virgolette, perché, mentre la Giunta ha ben chiaro anche il percorso economico, probabilmente, perché può usufruire di consulenze e professionalità in grado di fornirle delle indicazioni, a noi Consiglieri questo supporto tecnico manca. Quindi, accolgo con favore la proposta del Consigliere Goffi di istituire un tavolo nel quale proseguire la discussione, però, come Consiglieri Comunali, dovremmo avere anche dei supporti di tipo tecnico ed economico, soprattutto alla luce di questi ultimi avvenimenti di crisi che si sono verificati e si stanno verificando nel mondo. I dubbi sono tantissimi; ad esempio, mi domando se, per un Comune, sia utile avere una partecipazione del 51%, oppure se, in questa particolare situazione, non sarebbe meglio avere meno del 51%, perché, fino a venti giorni fa, molti erano convinti che potesse essere utile possedere meno del 51%, in quanto ciò avrebbe permesso all'Ente Comunale di fare cassa, ma, a fronte di un simile disastro economico, mi domando se attualmente sia ancora giusto ragionare in questi termini. Su questo, noi dovremmo votare e avvalorare l'operato della Giunta; quindi, mi auguro che il dibattito prosegua, con la possibilità di audire anche economisti che ci possano dire quale sia la situazione migliore. È stato detto che "grande è più bello di piccolo", ma, in questa particolare situazione economica, non sarà forse meglio il contrario? Ebbene, è su queste strategie, per noi - perlomeno per me - troppo ad alto livello, che non abbiamo le idee chiare. Pertanto, mi farebbe piacere - e penso che molti Consiglieri possano condividere questa mia idea - avere delle dritte, soprattutto da esperti economici che non abbiano una visione solo unilaterale o supercapitalistica o superstatalista, ma che ci possano fornire supporti di tipo tecnico, concettuale, economisti in grado di fornirci idee nuove e innovative, proprio alla luce di questi ultimi avvenimenti economici. Quindi, non potendo esprimere un giudizio e facendo parte della maggioranza, devo fidarmi della Giunta, però, vorrei avere qualche elemento in più, perché, quando si tratta di votare, anche la nostra responsabilità è abbastanza importante. Si tratta, perciò, di un dibattito che vorrei portare in Consiglio Comunale, sebbene alcuni suoi aspetti siano già stati accennati dal Consigliere Gallo. Giustamente, loro vedono meglio una partecipazione pubblica del 51% anziché meno, mentre altri, come ad esempio il Sindaco, vedono di buon occhio una partecipazione meno importante. Molti credono che, aumentando la dimensione dell'azienda, le cose funzionino meglio, mentre alcuni pensano che, aumentando le dimensioni, l'occupazione diminuisca - ma io non credo, perché, se si aumentano le dimensioni di un'azienda, questa è competitiva a livello nazionale ed europeo, quindi, l'occupazione non può far altro che aumentare -; insomma, vorrei disporre di ulteriori elementi per poter esprimere dei giudizi, quando si tratterà di votare. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bonino. BONINO Gian Luigi Innanzitutto, vorrei ringraziare il Vicesindaco per la sua esposizione, poi, dico che questa è la prima volta - credo -, nel nostro Paese, che vi è un'operazione simile, in cui cioè due società, che si occupano di energia, si mettono assieme e creano un polo più ampio. Quindi, penso che sia un'operazione di grande importanza, assolutamente da non sottovalutare, e mi auguro che avvenga realmente quanto detto dal Sindaco (perlomeno, stando a quanto ho avuto modo di leggere sui giornali), ossia che vi è la possibilità di allargare ad altri soggetti, non soltanto italiani, ma anche stranieri. È un percorso estremamente interessante, che vuole vedere in modo moderno la storia delle ex municipalizzate, portandole ad un livello non soltanto nazionale, ma anche europeo, e credo che in quest'ottica ci sia da lavorare e da andare avanti, ovviamente, con le dovute attenzioni. Non sono assolutamente fra coloro i quali si preoccupano del 51% o meno, tuttavia ritengo rilevante, per l'Ente Pubblico, mantenere il potere d'indirizzo e anche che questo rappresenti l'obiettivo da tenere presente; d'altronde, le aziende si possono benissimo governare pure con percentuali inferiori al 51%, poi, se per un paio d'anni si terrà fisso questo 51%, ben venga! Le altre raccomandazioni, signor Sindaco - ma penso che, poi, potremo avere ulteriori informazioni, magari, con un dibattito in Aula -, riguardano il livello occupazionale, che ovviamente va garantito e mantenuto, pur traghettando queste società a una dimensione maggiore, senza impoverire il nostro territorio. Ci tengo a precisarlo sempre, quando parlo di quest'argomento, e la mia non è affatto un'osservazione campanilistica, poiché credo che, soprattutto quando si vada verso fusioni simili, tanto importanti, anche il territorio su cui amministriamo non debba impoverirsi, cioè, Torino deve comunque mantenere un ruolo preminente, ma non sotto l'aspetto campanilistico, bensì sotto un profilo di sviluppo che sia pure attento alle esigenze, soprattutto, degli utenti. Se questi sono gli obiettivi, penso che, con queste operazioni, saremo veramente all'avanguardia nel nostro Paese. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea Mi limito solamente a dichiarare una soddisfazione in ordine all'evoluzione che abbiamo ascoltato questa sera. Soltanto la settimana scorsa, avevo sentito molti Consiglieri avanzare preoccupazioni e descrivere scenari dei più grigi e foschi; invece, oggi, in quest'Aula, il Sindaco ci riferisce che quella paventata chiusura di ogni ipotesi di fusione ha avuto una prima positiva soluzione. Mi auguro che a questa prima positiva soluzione ne seguano altre e che, quindi, come abbiamo ascoltato stasera, essendo rimasto aperto il tavolo di trattativa con la terza società, in futuro possa vedere ulteriormente crescere questa multiutility e, dunque, questo soggetto economico di servizi. Infine, come ho avuto già occasione di fare la settimana scorsa, esprimo apprezzamento per l'opera del management e di tutti coloro i quali hanno contribuito alla realizzazione di quest'accordo; pertanto, credo che esistano tutte le condizioni perché, anche dal punto di vista delle partecipazioni azionarie e delle aziende, l'Amministrazione possa concorrere allo sviluppo della nostra città. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Sindaco, per la replica. SINDACO Innanzitutto, ringrazio il Vicesindaco per aver fatto le comunicazioni con grande precisione e puntualità; poi, mi pare di poter prendere atto che vi sia anche un indirizzo, una valutazione sostanzialmente incoraggiante ad affrontare i passi successivi per completare la trattativa. Quindi, non devo dare spiegazioni generali, ma cercherò solamente di fornire qualche risposta puntuale. Devo dire che, se c'è una questione nella quale abbiano trattato esclusivamente i manager, è proprio questa. Poi, il fatto che gli azionisti abbiano concorso a creare degli ambienti più o meno favorevoli alla trattativa, ebbene, questo è possibile; però, se siamo riusciti ad arrivare ad una svolta simile, in modo peraltro abbastanza improvviso ed imprevisto, ciò è dovuto evidentemente al fatto che complessivamente abbiamo creato un buon clima per i negoziatori. Poi, rispetto al fatto che possa aver pesato più l'una che l'altra (ossia, Genova o Torino), penso che il leader della sua compagine di Governo risponderebbe con un adagio di memoria del Ventennio; invece, molto più semplicemente, posso dire che chi ha trattato sa esattamente chi abbia influito, e questa è la cosa più importante. Invece, sempre su questo punto, ci tengo a ringraziare, in quest'Aula di Consiglio, i nostri manager, poiché ritengo che siano stati molto abili a creare le opportunità che si sono create, forse anche - e dico "forse", perché non ho elementi per affermarlo con certezza - nello sventare il rischio che si creasse la situazione esattamente opposta, poiché, probabilmente, quando si è creato lo stallo di cui ha parlato prima il Vicesindaco, esisteva realmente il rischio che si potesse creare una situazione di esclusione di Torino e di Genova a favore di un accordo emiliano-romagnolo, quindi, sono stati abili anche nella negoziazione, nella flessibilità, creando invece le condizioni per arrivare dove si è arrivati. Poi, per quanto riguarda la situazione dal punto di vista degli assetti societari, si prefigura analoga a quella che si sarebbe prefigurata a tre, cioè nello Statuto non vi sarà alcun vincolo al 51% (quindi, nessun vincolo statutario), bensì un Patto di Sindacato a scadenza (come tutti i Patti di Sindacato), che prevedrà che gli azionisti del Patto Enìa e gli azionisti FSU abbiano il 51%, ma, in realtà, sarà anche leggermente superiore. Perciò, alla scadenza del Patto, si ridiscuterà e ognuno dirà la sua. Personalmente, come pure alcuni dei Consiglieri intervenuti in quest'Aula, sono convinto - e non da ora - che sia assurdo - e mi stupisce che siano forze di sinistra a farlo - tenere immobilizzate risorse che potrebbero essere utilizzate da altre parti, molto più proficuamente, sul piano sociale, quando il controllo - mi riferisco a quello pubblico, ovviamente - di una società di quella natura - e, più si allarga, più ciò che dico è possibile - può essere fatto con altri mezzi; comunque, queste sono valutazioni che hanno poca importanza rispetto ad una situazione che è esattamente quella che ho spiegato. Poi, per rispondere al Consigliere Lonero rispetto al Consiglio d'Amministrazione, bisogna tener conto del fatto che, non facendo il duale, vi è una riduzione significativa e marcata di posti, fra virgolette, perché IRIDE, come sapete, ha un Consiglio d'Amministrazione di 12 persone. Perciò, se la nuova quotata è di 12, calcolando che Enìa ne abbia 4, come presumo, certamente vi sarà una qualche riduzione, che, quindi, va nella direzione opposta, e credo ciò possa essere apprezzato anche dal Gruppo Italia dei Valori, sebbene non si sia pronunciato. Per quanto riguarda rifiuti e - aggiungo - acqua, fra loro non vi è attualmente alcun rapporto, da nessun punto di vista. Credo - mi rivolgo al Consiglio - che occorra cominciare ad approfondire e ad interrogarsi sul fatto se ci convenga, o meno, mantenere questa situazione di separazione, perché, nel momento in cui si crea un soggetto con quel mercato (di cui parlava anche il Consigliere Cerutti), in una parte importante dell'Emilia Romagna e così via, dobbiamo veramente chiederci se ci convenga mantenere separate le due Società di acqua e rifiuti, oppure no. Questa è una riflessione da fare; allo stato attuale, non esiste vincolo alcuno, però, mi sembra un tema sul quale valga la pena discutere. Per quanto riguarda le compensazioni, bisogna che ci chiariamo, sulla sede legale, perché, o vale sempre - e, in tal caso, dovremmo gridare vittoria, visto che la sede di Banca Intesa-Sanpaolo è a Torino -, ma mi pare di capire, dal suo sorriso sarcastico, che non sia così... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Quindi, vale anche viceversa, soprattutto in considerazione... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se lo vogliono fare, quello lo possono anche fare; del resto, costruiscono le cooperative lì... Invece, se la questione non ha il valore che lei dava, è ampiamente compensato dal fatto che la Società Energia, in termini di fatturato, di valore della produzione e di occupazione, è di gran lunga la più forte del gruppo, anche perché, come ha detto il Vicesindaco, nel riscaldamento e nell'energia stessa assorbe altre quote di produzione e, quindi, la compensazione sta, anzitutto ed essenzialmente, in questa, oltreché nella necessità, poi, di una certa flessibilità, ad un certo punto, nel momento in cui bisogna trovare un accordo, altrimenti, non si riesce a concluderlo. Per quanto concerne la questione delle ricadute, io stesso ho detto in un'intervista televisiva che lavoriamo proprio per questo, e le fusioni vengono fatte proprio per aumentare la massa, per così dire, che consente di razionalizzare, di fare risparmi, per finalizzarli in tre direzioni: riduzione delle tariffe, aumento degli investimenti e, magari, anche dei dividendi. Infatti, noi siamo sia shareholder, sia stakeholder; pertanto, come shareholder, certamente il dividendo non ci riesce sgradito, e come stakeholder ci interessano molto i cittadini, le tariffe e i consumatori, ma anche gli investimenti e, quindi, l'occupazione. Per quanto riguarda gli effetti sull'occupazione, è una somma che dipende dal rapporto fra razionalizzazioni che si riusciranno a realizzare e investimenti occupazionali dei nuovi investimenti. Noi lavoriamo e, ovviamente, l'Azienda lavorerà perché questa sia una somma positiva, cioè, in modo che gli investimenti siano tali da creare nuovo valore e nuova occupazione, in grado di assorbire, più che proporzionalmente, gli effetti di eventuali razionalizzazioni, che, come avete potuto vedere da questi primi tre anni di IRIDE, non hanno prodotto alcuno sconquasso sociale, anzi, hanno proceduto con una cautela tale da consentire di raggiungere dei risultati, senza creare alcun problema - così mi pare -, perlomeno nella realtà torinese, dal punto di vista sindacale. Infine, devo dire al Consigliere Lonero, il quale ha parlato della concorrenza, che sono d'accordo, in linea di principio, ma il problema è che la concorrenza c'è già, perché, a Torino, l'aggancio sulla fornitura, com'è noto, è un mercato già liberalizzato, nel cosiddetto "ultimo miglio". Il problema è che i competitori sono ancora troppo pochi, perciò, da parte nostra, possiamo solamente creare un soggetto che sia in grado di essere più competitivo, non solo a Torino, ma anche da altre parti. Se altri faranno altrettanto, ci sarà più concorrenza anche a Torino; però, non possiamo fare tutto noi, perché non possiamo certamente rafforzare l'Azienda e contemporaneamente farci concorrenza. Comunque, non si preoccupi, perché saranno altri a pensarci; noi, invece, dobbiamo pensare ad attrezzarci per non perdere fette di mercato e, semmai, per conquistarne. Mi pare di aver fornito tutte le risposte; ad ogni modo, il lavoro che sarà portato avanti dal tavolo che è stato richiesto, che credo sia la Commissione, integrata con tutti i tecnici e, soprattutto, i manager (che, sicuramente, saranno ben lieti di partecipare alla discussione), senz'altro permetterà ulteriori approfondimenti. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Le comunicazioni sono concluse. |