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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 13 Ottobre 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 17

Comunicazioni del Vicesindaco Dealessandri su "Fusione Iride-Enia"
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Vicesindaco, per le comunicazioni.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Nella comunicazione, cercherò di stare all'essenziale dell'ipotesi, che si è profilata
venerdì nel pomeriggio, di aggregazione e di fusione tra IRIDE ed Enia.
Intanto, una prima delucidazione su come è nata questa situazione. In realtà, come il
Consiglio sapeva, dalle comunicazioni fatte, noi non eravamo mai stati coinvolti fino a
mercoledì sera (né Sindaco né il Vicesindaco né altri dell'Amministrazione), mentre
invece le aziende stesse si erano impegnate (IRIDE, Enia ed Hera) per trovare la
possibilità di fare una fusione a tre.
In realtà, nella serata di mercoledì sera, si è interrotta questa possibilità di fusione
perché c'erano diverse problematiche aperte e perché, come voi sapete, il 30 era scaduto
il patto di riservatezza che si era sottoscritto tra le tre Società.
Nella giornata di giovedì, sono proseguiti colloqui sostanzialmente telefonici; c'è stata
una disponibilità e venerdì mattina hanno iniziato una riunione tra IRIDE ed Enia, che è
proseguita, da parte dei management, fino a notte inoltrata e che ha portato, poi, alle
17.00 di sabato stesso, sentiti i Sindaci, ad una condivisione delle ipotesi di fusione a
due, con una dichiarazione di soddisfazione non solo del Sindaco di Torino, ma,
ovviamente, anche del Sindaco di Genova, del Sindaco di Parma, Vignali, del Sindaco
di Piacenza, Reggi, e del Sindaco di Reggio Emilia, Delrio.
Che cosa è questa operazione e perché è importante? Intanto, mettendo assieme IRIDE
ed Enia, si diventa la cinquantesima società quotata in Borsa. Siamo in una situazione,
dal punto di vista della Borsa, oggettivamente difficile, che riguarda l'insieme delle
aziende, e credo che tutti speriamo ovviamente in una sua ripresa.
Dal punto di vista italiano, con questa soluzione IRIDE ed Enia messe assieme
diventano la seconda società per ricavi e per fatturato e la terza per EBITDA, dopo A2A
e ACEA. Diventa una società molto importante, appunto, con ricavi che superano 3.668
milioni di Euro, 481 milioni di Euro di EBIT, 277 milioni di Euro di BBT, 350 milioni
di Euro di EBT, 145 milioni di Euro di utile netto con un capitale investito di 3.704
milioni di Euro, un indebitamento finanziario di 1.583, ROE 7,4%, ROI 7,5%,
DEBT/EQUITY 0,75%.
Questa Società, quindi, nel momento in cui la Borsa si riprenderà, sarà sicuramente
valutata sul piano internazionale, perché, oggi, la situazione è molto difficile, sia per
Iride che per Enia.
Dal punto di vista del portafoglio di business, si vede una buona presenza dell'idrico
(con oltre 1 milione 940 mila abitanti serviti e 14 mila chilometri di rete), dell'ambiente
(rifiuti trattati), dell'elettrico, del gas, del teleriscaldamento e di altri business, come
l'illuminazione che, in particolare, riguarda la situazione torinese.
Come sarà definita questa Società e cosa sono i punti del merger? Rispetto all'attuale
nostra configurazione, si va ad uno snellimento e ad una buona razionalizzazione dal
punto di vista societario, nel senso che ci saranno tre Società: una di Mercato, una di
Energia e una di Ambiente.
Si è poi trovato un modello di equilibrio, secondo noi, molto positivo, perché, pur dando
possibilità a tutti, tiene conto, dal punto di vista delle responsabilità, anche di un
equilibrio dei rapporti che ci sono tra le due Società. Il rapporto sarà, per quanto ci
riguarda, di circa un po' meno di due terzi e, per quanto riguarda Enia, sarà un po' più di
un terzo.
Ovviamente, la situazione sarà definita prossimamente con l'ipotesi di concambio e con
il fatto che, oggi, credo che cominciassero, dal punto di vista del management, a
parlarne in Consob. Poi vedremo quali saranno le comunicazioni necessarie che bisogna
fare sul piano formale.
Ci sarà un Consiglio di Amministrazione di 12 membri: 6 di IRIDE, 4 di Enia e 2
privati, anche per dare possibilità di rappresentanza, ad esempio, al fatto che Iride, oltre
al 49,5% che detiene la Città, e tolto l'11% che è in FCT, è in mano ai privati.
Non c'è un sistema duale, come in parte si era detto nel momento in cui si pensava
all'ipotesi di accordo con Hera; non c'è ombra di dubbio che l'ipotesi tra due faciliti il
compito nel trovare anche le soluzioni dal punto di vista della gestione. Ci saranno un
Comitato Esecutivo operativo del Presidente (che sarà il Presidente di IRIDE), che
coordinerà la Società Mercato con sede a Genova; un Amministratore Delegato, che
coordinerà la Società Energetica, con sede a Torino; la Società Ambiente, che sarà
coordinata dal Direttore, avrà sede a Reggio. La sede legale sarà data ad Enia e sarà
quasi sicuramente a Parma, in modo tale da avere un equilibrio dal punto di vista
dell'insieme dei territori.
Non è ancora definito il problema ovviamente degli staff centrali, che devono essere
equilibrati sui territori; farà parte dell'Esecutivo anche un Vicepresidente. Insomma,
sono da definire le deleghe, ma, sostanzialmente, saranno concentrate, in gran parte,
sull'Amministratore Delegato, in buona parte sul Direttore e in parte sul Presidente.
Come si pensa di andare avanti? Dal punto di vista dei tempi, io non sono in grado di
riferire al Consiglio date precise, perché, in queste ore e ancora nei prossimi giorni, tutto
questo lavoro deve essere svolto, anche in relazione alla riorganizzazione di tutti i testi
necessari, non solo sul piano statutario. Ovviamente, i legali devono svolgere tutta la
loro funzione. Mi sento di ipotizzare all'incirca questi tempi: entro la fine di questa
settimana, avere una prima informativa da parte dei Consigli di Amministrazione delle
Società interessate; la prossima settimana, possibilmente (se non in questa, ma è
difficile), avere un'approvazione dei testi e tra 10-15 giorni la possibilità di una loro
elaborazione da parte nostra per portarli ad un processo deliberativo che, se stiamo in
questi tempi, vedrà novembre e i primi giorni di dicembre a nostra disposizione, in
modo tale da avere tutte le situazioni approvate da parte dei Consigli stessi.
Per noi è sicuramente una fatica, per Enia lo sarà molto più, perché la sua dimensione,
dal punto di vista dei partecipanti, è simile a quella della nostra SMAT, essendo presenti
tutti i Comuni della provincia di Parma, Reggio Emilia e Piacenza (credo siano oltre
120).
Quindi, il processo deliberativo sarà molto impegnativo per loro, ma questo permette
anche a noi un livello di discussione e di approfondimento su un accordo che
consideriamo assolutamente importante. Intanto, porterà sicuramente ad un livello di
maggiore efficienza, necessaria, dal punto di vista dell'Azienda, per essere in grado di
concorrere meglio con i competitor presenti sul territorio italiano (ma non solo),
garantendo un livello di prezzi in linea con le migliori società; contemporaneamente a
questo, riteniamo che sia una grande scommessa.
In un momento come questo di grave crisi finanziaria (oggi la Borsa è andata meglio e
IRIDE ha registrato un +3), si vedono poche mosse da parte delle Aziende, perché,
oggettivamente, l'incertezza è molta. Riuscire, in un momento come questo, a fare non
una fusione di carattere finanziario, ma di carattere industriale, credo che sia il modo
migliore per reagire alla crisi e per dare un senso a quanto, molto spesso, viene detto in
questa Sala. Infatti, bisogna avere il coraggio di scommettere sul futuro, soprattutto
convinti del fatto che non parliamo di una "bolla" (come è in gran parte questa crisi
finanziaria), ma di fatti reali, che portiamo su un mercato più vasto, in cui possiamo
anche mettere a disposizione competenze e know-how, così come gli altri li mettono a
nostra disposizione. Credo che in un periodo come questo, anche sul piano simbolico,
questa operazione possa davvero segnare una strada, non solo per quanto ci riguarda,
ma come esempio per altre situazioni e territori.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Credo che, da oggi, il ruolo del Consiglio Comunale sarà importante, perché dovremo
seguire l'evoluzione di questo percorso e vigilare su una partita che non può essere, dal
mio punto di vista, esclusivamente tecnica, essendo squisitamente politica, in quanto
sono in gioco gli interessi generali della popolazione. Questa operazione interesserà
sicuramente milioni di persone, perché coinvolge già Genova, Torino, Reggio Emilia ed
altre città.
Torino, per il momento, sembra uscire bene dall'accordo che si è delineato; ovviamente,
da un'aggregazione che coinvolge 5 città, verrà creata una grande multiutility in grado
di far nascere un sistema di sinergie importante nel campo della cogenerazione, del
teleriscaldamento, dell'energia elettrica e del gas.
Questo gruppo, a quanto pare, arriverà a circa 4 miliardi di Euro di fatturato, per cui
credo che, a questo punto, sia importante che vengano salvaguardati gli interessi
generali della città e di tutte le popolazioni dei territori coinvolti.
La valutazione politica su un'operazione di questo tipo dovrà essere fatta sulla base di
alcuni elementi: le ricadute economiche positive sulla città di Torino (ma anche sulle
altre città) e una politica tariffaria favorevole ai cittadini (questo è un punto che, oggi, il
Sindaco citava nella sua intervista a "La Repubblica"); penso che questo sia uno dei
punti di convenienza fondamentale. Se le bollette non saranno meno care per i cittadini,
credo che l'operazione non potrà essere definita positiva per quanto riguarda gli
interessi diretti dell'utenza.
Come ho anticipato prima, il Consiglio Comunale dovrà ricoprire un ruolo importante
per capire quale sarà il piano industriale (ritengo sia un elemento centrale) e se
l'occupazione verrà salvaguardata (è uno dei settori che noi dovremmo cercare di
salvaguardare). Per quanto riguarda le strategie, auspichiamo che vi sia una politica
energetica che punti sulle energie alternative, rinnovabili e sicure alle quali, comunque,
anche il piano industriale dovrebbe porre attenzione. Quindi, da tutto ciò che ho appena
detto, dovrà discendere una politica energetica compatibile con l'ambiente e la
sicurezza.
Infine, c'è un punto strategico ed importante, che deve riguardare anche il futuro, come
ripetiamo in tutte le occasioni in cui abbiamo la possibilità di intervenire: credo che la
società dovrà mantenere il 51% del capitale sociale. Questo è uno degli aspetti politici
importanti per il futuro, perché non dovremo scendere sotto il 51% e bisognerà
mantenere il controllo pubblico.
Questi sono i due elementi in base ai quali, più avanti, valuteremo sul piano politico
un'operazione che, per il momento, è importante per le 5 città che l'hanno realizzata. I
presupposti che ho anticipato (interessi generali e livelli occupazionali salvaguardati e
una diminuzione del caro bollette) sono gli ingredienti per poter valutare positivamente,
in futuro, un'operazione che, sicuramente, è importante per creare un colosso
dell'energia in grado di reggere le sfide del mercato, che, oggi, come sappiamo, non
versa in condizioni molto rassicuranti per i cittadini.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Anche io mi auguro che quanto ha detto, al termine del suo intervento, il Consigliere
Gallo Domenico si avveri, cioè che gli utenti siano i veri beneficiati di queste fusioni.
Purtroppo, temo che ciò non avverrà, ma non poniamo il carro davanti ai buoi.
La prima nota positiva di questa vicenda (sicuramente, per il momento, ce n'è una) è
che, ancora una volta, è stato dimostrato che le unioni a tre sono "contro natura". E,
quindi, in questo senso, trovate il mio plauso.
Per quanto riguarda il resto, non sono così ottimista come il Sindaco, ma, naturalmente,
è suo dovere esserlo nel corso delle interviste che rilascia. Il fine di queste fusioni - lo
diceva prima anche il Consigliere Gallo Domenico - dovrebbe essere, tra le altre cose, di
fornire dei vantaggi agli utenti, quindi ai cittadini: ad esempio, bollette meno care. Vista
l'esperienza Intesa-Sanpaolo, temo, però, che ciò non avverrà, quanto meno nel breve-
medio termine.
Devo dire in quest'Aula che quello che mi ha lasciato un po' perplesso - e mi dispiace -
è il fatto che sembra quasi che, alla fine, nonostante tutti gli sforzi, abbia deciso più il
Sindaco Vincenzi (quindi, la Città di Genova), che il Sindaco Chiamparino (quindi, la
Città di Torino). Da torinese, questo mi dispiace, anche perché - e lo dirò meglio al
termine del mio intervento -, ancora una volta, mi sembra che la politica abbia
scavalcato i manager e ritengo che non rappresenti un bene.
Voglio essere breve, per cui mi avvio alla conclusione, ma vorrei avere delucidazioni
dal Vicesindaco, o dal Sindaco (è indifferente), per quanto riguarda il discorso a medio
termine di AMIAT: sappiamo tutti che Enìa ha una grossa capacità nella gestione del
circolo integrato dei rifiuti, capacità che - com'è stato detto più volte - porterà in dote
(noi porteremo altro), ma vorrei capire quale sarà il futuro di AMIAT e dei suoi
dipendenti, dato che ritengo fondamentale per la Città. Una qualsiasi unione, infatti, non
può prescindere dal mantenimento o dal rafforzamento di determinati aspetti ed io
vorrei capire come avverrà.
In tutta questa vicenda, credo che i manager siano stati sconfitti e scavalcati dalla
politica, ma non dall'alta politica, ma dalla politica bassa, dalla politica che riguarda le
elezioni (questa volta, l'accusa non è rivolta alla Città di Torino) che si svolgeranno a
breve in altre città (mi riferisco, ad esempio, a Bologna) e che hanno fatto sì che ci fosse
più resistenza di quanto i manager avrebbero voluto, e di questo me ne dispiaccio.
Il dato che ritengo più importante è la risposta su AMIAT: non si può dire, infatti, che,
da un lato, la fusione sarà un bene, perché le bollette diminuiranno, e, dall'altro, che ci
ritroveremo con centinaia di lavoratori che non sapremo dove occupare.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Goffi.

GOFFI Alberto
Ringrazio il Vicesindaco, perché ci ha fornito indicazioni puntuali sull'assetto
societario: credo, però, che ancora molto dovrà essere chiarito e che occorrerà fare altri
ragionamenti. Spero che siano fatti approfondimenti anche sugli aspetti dei concambi,
che sono assolutamente determinanti e che sarà nostra premura portare all'attenzione
del Consiglio.
Nell'ultima seduta del Consiglio Comunale, ho espresso alcune preoccupazioni non di
facciata, ma molto serie: sappiamo che, in economia, vale il principio secondo cui
"grande è meglio", per cui è necessario massimizzare il più possibile le aggregazioni. In
quell'occasione, ho espresso una preoccupazione, nel momento in cui ho visto uno stop
alla fusione e la possibilità che crollasse quello che ritengo essere un disegno strategico
per la Città. Il ragionamento, ovviamente, non deve interrompersi: ora siamo all'inizio
ed occorre proseguire in questa direzione, ma non nel senso riferito dal Consigliere
Domenico Gallo, cioè lasciando il 51% al pubblico (su questo aspetto non sono
assolutamente d'accordo, perché credo che si possano fare ragionamenti di governance e
che non sia un tabù l'idea di scendere al di sotto di questa soglia, perché il pubblico,
giustamente, deve controllare e fornire indicazioni ed indirizzi, ma non deve occupare
posizioni che il privato sa fare benissimo).
Spero che questa aggregazione sia soltanto l'inizio di un percorso, perché è ovvio che i
numeri riferiti dall'Assessore sono numeri importanti, ma i numeri di previsione erano
molto più importanti, visto che si parlava di 6 milioni di utenti e di 11.000 dipendenti:
queste numeri devono rappresentare l'obiettivo su cui far proseguire il nostro percorso.
Inoltre, è ovvio che, al momento, dobbiamo testare le ridotte dimensioni (se non ci
saranno nuove aggregazioni) sui reali servizi che forniremo, perché è vero che siamo
leader nei settori del teleriscaldamento e della cogenerazione, ma è altrettanto vero che
si tratta di settori residuali e minimi rispetto ai settori del gas e dell'energia, per i quali,
purtroppo (non avendo fatto la fusione a tre), non siamo al secondo posto come società
leader, bensì al quarto e quinto posto. Credo che la potenzialità nel concorrere su
determinati servizi non sia ancora perfezionata. Bisognerà, quindi, lavorare - e questo è
un invito che, ovviamente, rivolgo al Sindaco - per cercare di arrivare ad aggregazioni
che migliorino la competitività nei settori dell'energia e del gas, dove noi, oggi, non
possiamo dire di essere società leader, nemmeno con questa minima fusione.
Non ho capito, poi, quali compensazioni avrebbe IRIDE dal fatto che la sede legale sia
trasferita a Parma. Poiché il trasferimento della sede legale non è un fatto di scarsa
importanza, ma è un fatto rilevante, probabilmente ci sono compensazioni che, però, io
non ho compreso e che vorrei fossero chiarite nella replica.
Dunque ci sono ancora molti aspetti che vanno ulteriormente verificati ed approfonditi
in Commissione.
Chiedo al Sindaco, se pure il Consiglio possa essere un Consiglio dimezzato, che si
avvii un tavolo… Basta così? In effetti, basta vedere l'attuale interesse del Consiglio su
un tema così importante! E' un po' sconcertante, ma non importa.
Chiedo, quindi, di poter iniziare a comprendere a sufficienza l'aspetto societario e i
livelli di efficienza che avrà questa società, perché, a parte lo spot del Consigliere
Domenico Gallo "acqua migliore per tutti", si pone un punto importante, quello di
capire quali benefici l'aggregazione porti alle tariffe e ai consumatori. Ovviamente, è un
dato che non è possibile sapere oggi, perché bisognerà prima fare degli
approfondimenti. Chiedo, allora, al Sindaco e al Vicesindaco (che ci ha esposto questa
puntuale relazione) che si avvii un tavolo comune, nel quale sia coinvolto anche il
Consiglio Comunale, perché il fatto di leggere continuamente alcune affermazioni sui
giornali, a volte, ci disorienta e, molto spesso, ci fa sentire non coinvolti su una tematica
che dev'essere di massimo coinvolgimento.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cantore.

CANTORE Daniele
La scorsa settimana ci siamo confrontati sul fallimento del rapporto con HERA e sulla
preoccupazione che Enìa facesse un accordo con HERA lasciando fuori IRIDE (mi pare
che una delle preoccupazioni fosse questa). Questo fatto non è avvenuto e non possiamo
che plaudire, nel senso che la preoccupazione di essere tagliati fuori da un'ipotesi di
accordo e di fusione è stata superata ed abbiamo stipulato l'accordo con Enìa.
Come hanno già anticipato alcuni Colleghi, non si tratta dell'accordo che si sarebbe
potuto stipulare con HERA, ma è comunque un accordo che mette sul piano industriale
e finanziario e all'onor del mondo questo nuovo raggruppamento o, meglio, lo rafforza,
soprattutto sul piano territoriale del Nord Ovest ed anche - potremmo dire - con qualche
propensione verso il Nord Est (poiché non esistono molte altre società che hanno questa
potenzialità). Ritengo questo fatto positivo.
Rimangono, però, Vicesindaco (anche se non so se mi risponderà lei o se mi risponderà
il Sindaco) tre domande, che cerco di esporre brevemente e banalmente, perché
dobbiamo spiegare in modo chiaro ai nostri cittadini che non si tratta di una mera
operazione di capitalismo pubblico, come ha detto un mio Collega di Genova. Non
credo che sia così. Mi auguro che non sia così e, perché non sia così, in questi giorni -
non certamente stasera - dobbiamo capire (e ringrazio per la comunicazione che,
peraltro, a fronte di questo accordo, era dovuta) quali saranno i criteri per la governance,
quale sarà il piano industriale che riguarda IRIDE ed Enìa e quale sarà il ruolo delle
varie città.
Oggi si potrebbe dire che Torino non ne esce male: anzi, ne esce bene, a differenza di
altre fusioni o incorporazioni.
In questo caso, però, c'è ancora un punto interrogativo.
Mi permetta, Vicesindaco, di fare il paragone con le banche: la fusione Intesa-Sanpaolo
è stata una grande fusione sul piano nazionale ed internazionale, ma io la ritengo una
parziale, se non totale, presa in giro per i cittadini torinesi, che ne hanno avuto pochi
benefici.
Naturalmente, questa è un'opinione personale.
Questo è un Settore ancora più delicato o egualmente delicato. I nostri concittadini
vorrebbero capire - mi permetto di usare ancora il condizionale - se, al di là di
un'operazione che riteniamo positiva sul piano finanziario e industriale, e che mette una
società in concorrenza con altre, vi sia una ricaduta positiva sulle tasche dei cittadini;
uso questo termine perché, purtroppo, stiamo attraversando un periodo nel quale queste
tasche, appunto, sono molto impoverite.
Chiaramente, se l'operazione comporta anche una diminuzione delle tariffe e un
miglioramento del servizio, essa può dirsi compiuta; però, per comprenderlo, abbiamo
veramente bisogno che, durante questo mese - mi pare - da lei delineato come percorso,
vi sia una forte interlocuzione fra il management e la Giunta e fra quest'ultima ed il
Consiglio Comunale.
La domanda del Consigliere Carossa, in merito a che cosa ne sarà di AMIAT, mi pare
più che fondata, ma mi sembra - non voglio esprimermi - che esista risposta; infatti, in
una multiutility di questa dimensione, che fa energia e ambiente, con l'ambiente che
viene dedicato ad Enìa, verrebbe quasi spontaneo affermare che, di fatto, questa fusione
metta fuori campo AMIAT, nel senso che non ce ne facciamo nulla.
Probabilmente, poi, non sarà così, ma penso che sia pure importante chiarirlo, perché il
dubbio non è solo del Consigliere Carossa, ma anche del sottoscritto, e in questi due
giorni l'abbiamo sentito pure da parte di molti interlocutori, poiché, se rimane la
divisione presentata dal Vicesindaco (cioè di mercato a Genova, di energia a Torino e di
ambiente a Reggio Emilia, Parma o Piacenza), è ovvio che nasca questa domanda - che
magari è priva di senso - ed Enìa, in realtà, possa fare un lavoro di concerto con
AMIAT.
Tuttavia, la domanda diventa altresì una riflessione su che cosa succeda di AMIAT, e
penso che questo sia un altro elemento importante, oltre a quello - come ho detto prima
- dei livelli tariffari e della qualità del servizio, ma ce la siamo posta in ogni situazione
simile, Vicesindaco - questo non l'ha detto -, anche riguardo ai livelli occupazionali,
rispetto ai quali, perlomeno stando alla sua relazione, sembra che non vi saranno
ricadute negative, tuttavia, penso che questa sarebbe un'ulteriore verifica da svolgere.
Infine, vorremmo capire - forse è presto, ci dirà lei quando - che cosa succeda a
proposito dei livelli occupazionali, poiché si tratta di un'altra domanda importante, dal
momento che, pure in passato, prima abbiamo sentito delle cose (come nel caso di
Intesa-Sanpaolo, ad esempio) e poi se ne sono avverate altre.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
Ringrazio il Vicesindaco anche per aver finalmente portato qualche informazione
all'Aula, in merito ad una partita sulla quale tutti noi avremmo avuto molto da dire fin
dal principio.
Non posso fare a meno di ribadire, infatti, un certo disappunto, una certa
disapprovazione rispetto al modo con il quale si è ritenuto di condurre questa trattativa,
che è stata appunto condotta senza ciò che ritenevo doveroso, ovvero un adeguato e
sufficiente coinvolgimento del Consiglio Comunale.
Nel suo intervento, lei ha elencato le tappe che, in particolare, negli ultimi giorni, hanno
portato a quest'accelerazione e in un certo modo alla soluzione del problema, e, in un
paio di occasioni, ha espresso soddisfazione per quanto capitato finora; tuttavia, tengo a
sottolineare che la soddisfazione da lei espressa è di Giunta, perché non può essere di
Consiglio Comunale e, di conseguenza, non può essere di quei cittadini torinesi, i quali
credono che IRIDE sia anche un po' loro.
Continuo a ritenere che, fin dal principio, abbiate tralasciato, dimenticato e scavalcato il
ruolo fondamentale di un'Amministrazione pubblica, ovvero quello della
determinazione delle linee d'indirizzo di un potere esecutivo; anche nel momento in cui
dovessimo trovarci d'accordo con voi e soddisfatti, riterremo sempre e comunque che
sarebbe stato doveroso, da parte vostra, domandarci quanto meno un'opinione, perché,
purtroppo, che vi piaccia o no, non rappresentiamo soltanto noi stessi, ma anche una
parte - pure consistente - di opinione pubblica e di elettorato.
Ritengo che, oltre a questo, non ci si possa dire nemmeno particolarmente soddisfatti di
una trattativa che, finora, ha avuto simile esito; infatti, signor Vicesindaco, mi riferisco
a quando lei ha sottolineato gli aspetti simbolici dell'operazione e le vengo dietro, nel
senso che, a mia volta, credo nell'importanza dei valori simbolici anche di operazioni di
economia, di finanza e di industria, ma non posso che prendere atto, con dolore, che la
futura sede legale di ciò che sarà, verrà spostata a Parma, quindi, dal punto di vista
simbolico, questo sarà un primo passo verso l'allontanamento della nostra città dal
controllo di qualcosa che è della nostra città.
Restano ferme, poi, le preoccupazioni in merito a ciò che sarà del servizio, delle tariffe
e, soprattutto, dell'occupazione.
È lo stesso argomento; potremmo sbobinare gli interventi miei e anche quelli dei
Colleghi che mi hanno preceduto, in occasione del dibattito sulla fusione GTT-ATM,
ma credo che lei abbia preso l'abitudine di essere mandato un po' (magari, nemmeno
troppo con piacere) allo sbaraglio e a prendersi poi le critiche da parte dell'opposizione,
perché, ad ogni dibattito che avviene in quest'Aula, riguardo e in merito a queste
operazioni, dimentica di segnalare quali saranno le ricadute sull'occupazione, se ce ne
saranno o se ne siate almeno a conoscenza.
Non dimentichiamo che, dietro a migliaia di occupati, dipendenti, lavoratori, vi sono
almeno altrettante famiglie e che queste, come tutti i torinesi, chiedono semplicemente
un adeguato livello di qualità del servizio.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
(Intervento fuori microfono).

RAVELLO Roberto Sergio
Mi fa piacere sentirglielo dire e spero che lei possa anche spiegarmi perché non vi
saranno problemi, da questo punto di vista.
Però, deve fornirci qualche elemento, altrimenti per noi è facile criticarla o, comunque,
segnalarle che qualche aspetto non è stato trattato; lo riteniamo prioritario, perché,
mentre parlava, pensavo che, solo pochi giorni fa, siamo venuti a conoscenza di un
rimpallo di responsabilità fra ATC e IRIDE, per un semplice quanto banale fatto
occorso in città: alcuni inquilini di alcuni stabili, situati nel quartiere conosciuto come
"le Vallette", lamentavano di avere freddo e chiedevano semplicemente che qualcuno
accendesse i loro riscaldamenti; ebbene, da una parte, IRIDE scaricava la propria
responsabilità su ATC, dall'altra, il nostro caro e comune amico, Giorgio Ardito,
Presidente dell'ATC, scaricava le proprie responsabilità su IRIDE.
Sta di fatto che, fintantoché non si è elevata la temperatura, finché le condizioni
meteorologiche non sono migliorate, proprio in questi giorni, questi cittadini hanno
avuto freddo.
Quindi, senza voler banalizzare, la prego di prendere questo paragone per quello che
effettivamente intende essere, ovvero, un riferimento, uno spunto - sentito e sofferto -
affinché quest'operazione porti ciò che la gente vuole: un adeguato mantenimento di
livelli di decenza nel servizio che dev'essere prestato alla cittadinanza, prima di tutto!
Speriamo che, nei prossimi passaggi e, soprattutto, nell'illustrazione del piano
industriale (che riteniamo, comunque, un'altra tappa fondamentale in questo percorso),
ci si possa tranquillizzare quantomeno da questo punto di vista.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cerutti.

CERUTTI Monica
Ringrazio il Vicesindaco per le comunicazioni; credo che fosse un passaggio dovuto e
che, forse, l'Aula non stia attribuendo la dovuta attenzione ad un argomento tanto
importante, rispetto al quale penso sia giusto intervengano tutti.
In questo senso, spero che, nelle prossime settimane, potremo effettivamente
approfondire la bontà di questa aggregazione, anche perché i tempi riferiti dal
Vicesindaco sono molto stretti, in quanto mi pare che si vorrebbe chiudere l'operazione,
se sarà valutata positivamente, entro il mese di dicembre, e siamo già a metà ottobre.
Per quanto riguarda una valutazione di carattere generale, sicuramente, se prima i
soggetti erano tre, adesso sono due e, quindi, questo si potrebbe definire un accordo di
minima che, però, ha la bontà di aver sbloccato la situazione, perché, così come
avevamo detto nella scorsa seduta consiliare, se si fosse continuato a rimandare e,
dunque, a mantenere un'incertezza sul probabile futuro di IRIDE, ciò non avrebbe fatto
altro che danneggiarla.
Però, aggirando l'impasse determinata da HERA, si acquisisce una posizione di forza
sull'Emilia Romagna; in questo senso, credo che tale accordo sia positivo, quindi, non
mi resta che dire quanto già detto, in parte, dai Colleghi che mi hanno preceduta.
I settori interessati sono l'energia, il gas, l'acqua e i rifiuti, perciò è naturale che tutti si
pongano questa domanda circa la questione rifiuti ed al modo in cui potrebbe essere
interessata AMIAT rispetto a questo tipo di accordo, anche perché il tema dello
sviluppo dei servizi pubblici locali è molto importante e, com'è già stato detto, elemento
di sviluppo.
Poi, in merito a quanto affermato dal Vicesindaco rispetto al fatto che non si tratti di una
fusione finanziaria, bensì industriale, e che in questo senso debba essere valutata,
desidero unirmi ai Colleghi per sapere, a mia volta (anche se la questione non sarà
risolta adesso), quali potranno essere le ripercussioni sul fronte dell'occupazione, delle
tariffe e della qualità del servizio.
Inoltre, avendo appreso che il prossimo Consiglio d'Amministrazione sarà costituito da
12 componenti, ritengo che la nostra attenzione sarà sicuramente volta a non far
aumentare il numero delle poltrone, poiché spesso, in queste aggregazioni, anziché
razionalizzare, si aumentano i posti, mentre varrebbe forse la pena di pensare ad una
razionalizzazione che in qualche modo non li incrementi.
Quindi, adesso, vi è questa valutazione di 12 componenti, ma bisognerà poi capire...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Dimezzare? Bene! Possiamo unirci, allora,
nel senso che la questione è di non aumentarli.
Infine, chiedo conferma di una notizia apparsa sui giornali, rispetto alla quale il
Vicesindaco non ha fatto alcun riferimento, e, precisamente, vorrei sapere se sia vero
che vi sarà un Patto di Sindacato, della durata di tre anni, per controllare il 51% di parte
pubblica; siccome si è tanto discusso sulla questione del controllo pubblico, se così
fosse, cioè se davvero avremo questo 51% per tre anni, ci dichiariamo soddisfatti e
vorremo poi comprendere, però, quale possa essere nel futuro, mentre, se ciò fosse
smentito dal Sindaco, vorrei capire se vi siano in campo altri indirizzi.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Signor Vicesindaco, per l'ennesima volta, solo attraverso una richiesta di comunicazioni
l'abbiamo quasi costretta, fra virgolette, a parlare di un argomento tanto importante,
poiché, probabilmente, senza di essa avremmo dovuto continuare ad acquisire tutte le
informazioni tramite i giornali.
Ebbene, sarò anche ripetitivo, ma, rispetto a quanto abbiamo detto o è già stato detto
negli interventi precedenti a proposito della fusione GTT-ATM, la mia unica
preoccupazione non è tanto quella di capire quali siano state le mosse, in questo
"Risiko" societario che si sta compiendo, o di quanti membri sarà composto il Consiglio
d'Amministrazione (a questo proposito, non so se quella del Consigliere Cerutti abbia
voluto essere una provocazione, ma sicuramente non la considero tanto ingenua, dal
punto di vista politico, da non sapere il motivo per cui sia stato individuato quel numero
di membri nel Consiglio d'Amministrazione, poiché tutti sappiamo - e non dobbiamo
meravigliarci - che da due società se ne fa una sola, e, d'altronde, non vorrà certo che
troppa gente rimanga fuori dai giochi o non abbia più neppure una poltroncina sulla
quale sedersi!), quanto, semmai, come ho già detto in diverse occasioni, quello che
accade a valle di queste fusioni, di questi accordi societari, per i cittadini.
Quindi, come molti hanno già detto, vorrei sapere se migliorerà il servizio e se si
ridurranno le tariffe, e, soprattutto, vorrei precisare che non ci accontentiamo delle sue
rassicurazioni verbali, espresse velocemente in quest'Aula (quando, appunto, en
passant, ci ha assicurato che così sarà), ma vogliamo capire se e in che modo una
società, che opererà praticamente in regime monopolistico, a valle di questa fusione, sul
territorio torinese specialmente, potrà garantire un miglioramento della qualità del
servizio e una riduzione delle tariffe.
Se è vero che, come ha detto il Consigliere Goffi, "...in economia, piccolo non è bello, e
grande è meglio, perché si possono conseguire economie di scala", mi domando tuttavia
per quale motivo - e, su questo, vogliamo delle assicurazioni -, quando una società
diventa troppo grande e addirittura quasi l'unica sul territorio, dovrebbe ridurre le tariffe
o migliorare il servizio, pur restando, di fatto, l'unica operatrice.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Zanolini.

ZANOLINI Carlo
Ringrazio il Vicesindaco delle precisazioni che ha esposto all'Aula e che ci hanno
chiarito meglio la situazione di queste aziende che dovranno unificarsi.
La mia è una considerazione di tipo filosofico, fra virgolette, perché, mentre la Giunta
ha ben chiaro anche il percorso economico, probabilmente, perché può usufruire di
consulenze e professionalità in grado di fornirle delle indicazioni, a noi Consiglieri
questo supporto tecnico manca.
Quindi, accolgo con favore la proposta del Consigliere Goffi di istituire un tavolo nel
quale proseguire la discussione, però, come Consiglieri Comunali, dovremmo avere
anche dei supporti di tipo tecnico ed economico, soprattutto alla luce di questi ultimi
avvenimenti di crisi che si sono verificati e si stanno verificando nel mondo.
I dubbi sono tantissimi; ad esempio, mi domando se, per un Comune, sia utile avere una
partecipazione del 51%, oppure se, in questa particolare situazione, non sarebbe meglio
avere meno del 51%, perché, fino a venti giorni fa, molti erano convinti che potesse
essere utile possedere meno del 51%, in quanto ciò avrebbe permesso all'Ente
Comunale di fare cassa, ma, a fronte di un simile disastro economico, mi domando se
attualmente sia ancora giusto ragionare in questi termini.
Su questo, noi dovremmo votare e avvalorare l'operato della Giunta; quindi, mi auguro
che il dibattito prosegua, con la possibilità di audire anche economisti che ci possano
dire quale sia la situazione migliore.
È stato detto che "grande è più bello di piccolo", ma, in questa particolare situazione
economica, non sarà forse meglio il contrario?
Ebbene, è su queste strategie, per noi - perlomeno per me - troppo ad alto livello, che
non abbiamo le idee chiare. Pertanto, mi farebbe piacere - e penso che molti Consiglieri
possano condividere questa mia idea - avere delle dritte, soprattutto da esperti
economici che non abbiano una visione solo unilaterale o supercapitalistica o
superstatalista, ma che ci possano fornire supporti di tipo tecnico, concettuale,
economisti in grado di fornirci idee nuove e innovative, proprio alla luce di questi ultimi
avvenimenti economici.
Quindi, non potendo esprimere un giudizio e facendo parte della maggioranza, devo
fidarmi della Giunta, però, vorrei avere qualche elemento in più, perché, quando si tratta
di votare, anche la nostra responsabilità è abbastanza importante.
Si tratta, perciò, di un dibattito che vorrei portare in Consiglio Comunale, sebbene
alcuni suoi aspetti siano già stati accennati dal Consigliere Gallo. Giustamente, loro
vedono meglio una partecipazione pubblica del 51% anziché meno, mentre altri, come
ad esempio il Sindaco, vedono di buon occhio una partecipazione meno importante.
Molti credono che, aumentando la dimensione dell'azienda, le cose funzionino meglio,
mentre alcuni pensano che, aumentando le dimensioni, l'occupazione diminuisca - ma
io non credo, perché, se si aumentano le dimensioni di un'azienda, questa è competitiva
a livello nazionale ed europeo, quindi, l'occupazione non può far altro che aumentare -;
insomma, vorrei disporre di ulteriori elementi per poter esprimere dei giudizi, quando si
tratterà di votare.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Bonino.

BONINO Gian Luigi
Innanzitutto, vorrei ringraziare il Vicesindaco per la sua esposizione, poi, dico che
questa è la prima volta - credo -, nel nostro Paese, che vi è un'operazione simile, in cui
cioè due società, che si occupano di energia, si mettono assieme e creano un polo più
ampio.
Quindi, penso che sia un'operazione di grande importanza, assolutamente da non
sottovalutare, e mi auguro che avvenga realmente quanto detto dal Sindaco (perlomeno,
stando a quanto ho avuto modo di leggere sui giornali), ossia che vi è la possibilità di
allargare ad altri soggetti, non soltanto italiani, ma anche stranieri.
È un percorso estremamente interessante, che vuole vedere in modo moderno la storia
delle ex municipalizzate, portandole ad un livello non soltanto nazionale, ma anche
europeo, e credo che in quest'ottica ci sia da lavorare e da andare avanti, ovviamente,
con le dovute attenzioni.
Non sono assolutamente fra coloro i quali si preoccupano del 51% o meno, tuttavia
ritengo rilevante, per l'Ente Pubblico, mantenere il potere d'indirizzo e anche che
questo rappresenti l'obiettivo da tenere presente; d'altronde, le aziende si possono
benissimo governare pure con percentuali inferiori al 51%, poi, se per un paio d'anni si
terrà fisso questo 51%, ben venga!
Le altre raccomandazioni, signor Sindaco - ma penso che, poi, potremo avere ulteriori
informazioni, magari, con un dibattito in Aula -, riguardano il livello occupazionale, che
ovviamente va garantito e mantenuto, pur traghettando queste società a una dimensione
maggiore, senza impoverire il nostro territorio.
Ci tengo a precisarlo sempre, quando parlo di quest'argomento, e la mia non è affatto
un'osservazione campanilistica, poiché credo che, soprattutto quando si vada verso
fusioni simili, tanto importanti, anche il territorio su cui amministriamo non debba
impoverirsi, cioè, Torino deve comunque mantenere un ruolo preminente, ma non sotto
l'aspetto campanilistico, bensì sotto un profilo di sviluppo che sia pure attento alle
esigenze, soprattutto, degli utenti.
Se questi sono gli obiettivi, penso che, con queste operazioni, saremo veramente
all'avanguardia nel nostro Paese.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Mi limito solamente a dichiarare una soddisfazione in ordine all'evoluzione che
abbiamo ascoltato questa sera.
Soltanto la settimana scorsa, avevo sentito molti Consiglieri avanzare preoccupazioni e
descrivere scenari dei più grigi e foschi; invece, oggi, in quest'Aula, il Sindaco ci
riferisce che quella paventata chiusura di ogni ipotesi di fusione ha avuto una prima
positiva soluzione.
Mi auguro che a questa prima positiva soluzione ne seguano altre e che, quindi, come
abbiamo ascoltato stasera, essendo rimasto aperto il tavolo di trattativa con la terza
società, in futuro possa vedere ulteriormente crescere questa multiutility e, dunque,
questo soggetto economico di servizi.
Infine, come ho avuto già occasione di fare la settimana scorsa, esprimo apprezzamento
per l'opera del management e di tutti coloro i quali hanno contribuito alla realizzazione
di quest'accordo; pertanto, credo che esistano tutte le condizioni perché, anche dal
punto di vista delle partecipazioni azionarie e delle aziende, l'Amministrazione possa
concorrere allo sviluppo della nostra città.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Sindaco, per la replica.

SINDACO
Innanzitutto, ringrazio il Vicesindaco per aver fatto le comunicazioni con grande
precisione e puntualità; poi, mi pare di poter prendere atto che vi sia anche un indirizzo,
una valutazione sostanzialmente incoraggiante ad affrontare i passi successivi per
completare la trattativa.
Quindi, non devo dare spiegazioni generali, ma cercherò solamente di fornire qualche
risposta puntuale.
Devo dire che, se c'è una questione nella quale abbiano trattato esclusivamente i
manager, è proprio questa. Poi, il fatto che gli azionisti abbiano concorso a creare degli
ambienti più o meno favorevoli alla trattativa, ebbene, questo è possibile; però, se siamo
riusciti ad arrivare ad una svolta simile, in modo peraltro abbastanza improvviso ed
imprevisto, ciò è dovuto evidentemente al fatto che complessivamente abbiamo creato
un buon clima per i negoziatori.
Poi, rispetto al fatto che possa aver pesato più l'una che l'altra (ossia, Genova o Torino),
penso che il leader della sua compagine di Governo risponderebbe con un adagio di
memoria del Ventennio; invece, molto più semplicemente, posso dire che chi ha trattato
sa esattamente chi abbia influito, e questa è la cosa più importante.
Invece, sempre su questo punto, ci tengo a ringraziare, in quest'Aula di Consiglio, i
nostri manager, poiché ritengo che siano stati molto abili a creare le opportunità che si
sono create, forse anche - e dico "forse", perché non ho elementi per affermarlo con
certezza - nello sventare il rischio che si creasse la situazione esattamente opposta,
poiché, probabilmente, quando si è creato lo stallo di cui ha parlato prima il
Vicesindaco, esisteva realmente il rischio che si potesse creare una situazione di
esclusione di Torino e di Genova a favore di un accordo emiliano-romagnolo, quindi,
sono stati abili anche nella negoziazione, nella flessibilità, creando invece le condizioni
per arrivare dove si è arrivati.
Poi, per quanto riguarda la situazione dal punto di vista degli assetti societari, si
prefigura analoga a quella che si sarebbe prefigurata a tre, cioè nello Statuto non vi sarà
alcun vincolo al 51% (quindi, nessun vincolo statutario), bensì un Patto di Sindacato a
scadenza (come tutti i Patti di Sindacato), che prevedrà che gli azionisti del Patto Enìa e
gli azionisti FSU abbiano il 51%, ma, in realtà, sarà anche leggermente superiore.
Perciò, alla scadenza del Patto, si ridiscuterà e ognuno dirà la sua. Personalmente, come
pure alcuni dei Consiglieri intervenuti in quest'Aula, sono convinto - e non da ora - che
sia assurdo - e mi stupisce che siano forze di sinistra a farlo - tenere immobilizzate
risorse che potrebbero essere utilizzate da altre parti, molto più proficuamente, sul piano
sociale, quando il controllo - mi riferisco a quello pubblico, ovviamente - di una società
di quella natura - e, più si allarga, più ciò che dico è possibile - può essere fatto con altri
mezzi; comunque, queste sono valutazioni che hanno poca importanza rispetto ad una
situazione che è esattamente quella che ho spiegato.
Poi, per rispondere al Consigliere Lonero rispetto al Consiglio d'Amministrazione,
bisogna tener conto del fatto che, non facendo il duale, vi è una riduzione significativa e
marcata di posti, fra virgolette, perché IRIDE, come sapete, ha un Consiglio
d'Amministrazione di 12 persone. Perciò, se la nuova quotata è di 12, calcolando che
Enìa ne abbia 4, come presumo, certamente vi sarà una qualche riduzione, che, quindi,
va nella direzione opposta, e credo ciò possa essere apprezzato anche dal Gruppo Italia
dei Valori, sebbene non si sia pronunciato.
Per quanto riguarda rifiuti e - aggiungo - acqua, fra loro non vi è attualmente alcun
rapporto, da nessun punto di vista.
Credo - mi rivolgo al Consiglio - che occorra cominciare ad approfondire e ad
interrogarsi sul fatto se ci convenga, o meno, mantenere questa situazione di
separazione, perché, nel momento in cui si crea un soggetto con quel mercato (di cui
parlava anche il Consigliere Cerutti), in una parte importante dell'Emilia Romagna e
così via, dobbiamo veramente chiederci se ci convenga mantenere separate le due
Società di acqua e rifiuti, oppure no.
Questa è una riflessione da fare; allo stato attuale, non esiste vincolo alcuno, però, mi
sembra un tema sul quale valga la pena discutere.
Per quanto riguarda le compensazioni, bisogna che ci chiariamo, sulla sede legale,
perché, o vale sempre - e, in tal caso, dovremmo gridare vittoria, visto che la sede di
Banca Intesa-Sanpaolo è a Torino -, ma mi pare di capire, dal suo sorriso sarcastico, che
non sia così... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Quindi, vale anche viceversa,
soprattutto in considerazione... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se lo vogliono
fare, quello lo possono anche fare; del resto, costruiscono le cooperative lì...
Invece, se la questione non ha il valore che lei dava, è ampiamente compensato dal fatto
che la Società Energia, in termini di fatturato, di valore della produzione e di
occupazione, è di gran lunga la più forte del gruppo, anche perché, come ha detto il
Vicesindaco, nel riscaldamento e nell'energia stessa assorbe altre quote di produzione e,
quindi, la compensazione sta, anzitutto ed essenzialmente, in questa, oltreché nella
necessità, poi, di una certa flessibilità, ad un certo punto, nel momento in cui bisogna
trovare un accordo, altrimenti, non si riesce a concluderlo.
Per quanto concerne la questione delle ricadute, io stesso ho detto in un'intervista
televisiva che lavoriamo proprio per questo, e le fusioni vengono fatte proprio per
aumentare la massa, per così dire, che consente di razionalizzare, di fare risparmi, per
finalizzarli in tre direzioni: riduzione delle tariffe, aumento degli investimenti e, magari,
anche dei dividendi. Infatti, noi siamo sia shareholder, sia stakeholder; pertanto, come
shareholder, certamente il dividendo non ci riesce sgradito, e come stakeholder ci
interessano molto i cittadini, le tariffe e i consumatori, ma anche gli investimenti e,
quindi, l'occupazione.
Per quanto riguarda gli effetti sull'occupazione, è una somma che dipende dal rapporto
fra razionalizzazioni che si riusciranno a realizzare e investimenti occupazionali dei
nuovi investimenti. Noi lavoriamo e, ovviamente, l'Azienda lavorerà perché questa sia
una somma positiva, cioè, in modo che gli investimenti siano tali da creare nuovo valore
e nuova occupazione, in grado di assorbire, più che proporzionalmente, gli effetti di
eventuali razionalizzazioni, che, come avete potuto vedere da questi primi tre anni di
IRIDE, non hanno prodotto alcuno sconquasso sociale, anzi, hanno proceduto con una
cautela tale da consentire di raggiungere dei risultati, senza creare alcun problema - così
mi pare -, perlomeno nella realtà torinese, dal punto di vista sindacale.
Infine, devo dire al Consigliere Lonero, il quale ha parlato della concorrenza, che sono
d'accordo, in linea di principio, ma il problema è che la concorrenza c'è già, perché, a
Torino, l'aggancio sulla fornitura, com'è noto, è un mercato già liberalizzato, nel
cosiddetto "ultimo miglio". Il problema è che i competitori sono ancora troppo pochi,
perciò, da parte nostra, possiamo solamente creare un soggetto che sia in grado di essere
più competitivo, non solo a Torino, ma anche da altre parti. Se altri faranno altrettanto,
ci sarà più concorrenza anche a Torino; però, non possiamo fare tutto noi, perché non
possiamo certamente rafforzare l'Azienda e contemporaneamente farci concorrenza.
Comunque, non si preoccupi, perché saranno altri a pensarci; noi, invece, dobbiamo
pensare ad attrezzarci per non perdere fette di mercato e, semmai, per conquistarne.
Mi pare di aver fornito tutte le risposte; ad ogni modo, il lavoro che sarà portato avanti
dal tavolo che è stato richiesto, che credo sia la Commissione, integrata con tutti i
tecnici e, soprattutto, i manager (che, sicuramente, saranno ben lieti di partecipare alla
discussione), senz'altro permetterà ulteriori approfondimenti.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Le comunicazioni sono concluse.
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