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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 6 Ottobre 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 3
INTERPELLANZA 2008-04601
"IL BANDO PER IL BIKE SHARING E' UN FLOP TUTTO TORINESE?" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE GIUSEPPE LONERO IN DATA 16 LUGLIO 2008.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200804601/02, presentata in data
16 luglio 2008, avente per oggetto:
"Il bando per il bike sharing è un flop tutto torinese?"

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Mangone.

MANGONE Domenico (Assessore)
Mi auguro che non possa essere definito un flop il bike sharing a Torino, perché ci
stiamo lavorando. Nella premessa dell'interpellanza il Consigliere Lonero sostiene che
inizialmente il Comune di Torino stava lavorando con altri Comuni della zona Ovest a
questo progetto, ma non è propriamente così, perché abbiamo ragionato con i Comuni
facenti parte del Patto Territoriale Zona Ovest di Torino, tenendo sempre una posizione
molto chiara e dicendo loro che non era possibile fare un ragionamento unico tra Torino
e i Comuni della zona Ovest, perché, secondo il mio modesto punto di vista, questo
avrebbe pregiudicato il bike sharing a Torino.
Nel marzo 2008, abbiamo emesso un bando, che, come il Consigliere sa, è andato
deserto.
Non è un dato che mi conforta, ma questo problema ha riguardato anche altre grandi
città italiane: a Milano, per esempio, il bando è andato deserto per ben due volte, mentre
la terza volta, attraverso l'Azienda pubblica dei Trasporti Milanese e una trattativa
privata, si è arrivati ad affidare il servizio, che, però, fino a 20 giorni fa, era bloccato dal
TAR. Ad oggi, non so se Milano sia uscita o meno da questa situazione.
È un servizio che nelle grandi città italiane, ad oggi (almeno nell'estensione che
volevamo impostare sia noi, che Milano), non esiste.
Inizialmente, avevamo pensato a 116 stazioni per 1.116 biciclette e con
un'impostazione completamente diversa dal bike sharing del Patto Territoriale Zona
Ovest. Sono intervenuto all'inaugurazione, perché mi ha fatto molto piacere che si
avviasse questo servizio che ritengo importante, ma loro hanno impostato un bike
sharing che traguarda da qui ad un anno e mezzo o due anni circa (nel senso che i
finanziamenti da parte della Provincia, comprensivi della gestione, non arrivano oltre i
due anni) e, francamente, non mi sono sentito di impostare un bike sharing partendo da
questi presupposti.
I miei presupposti erano e restano diversi, nel senso che, oggi, disponiamo di circa due
milioni di Euro (di cui trecentomila Euro della Città di Torino), ma, per quanto riguarda
questo servizio, non conta tanto la costruzione delle stazioni, bensì la gestione. Al
Consigliere non sfuggirà che se la gestione non è sufficiente e non avviene con modalità
che tengano conto che è un servizio che viene utilizzato da più persone (perché la stessa
bicicletta viene utilizzata da più utenti), si rischia di avere nelle stazioni delle biciclette
che non funzionano.
Avevamo pensato di investire i fondi che abbiamo a disposizione (circa due milioni di
Euro) e finanziare la gestione attraverso la concessione degli spazi pubblicitari. Nel
primo bando avevamo previsto due metri quadrati per ogni stazione, ma è andato
deserto.
Per quanto riguarda il Patto Territoriale Zona Ovest, ho sempre detto che, proprio
partendo dal presupposto che la gestione è condizione necessaria per il funzionamento
del servizio e che il nostro primo traguardo era quello di servire la zona centrale della
città di Torino (la ZTL ambientale), sotto l'aspetto della gestione, avrebbe aggravato i
costi fare un ragionamento unico con i Comuni di Collegno e Venaria.
Infatti, quel servizio funziona se, nel momento in cui una stazione è stracolma di bici e
un'altra è vuota, c'è un mezzo che prende le bici dalla stazione stracolma e le porta
nella stazione vuota. È evidente che gestire il servizio da Collegno a Porta Nuova o da
Venaria a Piazza San Carlo avrebbe aggravato notevolmente i costi; inoltre, avrebbe
vanificato i benefici di carattere ambientale che rappresentano il vero scopo di questo
servizio.
In tutte le riunioni, ho sempre ripetuto che, siccome la Città di Torino aveva in mente di
espandere il bike sharing, avremmo potuto, in un secondo momento, avvicinarci a
quella zona con il nostro servizio. Cioè, durante la fase di realizzazione della seconda
tornata e, quindi, di avvicinamento a quelle città, avremmo potuto collegare i nostri
servizi, perché, a quel punto, gli spostamenti delle biciclette sarebbero stati brevi, non
vanificando gli effetti ambientali del bike sharing.
Il ragionamento impostato è sempre stato questo.
Oggi, stiamo predisponendo un nuovo bando, che ha come presupposto quello che
abbiamo individuato come il problema principale del precedente bando: il fatto che non
fosse economicamente vantaggioso per gli operatori, in quanto avevamo messo a
disposizione solo due metri quadrati per stazione per gli spazi pubblicitari. L'esperienza
milanese ci ha insegnato qualcosa, in maniera particolare la messa a disposizione di
spazi per la pubblicità (se non ricordo male, Milano ha aggiudicato circa 10 metri
quadrati), per cui prepareremo un nuovo bando, dopo l'approvazione della deliberazione
(credo di competenza del Consiglio Comunale), per le 116 stazioni, daremo i due
milioni di Euro come contributo e spazi pubblicitari maggiori rispetto ai due metri
quadrati che abbiamo inserito nel precedente bando, che è andato deserto.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Assessore, è limitativo dire che sono sconcertato dalla sua risposta. Il primo motivo del
mio sconcerto è che, evidentemente, lei dovrebbe controllare il suo timbro di voce;
perché, se è vero che in tutte le riunioni e in tutte le occasioni lei ha detto ai suoi
interlocutori che non sarebbe stato possibile fare un bando in comune con altre città,
nessuno l'ha ascoltata. Infatti, le notizie che mi sono state riferite sono diametralmente
opposte! Mi sono giunte notizie di una sua disponibilità alla collaborazione, a
predisporre dei bandi e dei percorsi comuni. Quindi, o lei parla e nessuno la ascolta,
oppure chi la ascolta ha qualche problema di udito, o, quanto meno, di interpretazione di
quello che dice.
Innanzitutto, quindi, lo sconcerto deriva dal fatto che non c'è una difformità di poco
conto, ma è una difformità netta tra le mie informazioni e la sua risposta a questa
interpellanza.
L'altro aspetto che mi lascia sconcertato è che lei ha detto che il bando è stato
pubblicato nel marzo 2008 e, pur essendo ad ottobre, non siamo ancora riusciti a
modificare nel bando il numero della superficie di spazi pubblicitari da mettere a
disposizione!
Lei ha detto che, probabilmente, il motivo che ha portato ad avere una gara deserta è
stata la scarsa disponibilità di superficie per gli spazi pubblicitari e che, magari, farete
riferimento all'esperienza di Milano, che ha messo a disposizione dieci metri quadrati.
Vorrei farle presente che per ripubblicare il bando e passare da due metri quadrati a
dieci metri quadrati sono trascorsi inutilmente sette mesi! Evidentemente, l'importanza
che l'Amministrazione dà a questo servizio non è prioritaria o fondamentale; a questo
punto, mi viene il sospetto che lei, Assessore, ritenga che la Città possa fare
tranquillamente a meno di questo servizio.
Soprattutto, Assessore, le ricordo che il bike sharing viene utilizzato maggiormente nei
periodi caldi, per cui attendendo da marzo ad ottobre, ormai la stagione calda è finita.
Quindi, forse sarebbe più opportuno aspettare la prossima stagione calda.
Ribadisco che, a mio parere, per lei il servizio non è di rilevanza particolarmente
importante e questo lo dovrebbe dire chiaramente a chi aspetta questo servizio con tanta
ansia.
L'ultimo aspetto che voglio sottolineare e che mi lascia veramente sconcertato è la sua
risposta all'ultima domanda: lei insiste, infatti, nel pubblicare un bando in cui mette a
gara spazi pubblicitari come remunerazione per il servizio di gestione. Non solo: vuole
anche dare un contributo di due milioni di Euro a chi prenderà in gestione il servizio.
Davvero lei pensa che, affidando tutto in concessione, così come è stato fatto in altri
luoghi non distanti come Milano, ma a qualche ventina di chilometri da Torino, questo
non si possa fare? Guarda caso, dove non è stata seguita la procedura che lei ha riferito,
da parte degli interessati la risposta c'è stata, il servizio è stato affidato e, già
quest'estate, funzionava.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Mangone, per una breve replica.

MANGONE Domenico (Assessore)
Consigliere Lonero, io ero presente all'inaugurazione, che si è svolta una settimana e
mezzo-due settimane fa, non di più: non so a quale servizio di bike sharing lei faccia
riferimento. Eravamo presenti io, l'Assessore De Ruggiero ed il Presidente del Patto: è
avvenuta due settimane fa, ad estate ormai terminata.
Indipendentemente da questo aspetto, sono intervenuto per ribadire, senza possibilità di
essere smentito, che, in tutte le riunioni alle quali ho partecipato, ho sempre fatto il
ragionamento che ho riferito in questo Consiglio, non altri. Non so, quindi, da dove lei
abbia preso le sue informazioni, ma sono comunque disponibile, in qualsiasi momento,
a confrontare la mia posizione con quella di chi le ha riferito tutto questo, perché -
ripeto - la mia posizione è stata sempre lineare, e non poteva essere altrimenti, per
ragioni finanziarie, per ragioni logistiche, per tutta una serie di ragioni che non hanno
consentito alla Città di Torino di realizzare quanto realizzato nella zona ovest, perché
quel tipo di infrastruttura non è assolutamente adeguato alla nostra città.
Personalmente, sono andato all'inaugurazione, ho visto e provato la bici, ho confrontato
il servizio con i servizi offerti nelle grandi città europee (che sono andato a provare) e
devo ribadire che quel tipo di servizio non è assolutamente adeguato ad una grande città
come Torino.
Dopodiché, Consigliere Lonero, lei svolge bene il suo ruolo e quindi, alla fine, deve fare
delle semplificazioni (e non è una lusinga la mia), ma guardi che passare da due metri a
dieci metri quadri di spazi pubblicitari, nella città di Torino, non è affatto un gioco da
ragazzi. Intanto, occorre precisare che la scadenza del bando non è marzo (perché
occorrono novanta giorni per partecipare), ma è maggio-giugno; inoltre, era necessario
capire quale fosse il motivo della scarsa partecipazione. In tutto il mondo, infatti, non ci
sono molti soggetti in grado di svolgere quel tipo di servizio: ce ne saranno 3-4 al
massimo.
Personalmente, non ho limitato la partecipazione alla gara a nessuno; a me interessa
avere un servizio che, nel periodo di concessione, funzioni e funzioni bene. Se siano
cooperative, multinazionali o privati, è un problema che non mi riguarda: l'unica cosa
che mi interessa è che il servizio funzioni bene.
Le città che hanno istituito il servizio di bike sharing sono poche (Parigi, Lione,
Barcellona) e le società, nel mondo, sono tre o quattro; in ogni caso, non è facile unire il
servizio di bike sharing agli spazi pubblicitari, non è facile trovare, in città, quasi 1200
metri quadrati di spazi pubblicitari nuovi.
Allora, speriamo di aver individuato il problema: non posso certo dire che abbiamo
capito tutto e che, con la prossima gara, il servizio sarà sicuramente aggiudicato, perché
non è così. Infatti, in Italia, Consigliere, non ci sono precedenti, e ricordo che noi non ci
siamo serviti di consulenti (come sarebbe stato facile fare), ma abbiamo fatto tutto "in
casa". È chiaro che sarebbe stato tutto più facile, se avessimo avuto la possibilità di
servirci di consulenti in grado di capire le condizioni migliori per addivenire ad un
accordo: per scelta, non lo abbiamo fatto, ma abbiamo fatto tutto da soli. Stiamo, quindi,
facendo un'esperienza che servirà a Torino e che, come Milano è servita a noi, servirà
ad altre città.
In ogni caso, quando istituiremo il servizio, è chiaro che questo dovrà durare il periodo
di concessione con la massima efficienza.
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