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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 29 Settembre 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 6
INTERPELLANZA 2008-04732
"TEMPI DI ATTESA PER BUONI TAXI AI DISABILI" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE CAROSSA IN DATA 21 LUGLIO 2008.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200804732/02, presentata in data 21 luglio 2008, avente per oggetto:
"Tempi di attesa per buoni taxi ai disabili"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Risponde l'Assessore Sestero.

SESTERO Maria Grazia (Assessore)
Su questa materia ho avuto modo, più volte, di esporre le problematiche in Commissione e, forse, anche in Consiglio rispondendo ad altre interpellanze.
La prima domanda dell'interpellanza riguarda i tempi per gli accertamenti di rito.
Per avere l'utilizzo del servizio di mobilità accessibile e personale e, quindi, per il Regolamento attuale dei buoni taxi, il cittadino deve sottoporsi ad un controllo che viene effettuato da una Commissione, che verifica l'impossibilità di salire su un mezzo che non sia a pianale ribassato e, quindi, di utilizzare i mezzi pubblici.
Con la Regione abbiamo valutato la possibilità di richiedere una documentazione, da parte del cittadino interessato, che potesse far superare questo passaggio, la Regione è addivenuta all'ipotesi - che noi non avevamo valutato - che la persona con difficoltà motorie, per quanto le ASL possano accertarlo, sia in possesso di una certificazione che riguarda anche questa difficoltà. Come il Consigliere sa, non si tratta soltanto di difficoltà motoria: ci deve essere un'ulteriore condizione, cioè l'impossibilità a salire sul mezzo pubblico. In molti casi, oggi, il cittadino si presenta con una documentazione medica dell'ASL pubblica, che è sufficiente. Nei casi in cui non si è in possesso di questa documentazione, il cittadino è sottoposto ad una visita per attestare la necessità che sia inserito tra gli utenti del servizio dei buoni taxi.
La convocazione della visita avviene sulla base dell'ordine cronologico di presentazione della domanda, con tre eccezioni: i minori (ai quali si è deciso di dare priorità), i casi particolarmente gravi (che esigono risposte non differibili, nel senso che, se queste persone dovessero aspettare troppo, potrebbero non essere più in condizione di avere necessità di tali buoni) e i casi segnalati dal Centro Recupero Funzionale.
In seguito all'ammissione al servizio, nascono difficoltà non tanto per i tempi della visita, quanto per il fatto che le persone ricevono, dal Comune, la comunicazione del loro inserimento in una lista di attesa. Con deliberazione del 22 gennaio 2008, abbiamo definito la formazione delle suddette liste e l'individuazione dei criteri di priorità per l'accesso al servizio. Perché una lista d'attesa? Perché l'importo delle risorse è stabile (in alcuni anni c'è qualcosa in più, ma, generalmente, si tratta di 3 milioni e mezzo di Euro all'anno), ma aumentano i cittadini che, non soltanto in riferimento alla Legge 104, ma anche per anzianità e per malattie gravi, fanno richiesta del servizio: si tratta di 3500 utenti che richiedono il servizio, con le risorse disponibili rispondiamo, forse, a 3200 utenti, a fronte di una domanda che, ormai, comprende altri 1000 cittadini che hanno ricevuto il riconoscimento e che sono in lista d'attesa (lista dalla quale, periodicamente, ricaviamo le priorità che dicevo prima - minori, gravissimi e segnalati - per inserirle nel servizio man a mano che ci siano trasferimenti, rinunce o, purtroppo, decessi.
Da questo punto di vista, da anni, stiamo cercando soluzioni organizzative diverse per poter rispondere a tutti e stiamo interloquendo con le associazioni rappresentative delle persone con disabilità motorie e con i ciechi: devo dire che è un processo molto difficile (abbiamo, infatti, avanzato alcune proposte che non sono state condivise dalle Associazioni dei disabili e che, quindi, abbiamo dovuto abbandonare).
È necessario, inoltre, rivedere il Regolamento (ma questa sarà materia del Consiglio), che, ormai, è molto datato e che necessita di una revisione, soprattutto nel caso in cui decidessimo di riorganizzare il servizio.
Circa i tempi per avere il servizio (la signora parla di otto mesi), devo dire che, purtroppo, talvolta, sono anche più lunghi.
Risponderò successivamente anche alla questione sulla chiusura dell'Ufficio.
Nella lettera che attesta che il cittadino ha diritto a questo servizio, il riferimento alle risorse finanziarie del Comune è stato inserito perché la stessa Legge n. 104 stabilisce che le città organizzino un servizio di trasporto accessibile compatibilmente con le risorse.
Credo di poter affermare che la Città di Torino è l'unica in Italia a fornire un servizio così consistente per la mobilità dei disabili; altre città hanno dovuto rinunciare o mettono a disposizione servizi parziali o occasionali. In questi momenti di difficoltà per quanto riguarda la spesa, l'incremento della domanda ci impone di rivedere il Regolamento. È in questo senso che ci stiamo muovendo e, ora, c'è qualche possibilità di poter procedere, attraverso un'intesa con le associazioni delle varie disabilità, allo studio di una nuova modalità per fornire il servizio, magari attraverso un servizio non più individuale, ma collettivo, che potrebbe permetterci di assorbire la lista d'attesa e di rispondere a tutti.
La graduatoria viene stilata seguendo un criterio cronologico. Nella deliberazione del 22 gennaio, abbiamo fissato, però, le priorità per l'accesso al servizio, che vengono stabilite dalla Commissione mista (che comprende noi e l'Assistenza), attraverso le valutazioni di un medico sull'emergenza della necessità di questo servizio (che può anche essere solo l'esigenza di frequentare la scuola o corsi di formazione, cioè situazioni che rappresentano strumenti e leve fondamentali per l'integrazione e la possibilità di inserirsi delle persone).
La questione dell'apertura dello sportello nel mese di agosto è materia di competenza dell'Assistenza; questo sportello di Via Palazzo di Città, che si occupa della raccolta delle domande, ha una chiusura programmata per garantire la continuità del servizio nell'arco dell'intero anno. Questo sportello assolve al compito di raccolta, in prima istanza, delle domande presentate e non attiva alcuna procedura di erogazione del servizio, che ha questo iter: la verifica della domanda e la necessità di un passaggio nella Commissione medica se non vi è documentazione.
Lo sportello trasmette all'ufficio "Buoni taxi" di Via San Marino n. 10 le istanze, a cui segue un'istruttoria, che è finalizzata alla predisposizione della lista di attesa, di cui si occupa la competente Commissione medica; quest'ultima, d'intesa con la Città, interrompe d'estate le attività di competenza, per garantirla durante i restanti mesi. L'ufficio "Buoni taxi" che si occupa del cosiddetto back office è un ufficio frontale, che risponde all'utenza (del quale, questo sportello, è parte integrante), è sempre aperto, è reperibile telefonicamente e non ha mai registrato alcuna chiusura e ne è stata data informazione a tutti i cittadini attraverso la comunicazione affissa sulla vetrina, nel disco telefonico preregistrato e sul sito Internet "Informa disAbile" del Comune di Torino.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Devo ammettere che lei, Assessore, usa una tattica non da poco, mi prende per stanchezza e, quindi, ce l'ha quasi fatta.
Ho presentato questa interpellanza perché (e non voglio fare polemiche sulla disabilità, perché non ho assolutamente questa intenzione e penso anche lei) è un argomento importante; che la Città di Torino sia fra le migliori in Italia mi può anche fare piacere, però, ritengo che, dato che questo servizio è riservato ai non vedenti o a persone con una disabilità molto grave (in questo caso più dell'80%), un Comune che si rispetti non dovrebbe far passare otto mesi per fornire una risposta ad una domanda che è più che legittima.
Queste persone non dovrebbero aspettare otto mesi per una risposta e non dovrebbero leggere, dopo 8 mesi, che sono stati inseriti nella lista d'attesa e che, non appena le risorse finanziarie del Comune lo consentiranno, la pratica potrà procedere. Ritengo che sia necessario sforzarsi per evitare questa situazione.
Spero che la mia interpellanza, anche se in minima parte, serva affinché si appronti questo nuovo Regolamento, ottimizzando i tempi di questi Uffici.
Giornalmente, ci rendiamo conto di quante migliaia di Euro si stanzino per consulenze (di cui si potrebbe benissimo fare a meno) attraverso deliberazioni e determine dirigenziali, per cui credo che un disabile possa ritenersi anche un po' offeso ricevendo una risposta simile. La motivazione di queste consulenze è sempre che non si sono trovate all'interno della macchina comunale le persone adatte, mentre ad un disabile si risponde dopo 8 mesi e dopo un sollecito, mentre, dopo aver ricevuto una domanda, ci vorrebbe poco ad organizzarsi per fornire una risposta, ad esempio attraverso un facsimile, comunicando che è stata ricevuta la richiesta, è stata controllata, è tutto in regola e che verrà valutata nei mesi successivi. Se ci fosse questo tipo di organizzazione, queste persone sarebbero più tranquille.
Assessore, so che lei è sensibile a questi temi e che, se soltanto volesse, potrebbe trovare la soluzione, per cui provi a far organizzare l'ufficio in maniera tale che un disabile che richiede un servizio, non debba arrivare a presentare un sollecito. Non chiede che lo portino tutti i giorni in giro a fare shopping! Lei rappresenta una parte politica che dovrebbe essere molto sensibile a questi argomenti, ma un disabile, se ha la fortuna di essere ricco, può girare per la città, mentre, se ha la sfortuna di essere povero, deve rimanere chiuso in casa.
Cerchiamo di migliorare la situazione in questo senso; colgo con favore il fatto che lei dica che Torino è una delle città migliori da questo punto di vista, ma questo non ci impedisce di migliorare ancora, soprattutto quando si tratta di situazioni per le quali è sufficiente una migliore organizzazione degli Uffici per offrire ai cittadini questo servizio.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Sestero, per una breve replica.

SESTERO Maria Grazia (Assessore)
Credo che, entro il mese di ottobre, sarò in grado di avanzare una proposta (dopo averla discussa con le associazioni in IV Commissione), che, a mio parere, può rispondere a questa esigenza.
Per quanto riguarda i tempi, non si tratta di lungaggini burocratiche, perché è necessario sostenere una visita, e vorrei sottolineare che la metà di chi presenta la domanda non viene riconosciuta adatta. Essendo un servizio molto positivo, c'è anche un surplus di domande, che non sempre corrispondono a situazioni reali.
E' chiaro che chi ci rimette sono quelli che ne hanno, invece, davvero bisogno.
Stiamo chiudendo questa partita e chiedo (perché la preoccupazione è uguale in tutti noi) di dare a tutte le persone che ne hanno bisogno un servizio di mobilità che non escluda. Le soluzioni, però, vanno condivise, perché perpetuare la situazione attuale non ci permette, per i costi che ha, di rispondere al bisogno che c'è. Quindi, bisognerebbe - forse si intravede una soluzione - studiare soluzioni organizzative di trasporto diverse. Nel mese di ottobre dovrei essere in grado di portare a conoscenza del Consiglio un'ipotesi, non una deliberazione.
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