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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 29 Settembre 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 26
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2008-04073
COSTITUZIONE NUOVA SOCIET? DERIVANTE DALLA SCISSIONE DELLA SOCIET? "AFC TORINO S.P.A." E CESSIONE DELLA QUOTA DI MINORANZA DELLA NASCENTE SOCIET? PER LA GESTIONE DELLE FARMACIE - DEFINIZIONE DEGLI ELEMENTI CONNESSI ALL'OPERAZIONE. APPROVAZIONE.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 200804073/64, presentata dalla Giunta Comunale in data 1° luglio 2008, avente per oggetto:
"Costituzione nuova società derivante dalla scissione della Società 'AFC Torino S.p.A.' e cessione della quota di minoranza della nascente società per la gestione delle farmacie - Definizione degli elementi connessi all'operazione. Approvazione"
della proposta di mozione n. mecc. 200804419/02, presentata dai Consiglieri Ghiglia e Ravello in data 9 luglio 2008, avente per oggetto:
"Farmacie Comunali"
e della proposta di mozione n. mecc. 200804181/02, presentata dal Consigliere Angeleri in data 2 luglio 2008, avente per oggetto:
"Piano di dismissione e vendita delle 35 farmacie comunali".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Comunico che in data 26/09/2008 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula.
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
In questo totale disinteresse verso una tematica, la privatizzazione delle farmacie, che non è cosa da poco, prendo atto che si tratta di una deliberazione - secondo quanto dichiarato dal Vicesindaco anche venerdì, in sede di I Commissione e da come mi è stato riferito, essendo io assente - di indirizzo, cui seguirà, la prossima settimana, una deliberazione che entrerà nel merito delle scelte della Giunta.
Rispetto a questo, ovviamente, abbiamo presentato, per stimolare una riflessione, la mozione di cui parlava prima il Presidente (che chiediamo all'Aula sia valutata), così come abbiamo sottolineato, in sede di Commissione, l'importanza di una scelta che, però, deve necessariamente entrare nel merito.
Sappiamo che la tendenza dell'Amministrazione è quella di vendere in blocco le farmacie, di vendere una quota di minoranza: rispetto a questo, ovviamente, saremo molto attenti, non soltanto per tutelare i cittadini da possibili ripercussioni di un'azione di questo genere, ma anche per tutelare gli stessi lavoratori.
Ribalterei, quindi, la posizione sulla deliberazione successiva al momento in cui sarà presentata, perché, ad oggi, di fatto, non possiamo, stante la deliberazione di indirizzo, esprimere un parere definitivo.
In questo senso, il nostro voto sarà un voto di astensione, proprio perché attendiamo un parere di merito, che è quello che, ovviamente, ci interessa di più.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Coppola.

COPPOLA Michele
Intervengo brevemente, perché il lavoro è già stato fatto in Commissione, nella giornata di venerdì, in un modo che sembrava corretto, a noi membri della I Commissione, presieduta dal validissimo Presidente Cuntrò (al quale auguriamo prestissimo un futuro differente). È stato un lavoro interessantissimo, anche perché ha evidenziato alcune incongruenze all'interno della coalizione che governa la Città, che soltanto la capacità, il ruolo e la leadership del Sindaco riescono a mantenere unita.
Noi avevamo chiesto al Vicesindaco di ritirare questa proposta di deliberazione per i motivi da lui riferiti; queste sette pagine, a tutti gli effetti, non devono essere lette, perché anticipano quello che sarà, ma, in realtà, non hanno un mero significato, perché, ad esempio, il piano di fattibilità - purtroppo, adesso, non ho gli appunti con me e, quindi, scorrere queste sette pagine senza simboli... (INTERVENTO FUORI MICROFONO)... In effetti, erano otto domande.
Abbiamo chiesto di ritirare questa deliberazione, perché non si può entrare nel merito della stessa ed avere una posizione chiara a favore o contro.
Come ha detto il Consigliere Angeleri, non riusciamo a comprendere quali siano le motivazioni per le quali non si è arrivati direttamente con la proposta di deliberazione che entra nel merito, che scioglie tutti i dubbi e che ci fa capire se il ruolo del privato, al quale si pensa, sia un ruolo realmente operativo o un semplice investimento.
Su questa ambiguità si è registrata la principale incongruenza tra chi, nella maggioranza, voterà la proposta di deliberazione: alcuni sostenitori della deliberazione ringraziano il Vicesindaco per aver garantito il ruolo pubblico e, quindi, il servizio pubblico (anche se è bene inteso che lo si debba dire tra virgolette), mentre altri sostenitori votano la deliberazione per il ruolo principale e prioritario del mercato e del privato che vi parteciperà. Ad oggi, Presidente, non ci sono ancora indicazioni su quale soggetto privato si andrà a cercare: non ci sono indicazioni sui requisiti, sulle capacità e sull'esperienza.
Come dicevo, questa deliberazione è inutile, a tutti gli effetti.
Questa deliberazione, evidentemente, anticipa un futuro che siamo desiderosi di conoscere: la nostra posizione, forse, potrebbe anche essere differente da quella di oggi, che sarà o un'astensione o una non partecipazione al voto (a seconda di come deciderà il Capogruppo). Anche perché - ripeto - stiamo perdendo del tempo e, soprattutto, stiamo registrando nuove incongruenze tra una coalizione che governa la città soltanto ed esclusivamente in funzione della leadership di un Sindaco, ma che - ahimè - pensa cose differenti sulla stragrande maggioranza degli argomenti che arrivano in Sala Rossa.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
La Lega Nord non voterà questa deliberazione che, secondo noi, rappresenta il preludio di un grande "pasticciaccio".
Con questa deliberazione, infatti - ha ragione il Consigliere Coppola - si sono riuscite ad inaugurare in Consiglio Comunale le divergenze parallele, non le convergenze! In Commissione, il Consigliere Tedesco ha presentato alcune argomentazioni, mentre il Consigliere Silvestrini ne ha presentate altre assolutamente opposte: alla fine, entrambi hanno detto che avrebbero votato a favore della deliberazione, seppure con argomentazioni assolutamente opposte una all'altra. La prima posizione - che condivido maggiormente - era fondata sul fatto di cercare di avere una questione di mercato di queste farmacie, l'altra era assolutamente dalla parte opposta. Alla fine, però, i due Consiglieri hanno concluso dicendo che voteranno a favore della deliberazione.
Penso che la deliberazione non sia che l'inizio del solito pasticcio che questo Comune sta facendo da troppo tempo: infatti l'Assessore ha riferito che la cessione di questa quota delle farmacie non è dovuta a cattiva gestione, cattiva amministrazione o a cattivi risultati da parte delle farmacie comunali. Dunque è vero che la cessione avviene soltanto per fare cassa, come al solito! È questo il succo.
Lo dice anche la terza pagina di questa deliberazione, con un linguaggio burocratese al 100%, quando recita: "Tale operazione di scissione parziale del ramo d'azienda relativo alla gestione delle farmacie appare sostenuta da valide ragioni economiche in quanto finalizzata a 'snellire' la struttura patrimoniale della società favorendo, con l'ingresso di nuovi soci nella società di gestione delle Farmacie, lo svolgimento di un'attività imprenditoriale con l'apporto di nuove strategie industriali.". Complimenti, veramente, per questa frase, perché, in pratica, dice che dobbiamo cercare di fare cassa, ma lo dice in una maniera molto forbita, difficilmente comprensibile a una persona comune, come il sottoscritto, che non ne capisce assolutamente nulla.
Questo è il preludio ad un "pasticciaccio", perché avete dovuto cercare di far collimare, come dicevo prima, divergenze politiche fortissime nel vostro schieramento di maggioranza; ci siete riusciti, soprattutto, non per grande capacità da parte della Giunta, ma per l'assoluta voglia di stare in Giunta, invece, di una parte di questa maggioranza, che ha accettato determinate cose. L'altra parte, naturalmente, ha accettato di buon grado il discorso del 49% massimo che viene ceduto (come vede ho seguito attentamente quanto lei ha detto in Commissione).
È per questo motivo che, come Lega Nord, non voterò la deliberazione. Se si voleva fare cassa con le farmacie (ad un certo punto, è anche giusto), bisognava decidersi. In questo caso, sono d'accordo con le due mozioni che, in maniera differente, dicono questa cosa. Bisognava avere il coraggio di mettere le farmacie sul mercato, venderle ai migliori offerenti e, quindi, toglierle dal Patrimonio comunale. Questo modo, invece, temo che sia una via di mezzo, perché, quando si cerca di mediare ad oltranza, alla fine, si raggiungono vie di mezzo che non soddisfano nessuno, né il Comune che vuole fare cassa, né chi, invece, vuole mantenere il pubblico a tutti i costi. Quindi, come dicevo, è un pasticcio che io non condivido assolutamente.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Intervengo solo per dire che, forse, il Consigliere Carossa si è confuso. L'altro giorno, in Commissione, io mi ero limitata a dire che avrei voluto programmare in IV Commissione un approfondimento con l'Assessore Borgione, con i Direttori delle ASL e con la Regione per capire in che modo la funzione pubblica delle Farmacie comunali potesse essere meglio sviluppata e che la soluzione proposta in questa deliberazione a noi, come Gruppo, appariva equilibrata.
Quindi, non so con chi abbia confuso il mio intervento, ma volevo anche fare questa piccola prospettiva sul futuro lavoro della IV Commissione.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Ringrazio il Consigliere Silvestrini per l'anticipazione sui prossimi lavori della Commissione.
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Questo è uno di quei casi nei quali noi vorremmo sperare che il Sindaco, invece di esercitare i suoi talenti nei pensieri da statista sui grandi scenari politici e le grandi prospettive, volesse esercitare un po' di più la sua leadership all'interno della sua coalizione, dentro il suo stesso partito, per riuscire ad arrivare ad un indirizzo un po' più coerente e un po' meno dannoso per la Città.
È già stato detto prima dai Consiglieri Angeleri e Carossa che è una soluzione classica a metà del guado, non è un compromesso virtuoso e, soprattutto, presenta un punto: ancora una volta, non si è voluto fare i conti non con i difetti del pubblico, perché, per carità, nessuno qui viene a fare lo zelota del libero mercato, però il tema delle farmacie - non nascondiamocelo - non è certo di questa tornata amministrativa. Cioè, sul ruolo ormai superato della farmacia comunale questo Consiglio si è esercitato già nella passata tornata amministrativa, e ancora in quella prima. Allora, non si volle affrontare il tema, anche perché, in quell'occasione, le farmacie erano ancora come dire cespiti interessanti. Ricordo la brillante operazione dell'allora Assessore al Bilancio Peveraro, che collocò su un'unica partita di Bilancio in un anno 99 anni di affitto della licenza delle farmacie comunali.
Però, bisognava anche avere il coraggio di dare un segnale di rottura. Un segnale di rottura si dà non soltanto con l'apertura al mercato, in particolare per questo che è un residuo di una situazione sociale, economica, culturale che non c'è più e che è superata, ma bisognava soprattutto dare anche un segnale rispetto all'autocritica che questa Amministrazione deve fare. Cioè, considero quantomeno improbabile che questa Amministrazione si autoemendi nella gestione, anche attraverso il patto di sindacato. Vogliamo dare un altro esempio di casta? Lo abbiamo dato; lo avete dato.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
Non posso che ripetere alcune delle parole già dette in occasione della riunione della Commissione, segnalando come la cosa più sconcertante di questa deliberazione sia l'implicita ammissione di un fallimento colossale di questa Amministrazione, cioè del fallimento del progetto che aveva visto l'accorpamento del Settore Cimiteri e del Settore Farmacie. Evidentemente (ma questo lo dite in maniera anche abbastanza esplicita nel testo della deliberazione), avete riconosciuto che la linea strategica disegnata allora si è dimostrata assolutamente fallimentare.
Non possiamo fare altro che prenderne atto, poiché, nel momento in cui abbiamo chiesto che questo processo fosse sospeso, che si facessero approfondimenti e confronti che riteniamo indispensabili e propedeutici alla valutazione serena di un provvedimento di tale importanza, così non è stato e, tanto per cambiare, attraverso quello che è stato un atto di forza, non solo nei confronti della minoranza, evidentemente anche nei confronti della stessa maggioranza, voi procedete a testa bassa.
Perché parlo di atto di forza? Ho avuto la stessa sensazione del Consigliere Carossa: vi sono state rappresentazioni quasi folcloristiche di un disagio, di un dissenso che, comunque, nonostante fosse ben evidente e ben presente negli interventi di Consiglieri della maggioranza, ha portato e porterà ad una votazione favorevole di questo provvedimento. Non sarà sfuggito a nessuno che non solo nei corridoi, ma anche in occasione della discussione di questa deliberazione in Commissione, è emerso più di un elemento di disagio e di dissenso, da parte di Colleghi del PD e di altri Gruppi di maggioranza, in merito a questa decisione.
Questo è un fatto politico non irrilevante, perché, evidentemente, la leadership, che qualcuno prima di me richiamava, è stata ampiamente esercitata, e per una volta, cosa che non capita nemmeno troppo spesso in questa Città, ha sortito gli effetti sperati.
Quindi, per una volta, il Sindaco - o chi per esso - è riuscito a convincere, di forza evidentemente, chi non era d'accordo con questa deliberazione a votarla. Siamo certi che sarà così; tra pochi minuti lo sapremo, perché ne avremo la conferma sul tabellone. Ovviamente, non potremo votare a favore, poiché, come già detto in Commissione, ma come già ripetuto da altri Colleghi prima di me, quella che si segue è una strada che non solo va in una direzione esattamente opposta rispetto a quella che noi abbiamo proposto con la nostra mozione, ma che, soprattutto, rischia di dimostrarsi fallimentare (saranno poi i tempi a parlare, la sentenza starà poi ai posteri), così come è stato il progetto di accorpamento. Perché fallimentare? Perché, nel momento in cui ci si apre al mercato, io credo che la Storia, ancor più oggi, dimostri che sia doveroso farlo senza indugi, sia doveroso farlo con coraggio, e sia assolutamente sbagliato e probabilmente foriero di cattivi presagi farlo con timore, farlo a metà.
È quello che state facendo oggi, aprendo il mercato a soggetti privati, che non avranno alcuna possibilità di incidere sulle linee strategiche che volete cambiare: da un lato, ammettete che le vostre linee strategiche si sono dimostrate fallimentari, dall'altro, non fate nulla, perché queste possano essere cambiate concretamente.
Non ho molti dubbi: credo infatti che, forse ancor prima della scadenza di questa tornata amministrativa, ci troveremo ad affrontare nuovamente l'argomento "Farmacie Comunali". Ci troveremo a discuterne ancora. Se non sarà così, accadrà immediatamente dopo: siamo, però, assolutamente convinti - e purtroppo temo di non sbagliare - che la soluzione presentata dalla Giunta non potrà essere la soluzione atta e necessaria per risolvere il problema di una realtà che non si dimostra all'altezza delle aspettative e delle esigenze del pubblico.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Goffi.

GOFFI Alberto
Intervengo per dichiarare il voto favorevole del mio Gruppo su questa deliberazione, per molte delle ragioni che sono anche state espresse dell'opposizione.
Certamente non ci entusiasma, certamente si poteva fare di meglio, però credo che il processo di liberalizzazione vada stimolato. Credo che il fatto che non ci sia stato, forse, il coraggio che ci si aspettava, non impedisca di averlo in seguito.
Comunque, non si può avere, in Italia, posizioni diverse a giorni alterni. Molto spesso, nel corso del dibattito sul Bilancio, abbiamo sentito fare riferimento alle liberalizzazioni e al mercato libero: si è liberali, quindi, a giorni alterni. In Italia, poi, si è anche giustizialisti a giorni alterni, a seconda se si stia dalla parte del Governo o dalla parte dell'opposizione.
Credo che, quando si consegue un risultato che va a favore di una liberalizzazione, questo vada stimolato.
Anche se il provvedimento non ci entusiasma, riteniamo utile incentivare il processo: per questo motivo, voteremo a favore.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cerutti.

CERUTTI Monica
Tutti convengono sul fatto che l'attività farmaceutica sia un servizio pubblico; sul fatto, però, che la sua gestione debba essere totalmente pubblica si possono avere dubbi legittimi, proprio per come si è venuta a configurare l'attività farmaceutica in questo periodo: ormai siamo lontani dal momento in cui il Comune voleva garantire un servizio nei quartieri periferici ed aveva, quindi, un obiettivo che, in qualche modo, si sposava con la gestione totalmente pubblica.
Con questo atto, forse - e questo ritengo sia corretto dirlo - torniamo indietro rispetto a quanto abbiamo fatto nel 2005, dividendo le farmacie dai cimiteri.
Per quanto riguarda la gestione specifica delle farmacie, forse abbiamo perso un'occasione di controllare totalmente un'attività economicamente interessante, per la quale il profitto può essere impiegato socialmente. In qualche modo, forse, vogliamo riuscire ad avere una gestione più efficace, decidendo di procedere ad una privatizzazione che, come è stato ricordato dal Vicesindaco in Commissione, può arrivare fino al 49% (ma non necessariamente arriverà a questa percentuale), mantenendo, quindi, il controllo pubblico e dicendo che, rispetto agli obiettivi che ci poniamo, vogliamo un potenziamento del carattere di servizio pubblico. In che cosa può consistere questo potenziamento? Può consistere, ad esempio, nelle sinergie con le aziende sanitarie (così come faceva già riferimento il Consigliere Silvestrini) e con le farmacie comunali di altre città (come abbiamo già suggerito noi, pensando, ad esempio, ai gruppi di acquisto: ci sono tante attività che, in qualche modo, possono connotare le nostre aziende dal punto di vista pubblico, lasciando da parte quella che poteva essere una connotazione di servizio pubblico che, probabilmente, non ha più molta ragion d'essere).
In questo senso, il voto del nostro Gruppo sarà favorevole a questa scelta di compromesso che, però, mantiene il carattere pubblico, cercando, in qualche modo, di renderne la gestione più efficiente.
Quello che sottolineiamo - e comunque questa è la direzione che l'Amministrazione intende mantenere - è la necessità che le farmacie siano considerate in blocco, cioè che le 34 farmacie non siano spezzettate - ma siano un tutt'uno - nel momento in cui si proverà a capire se esistono soggetti privati interessati al loro acquisto.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Intervengo per alcune brevi considerazioni.
A me non sembra che ci sia stata una lacerazione all'interno della maggioranza su questa deliberazione. Francamente, sia in lei, Presidente, sia nella maggioranza, sia nei suoi Colleghi dell'opposizione, non ho avvertito uno sconquasso. Forse in altre situazioni abbiamo discusso molto più accesamente. In questo caso, invece, credo che la soluzione equilibrata alla quale si è addivenuti abbia messo tutti nella condizione di accettare in maniera condivisa tale soluzione.
Credo che si rispetti la storia del percorso delle farmacie comunali, che hanno avuto un loro ruolo specifico in questi ultimi anni. Le farmacie comunali hanno sempre prodotto degli utili al Comune di Torino, quindi hanno avuto un ruolo importante sia da questo punto di vista, sia dal punto di vista della collocazione nel territorio (quindi in base alla resa di servizio che sono state in grado di fornire ai cittadini torinesi).
La partecipazione pubblica rimane. Credo che, con l'ingresso dei privati con una quota di minoranza comunque rilevante (il 49%), ci sia la possibilità di dare slancio ad un'istituzione che, in qualche modo, sta marcando una sorta di impasse, vista la concorrenzialità e la competizione presenti nel settore delle farmacie (che rappresentano, comunque, sempre un aspetto redditizio e da non sottovalutare).
Ho compreso quali sono i criteri in base ai quali si farà il bando di gara, ma vorrei chiedere all'Assessore e al Vicesindaco - è una domanda che avevo già fatto in sede di Commissione, ma francamente non ricordo se mi sia stata data risposta - quale sarà il soggetto economico a cui sarà aggiudicata la gara, a fronte di un'offerta identica.
Credo che sia un aspetto di non poco conto: visto che la deliberazione ha individuato i criteri, che sono il potenziamento e il mantenimento del servizio pubblico (cioè di quei servizi e di quelle prestazioni che oggi le farmacie rendono ai cittadini), vorrei sapere, di fronte ad un'offerta uguale, a chi sarà aggiudicata la gara d'appalto.
Vorrei soltanto un chiarimento su questo aspetto, dopodiché, esprimendo il nostro consenso, voteremo favorevolmente la deliberazione, così come avevo anticipato all'inizio del mio intervento.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Noi voteremo a favore, anche perché si tratta di una soluzione che rappresenta un primo passo verso l'affermazione di un principio che non tenderei a definire di liberalizzazione tout court, perché l'esigenza che ha mosso questa deliberazione non è semplicemente quella di soddisfare un credo di carattere astratto, volto a concepire ogni forma di intervento del mercato come, in quanto tale, capace di migliorare la qualità e l'efficienza del servizio. Qui si tratta di capire, volta per volta, servizio per servizio, se corrisponde all'interesse generale che delle risorse pubbliche siano congelate, siano cioè investite in un particolare settore che il mercato, per le sue caratteristiche attuali, sarebbe ugualmente in grado di soddisfare.
In questo caso, ci troviamo di fronte ad un servizio, il servizio delle farmacie, che il mercato è in grado di ugualmente realizzare e che il pubblico riesce ad orientare attraverso una semplice regolamentazione, senza arrivare fino al punto di una diretta gestione o di una diretta somministrazione del bene pubblico.
Allora, in questo contesto, decidere di alienare una parte o tutto della partecipazione al bene farmacie, è una questione che va risolta in termini di comparazione tra quelli che sono gli utili che la Città ottiene dalla partecipazione a questo tipo di servizio e l'ammontare delle risorse che la Città potrebbe ragionevolmente ottenere ed investire in altri tipi di servizi.
Questo bilanciamento ha portato l'Amministrazione a considerare più conveniente per l'interesse pubblico l'utilizzo delle risorse oggi lì impegnate per la realizzazione di altri servizi.
Non è affatto escluso che, da questa prima approvazione, si valuti, in seguito, di alienare anche l'ulteriore partecipazione pubblica. Anche in questo caso, dipenderà da una valutazione del bilanciamento tra gli introiti e i vantaggi per la collettività che derivano dal possedere questo capitale di maggioranza e i vantaggi, per la stessa collettività, di impegnare quelle risorse in altri servizi di carattere pubblico. Quindi, sarà importante questo tipo di valutazione.
Vorrei ricordare che non è quasi mai possibile, purtroppo, compiere scelte di questo genere in termini solo astratti. Ci si muove sempre in un contesto dato e bisogna tenere conto di tanti aspetti.
Ritengo che, non essendo possibile in questa sede ripetere la lunga discussione che abbiamo svolto in Commissione, questa deliberazione realizzi, per il momento, un primo passo nella giusta direzione.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cantore.

CANTORE Daniele
Dopo l'intervento del Consigliere Giorgis, mi viene ancora più da dire (chiedo scusa se ragiono in termini elementari, mentre lui ha voluto condire molto bene questa operazione) che è per fare cassa; poi vedremo se si investirà in altri settori di sviluppo della Città, ma questa è la realtà.
Questa impostazione di fare cassa ha diviso la maggioranza, per cui scusatemi se mi viene da sorridere quando si dice che quanto emerge è il giusto compromesso. Vorrei porre delle domande, pur conoscendo pochissimo la materia e anche la situazione: si rendono più efficienti le farmacie con l'entrata di capitale privato? Non mi pare, quindi non possiamo spacciare questa operazione né per liberalizzazione - perché così non è -, né per maggiore efficienza, dovendo ammettere, allora, che prima non funzionavano bene. Ed era proprio il buon funzionamento delle Farmacie Comunali il fondamento della fusione con i Servizi cimiteriali, per cui qui c'è qualcosa che non quadra. Due anni fa, eravate convinti che le Farmacie Comunali funzionassero bene, invece, adesso, non lo siete più.
Ritorno, però, alla domanda precedente: introdurre un po' di capitale privato equivale ad un miglior funzionamento? Non penso che sia così e ve lo dice uno che crede nel mercato. Non sarà l'ingresso di un po' di capitale privato a permettere, automaticamente, a ciò che funzionava male di funzionare meglio. Il problema è la gestione e su questo punto mi pare che ci sia un'enorme divisione di vedute all'interno della maggioranza. Sono curioso di vedere, dopo la costituzione della nuova società e la presunta alienazione dal 49% in giù, come verranno gestite le farmacie: con la prevalenza del pubblico sul privato, o con una gestione privata?
Questa è la domanda principale, ma mi rendo conto che, adesso, avete le scadenze della Giunta, della Presidenza del Consiglio e volete rimanere tutti in maggioranza; però non potremo più dire che c'è un giusto compromesso, perché, tra di voi, c'è chi vuole una gestione dei privati di tutta la partita sanitaria e, nello specifico, delle farmacie (e, personalmente, sono d'accordo con chi la pensa così) e chi, invece, ritiene che il servizio pubblico debba essere fornito solo dal pubblico (e questa visione non la condivido).
Come ha detto giustamente il Consigliere Coppola, il nodo è solo rimandato, perché, presto, ritornerà in quest'Aula e sarò curioso di vedere se ci sarà di nuovo il giusto compromesso e se, superate alcune scadenze che interessano un po' tutti (perché mi rendo conto che cosa comporti correre il rischio di uscire dalla maggioranza), qualcuno di voi avrà anche il coraggio di dire come la pensa e di non mediare la posizione politica con la presenza in maggioranza.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Vicesindaco, per una replica.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Vorrei ringraziare per la discussione che abbiamo fatto in Commissione, al di là dei pareri espressi, e per il livello di approfondimento avvenuto in questa prima fase. Ho insistito affinché si presentasse questa deliberazione proprio per la prerogativa che è del Consiglio; infatti, il Consiglio deve dare l'indirizzo e se avessimo omesso questa deliberazione di indirizzo, questa prerogativa sarebbe venuta meno.
Non ritengo assolutamente che sia inutile; mi riferisco soprattutto all'intervento del Consigliere Coppola. Sciogliere alcuni nodi non significa risolverli tutti, anzi, nel merito, questa deliberazione ne risolve pochissimi; però sapere se si debba procedere ad una scissione e, poi, ad una gara per capire se si voglia alienare, intanto, il 49% o il 51%, rappresenta due posizioni differenti, che cambiano totalmente la situazione.
Sapere se vogliamo andare nella direzione, che pure alcuni Consiglieri avevano indicato con due mozioni (è per questo che dico alla maggioranza di respingerle): "una testa - una farmacia", oppure la cessione della totalità delle farmacie (che, ovviamente, significherebbe uscire definitivamente).
In realtà, nessuno ha la palla di vetro; per capire che cosa sia più conveniente per la Città, probabilmente, si potrebbe pensare che, oggi, sarebbe meglio realizzare il massimo in questa fase.
C'è, invece, chi pensa, come il sottoscritto (magari sbagliando, ma, attualmente, non c'è una controprova), che, se si riuscisse ad investire su queste farmacie, fra qualche tempo potremmo ottenerne un risultato migliore, sia dal punto di vista dell'utile, che del valore patrimoniale e di cessione. Non ritengo che sciogliere questi nodi (almeno quelli possibili attraverso questa deliberazione di indirizzo) sia peregrino, ma assolutamente necessario. I problemi da affrontare riguardano le modalità della scissione e, poi, come bandire la gara, per cui è necessario discuterne.
Dalla discussione in Commissione è emerso un criterio generale sicuro: la garanzia dei livelli occupazionali. Chiedere, invece, al privato di offrire o meno anche una possibile managerialità, credo che rappresenti una questione da approfondire. Al momento, ritengo che sia preferibile lasciare aperta anche questa eventualità, nel senso che, se c'è un privato che ci propone solo la partecipazione, nel momento in cui la offriamo, dobbiamo accettarla. Ovviamente, un privato ci può anche offrire la possibilità manageriale, ma al momento questa vicenda non è stata impostata per cedere, come in parte si era detto anche in Commissione (o, almeno, alcuni avevano detto di replicare il modello SAGAT), la gestione ai privati.
In realtà, non c'è un giudizio negativo sulla gestione: come tutte le gestioni, è migliorabile e penso che se il privato (che, se investe denaro, chiede che questo venga remunerato) vuole darci una mano per migliorare la gestione, sia giusto accettare. Credo che il nostro atteggiamento debba essere aperto, per cui, evidentemente, una parte dei problemi è ancora da approfondire.
Non credo di dover essere io ad affermare una cosa non vera (è giusto che facciate voi delle verifiche), che cioè sia fallito il progetto di unificazione. Sapevamo tutti, quando abbiamo inserito i Cimiteri all'interno della Società Farmacie, che non erano possibili sinergie vere tra le due realtà, ma abbiamo deciso di usare quella società ben gestita per avviare il processo cimiteriale: su questo non c'è ombra di dubbio. Infatti, per quanto riguarda quest'ultimo, lo start up, in realtà, non dura tre anni ed, oggi, ha raggiunto l'equilibrio, persino creando un utile.
Non dovrei dirlo io, ma, se fate qualche verifica sulla gestione pubblica da parte di altre Città italiane, la nostra Città rappresenta uno degli esempi positivi. Per cui, in questo senso, non ritengo che abbiamo fallito in quel progetto.
In realtà, dobbiamo cercare di migliorare i nostri livelli di gestione, pur sapendo che privarci di questo non è fondamentale per proseguire nel cammino intrapreso dalla Città.
Per quanto riguarda il fatto che serva a far cassa, diciamo le cose come stanno: il problema non è fare cassa inutile, il problema è che noi, in rapporto sia agli anni passati che a quest'anno, in cui si è investito, qualificato e valorizzato il patrimonio della Città, non possiamo soltanto aggiungere, perché, per continuare ad aggiungere, occorre che gli altri patrimoni che abbiamo costruito siano disponibili.
Per questa ragione, dico che la deliberazione risolve alcuni problemi; credo, infatti, che già la prossima settimana potremo andare ad una discussione di merito, non appena avremo il progetto di scissione (che porteremo subito in Commissione e all'attenzione del Consiglio Comunale).

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La discussione congiunta sulla proposta di deliberazione e sulle due proposte di mozione è terminata.
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