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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) A questo punto, come deciso in Conferenza dei Capigruppo, do la parola al Sindaco per le comunicazioni in merito al documento di aggiornamento del programma della sua maggioranza. SINDACO Con queste comunicazioni, che tratteggerò solo nella parte generale e politica, intendo rispondere ad una sollecitazione venuta a metà luglio da alcune forze di opposizione, quando - e giustamente, aggiungo -, allarmate da una mia intervista sui rischi che la situazione economica che si andava delineando ci faceva intravedere, avevo avanzato alcune proposte o, perlomeno, avevo individuato alcuni problemi a cui occorreva dare una risposta. Ritenendola una sollecitazione importante e impegnativa, ho preferito assumermi la responsabilità di prendere tempo, anche per vedere la fine dell'esito del percorso di approvazione della Legge Finanziaria che, come è noto, quest'anno è avvenuta in forme diverse - dal mio punto di vista, migliorative degli iter a cui eravamo abituati, al di là dei contenuti ovviamente -, in maniera da poter offrire al Consiglio Comunale una risposta che fosse più compiuta e anche più impegnativa per noi. Proprio per questo ho voluto stenderla per iscritto, depositandone, poi, alla Presidenza del Consiglio un certo numero di copie che i Consiglieri potranno utilizzare nelle forme che riterranno più opportune. Ovviamente, lo stesso vale per il tipo di percorso della discussione di questo documento che - lo dico subito - si intreccia con il documento sulle linee urbanistiche già presentate dall'Assessore Viano ed è, nelle nostre intenzioni, destinato ad andare avanti in parallelo, intrecciandosi, quando è necessario, e concludendosi con la discussione e l'approvazione del Bilancio 2009, che vogliamo avvenga in un quadro di linee pluriennali che traguardino il tutto almeno fino alla fine del mandato. Quindi, le mie osservazioni si riferiscono solo alla parte generale e constatano tre questioni. La prima è che non ci troviamo di fronte - come qualche voce più o meno interessata, o qualche voce legittimamente critica cerca di far pensare - ad una crisi finanziaria del Comune, ad una emergenza finanziaria dettata da sprechi, errori e megalomanie del passato. Ci troviamo di fronte ad una situazione in cui la sfida di una situazione economica generale, nazionale e anche internazionale, ha repentinamente e radicalmente mutato le equazioni principali che stanno davanti al Paese. Basti pensare ad un tasso di inflazione che è tornato a crescere; basti pensare ad un tasso di incremento del prodotto interno lordo che è statico - perché lo 0,1% è un tasso da stagnazione - e basti pensare, di conseguenza, anche per gli effetti della crisi finanziaria degli Stati Uniti, all'aumento dei tassi di interesse, con i quali le varie agenzie monetarie tendono a tutelare l'assetto finanziario dei propri Paesi, con ripercussioni sullo scenario internazionale. Ciò ha delle ricadute a tutti i livelli, ovviamente, compresi i governi locali; quindi, di fronte a questo, vi è l'esigenza di fornire delle risposte che non siano subalterne a ciò che la crisi economica, lasciata alle sue conseguenze spontanee, potrebbe determinare. Innanzitutto, potrebbe avere un effetto negativo (ci riguarda solo indirettamente) sulle risorse disponibili per i settori più deboli della popolazione (a cominciare dai salariati e dagli stipendiati, che, in una logica puramente spontanea, sono già quelli penalizzati, ma potrebbero esserlo ancora di più) e sulle risorse disponibili per le politiche di redistribuzione del reddito a favore delle persone più deboli, poiché, se lasciate spontaneamente alle dinamiche del mercato, sono quelle che il mercato mette in discussione per prime. Quindi, l'esigenza (che, innanzitutto, ha una ragione sociale, di difesa di una redistribuzione più equa del reddito) è quella di reagire, per quanto rientra nei nostri compiti (ovviamente, questo discorso ha un livello nazionale, regionale ed anche comunale), di rispondere del rischio che la crisi ricada pesantemente sui settori più deboli della popolazione e sulle risorse disponibili per garantire una più equa distribuzione del reddito. Poi, vi è un problema di posizionamento - che la Città ha raggiunto in molti campi - anche significativamente riconosciuto, sia sul piano dell'attrattività e del rafforzamento turistico, sia su quello della capacità di trasformazione industriale basata su un forte sviluppo dell'economia e della conoscenza (basti pensare ai progetti con il Politecnico e l'Università, le infrastrutture, e ai progetti storici, senza voler esagerare, che stiamo portando avanti a livello metropolitano e locale); ebbene, su questi campi, solo esemplificativi, la Città non può correre il rischio che tale posizionamento sia messo in discussione, perché questo è effettivamente il rischio, di fronte ad un atteggiamento passivo, subalterno a quelle logiche che la crisi che abbiamo davanti può imporre. Perciò, questa è la prima questione politica, che ci porta a delineare alcune linee di intervento, dal lato delle entrate e da quello della spesa, che sono oggetto di questo documento. La seconda questione è che abbiamo davanti uno scenario estremamente incerto, come altrettanto incerti sono gli altri due punti, ovverosia quello finanziario e quello istituzionale. Dal punto di vista finanziario, per restare alle cose più pratiche, non sfugge a nessuno che, se il Governo non consentirà, con il Decreto - potrei fare mia l'intervista del Ministro Calderoli comparsa stamattina su "Il Corriere della Sera"... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Non è colpa mia, se l'ha fatta! Per quanto riguarda il 2008, se il Governo non permette di iscrivere a Bilancio, per l'assestamento di Bilancio, la cifra equivalente all'accertato ICI, in maniera tale da colmare lo scarto tra le differenti valutazioni che vi sono state in sede governativa e la nostra richiesta, tutti i Comuni italiani - e non solo noi - rischiano di avere, nel 2008, un disavanzo di Bilancio. Ho citato l'aspetto più immediato, anche perché vorrei che nessuno lo sottovalutasse, poiché dipenderà proprio da come - e se - il Ministro Tremonti scriverà nel suo Decreto, cioè, se consentirà di iscrivere questo accertamento di entrate nella parte "entrate di Bilancio". Invece, per quanto riguarda il 2009, non intendo ritornare sulla questione dell'ICI e di tutte le polemiche che vi sono state, però, anche in questo caso, faccio mia la posizione del Ministro Calderoli, e non strumentalmente, ma perché ha espresso, con grande limpidezza, le esigenze reali dei Comuni; infatti, se non abbiamo garanzie sul fatto che l'ammontare dell'ICI prima casa (superiore ai 3 miliardi di Euro su scala nazionale) sia in qualche modo sostituito, credo risulti evidente a tutti che, nel 2009, i Comuni non riusciranno a fronteggiare neppure le esigenze più elementari! Poi, possiamo discutere sul fatto se sia giusto o meno ritornare alla finanza derivata, per cui, a fine anno, i Comuni andavano a chiedere a Roma, "con il cappello in mano" (ma credo che i sostenitori dell'autonomia e del federalismo non siano d'accordo), oppure, possiamo discutere su come sostituirla, per esempio - questa è la mia opinione -, trasferendo le imposte e le tasse (che adesso sono già pagate) dall'Erario nazionale al livello comunale, o, magari, aumentando la pressione fiscale e introducendo nuove tasse; però, sta di fatto che, se non vi sarà una sostituzione, l'incertezza finanziaria attuale si tradurrà in un disastro finanziario per tutti i Comuni. Perciò, questo è un dato che ci condiziona, e parimenti accade dal punto di vista istituzionale, poiché - adesso, non vorrei esagerare - ho apprezzato molto quanto è scritto nella bozza Calderoli riguardo alle Città metropolitane, precisamente, laddove si parla di ulteriori risorse specifiche da destinare alle Città con oltre 350.000 abitanti, in quanto credo tenga conto di un dato reale, e cioè che, in quelle città, si concentrano le risorse e le contraddizioni della crescita, quindi, mi sembra giusto che a queste corrispondano maggiori funzioni e contemporaneamente maggiori risorse per poter fronteggiare quelle stesse funzioni. Non posso dire altrettanto, però, per quanto riguarda le modalità con le quali ciò trova risposta, poi, nella bozza Calderoli e in altri documenti, poiché risultano completamente indefiniti i meccanismi con cui tali principi - che ritengo giusti - possano finalmente essere attuati. Pertanto, abbiamo davanti uno scenario estremamente critico sul piano economico nazionale ed internazionale, purtroppo, in buona parte indipendente dalla politica economica nazionale, purtroppo, perché dipendente da dinamiche che sfuggono, almeno nel breve periodo, anche alla politica economica nazionale, una situazione di grande incertezza finanziaria, per noi legata soprattutto al "se" e al "come" sarà sostituito o, comunque, ristornato l'importo dell'ICI prima casa. Si tratta di un'incertezza istituzionale, poiché non è indifferente il fatto che, anche anticipando l'attuazione del disegno di federalismo fiscale, alcune delle misure annunciate nella bozza Calderoli entrino in funzione subito oppure no. Per tutte queste ragioni, abbiamo deciso di assumerci un impegno, ovvero, quello di presentare (nel più breve tempo possibile e, comunque, entro i tempi fisiologici dell'approvazione di Bilancio) il documento di Bilancio 2009 e di accompagnarlo con linee di programmazione, di indirizzo della politica economica ed urbanistica comunale, che si misurino con i principali nodi che, secondo noi, devono essere affrontati. Ritengo che questa discussione debba andare avanti in diverse sedi, ossia coinvolgendo il più possibile non solo le forze politiche, ma anche e soprattutto la città in tutte le sue espressioni (quindi, di rappresentanza sociale, economica e culturale), trovando poi in quest'Aula il suo punto di definizione compiuta. È altresì evidente che sarà una discussione pesante - diciamolo pure -, anche ai fini della definizione o ridefinizione degli assetti e degli equilibri politici che accompagneranno l'Amministrazione in questi ultimi due anni di lavoro, nell'interesse dei cittadini e di Torino. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Chiedo scusa ai Colleghi per non averlo detto prima, ma, come ha preannunciato il Sindaco, mi sono stati consegnati diversi documenti che, ovviamente, sono a disposizione e che potremmo ritirare già oggi, oppure, se lo ritenete più opportuno, domani li farò pervenire ai Gruppi e a tutti i Consiglieri, dimodoché, essendo tutti in possesso del documento, avranno tempo e modo di leggerlo. In sede di Conferenza dei Capigruppo abbiamo deciso che, a partire da domani, inizieremo una riflessione sulle modalità con le quali il Consiglio Comunale sarà investito, nella discussione di merito, per così dire, dei contenuti del documento. La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Davo per scontato, Presidente, che questo documento fosse già a disposizione. Per quale ragione ci siamo trovati? Cosa ha comunicato il Sindaco - peraltro annunciandoci il documento? Per quanto ci riguarda, accogliamo e accettiamo la sfida. Non ci è piaciuto molto il percorso condotto fino ad oggi e mi permetta, Presidente, di riferirlo in Aula, perché è giusto che lo sappiano tutti i Consiglieri. Ci saremmo aspettati, signor Sindaco, che questo confronto che lei ha fatto a più mani nei giorni precedenti, incontrando poi il suo Partito, la sua coalizione, avesse coinvolto anche i Gruppi dell'opposizione. Peraltro, è da tempo che lei asserisce che alcuni temi vuole affrontarli con una grande ampiezza di vedute e noi, da tempo, abbiamo detto che su alcuni temi - questo non vuol dire inciucio - siamo disponibili ad un confronto. Sinceramente, la metodica che ha portato, oggi, alle sue comunicazioni, ci sfugge, perché, in realtà, questo documento ce l'ha il PD, ce l'ha la sua maggioranza, l'hanno avuto gli organi di informazione, proprio in questi giorni. Non posso affermarlo proprio in questo preciso momento, perché non ho ancora in mano la nuova edizione. E' pressocché conosciuto da tutti e, di fatto, noi ci troviamo, come opposizione, a riceverlo in un modo formale che avrebbe dovuto riguardare tutto il Consiglio Comunale, non soltanto l'opposizione. Noi invece, da oggi, possiamo ragionare su questo documento. Penso che le linee di indirizzo da lei dettate non possano che essere condivisibili, tranne una sulla quale è immaginabile che non ci si trovi d'accordo, nella fattispecie, quando lei asserisce che la situazione difficile della Città di Torino non vede alcune responsabilità da parte di questa Amministrazione. Noi, invece, riteniamo che ci siano anche vostre responsabilità, ma avremo tempo per approfondire questo. Ciò che noi vogliamo che questo Consiglio Comunale percepisca, oggi, è la nostra disponibilità al confronto. E' chiaro che questa volta è andata così. Ci siamo già trovati la tavola apparecchiata e il menù servito e si trattava di decidere se discutere del menù questa sera, senza averne contezza, o se, invece, chiedere che ci fosse più tempo per riflettere. Signor Sindaco, mi rivolgo non solo a lei, ma anche al Presidente del Consiglio Comunale: ci auguriamo che da oggi in avanti, una volta ufficializzato questo documento - mi permetta di esprimere una considerazione in merito, questo documento è stato redatto un po' dal Ministro Ombra, un po' dal Sindaco (peraltro, sono i suoi 2 incarichi importanti) -, venga rispettato quanto detto dal nostro Primo Cittadino, anche dalla Presidenza del Consiglio Comunale e dal Consiglio, sempre che si voglia giungere non dico ad una condivisione, ma, quanto meno, ad un confronto serrato in merito al futuro della nostra città. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Credo di non avere nulla da aggiungere. Sono d'accordo con le ultime cose dette dal Consigliere Cantore. Questa Presidenza farà sì che gli impegni assunti vengano rispettati. Ringrazio il Sindaco per la comunicazione e confermo a tutti i Colleghi che volessero averne copia già adesso, che il documento è a disposizione presso la segreteria del Servizio Consiglio Comunale. In ogni caso, domani lo spediremo a tutti i Consiglieri. |