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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 29 Settembre 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 12
INTERPELLANZA 2008-05547
"GTT, LA LIBERTA' POLITICA E DI PENSIERO E' UN RICORDO?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI ANGELERI, COPPOLA, CAROSSA, LONERO IN DATA 4 SETTEMBRE 2008.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200805547/02, presentata in data 4 settembre 2008, avente per oggetto:
"GTT, la libertà politica e di pensiero è un ricordo?"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Risponde il Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
L'episodio a cui si riferisce l'interpellanza è accaduto nel primo pomeriggio del 29 luglio 2008.
Una delle RSU del personale di movimento della Metropolitana si trovava nei locali aziendali e intavolava una vivace discussione con un collega in servizio.
A quanto risulta dal rapporto di servizio del Funzionario presente e dalle attestazioni degli stessi interessati, la discussione trascendeva a situazioni personali dell'una e dell'altra parte. A questo punto interveniva il Funzionario, che invitava il dipendente RSU ad allontanarsi, ma, al contempo, questi veniva raggiunto da un collega in servizio e nasceva un contatto fisico tra i due; il Funzionario presente ha prestato le prime cure.
La situazione si è normalizzata, tanto che dopo le scuse dell'aggressore, uno riprendeva l'attività lavorativa, l'altro, dopo avere rifiutato ulteriore assistenza medica, con l'intervento dell'ambulanza, usciva dal comprensorio di Collegno,dicendo che si sarebbe recato a casa.
Mi risulta, tra l'altro, che, in questo periodo, si siano scusati vicendevolmente ed abbiano bevuto anche un caffè insieme. Si precisa che il dipendente RSU non era in servizio e si trovava nel comprensorio per ritirare la propria pre-conoscenza, che è la comunicazione aziendale periodica, con l'indicazione dei turni e delle giornate di riposo e per la prospettiva di un incontro con il responsabile del Settore.
In relazione ai fatti, GTT ha aperto immediatamente un procedimento disciplinare i cui accertamenti sono in corso, salvo che ci sia stata una qualche evoluzione, rispetto al momento in cui mi hanno inviato la nota per poter rispondere all'interpellanza.
Nel pieno rispetto delle norme di Legge e dei diritti dei lavoratori, sono stati attivati anche gli adempimenti amministrativi dai quali risulta che le assenze del dipendente RSU, collegate all'episodio, ammontano complessivamente a 17 giorni, riconosciuti dal medico curante con più certificati. Tali certificati, come noto, riportano la prognosi e non la diagnosi; inoltre, per completezza, si chiarisce che GTT non conosce l'appartenenza politica dei propri dipendenti, né al di fuori delle ipotesi, previste per Legge, può conoscere le loro scelte sindacali né, tanto meno, renderle note.
Quanto alla RSU, protagonista dell'episodio, risulta essere stata eletta nelle liste della CGIL. Una trattativa sindacale su alcuni temi specifici dell'organizzazione del lavoro della metropolitana era stata programmata per il 30 luglio.
L'incontro - è una domanda dell'interpellanza - è stato aggiornato sia per lo stato di malattia conseguente all'episodio narrato sia per la concomitanza con le ferie degli altri soggetti interessati.
La trattativa, però, si è conclusa con un accordo tra le parti, nei giorni successivi. L'interpellanza in oggetto si riferisce ad una lite che, a sentire la relazione del funzionario, è scoppiata, per futili motivi, tra due dipendenti, uno dei quali con ruoli di RSU.
Credo si possa desumere che non vi è nulla a che vedere con la libertà politica e sindacale. Si tratta più banalmente di un litigio tra colleghi. Sarebbe meglio che episodi del genere non accadessero, ma, purtroppo, si verificano spesso in tutti i luoghi di lavoro e di fronte a questi ultimi, l'azienda deve necessariamente - eseguiti gli accertamenti del caso e data la possibilità ai soggetti coinvolti, di fornire le proprie controdeduzioni - adottare i provvedimenti disciplinari opportuni, perché non è accettabile che, come in questo caso, oltre ad uno scontro verbale, ci sia anche una colluttazione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
La ringrazio, signor Vicesindaco, per la risposta.
Prendo atto di quanto lei mi ha comunicato, ovvero, che questa vicenda è esclusivamente personale.
Non sono abituato, signor Vicesindaco, a presentare interpellanze su questioni personali, ma, se sono arrivato a portare questo episodio increscioso all'attenzione di quest'Aula, è perché si sono verificate, in passato, situazioni pesanti che riguardano proprio l'atteggiamento di una parte dell'azienda legata, sindacalmente, ad un'altra parte. Mi spiego meglio: questa vicenda, che come lei richiamava, è sfociata in una aggressione - perché di aggressione si parla e lei lo ha, in qualche modo, testimoniato - non avrebbe dovuto esserci in un'azienda che, tra l'altro, si sta preparando a fare - da quanto ci racconta il Sindaco - un salto di qualità. Noi dobbiamo guardare all'efficienza aziendale, per quello che si legge sui giornali e per le indicazioni che ci vengono fornite in merito alle scelte che il Sindaco Chiamparino con il Sindaco Moratti stanno per compiere relativamente all'accordo GTT - ATM.
Detto questo, c'è, comunque, un problema che riguarda il clima che si è creato all'interno dell'azienda, che, da quanto, ovviamente, mi è stato raccontato - è per questo che chiedo a lei, signor Vicesindaco, un ulteriore approfondimento - non porta assolutamente a nulla di buono. Vengono a mancare l'efficienza aziendale e la necessaria tranquillità sul posto di lavoro. Questa vicenda specifica è stata tenuta più nascosta possibile, si è cercato di dissuadere l'aggredito a porre in essere ogni azione a sua tutela e questa vicenda si è conclusa - non so se proprio oggi, comunque in questi giorni (e vorrei che mi ascoltasse con attenzione) - con una punizione nei confronti di entrambi i soggetti che consta di 4 ore di lavoro non retribuite.
Un aggressore mette le mani addosso a qualcun altro: è, di per sé, una vicenda disdicevole. Vorrei capire che cosa fanno i funzionari, in quella sede: i notai, i testimoni che poi non vedono, oppure vogliono esercitare, comunque, una propria funzione? Noi ci troviamo, alla fine, con la salomonica decisione di punire anche colui che è stato aggredito non verbalmente, ma materialmente - abbiamo tutti i referti dell'ospedale. Vorrei che su questo, signor Vicesindaco, si facesse ulteriormente chiarezza, perché voglio capire, fino in fondo, chi dice la verità su questa vicenda.
Guardi, signor Vicesindaco - e poi chiudo e ringrazio per il tempo in più che mi è stato concesso - che io sto difendendo una persona che conosco, ma che fa gli interessi della CGIL, sindacato non certo vicino alla mia corrente politica!
Sto cercando di fotografare una situazione che preoccupa, innanzitutto, il personale di quell'azienda, ma che, conseguentemente, potrebbe avere riflessi negativi anche sulla cittadinanza.
Le chiedo, allora, cortesemente - vista questa novità della quale, probabilmente, lei non sapeva ancora - di portare, all'interno della Commissione, un'ulteriore risposta.
Le richiederei di fare un'ulteriore verifica su quanto è capitato e comprendere sino in fondo, di concerto con l'azienda, che cosa sia successo. Quello che chiedo è solamente che, in questa azienda, si possa lavorare serenamente. Penso di non chiedere, anche a nome dei lavoratori che si sono rivolti a me e agli altri Consiglieri, firmatari di questa interpellanza, nulla di strano: solamente di poter esercitare il proprio lavoro nella più completa libertà, cosa che, mi consenta, mi sembra non sia in questo momento. E questo mi sembra un fatto grave.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
I signori della tribuna sono pregati di fare silenzio, altrimenti sono costretto a farla sgomberare.
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Mi associo alla richiesta del Consigliere Angeleri, affinché questa interpellanza possa essere approfondita in Commissione.
In merito alla questione, dico molto tranquillamente che in GTT c'è qualcosa di non chiaro (a partire dai manifesti di cui abbiamo parlato alcuni mesi fa con gli appelli firmati). Non è sufficiente definire questo fatto disdicevole, ma è ben più grave. Ed è ancor di più vergognoso, il fatto che - se è così - una persona che è stata aggredita venga punita esattamente nello stesso modo di chi l'ha aggredita, cioè, la sua colpa è quella di avere permesso all'altra persona di aggredirlo, e mi sembra veramente un po' strano.
Ci sono tanti dipendenti che (con tutte le attenzioni del caso), parlando con il sottoscritto ed altri, riferiscono che lì vi è un clima assolutamente non sereno; in un posto di lavoro non ci deve essere quel clima che si vive in GTT, e questo non è certo dovuto ai litigi che possono capitare nei posti di lavoro fra due colleghi, ma dipende da una certa impostazione che viene dall'alto. È proprio vero che il pesce inizia a puzzare dalla testa, e qui è proprio il caso di dire così.
Quindi, chiedo che si vada a discutere in Commissione di questo caso specifico e della situazione che si è venuta a creare in GTT.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Come avevo già detto, la risposta mi è arrivata in settimana, quindi, se i provvedimenti sono stati presi questa mattina, la mia risposta non sarà aggiornata. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lo dico in modo serio. Per questa ragione e anche per capire se i due pesi dati ai provvedimenti siano equilibrati, credo che sia giusto fare un ulteriore approfondimento della questione; poi, se vogliamo parlarne all'interno della Commissione credo che sia possibile.
Vorrei, però, dire questo.
Durante la mia lunga esperienza da sindacalista, mi sono trovato molto spesso di fronte a queste situazioni. Quindi, faccio fatica a capire che, se due persone, in un determinato posto, vengono ad un diverbio ed arrivano alle mani, necessariamente ci siano problemi complessivamente, e, poi, ammesso che ci siano, non è comunque giustificabile. Non so trovare l'aggettivo giusto, però è inaccettabile, e dico che per quanto mi riguarda (ovviamente, non ho fatto io né la relazione del funzionario, né ho dovuto prendere questa decisione, la racconto, perché non è una responsabilità mia), se fosse responsabilità mia, per due persone che arrivano alle mani non bastano 4 ore di sospensione, questo è poco ma è sicuro, perché, allora, che cosa deve accadere per venire licenziati? Che si ammazzino?

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza viene inviata in III più I Commissione per l'approfondimento.
L'interpellanza è discussa.
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