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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200804849/02, presentata in data 24 luglio 2008, avente per oggetto: "Che fine ha fatto il presidio dei Vigili Urbani di Via Aosta?" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Borgogno, per la risposta. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) Come abbiamo poi spiegato anche agli organi d'informazione, in realtà, il servizio in Via Aosta non è mai stato interrotto e, com'è noto, esso si svolge dal lunedì al venerdì, prevalentemente nella fascia oraria pomeridiana, ma talvolta, quando necessario, anche il sabato. Dal mese di marzo fino a tutto il mese di luglio sono stati effettuati 84 servizi in Via Aosta, nonché in quelle immediatamente adiacenti, ovvero Via Camino, Via Lodi e Via Chivasso in particolare, con una serie di risultati piuttosto rilevanti: 15 notizie di reato a vario titolo inoltrate all'autorità giudiziaria, 20 persone accompagnate per l'identificazione e/o denunciate, 314 violazioni al Codice della Strada (ci tengo a precisare che l'infrazione più frequentemente registrata in questi casi non è la sosta irregolare, sebbene certamente ne avvengano, bensì la guida senza cinture, alla quale seguono la revisione del mezzo, l'equipaggiamento, l'efficienza del mezzo e, appunto, le soste irregolari) e 29 violazioni in materia di polizia amministrativa, quindi, regolamenti comunali, norme speciali eccetera. Inoltre, dal mese di agosto, questo servizio ha pure il compito di applicare e verificare l'osservanza dell'ordinanza n. 3818 del Sindaco, cioè quella che vieta l'abbandono sul suolo di qualsiasi tipo di contenitore che possa creare pericolo ai fruitori dell'area, in particolare, rispetto al noto fenomeno cui si riferisce anche l'interpellanza, cioè, a quei gruppi di persone che creano problemi, di fronte ad un supermercato della zona. Finora, come ho potuto verificare anche stamattina, l'ordinanza ha avuto un effetto dissuasivo certamente positivo, anche a giudizio del Comitato locale di cui è animatrice una sua Collega di Partito, la quale lo conferma personalmente. Nelle scorse settimane, l'effetto dell'ordinanza è stato esteso anche alla zona dei Giardini Alimonda, perché lo stesso fenomeno si era spostato di qualche metro e, quindi, ordinanza e servizio della Polizia Municipale continuano pure nelle zone circostanti, in particolare, verso i Giardini Alimonda. Credo che l'anno scorso avessimo già affrontato l'argomento in occasione di altre interpellanze; comunque, era già stato avviato un servizio di tipo diverso, mentre quest'anno si è scelta la via di un tipico servizio di prossimità, che finora ha dato frutti importanti e che sicuramente continuerà nei prossimi mesi. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Se è vero - e non ho ragioni per dubitarne - che il servizio di vigilanza di prossimità della Polizia Municipale non è mai stato interrotto, mi domando a che cosa siano dovute, allora, le lamentele dei cittadini. Infatti, se il servizio non è mai stato interrotto, ma si è avuta comunque la sensazione e, quindi, la percezione (fenomeno al quale siete particolarmente attenti) che non vi fosse, ciò significa che il servizio non è all'altezza delle aspettative e, soprattutto, non è capace di far fronte ai fenomeni di degrado e di microcriminalità (non sempre tali, anzi, talvolta anche macro-criminalità!) che impestano la zona di Via Aosta. Perciò, mi dichiaro parzialmente insoddisfatto, perché, da un lato, sono contento che l'Amministrazione non abbia sospeso un servizio e, dall'altro, sono convinto che questo non sia sufficiente, come ho già detto, per fronteggiare il bisogno di quella parte di città; quindi, chiedo di valutare la possibilità di potenziarlo, estendendolo anche al sabato. Poi, considerato che i fenomeni, di cui si è molto discusso e che hanno generato la nostra interpellanza, sono legati anche agli orari di apertura di quel famigerato supermarket, che immagino sia aperto pure il sabato, come - penso - tutti i supermercati della città, mi domando perché, in questo servizio di prossimità della Polizia Municipale, il sabato non sia contemplato. Ritengo dunque opportuno verificare la possibilità di estenderlo, di prolungarne la durata e, soprattutto, di potenziarlo, poiché, come ho già detto, evidentemente, qualcosa manca. Poi, ringraziando l'Assessore per aver affrontato la questione delle ordinanze fornendo anche qualche dato sommario, vorrei fargli notare come, rispetto a quanto ha detto a proposito dei risultati sostanzialmente positivi di queste ordinanze dalla loro entrata in vigore, la conseguenza più logica possa essere quella di valutarne l'estensione a tutta la città. Personalmente, ho sempre considerato poco proprie le ordinanze a macchia di leopardo, nel senso che mi sono sempre chiesto quale logica vi fosse in un provvedimento che consentiva certi atteggiamenti e comportamenti in una parte della città, mentre in altre li vietava, creando a tutti gli effetti delle zone nelle quali le normative, le leggi e i regolamenti avevano valore a velocità diverse. Perciò, se è vero - e anche in questo caso non ne dubito - che l'Assessore ritiene sostanzialmente positivi gli effetti dell'ordinanza di cui ha parlato, perché non pensate di estenderla a tutta la città, anziché concentrarle solamente in Via Aosta o a San Salvario o in altre zone, in cui effettivamente se ne sente il bisogno, più che altrove? La logica più evidente di questo atteggiamento è che un certo tipo di fenomeno, contrastato da un certo tipo di ordinanza, possa facilmente spostarsi, anche di poche centinaia di metri, dove l'ordinanza non ha valore e vigore; per evitare questo fenomeno conseguente alle ordinanze a macchia di leopardo, penso che la mossa più ragionevole non possa essere altro che quella di estenderla a tutto il territorio cittadino. Invece, l'Assessore non ha risposto al terzo punto dell'interpellanza, in cui chiedevamo di verificare la possibilità di affiancare agli agenti di Polizia Municipale impegnati nel servizio di prossimità in Via Aosta, sfruttando peraltro un intervento governativo, i militari che il Governo ha destinato a Torino proprio per il controllo del territorio. Credo che, qualora se ne ravvisasse la necessità, se ne possa tenere debitamente conto, eventualmente, pensando anche a metterlo all'ordine del giorno in un prossimo incontro del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica con il Prefetto di Torino. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Borgogno, per una breve replica. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) Rispondendo per punti, vorrei dire all'interpellante che, certamente, ci preoccupiamo dell'aspetto della percezione, ma mi sembra che questo Governo si stia occupando solamente di questa, tant'è vero che, rispetto alla questione delle ordinanze, il Decreto Maroni non ha introdotto nulla di particolare. Le ordinanze che, come questa, fanno riferimento alla cosiddetta sicurezza urbana, devono essere motivate attorno a fenomeni particolari e localizzate e limitate nel tempo, com'era prima; perciò, è un po' complicato estendere a tutta la città qualcosa che si motiva in determinati luoghi nei quali quel fenomeno esiste con particolare acutezza. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, manca un presupposto. Veramente, è un po' difficile che accada in questo Paese, soprattutto perché l'informazione è ormai uno stuoino nei confronti di certe cose; tuttavia, quando qualcuno si metterà ad analizzare l'effetto e la legittimità delle ordinanze, scoprirete che, in molte parti d'Italia, una parte di queste ultime è esattamente contro la norma generale ispirata dal Decreto Maroni. Se un provvedimento come questo non è finalizzato ad un obiettivo circoscritto nello spazio e nel tempo, non può stare in piedi il fatto che si estenda automaticamente a tutta la città senza fornire adeguate motivazioni (che, in questo caso, possono essere appunto riferite a quel luogo e a quel fenomeno particolare); cioè, chiunque vi si appellasse, vincerebbe sicuramente. Quindi, l'area di quest'ordinanza è già stata allargata - vale anche per una porzione di San Salvario -, però, secondo me, questa è una delle dimostrazioni che il provvedimento del Ministro Maroni abbia più effetto sulla percezione, se va bene, che non sulla realtà dei fatti, mentre, in questo caso, abbiamo un risultato positivo sulla realtà dei fatti. Per quanto riguarda la questione del sabato, le ho già detto che, talvolta, questi servizi si svolgono anche di sabato, ma, ad oggi, cioè fino a questa mattina (sono abituato a non giurare mai, in questi casi, su che cosa potrà succedere domani o dopodomani, perché sono cose indipendenti dalla nostra volontà), soprattutto da agosto in avanti, la situazione è radicalmente mutata in senso positivo, e ciò è riconosciuto anche dai cittadini di quel famoso Comitato che lei ben conosce, anzi, forse meglio di me. Infatti, se avesse letto i giornali il giorno dopo l'uscita dell'articolo a cui lei fa riferimento (in particolare, lo stesso giornale ed anche un altro), avrebbero detto le cose che le ho risposto oggi e cioè che quel servizio esiste e che, peraltro, è percepito positivamente. Quanto all'Esercito, è un'altra questione, della quale potremmo discutere per ore, ma io non ho alcuna intenzione di farlo. Penso di averle dimostrato che esistono cose che possono servire a contrastare un fenomeno reale, altre che servono soltanto a creare percezione. Spero che l'idea del Governo abbia obiettivi più ambiziosi di quello di contrastare persone che consumano bevande ed alimenti sui marciapiedi, perché, per quanto rappresenti certamente un problema (tant'è che siamo intervenuti anche con un'ordinanza), tuttavia, non mi sembra tale da dover mobilitare l'Esercito. Inoltre, sono dell'opinione che l'Esercito, perché non sia un'operazione di facciata e basata più sulla percezione che sulla realtà, andrebbe utilizzato per liberare forze dell'ordine per i compiti ordinari; quindi, non per affiancare, ma per sostituire, laddove sia possibile, la tutela e la vigilanza dei cosiddetti luoghi sensibili. Il mio timore è che questo impiego dell'Esercito faccia dimenticare, ad un Governo che mi sembra agisca più sull'immagine e sulla percezione che non sulla sostanza, che il vero problema che riguarda le forze dell'ordine, oltre che liberarne alcuni componenti per fare i servizi normali di sicurezza e di ordine pubblico, è quello di non dimenticare che vi è sempre la necessità di rinnovare e contrastare il turnover del personale e di sostenere la mancanza di strumenti e materiali, aspetti ai quali abbiamo cercato di ovviare, almeno in parte, con il patto "Torino Sicura". CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. |