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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Iniziamo l'adunanza del Consiglio Comunale discutendo l'interpellanza n. mecc. 200804561/02, presentata in data 15 luglio 2007, avente per oggetto: "Artissima diventa 'Artminima'" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Alfieri. ALFIERI Fiorenzo (Assessore) Dal momento che questa interpellanza è stata ampiamente discussa in Commissione Cultura, mi resta difficile aggiungere elementi nuovi rispetto a quelli forniti al Consigliere interpellante e a tutti gli altri membri della Commissione. Mi limiterò tuttavia a ribadire alcuni principi e le conseguenze che a mio parere è giusto trarne. Quando la Città, la Provincia e la Regione affidarono alla Fondazione Torino Musei il marchio di Artissima, da loro acquistato dal fallimento della società Rebus che ne era la proprietaria, il mandato non fu quello di organizzare una fiera di arte contemporanea che desse spazio prioritario alle gallerie locali, bensì quello di fare in modo che Artissima diventasse una fiera di punta, capace di attrarre sempre di più l'interesse e la partecipazione di gallerie e di collezionisti internazionali. Poiché le fiere di arte contemporanea già allora erano piuttosto numerose e in continua crescita, Artissima avrebbe dovuto in ogni modo trovare una sua strada originale per costituire un appuntamento irrinunciabile, anche se di dimensioni più piccole rispetto ad alcuni giganti europei e americani. Dopo le dimissioni di Roberto Casiraghi, inventore di Artissima e suo direttore fino all'edizione 2006, la Fondazione Torino Musei individuò un nuovo direttore, Andrea Bellini, che nella prima edizione da lui curata, quella dell'anno scorso, seppe incrementare notevolmente l'interesse dei media e dei collezionisti, raggiungendo il duplice obiettivo di inserire Artissima tra le fiere europee più interessanti e di creare un notevole giro d'affari che ha molto soddisfatto i galleristi partecipanti. Questo, malgrado già l'anno scorso alcune gallerie torinesi siano state escluse in quanto i loro progetti non furono considerati adeguati agli obiettivi che si volevano raggiungere. Sulla base di questa esperienza, riesce davvero difficile oggi pensare che ulteriori esclusioni siano il risultato di errori di impostazione o di valutazione. I buoni risultati conseguiti l'anno scorso e l'ottimo giudizio sul nuovo direttore, che viene costantemente espresso dai più diversi osservatori, induce a pensare che anche quest'anno le scelte operate siano funzionali a specializzare e valorizzare ulteriormente Artissima. È ovvio che l'esclusione di alcune gallerie cittadine dispiaccia all'Amministrazione Comunale e all'Assessore alla Cultura, ma non mi parrebbe accettabile che questa - cioè l'Amministrazione Comunale - si sostituisse agli organi di selezione e procedesse secondo criteri campanilistici. L'unica soluzione del problema, per il futuro, è che le gallerie cittadine presentino progetti adeguati agli scopi che Artissima vuole raggiungere. A questo proposito, va precisato che non è il direttore a decidere l'accettazione delle domande di partecipazione, ma un apposito comitato di selezione. Il direttore non ha nemmeno diritto di voto in materia. Il regolamento infatti recita all'art. 6: "L'accettazione della domanda di partecipazione e l'assegnazione dello spazio espositivo sono rimesse all'insindacabile giudizio del Comitato di Selezione in accordo con l'Organizzazione". Come alcuni illustri riferimenti internazionali dimostrano, le fiere d'arte contemporanea, pur con una particolare attenzione all'attività del territorio dove si svolgono, non usano quello della nazionalità come elemento prioritario nella scelta. Ciononostante, Artissima risulta una delle fiere che più presta attenzione alla presenza di gallerie nazionali e locali. Per la precisione: alla Fiera di Basilea (dati 2008), su 300 gallerie ammesse 39 sono state svizzere (pari al 13%), alla Frieze di Londra su 150 ammesse abbiamo 37 inglesi (pari al 25%), alla Fiac di Parigi su 179 ammesse 64 sono francesi (36%), mentre ad Artissima su 128 gallerie ammesse, 52 sono italiane (pari al 41%) e di queste, 12 sono gallerie di Torino. Circa il fatto, peraltro ovvio, che non sia possibile immaginare di affidare ad altri, che non sia l'organizzazione, la responsabilità delle scelte, riporto l'art. 3 del regolamento di selezione di Art Basel: "Pre-condizioni di ammissione". "L'Organizzazione è il giudice finale circa l'ammissione di persone, compagnie, organizzazioni ed esposizioni. Nessuna giustificazione sarà data in caso di non ammissione. Nessun reclamo da parte degli espositori o terzi sull'ammissione o rifiuto di persone, compagnie, organizzazioni o esposizioni sarà preso in considerazione". Il regolamento della FIAC, all'art. 2 "Condizioni di partecipazione" recita: "l'organizzazione determina le categorie di espositori e stabilisce la lista dei prodotti e/o dei servizi in mostra" e nell'art. 3 "Controllo di ammissione" recita: "L'organizzazione non è obbligata a giustificare le decisioni inerenti alle domande di partecipazione". Per tutte queste ragioni, ribadisco che il ruolo dell'Amministrazione in un caso come questo non può essere quello di valutare le scelte operate dall'organizzazione nella costruzione dell'evento, ma di giudicare il successo e la bontà del medesimo rispetto agli obiettivi prefissi, e cioè al fatto che Artissima contribuisca a un sempre maggiore rafforzamento dell'immagine di Torino e del Piemonte come centri attivi e creativi di arte contemporanea. Concludo dicendo che spiace che, proprio nel momento in cui il programma di Artissima 2008 sta suscitando un crescente interesse tra il pubblico degli appassionati, gli addetti ai lavori e la stampa specializzata, qui da noi si continui a fare polemiche preventive. Credo che la felice esperienza dell'anno scorso ci possa serenamente far attendere l'edizione di quest'anno con fiducia e ottimismo. Avremo tempi e modi per giudicare e valutare. A posteriori, però, e non a priori. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Goffi. GOFFI Alberto Vorrei sgomberare ogni dubbio dicendo che, in qualità di Consigliere di questa Città, non posso che augurare il miglior successo ad Artissima e non è di questo che si sta discutendo. L'ultima parte della sua risposta, dove attribuisce delle responsabilità alla stampa, mi pare un po' infelice, perché la stampa ha solo riportato un sentimento ed una serie di perplessità emerse in sede di Commissione e, oggi, in quest'Aula. È vero che questa interpellanza è già stata discussa, ma, seppur vi sia stata questa ampia discussione in Commissione, resto dell'idea che il dottor Bellini, suo malgrado, abbia recato un danno alle gallerie torinesi, che già stanno vivendo un momento non particolarmente felice, però non vorrei ripetere quanto è stato detto in Commissione. Alcuni punti della sua risposta aumentano i miei dubbi, come, ad esempio, il fatto che, secondo lei, l'unica soluzione del problema è che, per il futuro, le gallerie cittadine presentino progetti adeguati agli scopi che Artissima vuole raggiungere, ma il problema è che ancora oggi io e le gallerie torinesi non abbiamo capito quali siano gli scopi prefissi da Artissima, o dal Comitato, nel momento in cui ha fatto questa valutazione. Credo che lei stesso non li conosca o non li abbia conosciuti, perché se li conoscesse ci sarebbe un difetto di informazione o un'informazione privilegiata, ma non voglio credere né ad un'ipotesi, né all'altra; penso che lei non li conosca, così come ritengo che non conosca o non abbia conosciuto neanche gli indirizzi che il Comitato ha voluto attribuire all'edizione annuale di Artissima. A questo punto, mi pare chiaro che se i Consiglieri Comunali, l'Assessore alla Cultura e i galleristi non hanno conosciuto né l'indirizzo né gli scopi di Artissima, diventa difficile giocare a carte scoperte. La mia preoccupazione - più volte espressa - consiste nel fatto che quando un giocatore non fa vedere le carte c'è il sospetto di un bluff e credo che in questo caso il direttore di Artissima abbia alimentato qualche sospetto in tal senso (non dico che ci sia stato). Lei ci ha ricordato, inoltre, che l'organizzazione non è obbligata a giustificare le decisioni inerenti alle domande di partecipazione. Ebbene, ritengo che sia una carenza in qualche modo da rivedere, poiché, quando una manifestazione percepisce 950.000 Euro di quota pubblica, è vero che nel bilancio complessivo vi è ancora una prevalenza privata rispetto alla quota pubblica, però - mi consenta, Assessore -, si tratta pur sempre di una prevalenza minima; quindi, abbiamo una consistenza di contributo pubblico che si aggira intorno al 50% e devo dire che, come contribuzione, mi parrebbe un caso veramente importante ed interessante anche per un tribunale amministrativo, ad esempio, stabilire se non debba esserci l'obbligo della trasparenza, data la consistenza del contributo erogato dalla parte pubblica. Perciò, capisco che sia scritto nello Statuto, ma non lo comprendo, anzi, mi permetto di esprimere qualche dubbio circa la legittimità dell'inserimento di una clausola simile, quando esiste una consistenza di contributo pubblico che si aggira intorno al 50%. Questo concetto, comunque, rimarrà in quest'Aula, poiché, fintantoché non esistono impugnative al TAR, nessuno potrà risolverci la questione; però, credo - ribadisco - che, legittimamente, questo dubbio possa effettivamente porsi. Inoltre, in un momento non particolarmente felice per la Città, nel quale non vi sono risorse e le poche esistenti vengono addirittura tagliate per i servizi sociali, credo che alcune spese suonino veramente o possano apparire come note stonate - ripeto che mi riferisco, in particolare, alle cifre spese dal dottor Bellini per i viaggi (244.000 Euro) e per le consulenze scientifiche relative ad Artissima (250.000 Euro) -, anche a quelle gallerie che sono state escluse e che stanno vivendo un momento di difficoltà. Siccome lei faceva riferimento al periodo nel quale vi fu la direzione di Casiraghi, mi limito soltanto a rivolgerle un ultimo appunto in Aula, dal momento che non l'abbiamo fatto durante la discussione avvenuta in Commissione: vorrei semplicemente ricordarle che il direttore Casiraghi, con una contribuzione pubblica di circa 700.000 Euro, era riuscito ad ottenere delle vendite di area pari a 1.280.000 Euro; invece, il direttore Bellini, con una contribuzione pubblica superiore di 250.000 Euro, cioè con una contribuzione pubblica di 960.000 Euro, ha ottenuto una vendita di area di 985.000 Euro, dunque, rispetto alla direzione Casiraghi, è sceso di circa 280.000 Euro sulla vendita delle aree. Ritengo che questo elemento possa essere utile anche a lei, Assessore, che certamente ha la responsabilità e si trova a dover svolgere un compito tanto importante, cioè quello di valutare pure le capacità manageriali di chi attualmente dirige Artissima. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Alfieri, per una breve replica. ALFIERI Fiorenzo (Assessore) Sulla questione dei criteri, non sono stati esplicitati puntualmente, tuttavia, mi piacerebbe che non fosse sottovalutato il criterio generale che invece ho ricordato, cioè quello sulla base del quale dobbiamo poi valutare il risultato, ovvero che Artissima, malgrado le sue dimensioni limitate, sia una fiera importante a livello internazionale; infatti, per esempio, mi è stato detto che, quest'anno, la fiera sarà considerata - lo vedremo a posteriori - come una delle più interessanti in Europa. Quindi, bisogna che le gallerie, da questo punto di vista, quando portano i loro progetti, riescano ad essere convincenti. Non so se vi possa essere, in una materia simile, una sorta di griglia specifica dove rispondere ai diversi punti. Bisogna saper presentare proposte che gli intenditori e, in modo particolare, il direttore e il Comitato di selezione, ritengano appetibili a livello internazionale; cioè, se vi sono questi autori, se vi è questo tipo di offerta, la gente che arriva da fuori, dichiara che "quello che si trova a Torino non lo trova da nessun'altra parte". Perciò, non è che i criteri siano sconosciuti, e mi sembra che il criterio generale, cioè quello di fare di Artissima una delle fiere più appetibili in Europa, sia un criterio più che sufficiente, soprattutto a livello politico-amministrativo. Sulla questione dei soldi pubblici, mentre il Consigliere parlava, mi è venuto da pensare se ci fossimo mai posti il problema, ad esempio, con il Teatro Regio o con il Teatro Stabile, di andare a chiedere perché fosse stato scelto quel cantante anziché quell'altro, oppure se ci fossimo mai preoccupati del fatto che venisse spiegato o meno, al regista o al direttore d'orchestra, perché non fosse stato scelto. Se vi è un direttore artistico, il problema è che lui deve portare i risultati e, se li porta, ovviamente, risulta difficile contestarglieli. Peraltro, per quanto riguarda il Teatro Stabile e il Teatro Regio, il contributo della parte pubblica è ben più alto del 50%, però non s'interviene sul merito, e il fatto di scegliere una galleria piuttosto che un'altra è assolutamente corrispondente allo scegliere un regista piuttosto che un altro, poiché si tratta di una responsabilità che si assume il direttore; anche in quel caso, si danneggia il regista, che non viene incaricato, perché non riceverà il suo compenso. Se ho capito bene (questo punto non mi è molto chiaro, ma, magari, in sede di Commissione avremo modo di parlarne meglio), il Consigliere diceva questo: siccome i soldi pubblici sono una parte significativa del budget, il fatto che non si debba giustificare l'esclusione è una questione che potrebbe addirittura essere portata davanti al TAR. Per quanto riguarda la gestione precedente, effettivamente, l'edizione dell'anno scorso ha volutamente limitato gli spazi espositivi. È stato affittato un padiglione più piccolo, perché si è voluto che la fiera fosse molto più asciutta e più mirata; conseguentemente, vi sono stati minori introiti, come peraltro Bellini aveva annunciato sin dall'inizio ("da 150-160, quest'anno, si scende a 130"), quindi, è inevitabile che l'incasso, dal punto di vista degli spazi, si sia rivelato inferiore, ma è stato voluto appositamente per fare, di quella fiera, una fiera diversa. A tale proposito, so che quest'anno il numero delle gallerie è all'incirca uguale a quello dell'anno scorso. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. |