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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Sulla base di quanto è stato richiesto, questa comunicazione riguarderà lo stato attuale della possibile fusione tra GTT e ATM Milano e, soprattutto, l'incontro che, la settimana scorsa, si è svolto tra i Sindaci delle Città di Torino e Milano, al quale hanno partecipato anche i Presidenti ed altri componenti delle due Aziende. Credo di poter affermare che l'incontro è stato positivo per quanto riguarda l'opportunità di una continuazione degli approfondimenti che sono in corso, alla ricerca di una possibile intesa che porti alla fusione tra GTT e ATM Milano. In questa occasione, i due Sindaci sono stati informati del lavoro svolto in questi sei mesi dagli undici gruppi di lavoro (che le due Aziende avevano formato sotto la regia dei due Presidenti), prendendo in considerazione il contesto di riferimento, il profilo delle due Aziende, la creazione di valore per i benefici dell'integrazione, la valorizzazione delle Aziende, l'assetto societario e la governance, il modello organizzativo in termini di linee guida ed il progetto di fusione (ovviamente, nel caso si decidesse di proseguire nella direzione indicata). Inoltre, in questo periodo si sono svolti degli approfondimenti con gli advisor incaricati: l'advisor industriale (è uno solo) è Axteria; gli advisor finanziari sono la Morgan Stanley (individuato da ATM Milano, ma, sostanzialmente, di comune accordo) e Sanpaolo-IMI (individuato da GTT); il perito immobiliare è CB Richar Ellis; gli advisor legali sono lo Studio Bonelli Erede Pappalardo e lo Studio Benessia Maccagno. Che cosa si è detto, sostanzialmente, sul TPL? Si è detto che, di fronte ad una dinamica crescente dei costi, a tariffe spesso bloccate, ad una frammentazione dell'offerta in bacini di impresa di ridotte dimensioni rispetto alla concorrenza, ad un quadro regolatorio in costante evoluzione ma non definito, ad un'insufficiente capacità di investimento, ad un forte indebitamento degli operatori, alla necessità di sostegno al mezzo pubblico (se si vuole davvero che sia privilegiato rispetto al mezzo privato), ad una domanda, da parte dei cittadini, di mobilità crescente in termini di qualità ed integrazione e ad una necessità di maggiore vivibilità delle città e di risparmio energetico, è un sistema sottofinanziato. Non c'è ombra di dubbio che il contesto richieda risposte da parte delle Istituzioni in senso generale, dal Governo alle istituzioni locali. Tuttavia, anche le aziende devono fare la loro parte. Si tratterà, poi, di compiere una serie di valutazioni. Dico subito, però, che un'eventuale integrazione non comporterebbe problemi di alcun tipo rispetto a quanto predisposto dal disegno di legge n. 112 del 2008. Un'eventuale integrazione ATM-GTT - e vi faccio notare che le due società, seppur diverse, riportano dati abbastanza simili - può certamente sviluppare economie di scala, che generano risorse per investimenti, ed inoltre può rispondere ad una domanda di mobilità logistica non più per bacino, ma per area di Nord-Ovest, con la creazione di un'azienda più forte sulla TPL, in grado di cogliere opportunità di mercato nazionale in un quadro di crescita di capacità competitiva. Quando si parla di opportunità del mercato, ci si riferisce al fatto che, ovviamente, la società potrebbe (così come potrebbe farlo la società attuale trasformata, nel momento in cui non fosse più in affidamento) partecipare alle gare che, necessariamente, devono essere predisposte da parte di città e di altri territori. L'integrazione può portare ad un utilizzo migliore delle capacità interne ed esterne del trasporto collettivo, in grado di accelerare i processi di innovazione, e può creare opportunità di sviluppo del lavoro e delle professionalità. Come abbiamo detto più volte (si è avuta anche una comunicazione del Sindaco al riguardo), l'integrazione potrebbe portare all'apertura del capitale al mercato, nel senso che, a quel punto, può essere interessante istituire una gara di evidenza pubblica per acquisire un socio privato (ovviamente nel momento in cui gli azionisti lo decidessero). Dal punto di vista delle grandezze economiche, sappiamo che il peso di GTT è tra il 38 e il 40% (in alcuni casi lo superiamo, in altri no). ATM ha ricavi per 756 milioni, GTT per 461 milioni. I contributi in conto esercizio per ATM sono 357 milioni e per GTT 215 milioni, per GTT, l'EBITDA è 81 per ATM e 64 per Torino (cresce significativamente, andando al 44 %). Gli investimenti annuali sono di 143 milioni da parte di ATM e di 171 milioni da parte di GTT. La nostra cifra è così alta a causa della costruzione della metropolitana (cioè questo è il motivo per cui raggiungiamo quasi il 54%).Gli investimenti previsti per il triennio sono 993 milioni per ATM e 625 per GTT (cioè il 61,49%, mentre ATM non va mai al di sotto del 38%). Queste cifre ci forniscono l'indicazione dei lavori possibili da parte delle due aziende nel momento in cui saranno unite, ai fini della decisione sulla governance e sulla questione della parità tra le aziende. Sappiamo che, non avendo utili, per quanto riguarda il valore, vale il patrimonio di ogni azienda, che non è formato essenzialmente dalle reti, ma è il patrimonio funzionale all'attività che viene svolta (depositi ed autobus). Per quanto riguarda la creazione di valore e il possibile beneficio che si potrà acquisire dall'integrazione, andiamo da un minimo di 36.6 milioni ad un massimo di 45, per cui l'ipotesi che l'integrazione comporti un beneficio, in termini di efficienza, di 40 milioni all'anno, è in grado di generare, da parte della società, un'autocapacità di finanziamento per 400 milioni di maggiori investimenti. Perché c'è questa creazione di valore e quali sono i grandi titoli su cui, in alcuni casi, contribuisce più Milano e in altri più Torino? Il know how ferroviario è torinese, a Milano non c'è. Noi non abbiamo il ticket elettronico, mentre Milano sì (e questo vorrebbe dire un miglioramento di ricavi di servizi al cittadino). L'asservimento semaforico e il miglioramento a velocità commerciale sono un fatto torinese, non milanese. L'Ecopass, invece, è milanese (e rappresenta un miglioramento ambientale dal punto di vista dei ricavi); la piattaforma di infomobilità è un fatto torinese e non di ATM; la tecnologia di intervento reti tranviarie è un fatto più milanese che torinese, la centrale operativa parcheggi è un fatto soprattutto di GTT, come anche la manutenzione know how nell'esternalizzazione; le tecnologie di controllo qualità rete e processi di gestione, invece, sono un fatto soprattutto milanese. Anche in questa analisi, come si vede, vale quello che abbiamo sempre detto, cioè che non siamo davvero secondi a nessuno, dal punto di vista della GTT attuale. Dal punto di vista della futura creazione di valore, non c'è ombra di dubbio che, tra ragionare come Milano o come Torino o ragionare insieme, si tratta di prendere in considerazione gli spostamenti che avvengono tra i due bacini, di vedere quali sono i poli produttivi di servizio e i bacini culturali e, nell'ambito della nuova linea dell'alta velocità, di valutare la possibilità di liberare le attuali infrastrutture ferroviarie per un potenziamento delle reti regionali e locali. Non c'è ombra di dubbio, quindi, che, dal punto di vista della possibilità di una creazione di valore futuro, c'è questa possibilità. Ma quali sono i due modelli possibili? La questione è stata il punto centrale dell'incontro della settimana scorsa. Scartando l'ipotesi di una mera collaborazione e ragionando invece su un'ipotesi di fusione (ma entrambe le possibilità sono fattibili), fermo restando che il patrimonio del Comune di Torino rimane in capo al Comune di Torino e che il patrimonio del Comune di Milano rimane in capo al Comune di Milano, fatta salva la parte necessaria ai fini dell'espletamento del servizio, un'ipotesi è quella di una NewCo in cui le quote siano detenute al 50% dai rispettivi Comuni (quindi a pari dignità), una Newco formata da due società operative di TPL sui due livelli territoriali, cioè due SOT (Società Operative Territoriali). Questo per garantire parità di dignità e di uguaglianza che sarà necessario accompagnare ad un forte patto tra i soci. L'altra ipotesi vede i due Comuni che, prima di dar vita alla nuova Azienda che gestirà il trasporto pubblico, partecipino ad una società che detenga le partecipazioni finanziarie (modello FSU). In questo caso il problema della pari dignità sarebbe più garantita dallo statuto e dalla costruzione di questa società che non necessariamente da un patto tra privati. Su questo specifico punto è stato dato mandato al Comitato e ai Presidenti di approfondire ulteriormente la proposta ipotizzata, cercando di garantire quell'obiettivo e vedendo quale formula tecnica sia meglio adottare; personalmente, credo che la seconda ci possa garantire meglio della prima e, in ogni caso, su questo punto il dibattito tra noi e Milano è aperto ed è un punto di approfondimento. I principi guida sul modello di governance sono: tutela di entrambi i soci per le decisioni rilevanti; il controllo dei Comuni sulla qualità dei servizi del territorio di riferimento (per cui le due società operative); la tutela dei marchi e dell'immagine ed il sistema del management del gruppo (che dovrà essere chiaro ed efficace, ma nel quale ci dovrà essere una contribuzione di pari livello); il modello di amministrazione e di controllo classico (ovvero un CdA); i vincoli di territorialità sui patrimoni immobiliari ed il vincolo di destinazione per i finanziamenti pubblici. Nel caso in cui ciò avvenisse, noi avremmo, se decidessimo di fare la fusione, una NewCo con finanziamenti pubblici, le reti e gli impianti e, sotto, due società di esercizio che presidiano le attività necessarie a garantire un'efficace gestione del contratto di servizio con gli Enti Locali interessati. Penso che nei mesi scorsi sia stato condotto un buon lavoro; oggi, non possiamo dire che siamo in dirittura d'arrivo, ma che abbiamo passato una prima fase e vi è la convinzione che questo buon lavoro vada proseguito, perché potrebbe maturare una condizione e trovare una soluzione per realizzare questa importante novità. Non ripeto cose che ho già detto durante le comunicazioni scorse; ricordo solo che, unendo queste due aziende, arriveremo ad un fatturato di circa 1.220.000.000. La media delle principali società europee è di 3 miliardi (il che vuol dire che alcune hanno un fatturato anche di 5 o 6 miliardi), per cui anche se diventeremo la prima delle grandi aziende in Italia, sicuramente per il momento non saremo tra le prime sei aziende a livello europeo, ma andremo in quella direzione. Entro la fine della settimana spero di poter fornire a tutti i Consiglieri, tramite la Presidenza, il sunto di quanto ho appena detto, in modo tale che ci sia un quadro scritto dell'attuale situazione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Pur ritenendo doveroso il confronto con il Consiglio Comunale, credo sia altrettanto opportuno, da parte nostra, ringraziare il Vicesindaco per aver risposto tempestivamente alla nostra richiesta di comunicazioni, anche se - non posso risparmiarmi una piccola nota polemica - vorrei ricordare che uno degli argomenti sostenuti non solo dal mio Gruppo, ma anche da alcuni Gruppi di maggioranza, fin dall'apertura della partita GTT-ATM, era la necessità che la Giunta non considerasse il Consiglio Comunale come un orpello, un accessorio, un passaggio quasi superabile e dimenticabile, ma come il primo dei consulenti ai quali questa Amministrazione deve rivolgersi e far riferimento. Vorrei ricordare che, prima dei consulenti e che ognuno di noi ha, soprattutto al di fuori delle sale di questo Consiglio Comunale, vi sono 50 consulenti, i Consiglieri Comunali, pagati dai cittadini che, nel momento del bisogno, hanno il compito preciso di mettersi a disposizione della loro Città e, in particolare, del Sindaco e della Giunta. Questo è un momento di particolare bisogno, anche perché, Vicesindaco, nella sua pur dettagliata relazione tra quelli che saranno i cosiddetti "paletti" della NewCo non ho colto un passaggio che ritengo fondamentale: non ho sentito parlare di tutela dei lavoratori e di mantenimento dei livelli occupazionali, uno degli aspetti che più volte abbiamo segnalato e che riteniamo fondamentale. Avevamo chiesto che all'approccio di fusione tra GTT e ATM fossero propedeutiche alcune rassicurazioni, alcune definizioni in materia di garanzia sui livelli di servizio nei confronti dell'utenza e sul mantenimento delle tariffe attuali, di garanzia su un equilibrio che non andasse troppo a scapito della Città di Torino per quanto riguarda il nuovo assetto decisionale ed il nuovo Consiglio di Amministrazione; chiedevamo anche garanzie e rassicurazioni anche in merito a tutta la partita che riguarda gli occupati in GTT, ma su questo non ho sentito proferir parola. Mi aspetto un chiarimento e, soprattutto, un approfondimento, perché vi sono migliaia di famiglie che tremano letteralmente quando, per quanto riguarda la possibilità di fusione tra GTT ed ATM, sentono che questa Amministrazione si sta confrontando con un'Amministrazione che finora si è dimostrata ben più forte della nostra. Avviandomi alla conclusione, vorrei solo segnalare che Alleanza Nazionale ha dei timori, Vicesindaco, che non sono legati alla possibilità che si aprano nuovi scenari per quanto riguarda il trasporto pubblico locale e GTT, perché, se questo significasse il bene della città offriremmo ancora una volta il nostro supporto ed il nostro voto a questa procedura, ma abbiamo troppi esempi che ci spaventano. L'ultimo esempio non posso non citarlo: non vorremmo che si creasse anche per GTT ed ATM l'effetto che si è creato per Settembre Musica e per MI-TO. Abbiamo letto autorevoli editorialisti che di recente hanno evidenziato aspetti che noi stessi abbiamo sollevato nelle sedi di Commissione e di Consiglio, cioè che Torino Settembre Musica, trasformatasi in MI-TO, alla fine si è rivelata essere semplicemente nulla più che un regalo alla Città di Milano. Noi non vorremmo che la partita GTT-ATM si trasformasse nell'ennesima battaglia vinta dalle "truppe lombarde" a scapito della Città di Torino. Non vorremmo che, in questo passaggio, le truppe lombarde avanzassero ulteriormente, creando squilibri alla nostra Città e a ciò su cui la nostra Città e i contribuenti torinesi hanno investito per anni, tra cui anche GTT. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Lonero. LONERO Giuseppe Ci troviamo per la seconda volta a chiedere le comunicazioni del Sindaco su questo argomento e lo sottolineo, perché, come avevamo già evidenziato la volta scorsa, ci sarebbe sembrato doveroso, da parte del Sindaco e della Giunta, dare spontaneamente queste informative al Consiglio Comunale (almeno in Commissione, se non in Aula), visto che, la scorsa settimana, c'è stato questo importante incontro al vertice tra la Città di Torino e quella di Milano e non, invece, "costringere" (tra virgolette) la Giunta a riferire in Aula su questo argomento, così come siamo già stati costretti a fare la volta scorsa. Anche se la volta scorsa, Vicesindaco, ho pubblicamente detto che non c'erano preclusioni di natura preconcetta alla fusione tra queste due Aziende, fermo restando alcuni paletti, questa volta, le perplessità e i profili di preoccupazione sono aumentati, se è possibile, rispetto alla volta precedente. Mi è sembrato che lei abbia parlato della incorporazione di queste due aziende come di una fusione a freddo, oserei dire quasi una "fusione fredda". Non ho sentito argomenti che avrebbero interessato, che avrebbero scaldato quest'Aula, perché non ho sentito parlare (forse, lei lo ha dimenticato sempre nelle sue comunicazioni) della incorporazione di due aziende che, troppo spesso, dimentichiamo che forniscono servizi pubblici, cioè quei servizi che, se svolti correttamente e al prezzo più economico possibile, migliorano la qualità di vita dei cittadini. Non ho sentito sottolineare questo aspetto , perché, come ha già evidenziato chi mi ha preceduto, sicuramente nelle sue comunicazioni non c'è stato nessun cenno al mantenimento dei posti di lavoro, ma soprattutto - ed è ciò che mi dispiace di più - non c'è nessun riferimento a come questa incorporazione possa servire per migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini, mantenendo inalterati i costi. Su questo aspetto, lei è stato ampiamente lacunoso, come lo era già stato il Sindaco la volta scorsa, nonostante le sollecitazioni da parte di tutti. Ma un altro aspetto ci ha destato perplessità e cioè sulla carenza, nelle sue comunicazioni, in merito alle strategie, soprattutto quelle a lunga scadenza, che questa NewCo dovrebbe intraprendere. Perché, se è vero che le economie di scala che si dovrebbero ottenere da questa incorporazione servono anche per liberare risorse finalizzate a nuovi investimenti, noi "torinesi" (tra virgolette) ci aspettiamo che questi investimenti ricadano al 50% su Torino? Oppure, in quel momento, il peso dell'Azienda ATM, che è sicuramente maggiore in termini di fatturato e di dimensioni avrà un valore aggiunto in più, al punto da dirottare la maggior parte di questi investimenti su Milano? Su questo non ci ha dato nessuna rassicurazione. E, per quanto riguarda poi le ipotesi (prima parlavo di strategia) di miglioramento e di sviluppo dei servizi di trasporto pubblico torinesi, negli ultimi anni abbiamo intrapreso un cammino nella direzione di favorire il trasporto su ferrovia, anche a livello locale e regionale. E lei - ma questo lo sapevamo - ci ha confermato che ATM non ha nessun know-how su questo argomento: dovrebbe prendere interamente il know-how torinese. Allora, se quella è la direzione, vogliamo far pesare in questa incorporazione quello che ATM forse vuole veramente assorbire dalla GTT? Vogliamo farlo pesare? Perché, se il trasporto pubblico su ferrovia, anche a livello locale e regionale, serve anche a Milano e gli unici che lo sanno fare in questa NewCo sono i torinesi, allora a questo peso, a questo valore aggiunto, a questo know-how deve essere dato il giusto valore nel momento della fusione. In conclusione, manifestando alcune perplessità in merito alla possibilità che questa NewCo partecipi alle gare per l'affidamento del Servizio di trasporto pubblico locale, anche altrove in Italia. Vorrei che non si riproponessero, Vicesindaco, le storture che si sono già manifestate quando GTT ha partecipato alla formazione di altre Società che sono state poi penalizzate dall'Authority, per evidente violazione della libertà di mercato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica Ringrazio il Vicesindaco per averci riportato i termini della questione relativa all'aggregazione GTT-ATM. Questo è il terzo passaggio in Consiglio Comunale della vicenda; vorrei ricordare i due precedenti, che sono stati il 4 febbraio e il 16 giugno. Il 9 settembre, vi è stato questo incontro, a cui faceva riferimento il Vicesindaco, tra i due sindaci di Torino e di Milano, ed io vorrei riportare, però, le parole del Sindaco, Sergio Chiamparino, che sono state riferite sui giornali virgolettate: "Ci rivedremo tra un paio di settimane per decidere se dare o meno via libera al progetto finale". Questa affermazione non è proprio in sintonia con la relazione del Vicesindaco e debbo dire che, a questo punto, i sollecitati approfondimenti che sono venuti anche negli interventi precedenti credo che debbano trovare finalmente modo di essere portati avanti da parte del Consiglio Comunale. In questo senso, tra l'altro, questo approfondimento potrebbe aver luogo in relazione alla mozione che abbiamo presentato, come Gruppi della sinistra, il 19 giugno 2008 e che non è stata ancora esaminata, né in Commissione, né in Consiglio Comunale, quindi, ci sarebbero i tempi per votarla in Consiglio Comunale, anche se chiediamo, invece, di esaminarla in Commissione. Ne ricordo il contenuto, in quanto nella mozione non entravamo già nel merito della bontà o meno dell'aggregazione, ma rimanevamo sulle questioni di metodo. Innanzitutto, vorrei ricordare che l'articolo n. 42 del Testo Unico della Legge sull'Ordinamento degli Enti locali (è bene anche fare questi riferimenti) definisce il Consiglio Comunale come Organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo e, in particolare, gli attribuisce la competenza rispetto all'organizzazione dei pubblici servizi, come il trasporto pubblico. È bene ricordarlo, come nostra premessa. Con questa proposta di mozione, chiediamo (il Vicesindaco ci darà copia di quanto ha già potuto consultare) che vi sia uno studio di fattibilità effettivo rispetto alle diverse opzioni. Infatti, il Vicesindaco faceva, per esempio, riferimento a questi due modelli, però dovremmo avere considerazioni puntuali per comprendere come si vadano a caratterizzare questi due modelli, che riassumono un'integrazione più spinta o meno spinta (il Vicesindaco era per un'integrazione più spinta, ma bisogna avere la possibilità di entrare nel merito). Ci sono, poi, tutte le altre questioni, che sono già state ricordate dai Colleghi, relative ad uno studio di fattibilità che includa come elementi - e nella mozione si ritrovano -: le questioni legate ai livelli occupazionali (sicuramente, da mantenere); la salvaguardia delle competenze tecniche acquisite negli anni in GTT; l'attenzione alle tematiche ambientali; la definizione di un piano industriale; il mantenimento della funzione del Consiglio Comunale come Organo di indirizzo. Credo che questa sollecitazione ad entrare nel merito e ad avere un maggiore approfondimento sia molto importante, proprio perché (faccio qualche considerazione di carattere politico) sono preoccupata che questa vicenda possa essere decisa non in base al merito, ma in base a discussioni, per esempio, interne al Partito Democratico fra le diverse correnti. Credo, invece, che sia necessario entrare nel merito della questione. Sono preoccupata del fatto che emerga questa concentrazione di poteri e di interessi, a cui, purtroppo, abbiamo fatto riferimento (ne abbiamo anche parlato la scorsa settimana), per cui una stessa persona è Presidente della Compagnia di Sanpaolo, è stato Presidente di FSU e, adesso, è dello Studio che sta seguendo la fusione GTT-ATM; nulla contro questa persona, ma il fatto che ci sia questa concentrazione di interessi in un unico soggetto è, comunque, preoccupante. Quindi, in questa sede, chiedo che si abbia la possibilità di lavorare in una direzione diversa, proprio perché dobbiamo costruire democraticamente una soluzione che sia basata sul merito delle questioni. Abbiamo davanti l'esempio dell'aggregazione Sanpaolo-Intesa, che abbiamo rivisto la scorsa settimana e che, in qualche modo, ci deve porre nelle condizioni, magari, di non ripetere gli stessi errori. Poi, subentra la questione del rapporto tra Torino e Milano, che è uno dei fattori da cui dipende il futuro della nostra Città. Sicuramente, il nostro interesse è che Torino non giochi un ruolo subalterno di futura "città dormitorio"; crediamo, invece, che Torino abbia le potenzialità per non esserlo, soprattutto se sarà in grado di attivare, così come hanno scritto persone ben più competenti di me, capacità e competenze diffuse e non solo guardare a due o poco più poteri forti della Città. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Siamo di fronte ad un'operazione estremamente importante per la Città. Per questo motivo, dovremmo tutti comprendere quali saranno le condizioni in base alle quali si concretizzerà l'operazione di fusione tra GTT e ATM. Uno dei punti fondamentali è che questa fusione sia alla pari, così come mi pare abbia chiesto il Sindaco Chiamparino al Sindaco Moratti nei giorni scorsi. "Alla pari" significa salvaguardare l'autonomia, la storia, l'organizzazione del lavoro di GTT, che, comunque, seppur con delle contraddizioni, è stato in questi anni molto positivo. Infatti, con l'avvento della Metropolitana, è cresciuto anche il valore patrimoniale e le capacità gestionali della GTT. Mi risulta che GTT sia la terza azienda nazionale, quindi, se ATM può vantare una differenza di dimensioni, sicuramente GTT è al livello di aziende di grande rilevanza. Quindi, un'aggregazione alla pari, dalla quale deriveranno sicuramente conseguenze importanti, che saranno positive se questa alleanza porrà le due Aziende sullo stesso piano. Quanto diceva il Consigliere Cerutti è condivisibile sul piano delle preoccupazioni. Credo che, in questo caso, il piano industriale di due Aziende che si fondono debba essere, addirittura, una precondizione, perché vorremo avere la certezza sul fatto che i livelli occupazionali saranno mantenuti - dico cose scontate, ma sono questi gli argomenti -; se la qualità del servizio sarà garantita, perlomeno allo stesso livello, oppure con un miglioramento del servizio; se, effettivamente, ne deriveranno guadagni e vantaggi, perché, in caso contrario, quale sarebbe il motivo per fare una fusione? Quello di reggere alle gare che si terranno nel 2010? Questa è una delle motivazioni che spinge la Città, e credo anche la GTT, ad entrare sul piano della concorrenza e della competizione in maniera più adeguata. Però, credo che tutto questo debba essere preceduto da un dibattito che coinvolga in maniera decisiva il Consiglio Comunale, restituendogli la capacità di decidere su che cosa si dovrebbe fare. Sicuramente, i vertici dell'Azienda e il Sindaco devono trattare con i vertici milanesi, ma l'organismo competente per decidere sulla questione è il Consiglio Comunale, quindi tutti i Consiglieri Comunali, di tutti i Gruppi presenti in quest'Aula. Per quanto ci riguarda, come Gruppo dei Comunisti Italiani, ci esprimeremo solo dopo che avremo ottenuto la certezza di questa parità tra le due Aziende e solo dopo aver capito quali siano le reali condizioni e quali vantaggi effettivamente ne deriveranno. Siamo consapevoli che il 2010 sarà un anno importante. Noi siamo contro il processo di liberalizzazione dei Servizi Pubblici Locali; l'abbiamo detto e lo dico anche al Consigliere Ravello, il quale, prima, parlava delle garanzie sul piano dell'organizzazione dell'Azienda (livelli occupazionali, eccetera). Il Governo Prodi stava procedendo alla liberalizzazione dei Servizi Pubblici Locali e, probabilmente, questo processo, oggi, con il Governo Berlusconi sarà accelerato. In quel senso, condivido l'attenzione che noi dobbiamo porre su che cosa accadrà nel 2010, e quindi è chiaro che GTT non può rimanere staccata, ma deve avviare un processo di aggregazione per accrescere la sua forza nel caso in cui nel 2010 ci fosse una gara internazionale, che potrebbe vincere anche un gruppo economico giapponese, cinese, tedesco, eccetera. Quindi, dobbiamo preservarci da quell'eventualità e, in questo senso, credo che sia necessaria una politica di aggregazione (la chiamerei in questo modo), affinché le due Aziende possano, in qualche modo, accrescere la loro forza e la loro capacità di competere sul mercato. Comunque, alla fine di questo processo, credo che gli aspetti fondamentali che noi dobbiamo preservare siano due (e credo che il Consiglio Comunale se ne assumerà la responsabilità): la proprietà in mano pubblica e il controllo pubblico sulla gestione dell'Azienda. Non credo che questo impedisca la possibilità di collaborazione con i privati (ben vengano queste collaborazioni), però credo che la proprietà pubblica e il controllo pubblico siano le due condizioni fondamentali per ottenere dei vantaggi da questa fusione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando Ringrazio il Vicesindaco per questo aggiornamento, anche se non rassicura e non porta alcuna particolare innovazione, perché anche i titoli che ci ha dato non ci mettono al riparo da quelle che erano, sostanzialmente, le preoccupazioni di qualche mese fa e che permangono. Mi spiace doverlo dire, ma, questa volta, mi tocca andare d'accordo, non certamente sul merito ma sul metodo, con alcune osservazioni del Consigliere Cerutti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Più che suo, Vicesindaco, il merito è, ormai, dei "supercommissari", visto che avete introdotto, per via di prassi, la figura dei City Commissioner, per cui noi abbiamo, sostanzialmente, un Sindaco-ombra, non eletto, che si occupa... CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Chiedo scusa, Consigliere Cassiani, per favore! VENTRIGLIA Ferdinando Le acque nel PD sono sempre turbolente, anche quando fanno un po' di chiacchiere d'Aula. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Scusi per l'interruzione, Consigliere Ventriglia, ma vorrei richiamare i Colleghi della maggioranza... (BRUSIO IN AULA). Non possiamo continuare così! Se non c'è silenzio, il Collega ha tutto il diritto di continuare a stare zitto! Prego, Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando La ringrazio, Presidente. Quindi, direi che esiste questo problema del Commissario Cittadino. Oggi, viviamo in un regime di commissariamento, nel quale tutto viene affidato alle stesse figure non elette ed irresponsabili; dall'altro lato, vi sono obiettivamente alcune tradizioni che non testimoniano a favore di quest'operazione. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Adesso, però, è il PDL o, perlomeno, qualcuno ai margini del PDL... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). C'era il Consigliere Goffi... Ho detto PDL, chiedo scusa! Com'è noto, siamo positivamente orientati in questo senso; tuttavia, se l'esperienza delle fusioni è quella, prima, di CRT - negli anni - e, poi, di Sanpaolo-Intesa, a volte proprio in una coincidenza anche di advisor e di figure centrali, certamente, gli auspici non sono dei migliori; anche rispetto alle cosiddette rassicurazioni del Vicesindaco, aspettiamo di vedere questo primo documento. Non so se siamo davvero al punto in cui non se ne possa dire di più, perché è ancora allo studio, oppure perché non si deve dire di più. Faccio un esempio: il vincolo territoriale del patrimonio immobiliare è qualcosa che sembra molto positivo, perché tutti sono contenti, così non si svende il patrimonio, Milano non vende le cose di Torino e poi realizza lei, eccetera; in realtà, com'è noto, si tratta di una lama a doppio taglio, poiché certi vincoli, se si fa un'integrazione spinta, potrebbero addirittura avere un effetto depressivo sul valore patrimoniale, nel rapporto con interlocutori e operatori e player in campo internazionale su quei valori da lei citati. S'immagini, poi, quando lei afferma che "abbiamo circa un milione... la media è di 3 milioni...", come ci mettiamo a discutere, in quali condizioni, ad esempio, un giorno, sullo stabile di Corso Turati che non possiamo alienare o che, se lo alienassimo, dovrebbe comunque rimanere nella disponibilità della Città, oppure il suo valore dovrebbe in ogni caso servire ad incrementare i servizi e la qualità della vita in città. Insomma, è tutto molto vago; quindi, quando tutto è vago, si rimane sul terreno delle speculazioni, delle letture e delle interpretazioni, e, considerati gli attori, ciò non può rassicurarci particolarmente. Perciò, siccome alle critiche bisogna pur far seguire delle proposte, vorrei rivolgerne una al Vicesindaco: anziché farsi richiedere le interpellanze e dover venire a discutere in Aula, eccetera, non sarebbe più opportuno inaugurare un nuovo corso? Mi rendo conto che nessuna operazione simile si possa fare in maniera assembleare, quindi, non possiamo fare l'istruttoria in Sala Rossa e nemmeno in Commissione, però, credo che si possano introdurre momenti d'informativa che non siano sempre ex post o riassunti, ma che siano anche una semplice prospettazione di opzioni diverse sulle questioni aperte. In altri Paesi ed Amministrazioni si fa: viene il responsabile, viene proprio il City Commissioner (visto che, di fatto, ce l'abbiamo) a prospettarci una certa questione... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non è il Vicesindaco, il City Commissioner! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Venga lui in Commissione! In Commissione si può fare, è in Sala Rossa che non si può fare. Abbiamo audito tutti a sentire di tutto, quindi, può venire anche lui a raccontarci quali siano le prospettive e le opzioni in campo; poi, non è che vogliamo vincolarlo, ma sarà sicuramente una procedura più trasparente che non dover avere il riassunto del Vicesindaco, per di più, su richiesta dell'opposizione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Effettivamente, è difficile discutere di un argomento tanto importante, soprattutto considerando il clima di torpore presente in quest'Aula, dovuto forse alle capacità del Vicesindaco, il quale è un'ottima persona, ma ha il grosso pregio di riuscire ad addormentare un po' tutte le platee; comunque, tornando ad esser seri, devo ringraziarla per quanto ha detto. Non mi ripeterò e sarò molto breve, perché diverse considerazioni sono assolutamente condivisibili, che vengano dai banchi della sinistra o da quelli dell'opposizione. È naturale che una qualsiasi fusione, fra le altre cose, debba tener conto del livello occupazionale, com'è altrettanto naturale che qualsiasi fusione debba tener conto dei progetti futuri di sviluppo; questo mi sembra logico e di buonsenso, quindi, non si va assolutamente - e certamente non voglio andarci io - contro il buonsenso. In seno al Partito che ho l'onore di rappresentare in quest'Aula, abbiamo riflettuto su questa fusione, che, in linea di massima, ci può trovare assolutamente favorevoli; lo dico, anche perché un polo trasportistico pubblico di questo livello, fra Torino e Milano, un polo che sia veramente maggioritario, non solo in Padania - e lo sarebbe -, ma anche in tutta Italia, non può che trovarci favorevoli. Naturalmente, come in tutte le fusioni (e questo non è capitato, secondo noi, in Intesa-Sanpaolo), deve garantire tutta una serie di cose, che penso - perché ho ancora abbastanza fiducia nel buonsenso bipartisan - siano e devono essere considerate anche dalla maggioranza alla guida di questa Città. Ripeto: un polo trasportistico che sia tanto importante dovrebbe assolutamente portare benefici anche alla Città di Torino, e non solo; quindi, in linea di massima siamo d'accordo, ma, naturalmente, com'è già stato detto da alcuni Colleghi prima, a condizione che vi siano assolute garanzie sulla tutela dei posti di lavoro. Tuttavia, "assolute garanzie" significa letteralmente proprio questo, invece - e mi rivolgo ad un ex sindacalista, quale il Vicesindaco è -, tali garanzie non sono state rispettate nella fusione Intesa-Sanpaolo, dove comunque centinaia di persone, nell'ambito torinese, sono state accompagnate ad una sorta di pensione. In questo caso, si va a toccare anche il lato umano dei dipendenti, e lei sa benissimo che cosa intenda, perché non sempre è soltanto una questione di denaro (benché sia certamente molto importante), ma si tratta magari di persone - e sono molte, in Intesa-Sanpaolo, soprattutto, nel Sanpaolo - che si ritenevano ancora utili all'azienda e non avevano alcuna intenzione di finire ai margini del lavoro. Invece, sta accadendo questo, perciò insisto su questo punto, nello stesso Comune di Torino, rispetto al pensionamento delle persone con oltre 40 anni di contributi, le quali magari pensavano di poter dare ancora qualcosa e sicuramente avrebbero potuto ancora dare tanto alla Città di Torino. Quindi, un punto fermo dev'essere la salvaguardia assoluta del posto di lavoro e, poi - questo lo dico, assolutamente consapevole di ciò che rappresento, nella Città di Torino, quale Segretario cittadino della Lega Nord -, da questa fusione - lo sottolineo - Torino non deve risultare subalterna a Milano. Ribadisco che siamo pronti ad accettare e siamo assolutamente d'accordo sulla creazione di questo polo molto importante, ma Torino non dev'essere subalterna a Milano, anzi, per fugare ogni dubbio, voglio fare una precisazione: non è che vada tutto bene, solo perché da quella parte vi è una ATM, che è Milano, e che in parte è anche Lega; assolutamente no! L'ultimo consiglio - e lo dica lei, Vicesindaco, ai Dirigenti di GTT -: prima di dar luogo alla fusione, comincino ad imparare dalla dirigenza dell'azienda milanese! Come si legge su "Il Sole 24 Ore", alcune settimane fa, i Dirigenti e i Direttori di ATM hanno cominciato a viaggiare sui mezzi pubblici per capire i problemi del servizio. Io consiglio vivamente anche ai Dirigenti e Direttori di GTT, di servirsi dei mezzi pubblici torinesi, per rendersi veramente conto - questo è molto importante - di quali siano le difficoltà e i problemi del servizio pubblico. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Ringrazio anche io il Vicesindaco per la completa relazione, ma - non è una battuta - veniamo al lato B, o meglio, ad un'ipotesi B. Io ho poi dovuto assentarmi dall'Aula e non so se i Colleghi abbiano affrontato l'argomento. Ho già detto prima che, a mio avviso, la sua relazione, circa questa ipotesi di fusione con ATM, è stata esaustiva e mi pare anche che quanto è stato detto dai Colleghi, su una NewCo. che permetta la vera parità e la valorizzazione di quanto a Torino si è costruito in questi anni, sia opportuno - e mi pare sia molto. Non entriamo nei particolari, ma vorrei aggiungere che noi, a differenza di Milano che, forse, è in possesso di un patrimonio maggiore, abbiamo una rete ferroviaria che loro non hanno. Questo è già un valore importante e mi pare che ci si stia muovendo proprio in questa direzione. Voglio sperare che queste comunicazioni siano anche l'inizio di un modo diverso di confrontarsi, all'interno del Consiglio Comunale. Non pongo assolutamente questa valutazione sul piano politico; ritengo, però, che, di fronte a questa ipotetica fusione - voglio parlare anche delle aziende IRIDE ed ERA o ancora altre integrazioni - forse, ci debba essere un rapporto diverso anche tra maggioranza e opposizione, nel senso che, come lei sa, signor Vicesindaco, si tratta di operazioni che segnano il futuro di una città. Vale per GTT e ATM e anche per aziende come IRIDE ed ERA. Se queste scelte hanno una condivisione politica, possono avere anche un momento di confronto e di verifica tecnica, non soltanto da parte di chi governa, ma anche da parte del Consiglio Comunale - e, quando dico questo, intendo, ovviamente, un Consiglio Comunale formato da una maggioranza e da una opposizione (questo potrebbe essere sicuramente un passaggio importante). Vorrei capire, soprattutto, quanto è stato pubblicato da un organo di informazione sull'ipotesi B. Su questo mezzo stampa si dice che se questo accordo con ATM non dovesse chiudersi, rimarrebbe l'ipotesi di una fusione con la Cassa di Depositi e Prestiti; ciò, ovviamente, vorrebbe dire prevedere - mi corregga se sbaglio, Vicesindaco - una società di nuovo pubblica che, poi, ovviamente, deve partecipare a delle gare per la gestione del servizio. Si parla anche, in un altro articolo, di una serie di società che sarebbero interessate a questa integrazione; questo sarebbe un passo ancora più in avanti, direi più poderoso, più forte, verso i privati, però c'è questo passaggio nei confronti della Cassa di Depositi e Prestiti. È chiaro che, come trapela dall'organo di informazione, venga anche maliziosamente da pensare che, dal momento che questo avviene nel passaggio di azioni da GTT alla Cassa di Depositi e Prestiti - potrei anche aver capito male, o potrebbe essere stato spiegato male sulla fonte di informazione - questa operazione sia volta, soprattutto, a fare cassa. Se cedo ad una società comune, o cedo alla Cassa di Depositi e Prestiti, una parte di azioni, è chiaro che faccio cassa e ci rendiamo conto che viene così rimpolpato il Bilancio del Comune. Però, è importante chiarire questo punto, perché penso che un'operazione di fusione non abbia luogo per fare cassa, ma per razionalizzare il trasporto pubblico al fine di offrire un miglior servizio ai cittadini. Se la fusione, invece, è mirata esclusivamente a fare cassa, per quanto possiamo contare, la cosa non ci interessa. Questa "lato B" avrebbe un unico aspetto positivo, quello di andare subito sul mercato. È chiaro che nel caso in cui la Cassa Depositi e Prestiti e GTT giungessero ad una integrazione, immetterebbero, comunque, un nuovo soggetto pubblico obbligato, a questo punto, ad andare a gara per l'affidamento del servizio. Come concordava prima anche il Vicesindaco, probabilmente, l'argomento è stato spiegato male dagli organi di informazione. A questo punto, ci sembra che si debba spiegare meglio, signor Vicesindaco, se questa ipotesi B è prevista proprio in alternativa della soluzione ufficialmente prospettata. Bisognerà capire in che termini è stata costruita questa ipotesi e che cosa voglia dire esattamente. Purtroppo,i giornali non hanno spiegato nel modo dovuto, perché non avevano informazioni precise in merito al contenuto della seconda ipotesi. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Galasso. GALASSO Ennio Lucio Grazie al Vicesindaco che, in forma asciutta ed esaustiva, come ci è stato detto, ci ha offerto un po' il quadro dell'attuale situazione. Anche il modo in cui tutti i Consiglieri stanno approcciando, discende dalla natura di questa vicenda che vede nella fusione, indubbiamente, un'operazione interessante che ha sicuramente aspetti positivi, perché viene a costituirsi un gigante del nord-ovest - come lo aveva definito già un quotidiano circa 7 mesi fa -. Vi sono urgenze ed esigenze determinate e dalle direttive europee e, devo dire, per certi versi, anche dalla nostra direttiva governativa che risale al 1997, anche se poi non ha trovato pratica attuazione. È fuor di dubbio che questo dovrebbe portare ad un risparmio di gestione. Devo anche dire che questo tipo di fusione, per questo tipo di società, è diverso da altre avvenute, proprio perché opera sul territorio con strutture rigide e, quindi, può portare a grandi risparmi, può portare alla possibilità di partecipare in modo autorevole alle gare e sul terreno nazionale e anche all'estero - tenuto conto che questo gruppo nuovo si assesterebbe tra i primi 10 gruppi europei, mentre ora, la GTT è in una posizione di degrado, di quasi il doppio. Tutto questo rappresenta l'aspetto positivo e l'auspicio e la facile speranza che questo possa avere risvolti sociali positivi e così, sostanzialmente, perviene a tutelare anche i lavoratori e, confidiamo, possa portare anche un beneficio per gli utenti sul piano del sistema tariffario. È indubbio, come dicevo, che bisogna attrezzarsi per le gare interne ed estere. Occorrono, però, alcune precisazioni ed alcuni chiarimenti. Uno è dato, perché, anche per quanto riguarda questo Gruppo, credo che le aperture ai privati possano essere concretizzate. Quali sono gli aspetti su cui vogliamo insistere per meglio capire? Il Consigliere Cantore parlava, prima, di una verifica tecnica ed io aggiungo che, pur nel rispetto delle riservatezze necessarie, bisognerebbe capire o, comunque, bisognerebbe essere attenti all'impostazione dei patti parasociali e in punto governance e anche per quanto riguarda le quote, perché è pur vero che si parla di quote del 50%, però, qui bisogna cogliere gli aspetti che stanno dietro a queste divisioni e in relazione al problema del conguaglio e in relazione al problema delle azioni privilegiate - almeno questo era quanto era emerso prima e, quindi, cogliere meglio questo aspetto. Ritengo, sostanzialmente, di avere ultimato il mio intervento in quanto qui, più che considerazioni di carattere generale, ci interessa avere i chiarimenti di cui ho detto. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cassano. CASSANO Luca Innanzitutto, vorrei ringraziare il Vicesindaco per la comunicazione fornita quest'oggi al Consiglio Comunale. Si tratta di una comunicazione importante, perché questa vicenda, a fasi alterne, come giustamente ricordava il Consigliere Cerutti, da gennaio ha solamente sfiorato la Sala Rossa; abbiamo assistito ad un dibattito e ad un'interlocuzione, troppo spesso, confinata alle dirigenze aziendali e agli incontri tra Sindaci, come testimonia quello avvenuto la scorsa settimana. Vi sono una serie di aspetti fondamentali e non secondari, fino ad oggi marginali nella discussione (se non altro in quella pubblica), nell'affare GTT-ATM ed il primato o i primati di cui si sente parlare (sia a livello nazionale, che europeo) ci interessano poco. Credo che il nostro compito, nei prossimi mesi, dovrà essere quello di garantire, come hanno già detto molti Colleghi, la qualità del servizio e tutelare il futuro dei 6.000 dipendenti della GTT e dei dipendenti (non ricordo il numero preciso) dell'ATM Milano. Le problematiche del trasporto ed il quadro normativo sono in continua evoluzione e non possiamo sottrarci ad un approfondimento sulla qualità del servizio, che, oggi, è pubblico, ma che, anche per il meccanismo finanziario e aziendale che il Vicesindaco ha citato, potrebbe non esserlo più. Quel tipo di costruzione societaria (l'abbiamo già sperimentata in altre situazioni e in altre realtà), di fatto, non prevede la possibilità che il socio pubblico o il Comune di Torino - come in effetti già avviene, se escludiamo il Sindaco e la Giunta - venga informato tempestivamente sulle scelte operate dalle Aziende, specie se quotate in Borsa (ne è un esempio il caso di IRIDE, come abbiamo appreso dai giornali). Anche a causa di questo tipo di costruzione societaria, il Consiglio Comunale, in questi mesi, ha assistito a questa vicenda, in qualche modo, quasi da spettatore e una delle nostre domande riguarda il futuro (e non solo la governance) e il ruolo del socio pubblico, quindi anche di coloro i quali devono rispondere quotidianamente ai cittadini torinesi. Ogni giorno, ognuno di noi riceve segnalazioni ed osservazioni che riguardano le linee di trasporto torinese; riceviamo suggerimenti e lamentele, che testimoniano la necessità di proseguire in un miglioramento che è già stato avviato, ma che non è ancora sufficiente; siamo consapevoli degli sforzi di GTT e della Città per migliorare la qualità e la copertura della rete torinese, ma, per esempio, da mesi alcuni cittadini di una zona di Torino (il quartiere preferisco non citarlo) conducono una battaglia legittima per il mantenimento di una linea di trasporto pubblico, in quanto è molto importante per il collegamento di questa zona con il centro della città. Vicesindaco, se, tra qualche mese, tra gli interlocutori ed i soci vi saranno anche soggetti privati, come potremo difendere la possibilità per questi cittadini di chiedere che quella linea di trasporto pubblico venga mantenuta? Infatti, anche se economicamente non è redditizia, però è socialmente importante. Vorremmo che non ci si limitasse a parlare delle Aziende come fossero numeri o cifre di cui disporre, sognando magari una prossima quotazione in Borsa. Le questioni ancora aperte sono almeno tre: per quanto riguarda la consultazione dei lavoratori e delle Organizzazioni Sindacali, è importante capire a che livello si sono avviati i contatti e se stanno proseguendo (sempre che vi siano stati); e, in considerazione del fatto che GTT è, ad oggi, patrimonio dei cittadini torinesi, un po' provocatoriamente le chiedo, Vicesindaco, se non sarebbe il caso di prevedere, prima di approdare alla soluzione finale (quella della fusione GTT-ATM Milano), una consultazione dei cittadini torinesi. Lo propongo per questa fusione tra GTT e ATM Milano, ma potrebbe essere un modello sperimentale di governo e anche di assunzione delle decisioni per quanto riguarda il tema dei servizi pubblici locali, che affronteremo nelle prossime settimane. Come ha anticipato il Consigliere Lonero (e lo cito volentieri), la questione riguarda altri 3 aspetti fondamentali a proposito del lungo e medio termine e su questo le chiederei, nelle prossime settimane (anche in concomitanza con la discussione della mozione da noi presentata insieme al Gruppo Sinistra Democratica), quali siano le prospettive sulle tariffe, sul contratto dei lavoratori e sulla copertura della rete cittadina. È evidente che i tre nodi, per quel che ci riguarda, nell'ipotesi di fusione di GTT e ATM Milano concerneranno questi tre settori. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea Non vorrei cogliere questa occasione per ripercorrere le riflessioni finora svolte sul tema, assai delicato ed importante, delle cosiddette strategie di fusione o, comunque, di allargamento, ampliamento e relazione con altre Aziende; né vorrei fare un elenco di quelle che, al momento, consideriamo criticità e profili che è necessario affrontare al più presto in tema di trasporti e, in particolare, di Azienda partecipata dal Comune di Torino. Per una volta, in questa sede, rispetto all'esposizione della Giunta, vorrei riconoscerle il fatto di essere stata molto attenta nel sottolineare come i paletti e le condizioni che furono indicati, nei suoi diversi momenti, da questa maggioranza siano stati rigorosamente rispettati. Ad oggi, non siamo ancora in grado di conoscere quale sarà la conseguenza delle condizioni che abbiamo sottolineato in sede di Conferenza dei Capigruppo, di maggioranza e anche in quest'Aula, affinché ci fosse una piena condivisione di questa eventuale scelta di strutturazione con l'ATM Milano. Per quanto riguarda lo specifico di questa comunicazione, constato un'attenta sensibilità da parte della Giunta e una rigorosa corresponsione ai vincoli che abbiamo posto e che, tuttora, mi sento di riconfermare. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Angeleri. Le ricordo che ha a disposizione un minuto e mezzo, a compimento del tempo utilizzato dal suo Capogruppo, il Consigliere Lonero. ANGELERI Antonello Volevo soltanto aggiungere e sottolineare un aspetto, senza rimarcare e ritornare sugli interventi dei Colleghi che mi hanno preceduto. Vicesindaco, oggi, in quest'Aula, mi è parso di comprendere la volontà da parte di questo Consiglio Comunale di essere interlocutore in occasione di una delle vicende più importanti che attraverserà la nostra Azienda Municipalizzata. Come ha sottolineato il Vicesindaco, si tratta di un investimento che porrà questa ipotetica fusione come una delle realtà principali del Paese. Non ho notato - e credo l'abbia potuto fare a sua volta, forte anche della sua esperienza sindacale - una grossa differenziazione negli interventi che ci sono stati, semmai l'esigenza di essere informati e partecipare, giustamente, ad un evento che preoccupa un po' tutti; infatti, tutti abbiamo parlato di livelli occupazionali e di piani industriali e, soprattutto, tutti vogliamo in qualche modo richiamare la funzione d'indirizzo che, giustamente, questo Consiglio Comunale può avere. Rispetto a questo, desideravo unirmi ai Colleghi, perché il fatto di sottolineare questo aspetto non è un atto d'arroganza, né si tratta di voler entrare in una competenza non nostra, bensì di voler partecipare a pieno titolo ad un processo che deve, sempre e comunque, veder tutelata la parte riguardante anche la nostra città. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Vicesindaco, per la replica. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Innanzitutto, ringrazio tutti coloro i quali sono intervenuti e, accogliendo la richiesta principale, ovvero quella di poterne discutere, mi dichiaro disponibile a ragionare insieme su come possiamo fare, senza dimenticare una questione, di cui ho avuto modo di parlare in altre occasioni e per altre situazioni, e della quale io per primo devo tener necessariamente conto, se voglio che gli altri vi si attengano a loro volta, ovvero che, qualora dovessi utilizzare informazioni riguardanti il tavolo di discussione fra due soggetti, mi dovrei necessariamente attenere alla riservatezza richiesta. Ma, salvaguardato questo aspetto, voglio dire chiaramente che sono disponibile a tutti i confronti possibili e anche a stabilire assieme il percorso più idoneo per ogni situazione. Il mio interesse non era quello di convincervi (ammesso che riesca a scaldarvi, perché nutro qualche dubbio), bensì quello di fare le comunicazioni, non tanto per dire quanto sia bello o interessante, quanto perché sono convinto che stiamo parlando di una delle cose più serie ed interessanti che un'Amministrazione possa fare, in grado di creare condizioni positive o negative, a seconda che vada bene o meno, per i prossimi anni; perciò, ritengo giusto utilizzare le parole e i numeri per riuscire a non politicizzare l'operazione in senso negativo, ma basando le considerazioni su un'analisi esatta. In questo senso, vorrei precisare alcune questioni. Innanzitutto, vorrei dire che non ho parlato del primo aspetto, poiché non esiste un "problema lavoratori". Il caso principale, infatti, riguarda l'efficienza possibile, ovvero la possibilità di integrare gli staff; se, poi, gli staff sono equilibrati su Torino e Milano, anche il problema degli equilibri non cambia, semmai, qualcuno da Milano dovrà venire a Torino, ma si tratta davvero di quadri della società, poiché questo è il modello organizzativo, ossia, a differenza di altre situazioni lavorative, qui siamo di fronte al fatto che ogni sedile debba avere un autista, dunque, non è possibile razionalizzare, perché con meno di un autista non è possibile far viaggiare i mezzi: non possiamo farne uno all'80%! In questo senso, credo che la ricerca dell'efficienza rientri in un'ipotesi di staff per cui il non rinnovo parziale o il parziale rinnovo del turnover dia l'esito suddetto. Fortunatamente, l'argomento di discussione è diverso dal caso dell'Alitalia, dove si deve discutere di una riduzione dei costi; nel nostro caso, si dà per scontato che quello sia il contratto e quella la situazione, quindi, non lo facciamo per stato di necessità, per salvare un'impresa, però, credo che noi tutti dobbiamo tenere in considerazione che non siamo in questa situazione e neppure desideriamo esserlo, ma, perché non accada, bisogna lavorare con una certa dinamicità, poi, le direzioni possono essere valutate e diversificate. Per rispondere alla questione di fondo e alla sua conseguenza, devo dire che, quando parlo di patrimonio (mi rivolgo in particolare all'intervento dei Consiglieri Ventriglia e Cantore), mi riferisco a quello essenzialmente legato all'attività. Esso è certamente inalienabile, però, l'autobus e il deposito rientrano nella disponibilità dell'Azienda, che può anche cambiare sia l'uno sia l'altro, ma deve comunque avere il deposito, altrimenti non può svolgere la sua funzione: questo è esattamente il patrimonio di cui parliamo, che va alla NewCo. Invece, quando parlo di patrimonio rispetto alla Cassa Depositi e Prestiti (per le indiscrezioni o le informazioni giornalistiche, chiamiamole come vogliamo), è un caso diverso, che prescinde totalmente dal rapporto con Milano; cioè, anche se noi non facciamo niente o facciamo tutto, quell'ipotesi può rimanere totalmente in piedi, ed è la possibilità di valutare che il patrimonio, che rimane in capo alla Città (ovvero le reti, la metropolitana, i tram, il materiale rotabile, i binari), possa essere invece partecipato dalla Cassa Depositi e Prestiti. Perciò, da una parte, esiste un problema di investimenti che va valutato nel piano industriale e non riguarda questo tipo di investimenti, mentre, dall'altra, dobbiamo valutare che cosa noi, e conseguentemente il Comune di Milano, facciamo sulle reti; certamente, non ci risolve il problema della seconda linea di metropolitana, ma vi contribuisce, perché, se è maggiormente capace di autofinanziarsi al proprio interno su cose per le quali ora ha bisogno del sostegno della Città, noi possiamo liberare risorse per finanziare, invece, l'ampliamento dal punto di vista patrimoniale, cioè la seconda linea. In questo caso, la questione riguarda la Cassa Depositi e Prestiti, la quale ha sempre detto pubblicamente (come voi sapete) di essere interessata ad investire in tutte le infrastrutture del nostro Paese, a partire da quelle trasportistiche; però, bisogna verificare se, dal punto di vista del quadro legislativo, oltreché della volontà e della remunerazione del capitale investito, la Cassa Depositi e Prestiti abbia, da un lato, la possibilità e, dall'altro, la volontà. Ma, arrivati a questo punto, mi devo fermare, in quanto non siamo ancora entrati nel merito; invece, riteniamo che sia bene valutare le reali intenzioni della Cassa Depositi e Prestiti ed essere disponibili, in quanto, da una parte, ci aiuterebbe a creare risorse e, dall'altra - dipenderà dal fatto che entri in modo significativo o meno -, contribuirebbe ai nuovi investimenti. Poi, passando ad un argomento richiamato da alcuni interventi, consentitemi una battuta: come avete riconosciuto tutti voi, nessuno di noi vuole essere subordinato; dunque, vi pare che io possa essere subordinato a De Corato, oppure Chiamparino alla Moratti, e viceversa? Battute a parte, il vero problema è riuscire a trovare una soluzione, e mi pare che, se la Moratti, come ha detto, è davvero interessata a trovare una soluzione per pari dignità, questo vada a vantaggio di Milano e Torino. Peraltro, per loro rappresenta una novità, ma non per noi, perché, in occasione dell'operazione con Genova, abbiamo riconosciuto pari dignità a quest'ultima, pur essendo la loro azienda più piccola; quindi, non lo facciamo solo quando va a nostro vantaggio, visto che lo abbiamo fatto anche quando sarebbe potuto andare a nostro svantaggio. Poi, per replicare a quanti si domandano chi risponderà delle tariffe, dei costi e delle nuove linee, vorrei innanzitutto precisare che ora, in questa fase, non stiamo discutendo sul fatto che si faccia anche l'operazione con un socio privato, ma stiamo solamente parlando di un'operazione con un socio pubblico. Ho solo detto che fare questa operazione valorizza ulteriormente e che il giorno dopo è più facile del giorno prima, anche se volessimo aggiungere questa operazione. Ma, in ogni caso, se noi andiamo a gara, come dovremo andare a gara, potremo trovarci di fronte ad una Società privata che gestisce. Per questa ragione, le tariffe stanno in capo all'Agenzia sulla mobilità e il Consiglio fino adesso le ha sempre autorizzate. C'è il contratto di servizio, quindi sia nell'ipotesi dell'organizzazione dell'Azienda, sia nel caso che non dovesse vincere l'Azienda pubblica, ma dovesse vincere quella privata, comunque deve garantire una società che sia in grado di avere un contratto di servizio con il pubblico e di conseguenza di discutere sulle nuove linee. Certo, ma lo è già oggi? Noi ci siamo già preparati sul fatto che anche a GTT (domani, a maggior ragione, a un'altra società) non gli si può imporre di eseguire un certo servizio (e tanto lo rimetti dentro), perché così non è serio, né dal punto di vista dell'impresa, né da parte nostra. È evidente che, se dobbiamo definire anche al centesimo quale sia il valore del contratto di servizio in rapporto al tipo di servizio offerto e con quale livello di qualità, dobbiamo sapere che se si aggiunge qualcosa, si deve pagare. Credo comunque che il percorso che abbiamo davanti sia interessante. Sono sempre disponibile a portare informazioni e, in ogni caso, come ho detto, entro questa settimana spero di avere un documento con il parere (sostanzialmente positivo) da parte delle due Società, rispettando il fatto che deve essere condiviso in modo tale da poterlo consegnare a tutti i Consiglieri e, poi, su quello, penso sia necessario approfondire. Ovviamente, c'è sempre la massima disponibilità da parte mia. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Le comunicazioni sono concluse. |