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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 10 Settembre 2008 ore 14,00
Paragrafo n. 7
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2008-03474
VARIANTE PARZIALE N. 164 AL P.R.G., AI SENSI DELL'ART. 17, COMMA 7, DELLA L.U.R., CONCERNENTE L'AMBITO 8.18/3 SPINA 2, PORTA SUSA. APPROVAZIONE.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 200803474/09, presentata dalla Giunta Comunale in data 10 giugno 2008, avente per oggetto:
"Variante parziale n. 164 al PRG, ai sensi dell'art. 17, comma 7, della LUR, concernente l'Ambito 8.18/3 Spina 2, Porta Susa. Approvazione"
e della proposta di mozione n. mecc. 200804727/02, presentata dai Consiglieri Cerutti, Cassano, Domenico Gallo, Carossa, Angeleri e Ventriglia in data 21 luglio 2008, avente per oggetto:
"Collegata alla proposta di deliberazione n. mecc. 200803474/09 avente per oggetto 'Variante parziale n. 164 al PRG, ai sensi dell'art. 17, comma 7, della LUR, concernente l'Ambito 8.18/3 Spina 2, Porta Susa. Approvazione'".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Comunico che in data 17/07/2008 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula.
Avviamo, quindi, la discussione generale della deliberazione congiuntamente a quella della mozione di accompagnamento. Al termine del dibattito generale sulla deliberazione e sulla mozione di accompagnamento procederemo alla votazione degli emendamenti e, successivamente, alla votazione della deliberazione e, poi, della mozione.
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Vorrei segnalare che si tratta di una deliberazione di approvazione definitiva dell'atto di Variante, che fa seguito al provvedimento con il quale il Consiglio ha adottato l'atto stesso e ha condotto la discussione di merito generale.
A seguito della pubblicazione, sono pervenute 7 osservazioni che sono state riepilogate in un documento di sintesi, nel contenuto delle osservazioni e nelle controdeduzioni. Le osservazioni ripercorrono, in buona sostanza, l'insieme dei rilievi, delle sollecitazioni e delle obiezioni avanzate nel corso del dibattito, che ha caratterizzato la fase di adozione del provvedimento, che è la principale fase di discussione di merito. In termini generali, potrei dire che i contenuti, in quanto già controdedotti in sede di discussione di merito, sono stati respinti.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Chiedo scusa, Assessore.
Assessore Borgione, per cortesia, le chiedo di rimanere in silenzio, anche per rispetto del suo Collega di Giunta, poiché è molto difficile riuscire ad esplicitare un ragionamento con questo brusio continuo. Non è un rimprovero a lei, ci mancherebbe altro, è semplicemente per richiamare l'attenzione di tutti.
Prosegua, Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
In generale, sono state respinte, con l'eccezione dell'accoglimento parziale di una sollecitazione, avanzata da molte osservazioni e valicata in qualche misura da un contributo specialistico che abbiamo acquisito dal Politecnico, ad integrazione di quanto già prodotto nella frase preliminare.
Nel merito, abbiamo previsto di prescrivere l'integrazione dell'analisi ambientale finora svolta con successivi approfondimenti, legati allo sviluppo della fase esecutiva del piano urbanistico, attraverso la predisposizione di una Valutazione Ambientale Strategica sul progetto, a partire naturalmente dalla fase di piano esecutivo.
In questo senso, quindi, si tratta di un parziale accoglimento, che intende recepire un orientamento fortemente ribadito prima in recentissimi provvedimenti del Ministero dell'ambiente e poi nell'accoglimento delle circolari dell'Amministrazione Regionale in merito alla grande attenzione da prestare, soprattutto per gli interventi di maggiore rilevanza, agli effetti di impatto ambientale.
In questo senso, abbiamo ritenuto che fosse corretto nella sostanza e corrispondente alle prescrizioni introdotte dalla recentissima normativa, con particolare accentuazione all'introduzione della prescrizione di redazione di un apposito documento di VAS, comprendente la fase di screening, da approvare in corrispondenza della presentazione, dell'esame e della discussione in Aula dello strumento urbanistico attuativo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cerutti.

CERUTTI Monica
Con l'atto odierno compiamo un passo molto importante, vista la discussione, avuta sulla mozione di accorpamento, che è stata una discussione di carattere politico sulle tattiche, sui possibili cambiamenti di maggioranza e sui voti di fiducia.
Proprio perché stiamo dibattendo dell'approvazione della Variante, mi sembra però importante tornare al merito della deliberazione, riprendendo, soprattutto, le questioni di carattere tecnico a cui faceva riferimento poc'anzi l'Assessore Viano, e riconoscendo l'importanza, con l'approvazione della Variante, della novità significativa della prescrizione della Valutazione Ambientale Strategica.
Ricordo che noi l'avevamo già chiesta in sede di adozione e che, nel frattempo, è intervenuta l'importante deliberazione del 9 giugno 2008 della Giunta Regionale, in corrispondenza al Codice Ambientale 152 del 2006.
Mi sembra importante ricordare questi aspetti, perché si tratta di questioni tecniche che, forse, rimarranno ai posteri.
Rispetto a questa deliberazione e con il combinato disposto delle richieste di approfondimento nostre, dei Gruppi della Sinistra, ed esterne, presentate da associazioni ambientaliste e da comitati di cittadini (che sono gli autori delle controdeduzioni a cui si fa riferimento nell'atto di approvazione), crediamo che la VAS sia un passo importante, anche se avrebbe dovuto essere prevista già con la Variante.
Tra l'altro, ricordo che la VAS (ma questo concetto, forse, è già chiaro ai Consiglieri e a chi, in qualche modo, sta seguendo il percorso) prevede una Conferenza dei Servizi, con la presenza di ARPA e Provincia, cioè un nuovo momento di trasparenza verso l'esterno, e ricordo che uno degli esiti del procedimento può anche essere la non costruzione dell'opera, la cosiddetta opzione zero, per cui è prevista una fideiussione all'interno dell'atto, di ripristino degli scavi, che dovrebbero partire subito dopo l'approvazione di questa Variante.
Questa è un'altra delle questioni di cui abbiamo discusso: il fatto che sia prevista l'anticipazione dei lavori di scavo per i sottoservizi, legati alla complessità delle infrastrutture tecnologiche, rappresenta una possibilità, a nostro avviso, discutibile.
L'Assessore invoca la giustificazione della deregolamentazione avallata dall'eccezionalità dell'atto: anche noi lo riteniamo tale, ma probabilmente la nostra è un'interpretazione esattamente opposta rispetto al perseguimento dell'interesse pubblico. Vorrei ricordare che questa eccezionalità avrebbe giustificato la strutturalità della Variante, che invece risulta essere una Variante parziale.
Ricordo, poi, le questioni paesaggistiche, il tema delle ombre e i dati di traffico che, nella relazione di compatibilità ambientale, non sono aggiornati, così come viene ripreso dalle controdeduzioni: seguiremo, quindi, gli approfondimenti della Valutazione Ambientale Strategica che dovrà farsi carico di tutti quei dati, compreso il fatto che, in quell'area, ci sarà la Provincia. Voglio ricordare che tutti i dati di traffico della Provincia non sono presi in considerazione: credo che non sia proprio un dettaglio.
Questo per quanto riguarda i dati tecnici.
Passando alle questioni di carattere politico, sappiamo che, in questi giorni, rispetto all'opportunità dell'opera, all'interno della stessa Intesa-Sanpaolo, si sono aggiunte perplessità, legate soprattutto al lievitare dei costi di realizzazione del grattacielo.
Fino a ieri, abbiamo ricevuto soltanto le rassicurazioni di Salza, che però sappiamo essere fra coloro che desiderano più intensamente l'opera. Abbiamo anche invocato una presa di posizione di Passera, che ieri ha affermato (così leggo sui giornali) che il grattacielo è questione torinese, rimettendosi a quanto riferito da Salza.
Credo che questa non sia una vera rassicurazione rispetto alla volontà di Intesa-Sanpaolo, così come credo che, in qualche modo, si evidenzi come la nostra città abbia un ruolo di secondo piano all'interno della progettualità del polo bancario. Penso che questo sia piuttosto evidente: diversamente, mi sarei aspettata un'altra risposta dall'Amministratore Delegato, vista la valenza che, a Torino, viene data a quell'opera, in relazione all'impegno del polo bancario sul nostro territorio.
A dimostrazione di ciò, i Sindacati continuano a non avere stime precise di quante persone (1.000, 2.000 o 3.000) andranno a lavorare all'interno del grattacielo: viene proprio da pensare, come è stato scritto su "Il Sole 24 Ore", ad un Sanpaolo sempre più piccolo all'interno di un'Intesa sempre più grande.
Meditiamo su questo aspetto, anche in vista dell'aggregazione GTT-ATM.
A questo punto, nell'ottica di riduzione del danno che portiamo avanti, chiediamo che, se il grattacielo s'ha da fare, non si tratti di una mera operazione immobiliare.
Per questo motivo, abbiamo proposto la mozione, di cui siamo i primi firmatari, che chiede di mantenere, per l'edificio, la destinazione a terziario, per un periodo di almeno dieci anni, decorrenti dalla data di fine lavori, e non cinque anni, come previsto oggi.
Questa richiesta potrebbe essere alla base di una diversa valutazione del ritorno economico: è per questo motivo, forse, che oggi sorgono alcune perplessità, dovute alle voci secondo cui l'edificio sarebbe progettato in modo tale che gli uffici possano essere rapidamente trasformati in appartamenti.
Dato anche il suo essere azienda responsabile socialmente e ambientalmente, non credo che Intesa-Sanpaolo abbia problemi, se vuole effettivamente investire su Torino, ad accettare questo vincolo.
Vorrei fare una piccola digressione: Intesa-Sanpaolo sta sostenendo, giustamente, la campagna "I luoghi del cuore", il quarto censimento del Fondo per l'Ambiente Italiano, che chiede di segnalare ciò che rovina i luoghi che più si amano; forse alcuni torinesi non vorrebbero veder rovinata l'armonia della città, così come ci hanno detto più architetti (a partire dal progettista delle Twin Towers), con un simbolo ormai obsoleto di potenza ambientalmente non sostenibile.
Nessuno più ormai crede al grattacielo come garanzia dell'impegno di Intesa-Sanpaolo sulla nostra città a partire dagli stessi Sindacati e dai dipendenti.
Tutti i dubbi che la sinistra ha avanzato rispetto all'opportunità dell'opera sembrano aver trovato una loro conferma ancora in questi giorni; abbiamo provato a definire meglio le caratteristiche di un progetto che abbiamo sempre detto essere non chiaro, non valutato dal punto di vista dell'impatto ambientale e soprattutto non discusso con la città.
In queste condizioni il voto non può che essere contrario, anche se, ripeto, all'interno di una maggioranza si possono manifestare responsabilmente, garantendo la presenza, posizioni tra loro articolate che in questo caso esprimono la non condivisione di un progetto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Siamo quasi all'atto finale di un'operazione che cambierà il volto della città ed in particolare di una vasta area a ridosso di Porta Susa.
Per quanto riguarda il Gruppo dei Comunisti Italiani, rimangono tutte le perplessità sulla necessità di dover realizzare a tutti i costi quest'opera, che stabilisce un precedente su cui è necessario riflettere, perché difficilmente in futuro si potrà dire "no" ad altri operatori che vorranno costruire grattacieli a Torino.
Questo è l'aspetto che più mi preoccupa: il futuro della città e la sua impostazione dal punto di vista urbanistico. Questo può essere l'avvio di un nuovo assetto urbanistico basato sulla crescita verticale della città e sul quale abbiamo manifestato tutte le nostre critiche e perplessità. Una città splendida per il panorama (le Alpi, la collina, i fiumi), che mal si concilia con simili costruzioni e questo è il rammarico principale: la costruzione di un grattacielo in assenza di una legge a tutela del paesaggio.
Credo che su questo aspetto - Assessore, non lo dico per farle una critica diretta - ci sia stata troppa leggerezza nel non valutare che tutte le opere del genere dei grattacieli dovrebbero essere realizzate solo dopo l'approvazione di una legge a tutela del paesaggio e questo non vale solo per Torino, ma per tutte le città italiane; è un errore politico su cui c'è anche la responsabilità dei Governi nazionali, sia di quello attuale che di quelli precedenti.
Non tutelare il paesaggio è un errore, perché non ci sono i presupposti per costruire città ordinate e rispettate dal punto di vista della loro storia anche urbanistica.
Resto, pertanto, della convinzione che simili grattacieli non dovrebbero essere realizzati nel centro della città, per l'aulicità del centro storico, per l'architettura antica e anche per gli aspetti paesaggistici.
Negli scorsi mesi sono stato tra i promotori di un referendum consultivo con il quale si sarebbe chiesto ai cittadini se fosse giusto costruire i grattacieli nel centro della città; mi sembra che sarebbe stata una domanda importante per far capire ai cittadini il futuro di questa città e, dal mio punto di vista, è stato un errore politico rispondere "no" a quella richiesta di referendum e ne sono politicamente rammaricato.
Il Consiglio Comunale ha votato a maggioranza contro quella eventualità e non ho capito quella votazione, perché tutti parliamo dei cittadini che devono essere i protagonisti della vita politica e sociale, ma quando si chiede di coinvolgerli diciamo "no".
Ciò premesso e confermando le perplessità, possiamo affermare che qualcosa è mutato nel quadro dell'impostazione originaria e mi pare che l'Assessore abbia riconosciuto che i nostri ragionamenti non erano né strumentali, né pregiudiziali. Alla base di tutto questo c'era la necessità di capire e di decidere insieme la futura impostazione urbanistica della città e su questo credo occorra pervenire ad una sintesi.
Ritengo, Assessore, che il suo documento sulle future scelte urbanistiche sarà il momento vero di una discussione che spero produca una sintesi rispetto alle questioni di Corso Marche, dello Scalo Vanchiglia, dei Parchi fluviali e del centro storico, dove si dà per ineluttabile - e non ne comprendo la ragione - la crescita verticale.
Penso che quel documento da lei elaborato sia l'occasione per svolgere una consultazione vera che coinvolga anche i cittadini, le associazioni, la politica ed i Sindacati ed è su quello che bisogna pervenire ad una sintesi.
Questa è la motivazione per cui i Comunisti Italiani si astengono su questa proposta di deliberazione e su qualunque altra scelta della Città crediamo che dovranno prevalere gli interessi generali della città e per questa ragione è l'Amministrazione che dovrà proporre una linea di sviluppo economico, dovrà essere protagonista delle proprie scelte e dire agli imprenditori che cosa serva a questa città (scuole, strutture per anziani, verde e case), perché siamo noi che dobbiamo indicare al mondo economico cosa serve alla città.
Questo è uno degli aspetti che non bisogna sottovalutare: capovolgere l'attuale situazione in cui sono gli imprenditori a proporci delle scelte, mentre noi abbiamo tutti i mezzi per farlo, perché abbiamo la capacità politica di fare delle proposte su questo terreno.
Tornando alla Variante n. 164, credo che ci sia stata la giusta attenzione, a prescindere dalle polemiche che ci sono state; era necessario discutere, non sarebbe stato giusto decidere subito, senza verificare le questioni relative all'impatto ambientale, al territorio, ai parcheggi, al traffico, alle garanzie circa l'utilizzo del grattacielo, all'occupazione e alle ricadute economiche sulla città.
Si farà la VAS e questo è un passo avanti; chiaramente avremmo preferito che la VAS, come procedura di Valutazione Ambientale Strategica, fosse stata realizzata prima, ma l'accogliamo con soddisfazione, perché sarà importante anche per verificare le controindicazioni di questo progetto.
Inoltre, voteremo una proposta di mozione per allungare a 10 anni il vincolo di mantenere la destinazione a terziario (questo è un altro passo avanti); l'anticipazione dei lavori sarà possibile solo per l'UV1 (questa è un'importante conferma) e l'obbligo di ripristino in caso di impossibilità a realizzare l'opera a carico di Intesa-Sanpaolo (un'altra precisazione che avevamo chiesto e che nel documento è stata evidenziata); credo che questi aspetti motivino un'astensione politica da parte del nostro Gruppo.
L'astensione, secondo noi, ha due significati: il buonsenso e la responsabilità politica di un Gruppo di maggioranza (di questo, Assessore, ci deve dare atto, perché su questo argomento abbiamo discusso con molta serietà) e l'apertura di un confronto sul documento da lei elaborato sul quale occorre giungere ad una sintesi, perché non credo che ci sia una persona, un gruppo economico o un Sindaco che abbia la verità in tasca e penso che il futuro della città sia interesse generale di tutti, in particolare della popolazione.
Per questo auspichiamo che, nel futuro, Torino non venga stravolta da opere che nulla hanno a che vedere con la sua impostazione storica ed urbanistica che fanno di Torino una delle più belle città al mondo; secondo me, questa città deve essere rispettata anche per la sua storia.
Concludo il mio intervento ribadendo la nostra astensione: un voto che lancia un segnale di apertura alla discussione ed al confronto in modo che il futuro della città venga deciso insieme a tutto il Consiglio Comunale ed in particolare alla maggioranza uscita dalle elezioni.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Ricordo al Consiglio Comunale che un Consigliere per Gruppo ha a disposizione fino ad un massimo di 10 minuti per intervenire nel dibattito generale, mentre gli altri Consiglieri dello stesso Gruppo possono utilizzare fino ad un massimo di 5 minuti ciascuno.
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Ritengo assolutamente necessario e doveroso intervenire su una deliberazione di questa importanza, perché, pur essendo definita una Variante parziale, è comunque una Variante urbanistica condizionante. Su questo mi soffermerò, magari nel merito della discussione degli emendamenti.
Voglio subito dire che se, come ha detto prima il Consigliere Cantore, la maggioranza sarà autosufficiente, anche io personalmente voterò a favore di questa Variante, perché riconosco l'importanza e, soprattutto, condivido lo spirito con il quale è stata proposta all'attenzione del Consiglio.
Questa variante non interessa solo la costruzione di un singolo immobile, ma traccia una strada per il futuro, per il futuro urbanistico, per il futuro delle aree di sviluppo urbanistico di questa città.
È vero che la costruirà il Sanpaolo, ma la ricaduta in termini, appunto, di immagine, in termini di esempio, in termini di positività economica sulla città sarà sicuramente rilevante, se ci sarà una volontà politica di guidare questo fenomeno.
Il primo motivo che mi fa essere favorevole a questa deliberazione (forse, il più importante) è che in linea di massima, in generale, soprattutto sulle grandi città, quelle con elevato indice di urbanizzazione, noi dobbiamo cominciare a pensare a un uso più intensivo del suolo.
Dobbiamo cominciare a favorire la realizzazione di edifici e di immobili che si sviluppino in verticale per liberare spazi, per liberare aree, per consentire una migliore qualità della vita in città che altrimenti sarebbero prive di giardini, sarebbero prive di spazi pubblici, sarebbero prive di piazze, sarebbero prive di strade di sicura dimensione.
Questo è il primo motivo: il territorio di una città, soprattutto delle grandi città, non è infinito, quindi bisogna cominciare a pensare, finalmente, ad un uso più razionale del territorio stesso. Quindi, edifici a prevalente sviluppo verticale, per liberare spazi pubblici che consentano una fruibilità del territorio da parte dei cittadini in linea con le loro esigenze.
Il secondo aspetto che è particolarmente importante, ma questo è specifico per questa Variante, è il fatto che il Bilancio 2008 (questo lo abbiamo detto in tutti i modi possibili e immaginabili) si basa e sta in piedi soltanto con l'impiego della parte di oneri di urbanizzazione, che verranno incassati dopo l'approvazione di questa deliberazione, destinato alla parte corrente.
Abbiamo letto recentemente delle difficoltà di cassa che l'Amministrazione Comunale ha; addirittura si è paventata la possibilità che non si riesca ad avere le risorse economiche necessarie per pagare gli stipendi e le tredicesime dei dipendenti nel mese di dicembre, quindi questa boccata di ossigeno, queste risorse economiche, che entrerebbero nelle casse della Città di Torino grazie all'approvazione di questa Variante, sono una risorsa alla quale purtroppo l'Amministrazione (sotto questo aspetto, dico purtroppo) l'Amministrazione Comunale di Torino non può rinunciare.
Questo mi fa pensare e mi fa temere - ma spero che non sia così - che l'Amministrazione Comunale di Torino abbia intrapreso questa strada principalmente per questo motivo. Vorrei che non fosse così e spero, poi, che ci sarà una replica da parte dell'Assessore per rassicurarci in questo senso.
In questo senso non avrei voluto essere nella testa dell'Assessore Passoni, quando nelle settimane scorse si è paventata la possibilità di non realizzare l'immobile. Non avrei voluto essere al suo posto per andare a reperire le risorse sufficienti a tamponare il buco, il grosso buco, oserei dire "voragine", nel Bilancio del Comune di Torino che si sarebbe generato a causa del mancato incasso di questi oneri di urbanizzazione.
Prima il Consigliere Gallo diceva che non bisogna realizzare questo immobile per rispetto alla storia del centro storico di Torino. Mi permetto di controbattere a questa osservazione, perché, se avessimo tenuto questa linea di condotta non solo a Torino, ma in tutto il resto delle città, gli sviluppi urbanistici, il miglioramento della qualità architettonica, sicuramente, non si sarebbe mai raggiunto.
Se avessimo dovuto costruire oggi, nel 2008, edifici della stessa tipologia e con le stesse modalità di 50, 100, 200 anni fa, avrebbe voluto significare una interruzione dello sviluppo della ricerca, dello sviluppo della implementazione tecnologia.
Questo è un ragionamento che non possiamo accettare e, soprattutto, ci permettiamo di evidenziare che il luogo dove sorgerà il grattacielo del Sanpaolo sarà prossimo a un punto che, in termini di modernità, sarà un esempio, perché sarà vicino alla futura nuova stazione di Porta Nuova, che in termini di interscambio tra passeggeri all'interno e all'esterno di grande città sarà sicuramente un esempio che molti ci invidieranno e sicuramente ci copieranno.
Allora in un punto di così alta modernità, di così alto implementazione dello sviluppo trasportistico, un grattacielo con quelle modalità costruttive, con quella tipologia costruttiva è sicuramente come il "cacio sui maccheroni".
Ma sarà anche un esempio, e questo lo vogliamo ribadire, perché è un corollario, ma è sicuramente importante, sarà anche un esempio sotto l'aspetto dell'efficienza energetica degli edifici.
Allora, in questo senso, Torino ha già fatto strada con l'allegato energetico, adesso quello che ha scritto sulla carta lo applica nel concreto, vuole dire trasformare le parole in fatti e questo non ci può che trovare d'accordo.
Un dubbio, alla fine, perché non vorrei essere con questo intervento troppo governativo. Un dubbio, però, c'è ed è sul futuro di questo immobile. A nulla, a mio avviso, serve l'impegno di mantenere la destinazione a terziario per 10 anni.
Sicuramente, voterò anche a favore della mozione di accorpamento, voterò anche a favore dell'emendamento sul quale la Giunta ha espresso, o esprimerà, parere favorevole, però mi sembra una posizione ridondante: un immobile di quel tipo non può che avere, naturalmente, per una durata ben superiore ai 10 anni un uso prevalentemente a terziario.
Allora se questo è, mi sono chiesto se l'Amministrazione ha in mente come fra 20, 30, 40, 50 anni quell'uso terziario possa essere non solo ancora mantenuto, ma possa essere rivolto allo sviluppo economico, allo sviluppo sociale della città stessa.
Su questo non abbiamo avuto risposte. Questo è il dubbio che abbiamo, ma è un dubbio che ci teniamo, perché, sicuramente, nel 2011 sarà appena finita l'edificazione dell'immobile e con il 2011, dopo un cambiamento epocale nello sviluppo urbanistico della città, ci sarà sicuramente un cambio epocale anche nella politica della città.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Signor Presidente, devo constatare che, in questi primi interventi, abbiamo dato la dimostrazione di come in politica si possa votare in modo diverso, pur avendo la stessa motivazione.
Infatti, ho ascoltato attentamente e con molto interesse l'intervento del Consigliere Cerutti - peraltro, sono quasi preoccupato di condividerne la gran parte -, conclusosi con un'affermazione chiara, ovvero la dichiarazione di voto contrario; ho parimenti ascoltato l'intervento del Consigliere Domenico Gallo, che differiva dal precedente per alcuni aspetti e che si è concluso con una dichiarazione di astensione, e così pure quello del Consigliere Lonero, che, pur esprimendo motivazioni simili, si è concluso con una dichiarazione di voto favorevole.
Certamente, io non mi sottrarrò a questo confronto, anche perché oggi discutiamo una delle 170 varianti approvate, in questa Città, dall'agosto del 1993, allorquando era Castellani a guidare la Giunta Comunale.
Ebbene, vi è una media di circa 12 varianti all'anno, ma con un loro aumento vertiginoso negli ultimi anni; una politica della quale abbiamo parlato con l'Assessore Viano, in Commissione Urbanistica, e che continuiamo a contestare, perché lui continua a ripetere che occorre maggiore elasticità, oggi, nel governo della politica urbanistica di questa Città, mentre noi riteniamo che servano un minimo di regole alle quali fare riferimento, ma questo sarà oggetto di una discussione successiva.
Sicuramente, questa variante è una delle più importanti, poiché è una delle più sofferte gestazioni di tutta l'attuale Amministrazione Chiamparino, come sicuramente testimoniano i precedenti interventi.
Vorrei premettere che, da un punto di vista politico, non siamo affatto contrari alla realizzazione di strutture verticali come il grattacielo (come ha già detto il Consigliere Lonero), non subiamo spinte falsamente ambientaliste o verdi, nel nostro giudizio, non cediamo a derive che siano contro il progresso di questa città, ma siamo altresì convinti - l'abbiamo detto in Commissione e lo ribadiamo in Aula - che le regole che discutiamo oggi debbano valere per tutti e non solo per qualcuno.
Quindi, Torino, come prima altre Città, deve rilanciarsi verso il proprio futuro e anche le scelte costruttive, come quella di un grattacielo, devono andare in tale direzione.
Il Sindaco di Torino, però, deve parlare chiaro in questo senso e dirci se si tratti di una pura e semplice speculazione immobiliare o di un vero e proprio progetto edilizio, che presuppone uno sviluppo economico ed operativo vantaggioso per questa Città.
Noi propendiamo per la prima ipotesi, mentre capisco che, dal punto di vista degli interessi che il Sindaco sta difendendo, la maggioranza o, perlomeno, parte di essa propenda a giudicare positiva la seconda ipotesi.
A tale riguardo, vorremmo ricordare che, ai tempi della fusione Sanpaolo-Intesa, in Aula e in diverse riunioni di Commissione si era parlato della prospettiva di questa città: "Facciamo riferimento all'intervento di Passera, che abbiamo letto sui giornali? Facciamo riferimento al fatto che dica che il grattacielo è una questione di Torino, che riguarda la Città, e quindi non c'interessa?".
Che cosa significa questo? Significa che la prospettiva di questa città, sotto tale aspetto, non esiste, e, allora, rispetto a questa deliberazione, le motivazioni di tipo politico - perché siamo in una sede politica - sono false! Voi avete detto una falsità!
Questa è un'operazione esclusivamente di speculazione, poiché, ancora oggi, non sappiamo quante persone andranno in quella struttura.
L'Assessore ricorderà che, in una deliberazione, era scritto che ci sarebbero andati 1.000 dipendenti, fra quelli diretti e quelli consociati... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, una deliberazione che prevedeva 1.000 dipendenti in quella struttura, ma che poi è scomparsa dalla circolazione.
Perciò, Assessore, visto che i dipendenti che vi andranno non saranno il frutto di un accordo di una parte di direzione che arriva da Milano, ma andranno a svuotare altri contenitori della città, si evince che questa è esclusivamente un'operazione di speculazione.
Oggi, il centro della città appare già in uno stato di semiabbandono, visti i palazzi storici dei quali non è chiara la destinazione futura, e in questo senso, a Torino, non arriverà alcunché di nuovo rispetto all'accordo Intesa-Sanpaolo.
Chiedo scusa, Presidente, se rubo ancora qualche secondo, e la ringrazio di lasciarmi concludere l'intervento.
Quindi, è necessario sottolineare come sia fondamentale che le regole decise valgano per tutti, e non soltanto per coloro i quali beneficeranno di questa variante, un'operazione che invece potrebbe rientrare in quella logica che vede il Sindaco della città e buona parte della sua maggioranza rispondere a certi poteri forti, come abbiamo dichiarato, un fatto che si evince anche dall'intervista che rimanda il documento che il Sindaco dovrebbe presentare in Sala Rossa - la revisione preventiva dell'avvocato Benessia -, un compito che oltretutto pare sia stato svolto gratuitamente o, forse, remunerato in altri modi.
Pertanto, noi siamo d'accordo a costruzioni come questa, ma a patto che siano una vera garanzia per il futuro di Torino, e non solo l'agio di pochi eletti; invece, siccome le motivazioni politiche di parte di questa maggioranza - ripeto - sono false, noi voteremo contro tale variante.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Vorrei dare la parola ad un cittadino, ma non nel senso di farlo entrare in Aula (so perfettamente che non si può, Presidente), bensì perché vorrei leggere parte di una lettera che un cittadino torinese ha inviato al Presidente Enrico Salza: "La torre che lei intende far costruire a ridosso del centro storico di Torino è un'operazione di marketing - questa lettera riassume un po' le varie domande che ci siamo posti -, di promozione della sua immagine personale e della banca, è un singolare megaspot pubblicitario che viene realizzato grazie agli enormi guadagni che le banche hanno ottenuto ultimamente, naturalmente, a spese dei cittadini. L'Amministrazione Comunale, in perenne deficit, è ovviamente favorevole al progetto...".
A questo punto, potrei fare una battuta, caro Assessore Viano (solo perché il Sindaco Chiamparino non c'è), su questi famosi 30 denari, che saranno pure 30 milioni di Euro, ma così svendete ulteriormente la città per un po' di soldi, che non risolveranno comunque il problema finanziario, la situazione in cui ci avete fatto precipitare voi, perché siete voi gli unici, veri responsabili di tutto questo!
Poi, la lettera continua: "Fra le motivazioni presentate per giustificare il progetto, una riguardava la necessità di avere nuovi spazi per la banca e il desiderio di centralizzare le funzioni direttive...".
Voglio ribadire quanto ho detto prima e che è stato anche citato dal Consigliere Angeleri: nessuno ci ha ancora detto, tanto meno lei, quanti dipendenti vi andranno. Non sapete niente, non v'importa nulla; avete solamente obbedito ai poteri forti e al fatto che vi occorrano 20-30 milioni di Euro per riuscire ad andare avanti ancora un paio di mesi!
Ma la lettera del nostro concittadino continua: "...L'elenco delle passate o recenti costruzioni, scarsamente o per nulla utilizzate, a Torino, è lungo - potremmo anche elencarle, ma immagino che, essendone stato uno dei fautori, lei conosca a memoria queste opere -, questo sarà uno dei vari scempi che hanno già colpito la città".
Il cittadino ricorda - ma io voglio aiutarla a ricordare -, poi, Piazzale Valdo Fusi, la vergogna che avete realizzato nel centro di questa città, e il Palafuksas, rispetto al quale non sapete ancora che cosa fare.
Avete speso 10 milioni di Euro, forse anche di più - soldi nostri! -, per una cosa brutta, che continua a rimanere vuota, eccetto che per andarvi a spendere, magari, altri 2-3 milioni di Euro.
Ho voluto citare questa lettera, per sottolineare il fatto che i cittadini torinesi incominciano a svegliarsi.
I cittadini torinesi cominciano a capire che essere guidati da certi personaggi - come il Sindaco Chiamparino e come gli Assessori della Giunta e della maggioranza del Sindaco Chiamparino, prima ancora del Sindaco Castellani - è deleterio. Cominciano ad aprire gli occhi! Non vi serviranno più i vostri giochetti cari amici della maggioranza!
I cittadini cominciano a capire che cosa sta accadendo in questa città.
Voglio solo dire alcune cose riguardo a questa deliberazione, che permetterà, naturalmente, di iniziare immediatamente i lavori di scavo. Vero, Assessore? Le chiederei quanto ci metteranno gli Uffici a firmare i documenti: 12 ore, 24 ore, mezz'ora? Quanto tempo ci mettono gli Uffici a firmare i documenti per Pautasso Giuseppe? Lo chiedo a lei, lo chiedo alla dottoressa Virano! E quanto ci metteranno per questo, Assessore?
La prego, poi, di dirmi quante ore ci avranno messo i dirigenti a firmare i documenti occorrenti per far partire subito i lavori. Avete anticipato - e fate ridere - di 5 giorni i lavori del Consiglio Comunale.
Le cambiali vi scadono già domani, da non poter aspettare lunedì? Benessia, o Salza, vi hanno detto che lunedì avrebbero fatto "saltare" il Comune? Avete dovuto convocare il Consiglio Comunale d'urgenza, in via straordinaria, per approvare questa deliberazione 5 giorni prima?
Voto convintamente contro questo grattacielo, non fosse per l'altra vergogna, che è stata, per giunta, pubblicizzata dai mass media - naturalmente riportata dai dirigenti - e cioè il mitico asilo aziendale al primo piano sottoterra!
Vi siete pure vantati di mettere i bambini sottoterra! Dovreste ulteriormente vergognarvi! Far crescere bambini da 3 a 5 anni sottoterra! Ma state scherzando? Ridete pure! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Perché non è vero? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Affaccia sul giardino! Mi permetta, è finito il tempo di ridere dei torinesi. Continuate a ridere, ma non vi siete accorti che siete in ritardo!
Qualcuno, a livello nazionale - e forse anche il Sindaco -, si è accorto che cominciate ad essere completamente fuori dalle logiche dei tempi.
Avete tanto criticato le leggi ad personam del precedente Governo Berlusconi e poi avete fatto una Variante in cui permettete il cambio del calcolo della SLP, di tutta una serie di parametri, solo per questo tipo di costruzioni e non, di nuovo, per Pautasso Giuseppe! Avete permesso consciamente, perché ve ne fregate delle leggi e dei regolamenti, di far sì che un architetto come Piano (ma che per me può essere un qualsiasi architetto) progettasse qualcosa in assoluto sfregio del Piano Regolatore!
Il Piano Regolatore, all'epoca del progetto, prevedeva 150 metri, ma, fregandosene di questo, d'accordo con voi e con i poteri forti, gli è stato permesso di arrivare a 170-180 metri. Non m'importa che sia un po' più basso della Mole Antonelliana; tra l'altro, 166.66, mi sembra che sia il numero del diavolo! Va bene per voi, però cambiate questo numero!
Il fatto è, comunque, che questo grattacielo non porterà nulla ai torinesi. Modificherà e rovinerà sicuramente - e non voglio entrare in un argomento ambientalista -, per sempre il paesaggio torinese a cui siamo abituati.
Prego tutte le sere che Bossi non faccia mai un accordo con il PD, perché mi troverei veramente in difficoltà; con questi esempi, mi sono accorto che il PD è solo espressione di poteri forti. Prego tutte le sere di non essere costretto a dovermene andare via per non accettare di stare con gente come voi!
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