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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 21 Luglio 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 10

Comunicazioni del Presidente su "Ricordo dell'ex Sindaco Cardetti in Consiglio Comunale"
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Consigliere Cuntrò, possiamo continuare o ci sono problemi?

CUNTRO' Gioacchino
(Intervento fuori microfono).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Capisco lo stato d'animo del Consigliere Cuntrò, ma credo di avere fatto tutto quanto era possibile fare, come Presidente del Consiglio, per garantire il massimo rispetto della figura di Giorgio Cardetti, tenendomi in contatto telefonico con il dottor Cigliuti per organizzare qui la camera ardente domani e dopodomani
Ho telefonato ad alcuni Consiglieri, proprio per tentare di avere il massimo di coinvolgimento su questo.
Se ho sbagliato non aprendo il Consiglio subito con il minuto di silenzio, chiedo scusa; credo di avere riparato immediatamente interrompendo i lavori e avendo fatto osservare il minuto di silenzio e, in ogni caso, avendo informato prima i Colleghi di come sarebbero state organizzate le esequie nel corso di domani e dopodomani.
Non abbiamo convocato la Conferenza dei Capigruppo prima dell'inizio del Consiglio, perché già in quella svolta alle ore 13.30 si era deciso quanto ho comunicato poco fa.
La parola al Consigliere Bonino.

BONINO Gian Luigi
Capisco l'intervento del Consigliere Cuntrò, che, come me, ha fatto parte della sinistra lombardiana a cui partecipava anche Cardetti, quindi c'è una vecchia amicizia personale, anche sentimentale, da socialisti quali noi siamo. Credo che l'uscita dall'Aula del Consigliere Cuntrò sia stata anche dettata da una profonda amicizia con Giorgio Cardetti - forse superiore a quella che avevo io stesso -, quindi, capisco anche il dolore che sfocia in questi atteggiamenti.
Ritengo che qualche parola in più oggi in Aula da parte della Presidenza poteva anche essere detta. Detto questo, credo che - lo dico da Consigliere, da socialista, visto che il Consigliere Cuntrò ha voluto tirare in ballo questa situazione -, comunque, il fatto che onoreremo in Sala Rossa la salma di Giorgio Cardetti sia domani che mercoledì e ci sarà la commemorazione ufficiale portata da alcuni di noi, sia significativo del rispetto che diamo al primo Sindaco Socialista che ha avuto la città di Torino. Fatto stesso che la Città di Torino si faccia carico - come farebbe per qualsiasi altro sindaco - dei funerali di Giorgio Cardetti, credo che sia significativo di questo rispetto.
Penso che l'attimo di nervosismo - se possiamo chiamarlo cosi - del Consigliere Cuntrò, che conosco da moltissimi anni, faccia parte del suo sentirsi socialista, dell'amicizia che aveva con Cardetti e sia dovuto al fatto che avrebbe voluto dire due parole in memoria dell'amico all'inizio del Consiglio. Giustificherei la sua uscita dall'Aula in questo modo. Purtroppo, non ho potuto partecipare alla Conferenza dei Capigruppo, perché eventualmente avrei chiesto già di oggi che si fosse detta qualche parola per sottolineare cosa ha rappresentato Giorgio Cardetti per la città.
Quindi, ritengo che il nervosismo espresso dal Consigliere Cuntrò vada letto in questo senso, con la commozione che tutti noi compagni abbiamo avuto per la scomparsa prematura, non soltanto di un compagno, ma di uomo corretto e di una personale perbene come era Giorgio Cardetti.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cantore.

CANTORE Daniele
Voglio dirle, Presidente, che lei è molto duttile e lo ha sempre dimostrato. Penso che non si debba giustificare l'atteggiamento del Consigliere Cuntrò, perché è un atteggiamento condivisibile. Sono arrivato un po' tardi in Aula, ma pensavo che si sarebbe detta, giustamente, qualche parola in ricordo di un Sindaco di una città, innanzitutto, e, poi, di un'appartenenza politica che comprendo, qualche volta, ad una parte di questo Consiglio Comunale può anche dare fastidio, ha dato fastidio in passato, essendo una componente politica molto libertaria, laica e non succube di altri partiti. Presidente, se lei vuole, in quest'ultimo Consiglio Comunale prima dell'estate può dare un segnale che anche nel corso dei lavori si può sbagliare - sbagliamo tutti -, chiedendo che il Consigliere Cuntrò rientri in Aula - peraltro, autorevole esponente del Gruppo del PDI. Potremmo benissimo, se lei ritiene, recuperare quanto non fatto prima e, quando rientrerà il Consigliere Cuntrò, interrompere il Consiglio Comunale per ricordare il Sindaco Cardetti. Diversamente, si avrebbe l'impressione che questa città abbia avuto sindaci di serie "a" e sindaci di serie "b".
Mi rendo conto che questo Sindaco abbia mandato a casa l'allora sua parte politica, però questa è la realtà, è la storia della città. Cardetti, comunque, ha iniziato - l'ha ricordato prima il Sindaco Chiamparino - diverse opere che sono state concluse in questo decennio, quindi, forse, qualche parola possiamo recuperarla anche nel corso del Consiglio.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Genisio.

GENISIO Domenica
Non sono socialista, non lo sono mai stata e non so se lo sarò mai, però mi aspettavo che oggi, nel rispetto della morte di una persona, anzitutto, relativamente giovane, che alla città ha dato tanto, il Consiglio iniziasse con una commemorazione. Credo che non ci sarebbe voluto molto e sono rimasta, come cittadina, ma anche come Consigliere, abbastanza esterrefatta che si sia iniziato il Consiglio Comunale con le comunicazioni, ancorché ci sia stata un'organizzazione - della quale ne sono venuta a conoscenza pochi minuti fa - funzionale, rispettosa di quello che è stato il ruolo di Giorgio Cardetti. Il Consiglio Comunale, però, è iniziato come se non fosse successo nulla e non ci fosse stata la morte di un sindaco, che per la città ha significato molto: è ancora in uso il suo Piano Regolatore anche se subisce modifiche ogni settimana.
Vorrei che non succedesse più, in qualsiasi frangente mesto come questo, che non ci si ricordi della fine della vita di una persona, perché credo che un po' di umanità dovremmo averla tutti.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Francamente sono un po' rammaricato del tono che ha preso questa discussione. Credo che se c'è una responsabilità su quanto è avvenuto oggi in questa Aula, sia di tutta la Conferenza dei Capigruppo e non solo del Presidente del Consiglio, il quale - da quanto mi risulta e da quanto ha descritto in sede di Conferenza qualche ora or sono - in questa giornata triste - perché è mancata una persona molto importante per la città, una persona che è stata Sindaco di questa città - si è attivato nel migliore dei modi. Se oggi si è sbagliato, lo dico con convinzione, abbiamo sbagliato tutti e ha sbagliato la Conferenza dei Capigruppo, perché nessuno ha detto altro rispetto a quanto deciso insieme. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
E' ora di fermare questa discussione! Accusare una persona che riveste una carica importante e delicata, come il Presidente del Consiglio, non ha senso.
Francamente, speravo che, almeno in questo caso, di fronte ad una morte e ad un pezzo di storia di questa città, prevalesse il buonsenso.
Io ho conosciuto Giorgio Cardetti quando non era più Sindaco di Torino, ma in maniera non molto diretta. Ritengo che, oggi, abbiamo sbagliato a porre le questioni, così come lo sono state. Tutti noi siamo responsabili. Rimediamo - come dice il Consigliere Cantore -, però finiamola di attaccare una persona come il Presidente del Consiglio.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non ci sono altre richieste di intervento; mi permetto, Consiglieri, di dire io due parole.
Quando ci si accorge che le cose avrebbero dovuto svolgersi in maniera differente rispetto a come si sono svolte, è doveroso rendersene conto e tentare di riparare.
Da questo punto di vista, ringrazio tutti coloro che sono intervenuti, ognuno in relazione al rapporto che vive con questo Consiglio Comunale e con la sua storia.
Ognuno di noi ha vissuto un pezzo della propria vita, dentro questa Sala; chi più, chi meno. Io molto meno di quanto voi possiate immaginare, perché, se c'è una cosa alla quale credo non sia giusto, oggi, fare riferimento, è ciò che ha detto il Consigliere Cantore. Io non ho mai pensato al Sindaco Cardetti, come a colui che avesse scalzato da quest'Aula il mio ruolo politico di allora, anche perché non era sicuramente ciò che è oggi, ma questo, ovviamente, per le storie di ciascuno di noi; quindi, non ho avuto un Sindaco della "mia" parte.
Non ho mai pensato in questi termini e credo che non sarei capace di pensarlo oggi, né tanto meno domani.
Ciò detto, chiedo scusa per non avere avuto, magari, l'indispensabile sensibilità istituzionale.
Ringrazio il Consigliere Gallo Domenico per le parole che ha pronunciato, perché in Conferenza dei Capigruppo, né io, né nessun altro, ha chiesto di intervenire nel merito di questa vicenda, proponendo soluzioni diverse da quelle che ciascuno di noi aveva in mente.
Forse tutti eravamo convinti di sapere che cosa fare. Io, personalmente, non avevo mai avuto da gestire una situazione di questo genere; credo di essere una persona che, nel momento in cui si accorge di avere sbagliato, è capace di ricorrere alla necessaria, non dico autocritica, ma alla necessaria presa d'atto degli errori commessi.
Prego il Consigliere Cuntrò di rientrare in Aula e gli chiedo scusa per aver causato in lui un ulteriore dolore nel ricordare la morte di Cardetti al quale era particolarmente legato. Credo, però, sia profondamente ingiusto, accusarmi di non avere avuto la sensibilità che sarebbe stata necessaria. Siccome non è stato discusso durante la Conferenza dei Capigruppo, credo sarebbe opportuno - anche per rispetto nei confronti di ciò che è stato Cardetti come Sindaco - di riprendere i nostri lavori, sapendo che avremo modo e tempi per poter onorare, nel miglior modo possibile, il ricordo di ciò che è stato Cardetti.
Se il Consigliere Cuntrò, rientrando in Aula, lo riterrà opportuno, a conclusione di questa fase - sempre che decida di rientrare - potrà pronunciare un breve ricordo di Giorgio Cardetti, seppure avremo, da domani, tutte le opportunità di onorarne la memoria e di ricordarne il suo mandato amministrativo e la sua figura politica.
La parola al Consigliere Bonino.

BONINO Gian Luigi
Se posso solo aggiungere, signor Presidente, a quanto detto prima, l'episodio credo sia stato spiegato.
Quando sono intervenuto non avevo nessun appunto da fare a lei, come Presidente, anche perché, tra l'altro, non ero presente alla Conferenza dei Capigruppo e, probabilmente, se lo fossi stato, l'avrei chiesto.
Voglio aggiungere poche cose, signor Presidente. Se è stato un errore, sicuramente, la colpa - come dice il Consigliere Gallo Domenico - probabilmente, è di tutti i Capigruppo presenti e, forse, prima di aprire i lavori, sarebbe stato meglio spendere, così come richiesto, magari con un po' di enfasi, dal Consigliere Cuntrò, due parole.
Ci tengo a dire questo, altrimenti la cosa potrebbe essere travisata: con Cardetti ho lavorato fino all'altra settimana.
Non sarebbe assolutamente contento di quanto sta succedendo. Era un uomo estremamente schivo e riservato e non avrebbe assolutamente amato questa nostra presa di posizione, perché uomo dalle idee e dai modi diversi.
Abbiamo tutti quanti commesso, non soltanto il Presidente, un errore sulla valutazione della gestione di questo avvenimento.
Credo che il Consiglio Comunale ne abbia preso atto e credo che poi, alla commemorazione ufficiale di mercoledì, sapremo ricordare Giorgio con il dovuto rispetto e, soprattutto, con l'amicizia e l'affetto che ci legavano a lui.
Vorrei che oggi, in quest'Aula, terminasse questa discussione perché Giorgio, da uomo riservato qual era, non l'avrebbe amata, soprattutto, perché dedicata a lui.
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