| Interventi |
CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200804241/02, presentata in data 4 luglio 2008, avente per oggetto: "I cittadini di Via Pietro Cossa diventano 'spazzini' per liberare i cortili dai rifiuti" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Risponde l'Assessore Mangone. MANGONE Domenico (Assessore) Gli interpellanti chiedono in che modo si debba intervenire per risolvere la situazione dei rifiuti in una serie di numeri civici di Via Pietro Cossa. Si tratta di case di proprietà dell'ATC, dove, nel giugno 2007, sono stati posizionati i cassonetti per la raccolta differenziata, per la precisione 12 cassonetti da 1340 per la carta, 9 cassonetti di 1340 per i rifiuti non recuperabili, 7 cassonetti per l'organico e 7 cassonetti per vetro e lattine. Essendosi verificati, immediatamente dopo il posizionamento, problemi di accumulo, abbiamo provveduto ad aumentare il numero dei cassonetti, sia per la raccolta differenziata, sia per l'indifferenziato. Questa operazione è avvenuta almeno un paio di volte. Persistendo il problema, si è passati da uno a due passaggi di raccolta. Nonostante questi interventi di posizionamento e di aumento del numero dei cassonetti (che, inizialmente, erano posizionati tutti nello stesso luogo, poi sono stati posizionati in tre luoghi diversi, a seconda dei condomini di riferimento), nonostante gli interventi di bonifica (effettuati nei momenti di eccessiva presenza di rifiuti) effettuati da AMIAT, nonostante l'ATC, il 30 giugno ultimo scorso, abbia richiesto ad AMIAT un servizio a pagamento per un'ulteriore bonifica (quindi, da una parte, si è provveduto a rivedere il dimensionamento dei contenitori, dall'altra, si è provveduto a rivedere i passaggi dell'AMIAT, che, da quel che mi risulta, avvengono in maniera regolare), il problema non è stato risolto. Mi si segnala, dal ciclo rifiuti, che uno dei problemi esistenti in quella zona è la poca sensibilità sulla raccolta differenziata, per cui, evidentemente, i parametri utilizzati per il dimensionamento non vengono sfiorati dal fatto che, non essendoci una raccolta differenziata opportuna, ci sono problemi di accumulo di rifiuti indifferenziati anche fuori dai cassonetti. Vi è, poi, un fenomeno molto diffuso di abbandono di ingombranti. Come il Consigliere sa, il rifiuto ingombrante può essere tranquillamente conferito negli appositi ecocentri di AMIAT o con il ritiro, previa telefonata, da parte dei suoi addetti): questo, però, evidentemente non avviene. Nonostante tutti gli sforzi fatti da AMIAT in quella zona, possiamo dire che, se non vi è una fattiva collaborazione degli abitanti, il problema difficilmente sarà risolto. Non potrà essere risolto né aumentando i passaggi, né aumentando il numero di cassonetti. Evidentemente il problema diventa di difficile soluzione, se non vi è collaborazione da parte dei cittadini nel differenziare e nel chiamare AMIAT nel momento in cui vi è un'ingombrante di cui liberarsi. ATC, con il suo Presidente e con l'Assessore responsabile, sta cercando di sensibilizzare quanto più possibile gli abitanti di Via Pietro Cossa, affinché collaborino con ATC, AMIAT e Comune per evitare che si verifichino gli episodi di cui stiamo discutendo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Goffi. GOFFI Alberto L'Assessore ha confermato che il problema esiste e che, purtroppo, non è di facile soluzione. Vorrei evidenziare, però, che, andando a verificare sul posto la situazione, pare davvero di essere a Napoli: essendo in un periodo caldo, la zona è infestata di topi e di ratti che scorrazzano intorno ai cassonetti. L'immagine riporta a quelle brutte figure fatte, purtroppo, dall'Italia per la vicenda di Napoli. Noi vorremmo evitare che questo accada. Proprio per il fatto che il problema non è di facile soluzione, credo che occorra, da un lato, sensibilizzare i cittadini, dall'altro, colpire i cittadini che non effettuano la raccolta differenziata. Se, infatti, la situazione rimane questa, nonostante il raddoppio del numero dei cassonetti, occorre cercare di intervenire nei confronti di chi non rispetta le regole della raccolta differenziata. La sensazione, però, è che, in tutto questo periodo, AMIAT abbia sottovalutato il problema e che sia intervenuti con il raddoppio del numero dei cassonetti soltanto in stato di emergenza. Lo dico all'Assessore competente, la cui sensibilità sull'argomento è nota: io credo che AMIAT non abbia avuto la stessa sensibilità, anzi penso che abbia considerato i cittadini delle ATC come cittadini di serie B e che soltanto in seguito ad uno stato di emergenza abbia provveduto ad aumentare i cassonetti. Poiché tutti i cittadini, sia chi abita nelle case dell'ATC, sia chi abita in altre case, pagano una tassa rifiuti che, negli anni, ha visto la moltiplicazione del suo importo (fino ad arrivare, in tre anni, ad oltre il 100%), francamente credo che meriterebbero una maggiore attenzione. Detto questo, io sarei d'accordo, anzi, chiedo all'Assessore se fosse possibile, oltre alla campagna di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata, anche prevedere una sorta di regolamentazione molto stringente nei confronti di chi non attua questo sistema, posizionando anche dei cartelli con divieto di gettare materiale fuori dai cassonetti, oppure materiale che non è adatto a quei tipi di cassonetti, perché i danni alla salute sono dietro l'angolo, specie per i bambini che, a differenza di quelli a cui faceva riferimento nella sua interpellanza il Consigliere Carossa, si trovano involontariamente a giocare insieme a ratti e a topi. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Mangone. MANGONE Domenico (Assessore) Faccio due precisazioni. Esiste già un regolamento sulla gestione dei rifiuti, per cui, evidentemente, ad una norma corrisponde una sanzione; il problema è come applicare la sanzione, quando e a chi, perché non è facile, dovremmo mettere un vigile per ogni cittadino e quindi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ho capito, me ne rendo perfettamente conto, ma sicuramente il Consigliere si renderà conto di quanto sia difficile riuscire a cogliere in flagranza di reato su materie di questo genere. L'altra riflessione è la seguente. Non è che l'AMIAT ha iniziato ad intervenire nel momento di emergenza, perché l'emergenza non si sarebbe proprio dovuta creare, nel senso che, quando l'AMIAT fa il progetto, dimensiona i cassonetti in base al numero di abitanti e ad una serie di altre considerazioni, dotando la zona del numero di cassonetti che si ritiene opportuno, in base appunto a valutazioni statistiche. Quindi, dovevano essere sufficienti, ma non lo sono stati sufficienti per le ragioni che ho detto prima. Quindi, abbiamo provato a risolvere un'emergenza che non si sarebbe dovuta presentare; l'emergenza però continuerà se i concittadini che abitano in quella zona non partecipano con la Città di Torino alla risoluzione del problema. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Con la non soddisfazione del Consigliere Goffi alla risposta dell'Assessore Mangone, consideriamo discussa l'interpellanza. |