Cittą di Torino

Consiglio Comunale

Cittą di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 7 Luglio 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2008-01304
"BIVACCO DI EXTRACOMUNITARI ALL'OSPEDALE INFANTILE REGINA MARGHERITA" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE BUSSOLA IN DATA 5 MARZO 2008.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200801304/02, presentata in data 5 marzo 2008, avente per oggetto:
"Bivacco di extracomunitari all'Ospedale Infantile Regina Margherita"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Borgione.

BORGIONE Marco (Assessore)
Come sottolineato anche dal Consigliere, le competenze della Città sono veramente limitate, rispetto all'organizzazione del servizio interno all'ospedale.
Visto, però, il buon rapporto di collaborazione con l'Azienda Ospedaliera O.I.R.M.- Sant'Anna, posso proporre alcune puntualizzazioni e in seguito, immaginiamo di poter ottemperare e superare le questioni rappresentate nell'interpellanza.
Esiste un fenomeno relativo ad un aumento, diremmo quasi - così ce lo segnala l'Azienda Ospedaliera - un incremento quasi costante di pazienti che accedono ai servizi di Pronto Soccorso, quindi ai percorsi di DEA, con caratteristiche non sempre appropriate, anche se comprensibili.
Queste situazioni si verificano, soprattutto, durante i giorni festivi, le ore serali e notturne, quando, in assenza del pediatra di base, un bimbo presenta segni di patologia medico-chirurgiche tali da destare la preoccupazione dei propri genitori. E, in genere, il primo riferimento è il Pronto Soccorso dell'ospedale Regina Margherita. Anche altre strutture ospedaliere, come, ad esempio, l'Ospedale Maria Vittoria, sono dotate di un Pronto Soccorso pediatrico, però, il riferimento cittadino e non solo, ovviamente, rimane sempre il "Regina Margherita".
Stiamo cercando di lavorare per alleggerire gli accessi in DEA, insieme alle Aziende Sanitarie - quindi, con i pediatri di libera scelta e i medici di medicina generale -, tentando di favorire la realizzazione di strutture intermedie come potrebbero essere, per esempio, Gruppi di cure primarie, all'interno dei quali ci sono medici di medicina generale e pediatri di libera scelta che potrebbero garantire un orario superiore a quello che può offrire un pediatra di riferimento e dovrebbero, in qualche modo, diventare validi riferimenti per il territorio.
La multietnicità degli afflussi è un altro fenomeno conosciuto e reale ed un'ulteriore componente che può comportare motivi di disagio, derivanti da situazioni non sempre ben tollerate da tutti - questo, per fortuna, accade molto raramente -, è la contestuale presenza di un elevato numero di pazienti in attesa, con relativi genitori, o parenti; trattandosi di bambini, è possibile che ci sia una folta schiera di accompagnatori e, magari, una folla eterogenea con esigenze differenti. Questo, ripeto, può comportare situazioni non sempre ben tollerate da tutti.
L'elemento più importante, che mi premeva portare all'attenzione del Consiglio Comunale e che ci viene segnalato dall'Azienda Ospedaliera, è che è in atto un processo di organizzazione funzionale e, in parte, strutturale dell'attuale DEA (cioè, i percorsi di accesso in emergenza), che determinerà, entro pochi mesi, una modifica sostanziale dell'impatto con questa specifica struttura da parte dell'utenza.
I percorsi assistenziali verranno differenziati per tipologia di pazienti, quindi saranno istituiti dei codici di Triage, che dovrebbero ridurre significativamente la presenza dei pazienti in sala d'attesa. Verrà attivata, inoltre, un'area assistenziale di osservazione a parte, dove monitorare al meglio i pazienti che necessitano di assistenza, decongestionando, parallelamente, l'area di visita del DEA (quindi, verrà scorporato il percorso, che, oggi, invece, è in un'unica sede). Infine, con specifico intervento di ristrutturazione verrà ampliata l'attuale sala d'attesa per fornire migliore comfort e recettività complessiva.
Queste sono le misure che dovrebbero essere adottate a breve per risolvere i problemi segnalati dal Consigliere.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Bussola.

BUSSOLA Cristiano
Vorrei premettere che il titolo forte della mia interpellanza non intende criminalizzare una struttura ospedaliera della città, a proposito della quale, anche recentemente, gli organi di stampa hanno evidenziato aspetti pregevoli di funzionamento, per cui è da considerare un nosocomio da prendere ad esempio.
Al tempo stesso, però, devo anche sottolineare che il titolo dell'interpellanza non è casuale, perché è il frutto della segnalazione di una coppia di genitori (e, tra l'altro, chiedo scusa, ma, non per volontà mia, né per volontà di nessuno, la calendarizzazione dei lavori del Consiglio ha fatto sì che questa interpellanza sia un po' datata): quando si sono recati al pronto soccorso dell'Ospedale Regina Margherita con la loro bambina appena nata (quindi, già con la preoccupazione di non sapere che problema potesse avere) hanno trovato delle persone che stazionavano senza alcun motivo sulle panche, sulle sedie e all'interno dei servizi igienici dell'Ospedale. Questi extracomunitari (li ho citati, perché mi è stato detto che si trattava di loro) rimangono all'interno di queste strutture, occupandole a tutti gli effetti, quando questi servizi e questi locali dovrebbero essere destinati all'utenza, che, effettivamente, ha bisogno di tali servizi. In questo caso, credo che non si tratti, da parte degli utenti, di assumere degli atteggiamenti di tolleranza nei confronti di queste persone "abusive" (tra virgolette, ma non tanto), ma l'atteggiamento di tolleranza dovrebbe essere all'opposto.
Prendo atto di quanto ha detto l'Assessore a proposito degli accorgimenti sul controllo e gli accessi dell'Ospedale, questo è un aspetto senz'altro importante, perché può darsi - me lo auguro - che eviti questo problema, che, comunque, è reale.
Come ho sottolineato nell'interpellanza - e come lei, giustamente, ha ribadito -, in questo caso, le competenze sono in modo specifico della Regione Piemonte; è logico, però, che uno degli Ospedali più importanti della città non può far sì che la Città stessa (in quanto Istituzione) non sia al corrente di ciò che accade all'interno di questa struttura.
Mi permetto quindi, di suggerire all'Assessore di tenersi in costante contatto con la Direzione Generale dell'Ospedale per dare un segnale, anche da parte della Città di Torino, di attenzione nei confronti di queste problematiche, che sono reali. Non si tratta di un caso singolo; mi è stato detto che, purtroppo, è una situazione che si presenta quasi quotidianamente e, di conseguenza, credo che si debbano adottare dei provvedimenti molto seri, per trovare una soluzione a questo problema.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)