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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200803822/02, presentata in data 19 giugno 2008, avente per oggetto: "Situazione stabile di Via Belfiore 49 e rientro degli inquilini" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Tricarico. TRICARICO Roberto (Assessore) In riferimento all'interpellanza del Gruppo Consiliare Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo ho chiesto agli Uffici di preparare una risposta, e mi si riferisce quanto segue: 1) che l'ordinanza di inagibilità e sgombero del 22 giugno 2005 è stata emessa in accordo con quanto già disposto dai Vigili del Fuoco, in quanto il fabbricato non presentava le necessarie garanzie sotto i profili della sicurezza, igienico-sanitario ed impiantistico; 2) che di tale situazione l'Ufficio preposto, cioè l'Ispettorato Edilizio del Comune di Torino, era a conoscenza da tempo, stante le numerose e reiterate ordinanze emesse nei confronti della proprietà Ghirardi Remo (che, peraltro, sono rimaste inevase); 3) queste condizioni di forte degrado sono state acuite dalle conseguenze di un incendio avvenuto il 20 giugno 2006 e ha interessato una notevole quantità di masserizie e di rifiuti accatastati nel cortile interno, con conseguente crollo di alcuni balconi sovrastanti; 4) lo scadente stato manutentivo interessava, all'epoca, anche l'incolumità pubblica, stante l'elevato degrado dei manufatti, di facciate e di dissesti presenti sulla copertura, che causavano copiosi fenomeni di infiltrazione negli ambienti di vita e parti comuni; 5) a quanto sinora detto, bisogna aggiungere particolari problematiche esistenti anche sul fronte dell'ordine pubblico, stante le continue retate messe in atto dalle forze dell'ordine. In seguito a questa condizione, la proprietà, dopo avere provveduto, seppur con una certa inerzia, ad identificare, mediante specifica perizia tecnica, i necessari interventi di messa in sicurezza e di adeguamento sia interni che esterni al fabbricato, ha solo recentemente dato corso e completato la messa in sicurezza della copertura e delle facciate lato via, eliminando, di fatto, le condizioni di pericolo per la pubblica e privata incolumità. Invece, per quanto concerne le motivazioni che hanno determinato a suo tempo l'emissione del suddetto provvedimento di inagibilità e di sgombero, gli Uffici precisano che, alla data odierna, non risultano invece essere stati eseguiti i necessari interventi di adeguamento e di messa in sicurezza degli ambienti interni, compresi gli impianti atti a garantire il ripristino delle condizioni di abitabilità del fabbricato. Quindi, allo stato attuale, pur essendo in corso i necessari provvedimenti ingiuntivi emessi nei confronti della proprietà, non sussistono le condizioni per il rientro in sicurezza e in tempi brevi degli occupanti. A tal proposito, si ritiene opportuno segnalare sia la particolare recidiva inerzia della proprietà nei confronti dei provvedimenti emessi dalla Civica Amministrazione, nonché il fatto che, per i lavori inerenti le unità abitative e le parti comuni interne, non risultano essere state ancora richieste le necessarie e preventive autorizzazioni di legge che attesterebbero un concreto avvio anche di tali opere. In conclusione, insistiamo nel prosieguo dell'attività ingiuntiva nei confronti della proprietà, oltre alla valutazione di eventuali azioni anche sul fronte legale attualmente allo studio per casi analoghi, però non si intravedono le possibilità di un rientro degli occupanti almeno in tempi brevi. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cugusi. CUGUSI Vincenzo Poiché quella situazione si ripete in un palazzo poco distante, in Via Saluzzo 43-45, dove, da tempo, insistono ordinanze di sgombro di Vigili Urbani e Vigili del Fuoco, per totale assenza delle norme di sicurezza, non vorremmo si ripetessero gli avvenimenti di Via Belfiore. Quali garanzie hanno, però, gli inquilini affittuari, di rientrare negli alloggi in tempi che si prospettano persino più lunghi di quanto previsto? Le confesso: noi abbiamo visto, dal lato del cortile, tutta una serie di lavori nelle strutture, nelle scale, soprattutto, nei ballatoi e nei solai. Pensavamo che la sistemazione fosse prossima; per quello abbiamo presentato l'interpellanza, per capire se i 23 nuclei familiari si considerano espulsi totalmente, o se c'è una possibilità di farli rientrare. In sostanza volevamo capire se abbiamo strumenti - oltre alle varie ingiunzioni alla proprietà - a tutela degli inquilini. Poi, volevo dire che, nel testo dell'interpellanza, ho usato "nuclei famigliari e familiari", ma si usano tutt'e due le varianti. Non c'è un errore di forma. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Tricarico, per una breve replica. TRICARICO Roberto (Assessore) L'osservazione espressa dal Consigliere non ha formato oggetto di interesse da parte degli Uffici, quindi, è evidente che gli Uffici ritengono che il modo con il quale si è espresso sia perfettamente corretto, così come ha dato prova anche in altri casi. Per quanto riguarda le cosiddette garanzie di rientro degli inquilini, a me non risulta - mi farebbe, però, molto piacere, se risultasse - una reale volontà da parte degli inquilini di Via Belfiore, di ritornare nello stabile dal quale sono stati espulsi. L'Amministrazione ha messo in campo, in maniera rapidissima, nell'arco di una settimana - e non esiste altro esempio in Italia - una sistemazione alternativa, prontamente accettata da tutti i nuclei familiari. L'Amministrazione ha anche suggerito agli inquilini, di instaurare una procedura legale, volta ad affiancare l'Amministrazione Comunale in questa battaglia con il proprietario, perché è evidente che sono gli inquilini a dover chiedere di dover rientrare. L'Amministrazione avrebbe uno strumento, che è quello - qualora gli interventi in casa Ghirardi dovessero completarsi - di ritenere che manchi il presupposto per il quale era stato assegnato l'alloggio e, quindi, procedere ad un provvedimento di sfratto con conseguenze che, a mio giudizio, provocherebbero anche una reazione da parte degli stessi inquilini, ma, più in generale, di solidarietà del Quartiere e di alcune forze politiche, perché in fondo noi siamo riusciti a non assegnare alloggi di edilizia pubblica, ma alloggi del mercato privato della locazione. Ci piacerebbe che gli inquilini facessero valere i propri diritti, ma, al momento, non ho segnali, in questo senso. Comunque, questo atteggiamento rischierebbe di provocare un vantaggio, tra virgolette, al proprietario che, in questo modo, sarebbe riuscito in un colpo solo, certo per circostanze fortuite, a liberare la sua proprietà dei vecchi inquilini. Noi, comunque, continuiamo a perseguire il proprietario, perché abbiamo chiesto che ci vengano ripetute tutte le spese che l'Amministrazione ha sostenuto per il ricovero alberghiero di queste persone; certamente, ci si dovrà dotare, per il futuro, di strumenti che, in qualche modo, tutelino ulteriormente l'Amministrazione. Al momento, però, se si esclude la possibilità di confisca, introdotta dal Ministro Maroni per le vicende legate all'affitto ad immigrati clandestini, non abbiamo altri strumenti che possano, in qualche modo, perseguire chi non segue alla lettera le procedure relative all'affitto. Non essendoci le condizioni di agibilità, non possiamo neanche prendere in considerazione questa possibilità. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. |