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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 7 Luglio 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 20
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2008-02680
CONFERIMENTI IMMOBILIARI ALLA "FONDAZIONE 20 MARZO 2006" AD INCREMENTO PATRIMONIO.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 200802680/08, presentata dalla Giunta Comunale in data 13 maggio 2008, avente pero oggetto:
"Conferimenti immobiliari alla 'Fondazione 20 marzo 2006' ad incremento patrimonio"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Il significato della deliberazione è quello di dare corso agli impegni che erano stati assunti tra le Amministrazioni pubbliche conferenti, in sostanza, fondatrici della Fondazione, di apporto del patrimonio su cui l'attività della fondazione possa esercitarsi pienamente. A suo tempo, avete già esaminato lo statuto e gli atti costitutivi, ora si tratta di formalizzare ora gli apporti.
Come illustrato più ampliamente in Commissione, gli apporti sono articolati, dal punto di vista della forma di apporto, in una porzione relativamente limitata, ovvero le due palazzine che affacciano su Via Giordano Bruno del primo lotto di nuove costruzioni del Villaggio Olimpico ex MOI in proprietà (un apporto in proprietà); l'apporto in diritto di superficie cinquantennale di porzioni delle arcate storiche e l'apporto in concessione d'uso, sola concessione d'uso, delle due strutture espositive sportive, del Palahockey e del Palazzo a Vela.
Nel corso dei lavori di Commissione, sono state espresse preoccupazioni in merito a due ordini di questioni, uno, la questione che poi costituisce la sostanza di alcuni emendamenti, ma che verte sullo stesso tema, ovvero la determinazione formale dei valori minimi di apporto, stante il fatto che l'intesa tra i soggetti apportatori (Regione, Provincia e Comune di Torino) è stato quello di determinare il valore d'apporto sulla base di una perizia unica, affidata ad un unico soggetto, in modo tale che ci fosse omogeneità di determinazione del valore.
Gli emendamenti vertono sulla prima delle osservazioni che sono emerse nel lavoro di Commissione, quella relativa alla determinazione, comunque, di un valore minimo di riferimento formalizzato, indicato in modo esplicito nell'atto deliberativo in modo tale che non sia ambiguo, non sia incerto, non sia consegnato poi a delle fasi interpretative magari non così univoche. Quindi, a ciò abbiamo provveduto di intesa appunto con la Commissione.
La seconda osservazione riguardava le tutele che l'Amministrazione Comunale, in particolare, può avere rispetto all'eventualità che il patrimonio, in particolare, le quote parte del patrimonio apportate in proprietà possano essere (certamente, nel tempo, non nell'immediato o nel breve periodo) cedute, perché, con un apporto in proprietà, una limitazione formale rispetto alla cessione non ci sarebbe. Naturalmente, cedute nella evenienza in cui le passività in capo all'attività gestionale rendessero opportuno o necessaria una operazione di questo tenore.
È stata espressa preoccupazione in questo senso; noi abbiamo già risposto in Commissione che, come ho rapidamente richiamato ora, l'apporto in proprietà riguarda soltanto le due palazzine nuove, tutte le parti storiche o tutte le parti di grande valore anche patrimoniale immobiliare, ovvero i due palazzetti, vengono concessi in diritto di superficie, quindi con limitazione assoluta rispetto all'utilizzazione e impossibilità concreta di procedere ad un'alienazione tout court del bene.
Tuttavia, in relazione alle preoccupazioni ribadite, in particolare, da Italia dei Valori, a maggiore rassicurazione del Consiglio, devo richiamare qui come è stato costituito, ed è previsto dalla Statuto, un'assemblea dei fondatori - uso un termine che forse non è proprio in senso puntuale, ma nella sostanza è questo -, che è l'equivalente dell'assemblea degli azionisti e che è un organo di controllo del Consiglio d'Amministrazione, una specie di organismo attraverso cui gli apportatori del patrimonio esercitano un monitoraggio e una vigilanza sull'attività del Consiglio di Amministrazione.
Per quanto riguarda la Città di Torino, il rappresentante nell'assemblea dei fondatori (perché formalmente si tratta di questo) è l'Assessore Montabone, per materia, in buona sostanza, che è stato designato dal Sindaco.
Quindi, questo organismo sovraintenderà o, comunque, vigilerà sugli atti del Consiglio di Amministrazione, a maggiore ragione su eventuale proposta di cessione. Quindi, credo che l'impegno, lo posso assumere io, è pro tempore, questo va da sé, però resta a verbale anche per l'Assessore Montabone, che ho ovviamente sentito, e che per gli atti, in particolare, di rilevanza patrimoniali certamente ci sarà una comunicazione specifica ed eventualmente anche l'occasione di un intervento opportuno di moral suasion, oltre che più incisivo della Città, qualora si determinasse un'evenienza del tipo che inducesse il Consiglio di Amministrazione a proporre l'alienazione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Coppola.

COPPOLA Michele
Intervengo come membro della I Commissione, della quale faccio parte e ringrazio anche il Presidente Cuntrò, che puntualmente calendarizza importanti argomenti, abbiamo anzi chiesto al Presidente Cuntrò di andare avanti fino alla prima settimana di agosto, perché abbiamo tantissimo arretrato e lui ci ha detto che, quanto prima, verificherà la presenza degli assessori disponibili.
Presidente, brevissimamente, perché so che alcuni Colleghi hanno degli impegni e, quindi, non vorrei trattenerli qui, devo dire che questa deliberazione, secondo me, nasce sfortunata, perché è stata oggetto di differenti approfondimenti in Commissione ed è corretto ricordare anche i dubbi che Consiglieri della maggioranza hanno esplicitato nell'ambito degli approfondimenti che il Presidente Cuntrò presiedeva, congiuntamente alla Presidente Genisio.
Credo che quando si scrivono 10 pagine colme di parole, colme di spunti, probabilmente si vuole distrarre il lettore. Lo dico perché si fa riferimento, ad esempio, a pagina 4, ai rapporti con l'Università, a fantomatici campus universitari in divenire, a rapporto con società private che interverranno, quindi devo dire che una deliberazione così lunga, a mio giudizio, è nata esclusivamente per distrarre.
Nell'ambito delle molteplici parole scelte, noi però abbiamo chiesto che venissero esplicitati alcuni concetti, vale a dire il valore degli immobili che la Città decide di affidare e conferire alla Fondazione 20 marzo 2006. Voi sapete che questa Fondazione ha già, di per sé, un primato: ha un nome che l'anticipa, nel senso che chiamata "20 marzo 2006" è stata approvata il 19 settembre, e quindi devo dire che già nel nome ci informava, in realtà, di essere nata con un ritardo; e nel 2006 noi avremmo dovuto essere più attenti e, probabilmente, con un emendamenti modificare il nome stesso della Fondazione Post Olimpica.
Questa fondazione e questa deliberazione dimostrano come degli impegni non siano stati mantenuti: la Giunta Chiamparino 1 aveva detto che, attraverso una gara ad evidenza pubblica, già per la fine dell'anno 2006, avrebbe individuato dei soggetti anche internazionali pronti a dimostrare interesse nella gestione del Parco Olimpico e delle importanti infrastrutture che oggi ne fanno parte.
Siamo nel luglio 2008 e, a tutti gli effetti, ci sono soltanto annunci giornalistici - che noi ci auguriamo diventino, quanto prima, concreti - di gare ad evidenza pubblica ed internazionale, volte a trovare soggetti che possano mettere a reddito questo patrimonio comunale.
Chiediamo, come esplicitazione, che venga indicato un valore degli immobili.
Ora, io ho visto questi emendamenti e ringrazio l'Assessore Viano per aver deciso di rendere esplicita questa indicazione, ma mi pare di non aver letto, negli emendamenti, alcun riferimento al Palavela e al PalaIsozaki, perché essendo solo concessi, non vogliamo dire quanto valgono. Questa è una scelta legittima.
Sono contento dell'interlocuzione. Detto questo, torno su uno degli argomenti centrali, nell'ambito dell'approfondimento in Commissione, ovvero, sulla famosa deliberazione a cui si fa riferimento; ne parlo in Aula, perché avevamo chiesto che venisse stralciato, con un emendamento, ogni riferimento alla deliberazione con la quale il Consiglio Comunale, qualche mese fa, aveva deciso di conferire alla CONI Servizi S.p.A. una quota parte di queste palazzine, per un valore - se non ricordo male - pari a circa 6 milioni di Euro, per pagare un debito di TOROC.
Abbiamo annunciato - e lo faccio anche in questa sede - che chiederemo un parere legale al Segretario Generale che, in questa circostanza, non è stato ancora interessato dalla deliberazione e dai dubbi che abbiamo, perché le recenti notizie relative all'assoluzione di qualche settimana fa, del City Manager, l'ing. Vaciago, hanno, ancora una volta, esplicitato la natura privatistica del TOROC.
Non è il caso che io entri troppo nel merito, perché non è oggetto di questa deliberazione, ma noi riteniamo che quell'atto del Consiglio Comunale, ancor di più oggi, sia privo di legittimità.
Noi chiederemmo, in sostanza, all'Assessore Viano, di mandare una bella fattura a chi ha avuto la responsabilità di TOROC e di chiedere indietro i 6 milioni di Euro dei contribuenti torinesi, perché quelle palazzine non avrebbero dovuto essere cedute alla CONI Servizi S.p.A. per pagare un debito di TOROC.
Siamo convinti di avere ragione; volevamo che questa deliberazione non fosse ulteriormente viziata da questa indicazione, ma l'Assessore non ci ha voluti accontentare. Nella vita non si può sempre gioire, siamo contenti di un'esplicitazione sui valori; tuttavia, abbiamo dei dubbi sulle modalità con le quali TOP, oggi, lavora, in assenza di un programma chiaro e condiviso, al suo interno. C'è differenza tra maggioranza e opposizione; siamo convinti che molti Colleghi di maggioranza condividano le nostre perplessità, ma, ahimè, questa sera, in maniera rispettosa del loro mandato, voteranno per una proposta di deliberazione che, a nostro giudizio, è tardiva e fatta male.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Salinas.

SALINAS Francesco
Molto brevemente, è vero che il nome quanto meno azzardato, come dice il Consigliere Coppola, in realtà, può trasformarsi in qualcosa di positivo, cioè, un incentivo, dopo questa approvazione, a procedere più speditamente possibile alla valorizzazione - compito che passa, in questo caso, alla Fondazione "20 Marzo 2006" - degli immobili post-olimpici, che sono uno straordinario Assett per il futuro di questa città. Proprio a questo proposito noi salutiamo con favore la definitivamente approvazione odierna di questa concessione di beni, che consente alla Fondazione "20 Marzo 2006" di pensare, studiare, approntare una gara che consenta - e questo è fondamentale - la massima valorizzazione del conferimento che oggi ci accingiamo ad approvare.
Questo significa che noi, come Consiglio Comunale, dobbiamo trovare sedi e spazi nei quali seguire - non possiamo chiudere oggi la questione "20 Marzo 2006" - questo processo, verificando se e come la Fondazione proceda in questa direzione.
Vorremmo avere, tramite il nostro delegato, l'Assessore Montabone, informazioni e ragguagli sul processo in oggetto. Io ritengo che il Comune di Torino - dalle parole dell'Assessore Viano, mi sembra che questa sia la nostra posizione - debba essere un solerte socio nel raccomandare, richiedere e verificare che tutto quanto venga fatto con la massima ricerca di qualità, a livello internazionale, trovando le procedure, pensando a criteri di selezione che ci consentano di avere non tanto i migliori player locali, ma i migliori player globali, per riuscire a giocare, nella miglior misura possibile, quel vantaggio competitivo sulle infrastrutture che ancora Torino ha, rispetto al resto d'Europa, per quanto riguarda le strutture post-olimpiche.
Questa decisione - che sia tardiva o no, non importa più, dal momento che assumiamo - di conferire gli immobili alla Fondazione, deve essere accompagnata - io ritengo - dalla Città e in questo accompagnamento credo debbano essere coinvolti il Consiglio e le competenti Commissioni Consiliari, perché ci sia una verifica , passo per passo, delle intenzioni e dei percorsi che la Fondazione "20 Marzo 2006", vorrà adottare.
Credo che ci si possa assumere questo impegno come Consiglio e come Giunta e che si possa avviare un percorso trasparente, perché queste raccomandazioni che noi facciamo oggi, non rimangano semplici parole, ma impegni precisi per la Fondazione e per i nostri rappresentanti in quell'Ente.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Non riesco a "sparare", in questi casi, perché sono troppo amareggiato.
L'ho già detto altre volte. Sono amareggiato non tanto in veste di Consigliere, quanto come pubblico cittadino torinese.
Forse, troppi Assessori e Consiglieri non lo sono mai stati e poco credono al futuro di questa città.
Detto ciò, voglio far notare ai tanti Consiglieri il messaggio siculo-piemontese, lanciato dal Sindaco Chiamparino sugli organi di stampa, comincia a dare i primi risultati.
Vedo anche una sinistra ex radicale, determinata, allineata, coperta e unita, in questa maggioranza; quindi, i primi risultati di questi messaggi cominciano a vedersi - non so se questo sia un bene per la città, ma lo è sicuramente per questa maggioranza.
Ci tengo a sottolineare la presa in giro con la quale inizia questa proposta di deliberazione: "Le Olimpiadi invernali 2006...". - quante volte l'ho letto -! "...hanno costituito il momento di svolta per il rilancio di Torino e del Piemonte, lasciando un'importante eredità costituita sia da beni materiali, tra cui impianti sportivi di eccellenza, strutture ricettive flessibili e palazzetti polivalenti (...).".
Unitamente al Consigliere Coppola, presento un'interpellanza -alla quale ha risposto proprio oggi l'Assessore Montabone - in cui contestiamo che, per usare uno di questi palazzetti, per le prossime Olimpiadi Europee di Atletica Leggera Indoor, andiamo a spendere 4,5 milioni di Euro (9 miliardi delle vecchie Lire!).
Queste sono le eredità importanti che hanno lasciato le Olimpiadi: la presa in giro di queste deliberazioni di cui l'Assessore Viano è, naturalmente, maestro e artefice.
Vado avanti e proseguo sempre con le prese in giro, citando quanto diceva il Consigliere Coppola.
A pagina 4, si dice: "Il progetto relativo alle 'Arcate' prevede, infatti, la localizzazione sugli edifici A, D, F1 di attività formative e di specializzazione universitaria e post-universitaria (...)". Io voglio ricordare, non tanto all'Assessore, quanto ai Consiglieri di maggioranza e ai cittadini torinesi "Corso Regio Parco - ex manifatture Tabacchi".
Avevo presentato un'interpellanza anche su quel tema: 9 miliardi di vecchie Lire, sempre con corsi e ricorsi storici sui miliardi che buttaste via per comprare quella struttura, che avrebbe dovuto essere utilizzata quasi immediatamente dall'Università per farne un campus.
In effetti, lì c'è un campus, ma di zingari, di Rom, che persiste. E' un altro tipo di campus. Non penso che fosse quello che si intendeva in quella deliberazione di acquisto; però, continuate a prendere in giro i cittadini torinesi e la derisione la mettete anche per iscritto.
Dico ciò, perché so benissimo che non convincerò mai neppure una parte della maggioranza e chi, con un barlume di onestà intellettuale, come il Consigliere Rattazzi, nella scorsa seduta ha denunciato determinate perdite sul Bilancio ed effetti assolutamente negativi del Bilancio della Città di Torino.
Non penso assolutamente di convincere qualcuno, ma voglio che rimanga e che ciò sia anche chiaro alla Giunta e a questa maggioranza, la quale (purtroppo, da troppo tempo) "guida" - naturalmente, è un eufemismo - questa Città.
Non mi dilungherò oltre, su questo, mentre poi chiederò delucidazioni sugli emendamenti presentati dalla Giunta.
Sono assolutamente contrario alla deliberazione e a questi conferimenti immobiliari e, a mia volta, ritengo che si tratti di un provvedimento privo di legittimità e che non si sarebbe nemmeno dovuto portare in Consiglio Comunale.
Voi, con il discorso - ormai trito e ritrito - che dovete cercare di salvare il salvabile, state buttando via - e lo dico proprio testualmente - un patrimonio che - ricordo - non è vostro; voi lo gestite pro tempore, ma è dei cittadini torinesi, i quali hanno lavorato, a differenza nostra e vostra - così non potete accusarmi -, che non abbiamo lavorato, mentre i cittadini torinesi sì! Voi, invece, lo buttate via!
Comunque, non voglio andare oltre, per evitare di esagerare con le parole, ma, del resto, quando parlo di questi argomenti, io mi arrabbio davvero, Assessore, perché non posso proprio sopportare di vedere questa Città che è ridotta o si sta riducendo in uno stato pietoso!
Peraltro, mi dispiace che il Sindaco non sia presente in Aula (è giù a Roma...), mentre è molto presente per altre cose, e spero che i giornali pubblichino una nota che ho inviato oggi, in merito al fatto che il Sindaco è molto attento a dire che la Lega sarebbe arrivata "...all'ultima spiaggia... Che cos'è, nell'alleanza con Berlusconi, se non porta a casa il federalismo...".
Ebbene, voi siete già all'ultima spiaggia; purtroppo, trascinate con voi anche i cittadini torinesi, la Città di Torino!
Allora, ai cari signori che sorridono dai banchi della maggioranza, vorrei ricordare che "Il Sole 24 Ore" di oggi denuncia che non sono né Roma né Milano le Città più indebitate d'Italia, bensì la Città di Torino; quindi, cari signori, ritengo che non ci sia proprio niente da sorridere!
Ripeto: voi ed io non abbiamo lavorato, ma tanti cittadini torinesi l'hanno fatto, e certamente non meritano proprio questa fine!
Quindi, vorrei solamente chiedere un chiarimento all'Assessore, sempre perché rimanga a verbale, in merito all'emendamento n. 1, che recita: "Per ciò che riguarda le due palazzine del Lotto III dell'ex MOI, comprensive di cantine pertinenziali e posti auto... si stabilisce che il valore minimo della proprietà sia assunto in analogia con quello offerto per queste ultime, cioè pari ad Euro 1.550,00 a metro quadro".
Ebbene, vorrei sapere se questa cifra sia data dai metri quadrati degli alloggi, senza conteggiare le cantine e i posti auto ma "comprensive di cantine e posti auto", o se, invece, conteggiando tutti i metri quadrati, quindi anche delle cantine e dei posti auto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Intervengo semplicemente per dichiarare il voto favorevole del nostro Gruppo, oltreché per rivendicare e chiedere un costante coinvolgimento del Consiglio (quindi, la possibilità di seguire passo a passo, come ricordava il Consigliere Salinas), anche perché credo che la nostra Città debba accompagnare e adoperarsi il più possibile per fare in modo che la "Fondazione 20 marzo 2006" riesca a lavorare al meglio.
Penso che dovremmo riuscire ad assumere un atteggiamento che non è soltanto quello del controllore, ma anche del protagonista e, soprattutto, di chi sia consapevole dell'immenso patrimonio - che c'è - di esperienza, oltreché di valore economico, fornendo quindi tutto il contributo che ci sarà richiesto dalla Fondazione e accompagnando la migliore valorizzazione possibile di questo patrimonio immobiliare.
A tale proposito, ritengo altresì che alcune preoccupazioni espresse in Aula possano essere fugate (o, quantomeno, mitigate) se, ad esempio, consideriamo l'impossibilità che il patrimonio venga così immediatamente alienato dalla Fondazione e, quindi, se consideriamo la specifica missione che la Fondazione è chiamata a svolgere, in base al proprio Statuto.
Considerando questo, credo che, oggi, com'è già successo altre volte, dobbiamo concentrarci su ciò che è possibile fare, affinché il tutto volga al meglio, nell'interesse della Città e non soltanto suo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Intervengo per annunciare il voto contrario del Gruppo che rappresento, per tutta una serie di motivazioni, che partono da una considerazione che può anche apparire formale, mentre, come vedremo, è realmente sostanziale.
Nel dispositivo di questa deliberazione, vi è già una chiave di lettura dei rapporti fra quest'Amministrazione e la Fondazione; in particolare, a pagina 9, alla lettera c), si parla del conferimento della proprietà superficiaria delle arcate per la durata di 50 anni, mentre la concessione è di durata trentennale, come detto al punto 4) della stessa pagina.
In questo, è facile vedere un'intenzione già preordinata di prolungare, sine die, l'uso superficiario di quest'immobile, che viene ceduto con tale provvedimento e che va al di là delle intenzioni di dare strumenti operativi alla "Fondazione 20 marzo 2006".
In realtà, si tratta di una vera e propria cessione, la cui quantificazione magari avverrà fra 50 anni e non avrà i benefici che, invece, potrebbe avere oggi.
Tuttavia, prendo spunto da questa considerazione (che - ripeto - può apparire formale, ma non lo è assolutamente) per prendere atto che qui, di fatto, si sta pagando una cambiale: la cessione degli immobili dell'ex MOI, anziché andare ad implementare il patrimonio "case" della Città, va ad implementare le dotazioni di una Fondazione che - ricordo - non avrà alcuna ricaduta positiva sulle finanze della Città di Torino nei prossimi anni.
Infatti, i gioielli di famiglia, che noi stiamo cedendo - il Palasport Olimpico e il Palavela, cioè le uniche due dotazioni della Fondazione che, se gestite bene (vedasi il Piano industriale del TOP), possono dare utili -, in realtà servono a coprire le perdite delle altre dotazioni impiantistiche sportive della Fondazione, quali il trampolino e la pista di bob, che, per i prossimi 5-6-10 anni (il trampolino, addirittura mai), non potranno assolutamente produrre utili.
Allora, le perdite di questi impianti sportivi, che, a detta degli amministratori del Parco Olimpico, sono utili e funzionali affinché lo stesso stia in piedi, devono avere le entrate e gli utili del Palasport Olimpico - di proprietà della Città di Torino -, del Palavela - di proprietà della Città di Torino - per stare in piedi.
Quindi, noi ci priviamo dei gioielli di famiglia per mantenere attività sportive laddove non possono avere alcuna ricaduta positiva (per evidenti condizioni geografiche), né sulla Città, né tanto meno sulle sue finanze.
Peraltro, la contrarietà espressa all'inizio dell'intervento deriva proprio dal fatto cui stiamo assistendo in questi giorni: una lamentatio da parte del Sindaco sull'assenza di risorse e sulla necessità di operare tagli e fare sacrifici; contemporaneamente a queste lamentatio, ci priviamo di due strutture che, se ben gestite, potrebbero avere ricadute economiche positive sulla Città, per poi cederle genericamente ad una Fondazione - che manteniamo noi -, che serve semplicemente per tenere in piedi un Parco Olimpico, le cui attività forse meno remunerative avrebbero dovuto essere pensate meglio, per rendersi veramente funzionali e interagire positivamente con il patrimonio cittadino.
Quindi, in questi termini, il parere contrario nei confronti della deliberazione si traduce - e dev'essere letto in questo modo -, di fatto, in una contrarietà nei confronti dell'operato - fino ad oggi, ma immagino futuro - a leggere il piano industriale, sia del Torino Olimpic Park, sia della Fondazione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Viano, per la replica.

VIANO Mario (Assessore)
Innanzitutto, in merito all'osservazione del Consigliere Coppola, non ci è parsa accoglibile la richiesta di stralciare il riferimento alla deliberazione, soprattutto perché si tratta a tutti gli effetti di una deliberazione operativa, quindi, fintantoché non fosse annullata - ma riteniamo che sia del tutto legittima -, allo stato attuale è un riferimento formalmente e sostanzialmente ineccepibile.
Sulle questioni generali poste, in particolare, dal Consigliere Carossa, vorrei segnalare che si tratta di un adempimento ad una pattuizione, ad un'intesa interistituzionale fra tutte le istituzioni locali che facevano parte della cabina di regia, volte ad assicurare un equilibrio gestionale al complesso del Parco Olimpico, in presenza di un finanziamento complessivo degli impianti stessi, che è stato, in misura assolutamente prevalente, in capo all'Amministrazione dello Stato.
Perciò, non si tratta propriamente di gioielli di famiglia, ovvero di immobili sui quali la Città ha investito risorse interne proprie - è da questo punto di vista che eccepisco particolarmente alle osservazioni del Consigliere Carossa -, ma, più in generale, rispetto all'ultimo intervento, ricordo che, a fronte del finanziamento complessivo che in cabina di regia ha poi prodotto l'attribuzione delle diverse parti ai vari enti locali, si è pattuito di ricondurre l'insieme di questo patrimonio ad una gestione unitaria.
La deliberazione risponde proprio a questo intento, pertanto, la ritengo assolutamente opportuna, oltreché - credo - politicamente dovuta.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'analisi degli emendamenti.
L'emendamento n. 1, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Viano, per l'illustrazione.

VIANO Mario (Assessore)
Riguardo a questo primo emendamento, vorrei solamente precisare al Consigliere Carossa che, com'è detto, il valore di riferimento (peraltro tratto da queste precedenti cessioni al fondo immobiliare) comprende effettivamente cantieri pertinenziali, quindi, il pro quota pertinenziale è incluso nel valore di 1.550 al metro quadrato della parte residenziale o terziaria in senso proprio, insomma, a SLP.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1:
presenti 31, favorevoli 29, astenuti 2.
L'emendamento n. 1 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 2, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2:
(stesso esito dell'emendamento n. 1).
L'emendamento n. 2 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 3, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3:
(stesso esito dell'emendamento n. 1).
L'emendamento n. 3 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 4, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 4:
(stesso esito dell'emendamento n. 1).
L'emendamento n. 4 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione così emendata:
presenti 33, favorevoli 29, contrari 2, astenuti 2.
La proposta di deliberazione è approvata.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
(è concessa con lo stesso esito).
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