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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 2 Luglio 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 10
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2008-02999
RENDICONTO DEL COMUNE PER L'ESERCIZIO 2007. APPROVAZIONE.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Riprendiamo l'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 200802999/24, presentata dalla Giunta Comunale in data 6 giugno 2008, avente per oggetto:
"Rendiconto del Comune per l'esercizio 2007. Approvazione"

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Rattazzi.

RATTAZZI Giulio Cesare
Sinceramente, mi aspettavo che prima sarebbe intervenuto qualche esponente della minoranza.
A mio parere, per quanto riguarda la Relazione che ha illustrato l'Assessore Passoni, ci sono alcuni aspetti da sottolineare.
Il primo riguarda il richiamo all'andamento economico globale, a cui si collega ogni manovra finanziaria, locale e pubblica; il secondo riguarda le sue considerazioni sulle difficoltà che si stanno intensificando a proposito del sistema delle autonomie locali nel nostro Paese, perché è abbastanza evidente, in questo periodo, che il potere centrale tende a dare qualche competenza - o, quanto meno, così annuncia - agli ambiti periferici e agli enti intermedi, ma, nello stesso tempo, attenua le possibilità di poter esercitare queste competenze. In questo modo si intende l'autonomia locale quasi come uno scarico di responsabilità o un passaggio di questioni dal centro alla periferia, senza fornire le sufficienti possibilità e mezzi per potere svolgere questi compiti.
In sostanza, in questi tempi, i Comuni finiscono per trovarsi tra il dilemma di aumentare le tasse e offrire i servizi o offrire i servizi e non aumentare le tasse.
Infine, nella relazione dell'Assessore Passoni c'è un terzo punto particolarmente importante, che è quello della lotta all'evasione, rispetto al quale converrà che venga presa in considerazione una proposta che mi ero permesso già di avanzare, sia pure fuggevolmente, nella discussione del Bilancio Preventivo, che è quella dell'istituzione dei Consigli tributari, con la possibilità di partecipazione locale all'accertamento tributario da parte degli Uffici statali (collaborazione che può essere senz'altro utile). Dico questo perché, in questi tempi, il Governo - sorprendentemente, ma anche positivamente - ha dato alcune aperture in questo senso: per esempio, ha invitato i Comuni, dandogli addirittura un premio del 30 %, a scoprire le proprietà all'estero che alcuni contribuenti non hanno dichiarato. Inoltre, ha dato la possibilità di visionare i registri ipotecari, affinché gli Uffici statali possano portare avanti questi discorsi. È un organismo che alla fine degli anni Novanta era stato sostenuto proprio dalle Giunte progressiste.
Credo che questo sia un argomento che debba essere affrontato dal Consiglio Comunale; magari presenterò personalmente una proposta di mozione, perché il Consiglio tributario venga istituito, ma che funzioni solo ad una condizione: che sia unitario, cioè che ci siano tutti gli ambienti politici al suo interno e che possa, quindi, svolgere un ruolo importante, a vantaggio tanto a livello nazionale quanto a livello comunale.
Per quanto riguarda il conto consuntivo del 2007, credo che non lo si possa confrontare con il Bilancio consuntivo del 2006 - che potrebbe risultare improprio, perché il 2006 era stato condotto anche da un'altra Amministrazione -, ma si può fare qualche confronto sul preventivo del 2007, constatando e osservando che le linee generali che erano state introdotte dalla Giunta, in particolare dall'Assessore, sono state mantenute, quindi l'impatto con i problemi gestionali da risolvere è stato osservato con il contenimento della spesa corrente e con un'attenzione particolare al debito generale. Su questo, poi, vorrei dire qualcosa, anche in relazione ai problemi che sono nati in altre città - mi riferisco a Roma e a Milano - e alla situazione in cui ci troviamo.
Si può, comunque, dire che c'è una corrispondenza sostanziale tra le previsioni e le attuazioni. In generale c'è una corrispondenza tra quel che era stato previsto nel preventivo del 2007 e il consuntivo del 2007. Ovviamente, ci sono degli scostamenti: il più rilevante è quello che riguarda gli investimenti. Da 521 milioni che erano stati previsti, risultano attivati 407; questo perché dei 211 milioni dei 521 che erano a mutuo, solo 102 sono stati attivati. È questa, quindi, la differenza. D'altra parte, però, questo fa parte di una linea che l'Assessore ha portato avanti, che è quella di non attivare ulteriori mutui per estinguere quelli precedenti. In sostanza, questo è un sistema attraverso il quale il debito è bloccato e questo è già un merito per l'Amministrazione.
D'altra parte, un'altra tendenza, più che un effettivo risultato, per quanto riguarda il debito, è stata l'attenuazione del passaggio da 2980 milioni di debito globale diretto, a 2960 milioni prima e a 2940 milioni poi (20 milioni all'anno). Certo, si potrebbe dire che 20 milioni all'anno su quasi 3000 milioni non sono un grande avvenimento, però non c'è dubbio che questo indichi una tendenza che è senz'altro valida e che deve essere, a mio parere, però maggiormente tenuta presente per arrivare a degli effetti più consistenti. Per arrivare a ciò è richiesta una volontà più estesa e più incisiva, naturalmente da mettere in relazione alle conseguenze sociali immediate e alle conseguenze politiche. Il discorso del debito è uno dei problemi che non può non continuare a preoccupare l'Amministrazione.
Un'ulteriore osservazione, che riprende peraltro un tema già sviluppato - che è stata confermata, purtroppo, non positivamente, ma questo era già scritto nel Bilancio preventivo -, è l'utilizzazione di cifre in conto capitale impropriamente utilizzate per pagare spese correnti, che riguardano soprattutto enti, associazioni e fondazioni. A questo proposito, forse, converrebbe che l'Amministrazione fissasse, in termini pluriennali, un contributo agli enti e alle associazioni e alle fondazioni; dopodiché esse sanno che hanno quel contributo e devono svolgere la loro attività rimanendo in quell'ambito e facendo in modo che i nostri rappresentanti si attengano alle indicazioni che l'Amministrazione Comunale dà. Evitando, quindi, che, per certi enti, per certe fondazioni e per certi teatri, si arrivi tutti gli anni a discutere, a fare diatribe che certamente non sono utili, innestare anche delle artificiose contrapposizioni tra chi vuole la cultura e chi non la vorrebbe. A questo proposito, i trasferimenti di capitale e i conferimenti di capitate sono pressoché corrispondenti a quelli che erano stati previsti, ma, in buona misura, sono utilizzati per quello che è stato detto.
Un altro aspetto è quello dei mezzi propri, rispetto ai quali si è osservata una corrispondenza per quanto riguarda le vendite immobiliari, mentre non è stato così per quel che riguarda le vendite mobiliari; in sostanza, i 40 milioni della SITAF non ci sono stati, quindi, ci sono delle differenze che non vorrei che in futuro possano diventare aleatori. Mi riferisco, per esempio, al fatto che le farmacie verrebbero vendute o non vendute. È sgradevole che i Consiglieri Comunali leggano la notizia sul giornale. Non c'è dubbio che questi siano discorsi da valutare in termini pluriennali, così come si farà per l'urbanistica, anche la parte di pianificazione e di programmazione delle entrate e delle uscite del Comune per i prossimi tre anni deve essere valutato in un blocco unico. Questo aspetto è certamente uno dei più delicati e avremo modo di poterne parlare.
Naturalmente, come Consigliere Comunale di maggioranza, non ho alcuna difficoltà a dire che non sono contento di questo modo di agire e di questo modo di prolificare le notizie, senza che possano essere discusse adeguatamente, quando ci sono dei problemi così assillanti sull'andamento generale dell'Amministrazione Comunale.
Ma è sul debito in generale che volevo fare alcune considerazioni finali, che riguardano un'attenzione che, a mio parere, dovrebbe avere il Consiglio Comunale, nel suo insieme.
Si parla spesso e ha rilevanza nazionale, non solo giornalistica, ma anche di determinazioni governative, il discorso del Comune di Roma, che nel 2006 aveva un debito globale di Euro 6.500 milioni, un debito diretto, perché poi su questi argomenti i confronti vanno fatti anche in relazione alla omogeneità del modo in cui si calcolano, io questi non li conosco, però è probabile che siano valide le cifre che vi fornisco.
Questi 6.500 milioni sono diventati 6.900 milioni, nel 2007, a consuntivo e che, nel 2008, diventano 8.100 milioni, con i mutui che sono già stati contratti.
Il che significa che il Comune di Roma ha, quindi, un peso per abitante che, se riferito al 2006, è di 2.420 Euro e riportandolo al 2008, con gli 8.100 milioni, va verso i 3.000 Euro.
Il Comune di Torino, con quasi 3.000 milioni di debito, viene ancora prima del Comune di Roma, quindi noi, da certi punti di vista, potremmo dire che stiamo peggio del Comune di Roma! In verità, ci sono due differenze a nostro favore: la prima: la rilevanza che è stata data al Comune di Roma è perché la conduzione della cassa del Comune di Roma piange, così come invece non è per noi, cioè il cosiddetto "buco di Roma", per cui il Sindaco di Roma vada dal Governo a chiedere dei soldi (che sarebbe scandaloso che venissero dati a fondo perduto, al massimo si potrebbe parlare di anticipazioni), quindi, noi non ci troviamo in questa situazione, perché la conduzione dei nostri Uffici e della nostra Giunta non è di quel tipo.
Il secondo motivo è che questo debito lo abbiamo perché abbiamo svolto una funzione di carattere nazionale, che è quella delle Olimpiadi. Cioè, il debito l'abbiamo, perché abbiamo fatto le Olimpiadi, che non era un fatto solo torinese, ma nazionale e di godimento nazionale, di presentazione dell'immagine del Paese Italia e non soltanto di Torino.
Allora, da questo punto di vista, è chiaro che, se per caso, e qui c'è la proposta possibile, che dovrebbe mettere d'accordo sia la maggioranza che la minoranza, il Governo dovesse dare dei fondi al Comune di Roma, per questi motivi, noi abbiamo motivo per chiederne anche di più! Per cui, bisogna che su questo ci si intenda... ((INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, no, non è così...

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Consigliere Ventriglia, per cortesia!

RATTAZZI Giulio Cesare
Scusi, Consigliere Ventriglia, su questo dovremmo parlarne un'altra mezz'ora... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, questo lo dico perché i motivi del debito di Roma sono dovuti non soltanto a Veltroni, ma, per essere chiari, soprattutto a Storace, che non ha dato... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io posso rispondere al Consigliere Ventriglia.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Consigliere Rattazzi, per cortesia, lei deve innanzitutto interloquire con la Presidenza. Mi rendo conto che nella consuetudine, si parla anche tra Colleghi, ma...

RATTAZZI Giulio Cesare
Detto questo è per quello che riguarda la parte del Comune di Roma, tenendo conto che il Comune di Roma ha 2.700.000 (tre volte gli abitanti di Torino), mentre il Comune di Torino, al 10 di maggio 2008, ha 910.000 abitanti, pressappoco, come nel 2006.
Quindi, il Comune di Roma, anche nel 2006, per poter essere in una situazione simile al Comune di Torino, che aveva organizzato le Olimpiadi, poteva avere anche 9.000 Euro di debito.
Su questo aspetto, mi pare giusto che si prenda una posizione in proposito, tenendo presente che noi siamo arrivati ad un limite percentuale di quota di pagamento di rate annuali rispetto al debito che abbiamo, che è di circa il 19%, come ha detto l'Assessore Passoni nella sua Relazione. Direi che, da questo punto di vista, i Comuni di Roma e Milano sono un po' al di sotto.
Infine, vorrei anche fare un accenno (anche qui si richiederebbe un discorso molto lungo che non faccio) ed è quello del confronto con il Comune di Milano, e voi vi chiederete perché al Comune di Milano?
Dunque, se il pro capite del peso del debito del Comune di Roma era di 2.420 Euro (che però diventano adesso circa 3.000), quello di Torino arriva a 3.280 Euro, attualmente, quindi più alto, il Comune di Milano è a 2.780 Euro, forse, è un po' aumentato quest'anno. Quindi, non è che stia bene anche Milano, perché i Comuni in questi anni si sono dati a una serie di impegni finanziari sui quali adesso si sta anche meditando.
Tuttavia, per quanto riguarda i contributi straordinari rispetto ai grandi eventi (visto che mi avete affidato la presidenza della Commissione del 2011, che ha fatto ben 30 riunioni e prima o poi vorrei anche poter riferire al Consiglio Comunale cosa succede, soprattutto in questi tempi in cui non si capisce bene quanti sono i soldi che lo Stato darà), succede che il Comune di Milano ha avuto pochi giorni fa 575.000.000 di Euro per il 2015, che certamente è un evento maggiore del 2011, bisogna pur ammetterlo. Noi ne abbiamo avuti di sicuro 100, fino adesso, altri 100 parevano sicuri e dovrebbero esserlo, ma, a questo punto, nasce anche qui una sperequazione che per noi dovrebbe essere definita meglio, in quanto il 2011 è vicino. Se non si definisce nel giro di pochi mesi che cosa si fa o non si fa per il 2011, è evidente che potrebbero nascere dei problemi di altro tipo, e cioè di colpevolezza locale per quanto riguarda questo aspetto.
Quindi, anche su questo - e finisco - il Comune di Torino dovrebbe prendere delle posizioni unitarie e chiedere al Governo che tenga adeguatamente conto di questa situazione.
Per concludere, è chiaro che, da un lato, aumentano in noi la consapevolezza e le preoccupazioni rispetto alla nostra situazione debitoria e, dall'altro, ci devono portare però ad assumere posizioni che dovremmo prendere con un certo orgoglio e tutti insieme, perché Torino non è la Cenerentola confronto a Roma e a Milano. Quindi, bisogna che il Governo tenga conto di questo.
Non si tratta, in sostanza, di avviare delle diatribe con le altre città, ma di pretendere un trattamento similare, perché, nella conduzione della cosa pubblica e nell'amministrazione di una comunità, sia le persone singole che le persone associate collettivamente in istituzioni, come queste, non devono perdere ed è la dignità.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Dopo l'intervento del Consigliere Rattazzi, sono un po' imbarazzato, perché non sono alla sua altezza nel leggere il Rendiconto che andiamo ad approvare, ma soprattutto ritengo di non essere all'altezza delle sue critiche.
E sono quasi tentato dal difendere l'Assessore Passoni (anche se poi rifuggo da questa tentazione essendo un credente cattolico e quindi mi incanalo verso un ragionamento che però è già stato tracciato dal Consigliere Rattazzi.
Anzitutto, volevo sottolineare al Consigliere che mi ha preceduto, che ha iniziato con una critica nei confronti del Governo centrale: penso, spero, mi auguro, riconoscendo onestà intellettuale al Consigliere Rattazzi, che non si riferisse al Governo in carica, ma si riferisse al Governo centrale in senso lato. Ne sono convinto, perché se no si spiega molto difficilmente il ragionamento che poi è seguito.
Detto questo, ci sono due aspetti che volevo toccare di questo Rendiconto e che ho già sviluppato all'interno del ragionamento che abbiamo fatto in Commissione con l'Assessore Passoni.
Il primo che voglio sottoporre a quest'Aula è l'elusione dei controlli. Perché parlo di elusione dei controlli? Perché c'è un dato, che tutti abbiamo visto con chiarezza nella lettura del Bilancio e che è stato richiamato, anche se solo di sfuggita e parzialmente dal Consigliere Rattazzi, e si riferisce ad un aumento di stanziamento, dal 2006 al 2007, in particolare per le Fondazioni, di circa 30.000.000 di Euro.
Al 31/12/2006 abbiamo, sul capitolo Partecipazioni, 100.000.000 di Euro circa (sto andando a memoria) e tra questi abbiamo le Fondazioni; nel 2007, abbiamo circa 30.000.000 di Euro in più e si continua: mi pare proprio la prossima settimana sia convocata una Commissione, proprio sulla possibilità di indirizzare le nostre decisioni sulla creazione di una nuova Fondazione.
Mi sembra che la proposta del Consigliere Rattazzi di razionalizzare e di definire uno stanziamento definito per le Fondazioni, possa essere un ragionamento - oltretutto, arriva dalla maggioranza - cui possiamo accedere e discutere, proprio per evitare quello che capitava (adesso faccio un confronto per farmi comprendere meglio) con i Decreti - e se lo ricorderà l'ex Assessore - Stammati e Pandolfi, gli Stammati 1, Stammati 2, i Pandolci 1 e 2, dell'anno 1978, con i famosi rimborsi a piè di lista. Mi sembra che questa sia proprio la tendenza di questo Rendiconto che andiamo ad approvare, tant'è che i soldi sulle Fondazioni li avete stanziati voi, non li ha stanziati il Governo, quindi si va proprio in questa direzione.
Quindi, su questo, sono contento che sia intervenuto prima il Consigliere Rattazzi facendo la proposta, che condivido e che spero sia oggetto - lo dico sotto l'attenzione del Presidente di Commissione Cuntrò - di una riunione di Commissione che discuta di questo aspetto e porti, magari, qualche consiglio utile alla Giunta in questa direzione.
Altro aspetto che, invece, non è stato toccato dal Consigliere Rattazzi è la questione dei derivati, che è stata più volte dibattuta in quest'Aula.
Più volte l'Assessore ci ha sottolineato che, in realtà, il debito dei derivati non è un debito, perché finché questa vicenda non verrà chiusa, i famosi - non mi ricordo più - 123.000.000 di Euro che sarebbero il risultato al 31 marzo, Assessore (se non vado errato) sono sulla carta e non sono ovviamente inseriti a Bilancio.
Tuttavia, vorrei sottolineare il risultato negativo sulla gestione dei derivati, che leggendo nelle maglie del Bilancio, ci fa capire che, in realtà, c'è una differenza negativa sia in termini di competenza e di cassa, perché se noi andiamo a guardare gli oneri per operazioni finanziarie, abbiamo una cifra di 9.400.000 Euro di competenza e una cifra di 8.086.000 di cassa. Se andiamo a guardare quelli che sono i proventi delle operazioni finanziarie abbiamo 4.326.000 di competenza e 2.644.000 di cassa.
Quindi, per una differenza sulla competenza negativa di 5.000.000 circa e sulla cassa addirittura di quasi 5.500.000.
Rispetto a questo, vorrei che l'Assessore ci spiegasse e ci facesse capire qualcosa in più: i derivati hanno un costo negativo per la Città già oggi. Su questo, tra l'altro, abbiamo convocato - l'Assessore lo sa - una Commissione Controllo di Gestione anche per capire meglio quelli che sono stati i costi indotti dai contratti che abbiamo sottoscritto. Questo è anche un altro aspetto che in questo momento mi preoccupa e mi auguro che, dalla risposta dell'Assessore, possa venir meno questa preoccupazione.
Infine, l'altro aspetto riguarda il dato che ha voluto sottolineare, tra le righe, il Consigliere Rattazzi e riguarda la nostra Città, che è la Città, ad oggi, più indebitata (sto parlando dell'indebitamento pro capite), sicuramente con tutti i ragionamenti che ha fatto il Consigliere Rattazzi che condivido, ma che preoccupa e deve vederci preoccupati.
Quindi, sotto questo aspetto, non possiamo, se poi a questo aggiungiamo i temi che abbiamo sottolineato: oggi, sui giornali c'è questa vicenda che conoscevamo già abbastanza bene che riguarda le farmacie, che sappiamo quanto rendano privatamente, ma che, guarda caso, per il Comune sono un costo.
Allora, in questo senso, mi auguro anche che, all'interno di questo Consiglio Comunale, ci sia un dibattito (noi, in questa direzione, abbiamo presentato una mozione), per indirizzare la scelta della Giunta verso una veloce privatizzazione di questo settore. Privatizzazione che è necessaria, forse, anche per calmierare un po' il mercato, che ha avuto, almeno in questo settore particolare, sicuramente degli eccessi.
Detto questo, mi sembra che il parere sul Rendiconto non possa essere, da parte nostra, positivo e, quindi, anticipo per evitare di intervenire per una dichiarazione di voto, il nostro voto negativo.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Passoni, per la replica.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Più che altro per concludere il dibattito e dare alcune illustrazioni sulla discussione che si è avuta anche in Commissione e anche in questa sede.
Come ho detto nella relazione, e purtroppo questo elemento non è stato ripreso dal dibattito consiliare, se non dal Consigliere Angeleri e gliene do atto, in realtà, la situazione e, in particolare, la situazione finanziaria degli Enti principali dello Stato italiano attraversa una fase di una certa incertezza.
Cominciando l'analisi del ragionamento appena fatto dal Collega, dalla sua fine, è evidente che l'incertezza derivi dal fatto che, in una fase critica dei mercati finanziari, come quella attuale, si verifichi, per effetto dell'allargamento degli spread e, naturalmente, anche per effetto dell'innalzamento dei tassi di interesse, una sovraesposizione finanziaria.
Questo, ovviamente, accade sia per il costo dell'indebitamento non derivato sia, evidentemente, per quello derivato. Questi ultimi - mi riferisco ai derivati - sostituiscono un tasso di interesse - variabile, o fisso - con un'altra struttura.
Se i tassi di interesse aumentano, è chiaro che, tendenzialmente, si riducono i proventi, ovvero, difficilmente l'aumento dell'interesse attivo recupera integralmente l'interesse passivo e, di conseguenza, sia sui capitoli di spesa che riguardano oneri finanziari del debito normale - sia esso nozionale libero o nozionale derivato - determina, complessivamente, un incremento di costo di oneri finanziari.
Questo, però, è un segno dell'intero comparto pubblico italiano.
Diceva prima il Consigliere Rattazzi, che quasi tutti i Comuni d'Italia - ha fatto grazia delle Regioni e delle Province - hanno, in realtà, un livello di indebitamento strutturalmente e mediamente alto e questo riguarda i Comuni citati, come riguarda, una priorità di soggetti.
Del resto, nella mia relazione, illustravo come più del 50% degli investimenti operati dal Sistema Pubblico, in questo Paese, siano oggi a carico del sistema degli Enti Locali. Secondo me è un po' difficile fare un ragionamento che riguardi il debito, eliminando da questo discorso il tema della crescita economica e del sostegno allo sviluppo; questo perché il Governo - questa mia affermazione non ha un colore politico - ritiene che per il 150° dell'Unità d'Italia sia necessario cofinanziare almeno il 40% degli interventi, che per le metropolitane, al nord come al sud, per ogni Euro versato dal Governo debbano corrispondere 40 centesimi del sistema Locale e ancora che, per il passante ferroviario, trascorsi 10 anni, i mutui passino a carico degli Enti Locali.
In sostanza, se il sistema nazionale stabilisce a Torino, come a Milano, come a Roma, come a Firenze, come a Napoli, come a Palermo - in tutte le parti di Italia -, che oggi lo Stato centrale non investe sul territorio, se non a fronte di una compartecipazione pubblica del Sistema Locale, con una certa incertezza, devo dire che non capisco più quale sia il problema e quale segno si voglia dare a questo Paese.
Vale a dire: se per portare avanti opere di ammodernamento del sistema Paese, ogni Euro che mette lo Stato deve corrispondere ad una quota del Comune, o non facciamo nulla e lasciamo che il Paese viva un'arretratezza economica ed infrastrutturale, di sviluppo, non paragonabile all'Europa, o, altrimenti, dobbiamo considerare quell'investimento sul territorio al pari di quello statale.
Invece i Governi - qualunque Governo, da quello di centro-sinistra a quello di centro-destra - continuano a considerare quegli investimenti, in compartecipazione con il sistema nazionale, all'interno di parametri del debito del Patto di Stabilità, anche sul Sistema Locale.
Questo equivoco italiano va sciolto, perché, o i Governi tornano a finanziare integralmente le opere di interesse nazionale - e, di conseguenza, non contano sull'indebitamento locale e sul Patto di Stabilità Locale - o, se chiedono il concorso di risorse locali devono poterlo fare attraverso i normali canali di calcolo della finanza pubblica, altrimenti vuoi per l'Esposizione Universale a Milano, o magari per l'ostensione della Santa Sindone o, più in là, per un'altra infrastruttura costruita nel meridione, il Sistema Pubblico Locale avrà di nuovo a che fare con elementi di instabilità nei confronti dell'Ente Locale di riferimento.
E questo equivoco non è risolto, non si dissipano ancora le nebbie di questo sistema. Anzi! Il Governo attuale ha emanato un Decreto, 10 giorni fa, con il quale bloccava per un anno tutte le operazioni di indebitamento diverse dai mutui ordinari e bloccava qualunque operazione di rinegoziazione di derivati esistenti.
Di per sé, questo Decreto può avere dei chiaro-scuri, perché, magari, un derivato è opportuno rinegoziarlo, ma, come voi sapete, per alcuni meccanismi, magari, è opportuno, invece, non provvedere a questa operazione.
Altresì, questo Decreto prevede di concedere una sorta di moratoria di un anno per poter emanare altri Decreti conseguenti anche all'ordinamento precedente della Finanziaria del 2008. Ordinamento assolutamente condiviso, anche se, ovviamente, prevede uno stop per un anno.
In questa fase, al di là del valore assoluto delle cifre e dei dati complessivi, ritengo che per un Comune, diventi assai difficile affrontare sfide come quella del prolungamento della sua metropolitana verso Nichelino, o quella del Passante Ferroviario.
Chiaramente e, indubbiamente, un Ente Locale deve operare delle scelte, ma non può se, oggi, non esiste ancora un sistema normativo e di diritto economico, in grado di garantire questa prospettiva.
Auspico che questo Governo - ma qualunque Governo, rimarrà in carica - possa affrontare, in modo strutturale, il tema della finanza pubblica locale, come un tema che dia certezza di regole con le quali misurarsi in una sfida che, in una fase di recessione internazionale, non nell'interesse dell'Amministrazione Comunale di Torino, ma nell'interesse dell'economia complessiva, possa tornare a fare investimenti in chiave antirecessiva con un quadro di certezza sul debito, sugli oneri finanziari e sul quadro economico, perché, alla fine, se il sistema pubblico e quello privato, non investiranno in una fase recessiva, i principali danneggiati da questa fase non saranno soltanto i cittadini torinesi che pro-capite potranno avere da 1900 a 2500 Euro circa di debito, ma, piuttosto, quel sistema occupazionale e di servizi reso al territorio che, come dimostrano i dati ISTAT, sono retti dalla domanda interna del Sistema Pubblico Locale.
A mio avviso, questo è il punto centrale di questo rendiconto che segna come noi abbiamo provato a continuare a fare questo lavoro di sostegno alla domanda interna, con investimenti sicuri e, come diceva il Consigliere Rattazzi, garantendo, nel frattempo, che questo lavoro non venga fatto attingendo ad nuovo debito, ma autofinanziando integralmente la ricaduta finanziaria di quegli investimenti fatti. Dico questo, orgogliosamente. La Città può asserire di avere investito 521 milioni di Euro - cioè 1000 miliardi delle vecchie lire - e di avere solo, rispetto al 2006, 3 milioni di Euro in più, di debito, rispetto all'anno precedente.
Questo, in valore assoluto, è un dato molto positivo, perché vuol dire che la Città è riuscita a creare un'occupazione di domanda interna per 521 milioni con risorse statali, regionali, di sistema pubblico-privato, project financing, cofinanziamenti - in parte con valore di dismissione immobiliare convertiti in nuovi investimenti, come il fondo immobiliare - e in quel debito a dismettere 98 milioni di Euro di debito a fronte di soli 101 milioni di Euro di i nuovi debiti.
Il risultato positivo non sono i 3 milioni di investimento, ma i 3 milioni di debito in più! L'investimento, sul territorio, è stato di 521 milioni di Euro. In sostanza, un forte impegno a sostegno dell'occupazione nel territorio; questo è il segno, secondo me, di un'Amministrazione che, in questa fase, guarda con una certa preoccupazione verso il futuro, perché, indubbiamente, le regole normative saranno in evoluzione. Nel contempo, non viene meno la sua funzione di fornitore di servizi pubblici e dall'altra parte, non viene meno al soggetto principale in Italia, di creazione di sviluppo e di occupazione.
In questo equilibrio che tiene il debito a bada, ma crea condizioni di sviluppo, troviamo il solco mediano in cui la nuova Amministrazione Comunale di Torino tende a stare, una fase non straordinaria, come quella olimpica, ma di controllo rigido del debito, di investimenti calibrati e misurati ma che, comunque, in valore assoluto, sono decisamente in linea con gli anni 2003, 2004 e 2005 che si dichiarano essere quelli della fase pre-olimpica, quindi, con una continuità di intervento che riterrei, di per sé, straordinaria.
In questo senso, sta il segno di questo Consuntivo, così come il segno del Preventivo 2008; naturalmente, con una ovvia, guardinga attenzione che non vivo con fastidio, ma, anzi, con uno spirito assolutamente positivo anche per la partecipazione del Consiglio a questa fase di osservazione finanziaria così difficile. Ben vengano gli approfondimenti delle Commissioni tematiche, a patto che, naturalmente, fotografino realisticamente questo contesto complessivamente difficile, una fase economica recessiva, un debito fermo e sotto controllo e, al tempo stesso, la capacità di creare continuamente occupazione e interventi infrastrutturali, pur non aumentando il valore del debito per i cittadini torinesi.
Chiaramente, se i mercati finanziari aumentano i tassi di interesse, così come aumenta il costo del mutuo di una famiglia per la prima casa, anche i nostri mutui costeranno di più. Ma questa è una fase economica, direi, assolutamente eccezionale che riguarda le famiglie, gli Enti Locali e il Sistema Pubblico allargato.
Naturalmente, speriamo - come sperano tutti i sostenitori della domanda interna - che la Banca Centrale Europea non aumenti i tassi di interesse, ma che, anzi, li contenga. Quindi, che ribilanci inflazione e crescita, per garantire in questo sistema economico un migliore equilibrio economico e occupazionale, che, altrimenti, rischia di essere recessivo nel 2009; in questo abbiamo una grande capacità di attenzione ai temi della finanza e del debito, nonché alla prudenza di comportamento.
Il Consiglio Comunale avrà letto che la Città è riuscita a convertire ben 360 milioni di debito a tasso variabile ad un tasso fisso ottimo sul mercato, proprio 10 giorni fa, con un'emissione BOC "amortizing", non "bullet" a 30 anni, quindi con scadenze ordinarie.
Questo ha permesso, tra l'altro, di proteggere un altro 10% del debito della Città rispetto ad una situazione dei tassi di interesse, che, naturalmente, permetterà alla Città di avere flussi certi e oscillazioni minori sui Bilanci futuri rispetto all'alea che il sistema economico potrà portare.
Quindi, nella prudenza e, dall'altra parte, nella certezza che l'economia richiede comunque uno sforzo agli Enti Locali, auspichiamo che il sistema pubblico complessivo valorizzi questo intervento degli Enti Locali e fotografi la realtà. Il 51% degli investimenti di questo Paese è fatto dagli Enti Locali; senza questi, il Paese sarebbe in recessione già da anni. Questo è fondamentale, per qualunque soggetto governi, qualunque colore governi e qualunque impostazione politica si dia alle manovre economiche. Sobrietà e contenimento del debito vuole anche dire creare ricchezza per il Paese e per i cittadini.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Sono stati presentati un subemendamento e un emendamento.
Il subemendamento all'emendamento n. 1, presentato dall'Assessore Passoni, recita:

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento all'emendamento:
Presenti 28, Favorevoli 27, Astenuti 1.
Il subemendamento è approvato.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'emendamento, presentato dall'Assessore Passoni, recita:

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1:
Presenti 28, Favorevoli 28.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per le dichiarazioni di voto, al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Non intervengo per la dichiarazione di voto, perché, come ho già anticipato, il nostro voto sarà negativo, però non posso lasciare che, in quest'Aula, passi la sensazione (che, peraltro, ritengo valida da un punto di vista tecnico, ma che non posso avallare da un punto di vista politico) che tutta la vicenda si concluda con la battuta " È tutta colpa di Berlusconi"!(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Voglio solo che rimanga a verbale, perché altrimenti sembra che andiamo ad approvare un Rendiconto sulla scorta di una ghinea che, in questi ultimi 20 giorni, ha dato il Governo Berlusconi e che, purtroppo, sia ancorata ad una scelta politica che ci condiziona. Non è così!
Non intervengo a difesa del Presidente del Consiglio, che non ne ha nessun bisogno, ma a difesa dell'Assessore, perché so benissimo come la pensa sulla questione dei contratti derivati. Vorrei sapere se, rispetto alla situazione in cui ci veniamo a trovare oggi, ci sarà una responsabilità, anche minima, su qualche contratto derivato stipulato qualche anno fa, oppure no.
Assessore, se ha sentito bene, ho parlato di "differenza". Rispetto a questo, vorrei almeno che se ne prendesse atto e ci fosse un po' più - lo dico con la dovuta moderazione - di correttezza nella valutazione complessiva.
Il nostro voto rimane negativo, ma mi auguro che in corso d'opera, ossia nelle Commissioni, si possa, in qualche modo, con l'ausilio anche del Consigliere Rattazzi, correggere il tiro.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Rattazzi.

RATTAZZI Giulio Cesare
Dall'intervento che è stato avviato da noi e anche per conto del Partito Democratico, naturalmente noi siamo favorevoli, per le motivazioni di corrispondenza tra il Consuntivo del 2007 e il relativo Preventivo e, poi, per la sostanza della valutazione di un Conto Consuntivo. In questa sede sono emerse delle preoccupazioni, ma ne avevamo già discusso. Con le risposte che questa sera ha dato l'Assessore (ma che aveva già dato anche precedentemente) sul discorso dei derivati, direi che - a questo punto non so se lo posso fare a titolo del Gruppo, ma lo faccio tranquillamente a titolo personale - si potrebbe anche tentare di chiedere che alcuni derivati (quelli secondo le opportunità che potranno essere individuate dall'Assessorato) possano essere rinegoziati. Siccome in una parte di questi, un terzo, rientra l'Istituto Sanpaolo, si potrebbe anche chiedere, come generoso apporto ai problemi della città, di fare in modo di trasformare i tassi variabili - che mi pare vadano dal 2 al 12% -, in tassi fissi, in maniera che i flussi finanziari in uscita possano essere sicuri e non aleatori.
Questo lo dico come desiderio, ma anche perché so che in altre città italiane si sta tentando una soluzione di questo tipo.
Mi pare che questo discorso sia tenuto in forte considerazione da questa Giunta, in relazione alle situazioni che dovrà affrontare.
Nel complesso, è chiaro che il giudizio, per i motivi espressi in precedenza, è senz'altro positivo.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione:
(presenti 31, favorevoli 28, contrari 3).
La proposta di deliberazione è approvata.
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