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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 16 Giugno 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 10

Comunicazioni del Sindaco su: "Ipotesi fusione GTT con ATM Milano"
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Credo di poter essere abbastanza veloce, perché i documenti che qualcuno ha fatto uscire dall'ambito delle trattative sono documenti che non sono ancora a mia conoscenza, quindi non sono in grado di comunicare su quei documenti.
Sono, però, in grado di rifare - dico "rifare" perché l'avevamo già fatto - il quadro della situazione, che ha portato a prendere in considerazione l'ipotesi di trattativa con ATM Milano, insieme ad altre ipotesi, così come sono in grado di elencare i punti fermi che costituiscono un orientamento per la medesima trattativa, quelli che potremmo definire "guidelines" o, più semplicemente, paletti o linee di indirizzo.
Quindi, il quadro generale è definito da uno scenario che credo non sia difficile ipotizzare, se ragioniamo nel medio periodo (immaginando i prossimi quattro o cinque anni) è del tutto evidente che, anche in considerazione della prossima entrata in funzione - mi riferisco al 2010/2011, della tratta di alta velocità fra Torino e Milano e dei due Passanti Ferroviari (quello di Milano ha già inaugurato la prima tratta, quello di Torino inaugurerà la tratta complessiva nel 2010, al massimo nel 2011, e Milano completerà successivamente i due passanti ferroviari), non è difficile immaginare che questa area, nel giro di cinque o sei anni, sarà uno dei bacini a più elevata domanda di mobilità d'Europa, complessivamente (mobilità pubblica e privata).
Questo è il primo dato di scenario, con tutto ciò di cui la mobilità è portatrice, in termini di investimenti per la logistica e, quindi, di attrattività di investimenti in questi campi.
Secondo dato di scenario, è che - e questa è una decisione nostra - anche in considerazione del fatto che, come sapete, il Parlamento ed il Governo non hanno più inserito la clausola che prorogava la possibilità di affidare il trasporto pubblico "in house", noi, così come per il sistema della raccolta rifiuti, intendiamo uscire dall'"in house" e, quindi, mettere a gara il servizio per il 2010.
Questo è un secondo elemento di scenario che, credo, sia coerente con una scelta che cerca di massimizzare i benefici per i consumatori in termini di miglior servizio al minor prezzo, cosa che può essere data, pensiamo noi, solo attraverso un'attenta comparazione e controllo di offerte competitive fra di loro (ovviamente, pubbliche e private).
Terzo elemento di questo scenario conseguente è che bisogna inesorabilmente puntare al potenziamento della nostra azienda, se si vuole, da un lato, che sia in grado di misurarsi con quel primo elemento che ricordavo, di un bacino in cui la domanda di mobilità tenderà ad essere crescente e, secondo, se vorrà, anche nell'ipotesi minimale, essere in grado di essere forte nella competizione per l'affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale in ambito torinese (poi, le tecnicalità andranno viste, quanti lotti, ma non è questo). La sostanza è che in un contesto dove c'è più domanda, dove c'è più competizione, se un'Azienda è debole rischia di non essere nemmeno in grado di vincere il servizio a casa propria. Noi questo non ce lo possiamo permettere e non vogliamo permetterlo. Quindi, prescindo, poi, dalle possibilità di andare a competere da altre parti, quindi ad accrescere il valore dell'Azienda, ma la cosa minimale è questa.
Da questo, l'esigenza di percorrere delle strade che potenzino la nostra Azienda di trasporti, seguendo, né più né meno, quello che si è già fatto per l'AEM che, dopo una fase di discussione che ha avuto - chi si ricorda - tratti simili a quella che abbiamo conosciuto in questi ultimi mesi, ha poi portato ad un accordo che, mi pare, si sia dimostrato significativamente vantaggioso per la nostra Azienda, per il nostro sistema territoriale, non solo in termini di ruolo della nostra Azienda nel panorama delle multiutilities italiane, tant'è che siamo stati i primi protagonisti dell'aggregazione e siamo, di nuovo (con ERA ed ENIA), in una fase di nuova aggregazione, quindi di ulteriore passo in avanti. Ma anche in termini sostanziali.
Adesso non voglio parlare di energia, però vorrei che si ricordasse che, dopo quell'intesa, la nostra Azienda, alle sue tradizionali competenze nel campo di produzione idroelettrica e termoelettrica, ha aggiunto il fatto di essere la sola Azienda che ha gli unici due diversificatori autorizzati in Italia (Gioia Tauro e Livorno). Lo dico perché è bene sempre avere memoria delle cose fatte e fare un po' di esercizi comparativi quando si discute. Torniamo ai trasporti.
Quindi, il problema è potenziare GTT anche memori di quello che abbiamo già fatto noi in un altro campo, quindi guardandosi attorno.
Naturalmente, guardarsi attorno vuol dire guardarsi attorno a 360 gradi: gli interlocutori possono essere molti e le ipotesi da esplorare possono essere e sono state diverse e si è scelto di perseguire per prima quella che ci è sembrata la più logica. Più logica per due ragioni: primo, perché impresa pubblica, cosa che non sono i grandi competitori privati, come Arrive (non ho mai capito bene come si pronunci), comunque inglesi, tipo Transdev, francesi, che sono degli autorevolissimi organizzatori di mobilità su scala internazionale di natura privata, con i quali non escludiamo affatto, io non escludo affatto ipotesi di collaborazione, ma che, però, in quanto privati credo si debba riflettere prima di andare ad un'intesa globale con la Società, che potrebbe presentare, soprattutto dal punto di vista politico, qualche problema in più che non l'accordo con un'Azienda pubblica.
Un altro interlocutore interessante con il quale ci sono stati degli accordi sono sicuramente lo Ferrovie dello Stato, le quali, però sono davvero un soggetto molto grande: mentre sono ipotizzabili accordi localizzati per la gestione di determinate attività, mi sembra e ci è sembrato difficile pensare ad un accordo globale, perché è troppo grande la disparità ed è troppo grande anche la disparità in termini industriali, cioè come attività prevalenti.
Quindi, la scelta di provare a vedere se funzionava un'ipotesi di rafforzamento con Milano nasce dal fatto che, da un esame del panorama dei possibili interlocutori, questa ci è parsa l'ipotesi più immediatamente verificabile, non praticabile, ma verificabile. Né è parsa, ripeto, sostituibile da quella degli operatori privati locali piemontesi, i quali sono sicuramente interlocutori possibili, ma certamente non alternativi al discorso strategico.
Sono possibili interlocutori e soggetti per alleanze e per intese più o meno circoscritte, ma credo che nessuno realisticamente possa sostenere che il rafforzamento di cui ha bisogno GTT passi attraverso un accordo strategico tra GTT e questi soggetti più o meno coalizzati tra di loro (cosa che poi è molto difficile da fare).
Quindi, abbiamo avviato, abbiamo dato mandato all'Azienda di avviare questi contatti con la ATM di Milano, con dei paletti molto chiari.
I paletti sono sostanzialmente due. Innanzitutto, non riteniamo praticabili ipotesi di fusione tout court fra le due Aziende, perché è evidente che, data le disparità patrimoniali, che sono evidenti (pur non essendo così grandi come sarebbe nel caso di Ferrovie); è evidente che sono due aziende che hanno dimensioni patrimoniali diverse e che, quindi, un'ipotesi di fusione configurerebbe inevitabilmente un assorbimento della più piccola nella più grande.
Se si dovesse prendere in considerazione un'ipotesi del genere, allora è del tutto evidente che sarebbe molto meglio un'ipotesi di vendita sic et simpliciter, perché questo probabilmente permetterebbe di valorizzare molto di più gli asset in una gara competitiva. Ma non è questo lo scenario, ripeto, lo scenario è del rafforzamento, non della vendita.
Quindi, la strada non può che essere quella di pensare di costruire insieme un soggetto nuovo, che abbia contemporaneamente due condizioni: la pariteticità di comando e l'apertura a possibili nuovi interlocutori e nuovi soggetti con cui affrontare le diverse sfide che possono presentarsi in quel bacino, con quel potenziale di domanda, con quei competitori. Rimettendo, quindi, per questa via in gioco quegli interlocutori a cui, ho detto, prima non ci siamo rivolti in via preferenziale.
Quindi, tenendo anche conto del fatto che GTT ha una presenza nel settore del trasporto su ferro che invece ATM Milano non possiede, credo che sarebbe interessante pensare, in questo campo, ad attività (magari, in collaborazione con le stesse Ferrovie dello Stato) che si propongano di dare vita ad un soggetto capace di svolgere un'attività competitiva nel campo della gestione del trasporto su rotaia, ma anche il campo della logistica è molto aperto, con un grande potenziale, in cui vi possono essere spazi di cooperazione con soggetti sia pubblici sia privati.
Però, o l'alleanza con Milano - ripeto - produce un soggetto nuovo, in grado di garantire pariteticità d'indirizzo e di comando, salvaguardando ovviamente le differenze patrimoniali con tecnicalità che si possono definire, da un lato, e dall'altro si apre a possibili soggetti che diventino competitivi nei diversi ambiti posti dal mercato del trasporto, oppure, è evidente che si tratti di una strada non percorribile.
Queste sono le linee guida ed i paletti che abbiamo posto.
Poi, vorrei far notare un aspetto: ho citato AEM-AMGA, diventata IRIDE, perché, oggi come allora, saremmo in grado di porre all'attenzione della - definiamola così - constituency torinese, a partire dal Consiglio Comunale, alcune ipotesi di discussione di decisioni, allorquando queste saranno innanzitutto chiare a chi ha avviato il confronto.
Ribadisco, perciò, che vorrei discutere quando sarà perlomeno possibile questa condizione minima su quel documento che, magari, qualcuno ha già letto (sebbene affermi di non essere informato), al contrario di me; cioè, ritengo che, per poter fare questo confronto ed assumere una decisione, sarebbe più opportuno attendere che, sia quanti si dichiarano poco informati, sia quanti lo sarebbero già, abbiano letto lo stesso documento.
Ci tengo a dire che non è stata assunta alcuna decisione e che, comunque, al di là dell'interesse che, secondo me, è oggettivo abbia un'operazione di questo genere, mi sono ben chiare le difficoltà, se si pensa allo scenario, visto che si tratta di un'operazione insolita, in Italia, in questo campo (non essendo mai avvenuto, sarebbe la prima volta), fra società che presentano diversità.
Tuttavia, credo che occorra recuperare una serenità, nella valutazione dei dati oggettivi e delle prospettive che possono esserci, che non può appartenere a chi, in qualche modo, adotta atteggiamenti ostruzionistici, per così dire, sebbene io non abbia responsabili da individuare; però, il fatto che si facciano uscire certe informazioni (costruite in maniera tale che servano a dare l'impressione che si stia facendo una trattativa a perdere), mentre un'azienda è impegnata in una trattativa, mi fa pensare che queste fughe di notizie - ovviamente, mi guardo bene dall'attribuirne la colpa ai giornalisti, i quali svolgono semplicemente il loro sacrosanto mestiere - siano mosse dall'intenzione di creare difficoltà alla stessa trattativa.
Quest'ultima, peraltro, è già difficile per sua natura - questo è il messaggio finale -, ma secondo me è importante, e credo che sia sbagliato e controproducente per la Città creare ostacoli artificiosi alla medesima, per ragioni che non sta a me individuare, ma che certamente non corrispondono né agli interessi dell'Azienda, né a quelli della Città.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Innanzitutto, vorrei ricordare che ogni Gruppo ha a disposizione cinque minuti; poi, sia perché molti Colleghi hanno chiesto la parola contemporaneamente, sia per rendere un po' più vivo il dibattito, penserei di non seguire la prassi, ovvero l'ordine con il quale i Colleghi si sono iscritti a parlare, bensì di alternare, per quanto possibile, un intervento della maggioranza ad uno dell'opposizione, o viceversa.
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Signor Sindaco e signor Presidente della I Commissione (se non le spiace), avremmo preferito non dover discutere in questi termini in Aula, ma seguire un percorso regolare, normale, quindi, interpellanza presentata dall'opposizione, conseguente risposta del Vicesindaco in termini generali, successiva presa d'atto delle risposte e disponibilità finale ad approfondire. (BRUSIO IN AULA). Vorrei, però, che anche i dipendenti della GTT stessero un po' tranquilli, adesso; poi, faranno le dichiarazioni.
Quindi, riprendendo il discorso, è un peccato che siano uscite simili notizie sui giornali, ma, signor Sindaco, il punto non è - come ha detto lei - che le abbiano pubblicate, bensì il contenuto di quanto è stato scritto, in un senso e nell'altro.
Innanzitutto, per una fusione o, comunque, un'aggregazione di GTT in un soggetto più solido sul mercato, in una competizione globale, il suo è un caso convincente, anzi, ritengo pure che, se per caso la sua maggioranza o parti di questa dovessero lasciarla per strada su questo settore, non incontrerebbe alcuna difficoltà, per ragioni autoevidenti, a trovare un consenso più trasversale.
Peraltro, come lei ha già accennato, ma è meglio ricordare, è dal 2000 (quindi, da 7-8 anni) che gruppi - peraltro, privati - tedeschi e soprattutto francesi, visto che le previsioni sulle gare erano già nella Finanziaria del 2000 o del 2001 (non ricordo precisamente), si sono attrezzati con prospettive d'offerta, per concorrere sui nostri mercati.
Poi, a quei Colleghi o ex Colleghi che dicono "Milano ci mangia", vorrei rispondere che mi fanno sorridere, poiché ritengo che mangiare l'ossobuco alla milanese, tutto sommato, sia lo stesso che mangiare il bratwurst, e che preferirei essere seduto a quella tavola, portando magari un piatto anch'io, se fosse possibile.
Quindi, penso che il tentativo di arroccarsi in questo modo sia una posizione sicuramente perdente.
Però, signor Sindaco, se, per ovvie ragioni, siamo a favore di questi processi di aggregazione (che sono gli unici in grado di mettere le nostre aziende nella posizione di competere e quindi anche di garantire un servizio, una presenza territoriale e, molto concretamente, lavoro, occupazione ed investimenti su questa zona), va detto pure che bisogna fare queste operazioni come si deve e che finora vi sono stati due errori, anche in questa fase di trattativa.
Il primo è un errore evidente (lei lo ha citato, ma diversamente da come possiamo e vogliamo fare noi), certamente quello più marchiano e più arcaico che una politica possa fare: vi è il riflesso condizionato della "difesa del fortino", per cui abbiamo visto la difesa del fortino di GTT, che è un piccolo fortino, di presidio di un'area di consenso, tessere, aggregazione, presenza politica, amministratori e rappresentanti, i quali entrano ed escono dalla politica all'Azienda e viceversa.
Il secondo è un errore (o, perlomeno, una disattenzione) che ha commesso anche lei, ossia quello di dare l'impressione che quest'operazione, nell'intenzione dei fautori, di coloro i quali sono a favore - non degli oppositori -, si stia facendo attraverso il ricorso al sistema dei salotti, come non possiamo fare a meno di pensare quando leggiamo "fusione di GTT e ATM: c'è il progetto di Benessia", il quale, astro nascente, Sindaco ombra della Città di Torino, pur non essendo mai stato eletto da qualcuno, è diventato ormai centrale, dal credito alla cultura, ed ora anche per i trasporti e tutte le partite strategiche. Ebbene, signor Sindaco, se lei pensa di fare un'operazione fuori da ogni legittimità politica e di consenso e di responsabilità, rischia di dare il proprio fiato ai suoi critici, cioè rischia di dare fiato a quella vecchia politica che occupa l'Azienda.
Non siamo interessati ad una sorda lotta di potere fra due opposizioni di questo genere; invece, a noi interessa - speriamo e crediamo valga lo stesso anche per lei - il futuro di un'Azienda che deve rimanere qui (in chiave moderna, però, e non com'era 30 anni fa), che dev'essere in grado di trovare partner per competere in uno scenario globale e che deve liberarsi (come mi pare abbia detto l'ingegner Razelli, proprio sui giornali), non "dai genitori per fare un matrimonio", bensì dalla politica e dai salotti, altrimenti, non si sa se si faccia bene a perdere i propri genitori naturali per andare alla ricerca di un patrigno o di una matrigna, e forse, in questo modo, potrà pensare di affermarsi sul mercato e offrire maggiori garanzie ai torinesi.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Lonero, per il secondo intervento. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Siccome voi siete di più, ogni tanto dovete essere due, uno dopo l'altro.

LONERO Giuseppe
Semplicemente perché, Presidente, non vorrei che qualcuno pensasse...

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Lo so, però, non vi sono abbastanza Gruppi della maggioranza per poter bilanciare quelli dell'opposizione.

LONERO Giuseppe
Innanzitutto, desidero ringraziare il Presidente del Consiglio Comunale per aver concesso queste comunicazioni e anche il Sindaco per averle fatte, benché, come lui stesso ha detto all'inizio del suo intervento, non ci abbia fornito informazioni ulteriori o diverse da quelle che ci aspettavamo potesse darci.
Devo dire che mi preoccupa il fatto che, pur avendo letto i giornali, lei non abbia avuto fra le mani il documento di cui tanto si parla; sicuramente, avrebbe avuto più titolo lei rispetto a noi, che, comunque, non l'abbiamo avuto e, di conseguenza, non abbiamo neppure potuto leggerlo.
Tuttavia, il fatto di aver letto alcuni articoli sui giornali ci ha dato lo spunto per sollevare la questione, non dal punto di vista prettamente partitico o di diatribe interne ad un partito, che non m'interessano e ritengo interessino anche poco l'opinione pubblica; invece, c'interessa principalmente sapere quale sarà la fine del servizio pubblico del trasporto torinese, come risulterà dopo questa fusione, unione o consorzio. Ebbene, proprio questo c'interessa sapere, perché siamo un po' stanchi - prima eravamo preoccupati, adesso incominciamo ad essere stanchi - di fusioni, unioni e consorzi di aziende pubbliche, fatte solamente con l'ottica di andare a vantaggio delle aziende pubbliche stesse.
Quando leggeremo quel documento, vorremo sapere, più che altro, quale sarà il vantaggio per il cittadino che utilizzerà il trasporto pubblico, dopo questa fusione; vorremo sapere se si ridurranno il prezzo del biglietto e anche la capacità d'inquinamento dei mezzi e se miglioreranno la puntualità e la pulizia dei mezzi stessi.
Ciò sarà determinante per la posizione che assumeremo nel momento della votazione, poiché non sono - ripeto - gli artifici finanziari o patrimoniali che ci interessano, bensì il servizio che tali aziende continueranno a svolgere dopo, e se miglioreranno sia questo servizio, sia la qualità della vita dei cittadini che utilizzano questi mezzi pubblici.
Termino qui il mio intervento, perché il tempo rimanente sarà poi utilizzato dal Consigliere Angeleri.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Credo, signor Sindaco, che il balletto di polemiche apertosi intorno all'ipotesi di fusione, così come si è sviluppato ed è stato riportato dagli organi d'informazione, sia poco edificante, in quanto fa apparire l'operazione in corso come un affare che stanno gestendo in pochi, un problema che viene percepito come una questione interna ad un partito. Ritengo che ciò sia stato proprio brutto, ma non attribuisco la responsabilità a lei, bensì a quanti, facendo uscire la notizia, hanno creato una sorta di turbativa, in qualche modo, al corso dell'operazione.
Invece, l'argomento è fortemente pubblico, non appartiene a pochi: GTT è un'azienda al 100% di proprietà pubblica - quindi, di proprietà del Comune di Torino - ed esiste un solo organismo che possa assumere una decisione su questo terreno, cioè il Consiglio Comunale, perché saremo poi chiamati a decidere attraverso il voto e ognuno di noi, Consigliere e Gruppo politico, si assumerà la propria responsabilità, su una vicenda di estrema importanza, sul piano sia economico sia sociale.
Il metodo seguito, poi, mi è parso molto discutibile: fino a qualche settimana fa, ci è stato detto che si era appena all'inizio di una discussione con la Città di Milano, mentre ora scopriamo dai giornali (quindi, devo ringraziare la stampa per averci dato informazioni, perlomeno riusciamo ad avere un approccio con tutto questo e ci possiamo riflettere un po' anche noi) che esistono tappe e addirittura date precise, per cui il 30 settembre dovremmo votare la deliberazione nella quale si decide la fusione o la cosiddetta "alleanza" con l'ATM di Milano e, contemporaneamente, dare mandato al Sindaco per poter proseguire e concretizzare l'operazione.
Ritengo, senza alcuna vena polemica, che questo metodo non sia affatto buono, sebbene comprenda, signor Sindaco, quanto la delicatezza di certe operazioni possa richiedere che si svolgano senza clamore, contrariamente a quanto è avvenuto (stavolta, non per causa nostra, che, ogni tanto, ci dimostriamo Consiglieri o Gruppi politici che assistono a quanto accade, cercando poi d'intervenire nel dibattito che ne consegue); invece, bisognava usare grande attenzione per valutare quali saranno le ricadute economiche sulla Città di Torino, su GTT, sui lavoratori, sulla qualità del servizio e sugli utenti.
Dopo le polemiche di questi giorni, penso che bisognerebbe fermarsi un momento, senza spingere sull'acceleratore, anzi, dovremmo in qualche modo decelerare e riportare il dibattito all'interno di un confronto vero, libero da quanto letto sui giornali così come riportato, per poter fare la scelta migliore, che deve corrispondere - credo che tutti i presenti in Aula ne convengano - agli interessi generali della Città.
A nome del mio Gruppo e per quanto potremo contare, nel futuro, quando si andrà a decidere, posso dire che, nel merito di quanto abbiamo letto, non abbiamo alcuna pregiudiziale, ma vogliamo vederci chiaro - penso che lo stesso valga per qualunque Consigliere, del resto -, per comprendere il significato della fusione o dell'alleanza e se essa sia assolutamente necessaria e, in quanto tale, opportuna (in tal caso, tutti ci impegneremmo sicuramente per riuscire a decidere il meglio per la Città), oppure se, sulla base dei fatti concreti, poi, risulterà inopportuna o non conveniente per la Città.
Questo perché siamo consapevoli che GTT dovrà essere più competitiva - è evidente, e il Sindaco ha ragione in proposito - in vista del 2010, quando, stando a quanto leggo e so, ci sarà la gara (nostro malgrado, poiché non condividiamo un processo di liberalizzazione, se non attraverso forme di rafforzamento, di potenziamento delle nostre aziende); allora, quando sarà messa a gara, il nodo dell'alleanza sarà necessario o, comunque, ineludibile.
So che GTT ha un proprio valore, infatti è la terza azienda su scala nazionale nel settore del trasporto pubblico locale, perciò, credo che, dentro questo processo di aggregazione, debba essere almeno un po' salvaguardata la sua autonomia e anche la proprietà del Comune, anzi, dei due Comuni, se quella sarà la scelta.
Ritengo altresì che la collaborazione con altre aziende potesse essere alternativa, cioè, uno strumento diverso dai processi di fusione, per rafforzare la GTT, in quanto credo che alcune ipotesi, come sicuramente l'importante e grande operazione di IRIDE, abbiano qualcosa di diverso rispetto alla fattispecie, poiché la questione del trasporto pubblico locale è molto più localistica rispetto ai temi dell'energia; quindi, penso che, nel momento in cui si discute, bisognerebbe tener conto di questa differenza, che certamente esiste.
Credo che, qualunque sarà l'operazione che porteremo in campo, dovrebbe esserci una certezza e si dovrebbe porre un paletto, in modo da impedire che, dopo la fusione, possano verificarsi processi di privatizzazione; infatti, penso che quell'alleanza non debba preludere a tali processi, quindi, il controllo pubblico e la proprietà pubblica del Comune di Torino, dentro un'aggregazione ed un'alleanza che debba essere strategica e rispondere agli interessi generali della Città.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Diventa difficile dire, a fronte delle argomentazioni del Sindaco, di essere contrari a questa fusione, ma io, come Lega Nord, lo sono per alcuni motivi, caro Sindaco!
Innanzitutto - lo diceva giustamente anche il Consigliere Gallo Domenico -, GTT è la terza Azienda di Trasporti in Italia; pertanto, non capisco perché si debba sempre cercare di farsi assorbire da aziende ancora più grandi.
C'è già stato un episodio analogo nel settore economico con la fusione Intesa-Sanpaolo, ma per la "nostra" banca c'era una situazione diversa. GTT, invece - com'è già stato ricordato - è un'azienda pubblica; quindi, a questo proposito, caro Sindaco, subentra anche una questione di metodo.
A me va bene tutto, anche che mi si dica che, prima, si deve possedere la necessaria documentazione!
Mi ha fatto anche piacere che, dopo essersi rivolto, per un certo periodo, soltanto verso di noi, ad un certo punto, si sia rivolto anche verso una parte della sua maggioranza.
Lei sa benissimo che in questa vicenda - leggo le notizie sui giornali -, noi non c'entriamo assolutamente.
Però, la questione di metodo rimane, perché, essendo un'azienda completamente pubblica, non potete arrivare qui quando tutto è già deciso!
È una questione di modalità; non si tratta soltanto delle linee di indirizzo di un'eventuale fusione, che dovrebbero essere discusse in Consiglio Comunale!
Non si può parlare soltanto del risultato già acquisito, perché, a quel punto, sarebbe troppo tardi. Ci sentiamo dire - come già ci è stato detto - che le cose sono avviate. Lei ricordava, in parte, giustamente, che bisogna aggregarsi, rinforzarsi, perché, diversamente, ci sono le società più grandi e tutto ciò che ne consegue.
Io sarò d'accordo quando vedrò una fusione che apporti vantaggi ai cittadini. E io, finora, non ho mai visto una fusione - anche la tanto decantata IRIDE - che abbia giovato, in qualche modo, ai cittadini. Qualcuno deve dimostrarmeli questi vantaggi! E non sono gli utili della fine dell'anno, utili di una società che non rientrano nemmeno tra gli utili del Comune! Sono vantaggi ai cittadini, direttamente.
Un'ultima velocissima considerazione: non sono d'accordo - e lo dico molto chiaramente - anche perché stiamo, di nuovo, assistendo ad un orientamento verso la Lombardia.
E, prima che qualcuno me lo ricordi, voglio dirlo proprio da Leghista!
Assistiamo a questo genere di orientamento come già è avvenuto nella finanza, con la fusione Intesa-Sanpaolo.
Signor Sindaco, lei, prima, ha richiamato il discorso che, soprattutto con l'Alta Velocità - e non solo - intorno al 2010, quest'area diventerà un bacino importantissimo. Verissimo. Allora, questa fusione deve avvenire, se volete che avvenga, in modo assolutamente paritario, perché nessuno nasconde - e lei lo ha accennato - il fatto che ATM (Milano) - che, anni or sono, aveva cercato inutilmente di entrare nelle ferrovie attraverso il Gruppo Ferrovie Nord Milano e non c'era riuscita, perché respinta dalla stessa azienda - cerchi, adesso, di entrare, attraverso questa operazione, nel grosso business delle ferrovie e dell'Alta Velocità e può farlo solamente unendosi a GTT, perché ATM Milano non ha competenze sulle ferrovie, mentre invece GTT Torino è presente in tratte ferroviarie e, quindi, può partecipare, in futuro, a gare d'appalto!
È proprio per questo motivo che affermo che, se proprio bisogna andare avanti in questa direzione - anche se non sono d'accordo sul discorso del metodo - è proprio necessario che ATM Milano paghi bene e GTT Torino, di conseguenza, la Città di Torino!

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Devo essere sincero: all'inizio, ero perplesso per questa ulteriore discussione, ma, forse, proprio quest'ultima, offre l'occasione per ribadire alcune questioni.
La prima è che se si ha a cuore il patrimonio di GTT, se, cioè, ci si preoccupa di valorizzare GTT, bisogna, necessariamente e velocemente, attivarsi per costruire un soggetto aziendale ed uno industriale più forti, più consistenti, tali da potersi ragionevolmente affermare anche in un contesto normativo di liberalizzazione.
La prima questione che questa sede ci dà l'occasione di ricordare, quindi, è che lo studio di possibili, eventuali alleanze è quello avviato da chi ha a cuore la valorizzazione di GTT, che vuol dire valorizzazione sia per quanto riguarda gli utenti sia per quanto riguarda i lavoratori oggi impegnati in GTT.
In riferimento alla seconda questione che questo dibattito ci dà occasione di ricordare, mi viene da citare un classico come Sant'Agostino, il quale si ostinava a ripetere che la conoscenza precede la volontà; per volere, per decidere, bisogna conoscere.
Oggi, noi ci troviamo in una condizione nella quale non dobbiamo decidere e non possiamo decidere, perché dobbiamo attendere il risultato di quello studio, che è stato avviato sulla base di un preciso indirizzo politico che si riassume in quell'esigenza che ricordavo prima, cioè l'esigenza di valorizzare, l'esigenza di difendere il nostro patrimonio trasportistico, la nostra azienda dei trasporti.
Per difenderlo qual è la scelta migliore? Non lo possiamo dire, fino a quando non abbiamo elementi di valutazione appropriata. Non mi rivolgo tanto all'opposizione che, in realtà, ci mancherebbe altro, dopo questa fuga di notizie era normale che chiedesse di conoscere, ma mi stupisce che ci siano anche dei Consiglieri di maggioranza!
Che forse, non hanno letto bene neanche la relazione al Bilancio che, pure un Assessore a loro, credo, vicino, ha evidenziato, perché in quella relazione c'era espressamente scritto che si trattava di... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non mi riferisco a lei. Non l'ho ancora sentita! Non so, anche lei lamenterà una mancanza di informazioni! Non lo so, io temo... Non lo so. Non ho ancora sentito dire che anche lei lamenta una mancata discussione. Mi stupisce, perché noi, qui, abbiamo, in realtà, discusso e lo abbiamo fatto in una sede e in un momento aulico - il Bilancio - della necessità di valorizzare il nostro patrimonio delle aziende e abbiamo anche, in quella sede, ripetuto, che si avviava, anzi, che era già stato avviato, persino uno studio per capire quali fossero le soluzioni migliori.
Allora, è sempre utile discutere e chi si alza e dice: "No", viene accusato di mettere la sordina. Quindi, lungi da me ricevere questa accusa, per cui, in Conferenza dei Capigruppo, alla fine ho accolto benevolmente questa discussione. Sì, perché proprio questa discussione ci consente di fare, finalmente, dei passi in avanti.
A dir la verità, nonostante ci sia questo imperativo categorico di una retorica tutta improntata alla discussione pubblica, io stento - chiedo scusa a tutti i Consiglieri - a considerare questo momento come un passaggio nel quale abbiamo fatto chissà quale passo in avanti!
Abbiamo, di nuovo, ripetuto che c'è una necessità di approfondimento; c'é bisogno, naturalmente, di conoscere e di avere dei dati e poi, quando saremo in possesso di questi dati, com'è stato da tutti detto e come voglio anche io sottolineare, il Consiglio Comunale valuterà se dare seguito a questi dati, o se, eventualmente, prendere in esame altre ipotesi. Sia ben chiaro!
A me ha fatto piacere che il Sindaco abbia insistito su questo carattere assolutamente prodromico, anzi!
Mi sono segnato che non si tratta di verificare, ma si tratta soltanto di valutare se l'ipotesi è percorribile.
Però, devo essere sincero: lo sapevamo un po' tutti che era così e stavamo aspettando questi dati.
Invece, se è possibile e per quanto possa valere in questa importante sede, io chiederei alla Giunta, nel suo rapporto diretto con le aziende, di fare in modo che al ruolo di responsabilità che viene ricoperto corrisponda anche un comportamento deontologicamente conseguente, e quindi, chi viene chiamato a svolgere trattative e valutazioni così delicate, corrisponda con quel rispetto dei patti di riservatezza che sono stati sottoscritti nero su bianco, coerentemente alle norme del Codice Civile.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Goffi.

GOFFI Alberto
Ascoltando l'intervento del Consigliere Giorgis, mi è parso di capire che la discussione di oggi sia dovuta esclusivamente all'opposizione.
Mi pare di capire che, probabilmente, o avete visto un film diverso, o vi siete saltati qualche passaggio, perché noi la relazione non l'abbiamo vista.
Sui giornali ci sono state dichiarazioni tutte interne del centrosinistra, compresa quella del Presidente del Consiglio Regionale Gariglio, quindi il problema dell'opposizione, oggi (se riuscirà a farlo, ma non so se questo sarà mai possibile), è soltanto quello di cercare di fare un po' di chiarezza.
Al di là, quindi, della questione di metodo che hanno riportato tutti, direi che, più che una questione di salotto, è una questione di scorrettezza istituzionale. Forse, questi passaggi sono obbligatori in Consiglio Comunale per dettare delle linee guida. Queste informazioni, così come sono state divulgate, rischiano di essere una vera e propria scorrettezza nei confronti di chi cerca di fare il proprio dovere all'interno di questo Consiglio Comunale.
Detto questo, c'è anche un problema di merito.
Il Sindaco ci ha fatto una rassicurazione. Personalmente, non credo che potrà mai essere realizzabile quanto auspicato dal Consigliere Carossa, il matrimonio paritario, in caso di fusione, tra ATM e GTT, per una questione evidente a tutti, cioè il fatto che si tratta di una società che ha il 50% di fatturato in più di quella torinese. Mi pare, quindi, assolutamente impensabile parlare di fusione paritaria; credo, piuttosto, che si parlerà di fusione per incorporazione. Premesso che stiamo ragionando su ipotesi già smentite, in parte, dal Sindaco, mi pare che si stia ragionando su una vera e propria fusione.
Personalmente dico soltanto che, semmai dovesse essere fusione, la ragionerei come una fusione per incorporazione, proprio perché si tratta di due patrimoni assolutamente diversi.
Il problema per me è un problema di merito.
Avendo io un'opinione radicalmente diversa dalla vostra su come impostare il problema del trasporto pubblico, avrei voluto discuterne in Consiglio Comunale. Non credo che la risoluzione dei problemi del trasporto pubblico torinese sia rappresentata dall'aggregazione di due grandi colossi pubblici, perché l'aggregazione non fa che aumentare la gestione pubblica su un territorio che già costa molto caro. Non dimentichiamo che la Regione Piemonte, in un anno, ha speso 380 milioni di Euro per il trasporto su gomma. Quindi è una gestione già molto cara per il cittadino e va anche a limitare quella che è una concorrenza regionale tra le aziende di trasporto.
Avrei, quindi, voluto discutere in questo Consiglio Comunale non tanto di una fusione, cioè non tanto dell'aggregazione sempre più forte del settore pubblico, quanto, invece, della possibilità degli Enti Locali di fare un passo indietro, di cominciare, gradualmente, a cedere le quote, mettendole liberamente sul mercato. Credo che soltanto lasciando spazio ai privati ci sia la possibilità di migliorare le tariffe.
Avrei voluto impostare, in quest'Aula, un modo diverso di ragionare sulla risoluzione dei problemi di GTT, cioè quello di far fare agli Enti pubblici un passo indietro, cedendo gradualmente le quote e mettendole sul mercato, per consentire ai privati una vera liberalizzazione. Qui, infatti, non si sta parlando della liberalizzazione di un servizio e nemmeno se ne parlerà nel 2010, nemmeno nel caso in cui dovesse essere fatta la fusione e la cessione del servizio a terzi. Non ci sarà vera e propria liberalizzazione: la liberalizzazione vera e propria viene fatta mettendo le quote delle aziende pubbliche sul mercato. Tutte le altre sono fantasie (che sono già state dimostrate da provvedimenti governativi che non hanno portato a nulla).
Se la volontà è quella di mantenere un'impostazione pubblica, allora io avrei voluto discutere in questo Consiglio Comunale, avrei voluto fare un ragionamento con le altre aziende di trasporto della Regione Piemonte, avrei voluto considerare l'ipotesi di trovare un accordo con le altre aziende di trasporto locali che operano su un territorio omogeneo e che hanno problemi simili a quelli di Torino, che sono molto diversi dai problemi della città di Milano.
È questo un problema di sostanza, e lo è ancor più della scorrettezza istituzionale, che rimane, ma che credo lì si fermi.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cerutti.

CERUTTI Monica
Questa discussione avviene con un po' di imbarazzo - già altri Consiglieri l'hanno detto - rispetto al metodo e al merito.
Il Sindaco ha invitato a recuperare una serenità nel dibattito; noi diciamo, allora, di aprire una discussione pubblica sull'argomento, in modo che, in qualche modo, si possa intervenire. Noi diciamo - e lo ha già detto il Consigliere Gallo - che sicuramente ringraziamo i quotidiani che, ad oggi, sono stati l'unica fonte ad informarci dello stato dell'arte.
Avevamo discusso dell'ipotetica fusione GTT-ATM in Sala Rossa il 4 febbraio ed avevamo fatto alcune dichiarazioni - l'ho detto anche agli interessati - che, sorprendentemente, sono state riprese su La Stampa la settimana scorsa, prima da Luigi La Spina, poi da Giuseppe Berta (persone che certamente non possiamo ascrivere alla Sinistra radicale).
Noi riprendiamo qui un dibattito e la sensazione è che sia, ormai, a giochi fatti.
Alcune notizie riferiscono che il Consiglio di Amministrazione di GTT, entro fine giugno, potrebbe deliberare il progetto di fusione, per poterlo depositare presso il Registro delle Imprese e terminare il percorso entro fine anno, così come previsto dal Codice Civile. Dico che questa sarebbe davvero una mossa portata avanti con arroganza, senza tenere in considerazione che GTT è partecipata interamente dal Comune di Torino, dunque è azienda pubblica e quindi il Consiglio Comunale, che rappresenta i cittadini torinesi, come azionista dovrebbe poter dire la sua.
Così come ha ricordato il Sindaco, per IRIDE il dibattito era stato ben più lungo: infatti, prima di arrivare alla deliberazione, avevamo approfondito la questione prima in sede di Commissione e poi in Consiglio Comunale.
Qui, invece, sembrerebbe che questo percorso sia, in qualche modo, negato.
Leggendo i giornali, si evince che, in questo modo, il percorso avverrebbe tecnicamente senza presunte ingerenze della politica. Sappiamo che così non è. Forse, però, la politica, per assumere le decisioni di sua competenza, dovrebbe disporre degli elementi tecnici per farlo.
Ritornando al 4 febbraio, avevamo chiesto perché non si considerassero altre ipotesi.
L'ipotesi regionale, così come ha appena ricordato il Consigliere Goffi, poteva essere complementare a questa, ma prima di arrivare ad un rafforzamento di GTT (mi sembra che il Sindaco avesse detto che era una delle premesse). Avevamo chiesto se fosse stato fatto quello che, in termini tecnici, viene chiamato il benchmarking delle diverse ipotesi.
Adesso il Sindaco dice che queste ipotesi sono state valutate: perché il 4 febbraio non ce ne ha parlato? Io credo che siano state fatte, visto che il percorso è già avviato. Eppure il 4 febbraio non ne abbiamo assolutamente avuto notizia. Avevamo anche chiesto la garanzia dell'opzione zero, cioè l'opzione che ci permetterebbe, dopo aver considerato ed avviato le diverse ipotesi, di poter tornare indietro. Il Sindaco dice che l'opzione zero, in questo momento, rientra comunque fra le possibilità.
Vorremmo davvero sapere, però, se sia stato redatto un piano industriale e se sia possibile, anziché una fusione, avere altre possibilità di collaborazione, che mettano a fattor comune alcuni tipi di servizi.
Peraltro, il tema dell'intermodalità, che è molto importante, vede GTT in vantaggio rispetto ad ATM, e questo non è sicuramente un elemento di poco conto; parimenti, sappiamo che ATM è molto avanti, rispetto a GTT, riguardo alla questione patrimoniale, perché GTT, invece, è fortemente indebitata.
Attualmente, queste sono le uniche considerazioni tecniche disponibili, ma mi sembra un po' poco, se questo cammino è già stato avviato, e, siccome penso che, probabilmente, siano state fatte altre considerazioni tecniche, ritengo che sarebbe anche importante, per il Consiglio Comunale, poterle conoscere.
Poi, vi è un altro elemento, che il Sindaco non ha voluto citare e che, senza ipocrisie, ritengo una delle questioni che lui vuol portare avanti, una delle leve sulle quali certamente vuole agire, ovvero, quella di liberare GTT da "incrostazioni politiche", per così dire; ebbene, sarà pure un obiettivo condivisibile, ma forse è un po' poco, se non si valutano anche le altre questioni tecniche.
Perciò, lasciamo ad altri la discussione rispetto agli assetti di potere interni a GTT, che tanto appassionano il management e le correnti del Partito Democratico, molto presenti nell'Azienda; invece, noi pensiamo che, così com'è apparsa sui giornali, la polemica riguardante i componenti del Consiglio d'Amministrazione non debba essere slegata da valutazioni di merito sulla bontà dell'operazione per GTT.
Quindi, come Gruppo Sinistra Democratica, non nutriamo pregiudizi nella ricerca di una maggiore competitività e anche di partner; tuttavia, desideriamo che sia ricercata la soluzione migliore per GTT e per Torino, coinvolgendo maggiormente pure i lavoratori e garantendo il più possibile la centralità d'indirizzo del Consiglio Comunale, condizione che, invece, in questo momento, mi sembra negata.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cantore.

CANTORE Daniele
Voglio ringraziarla, signor Sindaco, tra il serio e il faceto, veramente, perché mi fa strappare tutti questi fogli di rassegna stampa - nei quali ho visto omini favorevoli, contrari o perplessi, senza che comparisse peraltro alcuna posizione ufficiale da parte del Gruppo Forza Italia, ma non importa! -, augurandomi di poterli realmente strappare, senza ritrovarmeli in seguito, rispetto a quanto ha affermato!
Infatti, non vorrei ritrovarmi davanti, magari, fra qualche mese, tutti questi grafici, omini e membri dei Consigli d'Amministrazione, perché allora potrei anche pensare di aver sbagliato a strapparli, poiché non si trattava di una fuga inopportuna, ma quanto mai opportuna!

SINDACO
(Intervento fuori microfono).

CANTORE Daniele
Faccio così, tanto so che la rassegna stampa fa da archivio.
Come il Consigliere Giorgis, ritengo veramente inutile questa discussione, perché, a fronte delle sue garanzie - lo dico nuovamente tra il serio e il faceto -, secondo le quali, di fatto, vi è una trattativa in corso che ancora non è stata conclusa e di cui il Consiglio Comunale sarà informato, e, inoltre, il rapporto (forse, l'uso di questo termine è il più appropriato) esistente con ATM non è pregiudiziale nei confronti di altri - penso che ciò possa tranquillizzare il Consiglio Comunale -, signor Sindaco, voglio confidarle subito una perplessità: sono d'accordo che non debbano esserci rapporti con gli operatori locali del Piemonte (perché non avrebbero la forza, se non in una logica consortile che potrebbe affiancarsi a questa fusione), ma non capisco perché, invece, non vi sia un rapporto anche con soggetti privati.
Sull'aeroporto di Torino abbiamo un partner privato che non è nemmeno del settore, quindi, ripensando ad una parte della sua relazione, nella quale ha affermato che vorreste privilegiare la parte pubblica e, comunque, del settore, ritengo che questa sia una questione importante da chiarire, poiché, per esempio, su SAGAT abbiamo un operatore privato che non si occupa di trasporti.
Vorrei chiarirle, quindi, la nostra posizione: siamo convinti che GTT non possa andare da sola - penso che questo sia chiaro a tutti -, e, nello stesso modo, non vogliamo essere liberisti nei confronti degli altri e protezionisti a casa nostra, come ha detto oggi un autorevole giornalista su un organo d'informazione.
Perciò, riteniamo che debba esservi una fusione, un accordo, e che sia importante avvenga al più presto - con le garanzie anzidette, di informazione degli enti istituzionali, di chi ha la dote, nei confronti di GTT, cioè il Consiglio Comunale -, anche perché non possiamo che non concordare sul fatto da lei annunciato e di cui eravamo già a conoscenza, ovvero che, dal 2010, due società passeranno dall'house alle gare esterne, per quanto riguarda il servizio. Una forza politica come la nostra, ma anche una forza politica che sta nella PdL, non può che essere favorevole a questo momento, che non solo è di liberalizzazione, se così vogliamo chiamarlo, fra virgolette, ma anche di maggiore garanzia di servizio e di efficienza nei confronti dei cittadini.
Questa, dunque, è la nostra posizione e ciò che chiediamo, dopo questo dibattito che ho definito inutile, nel senso che abbiamo forse dibattuto su qualcosa che ancora non esiste, ma di cui attendiamo l'arrivo, convinti che arriverà e sarà confrontato all'interno del Consiglio Comunale. Tuttavia, a fronte di questo (e per questo ho chiesto anche, in Conferenza dei Capigruppo, l'audizione del dottor Razelli), devo esprimerle alcune perplessità su una frase dello stesso Direttore Generale, che viene riportata come una battuta sull'organo d'informazione, ma non si riesce a capire bene quale sia la parte virgolettata e, invece, la reale battuta.
Devo dire che una battuta simile m'inquieta, perché si parla prima di "matrimonio senza genitori" e poi si fa riferimento a dei partiti, mentre non mi risulta che in GTT vi siano dei partiti, ma, semmai - ora polemizzo -, un partito con delle correnti, quindi, forse, anziché "...senza partiti", la battuta sarebbe risultata più appropriata se avesse parlato di "un matrimonio senza genitori correntizi"!
Un altro aspetto che mi crea inquietudine, ma che secondo me è meno importante, è l'utilizzo del termine "partiti", che non mi pare appropriato, se con questo s'intende la coalizione che governa Torino e quella che governa Milano.
Infine, vorrei fare una riflessione più amministrativa. Ebbene, penso - e il fatto che si vada in gara nel 2010 è un segnale in tale direzione - che queste aziende (come qualche Collega ha già detto prima) debbano svincolarsi dal potere della politica, ma non possano permettersi di non riferire ad essa, poiché non possiamo pensare ad un sistema di servizi rivolti al pubblico ed ai cittadini, non che sia succube della politica, ma che faccia riferimento e riferisca alla politica, agli organi democraticamente eletti; infatti, se dobbiamo andare verso una strada di liberalizzazione e anche di rafforzamento di alcune società che prestano servizi pubblici, lo dobbiamo fare, certamente, senza l'invadenza dei politici, ma anche non lasciando che, l'indomani, questi si dimentichino che esistono organi istituzionali che governano le città, perché questo sarebbe l'effetto negativo dall'altra parte.
Infine, benché ritenga che il Sindaco l'abbia già ben chiaro in testa, vorrei dire, anche a fronte della vicenda Intesa-Sanpaolo, che GTT sarà pure meno grande, ma ha comunque potenzialità maggiori rispetto ad ATM; quindi, se dovesse essere - uso il condizionale - intrapresa quella strada, la dovremmo indubbiamente seguire, ma non con la consapevolezza di un "campanile da sventolare", bensì della forza che GTT porterebbe in questa fusione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Bonino.

BONINO Gian Luigi
Devo riconoscere che sarebbe stato opportuno essere informati dal Sindaco rispetto a questa vicenda, visto che ormai la notizia era apparsa sui giornali, anche se non avrebbe potuto fornirci notizie dettagliate su questi importanti temi, in quanto non vi è ancora alcuna certezza sulla questione.
L'annunciata ipotesi di fusione (o alleanza, che dir si voglia) fra la GTT di Torino e l'ATM di Milano, a mio giudizio, potrebbe - uso il condizionale - essere un'opportunità di grande rilevanza per il bacino del Nord-Ovest dei trasporti; a tale proposito, penso anche a Genova, perché ritengo che il bacino debba integrarsi e che ormai, rispetto alla mobilità, non si possa più pensare in termini localistici o campanilistici, ma occorra pensare in grande.
Se pensiamo semplicemente di fare una difesa tout court di un patrimonio importante dei nostri trasporti, evidentemente non abbiamo e non possiamo avere una visione complessiva degli sviluppi e delle competizioni (non soltanto locali, ma anche internazionali) che ci attendono e che sono indispensabili, se vogliamo realizzare un vero sviluppo economico delle nostre aree.
Pur volendo tralasciare un po' le polemiche, mi sembra, però, che, quando si parla di questi progetti (anche se siamo in una fase, come diceva il Sindaco, preliminare e di studio, perché dovremo fare tutti i passaggi della Giunta e dei Consigli, e sappiamo già che non sarà assolutamente facile da realizzare), già aprioristicamente prevalga una logica campalinistica, per non dire miope. Cioè emerge, a priori, il partito del "no" a tutti i costi. Si tratta di un vizio nazionale, la TAV è soltanto un piccolo esempio di questo nostro sport.
Nel caso che la fusione proceda e che questa discussione, come deve essere, si apra democraticamente nelle Assemblee, credo che il problema non stia nella ricerca del primato di una città sull'altra - perché non è questo il problema, a mio parere -, ma, piuttosto, nel capire quali e quanti benefici possano portare alle diverse economie locali operazioni come questa.
Se, quando esamineremo i documenti e scenderemo nei dettagli, si stabilirà che i benefici esistono e sono tali da funzionare da volano per lo sviluppo locale, nessuno di noi potrà sottrarsi a questo compito, che, come amministratori, ci è stato affidato dalla politica.
Mi auguro che prevalga l'interesse generale dei cittadini e dello sviluppo, perché questo percorso sarà difficile, ma bisognerà salvaguardare i livelli occupazionali e il patrimonio dei diversi soggetti coinvolti.
Gli unici temi che non mi convincono (o che, comunque, a mio parere, lasciano il tempo che trovano) sono questi falsi primati localistici (perché, invece, dobbiamo pensare a costruire una struttura sovralocale), oppure il problema di occupare delle poltrone; sinceramente ritengo che siano temi che mortificano una visione complessiva di sviluppo.
Ritengo che non si debba parlare di primati, che, poi, hanno uno scarso interesse, ma procedere verso un polo di eccellenza della mobilità del Nord-Ovest, ove - non le poltrone, ripeto - le capacità e la professionalità siano i gestori di un'Azienda innovativa, di un'impresa che deve avere caratteristiche di grande respiro, non soltanto locale o nazionale, ma sovranazionale, se vogliamo veramente che il nostro territorio affronti la concorrenza, che sarà sempre più dura in questo campo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
Non posso non sottolineare come, nel momento in cui sono state richieste queste comunicazioni, l'unico ad opporre un briciolo di resistenza sia stato il leader del Gruppo di maggioranza relativa all'interno di questo Consiglio Comunale, colui che rappresenta il partito che, ormai, ha più correnti dei re di Roma, i cui rappresentanti si stanno scannando sulla questione GTT-ATM e i cui massimi e autorevoli referenti hanno il timore di vedersi scippato di mano un giocattolo che, per lungo tempo, è servito loro per i propri interessi. Mi auguro che questo timore mi possa essere confutato.
Devo, altresì, confermarle il dispiacere con cui ho osservato (con i Colleghi di maggioranza ed opposizione) la procedura che è stata seguita in questa partita; il difetto di metodo dovuto ad un deficit di coinvolgimento di quello che deve essere considerato come l'unico, vero, indiscusso genitore di GTT: il Consiglio Comunale di Torino.
Infatti, solo ora viene coinvolto marginalmente, ma devo ammettere che, nemmeno oggi, ha ancora avuto modo di apprendere qualche elemento in più dalla sua autorevole voce. Di fatto, il Consiglio Comunale sta assistendo solo per caso, come uno dei tanti spettatori che, fermandosi al bar la mattina, mentre fa colazione legge un giornale e apprende che cosa sta accadendo a qualcosa di cui egli stesso è il proprietario. Questo è molto grave e dovrebbe farla riflettere!
Anche perché la mia è una battuta, ma il senso di ciò che sto per dirle è drammatico: lei dovrebbe assistere, qualche volta, ad una delle numerose sedute di Commissione, a cui tutti noi partecipiamo, per capire con quale serietà si dice che il Consiglio è sovrano. Quando un Assessore, in Commissione, magari sottoposto alle pressioni di qualche Collega, dice: "Sì, ma poi sarà il Consiglio a manifestare la propria sovranità e a decidere", viene seppellito dalle risate.
Mi dispiace, ma devo ammettere che aveva ragione il Capogruppo di Rifondazione Comunista, qualche tempo fa, quando denunciava un deficit di democrazia in questo Consiglio Comunale, che, anche in questa occasione, viene apertamente manifestato.
Per entrare nel merito, devo dichiarare che, da quanto lei ha detto, non ho ricevuto le informazioni che mi servivano. Sentivo il bisogno di capire chi sarà tra i due sposini di questo matrimonio a portare i pantaloni in famiglia (mi scusino le signore, perché so già che mi attirerò le critiche per aver fatto una battuta biecamente e beceramente maschilista, ma anche le signore possono portare i pantaloni). Vorrei sapere chi sarà a portarli, quale sarà il ruolo di Torino, quali saranno - se ci saranno - le ricadute occupazionali e gli equilibri negli organi decisionali.
Invece, ho avuto modo di capire l'unica cosa di cui non sentivo il bisogno: questa fusione (chiamiamola, poi, come vogliamo) sarà inevitabile, perché GTT, oggi come oggi, non è in grado di partecipare ad una gara con qualche margine di certezza di poterla vincere; per cui GTT, nel momento in cui dovesse tirarsi indietro da questa fusione, sarebbe un morto che cammina.
Non ho capito che cosa ne sarà del servizio offerto da GTT, non ho capito che cosa cambierà per i miei tanti concittadini che la mattina sono obbligati a prendere l'autobus per recarsi al lavoro o che si servono di uno dei tanti servizi offerti alla città di Torino, non ho capito quanto dovranno aspettare l'autobus - mi scusi la banalità -, non ho capito che cosa ne sarà di tutti i dipendenti di GTT, non ho capito quale sarà - e in questo mi collego ad una sua analisi di scenario, che dimostra, ancora una volta, come forse lei sia più bravo a fare il sociologo piuttosto che il Sindaco di questa Città -, non tanto o solo il ruolo di GTT nei confronti di ATM, quanto il ruolo di Torino nei confronti di Milano, che si manifesta come un gigante vorace, affamato, potente, capace di inghiottirci e di digerirci in un batter d'occhio.
Questo è quello che vorrei sapere da lei e mi auguro che mi possa rispondere al più presto, in un'occasione che deve essere necessariamente fornita.
Lei ha parlato di livelli e pariteticità di comando, ma le faccio un'ultima domanda: il Sindaco Moratti lo sa? Da quello che abbiamo potuto leggere e capire, Milano sta conducendo una battaglia per vincere e il Sindaco Moratti sta guidando la propria città in una battaglia che si annuncia per lei e per la sua città tutt'altro che perdente, diversamente da Torino che sta inseguendo.
A questo punto, vorrei che ci offriste l'opportunità di confrontare quello che, oggi, lei ci ha detto con quello che - mi auguro - vorrà dirci il Sindaco di Milano.
Per cui, faccio appello al Presidente del Consiglio Comunale, per chiedere di contattare il suo omologo milanese e prevedere un'occasione di incontro con i due Consigli Comunali e, soprattutto, con i due Sindaci, per capire se stanno dicendo e vanno dicendo le stesse cose, oppure se uno di loro due si sta prendendo gioco di noi.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Ricordo al Consigliere Ravello, dicendolo anche a tutti i presenti, che in Conferenza dei Capigruppo abbiamo deciso che, dopo le comunicazioni del Sindaco, avremmo poi fatto un incontro specifico, congiuntamente Conferenza dei Capigruppo, con la I Commissione, con la Commissione Trasporti, con il Sindaco, proprio per discutere e approfondire i temi che sono stati qui emersi.
Se poi, in quella sede, la richiesta che è stata testé avanzata dal Consigliere Ravello, di avere un momento di confronto, se non tra tutti e due i Consigli, ma, per lo meno, tra i rappresentanti del Consiglio, quindi i due Presidenti con la Conferenza dei Capigruppo, se lo si ritiene opportuno, ovviamente, possiamo metterci in contatto con il Presidente di Milano, Manfredi Palmeri, per vedere se riusciamo ad avere un momento di confronto come Consigli Comunali.
La parola al Consigliere Porcino.

PORCINO Gaetano
Mi dispiace che la maggior parte degli amici del PD saranno in pausa, perché ne vedo pochi, ma, visto che l'intervento è registrato, poi, magari, lo ascolteranno, se lo ritengono interessante.
Volevo dire che ho ascoltato con molta attenzione le parole del Sindaco, e il Sindaco, come sempre, è molto convincente, non fa fatica a convincerci di quello che dice e io, infatti, mi sono convinto. Così come mi sono convinto del fatto che il Sindaco garantisce che nulla è concluso. Ed io sono convinto di questo, anche perché sarebbe molto grave il contrario, Sindaco, se così non fosse, quindi sono convinto di questo.
Volevo un po' discutere nel merito di questa questione. Nel merito non mi riesce di discutere, come diceva il Sindaco, perché la relazione tecnica non c'è e nessuno l'ha vista e io men che meno sono riuscito ad averla. Per cui, nel merito mi riesce un po' complicato discuterne.
Volevo fare un accenno al Consigliere Giorgis, che ritengo una persona amabile, preparata e colta che usa sempre bene l'arte affabulatoria, però, siccome ogni tanto mi trovo un po' in dissenso con il Consigliere Giorgis, volevo dire che chi ha a cuore l'interesse di GTT non è obbligo che la debba pensare allo stesso modo di altri; si può avere a cuore l'interesse di GTT pensandola diversamente. A proposito di Sant'Agostino, magari c'è qualcuno che è cultore di San Tommaso, Consigliere Giorgis, che magari, qualche volta, vorrebbe toccare prima di rendersi conto... (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Se il Consigliere Cuntrò mi lascia concludere, sono veloce e voglio lasciare spazio ai Colleghi. Riprendendo pure quanto ha detto... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se non interessa, posso anche interrompere, non è un problema, non è fondamentale. Volevo pure riprendere il discorso fatto dal Consigliere Goffi, che parlava di diatribe nel centrosinistra; per quello che mi riguarda, diatribe non ne ho.
Inoltre, da un certo punto di vista, ringrazio i giornalisti che hanno sollevato questo problema, dando modo di discuterne.
Volevo lanciare un messaggio, Consigliere Giorgis, e chi ha orecchie per intendere, come dicevano le frasi bibliche, intenda. Siccome questi sono argomenti delicati, importanti che riguardano il futuro della città e non solo, è la costruzione di quello che sarà il nostro prossimo futuro, voglio solo augurarmi - una battuta - sono sicuro che non sarà così, però a scanso di equivoci, io faccio la battuta, non vorrei che qualcuno, magari (perché è stato sollevato pure dal Consigliere Gallo, fare una diatriba all'interno di un solo partito, io sono convinto di no), però a scanso di equivoci, non vorrei mai che trascinati dall'onda romana, qualcuno pensasse che a Torino ci sia un Consiglio-ombra, perché il Consiglio-ombra non c'è. C'è il Consiglio, dove si deve discutere ed è forse bene puntualizzare. Perché così come noi diciamo a Roma che non c'è un'opposizione sola e il Governo-ombra, ma ci sono altre opposizioni, come gli amici dell'UDC e noi, allo stesso modo, qui, che siamo in maggioranza, lo ripeto, mi auguro che qualcuno non si vada a convincere che ci sia un Consiglio-ombra. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Galasso, che ha disposizione il minuto restante.

GALASSO Ennio Lucio
Solo una notazione: debbo dire che, alla fine, quest'Aula non è triste, mutuando da Pavese che solo l'alba in cui nulla accadrà è triste.
Qui accadono sempre delle cose, gli accadimenti non mancano mai. Quello che volevamo sottolineare è che, di fronte ad una plateale violazione della riservatezza, denunciamo, come è possibile, una lesione della dignità del Consiglio Comunale.
Evidentemente, la necessità di riservatezza, e noi sappiamo come siano complesse queste vicende disciplinate da lettere di intenti, però ci preoccupa che vi sia stata questa violazione, perché se, da un lato, dobbiamo escludere ogni possibilità che ci sia ingenuità, perché a certi livelli questo elemento è assolutamente sconosciuto, possiamo pensare o ad una perfidia interna o ad una insidia esterna.
Questa è la ragione per cui bisogna restituire autorevolezza al Consiglio, questa è la ragione per cui occorre che la conoscenza, in questo posso recuperare il Consigliere Giorgis, viene prima della volontà.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Sindaco, molto velocemente, visto che siamo in clima Europei, potremmo dire che questa sera, un piccolo goal di rapina l'ha fatto l'opposizione. Potremmo dire che questa partita finisce 1-0.
Ha ragione il Consigliere Giorgis, poi richiamato anche dal Capogruppo Cantore, oggi non emerge assolutamente nulla; il passo avanti, se lo abbiamo fatto, lo abbiamo fatto noi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, esatto, non vale, però insomma, bene o male, un piccolo goal di rapina l'abbiamo messo a segno noi, perché abbiamo, semmai ce ne fosse stato bisogno (non ce n'era), evidenziato ancora una volta che lei è il Sindaco di due parti di questa maggioranza che potremmo definire, come dieci anni fa, all'epoca dell'UDR, il buon Cossiga definiva "distinte e distanti".
Questo è quello che emerge dopo una legittima preoccupazione di questa maggioranza che il Consigliere Ventriglia ha voluto sottolineare. Cioè, a distanza di una settimana, la risposta ad un'interpellanza del Vicesindaco, competente per materia, è che "non sta succedendo niente, non preoccupatevi". Intanto, lo stesso giorno, su un giornale cittadino, in particolare, su La Repubblica, emerge un titolo a caratteri cubitali "Fusione fra il GTT e l'ATM", il progetto sarà di questo astro nascente, come è stato definito, Benessia.
Ora, noi abbiamo solamente due ordini di problema. Il primo, lei ha detto che nessun passo avanti è stato fatto. Io non ho letto neanche il documento, ma qualcuno lo ha letto e qualcuno lo ha dato ai giornali, perché poi lei ha scusato, giustamente, anche i giornalisti, allora.
Noi il documento non ce l'avevamo (l'opposizione), quindi, qualcun altro, dall'altra parte, lo ha dato ai giornali. Giusto per sottolineare questa differenza all'interno della maggioranza.
È legittimo, dunque, porre una domanda: in una condizione del genere, di governo di GTT, in cui abbiamo anche verificato una guerra di tessere (la questione è già stata oggetto di un'interpellanza in Aula), se questo dualismo permane, in un'ottica che lei ha sottolineato e che mi vede complessivamente concorde su un ragionamento di merito che il Sindaco sta facendo su un progetto di fusione ancorato, cioè, a determinate salvaguardie per la Città, è legittimo pensare che una dirigenza di questo tipo non ostacoli o non ponga dei freni, rispetto ad una situazione che potrebbe compromettere il lavoro che sta svolgendo qualcun altro?
Penso che sia legittimo preoccuparsi, rispetto alla situazione che esiste attualmente.
Un altro aspetto che vorrei citare riguarda la ristretta lobby, in questa Città, in cui lavorano gli stessi avvocati, notai e professionisti.
Abbiamo bisogno di dare trasparenza, nei limiti di un ragionamento importante che dobbiamo fare sul futuro dei trasporti, in questa Città e soprattutto nell'asse da lei citato; ebbene, ci dia la possibilità di ragionare all'interno di questo Consiglio e, come tale, di svolgere la funzione d'indirizzo che gli compete.
Infine, siccome non lo ha sottolineato, vorrei ricordare al Presidente del Consiglio che, per il 1° luglio, ho già convocato i vertici nell'ambito della Commissione Controllo di Gestione, proprio su questo tema e, quindi, fra una decina di giorni potremmo avere le risposte ai quesiti posti oggi, in quest'Aula.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Ringrazio il Consigliere Angeleri anche per aver ricordato, come ha detto lei, ciò che al Presidente era sfuggito.
La parola al Consigliere Cassano.

CASSANO Luca
Non avendo santi in Paradiso, non ci arrovelliamo nella discussione odierna su quali sia più giusto evocare nell'ambito della fusione GTT-ATM.
Rispetto alle affermazioni del Consigliere Porcino, non temiamo la presenza di un "Consiglio ombra", ma non vorremmo che questa decisione mettesse in rilievo "l'ombra di un Consiglio", perché le modalità con le quali questa discussione si sta sviluppando, sui giornali e in Aula, ci preoccupano alquanto.
Innanzitutto, non riusciamo né riesco a nascondere l'imbarazzo nell'affrontare una discussione a tratti surreale, perché, se i Consiglieri d'Amministrazione nominati dalla Città non sono in possesso di questo famoso documento di cui i giornali hanno scritto e di cui neppure il Sindaco di una delle due Città principalmente coinvolte è in possesso, capirà bene, signor Sindaco, le nostre perplessità sulla possibile fusione e sulle modalità con le quali tali decisioni si stanno determinando.
Pochi esponenti di un club esclusivo - chiamato, evidentemente, Partito Democratico, pensiamo! - accedono ad un documento fondamentale per il futuro della Città e della sua principale Azienda pubblica.
Come possiamo, oggi, dare fiducia o fidarci, in uno scenario tanto difficile e tanto complesso?
Vorrei invitare il Consigliere Giorgis a rileggere la relazione, perché prima, con molta veemenza, ci ha ricordato la relazione, collegata al Bilancio, nella quale si fa riferimento alla fusione GTT-ATM, mentre in quella relazione si parlava di sinergie e non di fusioni, ma, evidentemente, le discussioni con l'Onorevole Porcino sono più importanti della dialettica interna alla maggioranza.
Quindi, non si trattava di fusioni fra GTT e ATM, bensì di sinergie, in un contesto generale mutato, e vorrei sottolineare che esiste una differenza sostanziale, non solo formale, fra le due cose.
Il risultato di quello studio è fondamentale, signor Sindaco, perché ci consente di assumere decisioni con pienezza d'informazioni e di rendere altresì conto ai cittadini torinesi, i quali, a fronte di una fusione al ribasso o di un servizio peggiorato, potrebbero chiedere conto ai loro eletti, che, per assurdo, potrebbero anche non avere un ruolo fondamentale nell'assunzione di questa decisione.
Non credo che si possa attribuire ai partiti della Sinistra, o alla Sinistra Arcobaleno, come vogliamo definirla, il tentativo di creare ostacoli artificiosi, come lei diceva, riferito evidentemente ad altri soggetti.
Per quanto ci riguarda, le uniche priorità sono i lavoratori e la qualità del trasporto pubblico. Non penso che altri agiscano, tentando di eludere questi due aspetti, ma, evidentemente, le priorità con le quali parti di questa maggioranza e anche del Partito Democratico arrivano alla possibile fusione GTT-ATM sono pure altre, e, signor Sindaco, non credo che possa bastare il mercato - è evidente -, per liberare GTT dalle incrostazioni correntiste che ne hanno determinato la debolezza.
In questa fase, discutiamo di un'alleanza fra soggetti pubblici - ha fatto bene a ricordarlo -, ma non era così anche per AEM Torino, quando si discusse a suo tempo la fusione con AMGA? Una volta aggregate, quali scenari potrebbero aprirsi?
Potremmo trovarci nell'ottica di un'alleanza con soggetti privati, senza che il Consiglio Comunale, una volta determinata la possibile fusione, decida se sia o meno opportuno allearsi ed aggregarsi con soggetti privati, e il Consiglio Comunale potrebbe non intervenire più.
Allora, signor Sindaco, posso pure accogliere la proposta avanzata da alcuni Colleghi dell'opposizione e della maggioranza rispetto alla necessità di confrontarsi anche con il Consiglio Comunale di Milano, ma non per il piacere di conoscere il Presidente del Consiglio o i Consiglieri Comunali di Milano, bensì per capire quali siano le reali esigenze della Città di Milano rispetto al trasporto pubblico, e non solo ai bilanci delle due Aziende che lo gestiscono; lo ritengo fondamentale, anche perché, se non partissimo dalle necessità delle due Città - non i due Consigli -, dei due gestori del trasporto pubblico, otterremmo una discussione sicuramente monca.
Infine, posto che il Sindaco non ha letto il documento, ma che i rilievi mossi dal Consigliere Cerutti potrebbero essere reali rispetto ai tempi imposti dal Codice Civile a proposito delle fusioni (non so se il riferimento sia giusto), vorremmo capire a nostra volta quali siano i tempi con cui tale decisione dovrà determinarsi. Spero che l'abbiano informata almeno su questo, signor Sindaco, anche per avere certezze sui percorsi di partecipazione che riteniamo fondamentale debbano attivarsi fra i lavoratori e le associazioni dei consumatori e i cittadini torinesi, per discutere di un'Azienda che è soprattutto dei cittadini torinesi.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Avrei una questione da sottoporre all'Aula: dopo l'intervento del Consigliere Zanolini e se nessuno è contrario, siccome c'è stato un equivoco fra i Consiglieri Giorgis e Calgaro, pur avendo il Collega Giorgis utilizzato i cinque minuti disponibili per l'intervento, ma considerando che alcuni Colleghi sono andati anche oltre il tempo a loro disposizione - mi pare di avere avuto una gestione sufficientemente elastica -, lascerei al Consigliere Calgaro la possibilità d'integrare brevemente quanto detto dal Collega Giorgis.
La parola al Consigliere Zanolini.

ZANOLINI Carlo
Avevo votato perché questa comunicazione venisse fatta in Aula, poiché ritengo giusto che, lasciando da parte "i santi", noi che siamo "i fanti" riusciamo anche a conoscere meglio certe situazioni.
Mi pare che la relazione del Sindaco sia stata esauriente, altrimenti non avrei avuto elementi per poter esprimere un giudizio; quindi, ritengo soddisfacenti questi primi elementi, che la strada sia buona e che si debba andare avanti.
Chiaramente, come Consiglio Comunale, dobbiamo dare qualche indirizzo, ma non possiamo andare nello specifico, perché, personalmente, non ho competenze tali da poter valutare e giudicare un capitolato, un accordo, in ogni minimo dettaglio, capacità che solamente quanti siano in un Consiglio d'Amministrazione possono avere.
Questa, dunque, mi sembra la sede opportuna per fornire delle linee d'indirizzo e ritengo pure corretto che ciò avvenga; quindi, penso che le cose debbano andare avanti, almeno a tre condizioni.
Innanzitutto, ritengo importante che GTT si rafforzi effettivamente, con sinergie, fusioni o con qualsiasi altro metodo; però, lo deve fare, altrimenti non avrà assolutamente possibilità di concorrenza a livello europeo.
Poi, credo - è anche l'opinione di coloro i quali sono vicino a me - che la collaborazione debba avvenire fra aziende pubbliche, se possibile.
È chiaro che, se non ci fossero le possibilità per permettere a GTT di rafforzarsi, devono essere tenute in considerazione anche collaborazioni con aziende private, perché quelle pubbliche possono dare una maggior garanzia di qualità e una maggior garanzia di rispetto delle professionalità sull'occupazione che, talvolta, aziende private possono anche non garantire.
Va da sé che, qualora non fosse possibile creare una collaborazione con Enti Pubblici, debba essere valutata la possibilità di collaborare con Enti privati.
La condizione essenziale, che mi pare abbia ribadito il Sindaco, è quella della paritarietà o della parità; cioè, noi dobbiamo creare una struttura che riguardi una nuova mobilità nella quale Torino non debba essere assolutamente secondaria ad un eventuale partner e, su questo, inviterei il Consiglio d'Amministrazione a vigilare.
È stato detto, molto opportunamente, da altri Consiglieri, che noi abbiamo delle competenze ed altri ne hanno altre; non è detto che le nostre competenze, per quanto siano minori, per fatturato, non siano importanti dal punto di vista qualitativo.
È importante, quindi, avere una complementarietà tra gli Enti che tendono a fondersi oppure a rafforzarsi.
Questa condizione di paritarietà è fondamentale, perché il Consiglio Comunale dia il via all'operazione e, a questo proposito, vorrei sottolineare che andiamo verso il 2011, verso il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, pertanto, sarebbe opportuno che tutte le scelte siano fatte anche in funzione dell'Italia e non soltanto dell'Azienda.
Bisogna scegliere le sinergie, le fusioni che rivalutano l'Italia, oltre che il Piemonte, oltre che Torino, perché aprirsi verso realtà straniere, seppure europee, potrebbe ancora impoverire questo nostro Paese che, pur nell'ambito della Comunità Europea, si trova in estrema difficoltà.
Non vedo con favore l'apertura verso realtà non italiane, ma prima cercherei di valutare la possibilità di percorrere, se possibile, strade italiane pubbliche.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Calgaro.

CALGARO Marco
Sono tra coloro che è convinto che il dibattito, nato in città e in Consiglio Comunale, su questo tema, sia positivo. Spiego perché.
È positivo, perché ritengo sia importante, a maggior ragione in questi momenti in cui Torino è un po' sul crinale, perché non ha ancora dato una svolta definitiva al proprio futuro.
Ci sono anche, a mio avviso, alcune ombre all'orizzonte, rispetto alle quali bisognerà parlare; pertanto, in questa fase, è importante che il dibattito in Consiglio Comunale riassuma centralità.
Credo, per questo, che sarebbe stato opportuno, perché avrebbe dato molta tranquillità a tutti sapere che l'incarico a GTT, per approfondire questi temi, fosse stato dato chiarendo, davanti al Consiglio Comunale, certamente, non cose incomunicabili. Siamo di fronte ad una trattativa, o, comunque, ad un confronto tra due aziende pubbliche, per cui non c'è neanche il problema delle quotate in Borsa, o temi di questo genere; stabilire questi paletti che io condivido - e che ha chiarito il Sindaco questa sera, con anticipo, quando si cominciava questo confronto - è certo rasserenante.
Penso anche che si possa fare un augurio alla Giunta e a GTT, a coloro che trattano. Vorrei andare un po' in controtendenza, rispetto a quanto hanno detto il Consigliere Goffi e alcuni altri, rispetto alla spropositata grandezza della città di Milano e di ATM rispetto a GTT. Credo che se la nostra Giunta e GTT saranno così bravi, come lo sono state la Giunta di Genova e l'AMGA di Genova, riusciranno a compiere la stessa operazione che ha compiuto Genova nei nostri confronti, perché la fusione di IRIDE - che è davvero un modello e che credo porti elementi positivi alla città - è avvenuta in partenza con una spropositata preponderanza di Torino, rispetto a Genova, perché Torino rappresentava il 65% della fusione, mentre Genova soltanto il 35%. Alla fine, si è chiusa con Genova e Torino partecipi entrambe al 50%.
A mio avviso, è proprio un augurio che il Consiglio Comunale può fare alla Giunta e a GTT, quello di trattare e di chiudere su un dimensionamento di questo genere, perché penso che sia scellerato chi pensa di opporsi al fatto che GTT debba costruire il suo futuro, ingrandendosi.
Ritengo, però, che vi siano due cose da dire: proprio perché sarà il Consiglio Comunale a dover decidere, sarebbe stato bene che a GTT fosse dato di esplorare tutte le possibilità in gioco e non una sola, perché credo che, così facendo, il Consiglio Comunale avrebbe avuto di fronte una relazione che lo avrebbe messo in condizioni di decidere più serenamente.
Secondariamente, che proprio fosse stato dato questo mandato chiaro, di essere bravi come è stata Genova, cioè di arrivare ad una conclusione che ci porti ad un "fifty-fifty". In quest'ottica, tutti i cittadini di Torino sarebbero contenti; il Consiglio Comunale non potrebbe che votare con una stragrande maggioranza di voti questa fusione, perché credo che avremo davvero portato avanti un'operazione grande per la città, così come ha fatto Genova circa due anni fa. E questo credo che sia l'augurio che dobbiamo farci, cercando di capire che, secondo me, quando si apre un dibattito, non sempre lo si fa in malafede, non sempre lo si fa per alimentare interessi più o meno occulti, a tesseramenti più o meno chiari. A volte lo si fa per il bene della città.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la replica, al Sindaco.

SINDACO
Anche io, come il Consigliere Calgaro, credo non esistano dibattiti inutili e neanche questo lo è, anzi.
Ricordo subito al Consigliere Calgaro che, come ha rammentato - io la data non la ricordavo assolutamente - il Consigliere Cerutti, dopo l'incontro tenutosi a Milano con il Sindaco Moratti, si era discusso in questo Consiglio Comunale e alcune delle cose dette da me questa sera, sono tal quali - si possono confrontare i verbali, se lo si gradisce - a quelle che dissi allora e sulle quali ci fu, più o meno, come questa sera, una convergenza.
Non credo che questa prima fase di confronto con i milanesi sia avvenuta, né senza aver esplorato altre alternative possibili, né senza che vi sia stata una discussione preventiva con il Consiglio Comunale.
Dato che non sono in grado di rispondere né sul crono-programma, né sul merito del documento, posso soltanto dire che ho avuto un confronto con l'Azienda, durante il quale sono emerse tre diverse ipotesi di assetto. Io ho proposto di approfondirne un paio e di escludere un'operazione di fusione, perché non consentirebbe di mettere in campo quelle tecnicalità che potrebbero permettere di compensare la pariteticità delle due aziende. Proprio perché il Consiglio Comunale non sia né ombra, né fantasma, per parafrasare quello che l'Economist sostiene del nostro Governo ombra, vorrei tornare sottoponendovi un'opinione mia e della Giunta.
Venire qui soltanto per dirvi che le cose stanno andando così e "arrivederci, ci vediamo la prossima volta", rischia sempre - per utilizzare la metafora del Consigliere Porcino - di far sì che il Consiglio Comunale sia un'ombra.
Vorrei venire in quest'Aula proponendovi le ipotesi sulle quali si è discusso e chiedere, poi, a voi che cosa si può fare.
C'é bisogno di due mesi per approfondire il tema in Commissione? Approfondiamola pure in Commissione. Non siamo, però, a questo punto e quando lo saremo, non vi è dubbio che presenteremo in Consiglio Comunale - con, o senza i milanesi - un crono-programma di approfondimento e delle indicazioni per capire su quali linee muoverci. Vorrei, comunque, presentarmi a voi con un programma della Giunta, non con un semplice resoconto della situazione!
Da questo punto di vista, lasciatemi dire che un problema da affrontare è il rapporto fra l'azionista e il management dell'azienda.
Se il management di un'azienda, quando sul mandato dell'azionista impegnato nella definizione della prima fase di una trattativa, non è convinto di quello che sta succedendo, può manifestare all'azionista i suoi dubbi: a quel punto, può convincersi, può essere convinto dall'azionista stesso o può dimettersi. Se, invece, l'azionista dà ragione al management, si può fermare. Ammesso e non concesso che sia stato direttamente il management dell'azienda ad aver fatto trapelare le notizie orientate, devo dire che l'Amministratore Delegato ha avuto il coraggio - lo dico in senso positivo - di firmare, con una propria intervista, una dichiarazione che non era molto dissimile da quella trapelata dal documento apparso su un altro quotidiano.
C'é bisogno - questo lo avverto ed è l'elemento critico che recepisco da questa discussione - di regolare il rapporto tra azionista e management dell'azienda, prima ancora che con il Consiglio, perché, diversamente, si rischia di non arrivare a nulla. È chiaro cosa intendo? Lo dico senza alcuna iattanza e senza alcun tipo di atteggiamento arrogante, però credo che ci si debba chiarire. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ricordo che c'è una legge che definisce i poteri dei Sindaci, delle Giunte e dei Consigli, non è che si debba decidere tutto in assemblea; se così fosse, potremmo anche farci da parte. Mi sembra che l'ipotesi del potere ai soviet sia passata da qualche tempo e non abbia nemmeno funzionato molto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per fortuna che il Presidente Castronovo non ha detto questa battuta al microfono, perché, se così fosse stato, sinceramente gli avrei chiesto le scuse pubbliche. Se permette, a me non dà del podestà. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). C'è un riferimento storico, ma dato che la storia la conosco, è meglio che lei del podestà, a me, non me lo dia. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Questo è il punto.
Noi stiamo affrontando una fase preliminare, perché, in quell'incontro con il Sindaco Moratti, prima del 4 febbraio, abbiamo semplicemente dato mandato alle aziende di fare un lavoro esplorativo, che si sta facendo.
È improprio - e diffido dallo scrivere diversamente - parlare di trattativa, perché una trattativa la si, fa quando ci sono valori ed assetti in campo. Oggi non siamo assolutamente in quella fase: siamo, invece, nella fase in cui si tratta di capire se c'è una condizione comune che permetta di passare, dopo le discussioni, gli approfondimenti e il mandato che verranno dal Consiglio Comunale, ad una vera e propria trattativa, dove si metteranno in campo i valori, gli asset patrimoniali e via discorrendo.
Quindi, siamo in questa fase: non cambia nulla, rispetto a febbraio.
Quando la Giunta avrà opinioni precise sul come e sul se andare avanti, le proporrà al Consiglio Comunale, che avrà tutti i margini di decisione e di approfondimento che riterrà.
Infine, rispondendo soprattutto al Consigliere Goffi, ma anche ad altri, non vorrei che sfuggisse che ciò che ho detto sulle gare (che si vada con Milano o con Parigi) è la base fondamentale per il processo di liberalizzazione e di miglioramento del servizio attraverso l'unico meccanismo che conosco, quello competitivo. La decisione di andare a gara è l'unica che io conosca che può permettere a pubblici, privati, consorzi e non consorzi di cercare di migliorare le offerte e, quindi, attraverso una capacità di selezione e di controllo (che, ovviamente, il Comune deve avere), valutare l'offerta migliore per andare incontro alle giuste esigenze di miglioramento del servizio e di contenimento dei prezzi, che credo rappresentino l'obiettivo di tutti.
Questa resta una decisione che è parallela: comunque vada la trattativa con Milano o con qualsiasi altra città, questa è una decisione che resta, che porteremo avanti, rispetto alla quale GTT dovrà comunque attrezzarsi.
Ci tengo a precisare questo aspetto, perché mi sembra un passaggio decisivo.
Infine, per quanto riguarda ciò che ha affermato il Consigliere Gallo, dico che, a differenza sua, non do per scontata la fusione (anche se pregherei di credere che, in ogni caso, nessuna ipotesi prevederà mai la scomparsa di GTT in un'altra società), e credo sia chiaro dal contesto. Quello che, invece, do per scontato - e su cui sto insistendo da tempo, anche se non sempre con il successo che mi aspetterei - è il rapporto con i privati: infatti, credo - e su questo sono totalmente d'accordo con il Consigliere Cantore - che il metodo introdotto alla SAGAT (dove l'azionista pubblico garantisce i compiti di indirizzo e di controllo in un servizio che è, per sua natura, pubblico e che, quindi, deve risponde alle esigenze della collettività, lasciando però la gestione al privato, che indubbiamente ha maggiore attitudine alla gestione di processi complessi di quanto non ne abbia il pubblico) abbia dimostrato di funzionare. Non credo, quindi, che ci sarebbe da scandalizzarsi: anzi, ci sarebbe da lavorare, affinché questo modello possa essere introdotto in GTT e in altre aziende come modello per far crescere insieme sia liberalizzazione attraverso la gara sia il rafforzamento e le capacità competitive delle aziende, per stare nella competizione senza perderla.
Termino, ribadendo un concetto che ho già espresso diverse volte: il controllo pubblico (al quale non si può abdicare, trattandosi di un'azienda del Comune) può essere detenuto in tante forme, che non necessariamente coincidono con il possesso totalitario del capitale, e nemmeno soltanto con il possesso maggioritario del capitale.
Bisogna uscire da questa iconografia, secondo cui, se non ne possiede almeno il 51%, il Comune non controlla l'azienda.
Ci sono tanti modi: scegliamo quello che risponde meglio alle esigenze di efficienza gestionale e di valorizzazione dell'azienda in un quadro competitivo che è quello che dobbiamo creare.
Questa è la linea che - Milano o non Milano - tenderemo a perseguire, finché avremo la fiducia di questa maggioranza, e non soltanto per quanto riguarda i trasporti.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Dichiaro concluse le comunicazioni del Sindaco.
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