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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 9 Giugno 2008 ore 15,00
Paragrafo n. 7
INTERPELLANZA 2008-02398
"BUONI TAXI AI DISABILI, VERI O FINTI?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI SCANDEREBECH E GOFFI IN DATA 29 APRILE 2008.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200802398/02, presentata in data 29 aprile 2008, avente per oggetto:
"Buoni taxi ai disabili, veri o finti?"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Sestero.

SESTERO Maria Grazia (Assessore)
Di questa questione che i Consiglieri pongono sui tempi di accesso al servizio del trasporto alternativo al trasporto sui mezzi pubblici, più di una volta siamo andati a riferire alle Commissioni competenti (la II e la IV) e quindi penso che i Consiglieri interpellanti sappiano che questa è una questione aperta. È una questione complessa e di non facile soluzione.
L'iter qui richiamato è stato semplificato a partire dal mese di marzo 2007, per un accordo con l'Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte, per cui l'accertamento può avvenire attraverso la certificazione già alle mani del cittadino, rilasciato dall'ASL, o nel caso in cui la documentazione dell'ASL non esprima anche la condizione che è necessaria per accedere a questo tipo di servizio, cioè non poter salire su un mezzo pubblico, quindi non solo le difficoltà di mobilità, solo in questo caso si passa attraverso una visita per verificare questa condizione che può dare risposta positiva o meno.
Successivamente, una Commissione Tecnica (chiamata così dal regolamento) valuta le quantità di buoni che il soggetto necessita, all'attenzione della commissione stessa, per motivi di lavoro, di integrazione o quant'altro.
La difficoltà che incontriamo, che ben conosce il Consiglio Comunale, è che noi abbiamo una domanda che è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni, perché a questo tipo di servizio accedono non solo le persone riconosciute dalla Legge n. 104, ma possono accedere anziani, malati e quindi la domanda, ogni anno, cresce e noi abbiamo difficoltà, pur conservando la posta di Bilancio in tutti questi anni e alcuni anni, essendo riusciti anche ad aumentarla un po', abbiamo difficoltà a rispondere positivamente.
Quest'anno abbiamo a Bilancio 3.300.000, come l'anno scorso, che servono per fornire servizi a una platea di circa 3.000 cittadini; la spesa media per cittadino è di 1.000 Euro, ma, dato che si possono avere 10 viaggi al mese o 45 per chi lavora, i casi di 45 viaggi e alcuni casi anche di 60 viaggi riconosciuti corrispondono circa a 9.000 Euro l'anno per trasportare, con soluzioni alternative, cittadini che, in particolare, su quei numeri di buoni devono andare a lavorare o hanno impegni di studi continuativi. Questa crescita della domanda ci rende difficile rispondere.
Da alcuni anni, stiamo ragionando e discutendo con le Associazioni dei disabili, come modificare, attraverso il Regolamento, come riuscire a rispondere alle priorità con le risorse che abbiamo difeso, che sono state conservate in Bilancio. Noi, ogni anno, dovremmo avere una crescita di circa 1.000.000 di Euro sul Bilancio; in tutti questi anni avremmo dovuto avere a disposizione questa cifra per rispondere alle esigenze.
Nel momento in cui viene riconosciuta la quantità dalla Commissione Tecnica dei viaggi, il cittadino entra in una lista di attesa intanto per fare la visita, qualora la documentazione a mano dell'interessato non sia sufficiente; le visite avvengono attraverso un ordine cronologico di presentazione della domanda, ad eccezione dei minori e dei casi particolarmente gravi che siano segnalati.
Quindi, entrano in una lista di attesa, in cui c'è una priorità ancora per i minori e per soggetti che hanno bisogno del trasporto per esigenze particolari o di salute, per situazioni gravi o lavorative o di studio.
Attualmente, la lista di attesa è di circa 800 diversamente abili e recentemente abbiamo potuto inserire circa 120 disabili a mano a mano che, per rinuncia, per trasferimento e qualche volta anche, perché cambia lo stato anagrafico (per decesso e non solo per trasferimento) la platea degli utenti rende possibile nuovi inserimenti.
Questa situazione può valere per un tempo di emergenza, non può essere lo stato ordinario ed è per questo che stiamo ancora lavorando, sia per modificare e ristrutturare il tipo di servizio con modalità diverse, che ci permettano di rispondere a tutti i bisogni con la stessa risorsa che abbiamo a disposizione e la modifica anche del regolamento per introdurre priorità, mentre adesso il regolamento è assolutamente indifferenziato, non fa differenza tra chi la domanda la fa sulla base della Legge n. 104 o per altre condizioni, indipendentemente da qualsiasi condizione reddituale.
Quindi, da un po' di tempo (e non vi nascondo le difficoltà) su due versanti, stiamo cercando di andare oltre una situazione che vede chi usufruisce del servizio, conservarlo e i nuovi utenti che ne hanno diritto dovere attendere. Penso non sia possibile prolungare ancora per troppo tempo questa situazione per la quale chi è dentro è dentro e chi non è stato ancora ammesso non riesce ad entrare.
Come abbiamo sempre fatto, a breve, avremo un incontro con le Associazioni; dopo un periodo in cui abbiamo studiato modalità di ristrutturazione del servizio, abbiamo ripreso l'attenzione su questa materia, torneremo in Commissione a illustrare soluzioni e ipotesi e quanto è utile per affrontare questo problema, chiedendo, ovviamente, anche la disponibilità a ragionare del Consiglio Comunale, che è una collaborazione preziosa.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Presidente, le chiedo solo un favore: so che non è prassi e consuetudine, ma posso fare una domanda all'Assessore e, dopo la risposta intervenire, nel merito? Solo una domanda flash e lapidaria.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Prego, Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Assessore, voglio capire solo una cosa: se la domanda viene accolta e viene inviato un foglio protocollato dal Comune di Torino a casa del richiedente, è possibile che quel richiedente, poi, non usufruisca dei buoni? Mi sono spiegata?

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Sestero.

SESTERO Maria Grazia (Assessore)
Mi pareva di avere risposto. Nel momento in cui viene riconosciuto dalla Commissione Tecnica la quantità dei passaggi riconosciuti, si manda una lettera al cittadino in cui si comunicano il numero dei buoni riconosciuti in riferimento alle condizioni del richiedente, che è stato inserito in una lista di attesa e, appena saremo in grado, sarà chiamato per ritirare i buoni. Questa è la comunicazione che viene inviata ai cittadini.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Presidente, mi scusi, ma non avevo ben colto questa sottigliezza.
Intervengo solo per fare una constatazione: diversi cittadini disabili, invalidi al 100%, con indennità di accompagnamento, che hanno fatto domanda per avere i buoni e hanno ricevuto lettera protocollata dal Comune di Torino, solo per fare un esempio, ne posso citare una, questa lettera arrivata dai Servizi Sociali in data 15 giugno 2007, con protocollo n. 26491, che rimanga a verbale perché non è una cosa inventata, gli Uffici hanno risposto a questa richiesta dicendo: "I fondi devono ancora arrivare dallo Stato, noi non siamo in grado di dare questi fondi attualmente di rilasciarvi ora i buoni taxi. Quando saranno disponibili i fondi statali, verrete contattati e questi buoni verranno distribuiti".
Quindi, dal giugno 2007 al giugno 2008, questi buoni non sono stati ancora rilasciati a questo cittadino!
Assessore, nel caso in cui sia vera la dichiarazione degli Uffici dei Servizi Sociali sul fatto che i fondi siano puramente statali e non solo comunali, mi chiedo se non possa intervenire la Tesoreria Comunale anticipando la quota e, quando arriveranno i fondi statali, rimborsare Tesoreria di ciò che ha perso in precedenza, perché, a mio parere, le persone che hanno diritto ad usufruire di questo servizio non possono aspettare anni, anche perché, nel caso di anziani (ad esempio, il signore in questione ha 75 anni), nel frattempo, questi potrebbero decedere senza neanche usufruirne.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la replica, all'Assessore Sestero.

SESTERO Maria Grazia (Assessore)
A quanto ho già detto in precedenza, vorrei aggiungere il riferimento a due sentenze della Corte di Cassazione, la n. 3.848 e la n. 25.840 del 2007, secondo le quali in capo al cittadino diversamente abile vi è un interesse legittimo a condizione che l'Ente Locale abbia le risorse economiche necessarie per fronteggiarlo. Inoltre, vorrei ricordare che la Città di Torino forse è rimasta l'unica Città che abbia un servizio generalizzato di questo tipo; molte altre lo hanno dovuto annullare a causa della crescita anche ridondante della richiesta, perché aumentano gli anziani ed il servizio è di grande utilità, visto che un taxi, al contrario di un tram, arriva davanti alla porta di casa. Torino ha conservato a fatica questo servizio, mentre altre Città hanno dovuto annullarlo o renderlo sporadico in alcune situazioni.
Il Consigliere fa riferimento ad un servizio che non è alle dipendenze mie, ma dei Servizi Sociali e non so se sia in possesso di una lettera scritta con le frasi che ha citato o se sia stata una dichiarazione verbale, perché conosco le lettere che vengono inviate e so che vi è scritto:"Lei ha diritto e verrà chiamato quando saremo in condizione di offrire il servizio".
Consigliere, lei richiamava le dichiarazioni di qualche dipendente dei Servizi Sociali e forse si potrebbe provvedere attraverso un'anticipazione, ma su questo tipo di trasporto lo Stato non mette una Lira, perché non è un servizio riconosciuto dallo Stato Centrale, anche se è richiamato nella Legge n. 104, ma è un servizio che le Città devono fornire sulla base delle proprie capacità finanziarie; pertanto, la soluzione che proponeva non è praticabile: non esiste la possibilità di anticipare le risorse, perché non ci sono i fondi.
Stiamo lavorando anche nei confronti della Regione Piemonte, che non ha mai investito in questa direzione e stiamo cercando di promuovere un servizio almeno per le disabilità legate a condizioni di salute particolari, come già accade per il trasporto a carico del Servizio Sanitario per gli affetti da diabete, per i quali è previsto che una quota del trasporto per recarsi in ospedale a fare le cure sia a carico della Regione. Stiamo trattando con l'Assessorato competente per avere questa integrazione del servizio da parte della Regione, ma si tratta sempre di risorse che fanno capo all'insieme delle autonomie, per le quali non sono previsti trasferimenti dallo Stato.
Sono consapevole che, seguendo questo percorso, sia possibile che questo signore sia in attesa dal 2007, perché spesso siamo di fronte a casi di particolare gravità (minori in condizioni disperate, o persone che se non gli si riconosce il trasporto non possono lavorare e quindi integrarsi, o casi di gravità assoluta) e può darsi che queste priorità abbiano scavalcato questo cittadino da così tanto tempo in attesa.
Condivido la preoccupazione che anima il Consigliere che così non si può continuare, quindi, attraverso il Regolamento e la riforma del servizio offerto, può darsi che, evitando un servizio taxi completamente individuale, si riesca a rispondere ad un numero maggiore di cittadini rispetto ad oggi.
Non ho difficoltà a dire che da varie parti vi sia molta resistenza a modificare il servizio, ma mi pare inevitabile andare in questa direzione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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